mercoledì 24 dicembre 2014

1984, l'anno zero del POP

Ho trovato questo interessante articolo sul quotidiano la Repubblica del 23 dicembre 2014: è stato scritto da Carmine Saviano e si intitola "1984, l'anno zero del pop: quando la musica sancì l'alleanza con la tv". Chi si ricorda cosa successe nel 1984? Per una veloce carrellata consultate il link http://it.wikipedia.org/wiki/1984. Nell'articolo si parla però di musica, perché si parla del 1984 come anno d'oro della musica pop in quanto furono davvero tanti i successi che poi sarebbero restati nella memoria collettiva per sempre (e sono passati 30 anni!): "Borderline" e "Like a virgin" di Madonna, "Born in the USA" di Bruce Springsteen, "What's love got to do with it" di Tina Turner, "Jump" di Van Halen, "Pride" degli U2, "Take on me" degli A-Ha, "Relax" di Frankie Goes to Hollywood, "Purple rain" di Prince, "Time after time" e "Girls just wanna to have fun" di Cindy Lauper, "Careless whisper" degli Wham, "All night long" di Lionel Richie (uscito nel 1983 ma arrivato al successo nel 1984), "Love of the common people" di Paul Young, "Radio ga ga" dei Queen, "People from Ibiza" di Sandy Marton, "Self control" di Raf, "State of the nation" dei New Industry, "Big in Japan" degli Alphaville, "Such a shame" dei Talk Talk, "Chomancero" di Moon Ray e tanti altri. Come mai proprio il 1984? Perché in quell'anno musica e televisione entrarono in stretto contatto creando un connubio indissolubile che portò la musica pop al successo incredibile di quell'anno e degli anni avvenire. Spiega il grande dj e produttore discografico Claudio Cecchetto: "Il 1984 è l'esito di un processo musicale che inizia nei primi anni '80, il risultato del pieno incontro tra discomusic e new age" Un anno di successi pop incredibili che lanciarono l'epoca del ritornello nelle canzoni.

martedì 23 dicembre 2014

SICUREZZA NUCLEARE: un bel passo avanti

Mario Pirani nel suo editoriale pubblicato sul quotidiano la Repubblica di lunedì 22 dicembre 2014, intitolato “Un bel passo avanti sulla sicurezza nazionale”, ha riassunto molto bene i passi in avanti che il nostro Paese sta facendo in merito alla pluridecennale questione dello smantellamento delle centrali nucleari italiane: finalmente si muove qualcosa circa l'esecuzione del deposito delle scorie nucleari. L'articolo lo potete leggere al link http://www.selpress.com/istitutotreccani/esr_visualizza.asp?chkIm=21. Che sia la volta buona? Soprattutto per la sicurezza nazionale ed ambientale.

Restaurata la cappella dedicata alla Regina TEODOLINDA

Teodolinda (Ratisbona ? – Monza, 22 gennaio 627) fu regina dei Longobardi e regina d'Italia dal 589 al 616. Figlia del duca dei Bavari, Teodolinda era una principessa di stirpe regale, discendente per parte materna della casata longobarda maggior portatrice del "carisma" regale, i Letingi. Per suggellare l'alleanza tra Bavari e Longobardi venne data in sposa ad Autari, re dei Longobardi, asceso al trono dopo unafase di assenza di potere regio. Morto Autari, dopo solo un anno di nozze, Teodolinda si risposò con Agilulfo, duca di Torino, da cui ebbe un figlio,Adaloaldo, futuro re dei Longobardi e il primo ad essere battezzato nella fede cattolica. Teodolinda, infatti, essendo cattolica, anche se aderente alloscisma dei Tre Capitoli, rappresentò il primo stabile collegamento tra i Longobardi ariani e la Chiesa di Roma, grazie ai suoi rapporti amichevoli con papa Gregorio Magno. Dopo la morte di Agilulfo fu reggente per il figlio Adaloaldo, ma quando questi venne deposto da una congiura di corte - dopo dieci anni di regno - la regina si ritirò a vita privata e poco dopo morì. Fu sepolta con tutti gli onori nella basilica di San Giovanni, ora Duomo di Monza, dove fu venerata dal popolo locale come una santa. La sua figura, divenuta mitica, fu amatissima e divenne il fulcro di numerose leggende e storie popolari. Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Teodolinda
Ebbene, il Duomo di Monza è stato per 6 anni oggetto di restauro dei dipinti dedicati appunto a Teodolinda: la cappella restaurata aprirà al pubblico a metà gennaio 2015 mentre l'inaugurazione ufficiale avverrà dopo Pasqua. Il restauro ha permesso di portare all'antico splendore le pitture murali degli Zavattari (http://it.wikipedia.org/wiki/Zavattari), gli artisti milanesi che nel 1446 conclusero il più grande ciclo del gotico internazionale in Italia (http://it.wikipedia.org/wiki/Gotico_internazionale_in_Italia). Un'altro importante pezzo dell'immenso patrimonio storico-artistico italiano riportato allo splendore iniziale.

