venerdì 23 ottobre 2015
martedì 23 dicembre 2014
Restaurata la cappella dedicata alla Regina TEODOLINDA
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giovedì 13 novembre 2014
In mostra le dame del POLLAIOLO
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8:52 AM
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venerdì 24 ottobre 2014
Lo splendido Palazzo Cini di San Vio, a Venezia
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8:37 AM
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venerdì 10 ottobre 2014
Addio al CADMIO nelle pitture?
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lunedì 4 novembre 2013
Mostra per opera sola
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venerdì 25 ottobre 2013
Castello Sforzesco: scoperto un dipinto inedito di Leonardo
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7:53 AM
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martedì 22 ottobre 2013
Lo scempio ambientale della superstrada Fano-Grosseto
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7:48 AM
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giovedì 7 febbraio 2013
Il Vangelo dei PITTORI
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10:53 PM
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sabato 19 gennaio 2013
La Gioconda non è MONNA LISA!!
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venerdì 11 giugno 2010
MOSTRA DI... FALSI D'AUTORE!
Il direttore del museo, Nicholas Penny, ha deciso di fare questa mostra perchè “Abbiamo fatto una scelta in apparenza controcorrente per far capire agli esperti, e soprattutto al pubblico, che bisogna imparare dagli errori commessi. E anche per dimostrare che le tecniche moderne di indagine ci evitano di cadere in tranelli nei quali era facile cadere in passato”.
In una delle sale verranno esposte anche opere ritenute per troppo tempo di scarsa o scarsissima importanza e che poi invece si sono rivelate vere ed importantissime, come la “Madonna dei garofani” di Raffaello, a lui (giustamente) attribuita proprio dal direttore Penny dopo una lunga analisi scientifica duranta anni.
Grande iniziativa del museo londinese, ma permettetemi una battuta umoristica: come si suol dire, "Sbagliando s'impara" o "Impara l'arte e mettila da parte"...
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domenica 24 gennaio 2010
PILLOLE DI PITTURA: quadri e non solo…
Tiepolo a Bergamo. Da metà dicembre è visitabile nel Palazzo della Ragione a Bergamo Alta una delle più spettacolari opere di Giambattista Tiepolo (il più grande pittore italiano del ‘700, nato a Venezia nel 1696 e morto nel 1770): si tratta della “Gloria di Ognissanti”, comunemente chiamata “Quadro del Paradiso”, dipinta da Tiepolo nel 1734 per la chiesetta parrocchiale di Rovetta (paese della Val Seriana). Il dipinto è ora visitabile dopo essere stato sottoposto a restauro. Per l’occasione, il Rotary Club Bergamo Nord e la Parrocchiale di Rovetta hanno organizzato un “itinerario tiepolesco” per riscoprire i capolavori del pittore fatti nella città di Bergamo: tra questi, il “Martirio di San Giovanni Nepomuceno” presente sempre presso il Palazzo della Ragione, gli affreschi della volta della cappella Colleoni (costruita da Giovanni Amadeo nella seconda metà del ‘400), il “Martirio di San Giovanni” (vescovo di Bergamo) nel Duomo, “San Giuseppe con il Bambino” nella chiesa di San Salvatore. Per informazioni http://www.rotarybgnord.it.
Pittura floreale a Forlì. Si è aperta a Forlì nella Pinacoteca civica una mostra dedicata ai soggetti floreali nella pittura. Si tratta di un’esposizione che raccoglie i dipinti di molti pittori italiani e non solo, per valorizzare tutti quei dipinti che nei secoli hanno dato grande importanza alla natura e ai fiori in particolare. Infatti, nel Seicento nacque la ricerca scientifica e l’ambizione di catalogare la natura, e questo ebbe molte ripercussioni sulla pittura. I vari dipinti, ottenuti in prestito da musei italiani e stranieri, saranno visitabili fino al 20 giugno 2010 (ogni giorno escluso il lunedì) e colpiscono soprattutto per la ricerca della perfezione iconografica per raggiungere la verosimiglianza legata alle stagioni. Tra i vari dipinti ci sono “Fiasca fiorita” (autore sconosciuto), “Un vaso di fiori sulla finestra di un harem” di Francesco Hayez, “La primavera” di Nuzzi e Lauri, “Girasole” di Bimbi, “Lillà” di Manet, “Vaso con astri, salvia e altri fiori” di Van Gogh (a tal proposito, Van Gogh affermò: “L’anno scorso ho dipinto quasi esclusivamente fiori, per abituarmi a servirmi di colori che non fossero soltanto il grigio: vale a dire il rosa, il verde pallido o crudo, l’azzurro, il violetto, il giallo, l’arancione, un bel rosso”). Per informazioni http://www.mostrafiori.com.
