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giovedì 17 marzo 2011

Appello SOS RINNOVABILI

Pubblico integralmente l'appello del comitato SOS RINNOVABILI (http://www.sosrinnovabili.it) contro il recente decreto che ha bloccato gli incentivi sulle energie rinnovabili fermando tutti i nuovi impianti di energie rinnovabili e lasciando di fatto senza lavoro più di 100.000 persone! Ecco l'appello.
Carissimi amici,
il decreto è incostituzionale, lo lascia intendere, tra le righe, anche la Presidenza della Repubblica attraverso la lettera inviata dal Segretario Generale alle associazioni di categoria (disponibile su www.sosrinnovabili.it).
Il Governo deve mettere rimedio alle violazioni dei principi di LEGALITA' contenuti nella nostra carta costituzionale.
Ieri è stata approvata all'unanimità dalla camera una mozione che sancisce l'obbligo per il governo di rivedere il decreto (ma ha tutta l'aria di una grande ed unanime "presa in giro" --- visti i precedenti) comunque è sempre un primo segno!
Nonostante i grandissimi rischi dell'opzione nucleare, nonostante i terribili impatti economici della crisi del petrolio (che ci farà pagare 25 EURO in più in bolletta a famiglia per il prossimo anno) i poteri forti non mollano la presa.
A parole sostengono che rivedranno il decreto nella sostanza il disegno di uccidere le rinnovabili e di mandare a casa 150.000 famiglie resta immutato. Si stanno solo valutando tempi e modi.
La mobilitazione straordinaria e inattesa che abbiamo generato in questi giorni comincia a dare i suoi frutti. Anche i media (fra gli altri la Repubblica, le Iene, Striscia la notizia, Ballarò) hanno scoperto che esiste un fenomeno che tocca una fetta importante della società.
Ci stiamo mobilitando sul territorio con una seria di incontri che dopo Roma e Padova vanno a toccare tante città italiane per dimostrare che il sole è di tutti e che le rinnovabili sono una ricchezza che sta a cuore a tutta l'Italia da Nord a Sud per raccontare attraverso la rete le testimonianza di tutti noi e di tutti coloro (dal singolo privato, passando dagli imprenditori grandi e piccoli, ai Comuni ed agli altri Enti locali) che avevano coltivato il sogno e la speranza di diventare autoproduttori dell’energia più libera e democratica possibile, quella per cui il “combustibile” (sole e vento) è abbondante, gratuito, disponibile, libero, rinnovabile e accessibile per tutti, la speranza di poter avere una energia distribuita ecosostenibile, di poter governare autonomamente da privati o da singole comunità i consumi in relazione alle disponibilità energetiche naturali, e tutto questo per favorire logiche industriali di un “gruppetto” che condiziona e determina la politiche energetica (e non solo) dell’Italia da decenni .
E' importante esserci, incontrarci, darci forza l'un l'altro. Ci incontreremo :
Venerdi 18 marzo - Catania Ore 14:30 - 16:30 Grand Hotel Excelsior Via G. Verga 39
Lunedi 21 marzo - Bologna Ore 11:00 -13,00 Hotel NH Bologna De La Gare Piazza XX settembre 2
Martedi 22 marzo - Torino Ore 11:00 - 13:00 Golden Palace Hotel Via dell'Arcivescovado 18
Mercoledi 23 marzo - Arezzo Ore 11:00-13:00 Hotel Minerva , via Fiorentina 4
Venerdi 25 marzo - Brindisi Ore 11:00-13:00 Hotel Internazionale lungomare Regina Margherita
Sapremo nei prossimi giorni anche le date ed i luoghi dove racconteremo le nostre storie e diffonderemo la verità sulle rinnovabili a Varese, Alghero, Lamezia Terme, Bolzano e Salerno.
Ad oggi abbiamo fatto sentire la nostra voce con oltre 50.000 lettere e fax al governo, il nostro sito ha avuto quasi 100.000 visite (con tutti i video e i documenti rilevanti per la condivisione con chiunque fosse interessato). Il gruppo Facebook di SOS Rinnovabili è diventato una comunità di 15.000 persone che mettono in rete le proprie informazioni, le proprie speranze e la propria rabbia.
Se vogliamo sostenere il movimento sul sito web trovate i dettagli per fare una donazione.
Se passiamo la festa dell'Unità d’Italia a convincere un vicino di casa dell'importanza della nostra battaglia di legalità e di civiltà facciamo un servizio a tutta l'Italia non solo alle rinnovabili.
W l'Italia (nonostante tutto) .
SOS RINNOVABILI
Diffondete, è importantissimo per il nostro Paese.

domenica 16 dicembre 2007

Energia eolica: al vento non manca il fiato...

