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martedì 3 novembre 2015

BHOPAL 1984: peggior disastro della storia industriale

Il disastro di Bhopal è avvenuto nel 1984 nella città indiana di Bhopal a causa della fuoriuscita di 40 tonnellate di isocianato di metile dallo stabilimento della Union Carbide, consociata della multinazionale statunitense Union Carbide specializzata nella produzione di fitofarmaci. La nube formatasi in seguito al rilascio di isocianato di metile, iniziato poco dopo la mezzanotte del 3 dicembre 1984, uccise in poco tempo 2.259 persone e avvelenò decine di migliaia di altre. Il governo del Madhya Pradesh ha confermato un totale di 3.787 morti direttamente correlate all'evento, ma stime di agenzie governative arrivano a 15.000 vittime. Un affidavit governativo del 2006 asserisce che l'incidente ha causato danni rilevabili a 558.125 persone, delle quali circa 3.900 risultano permanentemente invalidate a livello grave. Viene comunque attribuita al governo la volontà di estendere a quante più persone possibili, anche minimamente coinvolte, gli aiuti previsti dagli accordi del 1989, al prezzo di trascurare in qualche misura le invalidità di grado maggiore. Ancora nel 2006, nelle zone interessate dalla fuoriuscita del gas il tasso di morbilità è 2,4 volte più elevato che nelle altre adiacenti. Si ritiene che i prodotti chimici ancora presenti nel complesso abbandonato, in mancanza di misure di bonifica e contenimento, stiano continuando a inquinare l'area circostante. Ci sono diversi processi penali e civili ancora in corso, sia presso tribunali americani che indiani. Essi coinvolgono l'UCIL, lavoratori ed ex-lavoratori, la multinazionale Union Carbide stessa e Warren Anderson (deceduto nel 2014), il suo CEO al tempo del disastro, sul quale dal luglio 2009 pendeva un mandato di arresto emesso dalla giustizia indiana. Nel giugno 2010 un tribunale di Bhopal ha emesso una sentenza di colpevolezza per omicidio colposo per grave negligenza nei confronti di otto ex-dirigenti indiani della UCIL (di cui uno già deceduto), tra i quali Keshub Mahindra, all'epoca presidente. La condanna, pari al massimo previsto di due anni di carcere e 100.000 rupie (circa 2000 dollari) di multa, è stata giudicata irrisoria dagli attivisti e dalla società civile. I condannati, scarcerati dietro una cauzione inferiore ai 500 dollari, hanno presentato appello. Per approfondimenti https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_Bhopal. Semplicemente per non dimenticare...

martedì 13 novembre 2007

DISASTRO ECOLOGICO nel Mar Nero: c'è sempre l'incuria umana...

Un DISASTRO ECOLOGICO senza precedenti si è verificato nel Mar Nero domenica 11 novembre 2007: alcune navi che trasportavano petrolio, zolfo e materiali ferrosi sono affondate a cause delle pessime condizioni meteorologiche sullo Stretto di Kerch, ovvero quello che collega il Mar Nero al Mar di Azov (vedi mappa). Prima di commentare il fatto, ecco una veloce cronaca di quanto è successo. Al momento del verificarsi della tempesta 59 navi erano presenti sullo Stretto di Kerch: di queste, 42 sono riuscite a riparare nel Mar di Azov, 17 non ci sono riuscite e ben 10 sono state spezzate, affondate o naufragate dalla furia del vento e del mare. Alle 04:55 ora di Mosca dell'11/11/2007 davanti al porto di Kavcaz si spezza in due la petroliera Volganeft-139, facendo finire in mare dalle 1.300 alle 2.000 tonnellate di gasolio; alle 10:42 nella stessa zona affonda la nave Volgogorsk, facendo colare a picco ben 2.400 tonnellate di zolfo; alle 11:50 affonda la nave Nakhicevan (che trasportava anch'essa zolfo) e poco dopo anche la nave Kovel (e finiscono in mare altre 2.000 tonnellate di zolfo); anche la nave Volgoneft-123 rischia l'affondamento, a causa di un danno allo scafo; poco più in là, nelle acque antistanti il porto ucraino di Sebastopoli affonda il mercantile georgiano Jodhza, mentre una nave carica di metallo affonda nella rotta tra Mariupol e Istanbul. Il bilancio complessivo è gravissimo: almeno 15 morti e quantità devastanti di gasolio e zolfo riversate in mare! Un disastro che proprio non ci voleva, visto anche il già grave stato in cui versa il Mar Nero da alcuni anni a questa parte, soprattutto a causa degli incontrollati scarichi industriali delle repubbliche ex-sovietiche che vi si affacciano. Tuttavia, dobbiamo dire che era una tragedia AMPIAMENTE EVITABILE, e non è retorica: infatti, con ben 14 ore di anticipo sull'evento il servizio meteorologico locale aveva lanciato un bollettino per una violenta ondata di maltempo sulla zona a causa di un intenso afflusso di aria gelida da nord che, arrivato sul Mar di Azov, avrebbe creato una ciclogenesi con venti della violenza di "uragano" sullo Stretto di Kerch, proprio ove erano presenti le navi. Ed infatti la tempesta di è puntualmente verificata: i venti hanno sfiorato una velocità di addirittura 200 km/h, originando onde altissime! Non tutte le navi hanno ascoltato e rispettato il bollettino meteo: come detto pocanzi, delle 59 navi presenti sullo Stretto di Kerch, 42 si sono messe al riparo sul Mar di Azov (ove il vento rimane molto più tranquillo) mentre le altre sono rimaste sul posto causando questa tragedia... ANNUNCIATA! Le previsioni meteorologiche sono ormai diventate molto affidabili sui 2-3 giorni: figuriamoci in zone molto ristrette ove i meteorologici locali conoscono benissimo il microclima della zona ed i suoi effetti collaterali (e evastanti!). Previsioni puntualmente rispettate: non però da alcuni navi, che così facendo hanno commesso un vero e proprio OMICIDIO COLPOSO, perchè di questo si tratta! Molte navi, infatti, pur a conoscenza dei bollettini meteo, corrono rischi assurdi perchè l'armatore preme per consegnare la merce il prima possibile ottenendo il maggior profitto, il capitano è stimolato dai premi e quindi tutto si svolge in nome del "dio denaro" senza alcun rispetto per il nostro habitat, che alla fine è sempre l'unico che ci rimette. Le migliaia di tonnellate di gasolio e zolfo scaricate creeranno problemi gravissimi al Mar Nero e non solo: anche il Mediterraneo è in allerta, vito che prima o dopo questa massa oleosa vi approderà! Antonino Abrami, ispiratore della proposta per l'istituzione di una Corte Penale Internazionale per la Tutela dell'Ambiente (vedi mio precedente post), ha dichiarato, giustamente, che bisogna cambiare qualcosa in materia legislativa in modo da aumentare i controlli su queste carrette del mare e soprattutto inasprire (ed applicare) le pene per chi commette simili REATI. Fermiamoli!!!

