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martedì 23 dicembre 2014

SICUREZZA NUCLEARE: un bel passo avanti

Mario Pirani nel suo editoriale pubblicato sul quotidiano la Repubblica di lunedì 22 dicembre 2014, intitolato “Un bel passo avanti sulla sicurezza nazionale”, ha riassunto molto bene i passi in avanti che il nostro Paese sta facendo in merito alla pluridecennale questione dello smantellamento delle centrali nucleari italiane: finalmente si muove qualcosa circa l'esecuzione del deposito delle scorie nucleari. L'articolo lo potete leggere al link http://www.selpress.com/istitutotreccani/esr_visualizza.asp?chkIm=21. Che sia la volta buona? Soprattutto per la sicurezza nazionale ed ambientale.

mercoledì 8 ottobre 2014

Sta per arrivare il SUPERDEPOSITO DI SCORIE NUCLEARI

Molto interessante l'articolo di Mario Pirani pubblicato nella sua rubrica "Linea di confine" sul quotidiano la Repubblica di lunedì 6 ottobre 2014: si intitola "Le fughe in avanti sul superdeposito di scorie nucleari" e tratta del grande deposito che dovrà essere realizzato nel territorio nazionale per ospitare tutte le nostre scorie nucleari. L'articolo lo potete leggere al seguente link: http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54324ab5c7012.
Che sia la volta buona?

giovedì 19 maggio 2011

SORPRESA: gli italiani non hanno più la “sindrome di Nimby”!

Che cos'è la “Sindrome di Nimby”? Con NIMBY (che è l'acronimo inglese per Not In My Back Yard, letteralmente "Non nel mio cortile") si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, cave, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, centrali nucleari, depositi di sostanze pericolose, ecc...
Gli italiani hanno spesso sofferto di questa sindrome: credo però siano giustificati in questa loro preoccupazione, visto come nei decenni si sono comportate le istituzioni e i vari organi competenti nello scegliere i siti per la costruzione di particolari impianti e vista la furbizia con cui sono stati costruiti (vedi storie di appalti truccati, tangenti, materiali da costruzione scadenti, mancato rispetto delle regole ambientali, ecc....).
Ora però una ricerca fa affiorare qualcosa di diverso: la terza indagine sulla cultura dell'innovazione, ideata dal mensile Wired (http://www.wired.it) assieme alla Cotec (ovvero la Fondazione per l'innovazione tecnologica presieduta dal Capo dello Stato, http://www.cotec.it/it), e realizzata dall'Irpps-Cnr su un campione di 2.000 persone, ci dice che:
  • una larga maggioranza degli intervistati vuole sistemi di trattamento di rifiuti più efficienti e a minor costo ambientale;
  • il 55% è addirittura a favore di un termovalorizzatore nel proprio Comune (ma non di un inceneritore);
  • il 70% è comunque contrario alle centrali nucleari;
  • il 90% è decisamente favorevole all'uso delle cellule staminali;
  • il 75% spera di poter utilizzare in futuro l'auto elettrica;
  • il 47% è contrario alle coltivazioni OGM (anche se questa percentuale si abbassa al 40% se queste colture dovessero servire per combattere la fame nel mondo).
Il direttore di Wired, Riccardo Luna, commenta: “Da questa ricerca emerge un paese molto più evoluto e maturo del dibattito che lo rappresenta. Si è fatto un gran battage sul proliferare della sindrome Nimby, ma la maggior parte degli italiani è pronta a scommettere sull'innovazione tecnologica, sulla ricerca, sulla difesa dell'ambiente. C'è una domanda di futuro a cui francamente vedo offrire poche risposte da parte della politica e del mondo industriale”.
Alla domanda su quali fonti energetiche dovrebbe investire il nostro paese, gli italiani hanno risposto per il 40% il solare, il 25% l'eolico, il 12% il recupero energetico da trasformazione di rifiuti, l'11% l'idroelettrico, solo l'8% il nucleare e addirittura solo l'1% i combustibili fossili! Sul nucleare e sugli inceneritori c'è inoltre da sottolineare che comunque le persone critiche non limitano il loro giudizio negativo all'area in cui vivono, ma sono contrari in linea di principio e ovunque. Sempre sul nucleare, è inoltre da notare come gli italiani fossero già decisi sulla contrarietà al nucleare già prima dell'incidente giapponese: certo, le opinioni sono cambiate dopo il disastro di Fukushima ma senza modificare in maniera sostanziale un atteggiamento che era già nettamente contrario (le preoccupazioni a tal proposito riguardano le scorie radioattive, la sicurezza dei reattori e l'errore umano).
Bene, anzi male, perchè esiste solo un problema: che, purtroppo, non siamo noi a decidere le sorti del paese (come dovrebbe essere), ma lo fa la dannata politica, soprattutto questi politici attuali che fanno tutto fuorchè il nostro bene (vedasi le scelte sul nucleare, sugli inceneritori, sul fotovoltaico, ecc...). Forse soffriamo di una "Sindrome da politica"...

