venerdì 24 ottobre 2014

Il mercato delle quote di CO2 ha fallito

Sul quotidiano Il Sole 24 Ore di oggi è pubblicato un articolo di Beda Romano relativo all'accordo che ancora ieri sera stavano cercando i 28 Paesi dell'Unione Europea sui futuri obiettivi climatici da conseguire da qui fino al 2030: trattativa difficile soprattutto per le preoccupazioni di molti Paesi per i costi eccessivi da sostenere in un momento di così grave crisi economica. Gli obiettivi ambientali della Commissione Europea sono questi: riduzione delle emissioni nocive in atmosfera del 40% rispetto al 1990; una quota delle rinnovabili nella produzione energetica di almeno il 27%; un incremento dell'efficienza energetica almeno del 30%. Tutto questo con riferimento anno 2030, obiettivi che dovrebbero sostituire il precedente 20-20-20 da raggiungere entro il 2020. L'UE deve trovare un accordo che dovrà essere portato al vertice internazionale sul clima che si terrà a Parigi nel 2015. 
Accanto a tale articolo, c'è un'interessante analisi della situazione fatta da Jacopo Giliberto, intitolata “Riconoscere gli errori e voltare pagina”: la potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-10-24/riconoscere-errori-e-voltare-pagina-063858_PRN.shtml. Parla di come obiettivamente abbia fallito il sistema del mercato delle quote di anidride carbonica (http://www.minambiente.it/pagina/il-mercato-delle-quote-di-co2) e di come invece potrebbe essere risolutivo il sistema della carbon tax (http://it.wikipedia.org/wiki/Carbon_tax). Personalmente condivido appieno questa analisi.

Il CONGO e tutte le sue sfaccettature

Il bravo Roberto Saviano (giornalista, scrittore e saggista italiano, http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Saviano e http://www.robertosaviano.it/) cura sul settimanale L'Espresso una rubrica chiamata L'antitaliano, e quella del 2 ottobre 2014 si intitolava “Se permettete parliamo di Congo”, che potete leggere al link http://www.doppiozero.com/materiali/why-africa/se-permettete-parliamo-di-congo. L'articolo è dedicato a “Congo”, il libro che David Van Reybrouck (edito da Feltrinelli, 688 pagine, costo € 25) ha scritto su questo grande Paese africano: per conoscere meglio questo Paese, fatto di immense bellezze naturali e di enormi ricchezze minerarie, ma luogo nel corso dei secoli anche di eventi drammatici come genocidi, guerre etniche, schiavitù, povertà, inquinamenti disastrosi, Ebola..., soprattutto negli ultimi decenni. 
Una parte di storia che, ahimè, difficilmente si studia a scuola e sinceramente non capisco il motivo per cui le scuole italiane non approfondiscano la storia contemporanea, così utile a capire molte delle cose che tuttora interessano e sconvolgono il nostro Pianeta. Mi unisco quindi all'appello di Saviano per leggere questo grande libro.

“Smart cities” e rilancio del Paese

Cristiana Salvagni ha scritto un bel articolo sull'argomento intitolato “Dal wi-fi al car sharing: ecco cosa rende intelligenti le città che rilanciano l'Italia”, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 23 ottobre 2014 e che potete leggere al link http://www.corviale.com/index.php/dal-wi-fi-al-car-sharing-ecco-cosa-rende-intelligenti-le-citta-che-rilanciano-litalia/. Parla delle “smart cities” (per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_intelligente), ovvero di quelle città “intelligenti” che aiutano a creare impresa, offrono spazi verdi, asili nido e trasporti efficienti, nonché una rete sociale adeguata che aiuti tutti i suoi cittadini. La classifica italiana vede Milano al 1° posto, seguita da Bologna, Firenze, Modena e Padova; all'ultimo posto Reggio Calabria. Ma purtroppo siamo ancora lontani rispetto alle città straniere: le prime in Italia sono infatti quasi le ultime nella classifica europea... 
E pensare che proprio le “smart cities” potrebbero contribuire (e non poco) a rilanciare lo sviluppo del nostro Paese.

