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mercoledì 16 giugno 2010

Estrazioni abusive di sabbia sul Po

E' uscito oggi un comunicato stampa di Legambiente Veneto (http://www.legambienteveneto.it) in merito alla sentenza sull'operazione Acheronte relativa alle estrazioni abusive di sabbia sul fiume Po: la sentenza ha condannato i responsabili di questo grave reato ambientale e conferma l'importanza delle intercettazioni telefoniche... Ecco il comunicato stampa integrale.
"La condanna, seppure in primo grado, dei responsabili delle estrazioni di sabbia nel Po è un positivo segnale per chi persegue la legalità ambientale. Le lunghe indagini, cui aveva dato un suo diretto contributo Legambiente, hanno prodotto un procedimento che lasciava pochi margini al dubbio: estrarre sabbia dal Po, soprattutto dopo il divieto sancito dall’Autorità di Bacino, è un crimine contro un patrimonio comune ed è inoltre un reato fiscale che ha fruttato, per anni, notevoli profitti, tutti esentasse. La vicenda è rivelatrice di uno scenario tutto italiano: quasi un sistema economico parallelo, che faceva capo a funzionari pubblici corrotti e ad imprenditori senza scrupoli, un meccanismo che portava nelle tasche dei funzionari compiacenti ingenti somme ed evitava i controlli: le draghe quando scavano infatti producono molto rumore e difficilmente avrebbero potuto passare inosservate. Ecco la necessità di tutelarsi da eventuali ispezioni a sorpresa, evitate grazie a dipendenti pubblici che tradiscono il proprio ruolo e si prestano ad essere complici di attività criminali. Uno scenario che si è ripetuto in questi anni lungo il Po, protagoniste, oltre che la Procura di Rovigo, anche le Procure di Reggio Emilia e di Torino. E’ una sentenza – dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto – che rafforza la convinzione che la richiesta, che Legambiente fa da quasi dieci anni, di introdurre nel codice penale il reato ambientale favorirebbe la persecuzione di reati come quello punito dal tribunale di Padova. Un aspetto positivo – è la convinzione di Legambiente - è dato anche dal carattere esemplare che la sentenza può assumere in procedimenti che hanno come oggetto il Po. E’ recente il grave caso di inquinamento a febbraio scorso del Lambro e del Po, un grave attentato all’integrità naturale del fiume che andrà perseguito con altrettanta severità. Ma l’estrazione abusiva non è il solo caso di reati perpetrati sul fiume. I lavori effettuati in tanti anni per la sicurezza delle popolazioni, lavori indubbiamente necessari, possono essere anch’essi stati occasione di intese poco chiare da ricercare e perseguire: con l’urgenza infatti si possono, come abbiamo visto in altre indagini, by-passare regole e meccanismi altrimenti difficilmente aggirabili. L’augurio di Legambiente è che la sentenza “Acheronte” possa dare la spinta ad indagare anche in altre direzioni. Né è da trascurare un aspetto delle indagini che hanno portato a tale brillante risultato: l’uso delle intercettazioni ha permesso che ci si mettesse sulla pista giusta. Un’ulteriore conferma che esse sono uno strumento di indagine senza il quale molti impostori potranno farla franca".
Ho evidenziato in grassetto l'ultima frase del comunicato stampa perchè conferma, ancora una volta, l'uso necessario delle intercettazioni telefoniche per scovare i reati, di qualsiasi natura essi siano: NO ALLA LEGGE BAVAGLIO!

