venerdì 21 novembre 2014

E' uscito il libro del FAI

Si intitola “I luoghi del cuore” (edito da Rizzoli, 319 pagine, costo € 39,00) ed è stato scritto da Federica Armiraglio: è il libro del FAI (Fondo Ambiente Italiano, http://www.fondoambiente.it), che raccoglie al suo interno il censimento di 10 anni dei Luoghi del cuore (iluoghidelcuore.it), l'iniziativa lanciata dal 2003 proprio dal FAI con la quale ognuno poteva segnalare un bene storico-artistico-paesaggistico da salvare. All'interno del libro sono presenti ben 139 beni a rischio di degrado, segnalati appunto per chiederne il recupero. Come ricorda giustamente Antonio Cianciullo nel suo articolo in merito pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 19 novembre 2014, “quella che emerge non è l'Italia delle cartoline, ha una bellezza un po' meno spettacolare, alle volte quasi spigolosa nel suo rigore storico, ma ha la forza dell'autenticità. Inoltre salvarla significa non solo arrestare l'abbandono e il degrado delle aree interne recuperando beni ambientali e culturali importanti, ma anche fermare il dissesto idrogeologico, perché spesso basta un presidio per evitare che un pendio si trasformi in frana”. Ha proprio ragione.
Non dimentichiamo che la Convenzione europea del paesaggio (http://www.convenzioneeuropeapaesaggio.beniculturali.it) spiega perfettamente che è patrimonio paesaggistico quello che viene sentito come tale da coloro che lo abitano: e non dimentichiamo che un luogo segnalato come quelli del FAI attira attenzione e fondi, dando una spinta a superare la crisi. Il FAI siamo noi.

giovedì 20 novembre 2014

La DOGGY BAG conquista l'Italia

La DOGGY BAG è un servizio nato dall'idea delle imprenditrici Francesca De Bernardi ed Elisabetta Bertoldi, accomunate da una grande passione per gli animali ed un costante impegno verso le persone meno fortunate di loro, le quali hanno costituito LU S.r.l., società distributrice in esclusiva di Doggy-Bag. Con doggy bag si intende un contenitore, a volte di fortuna, utilizzato per portare a casa il cibo avanzato durante il proprio pasto al ristorante. Tale consuetudine è ormai prassi comune negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni, ma qui in Italia tale concetto è poco conosciuto, e una simile richiesta genera ancora una sorta di imbarazzo culturale. Per approfondimenti http://www.doggy-bag.it/. Proprio al fatto che sta prendendo sempre più piede in Italia, ne ha scritto un articolo Irene Maria Scalise, intitolato “Mi porto a casa gli avanzi della cena: così la doggy bag conquista l'Italia”, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 novembre 2014 e che potete leggere al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/11/18/mi-porto-a-casa-gli-avanzi-della-cena-cosi-la-doggy-bag-conquista-litalia3525.html. I dati dicono che un italiano su tre quando esce dal ristorante non ha problemi a portarsi a casa gli avanzi. Oggi ci sono ben 82 ristoranti che offrono la doggy bag in Lombardia (di cui 47 nella sola Milano), ma sono quasi assenti nelle altre Regioni (pensate che nel vicino Veneto ce n'è solo uno!!! Questione di mentalità probabilmente...). NON BISOGNA VERGOGNARSI DI COMBATTERE GLI SPRECHI!!!

I misteri d'Italia... resteranno tali!