Lo splendido Palazzo Cini di San Vio, a Venezia

Devo ammettere la mia ignoranza nell'aver scoperto l'esistenza di questo palazzo solo ora grazie ad un articolo di Alessandra Mammì pubblicato sul settimanale L'Espresso del 23 ottobre 2014. Si tratta del fantastico Palazzo Cini di San Vio a Venezia: in realtà un palazzetto rispetto ai palazzoni che sorgono lungo il Canal Grande, ma a questi non ha nulla da invidiare in quanto ad opere d'arte. La giornalista ne parla accuratamente nell'articolo intitolato “Rinascita a Venezia” che potete leggere al link http://rassegna-stampa.veneziepost.it/stories/cultura/38476_rinascita_a_venezia/#.VEn3gyKsV5w
Per approfondimenti sul Palazzo consultate il link http://www.palazzocini.it/, dove trovate la storia del Palazzo e la galleria delle opere d'arte. Un gioiello storico-architettonico-artistico di immenso valore, fuori dalle solite rotte turistiche...

Il successo dei FESTIVAL CULTURALI

Il grande Umberto Eco (semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale, http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco e http://www.umbertoeco.it/) tiene una rubrica sul settimanale L'Espresso denominata “La bustina di Minerva”: molto interessante quella sul numero del settimanale del 23 ottobre 2014 il cui articolo era intitolato “Perché questo bisogno di Platone”, che potete leggere al link http://giacomosalerno.com/2014/10/17/perche-questo-bisogno-di-platone-umberto-eco/
Il tema è (un po' a sorpresa per il nostro Paese...) il successo che stanno riscuotendo i molti festival culturali che si tengono in giro per l'Italia: solo per citarne alcuni il Festival della Letteratura di Mantova, il Festival della Filosofia di Modena, il Festival della Mente di Sarzana (SP), il Festival della Comunicazione di Camogli (GE), il Pordenonelegge, il Festival della Scienza di Genova (che si sta tenendo proprio in questi giorni), ma ce ne sarebbero molti altri. Come scrive Eco nel suo articolo, per chi non c'è mai stato stato, è difficile immaginare una città che ospita uno di questi festival dove in ogni suo angolo, sala, teatro o piazza, si tengono anche più eventi/conferenze contemporaneamente e con tantissimi visitatori. Quelle che un tempo sarebbero state noiosissime conferenze... 
Perché succede questo? Concordo con l'analisi fatta dallo stesso Eco: la gente va in massa a questi festival culturali perché sente il bisogno di stare insieme agli altri, di comunicare, di conoscere persone che ha i suoi stessi interessi e gusti, di vedere poeti e filosofi in carne ed ossa, e probabilmente stanca di una TV ormai quasi completamente spazzatura...

mercoledì 22 ottobre 2014

Il diritto/dignità all'EUTANASIA

Umberto Galimberti (noto filosofo, psicoanalista e docente universitario italiano, http://www.umbertogalimberti.it/) ogni sabato tiene una rubrica nell'ultima pagina dell'inserto “D” del quotidiano la Repubblica, ed ho trovato particolarmente interessante quella di sabato 18 ottobre 2014 con l'articolo intitolato “Il diritto di scegliere come e quando morire” che potete leggere al link http://www.scienzaevita.org/rassegne/9e0532f932aed5fc0965f70ebb1f5bb3.pdf. Nel suo articolo Galimberti risponde alla lettera di un lettore che gli fa notare come dal 13 settembre 2013 giace presso la Camera dei Deputati una legge di iniziativa popolare per rendere legale l'eutanasia, che a tutt'oggi non è ancora stata discussa e cosa si deve ancora fare per smuovere la situazione. 
Lascio a voi la lettura dell'articolo, ma concordo col preambolo fatto dallo stesso Galimberti: oggi che con Papa Francesco anche la Chiesa antepone ai principi la persona, la politica, sempre timorosa di confliggere con le posizioni della Chiesa, non ha più alibi per decidere sui temi che, prima ancora dell'etica, riguardano la dignità umana. Quindi, come lo stesso Galimebrti, sono d'accordo col teologo e scrittore svizzero Hans Kung quando dice “Voglio decidere da solo quando e come morire”. Ci arriveremo prima o poi?

