Per poter salvare dalla sua esonerabile morte il Mar Morto (scusate il gioco di parole) i paesi interessati hanno sottoscritto nel 2005 un accordo per dar vita ad un mega progetto di ingegneria idraulica: un canale della lunghezza di 180 km che parte dal Golfo di Aqaba (dunque dal Mar Rosso) e arriverà al Mar Morto, alimentandolo e portando il suo livello a standard normali (vedi tragitto indicato dalla mappa, fonte http://www.repubblica.it). Domenica 10/12/2006 i rappresentanti dei paesi interessati (ovvero Giordania, Israele e Autorità Palestinesi) si ritroveranno per dare il via al piano di fattibilità del progetto. Ricordiamo che il Mar Morto si trova nel punto più basso della superficie terrestre (a -412 metri sul livello medio del mare!) e che negli ultimi anni il livello delle acque è sceso drasticamente di 25 metri con prospettive di scomparsa totale nel 2050 (la sua superficie è diminuita di 1/3): il fiume Giordano che lo alimenta è ormai un rigagnolo, l'uso irriguo ha contribuito a prosciugarlo tanto che le vecchie stazioni balneari un tempo sulla riva ora si trovano ad 1 km dalla stessa. Il canale sarà interrato per metà del suo percorso (l'acqua scorrerà dentro un tubo del diametro di 7 metri) e per il resto del percorso sarà fuori terra. Il canale servirà inoltre ad irrigare il deserto del Negev, ad alimentare una centrale idroelettrrica e a fornire d'acqua potabile Giordania, Israele e Autorità Palestinesi: la potabilizzazione dell'acqua sarà resa possibile da un nuovo impianto di desalinizzazione che sarà costruito a Zafi (Giordania). Il progetto costerà 15,5 milioni di dollari (i finanziamenti arriveranno dalla World Bank) e per costruirlo serviranno 5 anni. L'unico inconveniente sarà la drastica discesa della sua salinità: il Mar Morto è sempre stato famoso per il suo elevatissimo quantitativo salino nelle acque (circa il 26%): in seguito all'intervento scenderebbe al 3%, un brutto colpo per le industrie del potassio e del turismo legato ai fanghi e ai prodotti di bellezza, ma non certo per flora e fauna che cominceranno a ritornare. Speriamo non ci siano intoppi diplomatici....“MI SENTO COME UNA SPUGNA IN UN POZZO PIENO DI CONOSCENZA, IN ATTESA DI ASSORBIRNE IL PIU' POSSIBILE”. Lo scrisse nel suo diario Valerio Daniel De Simoni, ragazzo australiano ambientalista, militante di Greenpeace, fotografo, filmaker e gran viaggiatore, morto nel 2011 a 24 anni in Malawi in un incidente stradale mentre stava raccogliendo fondi a favore di due villaggi africani e mentre stava diffondendo il suo messaggio ambientalista.
giovedì 7 dicembre 2006
"Canale dei due Mari": salverà il MAR MORTO
Per poter salvare dalla sua esonerabile morte il Mar Morto (scusate il gioco di parole) i paesi interessati hanno sottoscritto nel 2005 un accordo per dar vita ad un mega progetto di ingegneria idraulica: un canale della lunghezza di 180 km che parte dal Golfo di Aqaba (dunque dal Mar Rosso) e arriverà al Mar Morto, alimentandolo e portando il suo livello a standard normali (vedi tragitto indicato dalla mappa, fonte http://www.repubblica.it). Domenica 10/12/2006 i rappresentanti dei paesi interessati (ovvero Giordania, Israele e Autorità Palestinesi) si ritroveranno per dare il via al piano di fattibilità del progetto. Ricordiamo che il Mar Morto si trova nel punto più basso della superficie terrestre (a -412 metri sul livello medio del mare!) e che negli ultimi anni il livello delle acque è sceso drasticamente di 25 metri con prospettive di scomparsa totale nel 2050 (la sua superficie è diminuita di 1/3): il fiume Giordano che lo alimenta è ormai un rigagnolo, l'uso irriguo ha contribuito a prosciugarlo tanto che le vecchie stazioni balneari un tempo sulla riva ora si trovano ad 1 km dalla stessa. Il canale sarà interrato per metà del suo percorso (l'acqua scorrerà dentro un tubo del diametro di 7 metri) e per il resto del percorso sarà fuori terra. Il canale servirà inoltre ad irrigare il deserto del Negev, ad alimentare una centrale idroelettrrica e a fornire d'acqua potabile Giordania, Israele e Autorità Palestinesi: la potabilizzazione dell'acqua sarà resa possibile da un nuovo impianto di desalinizzazione che sarà costruito a Zafi (Giordania). Il progetto costerà 15,5 milioni di dollari (i finanziamenti arriveranno dalla World Bank) e per costruirlo serviranno 5 anni. L'unico inconveniente sarà la drastica discesa della sua salinità: il Mar Morto è sempre stato famoso per il suo elevatissimo quantitativo salino nelle acque (circa il 26%): in seguito all'intervento scenderebbe al 3%, un brutto colpo per le industrie del potassio e del turismo legato ai fanghi e ai prodotti di bellezza, ma non certo per flora e fauna che cominceranno a ritornare. Speriamo non ci siano intoppi diplomatici....
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