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martedì 15 giugno 2010

TORRE METEO al Polo Nord

Alla base internazionale di Ny Alesund (a nord della Norvegia, nei pressi del Polo Nord) è stata realizzata una torre di materiali leggeri, alta 34 metri, che fa parte di un progetto del CNR per monitorare temperature, inquinamento atmosferico e scioglimento dei ghiacci al Polo Nord. La torre, costata 400.000 euro e dotata di termometri e sensori vari, è stata intitolata a due esploratori che negli anni '20 del secolo scorso riuscirono ad aprire il primo varco tra i ghiacci artici, ovvero il norvegese Roald Amundsen e l'italiano Umberto Nobile: la torre si chiama infatti "Amundsen-Nobile Climate Change Tower".
Grazie a dei collegamenti via fibra ottica, i dati raccolti dalla torre saranno trasmessi a vari centri di ricerca per essere analizzati: verrà anche monitorata la differenza di temperatura tra il livello del suolo e la sommità della torre (a 34 metri), grazie alla quale si potranno studiare i vari processi climatici del Polo Nord. Anche perchè si cercherà di tenere sotto osservazione il fenomeno delle correnti che trasportano ai Poli le polveri prodotte dalle centrali a carbone le quali, adagiandosi sul ghiaccio, ne creano una patina nera che attira i raggi solari accelerando il loro scioglimento.
Onore al CNR (Consiglio Nazionale Ricerche, http://www.cnr.it) di Roma che riesce a mandare avanti progetti così importanti nonostante il continuo calo dei fondi ad esso destinati... Giuseppe Cavaretta, direttore del Dipartimento Terra e Ambiente del CNR afferma: "E' importante studiare i cambiamenti climatici e l'inquinamento ai Poli, perchè lì sono più rapidi ed evidenti". Ed intanto continuano ad arrivare dati allarmanti dal Polo Nord: proprio oggi è uscita la notizia che dai rilevamenti satellitari si evidenzia che il Polo Nord ad oggi è in deficit rispetto alla media di ben 1.3 milioni di kmq di ghiaccio e che la superficie ghiacciata di 10.9 milioni di kmq misurata il 13 giugno è la più bassa mai registrata a tale data, con prospettive meterologiche pessime per i prossimi giorni...

martedì 18 settembre 2007

Artico-Antartico: record...opposti!!!

Polo Nord e Polo Sud, i due termoregolatori del clima terrestre, hanno registrato in questi ultimi mesi RECORD OPPOSTI! Come ho già esposto in un recente post, l'Artico (Polo Nord) ha fatto registrare un picco negativo record sull'estensione dei suoi ghiacci (come non accadeva dal 1979, anno in cui è cominciata la misurazione tramite satellite): ha raggiunto il suo minimo storico di espansione dei ghiacci estivi, arrivando ad appena 2,92 milioni di kmq, ben il 27% in meno del precendete record del 2005!!! A questo record negativo corrisponde però un record positivo fatto registrare dall'Antartico (Polo Sud): ha raggiunto il suo massimo storico di espansione dei ghiacci invernali, arrivando a 16,26 milioni di kmq, ovvero l'1,4% in più rispetto al precedente record. Certo, tra i due record quello che preoccupa di più è senza ombra di dubbio la drastica diminuzione dei ghiacci artici, in fin dei conti l'aumento di quelli antartici è stato piuttosto esiguo (anche se è comunque una gran bella notizia il fatto che non siano diminuiti...!). Se per lo scioglimento dei ghiacci artici molto è da imputare al cambiamento climatico in corso, per la tenuta di quelli antartici sono allo studio varie teorie tra le quali quella più realistica ha fondamenti meteorologici: quest'inverno il freddo non è stato intenso al Polo Sud, anzi in alcune zone è stato abbastanza "mite", mentre continue invasioni di aria freddissima sono partite proprio dal Polo Sud verso l'America Latina ed il Sudafrica (zone che hanno vissuto un inverno eccezionalemnte freddo con nevicate che hanno toccato persino le latitudini tropicali!!!). Proprio lo spostamento dell'aria fredda verso latitudini settentrionali ha portato ad una mitigazione del clima antartico favorendo maggiori precipitazioni nevose ed un conseguente aumento e consolidamento delle superfici ghiacciate. C'è anche da dire, a proposito di global warming, che il riscaldamento interessa maggiormente la terraferma rispetto ai mari e nell'Emisfero Meridionale il mare prevale nettamente sulla terraferma (a differenza del nostro Emisfero Australe): infatti, dal 1979 ad oggi si è riscaldato di più l'Emisfero Nord (+0.12°C ogni 10 anni) rispetto all'Emisfero Sud (stabile, 0.00°C nei dieci anni), mentre esaminando i Poli l'Artico si è scaldato ad un ritmo decennale di +0.21°C mentre l'Antartico si è raffreddato con un trend decennale di -0.16°C. Su questo potrebbe anche influire la posizione astronomica della Terra: l'Emisfero Meridionale infatti presenta il suo inverno proprio nel momento in cui la Terra è nel suo punto più lontano dal Sole. Resta il fatto che una buona porzione dell'Artico quest'anno si è sciolta in maniera inesorabile...

venerdì 7 settembre 2007

Artico: scioglimento da RECORD!!!