ITALIANO 4° idioma più studiato al mondo!

Apprendo questa bella notizia dall'articolo di Laura Montanari intitolato “Se la lingua di Dante conquista anche Pechino”, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 20 ottobre 2014 e che potete leggere al link http://www.repubblica.it/cultura/2014/10/20/news/se_la_lingua_di_dante_conquista_anche_pechino-98532356/. Una notizia che coglie quasi di sorpresa, sapere che la nostra lingua è la 4° più studiata al mondo (dopo inglese, francese e spagnolo), con un milione e mezzo di studenti all'estero che seguono corsi di lingua italiana (che ricordiamo è parlata da ben 250 milioni di persone). 
E come ha detto il professore e linguista Tullio De Mauro (ex ministro dell'Istruzione italiano) “Scopriamo dagli altri che il nostro Paese non è in decadenza”...

PENNAC: cultura e libertà

Lo scorso week-end Ezio Mauro (direttore del quotidiano la Repubblica, http://www.repubblica.it), in occasione della conferenza “La Repubblica delle Idee” tenutasi a Palermo ha intervistato il grande scrittore francese Daniel Pennac (http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pennac). L'intervista la potete leggere al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/10/20/pennac-ragazzi-non-ascoltate-chi-vi-dice-che-non-valete-niente22.html?ref=search ed è davvero molto bella e significativa. 
Mi sono piaciuti i passaggi in cui sottolinea quanto sia importante insegnare, perché significa spiegare agli alunni che esiste un futuro. Oppure quando dice che bisogna lottare contro la confisca del linguaggio, ovvero quello che è successo all'Italia negli ultimi 20 anni. E ancora quando sostiene che la cultura è più importante di tutto, ma che la libertà è ancora più importante della cultura perché ci sono persone che non ce l'hanno. 
Un'intervista che dovrebbe essere fatta leggere nelle nostre scuole.

Alluvioni, frane e... polizze assicurative

Alberto Statera ogni lunedì sull'inserto “Affari&Finanza” del quotidiano la Repubblica tiene la rubrica “Oltre il giardino” e in quella del 20 ottobre 2014 ha scritto un articolo intitolato “Alluvioni e frane: se lo Stato latita almeno potrebbe firmare una polizza”, che potete leggere al link http://www.intermediachannel.it/alluvioni-e-frane-se-lo-stato-latita-almeno-potrebbe-firmare-una-polizza/. L'idea sarebbe quella di fare come altri Paesi europei, che obbligano i cittadini a stipulare una polizza contro eventi naturali, che paga un premio fisso entro una certa quota (in Francia ad esempio è del 12%) e se i danni sono molto gravi subentra a pagare lo Stato. Così anche in Spagna e negli USA. Con molte clausole interessanti: ad esempio, se la casa è costruita sull'alveo di un fiume l'assicuratore e lo Stato non pagano. 
Sono molti gli aspetti da valutare, ma l'idea non sarebbe male. Anche se prima di fare ciò, lo Stato dovrebbe almeno mettere in sicurezza il territorio nazionale e garantire l'incolumità dei cittadini...

OLANDA: l'elettronica si impara a scuola.