Scusate la battuta (che non è mia ma l'ho trovata sull'inserto di un quotidiano) ma fotografa perfettamente il quadro dell'energia eolica (http://www.energia-eolica.it). Abbiamo un gran bisogno di energie rinnovabili, un pò perchè quelle da combustibili fossili si esauriranno, un pò (e soprattutto) perchè si tratta di energie pulite che riescono a dare un contributo notevole alla lotta contro le emissioni di CO2 e di conseguenza per frenare il cambiamento climatico in corso. Diciamo pure che sole e vento sono inesauribili: ci sono sul nostro pianeta da miliardi di anni e ci saranno ancora per altrettanti! Sembra tuttavia che qualcosa (o qualcuno...) remi contro l'eolico: ricordiamo che è l'energia rinnovabile più economica, la più avanzata dal punto di vista tecnologico e quella che presenta le maggiori possibilità di sviluppo. A livello mondiale il mercato dell'eolico si sta espandendo: se nel 1995 la potenza complessiva installata era di 4.800 megawatt, oggi è passata ad oltre 70.000 (nel solo 2006 la potenza delle centrali eoliche è aumentata del 26%). Ci sono zone europee dove l'eolico è già una realtà consolidata: pensate che in Danimarca oltre il 20% del fabbisogno elettrico è coperto dall'eolico (pensando di arrivare al 35% entro il 2030), la Spagna è all'8% (con intenzione di arrivare al 16% entro il 2010) e la Germania è al 6.5% (qui vi sono oggi in funzione 19.000 centrali eoliche per oltre 21.000 megawatt di potenza). Negli ultimi anni si sta diffondendo il principio per cui le centrali eoliche si potranno installare anche in mare dove i venti soffiano più forti e il rendimento sarebbe superiore del 40% di quelle a terra. Già sono stati realizzati alcuni grandi impianti eolici offshore (Danimarca, Mar Baltico, baia di Liverpool). Per aumentare invece la resa delle centrali eoliche a terra si sta ricorrendo al "repowering", ovvero alla sostituzione dei vecchi impianti di prima generazione con nuove macchine più potenti (sta già succedendo nel nord della Germania): si è scoperto che con la metà degli impianti esistenti ed il doppio della potenza si ottiene un rendimento addirittura triplo! Qui in Italia per l'eolico siamo ancora molto indietro: certo, non tutto il territorio italiano è spazzato da venti sostenuti, ma ci sono zone come le Alpi, le isole maggiori ed in genere il Tirreno dove il vento soffia con costanza ed intensità per buona parte dell'anno. Allora perchè non sfruttarlo? Qui entramo in discorso complicato che coinvolge le associazioni ambientaliste. Ad ogni progetto di impianto eolico scoppia infatti una polemica sulle pale che genererebbero un impatto ambientale grave, che sarebbero un pericolo per alcuni uccelli e che causerebbero rumore. Da buon ambientalista quale sono, non posso associarmi a queste polemiche perchè le trovo fuori posto: premesso che a me personalmente queste pale eoliche piacciono perchè le trovo in un certo senso "affascinanti" in quanto mi danno l'idea di un ambiente pulito e tranquillo, però anche considerandole un affronto all'occhio umano non si può remarne contro visto che allora dovremmo innestare una polemica ogni qualvolta viene piantato un traliccio Enel (e non ditemi che è bello da vedere!) o un semplice palone dell'energia elettrica o del telefono o le antenne per i cellulari o ancora le centrali a carbone! Scusatemi ma proprio non riesco a capire: come si fa a respingere un impianto eolico per queste motivazioni? Io sono il primo a dire che dovrà essere preservato l'ambiente che ci circonda (ci sono le apposite V.I.A., valutazioni di impatto ambientale) e che tali impiant dovranno essere realizzati lontani dai centri abitati, ma da qui ad esserne contro sempre e comunque mi sembra esagerato visto quanto è grave il problema delle emissioni di gas serra e della lotta al cambiamento climatico. Se poi consideriamo che in ogni Finanziaria (indipendentemente che al governo ci sia una coalizione di centro-destra o di centro-sinistra) vengono previsti stanziamenti solo per strade ed autostrade, beh allora abbiamo capito tutto... Ma allora, faccamo tutti un passo indietro e collaboriamo insieme, no?

domenica 2 dicembre 2007

GALLES: energia dalle maree!

