La loro potenza è spesso quella di un ciclone tropicale, ma cambia radicalmente la zona ove si verificano: si tratta dei “cicloni extra-tropicali”, ovvero delle depressioni molto profonde che originano venti alla velocità di uragano e che interessano zone non tropicali, come l’Europa. Purtroppo negli ultimi anni queste depressioni fanno sempre più visita al settore centro-settentrionale dell’Europa, dimostrando quanto ormai il cambiamento climatico (da qualcuno ancora messo in dubbio…) sia una realtà. Premettiamo che di “cicloni extra-tropicali” ne sono transitati anche nei decenni passati sull’Europa: le paure dei climatologi (che condivido!) derivano non dal fatto che questi fenomeni si verificano, ma dalla periodicità e frequenza con cui interessano il nostro continente. Ormai ne arriva almeno uno all’anno, con un aumento sensibile della loro frequenza a partire dalla fine degli anni ’90. Ebbene, lo scorso week-end del 25-27 gennaio 2008 una potentissima e profondissima depressione ha investito buona parte dell’Europa centrale, apportando venti alla velocità di uragano e danni ingentissimi (per fortuna nessuna vittima).
Venerdì 25 gennaio 2008 la depressione ha interessato
Sabato 26 gennio 2008 ancora vento a
Domenica 27 gennaio 2008 vento a
Quindi, come vedete, non si è trattato di un fenomeno locale ma di una vera e propria tempesta che ha interessato tutta l’Europa Centrale, apportando molti danni. L’espansione dell’anticiclone sub-tropicale verso l’Europa Occidentale e la vicinanza della depressione sul Nord Atlantico ha creato delle isobare (le linee che racchiudono le aree ad uguale pressione atmosferica) molto ravvicinate: dato che il vento è originato da differenze di pressione, la vicinanza di queste isobare ha scaturito venti assai forti.
La stessa disposizione dell’anticiclone sull’Europa occidentale (e la concomitanza di una depressione sull’Est Europeo) ha poi deviato i venti (a causa del movimento dei venti all’interno dell’anticilone in senso orario per il nostro emisfero boreale) verso la barriera alpina, innescando un eccezionale episodio di foehn sul Nord Italia. Il foehn è il vento di caduta dalle Alpi: quando una massa d’aria arriva da nord sbatte contro la barriera alpina ed è costretta a sollevarsi fino a raggiungere le vette alpine (in questo percorso di salita si raffredda mediamente di
Qualcosa si è inceppato anche sul clima europeo, a conferma di come il cambiamento climatico sia ormai globale.
“MI SENTO COME UNA SPUGNA IN UN POZZO PIENO DI CONOSCENZA, IN ATTESA DI ASSORBIRNE IL PIU' POSSIBILE”. Lo scrisse nel suo diario Valerio Daniel De Simoni, ragazzo australiano ambientalista, militante di Greenpeace, fotografo, filmaker e gran viaggiatore, morto nel 2011 a 24 anni in Malawi in un incidente stradale mentre stava raccogliendo fondi a favore di due villaggi africani e mentre stava diffondendo il suo messaggio ambientalista.
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