Ampiamente previsto da alcuni giorni, è puntualmente arrivato sull'Europa Centrale l'uragano denominato "Kyrill", colpendo particolarmente duro su Gran Bretagna, nord della Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Germania e Repubblica Ceca. In realtà non si tratta di un vero e proprio "uragano" (tale di definisce infatti la perturbazione tropicale con la tipica forma circolare e il cosiddetto occhio centrale), ma di una profondissima depressione extra-tropicale associata a venti che hanno raggiunto (questi sì) potenza di "uragano": quasi in tutti i paesi succitati i venti hanno sfiorato i 200 km/h, con punte di ben 225 km/h sui monti svizzeri in corrispondenza del ghiacciaio Aletsch!!! Come detto da Tv e giornali, che hanno dato largo spazio al fenomeno, i danni sono stati incalcolabili e ci sono stati ben 40 morti! Ma lasciamo alla cronaca tutti i fatti avvenuti... Da un punto di vista meteorologico, si è trattato di venti davvero violenti causati dalla notevole vicinanza tra l'alta pressione nord-africana e la bassa pressione sul Mare del Nord: come si vede dalla cartina, le isobare (ovvero le linee che racchiudono le aree ad uguale pressione) sono molto vicine tra loro e stanno ad indicare la potenza dei venti (il vento è sempre generato da una differenza di pressione tra una zona ed un'altra: più queste zone a diversa pressione sono vicine, più il vento è forte). La depressione ha sfiorato l'Italia e comunque non avrebbe mai potuto portare venti così intensi in Valpadana in quanto siamo protetti dalle Alpi: certo, sui crinali alpini il vento arriva comunque molto forte (raffiche fino a 180 km/h in Alto Adige) mentre in Sardegna vi arriva sotto forma di maestrale (stamattina raffiche a oltre 100 km/h a Cagliari). Una volta addossato alle Alpi, la caratteristica principale di tale vento è che risalirà le montagne e scendendo verso la Valpadana si surriscalderà per compressione: ciò sta avvenendo proprio ora e nel pomeriggio temperature straordinariamente elevate si stanno verificando a ridosso delle Alpi piemontesi, con punte di ben 25-26°c (come a Cuneo!!): non ce n'era assolutamente bisogno, visto che le temperature erano già di per sè elevate.... Il fenomeno verificatosi in Europa Centrale è un evento molto raro ma non eccezionale per queste zone: già in passato altre tempeste erano transitate in questi luoghi, una addirittura più intensa (denominata "Lothar") transitò nel Natale del 1999 e fu ancora più devastante, ed intense furono anche quelle del 1987 e del 1990. Quello che preoccupa non è tanto il transito del singolo fenomeno, che è sempre avvenuto, quanto invece la sua frequenza: depressioni così forti alcuni anni fa passavano su tali zone con una media di una ogni 15 anni circa, ora ne passa una ogni 2-3 anni, a testimonianza del veloce cambiamento climatico in atto sulla Terra. E pochi ci stanno facendo caso... “MI SENTO COME UNA SPUGNA IN UN POZZO PIENO DI CONOSCENZA, IN ATTESA DI ASSORBIRNE IL PIU' POSSIBILE”. Lo scrisse nel suo diario Valerio Daniel De Simoni, ragazzo australiano ambientalista, militante di Greenpeace, fotografo, filmaker e gran viaggiatore, morto nel 2011 a 24 anni in Malawi in un incidente stradale mentre stava raccogliendo fondi a favore di due villaggi africani e mentre stava diffondendo il suo messaggio ambientalista.
venerdì 19 gennaio 2007
L'uragano "Kyrill" devasta l'Europa Centrale!
Ampiamente previsto da alcuni giorni, è puntualmente arrivato sull'Europa Centrale l'uragano denominato "Kyrill", colpendo particolarmente duro su Gran Bretagna, nord della Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Germania e Repubblica Ceca. In realtà non si tratta di un vero e proprio "uragano" (tale di definisce infatti la perturbazione tropicale con la tipica forma circolare e il cosiddetto occhio centrale), ma di una profondissima depressione extra-tropicale associata a venti che hanno raggiunto (questi sì) potenza di "uragano": quasi in tutti i paesi succitati i venti hanno sfiorato i 200 km/h, con punte di ben 225 km/h sui monti svizzeri in corrispondenza del ghiacciaio Aletsch!!! Come detto da Tv e giornali, che hanno dato largo spazio al fenomeno, i danni sono stati incalcolabili e ci sono stati ben 40 morti! Ma lasciamo alla cronaca tutti i fatti avvenuti... Da un punto di vista meteorologico, si è trattato di venti davvero violenti causati dalla notevole vicinanza tra l'alta pressione nord-africana e la bassa pressione sul Mare del Nord: come si vede dalla cartina, le isobare (ovvero le linee che racchiudono le aree ad uguale pressione) sono molto vicine tra loro e stanno ad indicare la potenza dei venti (il vento è sempre generato da una differenza di pressione tra una zona ed un'altra: più queste zone a diversa pressione sono vicine, più il vento è forte). La depressione ha sfiorato l'Italia e comunque non avrebbe mai potuto portare venti così intensi in Valpadana in quanto siamo protetti dalle Alpi: certo, sui crinali alpini il vento arriva comunque molto forte (raffiche fino a 180 km/h in Alto Adige) mentre in Sardegna vi arriva sotto forma di maestrale (stamattina raffiche a oltre 100 km/h a Cagliari). Una volta addossato alle Alpi, la caratteristica principale di tale vento è che risalirà le montagne e scendendo verso la Valpadana si surriscalderà per compressione: ciò sta avvenendo proprio ora e nel pomeriggio temperature straordinariamente elevate si stanno verificando a ridosso delle Alpi piemontesi, con punte di ben 25-26°c (come a Cuneo!!): non ce n'era assolutamente bisogno, visto che le temperature erano già di per sè elevate.... Il fenomeno verificatosi in Europa Centrale è un evento molto raro ma non eccezionale per queste zone: già in passato altre tempeste erano transitate in questi luoghi, una addirittura più intensa (denominata "Lothar") transitò nel Natale del 1999 e fu ancora più devastante, ed intense furono anche quelle del 1987 e del 1990. Quello che preoccupa non è tanto il transito del singolo fenomeno, che è sempre avvenuto, quanto invece la sua frequenza: depressioni così forti alcuni anni fa passavano su tali zone con una media di una ogni 15 anni circa, ora ne passa una ogni 2-3 anni, a testimonianza del veloce cambiamento climatico in atto sulla Terra. E pochi ci stanno facendo caso...
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