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domenica 27 dicembre 2009

Lunga vita agli ATLANTI GEOGRAFICI!

Paolo Rumiz ha scritto un articolo sul quotidiano la Repubblica del 18 dicembre 2009, intitolato “ATLANTI: le mappe battono Google Earth” che comincia così: “Perché diavolo la gente continui a comprare atlanti col mercato saturo e la concorrenza invasiva di Google Earth è un mistero del mercato e forse non solo. Pesanti, quasi intrasportabili e di conseguenza antitesi paradossale dell’invito al viaggio che contengono, questi pesi massimi della cartografia rappresentano forse l’ultima trincea dell’amore del popolo del Libro verso la carta stampata e la dimostrazione migliore che gli infiniti dettagli della visione satellitare non bastano a dare l’idea di un territorio e a costruire il sogno che sta alla base di ogni nostra partenza”.
Partiamo da una breve storia degli Atlanti. Nel 1635 esce Atlas Maior del Blaeu, ovvero il primo atlante di tutto il nostro pianeta realizzato al termine della prima grande stagione delle scoperte. Nei secoli gli Atlanti si sono perfezionati fino ad arrivare all’Atlante dei tipi geografici dell’Istituto Geografico Militare del 1922 (ideato da Olindo Marinelli), all’Atlante Internazionale del Touring del 1927 e al Grande Atlante De Agostini del 1936 (firmato da Baratta e Visintini). In quei periodi gli Atlanti erano ricchissimi di informazioni, tanto che il lettore era portato a guardare di più (in quanto affascinato) le aree delle mappe geografiche che avevano pochissime informazioni: fu così, ad esempio, che Pietro Savorgnan di Brazzà quando era bambino davanti ad uno spazio della mappa libero da informazioni, quale l’area ad est del Golfo di Guinea, si appassionò di Africa e gli nacque il desiderio di esplorare il fiume Congo oltre le foci (cosa che poi fece)!
Arrivando ai tempi nostri, quindi all’era digitale, Internet offre oggi certamente ottimi spunti geografici per poter visionare un territorio (da Google Maps a Google Earth), ma con questi si perde quel fascino tipico della carta stampata, dove sulla carta geografica visualizzi subito la toponomastica, le varie reti di comunicazione, le città, i fiumi, le montagne, le informazioni storiche ed economiche, le foto, realizzando quindi un “viaggio mentale” che si differenzia notevolmente da quelle che si potrebbe fare su Internet (che infatti è più sterile).
Ed ecco che quest’anno la casa editrice italiana De Agostini festeggia i 100 anni del suo primo Atlante Geografico Metodico per le scuole (inciso su pietra con punta di zaffiro) con l’uscita de Il Mondo (516 pagine al costo di € 89), un’opera assolutamente completa con carte tematiche, tantissime informazioni e visioni satellitari aggiornate. La De Agostini sta portando avanti un’evoluzione incredibile in fatto di rappresentazioni geografiche: prima la rivoluzione della stampa su pellicola, poi la tecnica raffinata della quadricromia, fino ad arrivare 10 anni fa al digitale e all’archiviazione informatica dei dati secondo un sistema unificato mondiale chiamato GIS (Geographical Information System), grazie al quale la realizzazione di un Atlante risulta molto più veloce di un tempo in quanto si riescono ad avere dati sempre aggiornati.
C’è però un problema che sta affiorando in questi anni: l’ignoranza geografica di molti ragazzi, spesso dovuta ad un accantonamento della geografia tra le materie di insegnamento scolastico alle superiori. Un errore gravissimo al quale ho già dedicato altri post in passato e al quale sembra che il Ministero dell’istruzione (in generale, non di questo o di quel governo) non voglia porre rimedio: purtroppo i ragazzi guardano l’Atlante ma non sanno cosa guardano, perché un mancato insegnamento non gli fa capire la posizione geografica di un determinato punto, la sua storia, la sua evoluzione, la sua economica, la sua società. E così, da un recente sondaggio, risulta che per molti la capitale della Gran Bretagna è L’Ondra (sì, avete letto bene, con l’apostrofo…)!!!
Se invece siete già appassionati di geografia e volete approfondire l’argomento, vi consiglio l’Atlante di Filosofia (pubblicato da Einaudi, 299 pagine al costo di € 65), scritto da Helmar Holenstein, il quale cerca di spiegare che alla nascita del mondo moderno hanno contribuito sia la rivoluzione scientifica che le grandi scoperte geografiche, e che il pensiero filosofico non era una vicenda solamente europea ma aveva avuto risvolti su tutto il pianeta. Così in questo Atlante si possono trovare, ad esempio, della mappe che mostrano i flussi di matematica o i flussi di diritto tra i vari stati, tra l’Occidente e l’Oriente, tra l’Europa e le Americhe, scoprendo così in che modo la filosofia abbia viaggiato per il mondo. Come ha scritto su la Repubblica Antonio Gnoli (che ha dedicato un articolo all’argomento), “come i venti e le correnti così il pensiero non conosce veri confini. Cosa concludere? Si può giungere a uno stesso grado di consapevolezza della verità seguendo metodi differenti. È un chiaro invito al confronto culturale: niente è così centrico e autoreferenziale da pretendere di escludere ciò che nel resto del mondo è stato pensato”.