Van Gogh e il giallo dell’orecchio tagliato. Nel 1888 (pochi giorni prima di Natale) il grande pittore Vincent Van Gogh si tagliò un orecchio, sulla cui vera motivazione non si era mai riusciti a dire qualcosa con certezza. Fino a quando Martin Bailey, curatore di due mostre del pittore ed autore di un libro sulla sua vita, ha individuato la motivazione dell’automutilazione, e l’ha individuata sulla lettera che Van Gogh aveva riprodotto sul suo dipinto “Natura morta: tavolo con cipolle” dipinto pochi giorni dopo essersi tagliato l’orecchio. Questa la storia: in quel periodo Van Gogh versava già in critiche condizioni psichiche in quanto il fratello Theo, commerciante d’arte ed unico sostentamento del pittore, aveva deciso di sposarsi. Il pittore fu informato della notizia con una lettera, che poi ha riportato fedelmente sul suo dipinto: pensate che nel dipinto Van Gogh riporta timbri postali ed indirizzi della lettera che riconducono proprio al domicilio parigino di Theo e alla data del dicembre 1888. Cadono nel nulla pertanto le ipotesi che si erano fatte nel tempo circa l’ammutinamento di Van Gogh: si era vociferato che fosse stato addirittura il pittore francese Gauguin (col quale nel 1888 divise una casa ad Arles) a tagliagli l’orecchio nel corso di un litigio scatenato per una prostituta. Il motivo per cui si tagliò l’orecchio fu quindi per richiamare al suo capezzale l’unica persona che fino a quel momento gli era stata vicina, ovvero il fratello Theo: neppure la vicinanza del fratello riuscì però a rassicurare Van Gogh il quale 19 mesi dopo, il 27 luglio 1890, si sparò al petto e morì dopo due giorni di agonia. Nel frattempo durante questo mese di gennaio si apre a Londra alla Royal Academy una mostra su Van Gogh e le sue lettere.
martedì 17 novembre 2009
Un post fatto ad… ARTE!
MAXXI. Si tratta del Museo per le arti del XXI secolo, progettato da Zaha Hadid e appena completato, posto a Roma nel quartiere Flaminio (è stato costruito in un’area militare dimessa). La sua costruzione ha richiesto 10 anni di tempo ed un investimento di 150 milioni di euro: ha una superficie totale di 27.000 mq distribuiti su tre piani. Finalmente è stato inaugurato lo scorso 12 novembre alla presenza dei ministri dei Beni Culturali e dei Lavori Pubblici: l’apertura definitiva avverrà però a fine maggio 2010 e vi saranno esposte opere di 300 artisti contemporanei non solo italiani. Per informazioni http://www.maxxi.parc.beniculturali.it
INGANNI AD ARTE. È stata inaugurata a Firenze, presso Palazzo Strozzi, la mostra intitolata “Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo”, a cura di Annamaria Giusti, che resterà aperta fino al 24 gennaio 2010. La mostra è incentrata su una serie di quadri che nel tempo sono stati incentrati sul trompe-l’oeil, una dizione ottocentesca che veniva utilizzata per quel tipo di pittura che cercava di misurarsi con la verosimiglianza, per ricreare al meglio la realtà con la pittura (emblematico l’esempio del dipinto “In fuga dalla critica” di Pere Borrel del Caso, del 1874). La mostra, articolata in dieci sezioni, esporrà capolavori dei pittori illuministi con nature morte e ritratti, tra cui Tiziano e Veronese. Per informazioni http://www.inganniadartefirenze.it
L’OROLOGIO DI COSIMO DE’ MEDICI. C’è una tela del 1560 del pittore tardo-manierista Maso da San Friano (1531-1571), esposta al Museo della Scienza di Londra, nella quale è raffigurato Cosimo I dè Medici mentre mostra un misuratore del tempo portatile: secondo il curatore del museo londinese, Rob Skitmore, si tratta del primo ritratto della storia di un orologio a sveglia portatile. Incredibile la precisione con cui è stato dipinto: si tratta di un orologio con la cassa in oro, il quadrante suddiviso in dodici tacche, una lancetta unica per indicare le ore e addirittura una suoneria da tavolo composta da due grandi campanelli. L’ipotesi sarà presto confermata anche dagli Uffizi di Firenze.