Lo scorso 28-29 novembre 2007 si è tenuta a Londra una conferenza internazionale sull'energia prodotta dal moto ondoso e dalle maree. Un progetto interessante viene dal Galles: l'Agenzia per lo Sviluppo Territoriale e l'innovazione hanno attratto varie imprese che operano nella ricerca e sviluppo di energie rinnovabili in grado di generare un volume d'affari di circa 2 miliardi di euro! E infatti quest'anno entrerà in funzione la prima delle 8 turbine per lo sfruttamento delle maree, ciascuna lunga 25 metri e con un diametro di 15 metri, collocate sul fondale della penisola di St. David, la punta meridionale del Galles. Questi impianti, realizzati dagli ingegneri della Lunar Energy e chiamati Rotech Tidal Turbine, incanalano la forza delle correnti marine per produrre energia elettrica sufficiente ad alimentare 5.000 case! Un progetto relativamente economico visto che costerà 15 milioni di euro. Unendo l'impegno pubblico col sostegno al Wage Dragon (strutture per l'intercettamento del moto ondoso) e il finanziamento di un megapogetto marino sull'estuario del fiume Severn (grande insenatura tra le coste del Galles e quelle dell'Inghilterra meridionale), si ipotizza la creazione di un gigantesco sbarramento del moto ondoso in grado di produrre ben il 15% dell'energia elettrica di tutto il Galles!!! Come riporta la Commissione per lo sviluppo sostenibile della Gran Bretagna, si tratta di un piano da 25 miliardi di euro che prevede l'installazione di una barriera fissa della lunghezza di 16 km dotata al di sotto del livello del mare di turbine per incanalare il moto ondoso e le maree e al di sopra della superficie marina di pale eoliche. Le turbine installate nel mare sarebbero 200 con la creazione di 35.000 posti di lavoro nell'arco di 11 anni. Sulle pale eoliche di superficie è invece in atto un acceso dibattito per l'impatto visivo di queste sul paesaggio costiero del Galles... Interessante progetto comunque, visto anche che ben il 76% degli inglesi confida su questo nuovo tipo di energia rinnovabile... Un progetto di energia dalle maree sta per essere realizzato anche in Italia, ma per essere poi esportato nel 2008 in Indonesia: si chiama Kobold, è stato progettato dalla società "Ponte di Archimede" con il Politecnico di Milano e la Federico II di Napoli e realizzato dall'Elettronica Santerno di Bologna. Sarà così composto: la turbina è installata sotto una piattaforma di dieci metri di idametro mentre le correnti fanno girare le pale verticali (in fibre di carbonio e resine epossidiche) lunghe 5 metri e larghe 30 cm. Avanti tutta sulle energie rinnovabili!

domenica 11 novembre 2007

Continua lo scontro sull'EOLICO...