martedì 17 maggio 2011

Referendum sul NUCLEARE in Sardegna

Voglio pubblicare il comunicato stampa di oggi di Legambiente (http://www.legambiente.it), realizzato dal Presidente Vittorio Cogliati Dezza e relativo agli esiti del referendum che si è tenuto ieri in Sardegna (unitamente alle elezioni amministrative) a proposito delle centrali nucleari. Ecco il testo integrale del comunicato stampa.
"Carissimi,
il successo del referendum contro il nucleare in Sardegna è un fatto di assoluta rilevanza nazionale. Nonostante l'opera di disinformazione (molti credono che il referendum sia già saltato e che comunque sia inutile) e di mancata informazione (il regolamento per la Rai e le relative trasmissioni informative sono partite con qualche settimana di ritardo) i cittadini sardi hanno di gran lunga fatto superare il quorum (bastava il 30% degli aventi diritto) riversandosi a votare ben al di là dei luoghi dove c'erano le amministrative e raggiungendo la quota del 60%. E ben il 98% ha votato contro il nucleare. E' per noi un grande successo, raccogliamo i frutti di un lavoro continuo e costante realizzato sul territorio, é per noi la conferma di quello che stiamo dicendo da mesi: gli italiani non vogliono il nucleare. Ora dobbiamo diffondere ovunque questo risultato. Partecipiamo e coinvolgiamo quanta più gente possibile nelle catene umane 'per chiudere il nucleare' del 21 prossimo (a Montalto il 22). Dobbiamo chiedere ai sindaci che vanno al ballottaggio di pronunciarsi. Fateci sapere (a noi e al Comitatro Vota SI per fermare il nucleare) le iniziative che organizzate, le azioni che vi inventate. Ad oggi ancora non siamo sicuri che il referendum sul nucleare si farà, è peró per noi fondamentale usare questi giorni per parlare con la gente e diffondere l'informazione sui referendum, perchè comunque, anche se la truffa andrà in porto e la maggioranza di governo scipperà il referendum sul nucleare, sarà molto importante che il 12 e 13 giugno gli italiani vadano a votare in massa. Ancora una volta la storia ci sta dando ragione e noi dobbiamo rendere irreversibile il passo indietro che il Governo ha fatto per liberare definitivamente l'Italia dal nucleare".
Si tratta di un comunicato molto importante: voglio diffondere le richieste di Legambiente perchè è giusto che ogni cittadino sappia. Io da alcuni anni faccio parte di un circolo di Legambiente: si tratta del circolo PERLA BLU (http://www.perlablu.it, di cui sono Segretario) di Cologna Veneta (VR) e in questi mesi ci stiamo impegnando nella campagna pubblicitaria per il referendum (a favore del SI'), tanto che facciamo parte sia del COMITATO VERONESE CONTRO IL NUCLEARE di Verona (http://votasifermiamoilnucleare.wordpress.com) sia del COMITATO ANTINUCLEARE BASSO VERONESE (http://comitatoantinuclearebassoveronese.blogspot.com): tutti possiamo fare la nostra parte, insieme si possono fare grandi cose e decidere le sorti del nostro paese. VOTA SI' AL REFERENDUM CONTRO IL NUCLEARE! E NATURALMENTE ANCHE AGLI ALTRI 3 QUESITI REFERENDARI (due sull'acqua pubblica e l'altro sul legittimo impedimento).

