mercoledì 31 ottobre 2007
TORINO: un grattacielo più alto della Mole!
In questi giorni infuria a Torino una durissima polemica per la proposta di realizzazione di un grattacielo: si tratta di una struttura progettata dal famosissimo architetto italiano Renzo Piano, alta complessivamente 200 metri (180 l'edificio + 20 le antenne), che presenterà una superficie complessiva di 50.000 mq per un totale di 2.000 addetti. Costerà tra i 300 e i 350 milioni di euro e la sua costruzione è prevista entro il 2011. L'edificio sarà realizzato per ospitare la sede della nuova banca nata dalla fusione dello scorso anno tra "San Paolo Imi" e "Banca Intesa". Fin qui nulla di strano, se non fosse per una foto circolata in questi giorni che propone uno sconvolgente skyline della città (si tratta di quella allegata). Tale foto è stata lanciata dal comitato del "no al grattacielo": oggi l'architetto Renzo Piano è intervenuto alla polemica descrivendo questa foto come un falso in quanto il nuovo grattacielo si troverà non così vicino alla Mole Antonelliana, ma a 2.4 km di distanza e quindi sarà meno visibile... Ricordiamo che la città di Torino mantiene questo morbido skyline addirittura dall'800, cercando di preservare nei decenni la città dalle costruzioni aggressive ed ingombranti. Infatti, fino ad oggi il palazzo più alto della città è il suo simbolo per eccellenza, ovvero la Mole Antonelliana, che con i suoi 167 metri di altezza primeggia sul fantastico fondo delle Alpi (seguono a ruota la Torre Littoria di Palazzo Castello con 84,5 metri d'altezza e la Torre della RAI con 74 metri...). In pratica, la domanda che molti torinesi si stanno ponendo è: "Nel 21° secolo ha ancora senso mutare lo skyline di una città?". Guido Montanari, docente di storia dell'architettura e tra i promotori del comitato del no, sostiene: "Torino ha un orizzonte che, eccetto la Mole e poi la Torre Littoria di Piazza Castello e il grattacielo della RAI, conserva le linee dell'Ottocento. E' una sua grande bellezza: così come hanno rivelato tutte le TV del mondo durante le recenti Olimpiadi. Perchè rovinarla? Il problema non è decidere se i grattacieli sono giusti o sbagliati, semmai invece se una città come Torino ne ha bisogno". Non c'è ombra di dubbio che i grattacieli progettati negli ultimi anni presentino forme armoniche e quindi ben inseribili nel contesto urbano delle grandi città, anche per una questione di spazi, ma di certo non si può sottovalutare il contesto urbano in cui il nuovo grattacielo viene inserito. Il nuovo edificio non creerebbe alcun problema in una città come Milano o come New York, che già hanno uno skyline modificato dalle super-strutture ormai da decenni (e che ormai costituiscono una parte importante di queste città), però visto che ancora esistono esempi (anche se pochi...) di grandi città che sono riuscite a preservare la loro struttura urbana nel tempo perchè allora rovinarle con simili strutture? Avrà anche ragione Renzo Piano nel denunciare che il fotomontaggio è esagerato, ma si tratta pur sempre di un palazzo di 200 metri che svetterà nel nulla e con sullo fondo le Alpi, e che non sarà certo proprio un belvedere... Salviamo almeno il salvabile...
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5:39 PM
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martedì 23 ottobre 2007
Riscaldamento globale: l'uomo è innocente?
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ESA: Europa alla conquista dello spazio!