lunedì 22 dicembre 2014

Rinasce il LAZZARETTO di Verona

Il Lazzaretto di Verona è un lazzaretto la cui costruzione iniziò nel gennaio 1549 a Verona in località Porto San Pancrazio, vicina all'Adige, allora adeguatamente distante dalla città (ora popoloso quartiere). Lo scopo fu di ricoverare i malati contagiosi in località isolata e agevolmente raggiungibile attraverso il fiume. Il lazzaretto fu progettato, secondo il Vasari, dall'architetto Michele Sanmicheli, anche se secondo altri storici fu opera di Giangiacomo Sanguinetto, il quale nel giugno 1548 presentò alle autorità cittadine un modello per il lazzaretto. Non sono state comunque trovate prove certe circa l'autore dell'opera. Il nuovo lazzaretto venne completato solamente nel 1628, e in tempo per la peste del 1630, portata dai soldati tedeschi. Per la città il contagio fu un vero disastro: basti pensare che nel 1626 erano stati censiti 53.333 abitanti, che si erano ridotti a 20.738 alla fine del contagio: morirono dunque 33.000 persone circa. Nel tentativo di arginare l'epidemia le autorità sanitarie e cittadine cercarono di confinare i malati al lazzaretto: al culmine della pestilenza all'interno si concentrarono più di 5.000 appestati. Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Lazzaretto_di_Verona e http://lazzarettovr.jimdo.com/storia-del-lazzaretto-deutsch-und-englisch-version/. Per approfondimenti generali sui lazzaretti http://it.wikipedia.org/wiki/LazzarettoEbbene, lo scorso 3 ottobre 2014 il Comune di Verona ha ceduto il complesso storico al FAI (Fondo Ambiente Italiano, http://www.fondoambiente.it), al quale era già stato ceduto nel 2012 il terreno circostante di tre ettari. È stato siglato un accordo col quale la Fondazione Cariverona si impegna a riqualificare, gestire e valorizzare questa storica area tramite un piano di sviluppo turistico a vocazione naturalistica e sportiva. Ecco un altro bel esempio di recupero storico-architettonico con ripercussioni turistiche e quindi economiche, facendo rivivere il patrimonio storico italiano.

In arrivo la rivoluzione web

Dal 1991 (anno di nascita del World Wide Web, http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web) al 2012 i domini disponibili erano quelli denominati di “secondo livello”, ovvero tutti quelli indicati negli indirizzi web con nomi e sigle compresi tra il www. e (per l'Italia) .com, .org e .it (queste terminazioni citate appartengono a 22 categorie diverse che sono i cosiddetti domini di “primo livello”). Per comprare un dominio di secondo livello ci si deve rivolgere all'Icann (l'istituto americano che gestisce tutti gli indirizzi web del mondo, https://www.icann.org/ e http://it.wikipedia.org/wiki/ICANN) pagando poche decine di dollari l'anno. In questi 20 anni però l'enorme diffusione di internet ha portato al quasi esaurimento dei domini di secondo livello. Così l'Icann ha deciso di mettere sul mercato mondiale circa 1.300 domini di primo livello per poter aumentare il numero di indirizzi disponibili (alcune aziende hanno già il proprio dominio di primo livello: la casa automobilistica BMW, ad esempio, ha infatti il dominio .bmw). Su 1.930 richieste arrivate all'Icann solo 20 arrivano dall'Italia: il problema infatti adesso è economico, perché un dominio di primo livello costa 185.000 dollari, e se più aziende sono interessate allo stesso nome, parte un'asta (oggi 751 aziende si contendono 230 domini). Il percorso poi per ottenere un dominio di primo livello è piuttosto lungo, circa venti mesi, e alla richiesta possono anche opporsi dei terzi... Dopo tutte le verifiche, i domini entrano nel database del World Wide Web: a ottobre 2014 i nuovi domini entrati nel www. sono stati 426. Anche qui l'Italia, paese di piccole e medie aziende che non possono permettersi investimenti così alti, soprattutto in questi anni di crisi, si dimostra non al passo coi tempi...