domenica 27 dicembre 2009

QUEI DELITTI ACCETTABILI…

È il titolo dell’interessante articolo di Giorgio Bocca apparso sul settimanale L’Espresso del 29 dicembre 2009, articolo che fotografa alla perfezione lo stato culturale del nostro paese.
L’articolo inizia così: “I delitti che appassionano gli italiani sono quelli senza ragione”. Mai frase è stata così azzeccata per fotografare il popolo italiano e l’informazione. In questi anni gli italiani si sono appassionati di delitti del tipo: la Franzoni che forse ha ucciso il suo figlio (omicidio di Cogne), la studentessa americana Meredith che viene uccisa da alcuni amici (omicidio di Perugina), la ragazza Chiara Poggi che viene forse uccisa dal suo fidanzato (omicidio di Garlasco), e la lista sarebbe lunghissima (lo stupro, la prostituta, il trans, l’extra-comunitario). E la gente? La gente si appassiona, perché la TV fa passare esclusivamente questi omicidi, omicidi “popolari”: i TG dedicano tempi lunghissimi a questi omicidi, le trasmissioni di approfondimento spesso trattano di questi omicidi in maniera morbosa (con modellini, ricostruzioni, ecc…). Tanto che siamo arrivati ad un punto “culturale” in cui agli italiani non interessano i “veri” omicidi, quelli che riguardano la nostra vita o la nostra salute, ma quelli di cronaca nera, ovvero a quelli che non hanno alcuna ripercussione sulla nostra vita: certo che siamo proprio un popolo strano, non ci interessano i processi a coloro che attentano alla nostra vita, ma ci interessano quelli di uno sconosciuto che uccide la sua fidanzata!
In tutto ciò la TV in generale (salvo pochissimi pesci fuor d’acqua) e buona stampa in generale (soprattutto di destra) hanno un ruolo fondamentale, riescono a plasmare la mente del telespettatore/lettore probabilmente per “nascondere” delitti ben più gravi. Quali? Ne possiamo citare un’infinità, ma citiamo solo i più gravi:
  • delitti industriali: tutte quelle fabbriche che mettono in circolazione e in vendita prodotti che contengono migliaia di sostanze tossiche dannose per la nostra salute (vernici velenose, diossine, mercurio, metalli pesanti, ecc…), o ancora tutte quelle truffe che riguardano la vendita di cibi avariati o scaduti;
  • morti bianche: le migliaia di morti sul lavoro ogni anno, dei cui processi non si sa poi più niente;
  • delitti ambientali: basti pensare alle migliaia di morti per lo smog, per l’inquinamento delle acque, per il riciclaggio illegale di rifiuti tossici, per le discariche abusive. Esempi concreti? Le navi contenenti rifiuti tossici affondate nei mari italiani, i veleni di Taranto, l’inquinamento di città come Milano e Roma (nella capitale uno studio dell’Asl del 2008 ha certificato che i decessi da inquinamento “evitabili” ogni anno sarebbero migliaia, ma questo studio non è stato divulgato…);
  • degrado del territorio: basti pensare all’urbanizzazione selvaggia, all’abusivismo edilizio, alle mancate opere di bonifica, ai mancati consolidamenti dei pendii delle montagne o alla mancata pulizia dei letti dei fiumi, e poi contiamo ogni anno decine o centinaia di morti dovuti alle conseguenze di ondate di maltempo.
Tutti delitti assolutamente gravi per la salute del cittadino, che causano ogni anno migliaia di decessi ma dei quali non si interessa nessuno: perché la gente non si appassiona al processo dei morti nel rogo alla Thyssen di Torino, o al processo ai dirigenti dell’azienda Eternit che stanno causando migliaia di morti in seguito alla vendita per decine di anni di lastre di copertura contenenti amianto, o alle inchieste ambientali? Bella domanda…
Ha ragione Bocca quando sostiene: “Ogni giorno le cronache dei media ci ripetono che siamo una specie balorda e autolesionista. La ripetizione del male, della sua stupidità, della sua inutilità non ci stanca mai, anzi, la cerchiamo con paziente applicazione e ingegnosità”. E gli ascolti Auditel danno ragione a questa affermazione… Probabilmente, come dice Bocca, questo succede perché l’italiano (inteso come cittadino) ha in sé quell’innata dote (secolare…) del “farla franca”, di premiare sempre e comunque i furbetti, quelli che truffano e si arricchiscono alle spalle di altri, quelli che seppur commettono un reato riescono a dimostrare (falsamente) il contrario. E su questo Tv e giornali ci marciano…
Poi però non lamentiamoci se all’italiano non interessa di ambiente, di territorio, di salute, di alimentazione sicura, di sicurezza sul lavoro, di inquinamento e di quant’altro che possa intaccare la sua salute: siamo autolesionisti e da questo non ne usciremo in fretta. Ma se solo TV e giornali cambiassero strategia…