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mercoledì 2 dicembre 2015
Forse non tutti sanno che Genova è protetta da ben 20 km di mura e fortificazioni costruite tra il 1500 e il 1800, intervallate da dodici fortezze e una torre, che seguono i crinali delle montagne alle spalle della città: una lunga serie di casematte, polveriere, caserme, stalle, magazzini e depositi, oggi in stato di abbandono.
Ebbene, a seguito della legge sul federalismo demaniale culturale del 2010, che inseriva i progetti di valorizzazione di beni di rilevanza storica e culturale, è iniziato un processo che porterà al recupero di questa cinta di fortificazione con la creazione di location ideali per spettacoli teatrali, kermesse sportive, fiere e mercati, parchi di divertimento per l'infanzia, sedi di centri di studi e di ricerca nonché un complesso polivalente costituito da hotel, ostelli, ristoranti e punti di riferimento per l'escursionismo e la vita all'aria aperta. Il Comune è già all'opera per vagliare i progetti e per preparare i bandi: lo scorso 8 ottobre infatti il Demanio, il Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) e il Comune di Genova hanno firmato la prima parte del progetto. Il progetto totale comporterà costi di 20 milioni di euro.
Ecco un altro ottimo esempio di recupero dell'immenso patrimonio storico-artistico-culturale del nostro Paese.
mercoledì 15 ottobre 2014
Alluvioni: perchè le opere restano bloccate?
Davvero sconcertante l'analisi che Fabio Tonacci ha fatto nel suo articolo "Alluvioni: paralizzate otto opere su dieci", pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 12 ottobre 2014, che potete leggere al seguente link: http://www.astampa.rassegnestampa.it/GruppoTotoAc/View.aspx?ID=2014101228566175. La stessa ultima alluvione di Genova, pur nell'eccezionalità dell'evento (in alcuni punti sono caduti quasi 1.000 mm d'acqua in 5 giorni!!!), trova molte cause nella maledetta burocrazia, nelle lungaggini giudiziarie e nelle opere pubbliche bloccate. E Genova è solo che un esempio di un elenco lunghissimo di opere assolutamente fondamentali per la sicurezza del nostro Paese, e che purtroppo rimangono bloccate lì.
A proposito dell'alluvione di Genova di pochi giorni fa, resto sconcertato (come ogni volta) dalla assoluta inadeguatezza e incapacità delle personalità che ricoprono cariche alla guida di una città: nel caso di Genova, sentire il Sindaco Doria affermare "Non toccava al Comune dare l'allarme", oltre a farmi venire i brividi, dimostra proprio quanto ho appena detto. Certo, l'eventuale allarme segue la catena ARPA-Protezione Civile-Prefettura-Comune: quindi il Comune è l'ultimo della catena a sapere dell'allarme. Però scusatemi: l'alluvione è accaduta nella notte tra giovedì e venerdì, ma era dal lunedì che ogni giorno violenti temporali colpivano sempre le stesse zone, scaricandovi centinaia di mm d'acqua, le previsioni dei più validi siti meteo (Meteolive, Meteogiornale, 3BMeteo) davano come molto elevato il rischio di alluvione. Non vorrete mica dirmi che un'Amministrazione Comunale, che dovrebbe conoscere alla perfezione la propria città e visti i precedenti, non avrebbe potuto comunque lanciare un allarme vedendo i quantitativi pluviometrici impressionanti (che si potevano leggere sia sui succitati siti meteo sia su ARPAL, aggiornati ogni ora)? Già dal mercoledì mattina il Sindaco avrebbe potuto lanciare un allarme per informare la gente di restare in casa, chiudere subito le scuole, chiedere ai cittadini di ritirare (chi può) la propria auto dalla strada, ritirarsi dai piani interrati, chiudere o sconsigliare il transito nei sottopassi, consigliare ai negozianti di sollevare da terra la merce. Non è il Sindaco che tutela l'incolumità dei cittadini? L'alluvione ci sarebbe stata comunque (e qui subentrano altre responsabilità) ma almeno si limitavano un pò i danni e la perdita di vita umana. Questo era il senso della mia lettera pubblicata sul quotidiano la Repubblica di domenica 12 ottobre 2014, che trovate qui sotto.