- LAPLACE: una missione che studierà Giove, la sua luna ghiacciata Europa e i suoi altri satelliti (sarà composta da tre piattaforme distinte per i tre diversi compiti);
- TANDEM: una missione che studierà Titano ed Encelado (due satelliti di Saturno: tra l'altro Titano rappresenta l'unica luna del sistema solare con un'atmosfera e laghi liquidi composti di metano). La sonda porterà un pallone aerostatico che girerà nell'atmosfera, alzandosi ed abbassandosi;
- XEUS: un duplice satellite che ruoterà attorno alla Terra costituendo un telescopio per lo studio a raggi X dell'universo;
- SPICA: appoggio ad una missione giapponese per costruire un telescopio spaziale che sarà utilizzato per studiare il cosmo all'infrarosso;
- CROSS-SCALE: un grappolo di 12 piccoli satelliti utilizzato per studiare il plasma (ovvero il gas di particelle cariche elettricamente) che circonda la Terra;
- MARCO POLO: una missione per raccogliere un campione di roccia da un asteroide (che passerà vicino alla Terra) e portarlo sul nostro pianeta;
- DUNE E SPACE: uno o due satelliti per studiare la "materia oscura" e "l'energia oscura";
- PLATO: una missione per cercare pianeti extrasolari simili alla Terra (cioè pianeti rocciosi su cui sia possibile la vita).
Ed intanto oggi è partita da Cape Canaveral alle 17:38 ora italiana la missione spaziale STS 120 - Esperia, alla quale partecipa anche un astronauta italiano, Paolo Nespoli: è stato lanciato il nuovo modulo NODO2 prodotto e sviluppato in Italia dall'ASI (Agenzia Spaziale Italiana, http://www.asi.it) per conto della NASA. Paolo Nespoli sarà il 5° italiano della storia ad andare nello spazio: la missione durerà 14 giorni e comprenderà ben 5 passeggiate spaziali, nelle quali si preparerà l'installazione del NODO2 il quale servirà poi a connettere i moduli americani e russi già in orbita a quelli degli altri partner internazionali, bloccati da tempo in un hangar del Kennedy Space Center a causa della tragedia del Columbia. Tre dei sei punti di attracco del NODO2 faranno da collegamento tra il laboratorio scientifico americano Destiny, il laboratorio europeo Columbus e quello giapponese Kibo. Buon viaggio!
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9:22 PM
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VALPADANA: anch'essa ha la sua "nube bruna"!
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8:55 PM
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UE: sostituire i pesticidi più dannosi
- tra il 01/06/2008 e il 01/12/2008 sarà obbligatorio compiere la pre-registrazione delle sostanze chimiche;
- entro il 30/11/2010 dovrà essere effettuata la registrazione per alcune tipologie di sostanze chimihe relativamente ai loro quantitativi: si tratta delle sostanze chimiche CMR (cioè cancerogene, mutagene o tossiche per il sistema riprouttivo) prodotte od importate in misura uguale o superiore a 1 tonnellata annua, delle sostanze chimiche molto tossiche per ambiente marino in misura uguale o superiore a 100 tonnellate annue e delle altre sostanze chimiche in misura uguale o superiore a 1.000 tonnellate annue;
- entro il 31/05/2013 dovrà essere completata la registrazione per tutte le sostanze chimiche prodotte od importate in misura uguale o superiore a 100 tonnellate annue;
- entro il 31/05/2018 sarà obbligatoria la registrazione per tutte le sostanze chimiche prodotte od importate in misura uguale o superiore a 1 tonnellata annua.
Altri compiti dell'ECHA sono quello di fornire al pubblico informazioni sulle sostanze chimihe che sono state o sono soggette a valutazione, elaborare documenti destinati alle imprese ed inerenti gli obblighi da seguire e mettere in atto un servizio di assistenza tecnica.
Soddisfazione viene da parte di Legambiente... e anche dal sottoscritto!
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domenica 21 ottobre 2007
RISORSE INESPLORATE: lasciamo stare i mari e i Poli!!!
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3:52 PM
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GUSSING, il paese a emissioni zero!
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mercoledì 17 ottobre 2007
Cicloni sul Mediterraneo?