venerdì 6 maggio 2011

NOTTE GIALLA il 27 maggio 2011

Ecco qui un'iniziativa davvero interessante e soprattutto molto importante per il nostro futuro e per la nostra vita: la sera del 27 maggio 2011 si terrà in tutte le piazze d'Italia la cosiddetta NOTTE GIALLA, che avrà lo scopo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sul prossimo appuntamento referendario del week-end 12-13 giugno 2011 nel quale saremo chiamati a votare SI' per abrogare le leggi inerenti i 4 quesiti referendari (uno sul programma nucleare, 2 sulle privatizzazione dell'acqua pubblica ed uno sul legittimo impedimento).
Vista la scarsissima importanza (come ovvio....) che ne stanno dando gli organi di informazione (TV in primis, ma anche molti giornali), lo dobbiamo fare noi: l'idea è partita da alcune associazioni primontesi che hanno deciso di portare nelle piazze e nelle strade italiane questa iniziativa di sensibilizzazione, oltre che di informazione.
CHIUNQUE PUO' PERTANTO ORGANIZZARE QUALCOSA NELLA SUA CITTA': EVENTI INFORMATIVI COME CONFERENZE, INCONTRI, ASSEMBLEE E BANCHETTI, EVENTI CULTURALI COME PROIEZIONI, TEATRO E CONCERTI, O QUALSIASI ALTRA COSA ATTINENTE. L'IMPORTANTE E' CHE TUTTO CIO' SIA ORGANIZZATO DIRETTAMENTE DAI CITTADINI O DALLE ASSOCIAZIONI INTERESSATE.
Per informazioni andate sul sito http://www.nottegialla.org, dove potete scaricare il logo dell'iniziativa ed organizzare il vostro evento (che poi sarà caricato sul sito stesso).
DOBBIAMO FARCI VALERE E DECIDERE DEL NOSTRO FUTURO E DELLA NOSTRA VITA: NON LASCIAMO CHE LO FACCIANO I SOLITI POTERI FORTI. PIU' SIAMO MEGLIO E', PIU' SIAMO PIU' POSSIBILITA' ABBIAMO DI TRASFORMARE IN SUCCESSO L'APPUNTAMENTO REFERENDARIO.

domenica 13 marzo 2011

E' ancora possibile il nucleare?

Da quando ho aperto questo blog nel 2007 ho dedicato almeno 20 post alla mia contrarietà al ritorno dell'energia nucleare in Italia: inutile che rispieghi tutte le motivazioni che mi portano ad essere contrario all'energia nucleare nel nostro paese (per queste vi rimando alla ricerca dei miei post precedenti: scrivete "nucleare" nello spazio "cerca nel blog" e leggete i vari post). Mi preme tuttavia ribadire alcuni concetti, visto quello che sta succedendo in Giappone e visto che si sta avvicinando il referendum di giugno 2011 (tra i cui quesiti ce n'è anche uno sul nucleare).
Abbiamo visto in questi giorni il terrebile disastro naturale che ha colpito il Giappone, causato dal terremoto-maremoto: oltre ai dati sconvolgenti sulla perdita di vite umane e danni incalcolabili, c'è da pensare molto anche sui presunti incidenti nucleari che hanno interessato alcune delle 55 centrali nucleari giapponesi. Al di là del fatto che ci siano state o no perdite di sostanze radioattive (questo lo si verificherà in questi giorni), c'è veramente da pensare su quanto è reale il pericolo di un disastro nucleare anche in un paese che nel tempo ha fatto della tecnologia sicura la sua marcia più forte.
Eppure in Italia si continua a parlare di nucleare (anche in questi giorni): permettetemi di dire quanto siano IRRESPONSABILI i componenti del governo Berlusconi che anche in questi giorni continuano a dichiararsi più che favorevoli al nucleare.
Ma guardiamola da un altro punto: diamo per scontato il fatto che i componenti del governo Berlusconi siano a favore del nucleare (per ovvi motivi...), ma come fa un italiano a dirsi favorevole al nucleare? Qui non siamo di fronte ad una scelta di destra o di sinistra, siamo di fronte ad una scelta per il nostro paese.
Credo che chiunque italiano dovrebbe essere preoccupato almeno quanto me per il ritorno del nucleare, e questo per quattro motivi fondamentali, sui quali non si può assolutamente dubitare:

