venerdì 29 novembre 2013
giovedì 3 ottobre 2013
Le alluvioni di GENOVA: per non dimenticare...
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lunedì 23 settembre 2013
Se la TRAGEDIA DEL VAJONT non ha insegnato nulla...
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sabato 20 aprile 2013
Lo scempio dell'autostrada in MAREMMA
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12:47 PM
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domenica 18 settembre 2011
UNA FIRMA CONTRO CHI DETURPA IL TERRITORIO
Condivido pienamente, come risponde lo stesso Augias, la preoccupazione e il dolore civile dell'autore della lettera: quante verità, purtroppo... Mi colpisce la sua seguente frase: "La questione morale riguarda non solo chi amministra, ma tutti noi che vediamo e non denunciamo". Ha pienamente ragione! E quanta ignoranza e menefreghismo vedo in generale tra i cittadini, basta vedere la mancanza di senso civico alla base: quanti rifiuti lungo le strade e nei fossati, quante discariche abusive, quante costruzioni abusive, quanta cementificazione e distruzione di paesaggi naturali, quanti sfregi agli edifici storici, e nessuno (o pochissimi...) denunciano. Se manca questa coscenza civile alla base, figurarsi a livello politico...
Il giornalista Augias ricorda che lo scorso 24 agosto, per ricordare il sindaco di Pollica Angelo Vassallo (assassinato dalla camorra), da Assisi è stata inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una petizione per fermare questa maledetta distruzione del nostro territorio. Tale petizione la si può trovare sul sito http://ospitassisi.cittadella.org.
Mi unisco all'appello di Augias: firmiamo questa petizione per proseguire l'impegno del sindaco di Pollina che è stato ucciso dalla camorra perchè si opponeva allo strazio del territorio e all'utilizzo del porto del paese da parte della criminalità per commerciare droga. Se non lo fa la politica, dobbiamo farlo noi: difendiamo in ogni modo il nostro territorio!
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domenica 20 giugno 2010
MESSINA: se l'alluvione non ha insegnato NIENTE...!
Sono passati neanche 9 mesi e... NON E' CAMBIATO NIENTE! Da un'indagine di Paolo Casicci (intitolata "A Messina hanno inventato il sacco edilizio legale") pubblicata sull'inserto Il Venerdì del quotidiano la Repubblica del 18 giugno 2010, scopro che tre palazzine stanno sorgendo su un pendio scosceso del quartiere Annunziata di Messina e che, a monte, un muro di contenimento è stato spezzato dalle piogge invernali (senza essere riparato...); scopro che poco più a nord, sempre a Messina, sul fiume Trapani una ditta sta sbancando parte del terreno adibito ad area verde per compensare il notevole carico di alcune palazzine in costruzione su un altro pendio; scopro che da gennaio 2010 ad oggi sono state avanzate ai Comuni ben 47 richieste di "Permesso di Costruire" per nuovi residence e villaggi sparsi sui pendii dei Monti Peloritani e lungo le 51 fiumare cittadine che degradano verso il mare. L'importante è che questi nuovi residence abbiano "vista mare"... Alcune denunce sono state fatte dall'Associazione Mediterranea per la Natura (http://www.migrazione.it/).
Davvero incredibile come l'interesse economico sia davvero più importante non solo del rispetto dle nostro territorio, ma addirittura della vita umana! E questo grazie alla legge urbanistica siciliana e al menefreghismo degli uffici tecnici comunali: tale legge prevede infatti il silenzio-assenso nel caso in cui, passati 120 giorni, il Comune non si esprima su una richiesta di "Permesso di Costruire". E spesso non si esprime: per mancanza di tempo? Mah... Molto probabilmente per corruzione e tangenti che vengono fatte circolare nei Comuni... Naturalmente non sono tutti corrotti: Giuseppe Corvaja, assessore all'Urbanistica del Comune di Messina, parla di "piano sregolatore" ed ora ha intimato la revisione di alcune concessioni rilasciate troppo frettolosamente (o non rilasciate...). Si sta consumando un "sacco edilizio legale" con cui la mafia ricicla il denaro.
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sabato 30 gennaio 2010
ABUSIVISMO EDILIZIO E IPOCRISIA...