"L’apertura degli armadi segreti è una gran bella iniziativa e un doveroso tributo alla democrazia, tanto più se l’operazione trasparenza inaugurata dal governo riguarda la declassificazione degli atti segreti sulle stragi che insanguinarono l’Italia dal 1969 al 1984. L’annuncio venne dato personalmente dal premier Renzi il 22 aprile scorso in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, seguirono una nota su Facebook e la foto della direttiva pubblicata su Twitter. Alla novità fu dato il giusto risalto, venne creata una specifica commissione e si crearono parecchie, legittime aspettative. Il 15 maggio il sottosegretario della Presidenza del Consiglio Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, spiegò che la mole di materiale era notevole assicurando che la sospirata disclosure, più e più volte promessa da vari governi, avrebbe di certo «consentito al cittadino comune di andare all'Archivio di Stato non per trovare una verità giudiziaria, ma per ricostruire una storia politica del nostro paese". Al seguente link (http://www.dirittiglobali.it/2014/11/larmadio-vuoto-dei-misteri-ditalia-cosi-trasparenza-diventa-beffa/) potete leggere la continuazione di questo approfondimento di Filippo Ceccarelli pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 novembre 2014, riferito alla notizia del giallo dei faldoni di Piazza della Loggia che conterrebbero documentazione che non c'entra niente con la strage (l'articolo relativo scritto da Alberto Custodero è stato pubblicato dallo stesso quotidiano sempre il 18 novembre e lo potete leggere al link http://giacomosalerno.com/2014/11/18/il-giallo-dei-faldoni-di-piazza-della-loggia-alberto-custodero/).
Come dice Ceccarelli, è questa la sbandieratissima declassificazione all'italiana? Tra caos, inerzia, cialtroneria, gelosia di burocrati e insipienza archivistica e/o spionistica. Povera Italia...

CASSINETTA DI LUGAGNANO: il paese a cemento zero

Cassinetta di Lugagnano  è un comune italiano di 1.921 abitanti della provincia di Milano, di cui potete approfondire al link http://it.wikipedia.org/wiki/Cassinetta_di_Lugagnano. Ne parlo perché ho trovato un interessante articolo di Ettore Livini intitolato “Il suolo a consumo zero un'altra Italia è possibile - Il paese a cemento zero” pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 novembre 2014, che potete leggere al link http://www.astampa.rassegnestampa.it/GruppoTotoAc/View.aspx?ID=2014111828870807. E' la storia di un paesino la cui Amministrazione ha deciso per il consumo zero di suolo: nessun terreno agricolo diventa edificabile, ma si recupera il costruito esistente, riuscendo a sopravvivere anche senza i maledetti oneri di urbanizzazione. Un Amministrazione davvero lodevole. 
Permettetemi però un appunto. Si fa tanto parlare in queste settimane dello Sblocca Italia emanato e approvato dal Governo: moltissime le voci che si sono alzate contro questo decreto perché deturperebbe il paesaggio (sono previste nuove strade, alcuni porti, ecc...). Personalmente ritengo molto più grave la dissennata cementificazione che fanno praticamente tutti i Comuni italiani, piuttosto che qualche decina di strade nuove in più: potremmo anche non farle queste strade (che occuperebbero una minima parte del territorio nazionale), ma se i Comuni continuano così la superficie cementificata sarà molta molta di più. Con o senza Sblocca Italia...

A scuola di catastrofi dal dottor Inevitabile

Si intitola proprio cosi l'articolo di Stefano Benni pubblicato nel suo spazio “Allegretto” sul quotidiano la Repubblica del 19 novembre 2014 e che potete leggere al link http://crosmataditele.tumblr.com/post/103046912644/a-scuola-di-catastrofi-dal-dottor-inevitabile. Racconta in chiave ironica cosa sta facendo lo Stato di fronte al dissesto idrogeologico che attanaglia l'intero Paese. Diciamo che è una sacrosanta verità, presa con ironia e che fa sorridere (all'istante...): poi ci rifletti e ci sarebbe da piangere...

martedì 18 novembre 2014

La Reggia di Venaria rinata con i fondi UE

La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell'Umanità dal 1997. La Reggia di Venarìa fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Lo stesso nome in lingua latina della reggia, Venatio Regia, viene fatto derivare dal termine reggia venatoria. Al borgo si unirono molte case e palazzi di lavoratori e normali cittadini che vollero abitare nei dintorni della reggia, fino a far diventare Venaria Reale un comune autonomo della provincia di Torino. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Venaria_Reale e http://www.lavenaria.it/web/). Ebbene, oggi la Reggia di Venaria è la prima destinazione turistica del Piemonte e la quinta in Italia (dopo il Colosseo, gli Uffizi, Venezia e Pompei)!! E tutto questo grazie alle imponenti opere di restauro cui è stata sottoposta tra il 1997 e il 2013, per una spesa complessiva di 200 milioni di euro: di questi, 110 milioni sono arrivati dall'Unione Europea attraverso il Fesr (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale). Senza dimenticare che oggi la Reggia da occupazione (tra dipendenti, stagionali, outsourcing e indotto) a ben 700 persone, e grazie agli oltre 900 mila visitatori annui ha sensibilmente aumentato l'indotto di alberghi e ristorazione. 
Davvero un bel esempio: ne ha parlato Giuseppe Chiellino nel suo articolo “Il miracolo di Venaria con i fondi della Ue” pubblicato dal quotidiano Il Sole 24 Ore del 15 novembre 2014, che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-11-15/il-miracolo-venaria-i-fondi-ue-081536.shtml?uuid=ABpQ8HEC. Perché non è possibile applicare questo esempio positivo a molte altre realtà italiane?