  1. credo che pochissimi paesi al mondo abbiano un territorio così disastrato da un punto di vista geomorfologico come il nostro: la maggior parte del paese è a rischio frane o alluvioni. Che ne sarebbe di una centrale nucleare in caso di frana o alluvione?
  2. le centrali nucleari hanno bisogno di enormi quantità d'acqua per i loro sistemi di raffreddamento, per questo quasi sempre vengono costruite vicino ai fiumi: ma nessuno pensa a quante siccità è sottoposta l'Italia durante le estati e spesso anche durante gli inverni? Cosa succederebbe in questi casi? Si lascerebbe senz'acqua l'agricoltura?
  3. i costi per la realizzazione delle centrali nucleari sono stratoferici: la centrale in costruzione in Finlandia ha già raddoppiato il costo preventivato (si parla di 5-6 miliardi di euro). Visto che in Italia ne sono previste al momento 4, si parlerebbe di almeno 20 miliardi (dico, miliardi) di euro: ma dove si trovano questi soldi? In Italia non ci sono i soldi per riasfaltare le strade o per pulire i fossi o per mettere in sicurezza il territorio, e si trovano per il nucleare?
  4. vista la sempre maggiore influenza di n'drangheta, mafia e camorra in tutto il paese nelle costruzioni e vista l'altissima corruzione dilagante negli appalti (ai danni dello Stato), come si può pensare che tutto ad un tratto le centrali nucleari vengano costruite dopo regolari appalti e con opere realizzate con le più sicure tecnologie (e non come a L'Aquila dove si impiegava la sabbia di mare nel calcestruzzo)?

Credo che solo questi 4 punti dovrebbero essere sufficienti a far dubitare gli italiani e a pensarci bene per il referendum di giugno.
E poi, cari miei, non vi fa pensare il blocco totale agli incentivi alle energie rinnovabili deciso per decreto la scorsa settimana dal governo Berlusconi, bloccando di fatto la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici e lasciando senza lavoro oltre 100.000 persone (posti di lavoro createsi in questi ultimi anni di crisi economica)? Forse perchè ne traevano vantaggio tutti anzichè i soliti pochi?
E ancora: se, come dice il governo, abbiamo bisogno di energia e dobbiamo quindi ricorrere al nucleare, perchè fermare il fotovoltaico/eolico che avrebbe garantito 8.000 MW di energia entro il 2020 e dare il via libera a 4 centrali nucleari che garantirebbero 6.400 MW in totale di energia e solo dopo il 2025?
Naturalmente tralascio altri problemi importanti di cui ho già parlato in altri post, come i problemi di salute e la sicurezza delle centrali.

Bisogna diffondere questi pensieri a più persone possibile per poter raggiungere alla fine tutti quanti: ieri il circolo PERLA BLU di Cologna Veneta (aderente a Legambiente), di cui sono Segretario (http://www.perlablu.it), ha organizzato un incontro aperto a tutti con relatori alcuni componenti del "Comitato Antinucleare" di Legnago (nel Basso Veronese, uno dei posti papabili per la realizzazione di una centrale nucleare nel Veneto). Ognuno dovrebbe nel proprio piccolo fare qualcosa, diffondere questi pensieri, discutere e far ragionare la gente: l'Italia non può permettersi il nucleare. Dopo di che, spero solo che gli italiani sappiano cosa fare il prossimo giugno 2011 quando ci sarà il referendum: un referendum abrogativo al quale si dovrà rispondere sì (per respingere il nucleare) se si ama il proprio paese, e soprattutto il problema sarà di convincere il maggior numero possibile di persone ad andare a votare visto che si tratta di un referendum che, per essere valido, ha bisogno del quorum del 50%+1. Confido in voi...

venerdì 6 giugno 2008

Nucleare e salute: i soliti controsensi italiani...

