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venerdì 26 febbraio 2016

Ecco l'AUTOSOLE delle biciclette!

Ebbene sì, la Legge di Stabilità ha stanziato 91 milioni di euro in tre anni per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorità per il tratto della Ciclovia del Sole da Verona a Firenze, per VenTo (sigla che individua il percorso da Venezia a Torino lungo il Po), la Ciclovia dell'Acquedotto pugliese e il Grab (ciclovia della lunghezza di 44 km per collegare Colosseo, Appia Antica, parchi e sistema fluviale di Roma con i quartieri di nuova costruzione). Per la verità non sono molti, ma nella legge quadro sulla ciclabilità ora in Commissione è previsto che i finanziamenti alle infrastrutture ciclabili siano rinnovati ogni anno, come si fa per le strade. E' già sicuramente qualcosa di buono.
Ne ha dedicato un articolo Cecilia Gentile sul quotidiano la Repubblica di mercoledì 24 febbraio 2016, che potete trovare al link http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/24/news/lecce_-_venezia_pedalando_ecco_l_autosole_delle_biciclette-134100084/.

giovedì 22 ottobre 2015

Lezione di bici a scuola

Quest'anno i bambini di 80 scuole primarie di Washington hanno trovato nel programma scolastico la "lezione di bici": non impareranno solo ad andare in bicicletta, ma anche tutto quello che ha a che fare con questo mezzo, ovvero l'educazione stradale, la sua manutenzione, la lettura delle mappe stradali e l'assistenza in caso di infortunio. Si alterneranno lezioni teoriche e fisiche, dentro la scuola e all'aperto. E tutto questo per crescere in maniera più sana sull'esempio del programma “Let's move” promosso dalla first lady americana Michelle Obama. Il dipartimento scolastico di Washington ha messo a disposizione di queste 80 scuole 600 bici blu, di cui 300 acquistate con fondi scolastici e 300 donate da volontari, con l'intento di arrivare a 1.000 e farle usare a rotazione alle varie classi. 
E in Italia? In diverse città da tempo esiste la rete “Bike to school” che organizza eventi per convincere i genitori a portare i figli a scuola in bicicletta anziché in auto. A Ferrara esiste un progetto simile a quello di Washington, condotto dal Ciclo Club Estense (http://www.cicloclubestense.it/) che sta portando il ciclismo nelle scuole fin dal 1986: oggi i loro corsi sono attivi nelle scuole di oltre 20 Comuni sparsi tra le provincie di Ferrara, Rovigo, Ravenna, Mantova e Bologna, coinvolgendo 2.000 bambini. 
Davvero una bella iniziativa, di cui tutte le scuole italiane dovrebbero farsi carico. E magari anche il Governo dovrebbe aiutarle in questo.