Pochi giorni fa è stata pubblicata da DJ Mag la Top 100 DJ 2014, ovvero l'annuale classifica che raccoglie al suo interno i 100 dj più influenti del momento. Al primo posto si è piazzato, come l'anno scorso, l'olandese Hardwell (http://it.wikipedia.org/wiki/Hardwell). E comunque nelle prime posizioni troviamo dj del Centro Europa che da anni la fanno da padrona: Tiesto, Armin Van Buuren, Martin Garrix, Avicii, Nicky Romero, David Guetta, Calvin Harris, eccc...: la classifica la potete vedere al link http://www.djmag.com/top-100-djs. Carlo Moretti ha dedicato all'argomento un articolo intitolato “Amsterdam, capitale della dance. Qui l'elettronica si insegna a scuola” pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 21 ottobre 2014, che potete leggere al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/10/21/amsterdam-capitale-della-dance-qui-lelettronica-simpara-a-scuola56.html?ref=search
Leggendo l'articolo mi ha colpito molto positivamente il fatto che il governo olandese da anni sostiene e finanzia la musica elettronica, ci sono scuole di produzione che la insegnano e per la crescita artistica dei deejay. Certo, è anche un fatto culturale visto che questa musica viene suonata ovunque in Olanda (e non solo): nei supermercati, nelle radio, nelle pubblicità in TV, ecc... Ma la differenza culturale tra noi e loro sta proprio nel fatto che il governo olandese finanzia questo musica, portandola al successo in tutto il mondo e creando dj che sono di fama internazionale. Ah, per la cronaca nella Top 100 DJ 2014 i dj italiani sono 3 e il primo è alla 61° posizione (Gabry Ponte)...

MATERA, Capitale della Cultura, ma senza treno...

Stiamo parlando proprio di lei, la bellissima Matera, la Città dei Sassi, grazie a questo inserita da anni nel Patrimonio dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco (per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Matera e http://www.sassiweb.it/matera). E che da pochi giorni è stata nominata Capitale Europea della Cultura 2019 (http://www.matera-basilicata2019.it/it/).
Ebbene, Matera è l'unico capoluogo d'Italia non servito dalla rete ferroviaria nazionale!!! O meglio, la linea ferroviaria arriva, c'è la stazione, ma i lavori (iniziati nel lontano 1986...) sono tuttora incompleti! Una delle solite vergogne italiane. Per approfondire la notizia vi rimando all'articolo di Fabio Tonacci pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 21 ottobre 2014, che potete leggere al link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/10/21/i-treni-perduti-di-matera-capitale-della-cultura-senza-la-stazione25.html?rss
Una vergogna sia per il fatto in se stesso, sia per il fatto che la città meriterebbe ben altro visto che sarà Capitale Europea della Cultura tra pochi anni.

martedì 21 ottobre 2014

Il Paese dei VOLONTARI

Molto bello l'articolo di Vera Schiavazzi intitolato "Volontari. la meglio Italia", pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 17 ottobre 2014 e dedicato al grande lavoro fatto dai volontari in tutta Italia: lo potete leggere al link http://www.dirittiglobali.it/2014/10/volontari-italia/. Si è parlato molto in questi giorni di "angeli del fango", ovvero i tantissimi volontari che hanno aiutato la città di Genova in seguito all'ennesima alluvione. Ma volontari in Italia ce ne sono tantissimi: milioni di persone che lavorano gratis per gli altri, donando parte del loro tempo libero e impegnandosi su vari campi, dall'ambiente al territorio, dall'immigrazione alla cultura, dallo sport all'educazione civica. Nello stesso articolo ci sono i dati: 301.191 associazioni non profit in Italia (+28% nel 2011 rispetto al 2001), che impiegano 4,7 milioni di volontari (+43% nello stesso periodo), e che sono per la maggior parte impegnate nell'assistenza sociale, nelle attività culturali e nelle attività sportive. 
Ne parlo a cuore aperto perchè anch'io faccio parte del mondo del volontariato: dal 2007 sono Segretario di un circolo aderente a Legambiente (circolo PERLA BLU di Cologna Veneta, http://www.perlablu.it), e non immaginate quanto senta il bisogno (e per me sia personalmente gratificante) operare per contribuire (nel mio caso) alla protezione dell'ambiente e alla diffusione di cultura. L'Italia è un paese che ha tremendamente bisogno di volontari.