Certamente lo Stato ha le sue colpe profonde quando non destina denaro pubblico a sufficienza per la difesa del territorio e quindi per mettere in sicurezza alcuni luoghi, ed hanno le loro colpe anche le istituzioni (dallo Stato al Comune) quando non viene attuata una vera politica urbanistica, quando si permette di costruire legalmente su terreni dove non si potrebbe, quando manca un’attività di sorveglianza e di controllo per impedire che le opere abusive arrivino a compimento. Ma non dobbiamo però dimenticare le colpe dei cittadini: è il cittadino incoerente che si ostina a voler costruire su zone dove è vietata la costruzione, su terreni dissestati, sui letti dei fiumi, nei pendii fragili: poi però ci si lamenta se una frana distrugge la propria abitazione e ci scappa il morto.
Una politica di salvaguardia del cittadino e del territorio va fatta e condotta da ambo le parti, dalle istituzioni e dai cittadini, altrimenti se lo fa una sola parte non se ne verrà mai fuori. Ci sono ad Ischia centinaia di case abusive, ed è ora di demolirle (e così si dovrà fare in tutta Italia): si devono demolire per evitare il degrado completo del territorio, si devono demolire per garantire la sicurezza delle altre costruzioni limitrofe, si devono demolire per la semplice incolumità di che le abita. Lo Stato deve garantire l’incolumità dei suoi cittadini: altrimenti facciamo un accordo, ovvero voi residenti rimanete nelle vostre case abusive ma alla prossima frana silenzio e non pretendere un solo centesimo di euro per la ricostruzione!
È arrivato il momento di fare il pugno duro. Ha ragione l’assessore regionale campano all’Urbanistica Gabriella Cundari quando sostiene che “il continuo ricorso da parte del governo alla procedura del condono ha abituato la gente a costruire in modo abusivo con la certezza che dopo pochi anni sarebbe giunta la norma risanatrice”. Parole sante!!! E come risponde il governo? Al Senato è stato fatto in questi giorni un emendamento al decreto Milleproroghe (firmato dai pidiellini Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, ma appoggiato anche da alcuni esponenti PD…) il quale vorrebbe riaprire il condono edilizio fino al 31 dicembre 2010 per poter condonare gli abusi realizzati fino al 31 marzo 2003 anche su beni ambientali e paesaggistici, in barba ad ogni norma possibile!!! SCELLERATI. Lo ricordate Berlusconi nell’ultima campagna elettorale per le politiche 2008? “Mai più nessun condono edilizio” disse. Eh sì… Già il “Piano casa”, voglio dire… non è stato un gran atto per il nostro territorio, visto che si può costruire in deroga alle normative vigenti: se ora passasse anche il nuovo condono…
Le colpe sono di tutti, amministrazioni e cittadini, ma basta essere incoerenti: i Comuni tornino (o meglio dire, comincino) a fare una seria politica di controllo del territorio (un edificio abusivo non si fa in una settimana, possibile che edifici enormi non vengano visti durante la loro costruzione?), ma allo stesso tempo i cittadini si rendano consapevoli che se in un luogo non si può costruire un motivo c’è e va rispettato. Ed ora avanti con le demolizioni!
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domenica 27 dicembre 2009
PARCHI NAZIONALI E LE LOBBY…
Partiamo come sempre dai dati: ci sono oggi in Italia 23 parchi naturali nazionali (il 24° era stato istituito nel 1998 in Sardegna, tra il Golfo di Orosei ed il massiccio montuoso del Gennargentu, solo che non è mai nato e nel 2008 una sentenza del TAR l’ha cancellato): sembrerebbe una cifra elevata, tuttavia numerosi paesi europei hanno un numero ben più elevato di parchi nazionali e soprattutto una maggiore superficie protetta. Se poi consideriamo la vastità e la varietà dei paesaggi e degli ambienti italiani, beh allora dovremmo essere i primi in materia. Invece… Arriviamo al tasto dolente dei finanziamenti: l’ultimo governo Prodi aveva stanziato per i parchi nazionali 70 milioni di euro, poi la successiva Finanziaria del governo Berlusconi ha cancellato ben 22 milioni di fondi, e sono annunciati altri tagli… Vogliamo infine parlare dell’attuale Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: a lungo è stato criticato (giustamente) il precedente ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio per la sua incompetenza, ma francamente ora siamo andati in peggio! Ha ragione Angelo Bonelli, neopresidente dei Verdi, quando afferma che l’attuale ministro vuole piazzare i “suoi” negli enti di gestione dei parchi naturali (ci aveva già provato pochi mesi fa con le Commissioni Via, Vas, Covis e Ippc ma il TAR le ha dato, giustamente, torto): purtroppo anche Lei, come tutti i ministri del PDL, ha una visione dell’amministrazione del nostro Paese che è incentrata sul potere, sul favorire, sul “piazzare qualcuno”, ed è proprio questo che non va nel nostro paese. Dovremmo eleggere dei ministri che governano per il bene del nostro paese e non per il bene/interessi propri o di qualcuno a loro vicino, perché questo da troppo tempo sta succedendo. Questo porta inevitabilmente alla deriva, così come sta accadendo ai parchi naturali: i finanziamenti sono sempre meno, ma gli enti che gestiscono questi parchi per garantirne la sopravvivenza sono costretti (ahimè) a ricorrere ad altre fonti di guadagno che sono contrarie ai principi di salvaguardia dell’ambiente.
