lunedì 4 novembre 2013

Mostra per opera sola

Scrive Dario Pappalardo sul quotidiano la Repubblica del 31 ottobre 2013: "A volte di opera ne basta una sola ed è un evento", riferito alle mostre che espongono una sola opera e che attirano lo stesso flotte di visitatori. È successo per il "San Giovanni Battista" di Leonardo che a fine 2009, partito dal Louvre ed arrivato a Milano, in un solo mese attirò ben 182.000 visitatori; successe per la "Velata" di Raffaello che da Palazzo Pitti di Firenze fu esposta negli USA a Portland, Reno e Milwaukee; successe per il "Narciso" del Caravaggio che nel 2011 fu esposto in Montenegro (20.000 visitatori in appena 13 giorni) e a Cuba (60.000 visitatori!); succede in questi giorni per l'"Annunciazione" di Botticelli, partita dagli Uffizi di Firenze e arrivata a Gerusalemme. Ebbene, a far parlare di sè è ora la mostra che ospita il dipinto "Ragazza col turbante" di Vermeer, pittore olandese (1632-1675), http://it.wikipedia.org/wiki/Jan_Vermeer
La "Ragazza con l'orecchino di perla" (o "Ragazza col turbante") è uno dei più famosi quadri di Vermeer: pare che l'artista olandese lo abbia dipinto fra il 1665 ed il 1666; dipinto ad olio su tela, misura 44,5 × 39 cm ed è conservato al Mauritshuis dell'Aia; http://it.wikipedia.org/wiki/Ragazza_col_turbante. Si tratta di un'opera molto visitata: ben 260.000 visitatori nel solo 2012 al museo dell'Aia che l'ospita. Ora il dipinto è in tournee: è stato in Giappone (con una media di 10.573 visitatori al giorno al Tokyo Metropolitan Art Museum) e negli USA (ora è al Flick Collection di New York, dove rimarrà fino al 19 gennaio 2014). al termine arriverà in Italia: dall'8 febbraio al 25 maggio 2014 sarà a Bologna presso Palazzo Fava (lo scorso 1° luglio sono stati venduti in pochi minuti i primi 1000 biglietti, mentre le prenotazioni partiranno ufficialmente il prossimo 11 novembre). 
"Mostra per opera sola" è proprio il titolo dell'articolo che Gabriele Romagnoli ha scritto per il quotidiano la Repubblica il 31 ottobre 2013. Dice Achille Bonito Oliva, critico d'arte, accademico curatore italiano (http://www.achillebonitoliva.com/): "Il pubblico ha bisogno di icone da cui partire" spiegando i motivi per cui hanno così successo queste mostre che espongono un'unica opera. Tantissimi visitatori che rimangono stregati dall'opera, dallo sguardo, dal viso: vedere l'opera è per loro un atto liberatorio, serve a sedare il loro caos e a ripristinare un ordine visivo e psicologico; facendo la fila per visitarla si esprime il desiderio di trovare un rifugio mentre si vive in un'epoca opaca, controluce, ambigua. Sostiene invece Gabriella Belli, direttore dei Musei Civici Veneziani: "Estrapolare un dipinto per iconizzarlo a me non interessa. Cristallizzarlo significa farlo morire, adorando il feticcio. Può essere divertente per qualcuno, ma il rischio è di confinare l'arte in un'urna tombale. Un rischio, per altro, che in Italia si corre troppo spesso. Questo stile di mostra ha rovinato la storiografia e la museografia italiana"
Tra i botteghini dei musei e gli storici dell'arte, ad essere entusiasti in tutto questo sono i primi, visti i numeri incredibili degli ingressi a questo tipo di mostre; un pò meno entusiasti i critici d'arte non proprio a favore della retorica del bello e dello sfruttamento dell'opera d'arte a scopo di lucro e di turismo. Permettetemi però di dire che sarebbe già un ottimo risultato, di questi tempi, avere in Italia musei e mostre così visitate, almeno per rilanciare un settore rimasto finora in ombra rispetto a quelli stranieri.

1 commento:

marco montagna ha detto...

Sono state aperte in questi giorni le prenotazioni per la mostra: nel solo primo giorno, in 8 ore, sono stati prenotati addirittura 15.000 biglietti!!! Un fatto mai accaduto prima qui in Italia.