domenica 6 gennaio 2013

Le meravigliose chiese di VERONA

Pochi giorni fa il quotidiano locale veronese L'Arena aveva come inserto un libretto informativo intitolato “Le gemme sull'Adige” dedicato alla millenaria tradizione cristiana di Verona e alle sue fantastiche chiese: ne parlo sul mio blog da buon veronese quale sono (da sempre vivo nella Bassa Veronese) e devo ammettere che la bellezza e l'incanto che ha Verona ce l'hanno poche altre grandi città italiane. Bella la prefazione all'opuscolo che ne fa Maurizio Cattaneo, direttore sul succitato quotidiano, il quale testualmente scrive: “E' la conoscenza delle nostre radici ad indicarci la via per il futuro. E in tempi di forti cambiamenti e di crisi, solo chi ha la consapevolezza del proprio valore, costruita su un'identità forte, può farne tesoro per affrontare gli insidiosi flutti dell'incertezza. Conoscenza, radici, valori: tre parole cruciali, in un mondo globalizzato ed appiattito, senza le quali le persone e le comunità rischiano la deriva, prima culturale e poi economica”. Condivido appieno: e siccome nell'immaginario collettivo Verona è la città di Giulietta e Romeo, dell'Arena, di Piazza Bra, di Piazza delle Erbe e di Castelvecchio, ben venga questo opuscolo per ricordare che la storia di Verona è fatta anche di meravigliose chiese, ed io voglio con questo post diffondere ulteriormente questa idea. Naturalmente non posso riportare tutto quanto contenuto nell'opuscolo (per chi non è veronese credo possa rivolgersi alla redazione de L'Arena, http://www.larena.it), ma ne faccio un breve riassunto (potete anche consultare il link http://www.chieseverona.it).
Basilica di San Zeno. Proprio in questo 2013, esattamente il 24 giugno, l'abitato di San Zeno compirà 1.200 anni, ovvero a quando risale il primo documento che attesta la presenza di un borgo attorno alla chiesa e al monastero benedettino dedicato all'allora vescovo di Verona (ora patrono della città). Basilica bellissima, capolavoro del Romanico italiano (opera probabilmente di Nicolò da Ferrara), fondata in quello che fu il primo cimitero cittadino e con una facciata incredibile su cui domina in immenso rosone a dodici raggi. Molti i capolavori al suo interno: tra questi il trittico del Mantegna sull'altare maggiore, commissionato al pittore agli inizi del 1400 dall'allora abate di San Zeno Gregorio Correr (noto umanista). Ultimata nel 1456, fu l'ultima opera dell'artista prima di trasferirsi alla corte di Mantova. Al centro del trittico la Madona col Bambino mentre ai due lati ci sono angeli musici e cantori con 4 santi su ciascun lato, mentre nella predella ci sono tre scene che raffigurano l'orazione nell'orto, la cricifissione e la resurrezione di Cristo.
Duomo. Sorge al di sopra di una chiesetta rinvenuta pochi decenni fa, più piccola di quella sovrastante. L'attuale chiesa è il risultato del susseguirsi di 4 diverse realtà religiose ed architettoniche: le due basiliche paleocristiane, la cattedrale carolingia, la ricostruzione romanica di Nicolò e la rifabbrica quattrocentesca. E' l'edificio sacro più importante della città, sede ddella cattedra del vescovo, oltre che grande chiesa-santuario con la venerazione della Madonna del popolo e dell'Assunta (ricorrenza il 15 agosto). Bellissimo al suo interno il tornacoro semicircolare convesso a marmi policromi, che si armonizza con la semicircolarità concava della calotta della cupola: voluto dal vescovo Matteo Maria Giberti nella prima metà del 1500, serviva sia per creare un'area destinata solo ai sacerdoti celebranti ma anche per risaltare il mistero del sacrificio di Cristo rappresentato dal “Gruppo del Calvario”, uno splendido crocifisso in bronzo con ai lati Maria e Giovanni (il discepolo prediletto).
Santa Anastasia. È la chiesa più grande di Verona ed è in perfetto stile gotico: costruita interamente in cotto, ha tre navate con transetto e 5 absidi poligonali che accolgono altrettante cappelle. Fu consacrata il 22 ottobre 1471 e fu anche la principale chiesa degli Scaligeri (la Signoria di Verona). Al suo interno troviamo il bellissimo affresco di Pisanello sull'altissimo arco trionfale della cappella Pellegrini, a destra dell'altare maggiore: raffigura l'uccisione del drago da parte di San Giorgo e Sant'Eustachio (Antonio Pisano, detto il Pisanello, era legato a Verona in quanto sua madre Isabella era veronese, mentre il padre era un mercante pisano).