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Etichette: alluvione, dissesto idrogeologico, Doria, eventi meteo estremi, Genova, opere pubbliche
giovedì 3 ottobre 2013
Le alluvioni di GENOVA: per non dimenticare...
Il portale meteolive.leonardo.it pubblica oggi al link http://meteolive.leonardo.it/news/Amarcord/11/Quando-la-pioggia-fa-paura-430mm-in-12-ore-su-Genova-/34392/ un articolo dove si ricorda la terribile alluvione che colpì il capoluogo ligure il 27 settembre 1992, quando addirittura 430 mm d'acqua caddero in appena 12 ore.
Al link http://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_di_Genova_del_7_ottobre_1970 trovate invece l'alluvione disastrosa del 7 ottobre 1970, mentre al link http://it.wikipedia.org/wiki/Alluvione_di_Genova_del_4_novembre_2011 quella altrettanto disastrosa del 4 novembre 2011.
Tutto questo per non dimenticare: per non dimenticare le perdite umane, i danni ingentissimi provocati, la distruzione della città e... l'incuria umana. La conformazione geografica della città la esporrà sempre a fenomeni pluviometrici estremi, ma mai come qui l'opera umana ha le sue gravi colpe: pianificazione urbanistica pessima e mancata messa in sicurezza del territorio, oltre che prevenzione inesistente. Che questo serva da lezione per il futuro.
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5:15 PM
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Etichette: alluvioni, alluvioni Genova, distruzione territorio, eventi meteo estremi, Genova, meteorologia
domenica 6 novembre 2011
Le vere responsabilità nelle ALLUVIONI
Siamo di fronte all'ennesima alluvione, quello di Genova, con nuova perdita di vite umane, dopo quella disastrosa che ha colpito Spezzino-Lunigiana circa dieci giorni fa. Un articolo di Paolo Rumiz sul quotidiano la Repubblica di oggi mi ha fatto riflettere: proprio in queste settimane cade il 60° anniversario della gravissima alluvione del Polesine del novembre 1951. Novembre 1951-novembre 2011: quante alluvioni e quanti disastri sono accaduti nel (e al) nostro territorio. 1.443 frane ed alluvioni, con 2.570 morti e 52 miliardi di danni. Se ampliamo il discorso al periodo di tempo che va dal 1900 ad oggi, si sono contati in Italia quasi 2.000 eventi meteo eccezionali (quindi quasi 20 all'anno)!! Polesine 1951, Firenze 1966, Genova 1970, Valtellina 1987, Versilia 1996, Piemonte 1994 e 2000, fino alle recenti alluvioni (Messina 2009, Atrani e Genova 2010): sono rimaste nella memoria, ma non è servito a niente.
Sento in questi giorni le dure critiche che vengono rivolte al Sindaco di Genova, oltre a quelle già rivolte al Sindaco Alemanno in occasione del nubifragio che aveva colpito Roma poche settimane fa: personalmente ritengo che i Sindaci in queste occasioni abbiano poche responsabilità. Certo, riuscire a lanciare un allarme per tempo eviterebbe (forse) alcune vittime (ma non tutte), ma credo che le loro responsabilità siano minime, e vi spiego perchè.
La prima causa sta nelle precipitazioni eccezionali che si stanno verificando: un tempo molto meno diffuse, ora si stanno verificando in maniera molto più preoccupante. Si sta parlando di precipitazioni che scaricano a terra 500-600 mm d'acqua in poche ore, quantitativi davvero eccezionali: si tratta di 500-600 litri d'acqua per ogni metro quadro che cadono in poche ore, pensate voi quanti milioni e milioni di mq di pendii montuosi che scaricano quest'acqua nei torrenti e da qui nei fiumi. Si tratta di vere e proprie bombe d'acqua, degli tsunami incredibili di fronte ai quali nulla si può fare.