mercoledì 26 settembre 2007

CLIMA: con esso cambia anche l'Atlante...

Per secoli le mappe della Terra sono state continuamente ritoccate in seguito alle varie scoperte (frutto delle innumerevoli spedizioni in ogni angolo del pianeta): una volta scoperto praticamente tutto il nostro pianeta, a cambiare le mappe sono state le guerre (e fino a non molto tempo fa, vedi l'ex Jugoslavia...). Ora però ci si mette il clima: il cambiamento climatico in corso sta letteralmente trasformando molti angoli della nostra cara Terra e così il 12° atlante pubblicato dal Times (edizione 2007) ha dovuto essere aggiornato tenendo conto delle modifiche conseguenti al cambiamento climatico. Così, ad esempio, il litorale del Bangladesh ha ormai cambiato fisionomia in seguito all'intensificarsi e alla maggiore violenza di cicloni e monsoni, l'oceano ha ormai mangiato tre metri di terra alle coste dell'Alaska sotto l'infuriare delle tempeste, il Fiume Giallo (Cina) è talmente impoverito da un uso scellerato delle sue acque per la popolazione, le industrie e l'agricoltura che a tratti non arriva neppure al mare e questo ha alterato la costa! Molti allarmi arrivano dai grandi laghi: come si vede nella foto satellitare allegata, il Lago Ciad (foto centrale) è praticamente ridotto ad una pozzanghera rispetto al grande lago qual'era appena 40 anni fa! Lo stesso Lago d'Aral (foto inferiore) si è sensibilmente rimpicciolito ed abbassato dal 1960 al 2000, anche se ora nuove politiche di sfruttamento hanno consentito un parziale miglioramento...Per non parlare dei ghiacciai: in Italia sono calati del 40% dal 1850 al 1980 ma di ben un altro 20% solo tra il 1980 e il 2000, e mentre la perdita media annua di spessore è stata di 25 cm tra il 1850 e il 1980, tra il 1980 e il 2000 è stata di ben 65 cm (con un picco record di 250 cm nel 2003...)! Tali fenomeni stanno sconvolgendo la morfologia delle nostre Alpi: riaffiorano nuclei di ghiaccio sepolti tra i detriti, laghi che nascono e scompaiono nell'arco di pochi mesi, esondazioni improvvise, ecc... Nella foto allegata (parte superiore) si nota il ghiacciaio del Kilimangiaro come'era nel 1963 e nel 2000: no comment! Molti cambiamenti stanno riguardando anche le coste italiane: il 37% dei litorali sabbiosi è arretrato negli ultimi 35 anni, il cemento ha invaso i litorali con un incremento delle zone urbanizzate costiere di ben il 60% tra il 1990 e il 2000, mentre le zone umide sono diminuite di ben l'80% nell'ultimo secolo!!! Si tratta quindi di combattere il cambiamento climatico in corso sul nostro pianeta, senza ombra di dubbio di origine naturale (come già capitato in altre ere della storia della Terra) ma accelerato ed aggravato dall'attività umana, puntando quindi su un mutamento delle fonti di energia e dei modi di vita attualmente utilizzati dall'uomo; ma si deve anche puntare ad un blocco dello sfruttamento senza regole del nostro territorio che è complice di un dissesto idro-geologico gravissimo. Salviamo il nostro pianeta: non è solo in gioco il cambio degli atlanti geografici, ma molto di più...!