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martedì 4 novembre 2014

Al Colosseo ci sono i bagarini

Si intitola proprio “Al Colosseo ci sono i bagarini” l'articolo – denuncia scritto da Bruno Manfellotto sul settimanale L'espresso del 31 ottobre 2014 (di cui peraltro è stato Direttore fino a poche settimane fa), che potete leggere al link http://espresso.repubblica.it/opinioni/questa-settimana/2014/10/28/news/al-colosseo-ci-sono-i-bagarini-1.185741. Come dice il preambolo dell'articolo: turisti assaltati; biglietti da 12 euro venduti a 70; l’area intorno al celebre monumento 
è il regno dell’abusivismo; ma nessuno fa niente, perché alla fine conviene a tutti, Comune, Provincia, Soprintendenza. 
Ha ragione Manfellotto quando dice “l’immagine all'estero di un Paese che lascia un pezzo importante del suo patrimonio culturale e artistico - che nel complesso vale 60 miliardi l’anno, quattro punti di Pil - ai furbetti del monumento può risultare alla lunga devastante". Perché a rimetterci è proprio il Paese, e ci ostiniamo a non capirlo.

mercoledì 25 settembre 2013

Il paradosso dell'ISOLA BISENTINA

Si tratta di un'isola posta nel Lago di Bolsena, in provincia di Viterbo. L'isola Bisentina è la maggiore del lago per superficie (17 ha) e può essere circumnavigata con dei battelli turistici che partono sia dal porto di Bolsena e sia dal porto di Capodimonte. Conserva una natura quasi incontaminata con folti boschi di leccio, giardini all'italiana, panorami incantevoli e numerosi monumenti. Sono un esempio la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, con l'imponente cupola realizzata dal Vignola, osservabile anche dalla riva occidentale del lago, il convento Francescano e la villa dell'isola. Sono presenti sull'isola sette cappelle, tra le quali vi sono la Rocchina (il cui nome deriva dal fatto che riproduce, in dimensioni ridotte, la Rocca sulla riva di Capodimonte), la chiesa di Santa Caterina, la cappella del Crocefisso con affreschi del Quattrocento. Si ricorda anche l'orribile Malta dei Papa, carcere a vita scavato nella terra destinato ai condannati per eresia dotato di un solo piccolo buco per la luce. Si possono trovare anche due statue, di cui una monumentale, di leone: una locata sulle scale che portano alla cima del monte Tabor, l'altra, la più grande, sulla lingua orientale dell'isola. Si possono ammirare inoltre bellissime insenature, la cima collinare del monte Tabor, sotto la quale si trova un'antica colombaia, gli strapiombi rocciosi sull'azzurro del lago ad Ested infine la parte verdeggiante sul lato meridionale verso il paese di Capodimonte. Gli etruschi e i romani hanno lasciato solo poche tracce della loro permanenza sull'isola. Nel IX secolo vi si rifugiarono gli abitanti della vicina Bisenzio (che gli diede il nome) distrutta dai Saraceni. A metà Duecento divenne proprietà dei signori di Bisenzio che in seguito a controversie con gli isolani l'incendiarono abbandonandola. Nel 1261, Urbano IV riconquistò l'isola che nel 1333 fu nuovamente distrutta da Ludovico il Bavaro, accusato d'eresia e scomunicato dal Papa. Proprietà dei Farnese dal 1400 conobbe un periodo di gran prosperità, fu visitata da numerosi Papi e dai Farnese e fu inglobata nei territori del ducato di Castro. Tornata alla Chiesa, nell'Ottocento divenne proprietà privata e attualmente appartiene alla famiglia aristocratica dei Principi del Drago che a Bolsena posseggono un palazzo. Nella chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo (oggi in completa rovina) sarebbe sepolto, nella tomba di famiglia, Pier Luigi Farnese, signore di Parma e Piacenza, condottiero militare, dalla discussa fama. Durante la seconda guerra mondiale, il leccio millenario vicino al ponte, cavo all'interno, fu usato dagli uomini della famiglia del Drago e dai loro servitori per sfuggire ai tedeschi. È stata anche set per un filmdi Carlo Verdone. Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Bolsena.
Scrivo questo per cogliere un grido d'allarme pubblicato sull'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 13 settembre 2013 relativo all'abbandono dell'isola e alle mille difficoltà per rilanciarla. L'isola infatti da 5 anni è chiusa al pubblico: i suoi monumenti hanno bisogno di manutenzione, in particolare il monastero e la chiesa principale (quella dedicata ai Santi Giacomo e Cristoforo, con la cupola realizzata dal Vignola: Jacopo Barozzi da Vignola, detto comunemente Il Vignola è stato un architetto, teorico dell'architettura e trattatista italiano, http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Barozzi_da_Vignola). Purtroppo il Comune non ha soldi per finanziare i lavori, soldi che potrebbero però arrivare dal turismo: ma la proprietaria dell'isola, la principessa Elika del Drago, vorrebbe riaprire l'isola al turismo ma si sta scontrando con la burocrazia e non ci riesce. E l'assenza delle istituzioni non la sta aiutando di certo... La sistemazione dei monumenti dell'isola richiede somme ingenti di denaro che non possono essere disponibili da un privato: la stessa principessa negli anni ha già ristrutturato con risorse proprie le cappelle del Crocefisso e del Monte Tabor, le loro pitture, e la tettoia del porto, ma servono molti altri soldi. 
È davvero un paradosso: avere angoli così belli e così ricchi di storia e cultura che non possono essere fruibili dal grande pubblico in quanto non ci sono fondi. È una delle tante storie che riguardano migliaia di monumenti sparsi nel nostro paese: e come sempre la cultura è messa in disparte (e con essa turismo ed introiti). Ma dov'è il Ministero dei Beni Culturali?