La seconda causa sta nell'ignoranza scientifica e culturale in cui versa ancora il nostro paese: in Italia non si è ancora riusciti a fare un coordinamento tra previsioni meteorologiche e prevenzione. Oggi le previsioni meteorologiche sono molto migliorate rispetto al passato: si riesce ad inviduare precipitazioni eccezionali con alcuni giorni di anticipo, addirittura stimarne gli elevati quantitativi e le zone limitate ove cadranno. L'esempio in questi giorni è del sito http://www.ilmeteo.it/: da una settimana il sito ha lanciato l'allarme meteorologico ed idrogeologico proprio per Liguria e Piemonte, stimando per alcune zone 400-500 mm d'acqua. Per questo ieri il sito a lanciato un appello: "TV E GIORNALI: ASCOLTATECI". E condivido appieno il loro pensiero. Perchè di fronte a queste previsioni meteo così dettagliate non si riesce a creare una adeguata prevenzione? Perchè nelle sedi dei Comuni di fronte alle rilevazioni meteo in tempo reale (attive su tutto il territorio italiano) che danno precipitazioni accumulate già di 150-200 mm d'acqua non si lancia un'allarme nelle città? O, anzi, prima ancora che si verifichino gli eventi meteo? Del tipo: non uscire di casa, chiudere le scuole, mettere al riparo le auto dalle strade, salire ai primi piani, ecc... Non si evitano i danni, ma le perdite di vite umane sì. In questo manca un cultura scientifica da parte di tutta la popolazione, e in ciò scuola e Comuni devono fare la loro parte importante.
La terza causa sta in quello che in questi decenni non è stato fatto e non si è potuto fare: tra quello che non si è fatto ci sono ad esempio i bacini di raccolta acqua da realizzare lungo i fiumi a monte dei paesi (in modo da raccogliere l'acqua in eccesso e rilasciarla piano piano) o i canali di sfogo da realizzare a partire dai fiumi per portare via parte dell'acqua in eccesso; tra quello che non si è potuto fare, c'è la manutenzione di fiumi e torrenti in questi ultimi anni visti i continui tagli ai fondi destinati a ciò (nel 2008 lo Stato ha finanziato 550,6 milioni di euro per i dissesti idrogeologici, quest'anno sono appena 83,9, con una riduzione di ben l'84%!!!). Per quanto riguarda i bacini di raccolta questi costano mediamente 150 milioni di euro l'uno: i Piani di Assetto Idrogeologico hanno già mappato tutto il territorio italiano ed individuato quali bacini realizzare, ma servirebbero in tutto 44 miliardi di euro. Questi soldi i Comuni non li possono avere, solo lo Stato può farlo, ma non lo fa (e qui si potrebbe aprire un lungo capitolo sugli sprechi delle spese dello Stato...).
Quindi certamente nell'immediato è necessaria una collaborazione tra previsioni meteorologiche e prevenzione: la diffusione di cultura scientifica tra la popolazione e nei Comuni eviterebbe la perdita di vite umane. Per quanto riguarda la prevenzione dei danni, certamente una migliore manutenzione del territorio ed una edificazione controllata migliorerebbe le cose, ma continueremo a pagare per gli errori del passato, ecco perchè uno Stato Democratico dovrebbe trovare fuori i fondi ad ogni costo per evitare queste alluvioni (bacini di raccolta, canali scolmatori, ecc...). Per quanto riguarda le precipitazioni eccezionali, beh qui forse è in atto un cambiamento climatico (di cui è probabilmente complice l'uomo..) del quale nell'immediato neulla si può fare (e credo neppure in futuro...).
Sento in questi giorni le dure critiche che vengono rivolte al Sindaco di Genova, oltre a quelle già rivolte al Sindaco Alemanno in occasione del nubifragio che aveva colpito Roma poche settimane fa: personalmente ritengo che i Sindaci in queste occasioni abbiano poche responsabilità. Certo, riuscire a lanciare un allarme per tempo eviterebbe (forse) alcune vittime (ma non tutte), ma credo che le loro responsabilità siano minime, e vi spiego perchè.
La prima causa sta nelle precipitazioni eccezionali che si stanno verificando: un tempo molto meno diffuse, ora si stanno verificando in maniera molto più preoccupante. Si sta parlando di precipitazioni che scaricano a terra 500-600 mm d'acqua in poche ore, quantitativi davvero eccezionali: si tratta di 500-600 litri d'acqua per ogni metro quadro che cadono in poche ore, pensate voi quanti milioni e milioni di mq di pendii montuosi che scaricano quest'acqua nei torrenti e da qui nei fiumi. Si tratta di vere e proprie bombe d'acqua, degli tsunami incredibili di fronte ai quali nulla si può fare.
