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venerdì 12 dicembre 2014
La Giunta Centrale per gli Studi Storici, con sede a Roma, è nata nel 1934 in sostituzione dell'Istituto Storico Italiano che era stato creato nel 1883 con il compito di coordinare le attività delle diverse deputazioni esistenti. Che cosa sono le deputazioni? Le Deputazioni di storia patria sono vari istituti a carattere locale, sostenuti dallo stato, sorti nelle regioni italiane nel XIX secolo, in massima parte dopo l'annessione del relativo territorio al Regno d'Italia. Il loro compito principale è quello di promuovere studi storici relativi ai territori degli stati italiani preunitari e di pubblicare opere storiche e periodici (http://it.wikipedia.org/wiki/Deputazioni_di_storia_patria). Oggi la Giunta Centrale per gli Studi Storici cura l'edizione della Bibliografia Storica Nazionale (che costituisce un censimento annuale della produzione storiografica pubblicata in Italia, anche in lingua straniera), rappresenta l’Italia nel Comité International des Sciences Historiques curando la partecipazione italiana ai congressi internazionali organizzati con cadenza quinquennale dallo stesso Cish, promuove eventi scientifici che hanno come oggetto l’internazionalizzazione della ricerca storica, realizza direttamente iniziative di promozione e sostegno della cultura storica, svolge attività di consulenza con il Ministero dell'Istruzione sui programmi di insegnamento della storia e su altre materie poste alla sua attenzione dalle istituzioni pubbliche, collabora all'attività delle Società e Deputazioni di storia patria, e mantiene rapporti di scambio con gli Istituti culturali stranieri residenti in Roma. Per approfondimenti http://www.giuntastoricanazionale.it/.
Ebbene la Giunta compie quest'anno 80 anni: in occasione della ricorrenza organizza il 16 e 17 dicembre 2014 il convegno “L'organizzazione della ricerca storica in Italia”, che si terrà a Roma presso l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (http://www.icpal.beniculturali.it/). Durante il convegno si parlerà della figura dello storico, della ricerca storica abbinata all'editoria, delle politiche della ricerca, del lavoro storico legato al CNR ed altri temi correlati.
giovedì 20 novembre 2014
I misteri d'Italia... resteranno tali!
"L’apertura degli armadi segreti è una gran bella iniziativa e un doveroso tributo alla democrazia, tanto più se l’operazione trasparenza inaugurata dal governo riguarda la declassificazione degli atti segreti sulle stragi che insanguinarono l’Italia dal 1969 al 1984. L’annuncio venne dato personalmente dal premier Renzi il 22 aprile scorso in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguirono una nota su Facebook e la foto della direttiva pubblicata su Twitter. Alla novità fu dato il giusto risalto, venne creata una specifica commissione e si crearono parecchie, legittime aspettative.
Il 15 maggio il sottosegretario della Presidenza del Consiglio Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, spiegò che la mole di materiale era notevole assicurando che la sospirata disclosure, più e più volte promessa da vari governi, avrebbe di certo «consentito al cittadino comune di andare all'Archivio di Stato non per trovare una verità giudiziaria, ma per ricostruire una storia politica del nostro paese". Al seguente link (http://www.dirittiglobali.it/2014/11/larmadio-vuoto-dei-misteri-ditalia-cosi-trasparenza-diventa-beffa/) potete leggere la continuazione di questo approfondimento di Filippo Ceccarelli pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 novembre 2014, riferito alla notizia del giallo dei faldoni di Piazza della Loggia che conterrebbero documentazione che non c'entra niente con la strage (l'articolo relativo scritto da Alberto Custodero è stato pubblicato dallo stesso quotidiano sempre il 18 novembre e lo potete leggere al link http://giacomosalerno.com/2014/11/18/il-giallo-dei-faldoni-di-piazza-della-loggia-alberto-custodero/).
Come dice Ceccarelli, è questa la sbandieratissima declassificazione all'italiana? Tra caos, inerzia, cialtroneria, gelosia di burocrati e insipienza archivistica e/o spionistica. Povera Italia...
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12:01 PM
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Etichette: Alberto Custodero, Archivio Centrale dello Stato, declassificazione atti stragi, Filippo Ceccarelli, stragi
giovedì 16 ottobre 2014
All'ARCHIVIO CENTRALE la banca dati dei governi italiani
L'Archivio Centrale dello Stato, organo dotato di autonomia speciale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione Generale per gli Archivi), è l'Istituto archivistico depositario della memoria documentale dello Stato unitario. L'Archivio Centrale dello Stato ha il compito di conservare gli archivi prodotti dagli organi e dagli uffici centrali dello Stato italiano nato con l'Unità: un insieme di archivi e di carte che comprende, tra le fonti più significative, la Costituzione italiana del 1948, la raccolta in originale delle leggi e decreti, i verbali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la documentazione delle grandi Commissioni d'inchiesta, lo stato civile dei Savoia e l'archivio della Real Casa, gli archivi dei tribunali militari e quelli fascisti, con le carte della segreteria particolare del Duce (fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_Centrale_dello_Stato). Per maggiori informazioni http://www.archiviocentraledellostato.beniculturali.it/.
Ebbene, è stata presentata ieri all'ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO di Roma la banca dati sui governi italiani, dal 1861 fino al 1970: si tratta si un insieme di schede dettagliatissime con notizie biografiche su Presidenti, Ministri e Sottosegretari dell'intero periodo, e assieme ad essa è stato presentato anche il nuovo database con i capi di gabinetto (http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_di_gabinetto) dal 1861 al 2014. Il gruppo di lavoro è stato guidato da Guido Melis e da Alessandro Natalini.
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Unknown
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5:06 PM
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Etichette: archivi, Archivio Centrale dello Stato, capi di gabinetto, governi, politica, storia italiana
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