E' in atto in Indonesia, ormai da molti anni, una scellerata distruzione delle foreste torbiere (tra le più importanti del mondo) per far posto a terreni coltivabili da adibire alla coltura di palme da olio, il tutto con la regia delle compagnie produttrici di olio da palma coma la PT Duta Palma: infatti, secondo le ricerche effettuate da Greenpeace, presso il campo di resistenza forestale di Riau (vicino alle piantagioni di palma da olio) la "PT Duta Palma" ed altre società del settore stanno agendo in maniera illegale, violando apertamente le leggi indonesiane per la gestione forestale e un decreto presidenziale fatti per proteggere questo ecosistema e per contribuire alla lotta al cambiamento climatico. Infatti la stazione forestale di Riau ha dimostrato che la distruzione delle foreste indonesiane contribuisce pesantemente al riscaldamento del pianeta: la deforestazione incide per 1/5 sull'emissione totale dei gas serra. Solo in Indonesia tra il 1997 ed il 2006, a causa degli incendi delle foreste torbiere, ogni anno sono stati emesse in atmosfera ben 1.400 tonnellate di CO2, alle quali se ne devono aggiungere altre 600 milioni emesse dalla decomposizione delle torbiere che vengono drenate. Proprio il drenaggio e gli incendi delle foreste torbiere hanno reso l'Indonesia il 3° maggiore emittore di gas serra al mondo, dopo Cina e Stati Uniti!!! Da qui nasce l'iniziativa di Greenpeace: più di 30 volontari, assieme alle popolazioni locali, stanno costruendo delle dighe che, bloccando le operazioni di drenaggio, fermeranno il prosciugamento delle torbiere e di conseguenza il rilascio in atmosfera di CO2. Proprio in Indonesia (precisamente a Bali) si terrà dal 3 al 14 dicembre 2007 il 2° round delle negoziazioni del Protocollo di Kyoto: Greenpeace chide che fermare la deforestazione indonesiana venga formalmente inclusa tra gli obiettivi del mandato del Protocollo stesso. Inoltre, il governo indonesiano si dovrà impegnare per introdurre immediatamente una moratoria sul taglio distruttivo delle foreste torbiere e per assicurare la realizzazione ed il rispetto di un efficace piano di gestione forestale contro gli incendi distruttori. Solo così si potrà salvare quel che resta della foresta indonesiana, una delle più grandi ed importanti del mondo: per salvare l'ecosistema e la biodiversità del posto, unici al mondo, e per contribuire alla lotta del cambiamento climatico in corso.“MI SENTO COME UNA SPUGNA IN UN POZZO PIENO DI CONOSCENZA, IN ATTESA DI ASSORBIRNE IL PIU' POSSIBILE”. Lo scrisse nel suo diario Valerio Daniel De Simoni, ragazzo australiano ambientalista, militante di Greenpeace, fotografo, filmaker e gran viaggiatore, morto nel 2011 a 24 anni in Malawi in un incidente stradale mentre stava raccogliendo fondi a favore di due villaggi africani e mentre stava diffondendo il suo messaggio ambientalista.
domenica 11 novembre 2007
INDONESIA: dighe contro i predatori della foresta
E' in atto in Indonesia, ormai da molti anni, una scellerata distruzione delle foreste torbiere (tra le più importanti del mondo) per far posto a terreni coltivabili da adibire alla coltura di palme da olio, il tutto con la regia delle compagnie produttrici di olio da palma coma la PT Duta Palma: infatti, secondo le ricerche effettuate da Greenpeace, presso il campo di resistenza forestale di Riau (vicino alle piantagioni di palma da olio) la "PT Duta Palma" ed altre società del settore stanno agendo in maniera illegale, violando apertamente le leggi indonesiane per la gestione forestale e un decreto presidenziale fatti per proteggere questo ecosistema e per contribuire alla lotta al cambiamento climatico. Infatti la stazione forestale di Riau ha dimostrato che la distruzione delle foreste indonesiane contribuisce pesantemente al riscaldamento del pianeta: la deforestazione incide per 1/5 sull'emissione totale dei gas serra. Solo in Indonesia tra il 1997 ed il 2006, a causa degli incendi delle foreste torbiere, ogni anno sono stati emesse in atmosfera ben 1.400 tonnellate di CO2, alle quali se ne devono aggiungere altre 600 milioni emesse dalla decomposizione delle torbiere che vengono drenate. Proprio il drenaggio e gli incendi delle foreste torbiere hanno reso l'Indonesia il 3° maggiore emittore di gas serra al mondo, dopo Cina e Stati Uniti!!! Da qui nasce l'iniziativa di Greenpeace: più di 30 volontari, assieme alle popolazioni locali, stanno costruendo delle dighe che, bloccando le operazioni di drenaggio, fermeranno il prosciugamento delle torbiere e di conseguenza il rilascio in atmosfera di CO2. Proprio in Indonesia (precisamente a Bali) si terrà dal 3 al 14 dicembre 2007 il 2° round delle negoziazioni del Protocollo di Kyoto: Greenpeace chide che fermare la deforestazione indonesiana venga formalmente inclusa tra gli obiettivi del mandato del Protocollo stesso. Inoltre, il governo indonesiano si dovrà impegnare per introdurre immediatamente una moratoria sul taglio distruttivo delle foreste torbiere e per assicurare la realizzazione ed il rispetto di un efficace piano di gestione forestale contro gli incendi distruttori. Solo così si potrà salvare quel che resta della foresta indonesiana, una delle più grandi ed importanti del mondo: per salvare l'ecosistema e la biodiversità del posto, unici al mondo, e per contribuire alla lotta del cambiamento climatico in corso.
Nessun commento:
Posta un commento