martedì 13 novembre 2007

1° CONFERENZA NAZIONALE DELLA BICICLETTA

Si terrà fino a domenica prossima la 1° CONFERENZA NAZIONALE DELLA BICICLETTA (http://www.bici2007.it), organizzata a Milano dal Ministero dell'Ambiente e dalla Provincia. Si tratta di una conferenza per discutere (e diffondere) la cultura della bici, ancora così poco radicata in Italia e che rappresenta una delle migliori forme per la lotta al traffico e all'inquinamento cittadino. Infatti, se in Europa mediamente il 9.45% della popolazione si sposta in bici (con punte del 18% in Danimarca e del 27% in Olanda!), in Italia tale percentuale scende al 4%! Il problema, almeno qui in Italia, esiste. Ora si cercherà di investire al meglio i 15 milioni di euro stanziati dallo Stato per la mobilità ciclistica urbana: si deve dunque investire in percorsi ciclabili ma anche sull'intermodalità, ovvero il combinare bici e mezzi pubblici, il trasporto delle biciclette in metropolitana e il bike-sharing (cioè il sistema della bicicletta condivisa che permette di noleggiare la bici in un posto della città e lasciarla in un altro). Il tutto dovrà essere abbinato ad un potenziamento dei trasporti pubblici e ad opere di moderazione del traffico autoveicolare come le rotonde, gli attraversamenti rialzati rispetto al piano stradale, l'allargamento dei marciapiedi, ecc... Uno studio della Federazione Italiana Amici della Bicicletta ha dimostrato che il numero di incidenti ai ciclisti (mortali e non) è inversamente proporzionale alle strutture ciclabili esistenti. Dicevamo del gup che, in ambito bici, l'Italia ha nei confronti del resto d'Europa: ad esempio, dal 2002 al 2006 la Germania ha stanziato 100 milioni di euro per realizzare e mantenere le piste ciclabili lungo le autostrade nazionali (e dal 2007 80 milioni di euro ogni anno), mentre in Italia nello stesso periodo se ne sono investiti meno di 5 milioni... La Spagna ha trasformato ben 1.600 km di ferrovie abbandonate in "vias verdes", ovvero dei percorsi riservati a biciclette, pedoni e cavalli. Un altro dato che fa meditare è il seguente: in Italia ci sono 2.413 km di percorsi per le biciclette, quando la sola città di Monaco di Baviera ne ha ben 1.200!!! In diverse città europee si sta diffondendo il bike-sharing, ovvero la possibilità di noleggiare una bici in un posto della città e rilasciarlo in un altro: Parigi ha dato l'esempio, ove ci sono posteggi bici in ogni angolo della città a distanza l'uno dall'altro inferiore a 300 metri, con una media di prelievi quotidiani di circa 50.000-70.000 bici mentre l'abbonamento annuo è già stato acquistato da 53.000 parigini (vedi mio precedente post). A ruota hanno seguito il suo esempio anche Lione, Barcellona, Siviglia, Tolosa e Marsiglia. Ora l'iniziativa la sta sperimentando anche la città di Milano: il servizio partirà il 1° gennaio 2008 e prevede complessivamente 5.000 bici per la città, con una partenza di almeno 250-500 bici da aumentare poi gradualmente. Verranno installate 250 postazioni di presa e rilascio; ogni bicicletta dovrà avere un software di gestione del servizio di noleggio, con possibilità di avere in ogni momento indicazioni sull'utilizzo e la disponibilità delle biciclette. Ogni bici sarà inoltre dotata di un sistema di sicurezza che permetta di legarla alle postazioni di presa e rilascio e ne impedisca il furto quando chi la usa la parcheggia altrove. Per prelevare il mezzo si userà un tesserino elettronico da cui verrà scalato automaticamente il costo del noleggio e che memorizzerà i dati di chi prende la bici. Si tratta quindi di un sistema ecologico, salutare, sicuro ed economicamente conveniente: darebbe un contributo notevole se molte città lo adottassero, unitamente ad un rafforzamento del trasporto pubblico. Calerebbero infatti sensibilmente sia il traffico cittadino che il livello di inquinanti nell'aria...

martedì 25 settembre 2007

L'Europa riscopre la bici, l'Italia invece l'auto...