117 milioni di laghi nel mondo!

Un lago (o bacino lacustre) è una grande massa per lo più d'acqua dolce raccolta nelle cavità terrestri. I laghi di grosse dimensioni sono alle volte chiamati "mari interni", mentre talvolta i piccoli mari sono chiamati laghi. Due esempi sono: il Grande Lago Salato ed il Mar Morto. In realtà ci sono differenti tipi di laghi: laghi di superficie (comunemente chiamati soltanto laghi), laghi sotterranei, laghi stagionali (un esempio di lago stagionale è il lago Eyre in Australia che è riempito quando le piogge stagionali sono abbondanti), laghi subglaciali (un esempio di lago subglaciale è il lago Vostok che si trova sotto i ghiacci dell'Antartide), lago proglaciale, lago sottomarino (che sono laghi di salamoia sottomarini). Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Lago
Ebbene, uno studio dell'Università di Uppsala (Svezia) ha mappato i laghi di tutto il mondo: dai più grandi fino ai più piccoli (ovvero fino ad una superficie minima di 0,2 ettari, cioè 2.000 mq, pari a circa una volta e mezza una piscina olimpionica), quindi praticamente tutti! Escludendo l'Antartide e la Groenlandia, ci sono nel mondo ben 117 milioni di laghi!! La lunghezza totale dei loro perimetri è pari a 250 volte la lunghezza dell'Equatore (che è di 40.075 km...). Questo studio servirà a stimare gli effetti su larga scala dei processi che avvengono nei laghi, come il loro contributo al riscaldamento climatico (i microrganismi acquatici in essi contenuti rilasciano infatti metano in atmosfera).

Nuovi TESORI IMMATERIALI nell'Unesco

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO) è stata fondata durante la Conference of Allied Ministers of Education (CAME) che si è svolta tra il 1 e il 16 novembre 1945. La Costituzione dell'UNESCO è stata firmata il 16 novembre 1945 e la sua entrata in vigore è del 4 novembre 1946, dopo la ratifica da parte di venti Stati. L'UNESCO è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni mediante l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali" quali sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite_per_l%27Educazione,_la_Scienza_e_la_Cultura
L'Unesco tutela non solo beni materiali (monumenti, città, bellezze paesaggistiche, ecc...) ma anche beni immateriali: dal 2001 ha cominciato a stilare l'elenco dei patrimoni di sapere da tutelare, che ad oggi sono circa 300 e sono in continuo aumento. Non si tratta di proteggere un patrimonio materiale per il bene del pianeta, ma per preservare l'integralità della cultura in cui è nato. L'Italia è tra i Paesi più rappresentati: le processioni a spalla, il canto dei tenores sardi, l'opera dei pupi, la dieta mediterranea, l'artigianato dei violini di Cremona, ecc.... Recentemente è stata inserita, sempre per l'Italia, la coltivazione della vite zibibbo ad alberello tipica dell'isola di Pantelleria. Per visionari tutti i beni immateriali Unesco ecco il link: http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?pg=00559.

Le orchestre italiane da salvare

Pochi giorni fa il maestro Marcello Panni ha scritto una lettera al quotidiano la Repubblica in cui lancia l'allarme per la continua scomparsa di grandi orchestre italiane: 4 sono scomparse negli ultimi due anni (la Regionale del Lazio, l'Orchestra Sinfonica di Roma, l'Orchestra Sinfonica del Teatro di Parma e l'Orchestra Mozart di Bologna fondata da Claudio Abbado), ed ora dal 1° gennaio 2015 sarà in liquidazione l'Orchestra Sinfonica di Lecce (attiva da 40 anni...). Allarme condiviso da Corrado Augias, che dalle colonne del quotidiano la Repubblica gli risponde citando che la Rai ebbe anni fa ben tre orchestre sinfoniche (Roma, Milano e Torino), oltre alla Scarlatti di Napoli, poi chiuse. Così come avevamo il centro di Fonologia Musicale di Milano, che era uno dei più importanti d'Europa, anch'esso chiuso. Orchestre che sono servite a tenere vita una lunga e storica tradizione di opera lirica, musica sinfonica, musica classica, musica contemporanea, balletto, musica jazz, che tutto il mondo ci ha invidiato e ci invia tutt'ora. Ahimè ha ragione Augias quando scrive che sì, è vero che le orchestre costano molto e i soldi sono pochi e sempre meno, ma della musica (soprattutto questa musica) interessa poco (per non dire niente) sia al ceto politico sia agli italiani in generale. Un altro pezzo di storia che se va, in questo Paese a pezzi... E non ne capisco il motivo.