mercoledì 10 ottobre 2007

Protezione dell'ambiente: istituire una CORTE PENALE INTERNAZIONALE!

L'idea di istituire una CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER LA TUTELA DELL'AMBIETE viene dalla International Academy of Environmental Sciences, ovvero una associazione culturale presieduta dal Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel. Antonino Abrami, ispiratore di questa proposta, ha affetmato che: "Il diritto si è sempre adeguato alle esigenze del tempo e oggi la minaccia di gas serra, che sono stati da più parti paragonati ad armi di distruzione di massa, richiede un'istituzione internazionale capace di dare forza al concetto di giustizia". La "Corte Penale Internazionale" è stata istituita nel 2002 per intervenire quando i sistemi giuridici nazionali non sono in grado di perseguire i crimini contro l'umanità (come per Milosevic in seguito ai genocidi nell'ex-Jugoslavia o per il ministro per gli affari umanitari del Sudan Ahmad Muhammad Harun coinvolto negli stupri del Darfur). Dal 2009, col voto di 2/3 dei firmatari (105 stati) sarà possibile modificare lo statuto includendo tra i delitti contro l'umanità anche il "disastro ambientale intenzionale". Certo, ci saranno da contrastare quei paesi che remeranno contro (e ce ne sono...), ma l'Europa in tal senso è sempre in prima fila: già nel febbraio 2007 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva in cui si stabilisce una lista di aggressioni all'ambiente che in tutti gli Stati membri vanno considerate dei veri e propri crimini. L'allargamento delle competenze della "Corte Penale Internazionale" a una definizione molto ampia del concetto di catastrofe ambientale richiederà una trattativa molto lunga, però purtroppo ci sono già stati in passato disastri ambientali troppo grandi che sono rimasti senza colpevoli: basti pensare all'esplosione della centrale nucleare di Chernobyl dell'aprile 1986 oppure all'esplosione dell'impianto chimico di Bhopal nel dicembre 1984, ovvero la più grande catastrofe chimica della storia che causò ben 30.000 morti e 500.000 avvelenati (per darvi un'idea andate sul sito http://www.bhopal.net). Di questo nuovo progetto della Corte se ne era già discusso nella prima Conferenza dell'Accademia Internazionale di scienze ambientali (tenutasi a Venezia nell'ottobre 2003) e i cui principi sono stati riportati nella "Carta di Venezia 2006". Molto forte è l'invito lanciato dal Dalai Lama e da Adolfo Perez Esquivel a tutti gli Stati firmatari dello Statuto della "Corte Penale Internazionale" affinchè promuovano campagne di sensibilizzazione politico-istituzionale per la presentazione di una serie di emendamenti allo Statuto al fine di inserire il "disastro ambientale intenzionale" quale crimine contro l'umanità. Perchè non ci siano più disastri come quelli di Chernobyl o Bhopal e soprattutto perchè i colpevoli non restino più nell'anonimato...