È l’esempio della Duna di Lesina (in provincia di Foggia), una sottile striscia di terra lunga 20 km che divide il Mare Adriatico dalla Laguna di Lesina, all’interno del Parco del Gargano: si tratta davvero di un piccolo paradiso naturale, chiamato anche Bosco Isola visto che è tutto un susseguirsi di lecci, salici, eriche, corbezzoli e macchia mediterranea in genere popolata da testuggini, 70 specie di uccelli che si riproducono (tra cui l’airone rosso e il tarabuso che qui nidificano) e le anguille. Si tratta dell’area più protetta d’Europa: vi sono state attribuite tutte le sigle possibili in materia di protezione ambientale (sic, ate, iba, zps, zona A, ex-legge 1939 ovvero sito di importanza comunitaria, zona a protezione speciale, important bird area, vincolo paesaggistico ed idrogeologico, ecc…): praticamente non si può toccare nulla, giustamente, visto l’importanza ambientale dell’area. Ed invece sapete cosa accadrà? All’interno dell’area verrà realizzato addirittura un villaggio turistico: si chiamerà “Ecovillaggio”, ma alla faccia della protezione ambientale consiste in 80 strutture abitative, 200 posti letto, parcheggi, 5 corpi accessori per sala convegni, reception, ristoranti e centri servizi, oltre ad un ettaro di pannelli solari ed un contorno di pale eoliche, per un totale di ben 19.430 mc!!! INCREDIBILE!! Ma c’è di più: è già in previsione la realizzazione di altre due lottizzazioni turistiche attorno a questo villaggio, ovvero “Tenuta del Gargano” (nell’agro di Cagnano Varano a 300 metri dall’area protetta) e “Lesina Due” (a 100 metri dall’area protetta), per un totale di 330 villette ed un campo da golf per 3.167 nuovi residenti!!! E, naturalmente, per completare il tutto è prevista anche la realizzazione di tre porti turistici…
Ma com’è possibile tutto questo? La realizzazione di queste strutture comporterà la distruzione di migliaia di mq di area ora ricoperta di vegetazione, con la conseguente distruzione di un habitat unico al mondo, la realizzazione di nuove strade con conseguente forte inquinamento atmosferico ed acustico, la modifica del clima locale, il rischio di inquinamento delle acque lacustri e marine, la realizzazione di una rete fognaria per lo smaltimento dei liquami (dove andranno?). Mi domando ancora: com’è possibile? L’unica spiegazione è il denaro: il denaro nella prima fase (pensate a quanti oneri di urbanizzazione e costo di costruzione incasserà il Comune…) e il denaro nella seconda fase (quello che incasseranno le ditte che gestiranno l’area: certamente, un’ottima operazione di marketing…). C’è purtroppo un problema nell’attuale legislazione di tutela dei parchi: la legge-quadro 394 sulle aree protette, promulgata 18 mesi fa e ideata da Fulco Pratesi (ex presidente del Wwf e e del Parco Nazionale d’Abruzzo) prevede che i parchi devono diventare economicamente produttivi, e forse è qui il guaio, perché ne approfittano i diretti interessati (i proprietari, ovvero i Comuni e i privati): negli USA, ad esempio, non è così, visto che le aree protette sono interamente di proprietà del demanio e quindi non si possono toccare. In Italia, invece, gli uffici tecnici dei parchi badano di più a strade, parcheggi ed opere di urbanizzazione che alla conservazione della natura. E pensare che l’area protetta italiana è la minima parte dell’intero territorio nazionale: è proprio necessario costruire in queste aree? Non si può costruire dove si può costruire? Ma no, volete mettere come si vendono le villette in un’area immersa nella natura…? INQUIETANTE, OLTRE CHE SCANDALOSO! È proprio il paese delle lobby, non possiamo definirlo altrimenti il nostro, anche perché sennò saremmo volgari…
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5:04 PM
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