martedì 16 dicembre 2014
martedì 19 novembre 2013
“Un anno ad arte” da record a Firenze!
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lunedì 4 novembre 2013
Il tesoro di SAN GENNARO
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Mostra per opera sola
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domenica 10 febbraio 2013
Ecco la mostra dedicata a RUDOLF STEINER
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PIETRO BEMBO e il Rinascimento
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giovedì 7 febbraio 2013
Il Vangelo dei PITTORI
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venerdì 11 giugno 2010
MOSTRA DI... FALSI D'AUTORE!
Il direttore del museo, Nicholas Penny, ha deciso di fare questa mostra perchè “Abbiamo fatto una scelta in apparenza controcorrente per far capire agli esperti, e soprattutto al pubblico, che bisogna imparare dagli errori commessi. E anche per dimostrare che le tecniche moderne di indagine ci evitano di cadere in tranelli nei quali era facile cadere in passato”.
In una delle sale verranno esposte anche opere ritenute per troppo tempo di scarsa o scarsissima importanza e che poi invece si sono rivelate vere ed importantissime, come la “Madonna dei garofani” di Raffaello, a lui (giustamente) attribuita proprio dal direttore Penny dopo una lunga analisi scientifica duranta anni.
Grande iniziativa del museo londinese, ma permettetemi una battuta umoristica: come si suol dire, "Sbagliando s'impara" o "Impara l'arte e mettila da parte"...
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10:06 AM
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domenica 24 gennaio 2010
PILLOLE DI PITTURA: quadri e non solo…
Tiepolo a Bergamo. Da metà dicembre è visitabile nel Palazzo della Ragione a Bergamo Alta una delle più spettacolari opere di Giambattista Tiepolo (il più grande pittore italiano del ‘700, nato a Venezia nel 1696 e morto nel 1770): si tratta della “Gloria di Ognissanti”, comunemente chiamata “Quadro del Paradiso”, dipinta da Tiepolo nel 1734 per la chiesetta parrocchiale di Rovetta (paese della Val Seriana). Il dipinto è ora visitabile dopo essere stato sottoposto a restauro. Per l’occasione, il Rotary Club Bergamo Nord e la Parrocchiale di Rovetta hanno organizzato un “itinerario tiepolesco” per riscoprire i capolavori del pittore fatti nella città di Bergamo: tra questi, il “Martirio di San Giovanni Nepomuceno” presente sempre presso il Palazzo della Ragione, gli affreschi della volta della cappella Colleoni (costruita da Giovanni Amadeo nella seconda metà del ‘400), il “Martirio di San Giovanni” (vescovo di Bergamo) nel Duomo, “San Giuseppe con il Bambino” nella chiesa di San Salvatore. Per informazioni http://www.rotarybgnord.it.
Pittura floreale a Forlì. Si è aperta a Forlì nella Pinacoteca civica una mostra dedicata ai soggetti floreali nella pittura. Si tratta di un’esposizione che raccoglie i dipinti di molti pittori italiani e non solo, per valorizzare tutti quei dipinti che nei secoli hanno dato grande importanza alla natura e ai fiori in particolare. Infatti, nel Seicento nacque la ricerca scientifica e l’ambizione di catalogare la natura, e questo ebbe molte ripercussioni sulla pittura. I vari dipinti, ottenuti in prestito da musei italiani e stranieri, saranno visitabili fino al 20 giugno 2010 (ogni giorno escluso il lunedì) e colpiscono soprattutto per la ricerca della perfezione iconografica per raggiungere la verosimiglianza legata alle stagioni. Tra i vari dipinti ci sono “Fiasca fiorita” (autore sconosciuto), “Un vaso di fiori sulla finestra di un harem” di Francesco Hayez, “La primavera” di Nuzzi e Lauri, “Girasole” di Bimbi, “Lillà” di Manet, “Vaso con astri, salvia e altri fiori” di Van Gogh (a tal proposito, Van Gogh affermò: “L’anno scorso ho dipinto quasi esclusivamente fiori, per abituarmi a servirmi di colori che non fossero soltanto il grigio: vale a dire il rosa, il verde pallido o crudo, l’azzurro, il violetto, il giallo, l’arancione, un bel rosso”). Per informazioni http://www.mostrafiori.com.
