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venerdì 26 febbraio 2016

Ecco l'AUTOSOLE delle biciclette!

Ebbene sì, la Legge di Stabilità ha stanziato 91 milioni di euro in tre anni per la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche, con priorità per il tratto della Ciclovia del Sole da Verona a Firenze, per VenTo (sigla che individua il percorso da Venezia a Torino lungo il Po), la Ciclovia dell'Acquedotto pugliese e il Grab (ciclovia della lunghezza di 44 km per collegare Colosseo, Appia Antica, parchi e sistema fluviale di Roma con i quartieri di nuova costruzione). Per la verità non sono molti, ma nella legge quadro sulla ciclabilità ora in Commissione è previsto che i finanziamenti alle infrastrutture ciclabili siano rinnovati ogni anno, come si fa per le strade. E' già sicuramente qualcosa di buono.
Ne ha dedicato un articolo Cecilia Gentile sul quotidiano la Repubblica di mercoledì 24 febbraio 2016, che potete trovare al link http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/24/news/lecce_-_venezia_pedalando_ecco_l_autosole_delle_biciclette-134100084/.

domenica 3 febbraio 2008

Nuovo “ciclone extra-tropicale” sull’Europa Centrale!

La loro potenza è spesso quella di un ciclone tropicale, ma cambia radicalmente la zona ove si verificano: si tratta dei “cicloni extra-tropicali”, ovvero delle depressioni molto profonde che originano venti alla velocità di uragano e che interessano zone non tropicali, come l’Europa. Purtroppo negli ultimi anni queste depressioni fanno sempre più visita al settore centro-settentrionale dell’Europa, dimostrando quanto ormai il cambiamento climatico (da qualcuno ancora messo in dubbio…) sia una realtà. Premettiamo che di “cicloni extra-tropicali” ne sono transitati anche nei decenni passati sull’Europa: le paure dei climatologi (che condivido!) derivano non dal fatto che questi fenomeni si verificano, ma dalla periodicità e frequenza con cui interessano il nostro continente. Ormai ne arriva almeno uno all’anno, con un aumento sensibile della loro frequenza a partire dalla fine degli anni ’90. Ebbene, lo scorso week-end del 25-27 gennaio 2008 una potentissima e profondissima depressione ha investito buona parte dell’Europa centrale, apportando venti alla velocità di uragano e danni ingentissimi (per fortuna nessuna vittima).
Venerdì 25 gennaio 2008 la depressione ha interessato la Scozia, dove sui monti delle Highlands (e precisamente sulla vetta del Cairn Gorm, a 1.300 metri di quota) è stata registrata una raffica record di 239 km/h!!! Comunque notevoli anche i 117 km/h di Stornoway, i 122 km/h di Lerwick, i 130 km/h di Foula e i 156 km/h di North Rona, tutti in Scozia. In Inghilterra invece vento a 115 km/h a Boulmer e a 117 km/h a Leeming.
Sabato 26 gennio 2008 ancora vento a 114 km/h all’aeroporto Soervaag/Vagar delle Isole Far Oer, mentre la piattaforma danese sul Mare Nord ha registrato una raffica di 119 km/h. Più in là, vento a 112 km/h a Kiel e Kap Arkona (nord Germania), mentre raffiche a 101 km/h si sono avute a Copenaghen e a 114 km/h a Hammerodde (Danimarca).
