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venerdì 12 dicembre 2014
La gondola è un'imbarcazione tipica della laguna di Venezia. Per le sue caratteristiche di manovrabilità e velocità è stata, fino all'avvento dei mezzi motorizzati, l'imbarcazione veneziana più adatta al trasporto di persone in una città come Venezia, le cui vie acquee sono sempre state quelle più usate per i trasporti. La gondola è composta da 280 diversi pezzi, fabbricati con 8 essenze di legname. La sua costruzione richiede solitamente più di un anno. Un tempo veniva costruita e ricoverata in rimessaggio in piccoli cantieri detti squèri come ad esempio lo squero di San Trovaso. Lunga all'incirca 11 metri e di caratteristica forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, può essere condotta da uno a quattro rematori chevogano alla veneta, cioè in piedi e rivolti verso la prua, e con un solo remo (distinguendosi così dalla voga alla valesana). Per ulteriori approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Gondola e http://www.gondolavenezia.it/home.asp.
Ebbene, da qualche giorno ogni gondola è dotata di una targa in modo da essere sempre identificabile: una targhetta di metallo con numero bianco su sfondo nero. Ognuna delle 433 gondole esistenti sarà individuabile, così come i 433 gondolieri e i loro 160 sostituti. Ciò si è reso necessario in seguito al caos che ormai regna soprattutto nel Canal Grande di Venezia, soprattutto per il traffico e per il moto ondoso, che più di una volta hanno causato degli incidenti (anche mortali, come quello dello scorso anno). Già da un po' di tempo, tra l'altro, è stata resa obbligatoria l'esposizione delle tariffe per il viaggio in gondola, in merito alla trasparenza.
Un altro passo in avanti verso la legalità nella splendida città lagunare che tutto il mondo ci invidia.
venerdì 24 ottobre 2014
Lo splendido Palazzo Cini di San Vio, a Venezia
Devo ammettere la mia ignoranza nell'aver scoperto l'esistenza di questo palazzo solo ora grazie ad un articolo di Alessandra Mammì pubblicato sul settimanale L'Espresso del 23 ottobre 2014. Si tratta del fantastico Palazzo Cini di San Vio a Venezia: in realtà un palazzetto rispetto ai palazzoni che sorgono lungo il Canal Grande, ma a questi non ha nulla da invidiare in quanto ad opere d'arte. La giornalista ne parla accuratamente nell'articolo intitolato “Rinascita a Venezia” che potete leggere al link http://rassegna-stampa.veneziepost.it/stories/cultura/38476_rinascita_a_venezia/#.VEn3gyKsV5w.
Per approfondimenti sul Palazzo consultate il link http://www.palazzocini.it/, dove trovate la storia del Palazzo e la galleria delle opere d'arte. Un gioiello storico-architettonico-artistico di immenso valore, fuori dalle solite rotte turistiche...
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domenica 17 febbraio 2013
Profumo di storia a VENEZIA
Si intitola proprio “Profumo di storia” l'articolo di Raimonda Boriani pubblicato sul settimanale L'Espresso del 14 febbraio 2013, dedicato a quello che sarà il primo museo italiano dedicato alla profumeria. Apre così il suo articolo: “Curiosare in un museo col naso all'insù. Mettere alla prova il proprio olfatto, sperimentando l'odore di essenze inedite come l'ambracane, lo stirax o l'olibano. E scoprire, attraverso ricettari antichi, boccette, manuali di cosmetica, la vocazione millenaria che colloca l'Italia, e in particolare Venezia, tra i capostipiti della tradizione profumiera mondiale”. Eh sì, perchè il museo sorgerà proprio a Venezia, presso Palazzo Mocenigo, sede del "Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume" (il palazzo è situato nel sestiere di Santa Croce, lungo la Salizada di San Stae. Palazzo Mocenigo, già esistente nel Cinquecento, è, nelle attuali caratteristiche, di impronta seicentesca, frutto dei lavori di ristrutturazione che la famiglia Mocenigo effettuò sul palazzo agli inizi del XVII secolo, per abitarvi fino al primo Novecento. È il 1945 quando l'ultimo esponente della famiglia, Alvise Nicolò Mocenigo, lascia in eredità al comune di Venezia l'edificio, che diventa una galleria d'arte, ancora oggi attiva, assieme agli uffici del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume, aperto negli anni '80).
Il nuovo Museo sarà aperto alla fine dei lavori di ristrutturazione del palazzo, prevista per giugno-luglio 2013. Dice Chiara Squarcina, responsabile del Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume: “Da sempre il concetto di moda aggrega declinazioni estetiche. In questa alchimia, tesa a sollecitare i cinque sensi, il profumo assume un ruolo importante quale tradzione olfattiva del messaggio simbolico affidato a forme e stili di abiti ed accessori. Dedicare una sezione al profumo e alla sua storia significa indirettamente approfondire un capitolo da sempre legato alla moda, quale accessorio invisibile ma determinante nel linguaggio della seduzione estetica”. La nuova sezione dedicata al profumo avrà oltre 2.500 oggetti da esposizione e pezzi databili fino al 2.000 a.C.: ci sarà, tra gli altri, anche il prezioso manuale di cosmetica “I Notandissimi secreti de l'Arte Profumatoria” del 1555, primo ricettario d'Occidente che cataloga con approcio scientifico più di 300 formule di cosmetici allora in uso a Venezia. E infatti Venezia è stata per secoli il fulco della profumeria, già fin dall'XI secolo quando la principessa bizantina Teodora sposò il doge veneziano introducendo in città i costumi orinetali, fino ad allora sconosciuti in Europa. E proprio a Venezia furono apportati vari affinamenti produttivi nel campo della profumeria, come la diluizione del profumo in alcool e l'invenzione del sapone come prodotto per l'igiene personale (storia del sapone al link http://sapone.ilbello.com/storia.php).