RIAPRE IL TORRINO. Riapre a Firenze il Torrino, una torre ottagonale alta 40 metri, posta sulla sommità del Museo della Specola nell’Oltrarno, accanto a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli: nel 1807 fu l’osservatorio astronomico dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale. Rimasto chiuso per 150 anni, riapre dopo un lungo restauro che ha ridato splendore ad opere molto interessanti come una sala con decori con stucchi di cicogne nell’atto di spiccare il volo, un orologio solare sul pavimento (in marmo, rame e argento, con segni zodiacali in scagliola) tuttora funzionante, la Tribuna di Galileo (sala quadrata in stile neoclassico, con abside a emiciclo, sovrastata da una lanterna in ferro e ghisa, con statua di Galileo e lunette affrescate che celebrano lo scienziato, stanza voluta dal granduca Leopoldo II nel 1841). Il tutto in 34 sale meravigliose. Per informazioni http://www.msn.unifi.it
ARCHEOVIRTUAL. Si tratta della mostra annuale che si occupa dei software sviluppati per le ricostruzioni virtuali dei siti archeologici, mostra che sarà inserita nell’ambito della XII° edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si terrà a Paestum (Campania) dal 19 al 22 novembre. Quest’anno saranno presentati 11 progetti: L’Antica Agorà di Atene (Grecia), La Ricostruzione virtuale della Grotta di Santimamine (Spagna), Il Museo virtuale dell’Iraq (Italia), Vita e potere della Roma imperiale (Italia), Roma antica in 3d (Italia), Dublino medievale (Irlanda), Timeframe Harelbeke (Belgio), La Torre Vendicari (Italia), Il Museo del paesaggio a Stymphalia (Italia), Miti virtuali di Luxor e Dendara (Egitto) e Netconnect (Italia). Un modo nuovo per scoprire l’antichità. Per informazioni http://www.borsaturismo.com
SVENDUTO IL COMO’ DI GAUDREAUS. Esiste da qualche anno in Italia il cosiddetto “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” il quale, come già la Legge Bottai del 1939, inserisce fra i beni culturali vincolati “le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico particolarmente importante” di proprietà privata (art. 10). È ora il caso dello splendido comò del ‘700 creato da Antoine-Robert Gaudreaus (ebanista del re di Francia Luigi XV), del valore dichiarato di 15 milioni di euro… Sparito in Francia nel 1794, è rispuntato a Roma nel 1980 e da allora è vincolato dalla Soprintendenza, giustamente, anche se è di proprietà privata. Cos’è successo ora? Il direttore generale delle Belle Arti ha annullato il vincolo per il seguente motivo: il mobile non appartiene al patrimonio storico-artistico italiano in quanto è di produzione francese! Incredibile!!! Questo significa che ora sarà vendibile sul mercato: saranno prossimamente vendibili quadri di artisti stranieri presenti in chiese e musei italiani? Speriamo sia solo un incidente di percorso… Ah, naturalmente la preoccupazione in merito di Salvatore Settis (espressa sul quotidiano la Repubblica) viene derisa (e, soprattutto, negata) dal quotidiano il Giornale...
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martedì 3 novembre 2009
GIOCONDA: è la Monna Lisa oppure no?