Sul n° 23 del settimanale "Oggi" ho trovato due articoli che fotografano alla perfezione i tipici controsensi italiani: uno riguarda la scomparsa del Ministero della Salute (e porta la firma di Umberto Veronesi), mentre l'altro riguarda il possibile ritorno al nucleare (a firma di Ermete Realacci, ministro-ombra dell'Ambiente).
Direi due situazioni completamente incompatibili e anomale per un paese sviluppato ma, in quanto italiane, assolutamente possibili...

venerdì 7 marzo 2008

ITALIA: programmi elettorali a confronto su AMBIENTE ed ENERGIA

Siamo in campagna elettorale, le elezioni di avvicinano (13-14 aprile) e, giorno dopo giorno, su tutti i TG, i giornali e le trasmissioni televisive di approfondimento (e non…) vediamo i futuri candidati premier parlottare vagamente dei loro programmi elettorali senza però essere chiari e scendere nei particolari. Ma tant’è, siamo in Italia… Così sono stato costretto (per mio interesse personale) a cercarmi i programmi elettorali su internet per spulciare le idee di ogni schieramento su AMBIENTE ed ENERGIA, temi a me molto vicini.
Ormai sappiamo tutti quanto l’Italia, più di ogni altro paese europeo, debba dotarsi di un piano energetico efficiente per garantirsi una adeguata quantità di energia elettrica per il suo fabbisogno e, allo stesso tempo, di farlo in maniera pulita per rispettare (giustamente) i limiti imposti dal Protocollo di Kyoto per la lotta all’inquinamento e al cambiamento climatico in corso sul nostro pianeta. Per senso pratico (visto che la tornata politica si giocherà tra due schieramenti), ho raffrontato i programmi elettorali del PD (Partito Democratico, candidato premier Walter Veltroni) e del PDL (Partito Delle Libertà, candidato premier Silvio Berlusconi). Dalla lettura di tali programmi sono rimasto non solo deluso, ma addirittura sconvolto!

Partito Democratico. Il suo programma si riassume così:

  • rilancio del gas metano con potenziamento delle infrastrutture di rigassificazione, trasporto e stoccaggio del gas;
  • puntare moltissimo su energie rinnovabili, in primis il solare termico;
  • realizzazione dei termovalorizzatori;
  • tecnologie nuove con il sostegno al carbone pulito e al nucleare di quarta generazione;
  • regolamentazione e pianificazione del governo del territorio;
  • rilancio dei mezzi di trasporto alternativi come ferrovie e mezzi pubblici.

Partito Delle Libertà. Il suo programma si riassume così:

  • abolizione totale dell’eolico in tutto il territorio nazionale, come sostiene il forzista Renato Brunetta (ma poi nel programma è stato reinserito…);
  • sfruttare l’idroelettrico al massimo delle sue potenzialità;
  • realizzazione dei termovalorizzatori (il precedente Governo Berlusconi ne prevedeva almeno uno per provincia…);
  • rilancio del nucleare;
  • incentivi alla cogenerazione (produzione di energia ed acqua calda dall’incenerimento delle sostanze);
  • convertire il convertibile al carbone cosiddetto “pulito”;
  • rilanciare i rigassificatori;
  • dotarsi di elettrodotti e aumentare l’importazione di energia elettronucleare;
  • rilancio della famosa “Legge Obiettivo” e delle Grandi Opere tra cui il Ponte sullo Stretto e nuove autostrade.