REGIONI: stessi soldi per l'ambiente e per... gli assessori!!!

In questi ultimi giorni uno stucchevole botta e risposta si è avuto tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Presidente della Regione Liguria Burlando, relativamente alle responsabilità sul dissesto idrogeologico nel nostro Paese. Vista l'ennesima alluvione, non era certo il momento giusto per creare una polemica, quando in questi giorni serve ben altro per affrontare l'emergenza. Ma non ha tutti i torti il Presidente del Consiglio quando chiede alle Regioni di sforzarsi in ciò nel trovare fondi per l'ambiente e per il dissesto idrogeologico e per tagliare le spese inutili. 
Stamattina sono rimasto allibito nel leggere l'articolo di Gianni Trovati, intitolato “Per l'ambiente speso quanto per gli assessori”, pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore, che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-18/per-ambiente-speso-quanto-gli-assessori-063754.shtml?uuid=ABHiH7EC. È davvero sconvolgente che in un anno le Regioni abbiano speso per l'ambiente la stessa cifra per le indennità di consiglieri ed assessori, ovvero 1,1 miliardi di euro!!! E' davvero sconvolgente! Se si pensa poi che hanno speso 7 miliardi per acquisti vari e 6 miliardi per il personale, beh si capisce a cosa servano ste maledette Regioni! E intanto il Paese frana... VERGOGNA!

CASSINO e l'arte comtemporanea

Cassino è un comune italiano di 34.994 abitanti della provincia di Frosinone, nel Lazio. Seconda città della provincia per numero di abitanti, si sviluppa ai piedi del colle su cui sorge la celebre abbazia di Montecassino, in un luogo storicamente strategico per le comunicazioni tra il centro e il sud d'Italia. Pressoché totalmente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e per questo nota anche come la Città Martire, è stata ricostruita nel dopoguerra. Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Cassino
Ha parlato di Cassino la brava Loretta Napoleoni nel suo spazio “Follow the money” dell'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 14 novembre 2014, in particolare riferendosi al Camusac (Cassino Museo di Arte Contemporanea, http://www.camusac.com/) voluto dalla famiglia Longo e dalla Fondazione omonima creata da Sergio e Maria Longo. Come dice la giornalista, “l'arte contemporanea raccolta a Cassino, città chiave per la liberazione dell'Italia e per la vittoria finale degli alleati, vuole restituire a quel luogo la bellezza sfigurata della guerra senza cancellare la memoria del perché sia stata storpiata e privata per sempre dei simboli urbani del passato”. E ha ragione. Come ha ragione quando dice che il museo (ad ingresso gratuito) è un gioiello del Sud d'Italia, che usa l'arte per costruire un punto esistenziale tra un passato traumatico e un futuro che deve essere migliore. E come ha ragione...