mercoledì 17 dicembre 2014

L'analfabetismo finanziario dilaga...

Ne ha scritto un bel articolo Daniela Condorelli sul settimanale L'Espresso del 18 dicembre 2014: c'è un analfabetismo finanziario dilagante nel nostro Paese. Secondo il World Competitiveness Index, l'Italia è al 44° posto nel mondo per diffusione di educazione finanziaria (e ultima tra i Paesi del G8). Secondo Doxa, inoltre, il 50% dei giovani tra i 18 e i 29 anni non sa cosa sia un'obbligazione, il 42% associa la Borsa ad una scommessa e ben l'80% non sa orientarsi nel risparmio gestito!! Ha ragione Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia, quando sostiene che l'educazione finanziaria consente ai cittadini di essere meno vulnerabili alle congiunture economiche sfavorevoli e guardare al futuro con maggiore fiducia. Ci manca l'ABC della finanza e dell'economia: tra l'altro, siamo europei e la maggior parte non sa cos'è la BCE, quali sono i suoi compiti, cos'è la Troika, cos'è il FMI, cos'è lo spred, il Pil, il deficit/Pil, il debito pubblico, ecc... Ma ora sono sempre di più gli italiani che frequentano corsi e seminari per imparare quello che non avevano saputo finora: quindi imparare a pianificare le spese, fare un bilancio preventivo, identificare le proprie esigenze e riflettere su come spendono e gestiscono il budget. E in tempi di crisi economica prolungata, è assolutamente importante. E così ecco i corsi della Banca d'Italia (https://www.bancaditalia.it/), di Banca Etica (http://www.bancaetica.it/), del Laboratorio di Educazione Finanziaria (https://it-it.facebook.com/pages/Laboratorio-di-Educazione-Finanziaria/342368505795709), di Economiascuola (http://www.economiascuola.it/), di Consumerclassroom (http://www.consumerclassroom.eu/it/) nonché il Museo del Risparmio di Torino (http://www.museodelrisparmio.it/). Consiglierei infine al Ministero dell'Istruzione di introdurre economia e finanza come materia scolastica nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, almeno le cose basilari della vita quotidiana e reale di un Paese.

martedì 16 dicembre 2014

GINOSA, la sorella di Matera

Ginosa  è un comune italiano di 22.850 abitanti della provincia di Taranto in Puglia. Essa si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina a 240 m s.l.m. già facente parte della Comunità Montana della Murgia Tarantina. "Genusium, posta al centro tra Taranto e Metaponto, capitale della Magna Grecia è famosa anche per aver dato asilo a Pitagora, aveva mura e templii agli idoli innalzati e quello a cui rendea speciale culto era il dio Giano" (Sesto Giulio Frontino, De coloniis, III cap.) Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Ginosa
Ha parlato di Ginosa Tomaso Montanari nel suo articolo “Ginosa, la sorella di Matera che ora sogna un futuro sostenibile” pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 15 dicembre 2014, che potete leggere al link http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=548ea5ba64d8e. Ginosa nel 2013 è stata purtroppo colpita da una grave alluvione in cui hanno perso la vita 4 persone, causando una frana che ha tagliato in due il magnifico centro storico: centro storico che ora è deserto, in attesa di essere sistemato. A giugno scorso gli abitanti (ginosini) avevano chiesto al Governo lo sblocco dei 9 milioni di euro che erano stati stanziati: ma ad oggi non è arrivato ancora nulla. Come dice il giornalista, sono molte le similitudini con la storia dei Sassi di Matera: ecco perché, come i Sassi, anche Ginosa potrebbe ritornare a vivere, con un serio progetto culturale e non in un centro per soli prodotti culturali... Sono pienamente d'accordo: intanto diffondiamo l'appello perché vengano sbloccati al più presto i finanziamenti statali necessari e promessi.

Il CALENDARIO DI AUGUSTO in mostra a Roma

Il calendario giuliano è un calendario solare, cioè basato sul ciclo delle stagioni. Fu elaborato dall'astronomo greco Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare (da cui prende il nome), nella sua qualità di pontefice massimo, nell'anno 46 a.C. Esso fu da allora il calendario ufficiale di Roma e dei suoi dominii; successivamente il suo uso si estese a tutti i Paesi d'Europa e d'America, man mano che venivano cristianizzati. Rispetto all'anno astronomico, ha accumulato un piccolo ritardo ogni anno fino ad arrivare a circa 10 giorni nel XVI secolo. Per questo nel 1582 è stato sostituito dal calendario gregoriano per decreto di papa Gregorio XIII; diverse nazioni tuttavia hanno continuato ad utilizzare il calendario giuliano ben oltre tale data, adeguandosi poi in tempi diversi tra il XVIII e il XX secolo. Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_giuliano
Ebbene, a Roma è stata allestita presso Palazzo Massimo la mostra “Rivoluzione Augusto. L'imperatore che riscrisse il tempo e la città”, che sarà aperta dal 17 dicembre 2014 al 2 giugno 2016 (per informazioni http://www.electaweb.it). Alla mostra saranno visibili anche i Fasti Prenestini (il più importante calendario mai scoperto, http://it.wikipedia.org/wiki/Fasti_Prenestini) e i Fasti Antiates Maiores (unico calendario precedente all'imperatore Cesare arrivato fino a noi, http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_romano). Vi sarà anche una hyper-biografia che presenterà in modo interattivo le storie di tutti i membri della famiglia dell'imperatore Augusto.

Il negozio di vestiario per i senzatetto

L'iniziativa è nata a Città del Capo (Sudafrica) e consiste in un vero e proprio negozio a cielo aperto nel quale di vende vestiario, solo per i senzatetto: abiti, scarpe, ecc...appesi ovunque lungo le strade, diciamo un pop up shop (uno spazio particolare che apre solo per un breve periodo). Lo hanno chiamato Street Store che si sposta per la città: il vestiario deriva da donazioni di altra gente e raccolto da volontari, che poi viene distribuito ai senzatetto. L'iniziativa ha già cominciato ad espandersi in tutto il mondo: ad oggi sono 120 gli Street Store sparsi per il pianeta. L'idea è venuta all'agenzia M&C Saatchi Abel, i cui esponenti affermano che l'idea è quella di trattare i clochard con la stessa dignità di chi si può permettere di acquistare degli abiti. Per informazioni collegarsi al sito http://thestreetstore.org/. Davvero una gran bella iniziativa: speriamo si possa diffondere anche nelle grandi città italiane.

Ma quanto bella è la YUCCA!

Yucca è un genere di piante facente parte della famiglia delle Agavaceae, originario delle regioni a clima tropicale secco, come Messico,California e Caraibi. Comprende più di 30 specie di alberi e arbusti che in natura raggiungono anche i 15–20 m di altezza ma negli ambienti domestici non superano i 2 m; hanno il fustorobusto, cilindrico, spesso a portamento arboreo, poco ramificato, che porta folti ciuffi di foglie lineari, persistenti, dure e generalmente spinose all'apice; i fiori sono generalmente piccoli, raramente grandi, di colore bianco o crema, sono penduli e solitamente riuniti in grandi pannocchie terminali. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Yucca
Ha parlato di Yucca Rossella Sleiter nella sua rubrica Natura all'interno dell'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 12 dicembre 2014. E ha fatto bene a parlarne, perché si tratta di una pianta meravigliosa: ne ho un bel esemplare anch'io in giardino e non può che dare soddisfazioni. Facile da coltivare (anche per talea), amante del sole e resistente al gelo (anche se non a quello esagerato, ma posso confermare che nel mio giardino ha sopportato anche temperature di -10°C e neve!), pochissima manutenzione (solo ogni tanto qualche foglia secca da tagliare nella parte bassa) e fiori che sono uno spettacolo: un alto ramo con una cascata di piccoli tulipani a testa in giù color bianco crema. Peccato che la yucca abbia avuto il suo momento di gloria solo tra la fine dell'Ottocento e gli anni Trenta del Novecento (si vede spesso nei giardini d'epoca) e poi sia andata in disuso... Ve la consiglio: piantatela nel vostro giardino, non vi deluderà!