Basilica di San Fermo Maggiore. Con le tre precedenti chiese costituisce i 4 maggiori edifici sacri di Verona: si ritiene derivi dalla fusione di due chiese, una sopra l'altra, assai diverse fra loro per epoca, riferimenti teologico-spirituali e stili architettonici (la basilica inferiore è opera benedettina in stile romanico, mentre quella superiore è opera francescana in stile gotico). La facciata della basilica è francescana, in stile gotico: è l'unica antica basilica veronese dove è stata collocata un'opera di arte contemporanea, ovvero la porta bronzea del 1997 realizzata dallo scultore Luciano Minguzzi. Ma il capolavoro interno è senza ombra di dubbio il Mausoleo Brenzoni, sulla sinistra dell'entrata della chiesa superiore: costruito tra il 1424 e il 1426, su volontà di Nicolò Brenzoni (ricco cittadino veronese morto nel 1422), è un insieme di pittura e scultura (le sculture sono del maestro fiorentino Nanni di Bortolo, mentre le pitture sono del Pisanello, già citato sopra).
San Giorgio in Braida. Capolavoro del Rinascimento veronese, sia il grande intelletto veronese del Settecento Scipione Maffei sia il grande poeta tedesco Wolfang Goethe hanno esaltato più l'aspetto quasi profano di pinacoteca d'arte che di edificio sacro, proprio per la bellezza delle opere contenute al suo interno. Qui ha operato il Sanmicheli che ha preferito trasformare le due navate laterali in cappelle ed ha proposto un'unica navata con numerosi altari laterali. Al suo interno vi sono le migliori pitture veronesi del Cinquecento: le tele della Madonna delle cintura di Girolamo dai Libri, il battesimo di Cristo di Jacopo Tintoretto, la Moltiplicazione dei pani di Paolo Farinati e la pala dell'altare maggiore di Paolo Veronese che raffigura il Martirio di San Giorgio (nel quale si narrano gli attimi precedenti l'uccisione del santo).
Santa Maria in Organo. La chiesa dovrebbe essere esistente già intorno al secolo VI e dipendeva dal più antico monastero benedettino della città. Deve il suo nome (organo) ad una torre, esistente già nel X secolo, con in cima un apparecchio azionato ad acqua che forse misurava il tempo. Durante i lavori di ristrutturazione nella seconda metà del Quattrocento, vi partecipò anche il grande architetto Sanmicheli. Furono chiamati i migliori pittorri per abbellire il suo interno: Andrea Mantegna, i Morone, Girolamo dai Libri, il Mocetto, Liberale, i Brusasorzi, i Caroto, Francesco Torbido, Andrea Giolfino, Paolo Farinati, Alessandro Turchi. Al suo interno troviamo “la più bella sagrestia d'Italia”: non lo dico io, ma lo disse nel Cinquecento un certo Giorgio Vasari...e all'inizio del Novecento anche Gabriele D'Annunzio (Vasari in particolare si riferiva alle tarsie di fra Giovanni, ovvero le spalliere degli armadi che erano un capolavoro di intarsio in legno di colui che fu un monaco benedettino architetto, scultore, miniatore ed intarsiatore).
Chiesa di Santo Stefano. Sorge alle pendici del colle di Castel San Pietro, vicino al bellissimo Ponte Pietra, e sarebbe stata costruita nel luogo di un tempio dedicato ad Iside (la divinità egizia il cui culto sarebbe arrivato da Roma in età imperiale). Nelle murature c'è una straordinaria quantità di materiale di ogni tipo: pietra, cotto, lapidi, materiali di recupero, ciotoli di fiume, conci di tufo. Una particolarità (in quanto rarità per Verona) è l'ampio tiburio ottagonale sopraelevato che contiene la cupola posta nell'incrocio della navata centrale (coperto da un tetto a spioventi, sui lati ha elegantissime finestre bifore con colonne in marmo e capitelli). La chiesa ha struttura romanica ed è divisa su tre piani sovrapposti: la cripta, la parte plebana (destinata ai fedeli) e la parte alta (in cui vi sono il presbiterio con il transetto e l'abside). Fra i capolavori da citare c'è la statua di San Pietro in cattedra, una delle più belle sculture del primo Trecento realizzata da Rigino di Enrico, caposcuola della più importante bottega d'arte del medioevo veronese. Sulla facciata i blocchi di tufo sono ricchi di iscrizioni storiche (tra queste la piena dell'Adige del 1239, la tempesta del 1253, l'Adige ghiacciato del 1303, l'arrivo a Verona dell'imperatore Federico Barbarossa nel 1220, il matrimonio di Ezzelino da Romano con Selvaggia che era la figlia naturale di Federico II). All'interno della Chiesa c'è un gioiello di architettura e pittura barocca che è la Cappella degli Innocenti, costruita tra il 1619 e il 1621, voluta e finanziata da monsignor Giulio Varalli: fu eretta per accogliere le ossa di cinque antichi santi vescovi veronesi tutti del V-VI secolo (Petronio, Senatore, Probo, Andronicus e Gaudenzio), oltre alle reliquie di 40 martiri cristiani innocenti e, secondo la leggenda, le ossa di 4 bambini innocenti uccisi da Erode. Tra le pitture della cappella, gli affreschi di Pasquale Ottino, di Alessandro Turchi e di Marcantonio Bassetti.
Forse mi sono dilungato troppo, ma il patriottismo ha preso il sopravvento! Ma di fronte ad un patrimonio artistico del genere non potevo tirarmi indietro. Consiglio pertanto a tutti voi la visita di queste meravigliose chiese di Verona, oltre che della fantastica città nel suo insieme.

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