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martedì 6 ottobre 2015
Saranno 500 le nuove parole inserite nell'edizione 2016 dello Zingarelli, il vocabolario della lingua italiana: di queste, una su dieci è un termine inglese che ormai è entrato a far parte della nostra parlata quotidiana. Web designer, swipe, cogenitore, madre surrogata, turismo procreativo, ecc... Ne ha dedicato un articolo Raffaella De Santis sul quotidiano la Repubblica di lunedì 5 ottobre 2015, intitolato "Da svapo a cogenitore: l'italiano cambia così", che potete leggere al link http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=39002
domenica 29 settembre 2013
Ecco le nuove parole dello Zingarelli 2014
Nicola Zingarelli (1860-1935) è stato letterato umanista e filologo, si laurea in lettere a Napoli nel 1882. In seguito perfezionerà i suoi studi in Germania a Breslavia, prima, e Berlino, poi. Insegna in alcune scuole a Palermo, Campobasso, Ferrara e Napoli fino al 1906 quando vince un concorso e diventa professore di storia comparata delle letterature neolatine all'Università di Palermo. Nel 1916 assume la cattedra di lingue e letterature romanze all'Università di Milano che occupa fino al 1932 quando passa a quella di letteratura italiana. Il Vocabolario della Lingua Italiana è senz'altro la sua opera più conosciuta. Inizia a lavorare alla sua stesura nel novembre del 1912 e nel 1917 comincia la pubblicazione a fascicoli per conto degli editori milanesi Bietti e Reggiani. La prima raccolta in volume risale al marzo 1922 ed è già una seconda edizione, avendo Zingarelli rimesso mano personalmente alla compilazione. In una delle prefazioni scrisse: “Mai non è apparsa tanto evidente la mutabilità delle lingue come nel tempo dallo scoppiar della guerra ai giorni presenti. Non meno rivoluzionari sono stati i progressi dell'aviazione, della radiotelegrafia e dell'automobilismo. Il Vocabolario a distanza di pochi anni mi pareva invecchiato; e bisognava dunque rifarlo in parte, oltre che ricorreggerlo. Ricorretto, rimutato, aggiornato, esso sta in questa nuova edizione”.
E infatti il vocabolario deve essere aggiornato di continuo, per i vari termini che vengono coniati con l'evolversi della società (Massimo Arcangeli, direttore dell'Osservatorio linguistico Zanichelli, ha spiegato a Raffaella De Santis per il quotidiano la Repubblica: "Le parole sono simili ai fenomeni carsici, esplodono, si innabissano e poi magari si ripresentano. È importante tenerle a lungo sotto osservazione, valutarne la frequenza d'uso e anche il peso qualitativo e culturale. I mutamenti della lingua sono molto veloci, è naturale che a volte si arrivi in ritardo"). E così nell'edizione 2014 del vocabolario Zingarelli vengono proposte ben 1500 nuove parole: tra queste "adultescente" (persona tra i 20 e i 30 anni le cui condizioni di vita e la cui mentalità sono considerate simili a quelle di un adolescente), "archeoturismo" (settore del turismo legato ai siti archeologici), "calpestabile" (che può essere calpestato, spesso riferito alle superfici di vendita degli edifici), "cocoprò" (inteso sia come sigla del contratto di collaborazione sia come chi lavora con un contratto finalizzato alla realizzazione di un progetto), "ludopatia" (dipendenza patologica da giochi d'azzardo o lotterie a premi), "riproteggere" (inteso nel campo dell'aviazione civile come il collocare su un altro volo un passaggero che non ha potuto partire per la cancellazione del volo prenotato), la ben nota "rottamatore" (inteso non solo come colui che si occupa della rottamazione specie di veicoli, ma soprattutto nel linguaggio giornalistico e politico colui che si propone di allontanare e sostituire un gruppo dirigente considerato antiquato), "videointervista" (un'intervista registrata per video o rete), "shortino" (bicchierino di bevanda molto alcolica). Tra le new entry ci sono molti vocaboli che esistono da anni, o addirittura da decenni, ma che solo ora sono entrati nel gergo comune uscendo dal loro ristretto campo d'uso: tra questi, ludopatia (risalente al 1997), clemenziale (1977), cronoprogramma (1981), geolocalizzare (1997), infomobilità (1995), sbigliettamento (1966).