martedì 18 giugno 2013

Il degrado della REGGIA DI CASERTA: dov'è lo Stato?

La Reggia di Caserta, o Palazzo Reale di Caserta, è una dimora storica appartenuta alla casa reale dei Borbone di Napoli, proclamata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Situata nel comune di Caserta, è circondata da un vasto parco nel quale si individuano due settori: il giardino all'italiana, in cui sono presenti diverse fontane e la famosa Grande Cascata, e il giardino all'inglese, caratterizzato da fitti boschi. In termini di volume, la reggia di Caserta è la più grande residenza reale del mondo con oltre 2 milioni di m³. La reggia, definita l'ultima grande realizzazione del Barocco italiano, fu terminata nel 1845 (sebbene fosse già abitata nel 1780), risultando un grandioso complesso di 1200 stanze e 1790 finestre, per una spesa complessiva di 8.711.000 ducati. Nel lato meridionale, il palazzo è lungo 249 metri, alto 37,83, decorato con dodici colonne. La facciata principale presenta un avancorpo centrale sormontato da un frontone; ai lati del prospetto, dove il corpo di fabbrica longitudinale si interseca con quello trasversale, si innestano altri due avancorpi. La facciata sul giardino è uguale alla precedente, ma presenta finestre inquadrate da lesene scanalate. Il palazzo ricopre un'area di circa 47.000 m²; dispone di 1026 fumaroli e 34 scale. Oltre alla costruzione perimetrale rettangolare, il palazzo ha, all'interno del rettangolo, due corpi di fabbricato che s'intersecano a croce e formano quattro vasti cortili interni di oltre 3.800 m² ciascuno. L'intera descrizione al link http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Caserta (e comunque anche al link ministeriale http://www.reggiadicaserta.beniculturali.it/). 
Scrivo della bellissima Reggia di Caserta perché ho trovato una notizia desolante in un articolo di Conchita Sannino sul quotidiano la Repubblica del 4 giugno 2013, dedicato al degrado in cui sta versando sempre di più l'intero complesso storico. Quali sono i sintomi di questo degrado? I frammenti di cornicioni che continuano a staccarsi; il taglio ai fondi per il mantenimento della Reggia (non ci sono quasi i soldi per pagare le bollette dell'illuminazione!!); i 23 pusher arrestati pochi giorni fa nel parco per spaccio di droga; i tuffi degli imbecilli nelle bellissime e super-vincolate fontane del parco, complice uno scarso sistema di sorveglianza; l'ingresso clandestino degli ambulanti nel parco (che pagano un abbonamento annuale di soli 10 euro!!!); il mancato evento internazionale lo scorso autunno dei ministri europei del settore aerospaziale per le facciate pericolanti; la mancanza di indicazioni, cestini e bagni; la mancanza di vigili urbani per i controlli (il Comune ha chiesto l'esercito!!!); i grafiti e le scritte degli incivili sulle pareti; le erbacce che crescono indisturbate un po' ovunque; lo scarica barile delle competenze tra i vari Enti. Tutto questo, unito alla crisi economica in atto, sta riducendo il numero di visitatori e, di conseguenza, gli introiti: si tratta del 6° museo più visitato d'Italia, e nel 2012 è stato visitato da 581.000 visitatori, ben 25.000 in meno rispetto al 2011!!! 
Abbiamo un patrimonio storico – artistico – culturale in Italia che ci invidia tutto il mondo e che, gestito in maniera intelligente, frutterebbe una montagna di soldi. E invece lo Stato che fa? Taglia i fondi! Nel caso della Reggia di Caserta, lo Stato le assegnava per il “normale funzionamento” 900 milioni di lire (circa 465.000 euro) nel 2000, mentre oggi ne dà appena 40.000 euro, dieci volte in meno!!!! Però si spendono decine di miliardi (miliardi!) di euro per gli F-35, per l'esercito e altre spese militari, 2 miliardi di euro in quasi 20 anni per il finanziamento ai partiti, spese pubbliche folli. 
Si continua a parlare di semi-presidenzialismo in questi giorni come la soluzione di tutti i mali: ma abbiamo una Costituzione (bellissima, tra l'altro: http://www.governo.it/Governo/Costituzione/principi.html) che basterebbe rispettare ed applicare. L'art. 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione". E invece il nostro patrimonio artistico va in rovina: complimenti allo Stato!