L'informazione ai tempi de La7

Giovanni Valentini cura ogni sabato sul quotidiano la Repubblica la rubrica "Il sabato del villaggio" dedicata al mondo dell'informazione. In quella di sabato 18 ottobre 2014 ha scritto un articolo intitolato "La7 in crisi: una televisione da rivedere", che potete leggere al link http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13631:rassegna-stampa-giovanni-valentini-la7-in-crisi-una-televisione-da-rivedere&catid=33:rassegna-stampa&Itemid=374. L'articolo è dedicato alla crisi di ascolti dell'emittente televisiva, che ormai è diventata il terzo polo della TV, probabilmente per eccesso di informazione e di trasmissioni di approfondimento. Sembra paradossale ma ahimè fotografa amaramente la situazione dell'informazione in Italia: ci sarà anche troppa abbondanza di questo tipo di programmi, ma gli italiani non hanno voglia di approfondimenti. E questo denota il deficit culturale che da sempre colpisce il nostro Paese. 
Bella la frase con cui Valentini inizia il suo articolo: "L'informazione resta dunque il pilastro attorno al quale costruire il futuro": si tratta di una frase estrapolata da "Telecenerentola" di Stefano Buccafusca - Centro di documentazione giornalistica 2012, pag. 256. Davvero bella: in tema di riforme costituzionali proporrei di inserirla nella Costituzione italiana. In ogni caso, sostegno pieno da parte mia a La7 per l'ottima informazione che fa ogni giorno.

MATERA sarà Capitale Europea della Cultura 2019

E così Matera, battendo le altre città italiane Cagliari, Lecce, Perugia-Assisi, Siena e Ravenna, sarà CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA nel 2019 (la capitale europea della cultura è una città designata dall'Unione europea, che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale. Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Capitale_europea_della_cultura). La scelta di assegnare all'Italia il 2019 la potete approfondire al link http://www.europarlamento24.eu/capitale-europea-della-cultura-nel-2019-tocchera-all-italia/0,1254,106_ART_993,00.html
Le motivazioni che hanno probabilmente portato alla scelta di tale città le ha esposte molto bene Valerio Magrelli nel suo articolo "Matera capitale della cultura, così vince l'altra bellezza", pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 ottobre 2014 e che potete leggere al link http://rassegna-stampa.veneziepost.it/stories/cultura/38520_matera_capitale_della_cultura_cos_vince_laltra_bellezza/. L'Italia non avrebbe sfigurato con nessuna delle città che erano state designate, tanto è immenso il loro patrimonio storico-artistico-culturale: in ogni caso ottima scelta quella di Matera.

giovedì 16 ottobre 2014

EBOLA: catastrofe peggiore di una guerra

A proposito della gravissima epidemia di Ebola che sta sconvolgendo l'Africa, con seri pericoli per l'intera umanità (http://it.wikipedia.org/wiki/Ebola), vi consiglio la lettura delle lettere inviate dai delegati in Sierra Leone di Terra Madre (la rete mondiale delle comunità del cibo creata da Slow Food), pubblicate ieri dal quotidiano la Repubblica: le potete leggere al link seguente http://www.zeroviolenza.it/rassegna/pdfs/15Oct2014/15Oct2014462163db288dc6b358a149932c62084b.pdf. Rendono ancora di più l'idea della catastrofe umanitaria che si sta consumando nel Continente Africano.
Nello stesso articolo potete leggere anche un intenso approfondimento di Carlo Petrini (fondatore della stessa Slow Food), intitolato "Una catastrofe peggiore di una guerra". Mi ha colpito molto il passaggio in cui dice "...è peggio di una guerra, perché la paura del contagio impedisce qualsiasi forma di collaborazione, qualunque solidarietà. Nessuno si avvicina agli orfani, che piangono, sporchi e malati. Nessuno aiuta le donne a partorire". E' davvero una situazione drammatica.