Sembrerebbe proprio così osservando le due mappe allegate! Si tratta di due formazioni depressionarie con caratteristiche "quasi tropicali"! La prima sta interessando (ormai da molte ore) l'arcipelago delle Baleari, con temporali molto intensi causati dal richiamo di correnti molto umide da sud-ovest (piogge torrenziali sulle isole e danni notevoli): la depressione tende a rimanere sul posto e ad autoalimentarsi. La seconda depressione si è formata a sud della Sicilia, sul Mar Libico e la sua pressione è così bassa da poterla classificare come una TLC, ovvero una "tropical like ciclone", in pratica un ciclone extra-tropicale ma con una struttura simile ai cicloni tropicali! La seconda immagine mostra invece una proiezione per venerdì 19 ottobre quando correnti molto fredde artiche raggiungeranno il Mediterraneo e potrebbero essere causa di eventi molto intensi: notate i venti che ruotano in senso antiorario attorno all'occhio del ciclone (quello rosso) previsto sul Mar Libico! In particolare quest'ulima depressione potrebbe raggiungere la forza di un uragano di 1° categoria!!! Eventi meteo sempre più estremi: sono anche loro frutto del cambiamento climatico in corso?
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martedì 16 ottobre 2007
ALPI a rischio di sgretolamento...
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10:09 PM
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A proposito di cambiamento climatico...
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LEGAMBIENTE: città italiane sempre più inquinate!
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Cina: Lago Tai intossicato dalle industrie chimiche!
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ROCKALL: cosa non si fa per il petrolio...
Quello che vedete nella foto è Rockall, uno scoglio di granito della larghezza di 27 metri e dell'altezza di 23 che affiora in pieno Oceano Atlantico a 368 km dalle coste della Scozia e a 424 km da quelle dell'Irlanda. Un insignificante scoglio in balia delle onde dell'Oceano (che spesso lo sommergono durante le tempeste) che sta scatenando un caso politico tra quattro nazioni (Gran Bretagna, Irlanda, Islanda e Danimarca) per contendersi il possesso dell'isolotto (Rockall in lingua gaelico antico significa "roccia che ruggisce"). Perchè direte voi questa disputa? Ebbene, i fondali attorno all'isolotto nascondono grandi giacimenti di petrolio e gas metano! Ecco perchè tutti ne rivendicano la sovranità!!! Infatti, in base alle nuove norme delle Nazioni Unite fino al 2009 un Paese può rivendicare il sottosuolo marino in un raggio di 500 km attorno ai suoi possedimenti marittimi, purchè non vi siano dispute con altri paesi. Però in questo caso la dispusta esiste: da decenni Gran Bretagna ed Irlanda rivendicano la sovranità sullo scoglio, alle quali si sono poi aggiunte anche l'Islanda e la Danimarca (quest'ultima sostiene che lo scoglio faccia parte dell'arcipelago danese delle Isole Faroe!). Ora i quattro Stati hanno aperto una trattativa con l'obiettivo di reclamare congiuntamente presso l'ONU il possesso di Rockall e pretendere una porzione del sottosuolo marino per ciascuno. Se il negoziato fallisse scoppierebbe una guerra diplomatica... Già qualcosa di strano successe in passato: nel 1955 la Gran Bretagna mandò sull'isolotto due elicotteri Royal Marines per piantare la Union Jack; nel 1984 un soldato irlandese si impiantò nell'isolotto ma morì affogato; nel 1985 un commando britannico vi trascorse una settimana! Cosa non si fa per il petrolio...
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venerdì 12 ottobre 2007
AL GORE-I.P.C.C.: a loro il PREMIO NOBEL PER LA PACE 2007
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2:03 PM
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mercoledì 10 ottobre 2007
Cambiamento climatico: Polo Nord e Polo Sud in contrasto!