Domenica 27 gennaio 2008 vento a 108 km/h a Reykjavik e a 150 km/h a Keflavik (Islanda), a 113 km/h a Varsavia, a 122 km/h a Sulejow e a 154 km/h sulla vetta (a 1989 metri s.l.m.) del Kasprovy Wierch (Polonia); ancora a 119 km/h sul monte Lysa Hora (Repubblica Ceca), a 119 km/h a Graz, a 130 km/h a Bad Voslau e a 166 km/h a Feuerkogel (Austria), a 134 km/h a Grosser Arber e a 137 km/h a Wendelstein (Germania).
Quindi, come vedete, non si è trattato di un fenomeno locale ma di una vera e propria tempesta che ha interessato tutta l’Europa Centrale, apportando molti danni. L’espansione dell’anticiclone sub-tropicale verso l’Europa Occidentale e la vicinanza della depressione sul Nord Atlantico ha creato delle isobare (le linee che racchiudono le aree ad uguale pressione atmosferica) molto ravvicinate: dato che il vento è originato da differenze di pressione, la vicinanza di queste isobare ha scaturito venti assai forti.
La stessa disposizione dell’anticiclone sull’Europa occidentale (e la concomitanza di una depressione sull’Est Europeo) ha poi deviato i venti (a causa del movimento dei venti all’interno dell’anticilone in senso orario per il nostro emisfero boreale) verso la barriera alpina, innescando un eccezionale episodio di foehn sul Nord Italia. Il foehn è il vento di caduta dalle Alpi: quando una massa d’aria arriva da nord sbatte contro la barriera alpina ed è costretta a sollevarsi fino a raggiungere le vette alpine (in questo percorso di salita si raffredda mediamente di 0.6°C ogni 100 metri di quota e condensa in nubi e precipitazioni che interessano Svizzera ed Austria). Arrivata sulle cime alpine, la massa d’aria comincia a discendere verso la Valpadana: per una legge fisica, l’aria discendendo si comprime, perde quasi tutta la sua umidità e si riscalda velocemente di 1°C ogni 100 metri di quota, arrivando quindi in Valpadana molto secca e calda. È quello che è successo proprio lo scorso week-end in Valpadana. Innanzitutto una anomala tempesta di foehn ha interessato la provincia di Belluno, ove sono state registrate raffiche fino a 100 km/h a Cortina d’Ampezzo, a 103 km/h sul Passo Falzarego, a 118 km/h sul Passo Pordoi e a ben 145 km/h a Faloria! Naturalmente, a ciò è seguito un rapido aumento termico che ha interessato un po’ tutto il Nord Italia, apportando temperature da primavera avanzata!!! Pensate che in alcune zone tra Piemonte e Lombardia un eccezionale vento di foehn ha portato, tra il 26 ed il 27 gennaio 2008, temperature minime di ben 22°C in piena notte!!!!! Nella succitata provincia di Belluno, domenica 27 gennaio 2008 si sono registrate temperature massime di ben 21°C in località montane come Sospirolo, mentre la temperatura minima di Agordo è stata di 14.5°C, ovvero ben 22°C oltre la media!!! Incredibile… Lunedì 28 gennaio eccezionali i 21°C misurati sul Monte Malanotte (Cuneo) a ben 1.740 metri di quota!!! In giornata 22°C a Cuneo e ben 23°C a Torino!!! Anche in questo caso, negli ultimi anni si stanno verificando episodi di foehn sempre più intensi e, soprattutto, sempre più frequenti: già lo scorso anno, sempre nel mese di gennaio, un altro episodio eccezionale di foehn aveva interessato il Piemonte portando le temperature a sfiorare addirittura i 30°C nel cuneese!!!
Qualcosa si è inceppato anche sul clima europeo, a conferma di come il cambiamento climatico sia ormai globale.

domenica 16 dicembre 2007

Energia eolica: al vento non manca il fiato...