2014: anno dei beni comuni

Così lo ha definito Antonella Barina nella sua rubrica “Solidarietà” dell'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 14 novembre 2014. Il 2014 è stato l'anno dei beni comuni (sembra banale, ma approfondiamo il significato di bene comune: http://it.wikipedia.org/wiki/Bene_comune), non solo perché tanti gruppi spontanei di cittadini si stanno impegnando nella cura delle cose di interesse comune (pensiamo agli “angeli del fango” in occasione delle recenti alluvioni, agli abitanti di Mirabello Monferrato che hanno aperto il primo sportello d'informazione sullo smaltimento dell'amianto, agli abitanti di via Rembrandt 12 a Milano che hanno aperto la prima biblioteca condominiale della città, ecc...). Ma anche perché sono sempre di più i Comuni che stanno adottando delle regole precise per sostenere questi cittadini volontari: si tratta del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni” e la prima città a dotarsene è stata lo scorso mese di febbraio Bologna. A seguire lo hanno adottato Siena, L'Aquila, Chieri, Ivrea, Asciano, Narni, Cavriana, Acireale e giovedì prossimo anche Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro (in questa cittadina si terrà anche un forum: per informazioni 333-7847542). Il regolamento è stato elaborato da Labsus (il laboratorio per la sussidiarietà, centro di ricerca online sulla cittadinanza attiva, http://www.labsus.org/) e offre assistenza ai Comuni che lo vogliono adottare. Condivido e diffondo pertanto l'appello di Antonella Barina affinché sempre più Comuni aderiscano a questa iniziativa: il bene comune è di tutti, quindi è giusto mettere i cittadini nelle condizioni di poter operare per la sua manutenzione.

UMBERTO VERONESI e il distacco dalla fede

Esce oggi il nuovo libro del grande Umberto Veronesi (https://www.fondazioneveronesi.it/ e http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Veronesi) intitolato “Il mestiere di uomo” (edito da Einaudi, 160 pagine, costo euro 18,50), di cui ieri il quotidiano la Repubblica ne ha pubblicato una bella anticipazione nell'articolo intitolato “Il giorno in cui ho smesso di credere in Dio”, che potete leggere al link http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=35320. Un'anticipazione molto bella, che fa riflettere, di cui consiglio la lettura a tutti.

venerdì 14 novembre 2014

La burocrazia che ostacola la ricerca...

Voglio pubblicare integralmente il testo della lettera di denuncia del sig. Oreste Segatto, pubblicata nello spazio dei lettori del quotidiano la Repubblica del 13 novembre 2014. La voglio pubblicare perché è l'ennesimo grido di allarme contro questa maledetta burocrazia che sta soffocando ogni settore del nostro Paese, e pubblicandola voglio diffondere il più possibile il messaggio affinché arrivi agli organi preposti. Ecco il testo della lettera.
“Lavoro in un istituto pubblico di ricerca biomedica. Purtroppo anche qui la burocrazia italiana mette il suo anacronistico zampino. Tempo fa avevo richiesto un plasmide (Dna ricombinante) a un laboratorio negli Usa. Mi è stato spedito con corriere espresso, ma ora il plico è bloccato in dogana perché il Dna deve passare un'ispezione sanitaria. In realtà, non vi sarà nessuna ispezione, dovrebbero fare l'analisi della sequenza del Dna per verificarne la natura. Ma questo, ovviamente, non accadrà. Aggiungo che al Dna è acclusa una certificazione di non pericolosità emessa dall'Università di Harvard. Quindi il Dna rimane dov'è, nessuno lo guarda né lo sottopone a esame alcuno. Tuttavia l'importatore chiede 68 euro per il nulla osta. Una tassa esosa, imposta su materiale di nessun valore commerciale e su professionisti già in debito di ossigeno per le carenze del sistema ricerca in Italia. Rinuncerò, perché quando è troppo è troppo".

E' morto il grande colonnello ANDREA BARONI

E' morto ieri sera a Roma Andrea Baroni (http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Baroni), il grande colonnello che per 20 anni aveva condotto (dopo Edmondo Bernacca e assieme a Guido Caroselli) le previsioni meteorologiche su Rai Uno, nella mitica trasmissione "Che tempo fa" (http://it.wikipedia.org/wiki/Meteo1). Erano i tempi in cui la RAI era veramente servizio pubblico: mandava in onda una trasmissione di previsione meteorologiche che era seguitissima (fino a 5 milioni di ascolti!) ma che non era solo una previsione, bensì una vera e propria lezione basilare di meteorologia comprensibile a tutti. Poi fu cancellata... Il grande Baroni aveva 97 anni: come ricorda il sito http://meteolive.leonardo.it/, "Di lui ricorderemo sempre la straordinaria bravura nell'illustrare al pubblico la situazione meteo, la professionalità, la profonda conoscenza della materia e la pacatezza e sobrietà nelle interviste". Proprio su tale sito, al link http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/il-nostro-commosso-omaggio-ad-andrea-baroni-scomparso-a-97-anni-/43805/ trovate una bella intervista al colonnello Baroni di pochi anni fa: imperdibile!!! Onore a te grande Colonnello!