Continua la "lotta" tra i due Poli terrestri, lotta legata all'estensione dei loro ghiacci. Infatti, lo corso mese di settembre 2007 mentre il Polo Nord ha battuto il suo minimo storico di estensione della banchisa (pari a 2,9 milioni di kmq), il Polo Sud ha fatto invece registrare il suo massimo storico di estensione della banchisa (pari a 16,17 milioni di kmq, che sommati ai 13 milioni di kmq costantemente ghiacciati danno un valore di ben 30 milioni di kmq completamente ricoperti di ghiaccio durante l'inverno australe, praticamente come l'estensione dell'Africa)!!! Per quanto riguarda il Polo Nord, l'estate ed in particolare il mese di settembre sono risultati più caldi della norma anche di 5°C (vedi immagine allegata, col colore rosso fuoco): ciò ha comportato alla totale scomparsa di ghiaccio durante l'estate (e all'apertura del mitico passaggio a Nord-Ovest...), nonchè ad inquietanti prospettive di sfruttamento economico delle aree finora rimaste selvagge ed incontaminate che possiedono però nel loro sottosusolo enormi quantità di combustibili fossili e minerali! Lo scorso mese di settembre l'estensione media della banchisa artica è stata di 4,3 milioni di kmq (la media è di 7 milioni...), quindi ben 3,7 milioni di kmq di ghiaccio mancanti... Per quanto riguarda l'Antartico, qui la banchisa ha avuto, sempre nel settembre 2007, un'estensione media di 19,2 milioni di kmq, ovvero 0,5 milioni oltre la media (che è di 18,7 milioni). Quindi notizie fortemente negative arrivano dal Polo Nord, positive invece quelle che arrivano dal Polo Sud: tra le due desta più scalpore tuttavia la forte diminuzione del ghiaccio nell'Artico. Infatti, se guardiamo l'estensione dei ghiacci marini a livello globale, siamo in un tred nettamente negativo, visto che la loro estensione è stata di 1 milione di kmq inferiore alla media 1979-2000! Quindi le notizie rimangono pur sempre allarmanti: è una ulteriore conferma che il cambiamento climatico in corso sta fortemente trasformando il clima della Terra, apportando sempre più eventi meteo anteposti tra loro. Questo significa cambiamento cliamtico...
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CINA: pericolo esaurimento acqua!
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Protezione dell'ambiente: istituire una CORTE PENALE INTERNAZIONALE!
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La fine dei metalli...
- rame (utilizzato per cavi elettrici, monete e sculture) 38-61
- oro (gioielli e protesi dentarie) 36-45
- indio (elettronica e schermi Lcd) 4-13
- piombo (tubazioni e batterie) 8-42
- nichel (batterie, pale per turbine e bigiotteria) 57-90
- platino (gioielli, marmitte catalittiche e celle a combustibile) 42-360
- argento (gioielli, catalizzatori e specchi) 9-29
- tantalio (lenti per fotocamere e ferri chirurgici) 20-116
- stagno (lattine, saldature e carta stagnola) 17-40
- uranio (armi e centrali nucleari) 19-59
- zinco (galvanizzazione dell'acciaio e integratori alimentari) 34-46
- alluminio (mezzi di trasporto, linee elettriche ed elettrodomestici) 510-1027
- antimonio (farmaci, fiammiferi e sostanze ignifughe) 13-30
- cromo (smalti, vernici e cromature) 40-143.
Se escludiamo l'alluminio, per il quale (per il momento...) non ci sono problemi, gli altri metalli esaminati sono in serio pericolo di estinzione con forti ripercussioni sulla vita dell'uomo. L'indio, fortemente utilizzato nell'industria elettronica, ha ora un prezzo che è passato da 60 dollari al kg del gennaio 2003 a ben 1.000 dollari al kg dell'agosto 2006, stante il suo rapido esaurimento!!! Per quanto riguarda il platino, non preoccupa tanto l'industria dei gioielli quanto invece l'ecologia dei trasporti: il platino è infatti usato (seppure in piccole quantità) nelle marmitte catalittiche delle automobili per ridurre le emissioni delle sostanze inquinanti (ogni anno tonnellate di questo metallo si volatilizzano nell'aria tanto che alcuni ricercatori all'Università di Birmingham stanno studiando un modo per estrarlo dalla polvere delle strade!!). Una considerazione sull'uranio: si vuole tanto puntare sul nucleare come fonte di energia futura ma, già con l'impiego attuale, tra 60 non ce ne sarà più!!! E il rame? Il suo prezzo sul mercato è triplicato negli ultimi 2 anni arrivando a costare 9.000 euro a tonnellata! Tre sono le soluzioni proposte per far fronte alla possibile carenza dei metalli:
1) si potrebbero utilizzare altre sostanze, ad esempio la plastica al posto del rame nelle tubature dell'acqua, oppure utilizzare più ferro che è molto più abbondante in natura;
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martedì 9 ottobre 2007
VAJONT - 09 ottobre 1963: per non dimenticare...