La seconda causa sta nell'ignoranza scientifica e culturale in cui versa ancora il nostro paese: in Italia non si è ancora riusciti a fare un coordinamento tra previsioni meteorologiche e prevenzione. Oggi le previsioni meteorologiche sono molto migliorate rispetto al passato: si riesce ad inviduare precipitazioni eccezionali con alcuni giorni di anticipo, addirittura stimarne gli elevati quantitativi e le zone limitate ove cadranno. L'esempio in questi giorni è del sito http://www.ilmeteo.it/: da una settimana il sito ha lanciato l'allarme meteorologico ed idrogeologico proprio per Liguria e Piemonte, stimando per alcune zone 400-500 mm d'acqua. Per questo ieri il sito a lanciato un appello: "TV E GIORNALI: ASCOLTATECI". E condivido appieno il loro pensiero. Perchè di fronte a queste previsioni meteo così dettagliate non si riesce a creare una adeguata prevenzione? Perchè nelle sedi dei Comuni di fronte alle rilevazioni meteo in tempo reale (attive su tutto il territorio italiano) che danno precipitazioni accumulate già di 150-200 mm d'acqua non si lancia un'allarme nelle città? O, anzi, prima ancora che si verifichino gli eventi meteo? Del tipo: non uscire di casa, chiudere le scuole, mettere al riparo le auto dalle strade, salire ai primi piani, ecc... Non si evitano i danni, ma le perdite di vite umane sì. In questo manca un cultura scientifica da parte di tutta la popolazione, e in ciò scuola e Comuni devono fare la loro parte importante.
La terza causa sta in quello che in questi decenni non è stato fatto e non si è potuto fare: tra quello che non si è fatto ci sono ad esempio i bacini di raccolta acqua da realizzare lungo i fiumi a monte dei paesi (in modo da raccogliere l'acqua in eccesso e rilasciarla piano piano) o i canali di sfogo da realizzare a partire dai fiumi per portare via parte dell'acqua in eccesso; tra quello che non si è potuto fare, c'è la manutenzione di fiumi e torrenti in questi ultimi anni visti i continui tagli ai fondi destinati a ciò (nel 2008 lo Stato ha finanziato 550,6 milioni di euro per i dissesti idrogeologici, quest'anno sono appena 83,9, con una riduzione di ben l'84%!!!). Per quanto riguarda i bacini di raccolta questi costano mediamente 150 milioni di euro l'uno: i Piani di Assetto Idrogeologico hanno già mappato tutto il territorio italiano ed individuato quali bacini realizzare, ma servirebbero in tutto 44 miliardi di euro. Questi soldi i Comuni non li possono avere, solo lo Stato può farlo, ma non lo fa (e qui si potrebbe aprire un lungo capitolo sugli sprechi delle spese dello Stato...).
Quindi certamente nell'immediato è necessaria una collaborazione tra previsioni meteorologiche e prevenzione: la diffusione di cultura scientifica tra la popolazione e nei Comuni eviterebbe la perdita di vite umane. Per quanto riguarda la prevenzione dei danni, certamente una migliore manutenzione del territorio ed una edificazione controllata migliorerebbe le cose, ma continueremo a pagare per gli errori del passato, ecco perchè uno Stato Democratico dovrebbe trovare fuori i fondi ad ogni costo per evitare queste alluvioni (bacini di raccolta, canali scolmatori, ecc...). Per quanto riguarda le precipitazioni eccezionali, beh qui forse è in atto un cambiamento climatico (di cui è probabilmente complice l'uomo..) del quale nell'immediato neulla si può fare (e credo neppure in futuro...).
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1:52 PM
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Etichette: alluvioni, dissesto idrogeologico, eventi meteo estremi, Genova
giovedì 7 ottobre 2010
Alluvione in Liguria: se il passato non ha insegnato niente...
