Lunedì 02 aprile un violento terremoto a colpito le Isole Salomone, un arcipelago abitato da 500.000 persone posto nell'Oceano Pacifico al largo della Papua Nuova Guinea e a nord-est dell'Australia: la scossa più violenta ha sfiorato l'8° grado della scala Richter! Si è trattato di un sisma sottomarino che, proprio per questo, ha subito scaturito un disastroso tsunami il quale ha originato onde altissime (alcuni testimoni hanno detto alte anche oltre 5 metri), che sono penetrate verso l'interno per oltre 500 metri distruggendo molti villaggi: al momento si contano 28 morti e numerosi dispersi. Frane e onde anomale hanno distrutto oltre 900 abitazioni mentre gli sfollati sono circa 5.000: danni gravissimi alle infrastrutture come ospedali, cisterne d'acqua e stazioni ferroviarie. La parte più colpita è la provincia occidentale dell'arcipelago: il capoluogo Gizo è ancora isolato. Le priorità sono ora acqua potabile, cibo e ripari per i senzatetto, sperando nel non diffondersi di malattie infettive a causa delle condizioni di scarsa igiene che si sono venute a creare in seguito al maremoto: il governo australiano ha già stanziato 1.600.000 dollari per affrontare l'emergenza ed ora anche l'Onu si è offerta per aiutare le isole.“MI SENTO COME UNA SPUGNA IN UN POZZO PIENO DI CONOSCENZA, IN ATTESA DI ASSORBIRNE IL PIU' POSSIBILE”. Lo scrisse nel suo diario Valerio Daniel De Simoni, ragazzo australiano ambientalista, militante di Greenpeace, fotografo, filmaker e gran viaggiatore, morto nel 2011 a 24 anni in Malawi in un incidente stradale mentre stava raccogliendo fondi a favore di due villaggi africani e mentre stava diffondendo il suo messaggio ambientalista.
martedì 3 aprile 2007
Tsunami sulle Isole Salomone: situazione grave!
Lunedì 02 aprile un violento terremoto a colpito le Isole Salomone, un arcipelago abitato da 500.000 persone posto nell'Oceano Pacifico al largo della Papua Nuova Guinea e a nord-est dell'Australia: la scossa più violenta ha sfiorato l'8° grado della scala Richter! Si è trattato di un sisma sottomarino che, proprio per questo, ha subito scaturito un disastroso tsunami il quale ha originato onde altissime (alcuni testimoni hanno detto alte anche oltre 5 metri), che sono penetrate verso l'interno per oltre 500 metri distruggendo molti villaggi: al momento si contano 28 morti e numerosi dispersi. Frane e onde anomale hanno distrutto oltre 900 abitazioni mentre gli sfollati sono circa 5.000: danni gravissimi alle infrastrutture come ospedali, cisterne d'acqua e stazioni ferroviarie. La parte più colpita è la provincia occidentale dell'arcipelago: il capoluogo Gizo è ancora isolato. Le priorità sono ora acqua potabile, cibo e ripari per i senzatetto, sperando nel non diffondersi di malattie infettive a causa delle condizioni di scarsa igiene che si sono venute a creare in seguito al maremoto: il governo australiano ha già stanziato 1.600.000 dollari per affrontare l'emergenza ed ora anche l'Onu si è offerta per aiutare le isole.
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