Sabato 22 settembre 2007 è stata per l'Italia la "giornata senz'auto", promossa in 40 città per l'astensione volontaria dall'uso dell'automobile. E' notizia di questi giorni che il Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha annunciato di voler stanziare 16 milioni di euro del fondo triennale per la "mobilità sostenibile" all'uso della bicicletta al fine di combattere l'effetto serra; ma arriveranno anche 1,25 milioni di euro per i progetti riguardanti il cosiddetto "bike sharing" (la bici a noleggio) visto il successo che questa iniziativa ha avuto in molte città europee. E, infatti, è proprio rispetto al resto d'Europa che si vede il gap dell'Italia per quanto riguarda l'uso ecologico della bicicletta: molti paesi europei hanno infatti diminuito l'uso dell'auto nelle loro città a vantaggio di biciclette, scooter e mezzi pubblici. Nel Regno Unito il chilometraggio medio dei veicoli privati è sceso dell'8% dal 1995, in Francia del 7% e in Germania del 4%, mentre nl nostro caro paese il chilometraggio è addirittura aumentato raggiungendo gli stessi livelli ante 1995! Ma non si tratta di una scelta: diciamo che gli italiani non hanno alternative! I mezzi pubblici sono scarsi e vetusti, mentre da ormai troppo tempo non si investe nelle infrastrutture nazionali: in Italia abbiamo le stesse strade di 30 anni fa (in Spagna invece le autostrade sono aumentate in lunghezza del 5% tra il 1995 e il 2003) e allo stesso tempo ha continuato ad aumentare il numero di auto in circolazione. Non dimentichiamo che ciò è stato favorito anche (e soprattutto) da politiche incentrate per decenni esclusivamente sull'uso dell'auto (vedi Fiat...): ciò ha portato ad avere quasi un auto per ogni italiano maggiorenne (infatti nel 2006 a fronte di 48.271.979 abitanti maggiorenni vi erano ben 34.667.487 vetture in circolazione, ovvero 1,4 abitanti per ogni auto!!!). Per fare un altro esempio in Danimarca si vendono in media all'anno 79 biciclette ogni 1.000 abitanti, 75 in Olanda, 59 in Germania, 54 in Francia e solo 25 in Italia (la media europea è di 43...). Altro dato allarmante deriva dalle piste ciclabili: in Europa mediamente ogni abitante ha a disposizione almeno 80 metri di pista ciclabile, in Italia la città che ha la media più elevata è Ravenna con 32 metri per abitante...(seguita da Modena, Ferrara, Mantova e Reggio Emilia)! In totale vi sono in Italia 2.488 km di piste ciclabili, mentre sono solo 7 le città italiane che hanno una rete di piste ciclabili superiore ai 70km (Modena, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Bologna, Torino e Milano). Tra le città in cui è più diffuso l'uso della bicicletta figurano Bolzano al 1° posto (17%), seguita da Ferrara (15.1%) e Ravenna (12.8%). Il problema è che in Italia finora non si è investito con costanza e a sufficienza per risolvere questo problema: la prima legge sulla "mobilità ciclabile" è stata la "legge Galletti" del 1998 la quale stanziò 11 miliardi di lire per incentivare la costruzione di una pista ciclabile per ogni strada ristrutturata o costruita ex-novo ed erogava soldi a progetto pagando 1/3 dell'opera. Tale finanziamento fu seguito da un secondo finanziamento di 20 miliardi di euro nel 2001, poi salì al governo Berlusconi... e lo stanziamento scese drasticamente a 2 milioni di euro (meglio i camion, no?)! Ora finalmente il nuovo cospicuo finanziamento del Ministro Pecoraro Scanio di 16 milioni di euro: attendiamo nuove piste ciclabili e un rinforzamento dei mezzi pubblici, anche se la strada è ancora lunga (scusatemi la battuta!).

martedì 17 luglio 2007

Parigi: lotta all'inquinamento con le bici!

Parigi ha deciso di combattere l'inquinamento atmosferico impiegando ben 10.000 biciclette che da ieri sono a disposizione di tutti i pargini per spostarsi per la città. Si tratta di un sistema già impiegato con successo nelle città di Lione (dal 2005), di Aix-en-Provence e di Orleans, mentre a fine anno arriverà anche a Marsiglia. In pratica, grazie ad un sistema elettronico basato su tessere di abbonamento e carte di credito, gli abitanti e i turisti potranno noleggiare una bicicletta in un posto e lasciarla in un altro. E' stata finora creata una rete composta da 750 stazioni (una ogni circa 300 metri) con 10.648 biciclette chiamate "Velib", dal francese "velo" (bicicletta) e "libertè" (libertà). Ma già a fine anno le stazioni saranno 1.451 e le biciclette 20.000! Si tratta di biciclette unisex, che pesano 22 kg e per le quali è consigliato il casco (che però non è distribuito dalle stazioni). Per utilizzare le bici si può pagare un abbonamento (1 euro per un giorno, 5 euro per una settimana e 29 euro per un anno) oppure pagare il noleggio (la prima mezz'ora è gratuita, la seconda mezz'ora costa 1 euro, la seconda ora costa 4 euro, la terza e le seccessive costano 8 euro): le informazioni per affittare le bici sono esposte in ben 8 lingue. C'è ancora qualche problema da superare: il maltempo frequente, la scarsa propensione dei parigini per la bicicletta e lo scarso sviluppo delle piste ciclabili. Queste ultime, grazie alla giunta di centro-sinistra, sono comunque aumentate da 180 a 360 km negli ultimi 6 anni, ma spesso i ciclisti si trovano a doverle dividere con bus e taxi: quindi resta soprattutto da risolvere il problema della sicurezza. Comunue l'iniziativa è molto buona e darà sicuramente un bel contributo alla lotta all'inquinamento: si conta di arrivare ad almeno 200.000 spostamenti al giorno in bici nella capitale francese.