domenica 24 gennaio 2010

PILLOLE DI PITTURA: quadri e non solo…

Ecco qui tre notizie di pittura che ho raccolto in queste ultime settimane.
Tiepolo a Bergamo. Da metà dicembre è visitabile nel Palazzo della Ragione a Bergamo Alta una delle più spettacolari opere di Giambattista Tiepolo (il più grande pittore italiano del ‘700, nato a Venezia nel 1696 e morto nel 1770): si tratta della “Gloria di Ognissanti”, comunemente chiamata “Quadro del Paradiso”, dipinta da Tiepolo nel 1734 per la chiesetta parrocchiale di Rovetta (paese della Val Seriana). Il dipinto è ora visitabile dopo essere stato sottoposto a restauro. Per l’occasione, il Rotary Club Bergamo Nord e la Parrocchiale di Rovetta hanno organizzato un “itinerario tiepolesco” per riscoprire i capolavori del pittore fatti nella città di Bergamo: tra questi, il “Martirio di San Giovanni Nepomuceno” presente sempre presso il Palazzo della Ragione, gli affreschi della volta della cappella Colleoni (costruita da Giovanni Amadeo nella seconda metà del ‘400), il “Martirio di San Giovanni” (vescovo di Bergamo) nel Duomo, “San Giuseppe con il Bambino” nella chiesa di San Salvatore. Per informazioni http://www.rotarybgnord.it.
Pittura floreale a Forlì. Si è aperta a Forlì nella Pinacoteca civica una mostra dedicata ai soggetti floreali nella pittura. Si tratta di un’esposizione che raccoglie i dipinti di molti pittori italiani e non solo, per valorizzare tutti quei dipinti che nei secoli hanno dato grande importanza alla natura e ai fiori in particolare. Infatti, nel Seicento nacque la ricerca scientifica e l’ambizione di catalogare la natura, e questo ebbe molte ripercussioni sulla pittura. I vari dipinti, ottenuti in prestito da musei italiani e stranieri, saranno visitabili fino al 20 giugno 2010 (ogni giorno escluso il lunedì) e colpiscono soprattutto per la ricerca della perfezione iconografica per raggiungere la verosimiglianza legata alle stagioni. Tra i vari dipinti ci sono “Fiasca fiorita” (autore sconosciuto), “Un vaso di fiori sulla finestra di un harem” di Francesco Hayez, “La primavera” di Nuzzi e Lauri, “Girasole” di Bimbi, “Lillà” di Manet, “Vaso con astri, salvia e altri fiori” di Van Gogh (a tal proposito, Van Gogh affermò: “L’anno scorso ho dipinto quasi esclusivamente fiori, per abituarmi a servirmi di colori che non fossero soltanto il grigio: vale a dire il rosa, il verde pallido o crudo, l’azzurro, il violetto, il giallo, l’arancione, un bel rosso”). Per informazioni http://www.mostrafiori.com.
Van Gogh e il giallo dell’orecchio tagliato. Nel 1888 (pochi giorni prima di Natale) il grande pittore Vincent Van Gogh si tagliò un orecchio, sulla cui vera motivazione non si era mai riusciti a dire qualcosa con certezza. Fino a quando Martin Bailey, curatore di due mostre del pittore ed autore di un libro sulla sua vita, ha individuato la motivazione dell’automutilazione, e l’ha individuata sulla lettera che Van Gogh aveva riprodotto sul suo dipinto “Natura morta: tavolo con cipolle” dipinto pochi giorni dopo essersi tagliato l’orecchio. Questa la storia: in quel periodo Van Gogh versava già in critiche condizioni psichiche in quanto il fratello Theo, commerciante d’arte ed unico sostentamento del pittore, aveva deciso di sposarsi. Il pittore fu informato della notizia con una lettera, che poi ha riportato fedelmente sul suo dipinto: pensate che nel dipinto Van Gogh riporta timbri postali ed indirizzi della lettera che riconducono proprio al domicilio parigino di Theo e alla data del dicembre 1888. Cadono nel nulla pertanto le ipotesi che si erano fatte nel tempo circa l’ammutinamento di Van Gogh: si era vociferato che fosse stato addirittura il pittore francese Gauguin (col quale nel 1888 divise una casa ad Arles) a tagliagli l’orecchio nel corso di un litigio scatenato per una prostituta. Il motivo per cui si tagliò l’orecchio fu quindi per richiamare al suo capezzale l’unica persona che fino a quel momento gli era stata vicina, ovvero il fratello Theo: neppure la vicinanza del fratello riuscì però a rassicurare Van Gogh il quale 19 mesi dopo, il 27 luglio 1890, si sparò al petto e morì dopo due giorni di agonia. Nel frattempo durante questo mese di gennaio si apre a Londra alla Royal Academy una mostra su Van Gogh e le sue lettere.

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