Dice Marco Vidal, responsabile del progetto Percorso del profumo: “L'aspetto sicuramente più interessante del progetto sarà l'interattività attraverso le stazioni olfattive, gli spazi dedicati alla didattica e i seminari per approfondire il mondo della cosmesi. Parallelamente al progetto museale, lanceremo il marchio The Merchant of Venice, che tradurrà il patrimonio culturale trattato nel museo in una linea di profumi, ispirati al ricettario cinquecentesco, e diverse essenze che avranno la stessa derivazione geografica di 500 anni fa”.
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giovedì 27 dicembre 2012
Cultura: ritorno a NORD-EST
Ogni anno l'Unione Europea designa la Capitale europea della cultura, ovvero una città che per il periodo di un anno ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale: diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale. Inizialmente si trattava della "Città europea della cultura", istituita il 13 giugno 1985 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa di Melina Mercouri (allora Ministro della Cultura della Grecia). Da allora l'iniziativa ha avuto sempre più successo tra i cittadini europei e un crescente impatto culturale e socio-economico sui numerosi visitatori che ha attratto.
Nel 1999 la "Città europea della cultura" è stata ribattezzata "Capitale europea della cultura" ed è ora finanziata attraverso il programma cultura 2000 (fonte wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Capitale_europea_della_cultura). La prima città a ricoprire tale ruolo fu Atene: per quanto riguarda l'Italia è toccato a Firenze nel 1986, a Bologna nel 2000 e a Genova nel 2004. Quest'anno il ruolo è toccato a Guimaraes (Portogallo) e Maribor (Spagna), mentre l'anno prossimo toccherà a Marsiglia (Francia) e Kosice (Slovenia). Il programma dell'Unione Europea ha già stabilito che nel 2019 il ruolo toccherà all'Italia (assieme alla Bulgaria), ma non sono ancora state designate le città. E qui c'è una novità: la candidatura di Venezia ma non come singola città bensì assieme a tutto il Nord-Est Italiano (Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia), il che sarebbe una novità assoluta per la storia della "Capitale europea della cultura".
Ne ha dedicato un bel articolo Alessandra Carini intitolato “2013 Ritorno a Nord-Est” pubblicato sul settimanale d'informazione L'Espresso del 20 dicembre 2012. Per la verità, quella di Venezia non è l'unica candidatura, in quanto ci sono anche altre 21 città italiane (tra cui Milano, Matera, Siena e L'Aquila): ognuna meritoria per le proprie immense qualità, ma da buon veneto quale sono (abito nella Bassa Veronese) non posso che appoggiare la candidatura di Venezia assieme all'intero Nord-Est perché sarebbe un ottimo pretesto per far conoscere il Nord-Est non solo per essere il cuore produttivo ed economico del paese, ma anche per l'immenso patrimonio storico-artistico-paesaggistico che possiede. Il processo di selezione delle città inizierà nel 2013 quando verranno presentati i dossier di richiesta da parte delle varie città e nel 2015 una Commissione costituita dai rappresentanti dei Paesi segnalerà la città raccomandata con la candidatura: seguirà infine la nomina delle città da parte del Consiglio dei Ministri europeo.
Ma torniamo al Nord-Est Italiano e alle sue qualità per presentare questa singolare candidatura, ripeto non come singola città ma come macro regione. Come dicevo prima, il Nord-Est è nell'immaginario collettivo area di sviluppo economico, di benessere, di capitalismo. Innocenzo Cipolletta, presidente del comitato promotore, ha affermato: “Venezia e il Nord-Est sono stati protagonisti di una crescita economica straordinaria, che affonda le radici in una cultura fatta di sapere manuale e intellettuale e di apertura al mondo. Così è nata un'economia moderna ed innovativa. Oggi che un modello di sviluppo sembra essersi esaurito, questo territorio può trovare nella cultura, intesa come sistema che abbraccia umanesimo, scienza e innovazioni tecnologiche, un nuovo motore di crescita”. Ha ragione.
Su un territorio di 40.000 chilometri quadrati troviamo 1.132 comuni con ben 612 musei (tra cui quelli di Venezia e il Mart di Rovereto -TN-), oltre 4.000 ville venete di vario stile, le ville e la Vicenza del Palladio, le opere di Giotto e Mantegna a Padova, l'Arena a Verona, e ancora: Treviso, le città murate (come Montagnana e Cittadella), i castelli sparsi un po' ovunque (tra cui quelli molto belli alto-atesini), Marostica, Bassano del Grappa, Aquileia, bellezze paesaggistiche incredibili (dal Lago di Garda alla Lessinia, dalle Dolomiti ai Colli Euganei, dalla Laguna Veneta a quelle friulane, dalla Carnia al Carso), e tantissime altre. E poi 2 Festival del Cinema (a Trieste e Udine), molti altri festival, tanta gastronomia tipica, teatri, piazze.
Insomma: davvero un gran patrimonio storico-culturale-paesaggistico che troppo spesso è stato appannato da altre zone italiane (molto più pubblicizzate), probabilmente imprigionato da questa idea che Nord-Est fosse, come detto pocanzi, solo sviluppo economico, benessere e capitalismo, lavoro, lavoro, lavoro: no, c'è anche ben altro e sarei fiero se nel 2019 fosse proprio il mio Nord-Est ad essere, con Venezia, Capitale Europea della Cultura.
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Unknown
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