Van Gogh e il giallo dell’orecchio tagliato. Nel 1888 (pochi giorni prima di Natale) il grande pittore Vincent Van Gogh si tagliò un orecchio, sulla cui vera motivazione non si era mai riusciti a dire qualcosa con certezza. Fino a quando Martin Bailey, curatore di due mostre del pittore ed autore di un libro sulla sua vita, ha individuato la motivazione dell’automutilazione, e l’ha individuata sulla lettera che Van Gogh aveva riprodotto sul suo dipinto “Natura morta: tavolo con cipolle” dipinto pochi giorni dopo essersi tagliato l’orecchio. Questa la storia: in quel periodo Van Gogh versava già in critiche condizioni psichiche in quanto il fratello Theo, commerciante d’arte ed unico sostentamento del pittore, aveva deciso di sposarsi. Il pittore fu informato della notizia con una lettera, che poi ha riportato fedelmente sul suo dipinto: pensate che nel dipinto Van Gogh riporta timbri postali ed indirizzi della lettera che riconducono proprio al domicilio parigino di Theo e alla data del dicembre 1888. Cadono nel nulla pertanto le ipotesi che si erano fatte nel tempo circa l’ammutinamento di Van Gogh: si era vociferato che fosse stato addirittura il pittore francese Gauguin (col quale nel 1888 divise una casa ad Arles) a tagliagli l’orecchio nel corso di un litigio scatenato per una prostituta. Il motivo per cui si tagliò l’orecchio fu quindi per richiamare al suo capezzale l’unica persona che fino a quel momento gli era stata vicina, ovvero il fratello Theo: neppure la vicinanza del fratello riuscì però a rassicurare Van Gogh il quale 19 mesi dopo, il 27 luglio 1890, si sparò al petto e morì dopo due giorni di agonia. Nel frattempo durante questo mese di gennaio si apre a Londra alla Royal Academy una mostra su Van Gogh e le sue lettere.
domenica 14 dicembre 2008
Pittura e... PAESAGGIO!
Sono sempre più numerose, sia in Italia che all’estero, le esposizioni di pittura che affrontano il tema del paesaggio, creando un incredibile connubio natura-architettura. Proprio per questo è in corso fino all’11 gennaio 2009 a Roma un’esposizione dedicata a Giovanni Bellini, il grande pittore veneziano conosciuto anche come Giambellino: nato a Venezia nel 1430 (e qui morto nel 1516, anche se ci sono date un po’ discordanti), subì l’influenza pittorica di Andrea Mantenga ( Giovanni era figlio naturale di Jacopo Bellini e cognato proprio del Mantenga) e dei pittori padovani prima, e di Piero della Francesca, di Antonello da Messina e di Giorgione dopo. La mostra, come detto, è aperta fino al prossimo 11 gennaio e si può ammirare presso le Scuderie del Quirinale a Roma, in via XXIV Maggio: l’ingresso costa € 10 (ridotto € 7,50) ed è aperta tutti i giorni in orario normale (il venerdì e sabato chiude più tardi, alle 22.30); per informazioni maggiori http://www.scuderiequirinale.it.Giovanni Carlo Federico Villa, uno dei curatori di questa mostra (assieme a Mauro Lucco), ha affermato: “Bellini è stato l’inventore del paesaggio italiano. Fu lui, prima di tutti gli altri, a raccontare, con la sua pittura, le atmosfere e le luci riprese durante tutto il Rinascimento e che tuttora possiamo ammirare in Veneto o nelle Marche”.
Si tratta di un’esposizione che raccoglie 62 dipinti del pittore provenienti da tutto il mondo. In ognuno dei suoi dipinti si possono ammirare paesaggi rurali, campagne, monumenti storici e di alta architettura, fiumi, colline, boschi, cielo, nuvole, nebbia, in un mix di luce solare e ombra davvero incredibile. Ad esempio nel “Crocefisso con cimitero ebraico” (rappresentato nella foto) si possono riconoscere addirittura una trentina di specie botaniche viste da vicinissimo, tutte rappresentate con la precisione di un botanico, come fa notare l’artista americano Bill Viola; e nello stesso dipinto (dietro la croce) sono individuabili monumenti che non sono frutto di fantasia del pittore ma rappresentano monumenti storici rappresentativi dell’architettura veneta-romagnola (la torre di Piazza dei Signori di Vicenza, la Chiesa di San Ciriaco di Ancona, il campanile di Santa Fosca in Cannareggio di Venezia, il campanile di Sant’Apollinare di Ravenna e il Duomo di Vicenza), a testimonianza del forte connubio arte-natura veneta. Nella “Crocefissione” è rappresentato un angolo di campagna veneta, con le case rurali, le colline sullo sfondo, le colture e addirittura un’ansa del fiume Adige. Nella “Allegoria sacra” è riportata sullo sfondo la Rocca Gradara di Pesaro. Nella “Risurrezione di Cristo” è indicata a destra la Rocca di Monselice (vicino a Padova).
Il Bellini rappresenta nei suoi dipinti molti altri monumenti, dall’Arena di Verona alla Colonna Traiana di Roma, dalla Rocca del Castello di Soave (VR) alla torre di difesa di Campo Marzio di Vicenza: secondo il professor Villa il Bellini voleva dare l’idea di una città immaginaria e utopistica che raccoglie i monumenti più belli dell’arte italiana, anche se geograficamente e stilisticamente distanti tra loro. Abbinando a questi monumenti dei paesaggi rurali, semplici, legati all’antichità e alle tradizioni, ne esce una raccolta pittorica di immenso valore storico e naturalistico, quasi a testimoniare, a distanza di secoli, l’importanza del paesaggio rurale e dell’architettura che fanno del nostro paese un esempio unico in tutto il mondo, e che spesso purtroppo perdiamo di vista…
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