giovedì 13 novembre 2014

In mostra le dame del POLLAIOLO

Piero del Pollaiolo o Piero Benci (Firenze, 1441/1442 – Roma, 1485-1496) è stato un pittore italiano. Fratello minore del più noto Antonio del Pollaiolo, Piero è da sempre stato nell'ombra di quest'ultimo, tanto che il corpus delle sue opere non risulta ben chiaro, con attribuzioni ancora oggi altalenanti tra i due fratelli. Il primo a confondere, e in un certo modo anche a fondere, le due figure fu Giorgio Vasari, nel tracciare la sua biografia: in una visione come quella del pittore e architetto aretino, la pittura era posta al culmine della pratica di un artista, la disciplina, per così dire, più nobile e nobilitante, mentre la pratica di orafo poco si scostava dall'artigianato. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_del_Pollaiolo
Ebbene, dal 7 novembre 2014 fino al 16 febbraio 2015 si terrà a Milano presso il Museo Poldi Pezzoli (http://www.museopoldipezzoli.it/) una mostra intitolata "Le dame del Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento", dove si possono ammirare per la prima volta tutte assieme le quattro dame da lui dipinte tra il 1475 e il 1485.

CROWDFUNDING per far rivivere l'arte

Il crowdfunding (dall'inglese crowd, folla e funding, finanziamento) o finanziamento collettivo in italiano, è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. È una pratica di micro-finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse... Il crowdfunding si può riferire a iniziative di qualsiasi genere, dall'aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all'arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica. Il crowdfunding è spesso utilizzato per promuovere l'innovazione e il cambiamento sociale, abbattendo le barriere tradizionali dell'investimento finanziario. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdfunding
Sul quotidiano la Repubblica del 12 novembre 2014 è stato pubblicato un articolo di Vera Schiavazzi, intitolato "Dai quadri del Louvre alle chiese di Napoli: ora il crowdfunding fa rivivere l'arte", che potete leggere al link http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=37C1RX&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1. Già si stanno moltiplicando in Italia le iniziative di musei ed associazioni per raccogliere finanziamenti tra il pubblico: d'altronde, di fronte ai sempre più scarsi fondi statali qualcosa bisogna fare per salvare l'immenso patrimonio storico-artistico che abbiamo...

TARANTO non è solo l'Ilva

Proprio per il gran parlare che se ne è fatto negli ultimi anni, nell'immaginario collettivo Taranto è ormai la città dell'Ilva. Sbagliando! Taranto è un comune italiano di 204.731 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Puglia. Antica colonia della Magna Grecia, è il secondo comune della regione per popolazione, terzo dell'Italia meridionale peninsulare dopo Napoli e Bari, nonché sesto del Mezzogiorno. Per la sua posizione geografica a cavallo tra Mar Grande e Mar Piccolo, Taranto è conosciuta come "città dei due mari": da taluni viene definita "città spartana" con riferimento alla sua fondazione nell'VIII secolo a.C. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Taranto
Traggo spunto in questo da un articolo di Domenico Palmiotti intitolato "Quelle facce ancora da scoprire della città (non solo) dell'Ilva", pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore dell'11 novembre 2014 e che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-11-11/quelle-facce-ancora-scoprire-citta-non-solo-ilva-115909.shtml?uuid=ABD04dCC. Taranto è ben altra cosa che la città dell'Ilva!

mercoledì 12 novembre 2014

GIOCHI DA TAVOLO: non tramontano mai!