Continua lo scontro sugli impianti eolici... E lo scontro avviene all'interno degli stessi gruppi ambientalisti! Proprio non ci siamo: stiamo vivendo un periodo in cui vige il "tutti contro tutti", purchè si faccia polemica, purchè si faccia discutere, ma così facendo non si sblocca nulla: è il motivo per cui, ad esempio, in Italia non si fanno riforme strutturali da anni! E, alla stessa maniera, in campo ambientale non si riesce a dare una spinta alle energie alternative. E' qui che nasce lo scontro sull'eolico: tutto parte dal progetto di due impianti eolici nell'Appennino Marchigiano (precisamente nella Comunità Montana di Camerino, nei pressi dei comuni di Serravalle di Chienti, ovvero quello nella foto, di Montecavallo e di Pieve Torina) che vede da una parte contrari Italia Nostra, WWF, Lipu, Comitati Nazionali del Paesaggio e Club Alpino Italiano e dall'altra parte favorevoli Legambiente e Greenpeace. I contrari hanno come motivazione "la difesa della bellezza dell'Appennino maceratese", i favorevoli hanno come motivazione "il passaggio ad un sistema energetico sostenibile che vale qualche piccolo sacrificio a spese della bellezza delle vallate". Fatti simili erano già successi in passato: recentemente il T.A.R. della Toscana, su richiesta di Italia Nostra, ha dato ragione a quest'ultima fermando l'impianto eolico di Scansano costringendo Legambiente a costituirsi parte civile davanti al Consiglio di Stato; in Molise ennesimo scontro per il primo impianto eolico offshore in Italia; idem per un altro impianto eolico in una zona all'incrocio tra le regioni Molise, Puglia e Campania. Ritornando al fatto marchigiano, Legambiente e Greenpeace hanno scritto una lettera allarmata al ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Il paradosso è che poco più di due anni fa due associazioni ora contrapposte, ovvero WWF e Legambiente, avevano sottoscritto in maniera favorevole i criteri scelti dalla Regione Marche per sfruttare il suo potenziale eolico: le due associazioni, infatti, assieme ad alcuni parlamentari, avevano sottoscritto con le istituzioni locali un "decalogo dell'eolico sostenibile" che aveva messo tutti d'accordo. In particolare il Comune aveva promesso il controllo rigoroso dell'impatto ambientale e paesaggistico e l'utilizzo di parte delle risorse ricavate in politiche di sviluppo sostenibile. Non si capisce ora la contromossa dello stesso WWF, assiene agli altri enti contrari: Andrea Perduca, responsabile dell'eolico per la Sorgenia (una delle società che realizzerà gli impianti), ha spiegato che si tratta di due impianti che dovrebbero sorgere in un'unica macroarea, uno composto da 7 macchine da due megawatt ciascuna e l'altro da 17 macchine anch'esse da due megawatt ciascuna. Tra l'altro il progetto è già stato sottoposto a V.I.A., ovvero a valutazione di impatto ambientale. Inoltre, la zona non è stata scelta a caso ma individuata dal Pear delle Marche, ovvero il Piano Energetico Ambientale Regionale, dopo un lungo lavoro preparatorio: il responsabile del Pear, l'architetto Silvia Catalino, sostiene che sono stati considerati tutti i vincoli territoriali, gli studi commissionati alle università regionali sul valore botanico delle zone e la presenza faunistica, compresa la valutazione delle rotte migratorie degli uccelli. Nulla quindi è stato lasciato al caso: si tratta, afferma lo stesso architetto, di un piano molto valutato che, fissando quote e percentuali, punta molto su microproduzione distribuita, fonti rinnovabili e cogenerazione, impegnando chi realizza le centrali a reinvestire gli utili nella valorizzazione del territorio. Personalmente, che sono sempre stato favorevole alle fonti rinnovabili ed in particolare all'eolico, sottoscrivo quanto afferma Giuseppe Onofrio di Greenpeace, il quale sostiene che "le grida contro l'eolico sono voci a favore delle tecnologie fossili se non del nucleare e come tale le attacchiamo decisamente. Si possono mitigare alcuni impianti, ma ribadiamo un concetto fondamentale per noi: i cambiamenti climatici sono la priorità ambientale in assoluto e queste posizioni contro l'eolico sono antiambientali". HA PERFETTAMENTE RAGIONE! Non condivido assolutamente la bruttezza, paventata da tanti, delle pale eoliche: personalmente mi imprime tranquillità un paesaggio in cui svettano pale eoliche, non sono per niente antiestetiche e e mi danno il senso di un ambiente pulito: come mai molti si accorgono ora delle presunta bruttezza delle pale eoliche e non di quanto successo in questi ultimi anni (e decenni...) come impianti industriali di vario tipo sorti ovunque (anche in aree montane), tralicci dell'Enel che spuntano dalle vallate, ciminiere che non sono proprio estetiche? Eppure sono sorte tranquillamente senza che nessuno batti ciglio...

giovedì 2 agosto 2007

Energie pulite: boom di investimenti!