Continua il mistero attorno alla famosissima “Gioconda” di Leonardo: da molto tempo si discute se si tratti effettivamente di Monna Lisa (ovvero la moglie del fiorentino Francesco del Giocondo) oppure di qualcun’altra. Ora spunta una nuova tesi, da parte dello storico italiano Roberto Zapperi, così come ne ha dato notizia anche il quotidiano la Repubblica venerdì 16 ottobre 2009 (articolo di Carlo Alberto Bucci): secondo lo storico la Gioconda non era Monna Lisa bensì Pacifica Brandani, ovvero un’amante di Giuliano de’ Medici, il quale aveva commissionato il quadro in ricordo di questa donna che gli aveva anche dato un figlio (Ippolito, nato nel 1511) prima di morire.Lo scopo del ritratto non era quello di dare un volto sensuale alla donna, ma di dare un aspetto dolce alla sua espressione quasi a consolare il figlio orfano facendogli credere che la mamma fosse viva così come rappresentata nel dipinto. Zapperi è convinto di questo e, a gennaio 2010, pubblicherà un libro con l’editore C.H. Beck, già presentato in una conferenza a Monaco di Baviera (lo storico, nato a Catania nel 1932, ha già pubblicato una decina di libri di storia tra cui “Annibale Carracci. Ritratto di artista da giovane”, “Tiziano, Paolo III e i suoi nipoti”, “Una vita in incognito. Goethe a Roma”, "Il selvaggio gentiluomo. L’incredibile storia di Pedro Gonzales e dei suoi figli”, “Il ritratto dell’amata: storie d’amore da Petrarca a Tiziano”).
Lo storico non approva quanto il Vasari scrisse nelle Vite del 1550, ovvero: “...prese Leonardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie e quattro anni penatovi, lo lasciò imperfecto”. Approva piuttosto quanto disse Carlo Perdetti nel 1957, secondo il quale la “Gioconda” era uno dei tre dipinti visti nel 1517 da Antonio de’ Beatis nello studio di Leonardo in Francia e descritto come “una certa donna fiorentina fatta al naturale ad instantia del quondam (del fu) magnifico Juliano de’ Medici”: è da qui che lo storico italiano è partito per iniziare la sua ricerca, mettendo a confronto le lettere tra Pietro Bembo e Bernardo da Bibbiena sulle gesta di Giuliano de’ Medici, cacciato da Firenze e andato a vivere ad Urbino nel 1505. E’ da qui che lo storico ha scoperto che il de’ Medici era un Don Giovanni, facendo strage di donne alla corte di Elisabetta Gonzaga e Guidobaldo da Montefeltro, e fu proprio qui che conquistò quella Pacifica Brandani sposata con Baldassare Castiglione. Pacifica rimase incinta ma, una volta nato, portò il bimbo alla ruota degli esposti: nel frattempo il de’ Medici se ne andò dalla città ma, quando Elisabetta Gonzales gli scrisse per dirgli che Pacifica era morta, tornò subito ad Urbino dove riconosce il figlio, che si chiamava Pasqualino in quanto nato il 23 aprile ma ribattezzato Ippolito (come il protagonista della Fedra di Seneca). Ippolito andò successivamente a Roma, dove raggiunse il padre e lo zio (papa Leone X), continuando a chiedere della madre: nel 1515 Giuliano de’ Medici sposò a Torino Filiberta di Savoia, ma per rispondere alle domande del figlio commissionò a Leonardo il ritratto della madre di Ippolito. Leonardo non aveva però immagini della donna, pertanto fu lui che diede liberamente alla donna quell’immagine della maternità. Nel 1516 Giuliano de’ Medici morì e Leonardo partì portandosi dietro il dipinto, che fu acquistato da re Francesco I e da allora rimase in Francia.
Ma nel mondo della pittura sono numerosi i volti femminili a cui si cerca da molto tempo di dare un’identità: pensiamo alla donna del dipinto di Leonardo “Dama con l’ermellino” (ora identificata in Cecilia Galleriani, concubina di Ludovico Sforza), o la donna del dipinto di Raffaello “La dama con il liocorno” (non ancora identificata), o ancora la donna del dipinto di Tiziano “La Venere di Urbino” nel quale non si è ancora chiarito se si volesse celebrare un matrimonio o se era una scena postribolare.