L'Artico ha raggiunto la sua minima estensione di sempre, battendo il record del 2005. Come evidenziato nel grafico, la superficie di ghiacci durante l'anno è stata per il 2007 molto bassa (la linea tratteggiata indica il precedente record dell'estate 2005 mentre quella nera indica la media di riferimento 1979-2000): il grafico non ha bisogno i commenti... Nell'immagine si può vedere l'attule situazione dei ghiacci artici: da notare la totale scomparsa di ghiaccio su tutta l'area compresa tra l'Alaska e la Siberia orientale (in pratica il mitico passaggio a nord-ovest è libero...)! Nella mappa è invece ben evidenziata l'anomalia barica (e di conseguenza anche termica) durante l'estate 2007, che ha portato ad uno scioglimento repentino dei ghiacci. Anche l'area ricoperta di ghiaccio ne ha risentito visto il calo notevole del suo spessore, il che fa temere ulteriori arretramenti nelle prossime estati. Durante il mese di agosto 2007 la superficie ghiacciata è stata pari a 5,3 milioni di kmq quando la media dovrebbe essere di 7,7 milioni (dunque ben 2,4 milioni di kmq in meno!): in settembre la superficie ghiacciata è scesa a meno di 5 milioni di kmq, con picchi davvero bassissimi prossimi ai 4 milioni di kmq!!! Continua inesorabile dunque il costante calo della superficie ghiacciata nll'Artico, trend che si verifica ormai sempre di più negli ultimi anni a conferma del cambiamento climatico in corso nel nostro pianeta...

venerdì 4 maggio 2007

GHIACCI ARTICI: scioglimento più veloce di quanto previsto sinora!

Uno studio realizzato dagli scienziati del NCAR dell'Università del Colorado è arrivato a questa drammatica conclusione: i ghiacci artici si stanno sciogliendo ad un ritmo molto più veloce di quanto previsto dai modelli di previsione! Nel periodo 1953-2006 tali ghiacci hanno visto ridurre la loroe stensione nel mese di settembre (quello di fine estate, quando i ghiacci raggiungono la loro estensione minima) non ad un rtimo medio del 2.5% (o, nel caso più negativo, del 5.4%) come era stato previsto, ma addirittura del 7.8% per decennio!!! Si è giunti a ciò in seguito alle più recenti rilevazioni derivanti dai dati inviati dalle navi e dai satelliti. Le stime di riduzione futura dei ghiacci artici hanno, probabilmente, sottostimato l'influenza dei gas serra: se fino ad oggi si riteneva che il cambiamento climatico nell'Artico fosse dovuto per un 50% a cicli naturali e per il restante 50% all'aumento dei gas serra in atmosfera, ora si pensa che l'impatto di quest'ultimi sia ben maggiore... I modelli matematici avevano anche sovrastimato l'attuale spessore dei ghiacci marini e non sono stati in grado di calcolare esattamente il trasporto di calore verso le regioni polari dovuto ai cambiamenti avvenuti nella circolazione atmosferica ed oceanica. Lo studio indica che la riduzione dei ghiacci artici (riferita ai mesi di settembre) è di 30 anni più avanti rispetto a quanto previsto finora e che le proiezioni di vedere il Mare Artico libero dai ghiacci molto oltre il 2100 sono state troppo ottimistiche: se continuerà questo trend, tale possibilità si potrà verificare poco dopo il 2050!! Ciò che allarma di più è che anche l'estensione dei ghiacci artici nel mese di marzo (ovvero quando solitamente sono più estesi) ha subito una forte riduzione, anche se ad un ritmo inferiore a quello dei mesi di settembre: si è infatti verificato un decremento dell'1.8% per decennio sempre nel periodo 1953-2006, ovvero un valore tre volte superiore a quanto previsto dai modelli! Tutto ciò comporta un ulteriore aumento termico terrestre: per effetto dell'albedo (ovvero la capacità del ghiaccio di riflettere i raggi) i ghiacci artici riflettono verso lo spazio la maggior parte della radiazione solare che riceve, ma naturalmente lo scioglimento di tali ghiacci impedisce questo fenomeno consentendo alla superficie marina libera di assorbire tali raggi. Ultimi dati a conferma dell'allarme lanciato: aprile 2007 ha fatto registrare il nuovo minimo mensile da quando esistono le misurazioni (1979) con una riduzione del 3.2% rispetto alla media, mentre nell'ultimo mese di marzo le temperature registrate nell'area compresa tra 70° e 90° Nord sono state mediamente tra 1.8°C e 2.6°C superiori alla media 1951-1980 (lo si può vedere nella mappa allegata, ove solo il Polo Sud risulta in controtendenza, almeno quello....). Fonte http://www.meteogiornale.it