In tal senso è stata molto d'aiuto la Finanziaria 2007 (corrispondente alla Legge n° 296 del 27/12/2006) assieme al Decreto Legislativo n° 311 del 29/12/2006 recante "Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo n° 192 del 19 agosto 2005, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia (GU n° 26 del 01/02/2007 - Suppl. Ordinario n° 26)": le agevolazioni in materia di energie rinnovabili sono contenute nei commi 344-345-346-347-348-349 della Finanziaria 2007 e riguardano le detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, per la sostituzione di parti degli edifici atte al risparmio energetico, i pannelli solari e la climatizzazione invernale. Per accedere alle agevolazioni previste dalla Finanziaria 2007 il Governo Prodi ha poi pubblicato il Decreto del 19/02/2007 intitolato "Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell'art. 1 comma 349 della Legge n° 296 del 27/12/2006". Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con l'IPI (Istituto per la Promozione Industriale), ha inoltre lanciato il piano denominato "Industria 2015" che ha stanziato un fondo di 300 milioni di euro per 3 anni (oltre ai 2,3 miliardi di euro stanziati dalla Comunità Europea per il periodo 2007-2013): il bando si è chiuso lo scorso 5 luglio e vi hanno aderito ben 1.067 progetti su energie rinnovabili, efficienza energetica, motori elettrici avanzati, batterie di nuova concezione, architttura bioclimatica, ecc... Soddisfatti il Vicepresidente di Confindustria Pasquale Pistorio (responsabile del piano efficienza energetica) e lo stesso Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani: soddisfatti perchè questo bando, oltre a contribuire ad un taglio delle emissioni di CO2, costituirà un rilancio dell'industria italiana. Sono infatti state ben 2500 le aziende che hanno partecipato al programma "Industria 2015" con oltre 1.000 centri di ricerca. Si è diffuso anche un nuovo metodo: in 475 dei 1.067 progetti presentati le imprese si sono dichiarate interessate ad una sinergia con un partner da definire (per vedere l'elenco delle aziende che hanno lanciato progetti aperti a collaborazione basta andare sul sito http://www.industria2015.ipi.it), in pratica una specie di agenzia matrimoniale on line per le imprese! Sarebbe infatti stato un peccato non approfittare del trend positivo che le energie rinnovabili stanno avendo non solo in Europa ma anche a livello globale: nel 2005 il fatturato annuo delle energie rinnovabili è stato di 40 miliardi di dollari, salito a 55 miliardi nel 2006 e in previsione di salire a ben 226 miliardi nel 2016! Il solo mercato solare europeo è salito addirittura del 44% nel 2006 arrivando ad una produzione annua di 3 milioni di mq di pannelli!! Per quanto riguarda l'Italia, nel 2006 sono aumentate del 46% le installazioni di pannelli di solare termico, mentre per quanto riguarda il solare fotovoltaico al 1° luglio erano stati 7400 gli impianti fotovolatici per i quali era stata data comunicazione di inizio lavori, ovvero 4 volte quanto era stato installato nei 30 anni precedenti!! Finalmente si muove il mercato delle energie rinnovabili: primo passo verso il cambiamento?

mercoledì 6 giugno 2007

PUGLIA: prima in Italia per energie rinnovabili...

Un piccolo esempio su tutti è quello della centrale eolica di Specchia (Salento, nei pressi di Santa Maria di Leuca): l'energia prodotta dall'impianto e venduta alla rete nazioanale di Terna ha fruttato notevolmente alle casse comunali tanto che le imposte non sono aumentate e addirittura l'I.C.I. è diminuita!! Hatto sta che la Puglia è oggi la regione italiana con più impianti eolici (è seguita da Campania e Sicilia). E c'è di più: Davide Pellegrino, dirigente dell'assessorato allo sviluppo economico regionale, sostiene che "il volume di richieste per l'eolico è impressionante". FINALMENTE!!! Infatti, in meno di 4 mesi sono arrivate in Regione ben 200 domande di autorizzazione per la realizzazione di impianti eolici (dal 2004 ad oggi le richieste sono state in totale 323): domande che sono state presentate da cooperative, da industrie ma anche da società finanziarie (che comprano le autorizzazioni, istruiscono le pratiche e poi rivendono il pacchetto...). Il posto più ideale è il Subappennino Dauno: nelle colline della provincia di Foggia vi è infatti il 53% degli impianti regionali! Come sempre però ci sono le polemiche innescate dalle associazioni ambientaliste per la tutela del paesaggio.... Presto le centrali eoliche arriveranno anche sul mare: un nuovo impianto sarà realizzato in mare aperto a 20 km dalla costa del Golfo di Manfredonia dalla società "Gamesa Energia Italia", col minimo impatto sull'ecosistema marino: in tal modo sarà sfruttata al meglio la forza del vento (le centrali eoliche sul mare sono già una realtà in Gran Bretagna, Irlanda e Svezia).
Ma la Puglia ha anche un altro primato: è la prima regione italiana per impianti fotovoltaici! Il 31 agosto 2006 la Regione ha infatti pubblicato un bando il quale recitava che "Le imprese che realizzano impianti fotovoltaici riceveranno un finanziamento": ebbene, vi hanno aderito ben 595 aziende delle quali hanno ottenuto il finanziamento (pari in complessivi € 4.500.000,00) in 148. E' ora in progetto la realizzazione della più grande centrale di energia solare d'Europa: sarà realizzata dalla società "Italgest" nell'area del Petrolchimico di Brindisi (e dunque su un'area inquinata che sarà bonificata e non su un terreno agricolo).
Infine, in Puglia si sta voltando pagina anche per le biomasse: nel Salento ci sono 20.000 ettari di terreno un tempo coltivati a tabacco che ora saranno convertiti a girasole per produrre il combustibile necessario alle centrali.
Il buon esempio arriva dunque dalla Puglia alla quale dico un bel: COMPLIMENTI!

martedì 29 maggio 2007

Energie rinnovabili: Toscana in prima linea!

La regione Toscana si sta rivelando in prima linea per quanto riguarda l'impiego di fonti rinnovabili per la produzione di energia, in particolare per l'eolico e le biomasse. Per quanto riguarda l'eolico, già due paesi in provincia di Pisa si sono espressi in maniera schiacciante (tramite referendum) a favore delle pale eoliche: nel paese di Monteverdi addirittura l'89% dei votanti ha detto di sì all'eolico!!! Finalmente! Per quanto riguarda le biomasse, la Toscana possiede 1.000.000 di ettari di boschi e 200.000 ettari di terreni destinati a vigneti, oliveti e frutteti: con i residui dei tagli e delle potature si potrebbe riscaldare il 15% della case toscane! Proprio in questi prossimi 10 anni 400.000 toscani abiteranno in case riscaldate con energia proveniente da biomasse. A Siena invece verranno presto messi in circolazione i primi autobus a girasole, riducendo del 40% rispetto al gasolio le emissioni di ossido di carbonio: per questo, 150 ettari di terreno saranno coltivati a girasole con interessamento di 5 aziende. Buone notizie arrivano comunque anche da alcune città del Nord Italia, in particolare per quanto riguarda il teleriscaldamento: si tratta di un sistema di impianti di produzione di calore che distribuiscono acqua calda agli edifici della città già allacciati per uso riscaldamento ed acqua igienico-sanitaria (tali impianti non necessitano di caldaie a combustibile, come gasolio o gas metano, ma di semplici processi naturali senza emissioni di gas serra). A Milano, l'impianto Aem produce calore riutilizzando il vapore acqueo prodotto dalla fine del ciclo della produzione di energia nella centrale termoelettrica di Cassano d'Adda: il vapore, tramite uno scambiatore di calore, riscalda l'acqua con la quale viene alimentata la rete di teleriscaldamento per le utenze cittadine: ad oggi, 1.400 appartamenti usufruiscono di tale servizio per una potenza impiegata di 18 megawatt, che saranno però presto estesi a 50 megawatt consentendo un risparmio di 6 milioni di mc di gas metano e una riduzione di 8 tonnellate di ossidi di carbonio e di 12 tonnellate di CO2! A Torino, è stato inaugurato un anno fa l'impianto di cogenerazione da 390 megawatt presso la centrale di Moncalieri che permetterà di estendere la rete di teleriscaldamento nel capoluogo piemontese dal 28% al 40% della città: l'avvio dell'impianto ha fatto diminuire del 76% la produzione di polveri sottili nelle zone della città servite dal teleriscaldamento! Anche Genova si è munita di una centrale per il teleriscaldamento: si tratta di quella di Sampierdarena che serve tre quartieri nella zona ovest della città. Insomma, una serie di esempi positivi per la lotta all'inquinamento atmosferico e la salvaguardia del nostro ambiente: esempi che, speriamo, siano presto perseguiti da moltre altre zone/città italiane. Il cambiamento climatico è ormai una realtà: la sua accelerazione repentina è senza ombra di dubbio favorita dalle attività umane, dunque se non vogliamo che l'atmosfera si rivolga contro di noi facciamo qualcosa per invertire la rotta...

mercoledì 9 maggio 2007

Energia eolica: apre la conferenza EWEC

E' partita a Milano il 07 maggio 2007 l'EWEC, la Conferenza Europea dell'Energia Eolica, che si concluderà il 10 maggio. Un evento importante per ribadire quanto sia grande la necessità di energie rinnovabili nel futuro al fine di poter dare un contributo rilevante alla battaglia contro il surriscaldamento climatico della nostra Terra. Attualmente l'eolico contribuisce solo per il 3.3% alla domanda elettrica dell'Unione Europea (circa 100 miliardi di chilowattora prodotti all'anno): i delegati presenti a EWEC (circa 3.000) dicono che entro il 2020 l'eolico potrebbe produrre fino al 16% del fabbisogno elettrico dei paesi UE. Si è anche calcolato che, partendo dall'obiettivo comunitario del 2010 e da una crescita costante degli impinati eolici fino a 7.100 megawatt come potenza efficiente installata, si riuscirebbe ad ottenere un risparmio medio annuo fino a 650 milioni di euro, un'immissione in rete di 15 twh ed evitare l'emissione di 15 tonnellate di CO2 in atmosfera. Tali risultati, sommati a quelli che si potrebbero raggiungere con l'impiego delle altre energie rinnovabili, porterebbe a risultati molto soddisfacenti centrando gli impegni comunitari e portando un risparmio economico notevole, uno svincolo dalla dipendenza energetica dagli altri paesi (soprattutto per quanto riguarda i combustibili fossili come gas, petrolio e carbone) e un aiuto alla nostra cara atmosfera! C'è purtroppo chi rema contro e tra questi addirittura un sito meteo, ovvero meteolive.it, il quale solleva il problema "E se il vento non soffiasse per settimane?" oppure "E se il sole non splendesse per un periodo piuttosto lungo?" giustificando così che sarebbe una spesa troppo grossa e rischiosa quella da sostenere per investire su queste fonti rinnovabili. Meteolive.it è libero di pensare e dire quello ciò che vuole, ma mi sembra che il vento non sia mai mancato in Italia (anzi...) e nemmeno il sole e, per quanto riguarda l'energia solare, esiste anche il fotovoltaico che funziona con la sola luce... Sapete qual'è allora la soluzione proposta da Meteolive.it? Ma il nucleare naturalmente! Dice che i tempi sono ormai maturi: siete pronti a riempire di centrali nucleari il nostro paese?

mercoledì 28 marzo 2007

MONTESCUDAIO (PI): il SI' ha vinto al referendum sul parco eolico...

Montescudaio è un paesino collinare toscano di 1.800 abitanti in provincia di Pisa che domenica scorsa ha chiamato alle urne i suoi cittadini per esprimersi in un referendum se erano favorevoli o contrari al parco eolico proposto sul territorio comunale: è andato a votare il 55.3% della popolzione (il quorum era al 33%...) ed ha vinto il SI' con un bel 67.85% (nella frazione del Fiorino il sì ha vinto addirittura con l'86.5%!!). Il percorso è solo iniziato in quanto tra 6 mesi ci sarà un altro referendum vincolante. Ci si esprimeva sul fatto di essere favorevoli oppure no alla realizzazione di impianti per la produzione di energia eolica: il Sindaco ha fatto sapere che ci sono già 5 progetti ma che altri ne arriveranno nei prossimi due mesi, i quali verranno sottoposti ai cittadini tramite dibattiti ed incontri e poi nuovamente rivotati nel prossimo mese di settembre. Si pensa di installare otto torri aerogeneratori, alte 80 metri e con potenza di 2 megawatt ciascuna, che faranno risparmiare alle famiglie locali circa 200 € all'anno. Proteste ambientaliste sono nate soprattutto per l'elevata altezza delle torri e per il loro impatto sull'ambiente circostante. Dobbiamo però ricordare alle associazioni ambientaliste che il parco eolico è per una buona causa: per una volta che c'è la volontà di farlo, facciamolo. Anzi: W le energie rinnovabili!