Scusate la battuta (che non è mia ma l'ho trovata sull'inserto di un quotidiano) ma fotografa perfettamente il quadro dell'energia eolica (http://www.energia-eolica.it). Abbiamo un gran bisogno di energie rinnovabili, un pò perchè quelle da combustibili fossili si esauriranno, un pò (e soprattutto) perchè si tratta di energie pulite che riescono a dare un contributo notevole alla lotta contro le emissioni di CO2 e di conseguenza per frenare il cambiamento climatico in corso. Diciamo pure che sole e vento sono inesauribili: ci sono sul nostro pianeta da miliardi di anni e ci saranno ancora per altrettanti! Sembra tuttavia che qualcosa (o qualcuno...) remi contro l'eolico: ricordiamo che è l'energia rinnovabile più economica, la più avanzata dal punto di vista tecnologico e quella che presenta le maggiori possibilità di sviluppo. A livello mondiale il mercato dell'eolico si sta espandendo: se nel 1995 la potenza complessiva installata era di 4.800 megawatt, oggi è passata ad oltre 70.000 (nel solo 2006 la potenza delle centrali eoliche è aumentata del 26%). Ci sono zone europee dove l'eolico è già una realtà consolidata: pensate che in Danimarca oltre il 20% del fabbisogno elettrico è coperto dall'eolico (pensando di arrivare al 35% entro il 2030), la Spagna è all'8% (con intenzione di arrivare al 16% entro il 2010) e la Germania è al 6.5% (qui vi sono oggi in funzione 19.000 centrali eoliche per oltre 21.000 megawatt di potenza). Negli ultimi anni si sta diffondendo il principio per cui le centrali eoliche si potranno installare anche in mare dove i venti soffiano più forti e il rendimento sarebbe superiore del 40% di quelle a terra. Già sono stati realizzati alcuni grandi impianti eolici offshore (Danimarca, Mar Baltico, baia di Liverpool). Per aumentare invece la resa delle centrali eoliche a terra si sta ricorrendo al "repowering", ovvero alla sostituzione dei vecchi impianti di prima generazione con nuove macchine più potenti (sta già succedendo nel nord della Germania): si è scoperto che con la metà degli impianti esistenti ed il doppio della potenza si ottiene un rendimento addirittura triplo! Qui in Italia per l'eolico siamo ancora molto indietro: certo, non tutto il territorio italiano è spazzato da venti sostenuti, ma ci sono zone come le Alpi, le isole maggiori ed in genere il Tirreno dove il vento soffia con costanza ed intensità per buona parte dell'anno. Allora perchè non sfruttarlo? Qui entramo in discorso complicato che coinvolge le associazioni ambientaliste. Ad ogni progetto di impianto eolico scoppia infatti una polemica sulle pale che genererebbero un impatto ambientale grave, che sarebbero un pericolo per alcuni uccelli e che causerebbero rumore. Da buon ambientalista quale sono, non posso associarmi a queste polemiche perchè le trovo fuori posto: premesso che a me personalmente queste pale eoliche piacciono perchè le trovo in un certo senso "affascinanti" in quanto mi danno l'idea di un ambiente pulito e tranquillo, però anche considerandole un affronto all'occhio umano non si può remarne contro visto che allora dovremmo innestare una polemica ogni qualvolta viene piantato un traliccio Enel (e non ditemi che è bello da vedere!) o un semplice palone dell'energia elettrica o del telefono o le antenne per i cellulari o ancora le centrali a carbone! Scusatemi ma proprio non riesco a capire: come si fa a respingere un impianto eolico per queste motivazioni? Io sono il primo a dire che dovrà essere preservato l'ambiente che ci circonda (ci sono le apposite V.I.A., valutazioni di impatto ambientale) e che tali impiant dovranno essere realizzati lontani dai centri abitati, ma da qui ad esserne contro sempre e comunque mi sembra esagerato visto quanto è grave il problema delle emissioni di gas serra e della lotta al cambiamento climatico. Se poi consideriamo che in ogni Finanziaria (indipendentemente che al governo ci sia una coalizione di centro-destra o di centro-sinistra) vengono previsti stanziamenti solo per strade ed autostrade, beh allora abbiamo capito tutto... Ma allora, faccamo tutti un passo indietro e collaboriamo insieme, no?

