sabato 20 aprile 2013

Lo scempio dell'autostrada in MAREMMA

Ieri Giovanni Valentini ha scritto sul quotidiano la Repubblica un articolo dedicato allo scempio della nuova Autostrada Tirrenica che andrà a sconvolgere la Maremma. Oggi sullo stesso quotidiano Nicola Caracciolo, Presidente Onorario di Italia Nostra Toscana (http://www.italianostra.org/?tag=toscana), scrive una lettera che mi permetto di pubblicare integralmente perchè la condivido e condivido con lui il dolore per questo scempio, dolore che sento sia come cittadino sia come tesserato di un circolo di Legambiente (circolo PERLA BLU di Cologna Veneta -VR- di cui sono Segretario da anni, http://www.perlablu.it). Ecco la lettera.
"L'articolo sull'Autostrada Tirrenica di Giovanni Valentini, uscito ieri, descrive esattamente la posizione del Comune di Orbetello. Italia Nostra da oltre 20 anni si oppone al progeto di autostrada, che sconvolge il paesaggio, l'agricoltura e il turismo di una delle zone più belle d'Italia. Dovunque l'autostrada progettata passi fa danni. Il progetto attuale ha, tra gli altri, il grande difetto di mettere gli uni contro gli altri i Comuni della zona, ognuno, qualche volta, credendo di salvarsi a spese del vicino. C'è un movimento popolare forte, fatto di comitati locali (tra cui il popolarissimo Colli e Laguna di Orbetello), che condividono la nostra opposizione e noi di Italia Nostra siamo stati i primi ad avanzare. In breve: non vogliamo che si regali l'Aurelia a una società privata, la Sat; chiediamo che si metta in sicurezza la stessa Aurelia e si prenda a modello, per i tratti paesistici di tutta la Maremma, quanto fatto dai francesi in Camargue. Lì, per il fascino di quel territorio, l'autostrada si ferma e riprende dove fa meno guai. Tutta la Maremma va preservata; ha fatto bene il Sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, a chiedere di riconsiderare tutto il progetto e siamo grati a Valentini di aver suggerito di rinunciare all'autostrada. Il pedaggio, come dice bene Valentini, non lo impone certo l'Europa. E il pedaggio vuol dire affiancare il tracciato autostradale con una serie di strade complanari che del territorio fanno carne da macello. C'è un altro argomento: i costi dell'operazione che sembra un classico assalto alle casse dallo Stato. I guadagni – eventuali – vanno alla Società Autostrada Tirrenica, le perdite all'Anas, cioè al contribuente. E la Maremma piange".
C'è bisogno di preservare il nostro bellissimo territorio, e la Maremma toscana ne è un tratto esemplare. Basta con le logiche della cementificazione e del trasporto su strada: c'è bisogno di una visione più ampia di territorio, che in Italia si fatica ancora ad avere... Ma perchè in questo paese non si riesce a parlare di "sviluppo sostenibile"?

1 commento:

Anonimo ha detto...

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