I 50 anni della Fondazione Luigi Einaudi

La Fondazione Luigi Einaudi nasce nel 1964 con la donazione della collezione di libri, periodici e documenti appartenuti a Luigi Einaudi per renderli fruibili a studiosi italiani e stranieri (http://www.fondazioneeinaudi.it/). Per approfondimenti sul grande Luigi Einaudi http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Einaudi
Ebbene, sono iniziate le celebrazioni per il 50° anniversario della Fondazione, che ha festeggiato ieri con una giornata di studio intitolata "I giovani e il difficile futuro della ricerca scientifica in Italia": al convegno sono intervenuti anche Massimo L. Salvadori, Carlo D'Adda, Daniele Checchi e Pierluigi Ciocca, e si è parlato della situazione attuale delle università italiane e delle politiche di ricerca. 
Importante far capire a tutti e soprattutto alle istituzioni quanto primaria sia l'importanza, per lo sviluppo di un Paese, della ricerca scientifica...

All'ARCHIVIO CENTRALE la banca dati dei governi italiani

L'Archivio Centrale dello Stato, organo dotato di autonomia speciale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione Generale per gli Archivi), è l'Istituto archivistico depositario della memoria documentale dello Stato unitario. L'Archivio Centrale dello Stato ha il compito di conservare gli archivi prodotti dagli organi e dagli uffici centrali dello Stato italiano nato con l'Unità: un insieme di archivi e di carte che comprende, tra le fonti più significative, la Costituzione italiana del 1948, la raccolta in originale delle leggi e decreti, i verbali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la documentazione delle grandi Commissioni d'inchiesta, lo stato civile dei Savoia e l'archivio della Real Casa, gli archivi dei tribunali militari e quelli fascisti, con le carte della segreteria particolare del Duce (fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Archivio_Centrale_dello_Stato). Per maggiori informazioni http://www.archiviocentraledellostato.beniculturali.it/
Ebbene, è stata presentata ieri all'ARCHIVIO CENTRALE DELLO STATO di Roma la banca dati sui governi italiani, dal 1861 fino al 1970: si tratta si un insieme di schede dettagliatissime con notizie biografiche su Presidenti, Ministri e Sottosegretari dell'intero periodo, e assieme ad essa è stato presentato anche il nuovo database con i capi di gabinetto (http://it.wikipedia.org/wiki/Capo_di_gabinetto) dal 1861 al 2014. Il gruppo di lavoro è stato guidato da Guido Melis e da Alessandro Natalini.

mercoledì 15 ottobre 2014

In uscita il film su GIACOMO LEOPARDI

Esce il 16 ottobre 2014 il film "Il giovane favoloso" sulla vita di Giacomo Leopardi, nel quale il poeta è interpretano dal bravo Elio Germano (per informazioni sul film http://www.cinemaitaliano.info/ilgiovanefavoloso). Prima di guardare il film meglio approfondire la vita del grande poeta: http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi e i sito specifici http://www.leopardi.it/ e http://www.giacomoleopardi.it/
Molto bello l'articolo che la bravissima Natalia Aspesi ha scritto sul quotidiano la Repubblica del 14 ottobre 2014 (che potete leggere a questo link: http://rassegna.entespettacolo.org/eds_rassegna/Rassegna/20141014/28579055.pdf), relativo alla visita che la stessa Aspesi ha fatto in compagnia del regista del film Mario Martone alla biblioteca di Recanati frequentata dal grande Leopardi. 
Ho provato personalmente l'atmosfera magica che si prova visitando la casa, la biblioteca e i luoghi di Recanati frequentati da Leopardi: magica credo sia proprio l'aggettivo giusto, grazie anche alle bravissime guide che ti conduco attraverso questi luoghi.