Non so voi, ma la parola che più apprezzo e che più mi entusiasma tra quelle entrate nello Zingarelli 2014 è "rottamatore" (e di conseguenza "rottamazione"). Ogni riferimento alla politica è puramente casuale....
scritto da
Unknown
alle
6:00 PM
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Etichette: lingua italiana, nuove parole, rottamatore, rottamazione, vocabolario, Zingarelli
domenica 6 gennaio 2013
Quanto è bello il VOCABOLARIO
Gesualdo Bufalino (nato a Comiso -RG- nel 1920 ed ivi morto nel 1996) è stato uno scrittore ed aforista italiano. Per gran parte della vita insegnante liceale, si è rivelato tardivamente (nel 1981) all'età di 61 anni con il romanzo “Diceria dell'untore” grazie all'incoraggiamento di Leonardo Sciascia ed Elvira Sellerio: l'opera vinse lo stesso anno il prestigioso Premio Campiello. Con il romanzo"Le menzogne della notte" nel 1988 vinse il Premio Strega. Egli si rese famoso per il suo stile ricercato, ricco e in alcuni casi "anticheggiante", nonché per la sua grande abilità linguistica e la vasta cultura. (Fonte wikipedia). Voi direte: ma che c'entra Bufalino col vocabolario? Bufalino diceva sempre che se fosse finito in un'isola priva di tutto “non avrebbe voluto altro libro che un dizionario, tante sono le grida e le musiche ch'è possibile udire nelle sue viscere vertiginose”. Una definizione bellissima! Ed è proprio con questa citazione che Valeria Della Valle ha concluso la sua relazione in un recente convegno fiorentino dell'Accademia della Crusca (ovvero l'istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana, http://www.accademiadellacrusca.it): il convegno aveva lo scopo di mostrare e discutere come si fanno e come si usano i vocabolari, celebrando così i 400 anni (1612) del Vocabolario della Crusca, che è un pilastro della nostra civiltà linguistica e dell'identità nazionale. Valeria Della Valle insegna linguistica italiana all'Università La Sapienza di Roma e coordina sul piano scientificio il Vocabolario Treccani, edito in 5 volumi dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana (http://www.treccani.it/enciclopedia/istituto-della-enciclopedia-italiana/), e coordina con Giovanni Adamo l'Osservatorio neologico della lingua italiana (http://www.iliesi.cnr.it/ONLI/indice.php). Enzo Golino l'ha intervistata per il quotidiano la Repubblica (pubblicata il 4 gennaio 2013). Dice la Della Valle: “Poichè stiamo celebrando il quarto centenario del Vocabolario della Crusca, dobbiamo ammettere che tutto nasce da quel grande lavoro. In ogni vocabolario, anche il più recente, c'è ancora molto del fondamentale prototipo”. Sempre da wikipedia: “Un dizionario è un'opera che raccoglie, in modo ordinato secondo criteri anche variabili da un'opera all'altra, le parole e le locuzioni di un lessico (ed eventualmente anche altri elementi linguistici ad esso legati come ad esempio prefissi, suffissi, sigle e lettere) fornendone informazioni quali il significato, l'uso, l'etimologia, la traduzione in un'altra lingua, la pronuncia, la sillabazione, i sinonimi, i contrari. Oppure è un'opera che raccoglie, sempre in modo ordinato secondo criteri anche variabili da un'opera all'altra, i nomi propri e le nozioni inerenti a un particolare settore del sapere umano (una scienza, uno sport, un'arte, una tecnica, ecc...) o anche il sapere umano nel suo complesso, fornendone una trattazione. Esclusivamente nel primo caso (opera lessicale), il dizionario è anche chiamato vocabolario". Oggi è importante soprattutto la revisione dei dizionari, per aggiornarli continuamente con i nuovi lessici che la globalizzazione e lo sviluppo della società comporta: e quindi sono stati inseriti vocaboli come mobbizzare, par condicio, quote rosa, bioarchitettura, domotica, Ogm, ecc... E cambiano anche alcune definizioni, sempre per le motivazioni appena esposte: così splamare entra anche nel linguaggio amministrativo e politico (spalmare i debiti), mentre le definizioni di coppia e omosessualità sono ora definite con maggiore incisività e correttezza.
Nella mia libreria il vocabolario non è mai mancato, fin dai tempi delle scuole: anzi, nel tempo l'ho sempre sostituito con uno più aggiornato. Per un lettore avere un vocabolario nella libreria è come per un credente avere la Bibbia nella sua di libreria. Ricordatelo, è utilissimo nella vita comune: basta solo avere la curiosità di andare a cercare il significato di una parola strana o sconosciuta sentita al TG, letta su un libro, trovata su un cruciverba. Il sapere è un'ottima arma culturale contro l'ignoranza che purtroppo è all'origine di tanti mali...
scritto da
Unknown
alle
5:21 PM
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Etichette: Accademia Crusca, cultura, dizionario, Gesualdo Bufalino, sapere, Treccani, Valeria Della Valle, vocabolario
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