venerdì 12 dicembre 2014

La Giunta Centrale per gli Studi Storici compie 80 anni

La Giunta Centrale per gli Studi Storici, con sede a Roma, è nata nel 1934 in sostituzione dell'Istituto Storico Italiano che era stato creato nel 1883 con il compito di coordinare le attività delle diverse deputazioni esistenti. Che cosa sono le deputazioni? Le Deputazioni di storia patria sono vari istituti a carattere locale, sostenuti dallo stato, sorti nelle regioni italiane nel XIX secolo, in massima parte dopo l'annessione del relativo territorio al Regno d'Italia. Il loro compito principale è quello di promuovere studi storici relativi ai territori degli stati italiani preunitari e di pubblicare opere storiche e periodici (http://it.wikipedia.org/wiki/Deputazioni_di_storia_patria). Oggi la Giunta Centrale per gli Studi Storici cura l'edizione della Bibliografia Storica Nazionale (che costituisce un censimento annuale della produzione storiografica pubblicata in Italia, anche in lingua straniera), rappresenta l’Italia nel Comité International des Sciences Historiques curando la partecipazione italiana ai congressi internazionali organizzati con cadenza quinquennale dallo stesso Cish, promuove eventi scientifici che hanno come oggetto l’internazionalizzazione della ricerca storica, realizza direttamente iniziative di promozione e sostegno della cultura storica, svolge attività di consulenza con il Ministero dell'Istruzione sui programmi di insegnamento della storia e su altre materie poste alla sua attenzione dalle istituzioni pubbliche, collabora all'attività delle Società e Deputazioni di storia patria, e mantiene rapporti di scambio con gli Istituti culturali stranieri residenti in Roma. Per approfondimenti http://www.giuntastoricanazionale.it/
Ebbene la Giunta compie quest'anno 80 anni: in occasione della ricorrenza organizza il 16 e 17 dicembre 2014 il convegno “L'organizzazione della ricerca storica in Italia”, che si terrà a Roma presso l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (http://www.icpal.beniculturali.it/). Durante il convegno si parlerà della figura dello storico, della ricerca storica abbinata all'editoria, delle politiche della ricerca, del lavoro storico legato al CNR ed altri temi correlati.

Anche le GONDOLE avranno la targa

La gondola è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia. Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state quelle più usate per i trasporti. La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con 8 essenze di legname. La sua costruzione richiede solitamente più di un anno. Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso. Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno a quattro rematori chevogano alla veneta, cioè in piedi e rivolti verso la prua, e con un solo remo (distinguendosi così dalla voga alla valesana). Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Gondola e http://www.gondolavenezia.it/home.asp
Ebbene, da qualche giorno ogni gondola è dotata di una targa in modo da essere sempre identificabile: una targhetta di metallo con numero bianco su sfondo nero. Ognuna delle 433 gondole esistenti sarà individuabile, così come i 433 gondolieri e i loro 160 sostituti. Ciò si è reso necessario in seguito al caos che ormai regna soprattutto nel Canal Grande di Venezia, soprattutto per il traffico e per il moto ondoso, che più di una volta hanno causato degli incidenti (anche mortali, come quello dello scorso anno). Già da un po' di tempo, tra l'altro, è stata resa obbligatoria l'esposizione delle tariffe per il viaggio in gondola, in merito alla trasparenza. 
Un altro passo in avanti verso la legalità nella splendida città lagunare che tutto il mondo ci invidia.

Nebbie dimezzate in VALPADANA: qual'è la causa?

Chi, come me, abita in Valpadana si sarà sicuramente accorto del calo drastico della nebbia durante gli ultimi inverni padani: sono ormai un lontano ricordo le lunghe settimane con i cosiddetti “nebbioni”. Ma qual'è stata la causa? Ne ha fatto un'attenta analisi Aldo Meschiari in un suo articolo pubblicato pochi giorni fa sul sito http://www.meteogiornale.it. Intanto i dati scientifici: secondo uno studio del CNR, le nebbie in Valpadana sono diminuite di quasi il 50% negli ultimi 20-30 anni. Non ci sono sicurezze in merito, ma varie probabili concause, ovvero:
  • la notevole diminuzione negli ultimi anni del particolato inquinante (anidride solforosa, ammoniaca ed ossidi di azoto) in Valpadana: questo particolato funge da fondamentale nucleo di condensazione per le goccioline di vapore acqueo e per la conseguente creazione della nebbia. In questo hanno influito sia il passaggio dal carbone e gasolio al gas naturale (ed altri fonti rinnovabili) per i nostri impianti di riscaldamento, sia le politiche intraprese dalle Amministrazioni per la misurazione e mitigazione degli inquinanti in seguito al fatto che la Valpadana (anche per la sua conformazione geografica, chiusa su tre lati da alte montagne) è una delle zone con l'aria più inquinata d'Europa, con difficile ricambio naturale d'aria;
  • l'aumento costante delle temperature, dovuto non tanto al Global Warming (certo, anche da questo: temperature più alte ostacolano la condensazione del vapore acqueo), quanto piuttosto alle configurazioni bariche dominanti: negli anni '90 predominava spesso durante l'inverno mediterraneo l'Anticiclone delle Azzorre, con poca ventilazione e tempo stabile che favoriva il formarsi delle nebbie, mentre negli anni 2000 l'inverno mediterraneo è stato spesso frequentato da basse pressioni, quindi con ventilazione sostenuta e maltempo, acerrimi nemici della nebbia;
  • l'uso dei terreni: sono sempre meno i terreni agricoli esistenti, trasformati in aree cementificate che hanno creato potenti isole di calore nelle città, nonché calo dei terreni umidi (come le marcite).
La causa non è quindi solo il Global Warming, come si potrebbe pensare d'impeto, ma è di natura antropologica. In poche parole: l'UOMO!

mercoledì 10 dicembre 2014

Rifiuti: dove butto i piccoli elettrodomestici?

Secondo una ricerca effettuata da Ecodom (il principale Consorzio italiano per il recupero e riciclaggio degli elettrodomestici, http://www.ecodom.it/it-it/), assieme ad Adiconsum, sulla raccolta differenziata delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (le cosiddette Raee, http://it.wikipedia.org/wiki/Rifiuti_di_apparecchiature_elettriche_ed_elettroniche), il 70% degli italiani sa cosa sono i Raee e ben il 90% sa che questi rifiuti non si gettano nei cassonetti della raccolta differenziata: il 74% porta infatti i grandi elettrodomestici alla vicina isola ecologica mentre il 26% chiama l'azienda municipalizzata per il ritiro a domicilio (240.000 tonnellate di rifiuti di questo tipo raccolte nel 2014, contro le 80.000 del 2008). Ma ahimè per quanto riguarda i piccoli elettrodomestici (tostapane, rasoi elettrici, asprirapolvere, calcolatrici, ecc...) questi finiscono ancora nel secco indifferenziato... Ma emerge anche dalla ricerca che quasi l'80% dice di non avere in merito un'informazione adeguata: infatti, solo il 60% sa che dal 2010 è in vigore una norma che obbliga i rivenditori a ritirare il vecchio apparecchio quando se ne compra uno di nuovo (il cosiddetto “1 contro 1”), mentre addirittura il 79% non è a conoscenza del fatto che dal 12 aprile 2014 una norma prevede che i grandi negozi (ovvero quelli con superficie superiore a mq 400) sono obbligati a ritirare gratuitamente gli elettrodomestici fino a 25 cm di dimensioni, anche se non ne viene acquistato un altro (il cosiddetto “1 contro 0”). Diffondere maggiormente questo messaggio servirà ad incentivare la raccolta appunto dei piccoli elettrodomestici, purtroppo ancora molto scarsa.

