domenica 24 ottobre 2010

Il riciclaggio degli PNEUMATICI USATI

Partiamo dai numeri: in Europa ogni anno si contano 3,2 milioni di tonnellate di pneumatici non più utilizzabili, di cui poco meno di 400.000 in Italia: di queste 400.000, il 12% (circa 85.000 tonn) è avviato alla ricostruzione perchè ancora riutilizzabili, il 19% (circa 100.000 tonn) è destinato al recupero energetico e quasi il 12% (circa 90.000 tonn) viene riciclato come materia prima. Ma, ahimè, ci sono ben 170.000 tonn di pneumatici di cui non si conosce la destinazione finale: ci sono circa 90.000 tonn di materiale che dovrebbe essere esportato illegalmente in qualche paese del Terzo Mondo (dove vengono smaltite a pochi soldi in discariche abusive), mentre le rimanenti 80.000 tonn vengono purtroppo disperse nell'ambiente (lasciate lungo le strade, bruciate o gettate nei fiumi, nei laghi o in mare). Qualcosa di davvero inqualificabile, soprattutto per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente. Ecco perchè su questi pneumatici dispersi stanno ora indagando varie procure, e sono già scattati alcuni arresti e sequestri per alcuni trafficanti che falsificano la documentazione che accompagna i rifiuti (spesso sono coinvolte le cosche dell'ecomafia). C'è anche la collaborazione di Ecopneus (http://www.ecopneus.it), ovvero il consorzio che raccoglie i principali produttori italiani di pneumatici, che si sta impegnando assieme a Legambiente (http://www.legambiente.eu) sulla ricerca dei traffici e degli smaltimenti illegali dei pneumatici usati in Italia. Si tratta quindi di una piaga che bisogna assolutamente risolvere.
Al di là di questo aspetto assolutamente negativo, ci sta comunque anche un aspetto positivo, ovvero il riciclaggio del pneumatico usato, che può essere utilizzato in tantissime maniere: si tratta di una politica rivolta al recupero dei rifiuti, con conseguente riduzione del materiale da inviare in discarica e conseguente minor utilizzo di petrolio per produrre i materiali che possono essere sostituiti dalla gomma riciclata (ricordiamo che per produrre un pneumatico nuovo servono 27 litri di petrolio grezzo: ma riciclandolo a fine vita si diminuisce notevolemnte l'impatto ambientale, tanto che l'effetto serra causato dalla produzione di una tonnellata di gomma vergine naturale è uguale a quello causato da un'auto che va da Roma a Singapore, mentre l'effetto serra causato dal riciclaggio della gomma è uguale a quello causato da un'auto che va da Roma a Bologna!!!). Le aziende italiane impegnate nel riciclaggio dei pneumatici sono aggregate dal consorzio Argo (http://www.consorzioargo.it), che tra l'altro nel 2009 ha ottenuto l'approvazione di uno standard europeo del settore, ovvero una norma tecnica che fissa in maniera univoca tutte le caratteristiche e i parametri qualitativi del recupero degli pneumatici non più utilizzabili e l'introduzione di alcune buone pratiche in materia. All'argomento ha dedicato un articolo anche l'inserto "Affari & Finanza" del quotidiano la Repubblica di lunedì 18 ottobre 2010.
Ma veniamo al riciclaggio degli pneumatici: dal loro riciclo non si ottengono altri pneumatici ma fibre tessili, acciaio, granulato e polverino di gomma che possono essere utilizzati per la produzione di materiali isolanti, per la realizzazione di prati sintetici ad uso sportivo, per creare pavimenti che attutiscono i colpi di caduta (da utilizzare nelle scuole e nei parchi giochi), con impieghi nelle piste di atletica, nei campi da tennis, nei pavimenti in gomma delle scuderie, negli asfalti, nei pigmenti per gli inchiostri, nelle opere di isolamento in edilizia, per le passerelle pedonali da spiaggia. Pensate a quanta materia prima viene risparmiata riutilizzando la gomma, con una riduzione dell'impatto ambientale davvero incredibile.
Questo è il percorso che si deve seguire per contribuire sia al rispetto dell'ambiente, sia alla lotta all'inquinamento, sia alla risoluzione del problema rifiuti: oltre che contribuire a livello lavorativo. Quante volte abbiamo detto che le attività "verdi" sono un investimento per uscire dalla crisi economica (ma sembra che in italia non lo si capisca): basti pensare che sono sorte in Italia negli ultimi 20 anni circa 50 piccole e medie imprese che si occupano del riciclaggio dei pneumatici, che danno lavoro a ben 15.000 persone con un giro d'affari di circa 300 milioni di euro! In Italia invece si punta sul nucleare e non su come uscire dalla crisi economica...

Nessun commento: