domenica 27 gennaio 2013

La MAFIA DEL LEGNO

Ho trovato questo sconcertante articolo di Mario Magarò sul settimanale L'Espresso (http://www.espresso.it) del 10 gennaio 2013, dal quale apprendo che uno studio del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente ha svelato come il disboscamento illegale delle foreste rappresenti la nuova frontiera del crimine internazionale, come la cocaina e i diamanti! Disboscamento illegale che ormai gestisce tra il 10 e il 30% del commercio mondiale del legno, con un giro d'affari (illegale) tra i 30 e i 100 miliardi di dollari l'anno!! Tale commercio illegale parte soprattutto dai paesi tropicali, quelli cioè dove ci sono le più grandi foreste del nostro pianeta: Perù, Indonesia, Bacino del Congo, Amazzonia, Malesia. Secondo la Banca Mondiale circa il 90% del legname esportato dai paesi tropicali è di origine illegale: legname che viene importato da Stati Uniti, Europa e Giappone, ma ora anche dalla Cina (la quale nel 1° semestre del 2011 ne ha importato ben 20,75 milioni di metri cubi non lavorato del valore di quasi 4.000 milioni di dollari!!!). Si è anche stimato che questi mercati assorbano più dell'80% della domanda illegale di legno che poi viene utilizzato per la realizzazione di mobili, arredi per la casa o strumenti musicali. Davvero inquietante.
Quando parliamo del gravissimo problema della deforestazione, sappiate che una delle sue maggiori cause è proprio il disboscamento illegale: è una cosa davvero grave perchè sappiamo quanto la deforestazione incide sulle emissioni di biossido di carbonio e di conseguenza sul cambiamento climatico in atto nel nostro pianeta. La deforestazione contribuisce infatti da sola per il 17% su tali emissioni: secondo i dati della FAO, tra il 2000 e il 2010 la superficie a foreste nel nostro pianeta è diminuita di circa 5,2 milioni di ettari all'anno (di cui 4 milioni nel solo Sud America, dove tra il 1990 e il 2010 sono stati persi ben 88 milioni di ettari!). Purtroppo dietro il commercio illegale del legno ci sono organizzazioni criminali ben strutturate, che non sono altro che società quotate in Borsa con enormi capacità corruttive. In tutto questo sono state favorite dall'impunità che tuttora esiste per i reati connessi alla distruzione delle foreste (e qui influisce la mancanza di una legislazione internazionale in materia). Ora però si sta muovendo qualcosa: l'Unione Europea ha da poco approvato un regolamento (che sarà in vigore da marzo 2013) che verrà applicato al legno e a tutti i prodotti che da esso vi derivano (come la carta) vietando l'importazione del legno di origine illegale.
Le storie di corruzione, di concessioni strabilianti di sfruttamento delle foreste, di gare pubbliche taroccate, di intrallazzi con l'esercito, che vengono da più parti del pianeta (come il Perù, l'Indonesia e la Repubblica Democratica del Congo) sono davvero inquietanti: ci sono governi scellerati e personaggi senza alcun valore che in nome del dio denaro non guardano in faccia nessuno. Chi ci rimette è l'ecosistema del nostro pianeta: stiamo distruggendo i “polmoni verdi” della Terra, quelli che danno ossigeno e che funzionano da termoregolatori climatici, quelli ove insiste un incredibile patrimonio floro-faunistico. E le conseguenze sul clima le stiamo già vedendo...

1 commento:

Marco Montagna ha detto...

In risposta all'articolo apparso su L'Espresso, ha scritto una lettera (sempre sul settimanale) Giovanni De Ponti, Direttore Generale di FederlegnoArredo (http://www.federlegno.it), il quale apprezza l'articolo confermando l'entrata in vigore a marzo 2013 del regolamento europeo 995/2010 che obbligherà tutti i soggetti coinvolti nella lavorazione del legno a rispettare precise norme per contrastare il commercio illegale di legname e di prodotti derivati. In particolare: produttori e distributori avranno il divieto di immettere sul mercato Ue legname tagliato illegalmente e prodotti da esso derivati; gli operatori che immettono per la prima volta sul mercato Ue prodotti in legno avranno l'obbligo di osservare la "Dovuta Diligenza" affinché sia accertata l'origine legale della materia prima; al fine di garantire la tracciabilità dei mercati legnosi i commercianti avranno l'obbligo di tenere un registro con il nome dei propri fornitori e clienti. Per questo FederlegnoArredo ha promosso il consorzio Conlegno come "Organizzazione di monitoraggio" e da questo mese metterà a disposizione delle imprese una task force di consulenti per adempiere alla normativa.