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venerdì 5 ottobre 2007
ROTTERDAM "Città dell'Architettura" nel 2007
E' ormai diventata una bella metropoli (oltre che un grandissimo porto) la città di ROTTERDAM, famosa in tutto il mondo per i tantissimi esempi di urbanistica ed edilizia contemporanea. Non a caso, i cittadini assicurano che proprio qui a Rotterdam fu costruito (nel lontano 1898) il primo grattacielo europeo! Per valorizzare la città, l'amministrazione locale ogni due anni dedica alla metropoli una serie di grandi iniziative: così nel 2001 è stata "Capitale Europea della Cultura", nel 2003 è stata "Città dell'Acqua" e nel 2005 è stata invece "Città dello Sport". Quest'anno invece è la "Città dell'Architettura". Si sono infatti da poco concluse le seguenti manifestazioni:- "Skyscraper Weekend" dedicato ai grattacieli della città;
- "Terza Biennale Internazionale dell'Architettura".
Ricordiamo che la città di Rotterdam fu pesantemente bombardata dalla Luftwaffe nel 1940 e solo la forte collaborazione tra l'amministrazione pubblica e i grandi architetti seppe ridare un volto nuovo alla città con un tipo di architettura che tuttora fa scuola nel mondo! Come non ammirare il quartiere Kop Van Zuid, chiamato la Manhattan sul Maas (il fiume cittadino), costruito sul vecchio porto e alla cui progettazione ha partecipato anche il nostro architetto italiano Renzo Piano. E come non restare incantati davanti al Kpn Telecom, il grattacielo inclinato sempre progettato da Renzo Piano. E come dimenticare l'Erasmus Bridge (vedi foto), il fantastico ponte ideato da Van Berkel & Bos, costruito tra il 1990 ed il 1996, lungo ben 802 metri per 139 metri d'altezza e 6800 tonnellate di peso: in città è chiamato "il cigno"per la sua forma. E ancora, si può ammirare il Fotomuseum, il Museo della Fotografia inaugurato lo scorso mese di aprile, ottenuto dal restauro di un vecchio edificio degli anni '50 al quale è stata data una forma ellittica. Infine non si possono non citare le famosissime Cube House, le case a forma di cubo ideate dall'architetto P. Blom. Immagini ed informazioni sono raccolte nell'inserto "Viaggi" di oggi del quotidiano La Repubblica. Una città che vale dunque la pena di visitare!
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Tifone "Krosa" su Taiwan!
La stagione dei tifoni è in pieno svolgimento sul Sud-Est asiatico: pochi giorni fa l'ultimo tifone, denominato "Lekima", ha interessato il sud della Cina e il Vietnam con piogge torrenziali e venti a 130 km/h. Ma ora è già pronto un nuovo tifone, questa volta molto più violento del precedente ed uno dei più forti dell'intera stagione. Si tratta del tifone "KROSA" (prende il nome da un frutto vietnamita): ha già colpito le isole Ryu Kyu Meridionali ed ora è in procinto di investire l'isola di Taiwan, rinvigorito dopo aver attraversato il mare (vedi immagine satellitare). Infatti, ha già raggiunto la categoria 4 (su una scala di forza che arriva a 5...) con venti a 200 km/h e raffiche che sfiorano i 220!! L'occhio del tifone è attualmente a circa 350 km dalle coste sud-orientali di Taiwan e continua il suo percorso verso NW. Domani mattina dovrebbe essere sulle coste di Taiwan con venti a 210 km/h e raffiche fino a 230!! La capitale Taipei è in allerta... poi dovrebbe interessare le coste cinesi tra le città di Fuzhou e Nanping e virare, indebolito, verso NE. Giunto in prossimità di Shangai dovrebbe rinvigorire sulle acque oceaniche e puntare verso il Giappone Meridionale. Intanto Taiwan è in allerta: c'è il serio pericolo di inondazioni estese e danni molto ingenti (intanto molte navi militari sono state mandate dall'esercito in mare aperto per raccogliere dati sulla tempesta).