Confrontando i due programmi, resto sbigottito. E mi pongo le seguenti domande.
Come può un candidato premier (sia Veltroni che Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, continuare a proporre i termovalorizzatori, ignorando (e facendoci ignorare) quelle polveri sottilissime che escono dai camini di tali impianti, che sono così sottili da non essere trattenute neppure dai filtri più moderni e sono così pericolose per la salute umana? Basterebbe un’efficiente raccolta differenziata (si può arrivare all’85%), una forte riduzione degli imballaggi, la realizzazione di impianti (anziché inceneritori) per il riciclaggio dei materiali differenziati (plastica, vetro, umido, carta, legno, metalli, ecc…), l’impermeabilizzazione delle discariche (che così riceverebbero solo la minima parte dei rifiuti), sfruttare il biogas che si otterrebbe dalla fermentazione dell’umido o dei reflui degli allevamenti.
Come può un candidato premier (sia Veltroni che Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, proporre il nucleare? Ci sono ad esso legati problemi ancora irrisolvibili: costi esagerati, tempistica infinita per la messa in esercizio degli impianti (almeno 10-15 anni se la costruzione della centrale cominciasse oggi), uranio in esaurimento (tra circa 25 anni…), smaltimento delle scorie radioattive (le bruceranno negli inceneritori…, opps termovalorizzatori?), quantità impressionanti d’acqua (che non c’è!) per raffreddare gli impianti (la Francia utilizza il 55% dell’intera acqua nazionale a tale scopo!!!), problema sicurezza.
Come può un candidato premier (sia Veltroni che Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, proporre il “carbone pulito”? Il carbone non è mai pulito ed, anzi, è uno dei peggiori responsabili delle emissioni di CO2. Per “carbone pulito” si intende immagazzinare la CO2 sotto terra: vi sembra una buona alternativa? A me no…
Come può un candidato premier (Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, bloccare totalmente l’eolico? Una fonte di energia rinnovabile, illimitata, assolutamente pulita, che può sfruttare le numerose zone ventose sparse nel nostro paese. E poi, non vorrete mica dirmi che una centrale a carbone è meglio di una pala eolica?
Come può un candidato premier (sia Veltroni che Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, continuare a proporre i rigassificatori? Si vuole a tutti i costi puntare sul gas metano pur sapendo dei rischi a cui siamo continuamente sottoposti durante la stagione invernale a causa delle crisi politiche dei paesi su cui transitano i gasdotti. Manteniamo pure le attuali forniture, ma non aumentiamole e puntiamo piuttosto su una riduzione dei consumi di gas incentivando il solare termico (che, a onor del vero, è presente nel programma del PD), l’isolamento degli edifici, il biogas, ecc…
Come può un candidato premier (Berlusconi), che dovrà governare un paese vulnerabile come il nostro, continuare a proporre nuove strade ed autostrade e riproporre il Ponte sullo Stretto? Dobbiamo combattere l’inquinamento atmosferico e liberare le nostre strade dal traffico su ruota e vogliamo continuare a costruire nuove strade ed autostrade? Basterebbe spostare buona parte del trasporto commerciale dalle strade alle ferrovie, magari sfruttando anche il trasporto fluviale e marittimo. Ma tutto rimane all’oscuro (e anche Veltroni è generico…). E il Ponte sullo Stretto? Beh, che dire: gli acquedotti del Sud Italia perdono in molti tratti anche oltre la metà della loro acqua e lui (Berlusconi) vuole realizzare il Ponte? Incomprensibile ed inquietante…
Sarebbero pochi i punti relativi ad AMBIENTE ed ENERGIA su cui una campagna elettorale seria dovrebbe puntare, non tanto per vincere, ma per rimettere in sesto l’Italia: sfruttamento massimo delle energie rinnovabili (in primis fotovoltaico, solare termico ed eolico, e coinvolgimento delle altre come il geotermico, il biogas, ecc…), potenziamento massimo della raccolta differenziata dei rifiuti e riciclaggio degli stessi evitando l’utilizzo di nuova materia prima, riduzione dei rifiuti con eliminazione degli imballaggi inutili (vedi supermercati che vendono i prodotti sfusi), lotta totale all’abusivismo edilizio, governo e tutela del territorio, potenziamento delle vie di trasporto alternative fuori delle città (ferrovie, fiumi, mare) e dentro le città (mezzi pubblici, tramvie, metropolitane, ecc…), ridurre la dipendenza da petrolio, carbone e gas metano, controlli seri e diffusi per combattere l’inquinamento di acqua, aria e suolo: sarebbero molte le idee, ma di tutte queste pochissime sono contenute in ambedue i programmi. E, purtroppo, questo è il male dell’Italia…