lunedì 26 novembre 2007

E' morto HERBERT SAFFIR, l'uomo degli uragani

Venerdi 23 novembre 2007 è morto a Miami all'età di 90 anni lo scienziato HERBERT SAFFIR, chiamato anche "l'uomo degli uragani" in quanto fu colui che nel 1969 ideò, assieme al collega Robert Simpson, il primo sistema di misurazione dell'intensità dei cicloni tropicali, chiamato appunto la "scala Saffir-Simpson". La sua specializzazione nel campo della meteorologia culminò con uno studio estremamente approfondito di uragani, tifoni, cicloni e tempeste tropicali che lo impegnò per decenni. Il suo duro lavoro fu sempre condiviso dallo scienziato e amico Robert Simpson, che insime arrivarono a mettere a punto una scala graduata articolata in cinque categorie per la misurazione dell'intensità degli uragani. La scala viene calcolata in base alla velocità massima raggiunta dal vento all'interno del vortice ciclonico e fornisce una misura empirica dei danni che possono essere provocati dal passaggio di quei mostri tropicali. Nel dettaglio la scala Saffir-Simpson considera "uragano" un sistema depressionario i cui venti vanno da una velocità minima di 64 nodi (circa 120km/h) corrispondente alla "categoria 1" e si chiude con la massima forza i cui valori di vento potenzialmente sono superiori a 134 nodi (250 km/h) corrispondente alla "categoria 5". Eventi di intensità inferiore, con il vento che va da un minimo di 34 nodi (circa 60 km/h) ad un massimo di 64 nodi (circa 120 km/h), vengono classificati come "tempeste tropicali" mentre vortici con vento fino ad un massimo di 34 nodi (circa 60 km/h) sono denominati "depressioni tropicali". Le varie categorie di classificazione, qualora vengano riscontrate in un sistema depressionario posto a latitudini tropicali, rappresentano spesso stadi successivi che portano allo sviluppo di un uragano. L'importanza della scala Saffir-Simpson, oltre al sistema di osservazione empirico valido da un punto di vista statistico-scientifico, è fondamentale poichè di enorme aiuto alle autorità sia per valutare i provvedimenti da adottare in caso di pericolo imminente sia per impostare piani di emergenza a favore delle popolazioni minacciate ma anche per calcolare l'entità dei danni subiti dai territori una volta che sono stati colpiti.

venerdì 5 ottobre 2007

Tifone "Krosa" su Taiwan!

La stagione dei tifoni è in pieno svolgimento sul Sud-Est asiatico: pochi giorni fa l'ultimo tifone, denominato "Lekima", ha interessato il sud della Cina e il Vietnam con piogge torrenziali e venti a 130 km/h. Ma ora è già pronto un nuovo tifone, questa volta molto più violento del precedente ed uno dei più forti dell'intera stagione. Si tratta del tifone "KROSA" (prende il nome da un frutto vietnamita): ha già colpito le isole Ryu Kyu Meridionali ed ora è in procinto di investire l'isola di Taiwan, rinvigorito dopo aver attraversato il mare (vedi immagine satellitare). Infatti, ha già raggiunto la categoria 4 (su una scala di forza che arriva a 5...) con venti a 200 km/h e raffiche che sfiorano i 220!! L'occhio del tifone è attualmente a circa 350 km dalle coste sud-orientali di Taiwan e continua il suo percorso verso NW. Domani mattina dovrebbe essere sulle coste di Taiwan con venti a 210 km/h e raffiche fino a 230!! La capitale Taipei è in allerta... poi dovrebbe interessare le coste cinesi tra le città di Fuzhou e Nanping e virare, indebolito, verso NE. Giunto in prossimità di Shangai dovrebbe rinvigorire sulle acque oceaniche e puntare verso il Giappone Meridionale. Intanto Taiwan è in allerta: c'è il serio pericolo di inondazioni estese e danni molto ingenti (intanto molte navi militari sono state mandate dall'esercito in mare aperto per raccogliere dati sulla tempesta).