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martedì 2 ottobre 2007
Portogallo: 1° centrale elettrica alimentata dal movimento del mare!
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Energia solare: rischio crisi del silicio...
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Infrastrutture italiane: male i porti commerciali (mentre quelli turistici...)
Il paradosso (l'Italia è un paese di paradossi...) è che, mente i porti commerciali arrancano, quelli turistici... vanno a gonfie vele!!! Negli ultimi anni, dopo il decreto Burlando del 1997, le procedure per la costruzione di un porto turistico si sono enormemente semplificate (prima ci volevano anche 10 anni): dopo il decreto, lo Stato ha delegato in ciò le Regioni (e molto spesso queste ai Comuni...) semplificando alla grande i tempi di esecuzione. Questo ha favorito un grande sviluppo del turismo nautico (che incide oggi per un 2.2% sul Pil), nonchè dei paesi affacciati sul mare: dove sono stati costruiti porti turistici si sono sviluppate attività legate alla gestione portuale (gestione degli ormeggi, manutenzione e carenaggio delle imbarcazioni, rifornimento, servizi diretti, ecc...), nonchè poli di attrazione commerciale ed urbanistica, attività varie (albergazione, ristorazione, ecc...) e un pullulare di eventi e manifestazioni sportive e nautiche. Solo nel 2006 sono stati realizzati in Italia 3.000 posti barca, portandoli ad un totale di 130.000 di cui 54.000 in porti turistici, 44.000 in approdi e 32.000 in punti di ormeggio. Attualmente sono in corso di realizzazione circa 35 progetti di nuovi porti turistici o di riqualificazione di quelli esistenti (tra cui quelli di Imperia, Siracusa, Marina di Pisa e Nettuno), i quali a loro volta riqualificano aree depresse. Tuttavia, la richiesta di posti barca è in continuo aumento e l'offerta non riesce più a soddisfarla: questo crea il rischio di un allontanamento delle barche verso le più attrezzate Francia e Spagna e le più concorrenziali Grecia, Croazia e Turchia.
Cosa si può concludere da tutto questo:
1) porti turistici: buona la situazione, anche se non bisogna perdere l'opportunità di costruirne di nuovi (vista la domanda sempre in aumento) e sempre nel rispetto dell'ambiente circostante (tutti gli interventi devono infatti essere accompagnati da opere di riqualificazione ambientale stabilite per legge). Sarebbe un peccato non approfittarne visto il notevole peso dell'attività turistica sull'economia nazionale;
2) porti commerciali: situazione molto meno buona rispetto a quelli turistici. C'è bisogno di un forte investimento per il potenziamento di quelli esistenti e la realizzazione di nuovi: strade ed autostrade sono ormai intasate di camion ed autoveicoli vari, sarebbe ora puntare sul trasporto marino visti anche i 3.000 km di costa che abbiamo e l'estensione dei mari che ci circondano.
Proprio la posizione centrale nel Mediterraneo dovrebbe giovare in tal senso all'Italia: non dimentichiamo che questo fatto le fece guadagnare in passato una posizione invidiabile rispetto al resto d'Europa facendo la fortuna della nostra economia (un esempio ne sono state le Repubbliche Marinare...) e che invece ora sta avvantaggiando i paesi laterali a noi, come la Spagna. Il rischio è quello di essere il paese con più km di costa e allo stesso tempo quello che non riesce a fare del suo mare una risorsa per la sua economia.
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Caro-prezzo del grano: aumentare le piantagioni?
