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martedì 11 ottobre 2011

Incontri di poesia alla BOTTEGA D'ARTE

Mi preme fare questo post in occasione di alcuni incontri di poesia che si terranno alla Bottega d'Arte di Pressana (VR), di cui vi parlerò tra poco.
Ah, la poesia, quanto ore ne abbiamo dedicato durante la scuola. Ma la poesia non è quella scolastica, è molto di più. La poesia è l'arte di usare, per trasmettere un messaggio, il significato semantico delle parole insieme al suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi: la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva. A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, anziché essere letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Scriveva Ralph Waldo Emerson: "Solo la poesia ispira poesia". La poesia nasce prima della scrittura, ma via via che si è evoluta nel tempo si è liberata dai suoi schemi sempre più opprimenti per poi diventare forma pura d'espressione. Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra nelle forme e nella tradizione, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione secondaria. Inoltre, con l'avvento di internet e dei blog la produzione e il consumo della poesia sono aumentati notevolmente: secondo le fonti di internet, ogni anno 5 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete, in migliaia di siti di scrittura on-line. (Fonte wikipedia.it). A proposito di poesia, vi segnalo i seguenti link: http://www.la-poesia.it (che parla a fondo del mondo della poesia), http://www.poesia.it (inerente il mensile internazionale di cultura poetica) e http://www.poetare.it (ovvero una guida per iniziare a comporre delle poesie).
Dopo questa doverosa introduzione alla poesia, torno all'argomento del post, ovvero le serate previste alla Bottega d'Arte: si tratta di un'associazione che ha sede a Pressana (VR) in via San Rocco, precisamente all'interno della vecchia chiesa del paese che è stata recentemente ristrutturata (posta dietro la nuova chiesa) ed ora adibita a scopi culturali. Tra le varie serate organizzate da questa Bottega d'Arte, ce ne sono due dedicate proprio alla poesia in occasione del nuovo Anno Accademico: venerdì 14 ottobre 2011 dalle ore 20:45 sarà ospite il poeta italiano Marco Trestini, mentre giovedì 20 ottobre 2011 dalle ore 20:45 sarà ospite la grandissima poetessa italiana Luciana Gatti (in occasione dell'uscita della sua raccolta di liriche "24 grani di carrubo"). In entrambe le serate (organizzate col patrocinio della Presidenza del Parlamento Europeo e dell'Università degli Studi de L'Aquila - Facoltà di Scienze della Formazione) l'introduzione sarà affidata allo storico locale prof. Paride Maccafani, mentre saranno condotte dal prof. Don Luciano Balzan con la partecipazione dell'Accademico Giorgio Scarato (http://giorgioscarato.com).
Davvero due serate imperdibili: e comunque sono molto interessanti tutte le serate culturali proposte dalla Bottega d'Arte, che potrete seguire nella nuova pagina Facebook allestita dall'associazione. Diffondiamo cultura, l'Italia ne ha grande bisogno!

lunedì 28 marzo 2011

Ci sono ancora oggi dei Jacopo Bonfado?

Ieri domenica 27 marzo 2011 (che, tra l'altro, era la GIORNATA FAI di Primavera che consentiva di visitare monumenti di solito chiusi al pubblico) il circolo PERLA BLU (aderente a Legambiente e di cui sono Segretario, http://www.perlablu.it) ha realizzato una passeggiata storica nel comune di Cologna Veneta, intitolata “Alla riscoperta della Cologna di Jacopo Bonfado” (Cologna Veneta è un paese di circa 8.000 abitanti posto nella pianura veronese).
La passeggiata ha avuto come relatori due importanti personaggi del luogo: Beppino Dal Cero (del "Museo Civico Archeologico di Cologna Veneta", che è stato il primo museo della Provincia di Verona, http://www.comune.cologna-veneta.vr.it/museo.htm, oltre che essere importante studioso dell'arte) e Giorgio Scarato (importante pittore e storico dell'arte di Cologna Veneta, famoso in tutto il mondo, http://giorgioscarato.com), i quali hanno accompagnato i visitatori tra i monumenti cittadini che hanno visto protagonista il colognese Jacopo Bonfado. Chi era costui? Jacopo Bonfado, col giovane figlio Aprile e con alcuni colognesi, capeggiò la rivolta nel 1256 per liberare il castello della città caduto nelle mani del terribile tiranno Ezzelino III da Romano. Nella rivolta però i ribelli, sopraffatti dagli avversari, si ritirarono nella rocca cittadina per difendersi: dopo un lungo assedio il tiranno Ezzelino III da Romano finse delle promesse ai rivoltosi i quali, convinti dalle lusinghe, gettarono le armi. Ma una volta caduti in mano al nemico (Ezzelino III da Romano), Jacopo Bonfado fu ucciso assieme al figlio e i rivoltosi dovettero arrendersi.
Una pagina importante della storia colognese che evidenzia il lato eroico del sig. Bonfado verso la propria città (e chissà quanti altri esempi ci saranno stati nella storia italiana). Per questo mi domando: ci sono ancora oggi in Italia dei Jacopo Bonfado? Sia chiaro: non sono mai stato per le azioni violente e questo mio post non vuole essere un incoraggiamento alla violenza, anzi. Vuole essere semplicemente un invito alla meditazione: ci sono oggi in Italia persone che si battono (onestamente e legalmente) contro il sopraffare politico (di ogni ordine: dal comunale allo statale)? Direi molto poche.
Ecco, questo è il problema: ci sono in Italia pochissime persone che cercano di controllare l'operato delle istituzioni (da loro nominate: dal Sindaco, agli organi provinciali e regionali, fino al Parlamento). Dobbiamo ricordarci, cari italiani, che le persone che devono governare il Comune, la Provincia, la Regione e lo Stato, sono da noi elette per poterci rappresentare, per il semplice fatto che non possiamo governare tutti assieme fisicamente un Comune o recarci ogni giorno al Parlamento. Quindi si tratta di persone nominate da noi perchè facciano le nostre veci: il Parlamento (o il Comune, o la Provincia o la Regione) non sono organi distaccati da noi, ma lo Stato siamo noi, il Comune siamo noi. Per questo abbiamo il diritto/dovere di vigilare sull'operato di coloro che noi eleggiamo, perchè è nel nostro interesse, e se non lo fanno è nostro diritto/dovere far sentire la nostra voce e combattere (onestamente e legalmente) contro i malfattori, i politici corrotti, gli assenteisti, i ladroni: lo si deve fare facendo conoscere la verità a tutti tramite le manifestazioni di piazza, tramite internet, tramite Facebook, tramite la partecipazione alla vita politica locale (ad esempio ai consigli comunali). Se la politica si costruisce dal basso, significa che siamo noi a costruirla, crescendo (e votando) rappresentanti comunali che poi, pian piano, arriveranno a Roma, ma solo col merito: e questo siamo noi a deciderlo.
Non dobbiamo dimenticarlo in questo periodo disastroso della politica italiana: mai come ora gli italiani sono così disinteressati e lontani dalla politica, ma non deve essere così, altrimenti i rappresentanti eletti renderanno tutto lecito (per loro). Dai tagli all'istruzione-cultura-ambiente all'imporre le centrali nucleari, dal mancato taglio alle spese stratosferiche della politica in generale agli appalti truccati, dall'evasione fiscale ai politici corrotti in Parlamento. Ecco perchè mi domando (e vi dovete domandare) se esistono ancora dei Jacopo Bonfado moderni. Lo spero tanto...