Boom del BOOKCROSSING

Il BookCrossing (dai termini in lingua inglese book, libro e crossing, attraversamento, passaggio, anche noto come BC, giralibri, liberalibri, Libri liberi, Libri in libertà) è un'iniziativa di distribuzione gratuita di libri che ruota intorno all'esistenza di un elenco di volumi identificati da un codice unico, attraverso cui è possibile seguire la traversata del libro, e il suo incrociarsi con i lettori. Materialmente consiste nella pratica di una serie di iniziative collaborative volontarie e completamente gratuite, di cui alcune anche organizzate a livello mondiale, che legano la passione per la lettura e per i libri alla passione per la condivisione delle risorse e dei saperi. L'idea di base è di rilasciare libri nell'ambiente naturale compreso quello urbano, o "into the wild", ovvero dovunque si preferisca, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri, che eventualmente possano commentarli e altrettanto eventualmente farli proseguire nel loro viaggio. Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/BookCrossing. Per maggiori informazioni consultate anche il sito http://www.bookcrossing-italy.com/
Ne ha dedicato un bel articolo la giornalista Giuseppina Avola sul quotidiano la Repubblica del 14 ottobre 2014, intitolato "Parchi, taxi, cabine. Le mini-biblioteche per condividere i libri nelle città", che potete leggere al seguente link http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_news.asp?tipoord=news&id_contenuto=3759528 (ove trovate anche l'intervista allo scrittore Massimo Carlotto). 
In carenza di cultura generale..., davvero una bella iniziativa.

Alluvioni: perchè le opere restano bloccate?

Davvero sconcertante l'analisi che Fabio Tonacci ha fatto nel suo articolo "Alluvioni: paralizzate otto opere su dieci", pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 12 ottobre 2014, che potete leggere al seguente link: http://www.astampa.rassegnestampa.it/GruppoTotoAc/View.aspx?ID=2014101228566175. La stessa ultima alluvione di Genova, pur nell'eccezionalità dell'evento (in alcuni punti sono caduti quasi 1.000 mm d'acqua in 5 giorni!!!), trova molte cause nella maledetta burocrazia, nelle lungaggini giudiziarie e nelle opere pubbliche bloccate. E Genova è solo che un esempio di un elenco lunghissimo di opere assolutamente fondamentali per la sicurezza del nostro Paese, e che purtroppo rimangono bloccate lì. 
A proposito dell'alluvione di Genova di pochi giorni fa, resto sconcertato (come ogni volta) dalla assoluta inadeguatezza e incapacità delle personalità che ricoprono cariche alla guida di una città: nel caso di Genova, sentire il Sindaco Doria affermare "Non toccava al Comune dare l'allarme", oltre a farmi venire i brividi, dimostra proprio quanto ho appena detto. Certo, l'eventuale allarme segue la catena ARPA-Protezione Civile-Prefettura-Comune: quindi il Comune è l'ultimo della catena a sapere dell'allarme. Però scusatemi: l'alluvione è accaduta nella notte tra giovedì e venerdì, ma era dal lunedì che ogni giorno violenti temporali colpivano sempre le stesse zone, scaricandovi centinaia di mm d'acqua, le previsioni dei più validi siti meteo (Meteolive, Meteogiornale, 3BMeteo) davano come molto elevato il rischio di alluvione. Non vorrete mica dirmi che un'Amministrazione Comunale, che dovrebbe conoscere alla perfezione la propria città e visti i precedenti, non avrebbe potuto comunque lanciare un allarme vedendo i quantitativi pluviometrici impressionanti (che si potevano leggere sia sui succitati siti meteo sia su ARPAL, aggiornati ogni ora)? Già dal mercoledì mattina il Sindaco avrebbe potuto lanciare un allarme per informare la gente di restare in casa, chiudere subito le scuole, chiedere ai cittadini di ritirare (chi può) la propria auto dalla strada, ritirarsi dai piani interrati, chiudere o sconsigliare il transito nei sottopassi, consigliare ai negozianti di sollevare da terra la merce. Non è il Sindaco che tutela l'incolumità dei cittadini? L'alluvione ci sarebbe stata comunque (e qui subentrano altre responsabilità) ma almeno si limitavano un pò i danni e la perdita di vita umana. Questo era il senso della mia lettera pubblicata sul quotidiano la Repubblica di domenica 12 ottobre 2014, che trovate qui sotto.