Alcuni dati ci danno l'idea di come i giochi da tavolo siano un fenomeno intramontabile: pensate che ben il 98% degli italiani possiede almeno un gioco da tavolo e se ne vendono nel nostro Paese ben 6 milioni ogni anno, per un giro d'affari di 90 milioni di euro!!! Parlo di questo perché sabato 15 novembre inizia La Settimana del gioco in scatola, organizzata da Hasbro (una delle più grandi produttrici mondiali di giochi in scatola): durerà fino al 23 novembre, vedrà coinvolti oltre 250 Comuni italiani con piazze, scuole ed oratori, e vincerà chi accumula più ore giocando ad uno dei giochi da tavolo. In palio ci sono il titolo di "Città del gioco" e molti giocattoli (per informazioni http://www.staserasigioca.it/). Michela Di Carlo ne ha dedicato un bel articolo sul quotidiano la Repubblica dell'8 novembre 2014, intitolato "Giochi da tavolo: un'eterna giovinezza", che potete leggere al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/11/08/giochi-da-tavolo-uneterna-giovinezza46.html. Tra l'altro il celeberrimo Monopoli quest'anno festeggia 80 anni e per la ricorrenza ha creato una App apposita. 
Per ulteriori approfondimenti http://www.giochidatavolo.net/gdt/index.php e http://it.wikipedia.org/wiki/Gioco_da_tavolo. Vi consiglio anche il libro "Dizionario dei giochi" (edito da Zanichelli Editore), scritto da Andrea Angiolino e Beniamino Sidoti: ben 1.100 pagine con 6.500 voci e 169 tra disegni, schemi ed immagini. Buon divertimento!

Nuovo monitoraggio delle foreste italiane

Pubblico volentieri il testo della mail che mi è arrivata dal Corpo Forestale dello Stato (http://www.corpoforestale.it), relativa al progetto SMART4Action che ridisegnerà il monitoraggio delle foreste del nostro Paese. Ecco il testo.
Il Corpo Forestale dello Stato gestisce il sistema di sorveglianza delle foreste italiane che fornisce dati essenziali per conoscere le condizioni del nostro patrimonio forestale e valutarne il ruolo nella mitigazione dell'effetto serra, nel mantenimento della biodiversità, nella protezione del territorio in generale. E' ora necessario ristrutturare questo sistema di sorveglianza: a questo fine, l'Unione Europea ha cofinanziato un progetto dedicato, chiamato SMART4Action. Il progetto prevede il coinvolgimento dei possibili utenti dei dati generati dal monitoraggio, in modo da rinforzare il collegamento tra i bisogni informativi della società e quanto noi possiamo produrre e mettere a disposizione dei vari soggetti interessati: dai singoli cittadini, agli amministratori, ai ricercatori. Ti chiediamo cortesemente di riempire il questionario accessibile al link riportato sotto relativo alla categoria che rappresenti: impiegherai solo 10 minuti, ma ci darai un grande aiuto per stabilire le priorità informative e affrontare questa fase delicata per il mantenimento di un sistema di sorveglianza delle foreste studiate. L'11 dicembre si svolgerà a Roma il primo convegno di presentazione del Progetto Smart4Action. Se sei interessato a partecipare, compilando il questionario indicalo nell'ultima domanda. Ti verranno inviati l'invito ed i dettagli dell'evento (la richiesta dovrà pervenirci entro il 20 novembre). 

Addio a FRANCO GIUSTOLISI

E' morto a Roma lunedì 10 novembre all'età di 89 anni il grande giornalista FRANCO GIUSTOLISI. Ha lavorato a Paese Sera, al Giorno, in Rai a Tv7 e a L'Espresso (dove ha concluso la sua lunga carriera giornalistica). Ha raccontato l'Italia dei grandi scandali, della P2, del terrorismo, della mafia, delle carceri. Ma la sua più grande opera è stata il libro "L'armadio della vergogna", scritto nel 1996 ed edito da Nutrimenti, che resterà nella storia per la sua importanza. Il libro denunciava l'affossamento dei processi contro i nazisti e i fascisti che erano stati autori delle stragi dei civili italiani durante la guerra, traendo spunto dal cosiddetto "armadio della vergogna", ovvero un armadio rinvenuto nel 1994 in un locale nascosto di Palazzo Cesi-Gaddi (sede di vari organi giudiziari militari) in via degli Acquasparta a Roma: vi erano contenuti 695 fascicoli d'inchiesta e un Registro generale riportante 2274 notizie di reato, relative a crimini di guerra commessi sul territorio italiano durante l'occupazione nazifascista. Si tratta di materiale documentale (istruttorie), che era stato raccolto dalla Procura generale del Tribunale supremo militare, incaricato dal Consiglio dei Ministri: all’interno dell’armadio emersero fascicoli sulle più importanti stragi naziste, fra le quali l’eccidio di Sant'Anna di Stazzema, l'eccidio delle Fosse Ardeatine, l'eccidio di Monte Sole (più noto come strage di Marzabotto), di Monchio e Cervarolo, di Coriza, di Lero, di Scarpanto, la strage del Duomo di San Miniato e gli eccidi dell'alto Reno. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Armadio_della_Vergogna
Onore quindi a questo grande giornalista che contribui alla scoperta della verità in un Paese dove la verità troppo spesso viene "archiviata"... Un esempio di giornalismo, per tutti i giornalisti, soprattutto del giorno d'oggi.