Il mondo della pittura è bello anche per questo mistero…
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domenica 14 dicembre 2008
Pittura e... PAESAGGIO!
Sono sempre più numerose, sia in Italia che all’estero, le esposizioni di pittura che affrontano il tema del paesaggio, creando un incredibile connubio natura-architettura. Proprio per questo è in corso fino all’11 gennaio 2009 a Roma un’esposizione dedicata a Giovanni Bellini, il grande pittore veneziano conosciuto anche come Giambellino: nato a Venezia nel 1430 (e qui morto nel 1516, anche se ci sono date un po’ discordanti), subì l’influenza pittorica di Andrea Mantenga ( Giovanni era figlio naturale di Jacopo Bellini e cognato proprio del Mantenga) e dei pittori padovani prima, e di Piero della Francesca, di Antonello da Messina e di Giorgione dopo. La mostra, come detto, è aperta fino al prossimo 11 gennaio e si può ammirare presso le Scuderie del Quirinale a Roma, in via XXIV Maggio: l’ingresso costa € 10 (ridotto € 7,50) ed è aperta tutti i giorni in orario normale (il venerdì e sabato chiude più tardi, alle 22.30); per informazioni maggiori http://www.scuderiequirinale.it.Giovanni Carlo Federico Villa, uno dei curatori di questa mostra (assieme a Mauro Lucco), ha affermato: “Bellini è stato l’inventore del paesaggio italiano. Fu lui, prima di tutti gli altri, a raccontare, con la sua pittura, le atmosfere e le luci riprese durante tutto il Rinascimento e che tuttora possiamo ammirare in Veneto o nelle Marche”.
Si tratta di un’esposizione che raccoglie 62 dipinti del pittore provenienti da tutto il mondo. In ognuno dei suoi dipinti si possono ammirare paesaggi rurali, campagne, monumenti storici e di alta architettura, fiumi, colline, boschi, cielo, nuvole, nebbia, in un mix di luce solare e ombra davvero incredibile. Ad esempio nel “Crocefisso con cimitero ebraico” (rappresentato nella foto) si possono riconoscere addirittura una trentina di specie botaniche viste da vicinissimo, tutte rappresentate con la precisione di un botanico, come fa notare l’artista americano Bill Viola; e nello stesso dipinto (dietro la croce) sono individuabili monumenti che non sono frutto di fantasia del pittore ma rappresentano monumenti storici rappresentativi dell’architettura veneta-romagnola (la torre di Piazza dei Signori di Vicenza, la Chiesa di San Ciriaco di Ancona, il campanile di Santa Fosca in Cannareggio di Venezia, il campanile di Sant’Apollinare di Ravenna e il Duomo di Vicenza), a testimonianza del forte connubio arte-natura veneta. Nella “Crocefissione” è rappresentato un angolo di campagna veneta, con le case rurali, le colline sullo sfondo, le colture e addirittura un’ansa del fiume Adige. Nella “Allegoria sacra” è riportata sullo sfondo la Rocca Gradara di Pesaro. Nella “Risurrezione di Cristo” è indicata a destra la Rocca di Monselice (vicino a Padova).
Il Bellini rappresenta nei suoi dipinti molti altri monumenti, dall’Arena di Verona alla Colonna Traiana di Roma, dalla Rocca del Castello di Soave (VR) alla torre di difesa di Campo Marzio di Vicenza: secondo il professor Villa il Bellini voleva dare l’idea di una città immaginaria e utopistica che raccoglie i monumenti più belli dell’arte italiana, anche se geograficamente e stilisticamente distanti tra loro. Abbinando a questi monumenti dei paesaggi rurali, semplici, legati all’antichità e alle tradizioni, ne esce una raccolta pittorica di immenso valore storico e naturalistico, quasi a testimoniare, a distanza di secoli, l’importanza del paesaggio rurale e dell’architettura che fanno del nostro paese un esempio unico in tutto il mondo, e che spesso purtroppo perdiamo di vista…
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Unknown
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venerdì 19 gennaio 2007
Chi era veramente MONNA LISA?
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Unknown
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