domenica 16 dicembre 2012

Maledetta BUROCRAZIA!

La burocrazia sta purtroppo travolgendo il nostro Paese, bloccando ogni cosa. Sul tema ho letto un interessante articolo di Leonardo Maugeri (ex Presidente della società petrolchimica dell'ENI) intitolato "51 passi nel delirio Burocrazia" pubblicato nel settimanale l'Espresso del 15/11/2012. Maugeri parla nel suo articolo di "business location", ovvero della selezione da parte di esperti stranieri dei paesi in cui fare investimenti: il guidizio unanime è di tenersi lontano dall'Italia!!! Ai primi posti delle motivazioni che spingono molti investitori a stare lontani dal nostro paese ci sono burocrazia, corruzione, giustizia civile e penale. Ad esempio: in Italia le autorizzazioni necessarie per realizzare un investimento industriale a normale sensibilità ambientale possono richiedere oltre 3 anni con il concorso di oltre 15 uffici pubblici (comunali, provinciali, regionali e nazionali) che naturalmente aumentano a dismisura se aumenta la sensibilità ambientale dell'investimento. Maugeri fa un esempio vissuto sulla propria pelle quando era appunto Presidente della società petrolchimica dell'Eni: ben 51 (cinquantuno!!) autorizzazioni necessarie per sostituire una centrale elettrica (delle dimensioni di due roulotte!!) in un sito di interesse nazionale: tre anni e mezzo per avere la centrale in funzione!!! Incredibile! Qui non si svuole sminuire l'importanza di certi siti di interesse nazionale e/o ambientale, per i quali ci vogliono le giuste autorizzazioni; ma da qui a richiederne a decine mi sembra davvero fuori luogo, oltretutto per la lentezza dei vari uffici vista l'immensa mole di pratiche da districare. Ma questo lo possiamo vedere in qualsiasi cosa facciamo: io svolgo la professione di geometra e mi capita di vedere quotidianamente quanto la macchina della burocrazia sia incredibilmente affollata di iter autorizzativi (per fare una semplice abitazione devo ottenere il "Permesso di Costruire" dal Comune, l'autorizzazione allo scarico fognario, il certificato di agibilità, le prove geologiche del terreno, l'analisi chimica del terreno di scavo indicando dove lo porto, una relazione sull'isolamento termico, il progetto degli impianti, la pratica sulle cosiddette linee vita, una pratica di denuncia delle opere in cemento armato, il Piano di Sicurezza, il collaudo statico, l'inserimento catastale, una pratica per l'isolamento acustico, l'autorizzazione paesaggistica se si è in zona tutelata, l'autorizzazione provinciale o comunale per l'apertura dell'accesso carraio). Se si è in zona vincolata paesaggistica, non vi dico le tempistiche: mesi, mesi e mesi! Ma mesi anche per le altre pratiche che ho detto: pensate un pò per costruzioni più importanti. Purtroppo è così in ogni settore.
Mettiamoci nei panni di un investitore straniero che deve mettere milioni di euro e che vuole produrre nel minimo tempo possibile: deve affronate questa macchina mostruosa della burocrazia, oltre che mettere in conto una corruzione diffusa ormai ad ogni livello, figlia di una cultura che l'accetta e ci convive, e se ti metti contro prima o poi finirai per pagarne le conseguenze. E poi la giustizia: pensa se l'investitore un domani dovesse andare in contenzioso per qualsiasi cosa, dovrebbe tuffarsi in processi che durerebbero anni (se non decenni!!).
Ma chi glielo fa fare di venire in Italia? A questo dovrebbe pensare una politica seria e responsabile: qui c'è da rifondare un paese, si devono sistemare queste cose se si vuole far ripartire la propria economia. Quando arriverà questa classe politica? Non voglio esprimere la mia risposta...

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