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martedì 16 ottobre 2007

ALPI a rischio di sgretolamento...

Abbiamo visto tutti la scorsa settimana le impressionanti immagini dell'enorme frana che si è staccata da Cima Una (2.598 metri) in val Fiscalina nei pressi di Sesto Pusteria (Alto Adige): si è staccato un costone di 100 metri d'altezza, 30 metri di larghezza e 20 metri di profondità, per un totale di circa 60.000 mc di roccia! Diciamo subito che fenomeni simili sono piuttosto frequenti nelle Dolomiti, proprio per la loro morfologia e per il tipo di roccia di cui sono composte: tuttavia preoccupa l'aumentata frequenza di tali fenomeni. Alcuni studi stanno confermando che il clima ha una importanza non trascurabile su questi fenomeni, innescandoli o accelerandoli soprattutto a quelle quote dove la roccia convive con neve e ghiaccio: sono sempre più frequenti i fenomeni di gelo-disgelo che aprono notevoli fratture nella roccia, i ghiacciai si arretrano inesorabilmente privando di appoggio le pareti di roccia mentre l'aumento delle temperature sta fondendo il permafrost (ovvero il suolo gelato in profondità che fa da collante tra le placche rocciose instabili). Purtroppo l'aumento termico, il prolungarsi delle estati anche in alta quota, i periodi sempre più lunghi con temperature sopra lo zero e le precipitazioni nevose in costante diminuzione stanno facendo la loro parte: sono gli effetti evidenti del cambiamento climatico in corso. Infatti, come sostenuto dagli esperti, l'evoluzione delle Alpi è attuata da imponenti frane che quasi mai hanno a che fare con i cambiamenti climatici, ma certamente l'accelerazione di questi fenomeni negli ultimi anni è imputabile all'aumento termico: questa tesi la sostengono sia Giovanni Mortara (ricercatore del CNR-IRPI) che Claudio Smiraglia (presidente del Comitato Glaciologico Italiano). Il fenomeno non riguarda solo le Dolomiti ma un pò tutta la catena alpina sotto i 2.500 metri di quota. Infatti, è notizia di questi giorni che il Monte Bianco... è aumentato di 2 metri: le misurazioni effettuate lo scorso 15-16 settembre da tecnici ed esperti francesi hanno evidenziato che il Monte Bianco è aumentato di 2,15 metri negli ultimi due anni, arrivando a 4.810,90 metri di quota. Ed è aumentato anche il suo volume di ghiaccio al di sopra dei 4.800 metri, anzi è raddoppiato! Infatti, come spiega il meteorologo francese Yan Giezendanner, il riscaldamento globale sta favorendo un particolare fenomeno climatico sulle Alpi: in alta quota i ghiacciai si ingrossano, mentre quelli posti a media altitudine si stanno sciogliendo (rischiando la scomparsa) proprio a causa del marcato aumento termico che sta interessando gli strati medio-bassi (e non quelli alti) dell'atmosfera.

venerdì 12 gennaio 2007

Ghiacciai dell'Adamello in ritirata!

I ghiacciai del gruppo montuoso dell'Adamello (tra Lombardia e Trentino Alto Adoge) continuano a diminuire a vista d'occhio: in particolare tra il 2004 e il 2005 il ghiacciaio di Niscli si è ritirato di 55 metri, quello di Lares di 29 metri, quello della Lobbia di 51 metri e quello del Mandrone di 17,5 metri!! Sempre sull'Adamello, il ghiacciaio sulla Nord è ormai scomparito, mentre il Pian della Neve si è già ritirato di ben 1 km!!! Tutto ciò, unito alla scarsità di precipitazioni degli ultimi anni e all'acqua aspirata dai cannoni per la produzione della neve artificaile, metterà in pericolo il sistema idrico dell'intero Nord Italia, alimentato per buona parte roprio dai ghiacciai alpini!