Sembra pensarla così l'Unione Europea che pochi giorni fa ha deciso, per calmare il prezzo del grano e del mais, di mettere a coltura nei paesi europei (ed anche in Italia) quella quota di terreno che annualmente resta incolta (si tratta della messa a riposo di alcuni terreni per evitare il tracollo dei prezzi). Si è fatto un gran parlare in queste ultime settimane (sopratutto nei telegiornali) del caro-prezzo di alcuni prodotti di prima necessità come pane, pasta, latte, ecc... dando adito (giustamente) alle lamentele dei consumatori ma senza spiegare loro le vere ragioni di questi considerevoli aumenti, che invece (per volere degli stessi tg...) vengono fatti percepire come una colpa dell'attuale governo. Non dicono purtroppo (e la maggior parte della gente non lo sa!) che il prezzo del grano duro (e quindi della materia prima) è aumentato di ben l'80% in un solo anno a livello globale: l'aumento è stato causato dalla sempre maggiore richiesta di grano da parte dei paesi in via di sviluppo (come Cina e India) e allo stesso tempo da una sempre minore di quantità di grano disponibile per l'alimentazione in quanto una buona fetta di esso è oggi impiegata per la produzione dell'etanolo necessario ai biocarburanti! Quindi sempre maggiore grano disponibile, maggiore domanda e prezzi in costante aumento! Altro che Governo... Questa è purtroppo l'informazione che abbiamo in Italia... Tornando alla soluzione presa dall'UE, per il 2008 essa rimette in utilizzo circa 3,8 milioni di ettari di terreno sperando che gli agricoltori li coltivino a grano: in Italia la superficie riutilizzata sarà pari a circa 180-200 mila ettari (circa il 10% dell'attuale superficie coltivata a frumento), per una potenziale maggiore produzione di grano di circa 700.000 tonnellate annue. Per quanto riguarda l'Italia, c'è poi in atto una speculazione (in atto da alcuni anni e mai controllata....) che permette rincari esorbitanti dei prezzi nei vari passaggi dal produttore, al commerciate, al venditore, al consumatore. Guardate nel grafico allegato com'è aumentato il prezzo dei prodotti ortofrutticoli dal 1995 ad oggi: l'Italia è ben distinguibile... Nello stesso schema è inoltre riportato l'aumento che subisce il prezzo di un prodotto in base ai passaggi che fa: con due intermediari il prezzo rispetto alla produzione è quasi 4 volte maggiore!!! Ci sono quindi due problemi di fondo:1) uno a livello generale, che riguarda il prezzo salito alle stelle del grano (complici lo sviluppo demografico di Cina ed India e la richiesta di etanolo derivante dal grano per la produzione dei biocarburanti);
2) l'altro a livello nazionale, che sta nella speculazione dei prezzi in atto nei vari passaggi.
A livello globale stiamo pagando una politica sbagliata di protezione ambientale basata sui biocarburanti che sì limitano le emissioni di gas serra ma allo stesso tempo stanno privando di grano la popolazione mondiale; a livello nazionale stiamo invece pagando i mancati controlli sui prezzi da quando l'euro è entrato in vigore (in questo il Governo Berlusconi ha fatto praticamente zero ed ora la situazione è impossibilitata nel tornare alla normalità). Ecco perchè pasta, pane e latte sono aumentati in maniera così sostanziosa: altro che Governo Prodi... Sinceramente, quella di rimettere in utilizzo i terreni fermi non la vedo come la soluzione al problema, anche perchè non è detto (e questo è uno dei dubbi dell'UE) che gli agricoltori coltiveranno tutti i nuovi terreni a cereali....
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Unknown
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lunedì 1 ottobre 2007
"PULIAMO IL MONDO 2007": ecco i risultati!
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Unknown
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3:37 PM
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YEMEN: disastrosa eruzione vulcanica!
una spettacolare ma disastrosa eruzione vulcanica ha sepolto una piccola isola del Mar Rosso, al largo delle coste dello Yemen. Si tratta dell'isola di Jazirt Mount al-Taira, della lunghezza di soli 3 km e posta a 140 km dalle coste yemenite. L'isola, in seguito ai getti di lava alti centinaia di metri, è stata ricoperta di lava in una sola notte. Il bilancio è di 4 morti (erano soldati che presiedevano l'isola).
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Unknown
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8:03 AM
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