Purtroppo siamo ancora qui a parlare dell'ennesimo disastro naturale che ha colpito una parte del nostro paese: questa volta è toccato a Genova e alcune zone ad ovest della città (Sestri Ponente, Varazze e Cogoleto). Ad inizio settimana una valanga di acqua e fango ha investito questi paesi, causando danni ingentissimi e 1 disperso (per fortuna il bilancio delle perdite umane è molto meno disastroso di altre precedenti alluvioni).
C'è da premettere che, come altre volte in passato, si è verificata una precipitazione pluviometrica eccezionale: in un'area molto ristretta sono caduti fino a 400 mm d'acqua in appena 5 ore (vuol dire ben 400 litri d'acqua per metro quadrato), una pioggia di tipo monsonico (si è trattato di un temporale autorigenerante rimasto stazionario sul posto per alcune ore, che è stato alimentato dallo scirocco e con effetti pluviometrici incentivati dalle montagne che si trovano proprio a ridosso del mare e dietro le città costiere). E' naturale che in simili situazioni si verifichino situazioni alluvionali: in questo non c'entra tanto il riscaldamento globale, visto che episodi simili si sono verificati già in passato nella zona e in molte altre parti d'Italia (citiamo Atrani la scorsa estate, Giampilieri in provincia di Messina un anno fa, Sarno nel 1998, tanto per ricordare le più note, ma la lista sarebbe lunghissima). La stessa area genovese ha vissuto in passato situazioni tragiche: nel 1993 Genova venne sommersa da oltre 500 mm d'acqua in poche ore e nel 1970 a Polcevera di mm ne caddero addirittura 984 (quasi un metro!!!) in 24 ore, impressionante, causando decine di vittime.
Ciò premesso, si deve ricordare che questo non deve coprire le vere cause di questi gravi disastri: l'uomo. Ad ogni alluvione se ne parla ma poi tutto va nel dimenticatoio, soprattutto perchè lo Stato fa pochissimo: si continuano a disboscare i pendii delle montagne, non si rimpiazzano i boschi incendiati nelle zone montuose accelerando il dilavamento del terreno, non si demoliscono le tantissime costruzioni presenti negli alvei e nelle golene dei fiumi, si fa scarsa pulizia dei fiumi stessi, si continua a costruire a ridosso dei torrenti, si continuano a mantenere incanalati alcuni torrenti sotto l'asfalto stradale, non si fanno opere di rafforzamento dei pendii montani. Certamente il problema è molto più grande di quel che sembra, e assolutamente difficile da risolvere: tuttavia, se ogni fiume e torrente avesse la sua ampia area in cui sfogare la violenza delle acque sarebbe tutta un'altra cosa, ma ciò non avviene perchè i torrenti continuano ad essere delimitati da edifici, opere abusive o (ancora più grave) condonate che impediscono il libero sfogo delle acque, pendii instabili (e lo si sa) che non vengono rinforzati.
Alla base di tutto ciò ci sta la carenza di fondi, la cronica carenza di fondi, o meglio i fondi che lo Stato destina ad altro invece che alla sicurezza del territorio italiano e dei suoi cittadini: come dicevo nel mio precedente post, si continuano a finanziare i partiti, si continuano ad inviare aiuti al Vaticano (sotto varie forme), non si tagliano enti inutili (tipo le sempre più numerose Province), non si tagliano le spese immense del Parlamento (poverini, gli onorevoli: gli sono stati tagliati 1.000 dei loro 14.000 euro di stipendio mensile...). E intanto l'Italia va letteralmente a rotoli, e molto spesso ci rimettono in vite umane moltissimi cittadini (oltre che a subire danni inestimabili).
I dati sono inquietanti e si commentano da soli: nella sola Liguria, 188 Comuni sono a rischio idrogeologico, nei quali ben l'84% dei loro abitanti vive in aree golenali, in prossimità di alvei e in aree a rischio idrogeologico, e di questi Comuni il 27% ha interi quartieri a rischio e il 53% ha aree industriali in zone a rischio!!!! Basta: è ora di far pagare i colpevoli, e sono lo Stato per i mancati interventi di sistemazione idrogeologica e per i tagli di spesa sempre più folli, e le Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali che, con varie responsabilità, devastano il territorio con condoni di abusivismi, edificazione selvagge in zone a rischio e mancate manutenzioni. Sono loro i killer di queste nostre vite umane, nessun'altro, neanche l'evento meteorologico eccezionale.