venerdì 7 novembre 2014

Difesa del suolo e SBLOCCA ITALIA

E' diventata legge lo SBLOCCA ITALIA (approvato in agosto con D.L. n° 133/2014) e se ne parla spesso ultimamente soprattutto in merito al dissesto idrogeologico del nostro paese e alla conseguente difesa del suolo. Sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 7 novembre 2014 è apparso un interessante articolo di Giorgio Santilli intitolato “Difesa del suolo: quei progetti nel cassetto per paura di una firma”, che potete leggere al link http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/infrastrutture24/2014-11-07/difesa-suolo-quei-progetti-133834.php?uuid=AbobtebK. L'articolo inizia così: “Ci sono 200 progetti anti-dissesto per un valore di 197 milioni che dormivano da 15 anni e che si sono svegliati alla sola minaccia - contenuta nel decreto sblocca-Italia - di revoca dei fondi. A svegliarsi sono stati, in realtà, gli amministratori locali che tenevano chiusi nel cassetto progetti e fondi. Dopo anni di "paura della firma", ora sono pronti ad accelerare e rimuovere ostacoli. È la conferma dell'irresponsabilità che uccide l'Italia da tre decenni. Parliamo di frane e dissesto, ma il discorso non cambia se guardiamo a ferrovie, depuratori o riuso urbano”
Si fa un gran parlare dello Sblocca Italia in queste settimane: molte associazioni ambientaliste sono insorte contro il governo e contro questa legge, per avere lo scopo di cementificare tutto. Guardate: faccio parte anch'io di un'associazione ambientalista (aderente a Legambiente) e, certo, alcuni punti dello Sblocca Italia possono essere controversi e contestabili, ma non l'intera legge. Sul punto dello sblocco dei fondi sulla difesa del suolo, mi trova pienamente d'accordo. Sarà compito degli enti locali e, soprattutto, delle associazioni/movimenti ambientalisti monitorare e vigilare che i lavori sia realizzati nel rispetto del territorio denunciando eventuali lavori che potrebbero arrecare danni ambientali. Però basta col NO preventivo!

PIEMONTE: amianto in centomila siti

Ormai tutti sappiamo della nocività dell'amianto e dei suoi gravissimi effetti sulla vita umana, oltre che sull'ambiente che ci circonda. Per approfondimenti http://www.sosamianto.it/index-6.html. Parlo di amianto perché sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 7 novembre 2014 è stato pubblicato un articolo di Filomena Greco intitolato “Piemonte: amianto in centomila siti”, che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-11-07/piemonte-amianto-centomila-siti-063906.shtml?uuid=AB808IBC. Di cosa si tratta? L'ARPA regionale ha mappato i tetti degli edifici di tutto il Piemonte ed ha constatato che ad oggi ci sono ben 100.000 edifici che sono ancora ricoperti con lastre in eternit contenente amianto, di cui 30.000 nella sola provincia di Torino. Un lavoro complesso che permetterà però in futuro di coordinare Comuni ed Asl per monitorare le bonifiche effettuate. 
Si tratta davvero di un bel lavoro, che mi auspico possa essere svolto da tutte le Regioni italiane: assieme a ciò andrebbe fatta un seria campagna informativa tra i cittadini e lo Stato dovrebbe avviare un importante piano di incentivi per spingere i cittadini allo smaltimento dell'amianto. Spero vivamente che ciò in futuro possa accadere.