Parco del Gran Paradiso nella GREEN LIST di IUCN

La IUCN (International Union for Conservation of Nature, ovvero l'Unione Mondiale per la Conversazione della Natura, http://www.iucn.it/) è la più antica ed autorevole organizzazione per la protezione ambientale mondiale, che periodicamente promuove la Red List (http://www.iucnredlist.org/), ovvero la lista delle specie a rischio estinzione, ove spesso finisce anche il nostro Paese... Ora però ha varato la Green List (http://www.iucnredlist.org/), ovvero la lista delle migliori aree protette del mondo. Al momento queste sono 24, e vi figura anche l'Italia ma solo con un parco: per adesso la Iucn ha chiesto solo a dieci nazioni di presentare delle candidature e l'Italia ne ha presentate due, ovvero il Parco Nazionale del Gran Paradiso e la Riserva Naturale di Torre Guaceto (BR), che erano le uniche due aree che avevano pronti i dati necessari per dimostrare di avere raggiunto i necessari livelli di efficacia ed equità. È entrato nella lista solo il Parco Nazionale del Gran Paradiso (tra Valle d'Aosta e Piemonte, il più antico parco naturale nazionale, http://www.pngp.it/ e http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_nazionale_del_Gran_Paradiso). La Riserva Naturale di Torre Guaceto (lungo la costa adriatica brindisina, http://www.riservaditorreguaceto.it/) è stata esclusa invece per cause tutte italiane...: infatti il nostro Paese è l'unico al mondo che permette nelle riserve marine solo l'assunzione di personale “a progetto”, quindi chi sorveglia queste aree è un precario. Se pensiamo alla ricchezza naturalista italiana, non dovrebbe neppure succedere una cosa del genere... Speriamo che ciò smuovi le coscienze in alto...

Il giardino diventa letterario

Rossella Sleiter nella sua rubrica “Natura” pubblicata sull'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 5 novembre 2014 ha provato ad immaginare: se mettessimo tutte assieme le piante citate dai poeti nel corso dei secoli? Beh, non basterebbe un parco. Per questo ha fatto una selezione di quelle citate nel Novecento. Giovanni Pascoli: “O Valentino, vestito di nuovo come le brocche dei biancospini...” e "Rosa di macchia, che dall'irta rama...”. Gabriele D'Annunzio: “Laudato sia l'ulivo nel mattino!”. Eugenio Montale: “Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccante agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni”. Dino Campana: “Sono sfiorite le rose, i petali caduti, perché io non potevo dimenticare le rose, le cercavamo assieme, abbiamo trovato le rose, erano le sue rose erano le mie rose, questo viaggio chiamavamo amore”. Sandro Penna: “Dormi fra le tue immense foglie, purpureo fiore sconosciuto”. Dylan Thomas: il suo albero del bosco di latte è il Milkwood Tree, che è una Sapotacea (della stessa famiglia dell'argan), che cresce in Africa, secolare, sempreverde, contorto e solitario. Natura e letteratura, un connubio incredibile: vi consiglio il link http://bim.comune.imola.bo.it/content.php?current=10309 .

martedì 2 dicembre 2014

Sassuolo: ecco l'ospedale delle opere d'arte

A Sassuolo (Modena) esiste il bellissimo Palazzo Ducale, recentemente restaurato, residenza estiva dei duchi di Modena, fatto costruire dal duca Francesco I d'Este su disegno di Bartolomeo Avanzini nel 1634, sul sito del castello dei Pio: al fasto della facciata corrisponde negli interni una ricchissima pittura murale, composta da trompe l'oeil e fregi in tipico stile barocco, opera in gran parte dell'artista francese Jean Boulanger (si vedano le spettacolari Sala della Fortuna, Camera dell'Amore, Camera delle Virtù estensi, Camera del Genio, oltre alla Galleria e al Salone delle Guardie, affrescato quest’ultimo dai celebri Angelo M. Colonna e Agostino Mitelli). Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Sassuolo. Ebbene, al piano terra del Palazzo è stato creato una sorta di ospedale delle opere d'arte della zona che sono state danneggiate dal terremoto del 2012: si tratta di 1.797 opere d'arte provenienti da circa 90 siti  locali (chiese, musei, rocche, palazzi, di cui la zona è ricchissima), tra le quali vi sono dipinti, affreschi, arredi sacri, crocefissi, sculture, antichi orologi delle torri civiche, organi e reperti archeologici. Apprendo la notizia da un articolo di Claudio Visani pubblicato sull'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 28 novembre 2014. Le opere iniziali sono state seguite da 9 restauratori della Sovrintendenza ed una ventina di allievi dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma (Icr, http://www.icr.beniculturali.it/) e dell'Opificio delle pietre dure di Firenze (OPD, http://www.opificiodellepietredure.it/), mentre ora ci sono sei restauratori a tempo pieno. Finora sono 25 le opere restaurate o in fase avanzata di restauro, 1.033 quelle messe in sicurezza e 737 ancora da visionare. 
Si tratta di un'esperienza pilota diventata modello per tutta l'Italia che permetterà di di recuperare molti dei tesori artistici danneggiati sparsi per il nostro Paese. Lo spero con tutto il cuore.