C'è da premettere che, come altre volte in passato, si è verificata una precipitazione pluviometrica eccezionale: in un'area molto ristretta sono caduti fino a 400 mm d'acqua in appena 5 ore (vuol dire ben 400 litri d'acqua per metro quadrato), una pioggia di tipo monsonico (si è trattato di un temporale autorigenerante rimasto stazionario sul posto per alcune ore, che è stato alimentato dallo scirocco e con effetti pluviometrici incentivati dalle montagne che si trovano proprio a ridosso del mare e dietro le città costiere). E' naturale che in simili situazioni si verifichino situazioni alluvionali: in questo non c'entra tanto il riscaldamento globale, visto che episodi simili si sono verificati già in passato nella zona e in molte altre parti d'Italia (citiamo Atrani la scorsa estate, Giampilieri in provincia di Messina un anno fa, Sarno nel 1998, tanto per ricordare le più note, ma la lista sarebbe lunghissima). La stessa area genovese ha vissuto in passato situazioni tragiche: nel 1993 Genova venne sommersa da oltre 500 mm d'acqua in poche ore e nel 1970 a Polcevera di mm ne caddero addirittura 984 (quasi un metro!!!) in 24 ore, impressionante, causando decine di vittime.
Ciò premesso, si deve ricordare che questo non deve coprire le vere cause di questi gravi disastri: l'uomo. Ad ogni alluvione se ne parla ma poi tutto va nel dimenticatoio, soprattutto perchè lo Stato fa pochissimo: si continuano a disboscare i pendii delle montagne, non si rimpiazzano i boschi incendiati nelle zone montuose accelerando il dilavamento del terreno, non si demoliscono le tantissime costruzioni presenti negli alvei e nelle golene dei fiumi, si fa scarsa pulizia dei fiumi stessi, si continua a costruire a ridosso dei torrenti, si continuano a mantenere incanalati alcuni torrenti sotto l'asfalto stradale, non si fanno opere di rafforzamento dei pendii montani. Certamente il problema è molto più grande di quel che sembra, e assolutamente difficile da risolvere: tuttavia, se ogni fiume e torrente avesse la sua ampia area in cui sfogare la violenza delle acque sarebbe tutta un'altra cosa, ma ciò non avviene perchè i torrenti continuano ad essere delimitati da edifici, opere abusive o (ancora più grave) condonate che impediscono il libero sfogo delle acque, pendii instabili (e lo si sa) che non vengono rinforzati.
Alla base di tutto ciò ci sta la carenza di fondi, la cronica carenza di fondi, o meglio i fondi che lo Stato destina ad altro invece che alla sicurezza del territorio italiano e dei suoi cittadini: come dicevo nel mio precedente post, si continuano a finanziare i partiti, si continuano ad inviare aiuti al Vaticano (sotto varie forme), non si tagliano enti inutili (tipo le sempre più numerose Province), non si tagliano le spese immense del Parlamento (poverini, gli onorevoli: gli sono stati tagliati 1.000 dei loro 14.000 euro di stipendio mensile...). E intanto l'Italia va letteralmente a rotoli, e molto spesso ci rimettono in vite umane moltissimi cittadini (oltre che a subire danni inestimabili).
I dati sono inquietanti e si commentano da soli: nella sola Liguria, 188 Comuni sono a rischio idrogeologico, nei quali ben l'84% dei loro abitanti vive in aree golenali, in prossimità di alvei e in aree a rischio idrogeologico, e di questi Comuni il 27% ha interi quartieri a rischio e il 53% ha aree industriali in zone a rischio!!!! Basta: è ora di far pagare i colpevoli, e sono lo Stato per i mancati interventi di sistemazione idrogeologica e per i tagli di spesa sempre più folli, e le Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali che, con varie responsabilità, devastano il territorio con condoni di abusivismi, edificazione selvagge in zone a rischio e mancate manutenzioni. Sono loro i killer di queste nostre vite umane, nessun'altro, neanche l'evento meteorologico eccezionale.
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