lunedì 18 novembre 2013
martedì 10 maggio 2011
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO SVELATO DALLE CHIOCCIOLE
Si tratta di una specie di chiocciola che è diffusa in gran parte dell'Europa: in Italia è presente nelle regioni del centro-nord, sino alla Basilicata. Abita una grande varietà di habitat, tra cui boschi, giardini, cespugli, siepi, vegetazione erbosa. Caratteristiche distintive della specie sono la colorazione bruna del peristoma e l'ombelico chiuso: la dimensione della conchiglia di un esemplare adulto è di 20-24 mm. La specie si caratterizza per un elevato polimorfismo della conchiglia sia per quanto riguarda la colorazione che la presenza di bande. Il colore di base della conchiglia può variare dal bianco al giallo, al rosa al nocciola sino al marrone scuro. Le bande possono variare in intensità e colore oltreché in ampiezza e numero e possono talora essere assenti. I differenti pattern morfologici sembrano essere il frutto di modificazioni adattative dovute alla selezione naturale.
Tornando alla scoperta, questa è stata pubblicata pochi giorni fa sulla rivista Plos ONE (http://www.plosone.org). Chi ha fatto questa scoperta? Non degli esperti del settore, ma migliaia di volontari sparsi in tutta Europa (soprattutto ragazzi e bambini) che hanno pazientemente raccolto e catalogato gusci di questa chiocciola: hanno partecipato ad un esperimento chiamato “Evolution Megalab” (http://www.evolutionmegalab.org/it), che è stato lanciato nel 2009 per commemorare l'anniversario di Darwin, ed ora si è arrivati ai tanto attesi risultati. Nel periodo tra aprile ed ottobre 2009 circa 6000 volontari (secondo i promotori dell'esperimento, della britannica Open University) hanno raccolto chiocciole in 3000 località di 15 paesi europei: i volontari hanno classificato gli esemplari di Cepaea nemoralis in base al colore e al numero di strisce, e hanno caricato i dati sul sito del progetto. "Persino bambini di quattro anni hanno dimostrato la capacità di classificare i gusci", spiega Jenny Worthinghton, responsabile del progetto presso la Open University.
I promotori del progetto hanno combinato i dati raccolti con informazione storica tratta dai musei di scienze naturali: in questo modo è stato compilato un archivio con dati di più di mezzo milione di esemplari, vissuti nell'arco dell'ultimo secolo! Giorgio Bertorelle, professore dell'Università di Ferrara e coordinatore del progetto per l'Italia, ha dichiarato: "È uno degli studi evolutivi piú grandi che esistanto".
L'esperimento ha evidenziato che il guscio di questa specie di chiocciola tende ad essere tanto piú chiaro quanto piú si va verso i climi caldi del sud: dove fa caldo, la selezione naturale favorisce gli individui con un guscio che assorbe meno il calore. Inoltre, l'aumento di temperatura verificatosi in Europa nell'ultimo secolo ha cambiato il colore delle chiocciole: infatti, negli ambienti dunosi la popolazione di chiocciole gialle è aumentata a scapito di quelle piú scure. Secondo i coordinatori del progetto, mentre in altri ambienti le chiocciole si possono difendere dall'aumento di temperatura concentrandosi in zone ombreggiate, sulle dune questo è impossibile: per questo la selezione naturale ha favorito le popolazioni chiare rispetto alle scure. Altro dato riscontrato è che in tutti gli ambienti le chiocciole lisce sono diminuite e sono aumentate quelle striate (in particolare, quelle con un'unica striscia) e questo viene spiegato dallo stesso professor Bertorelle col fatto che i principali predatori delle chiocciole, i tordi, sono diminuiti e quindi non c'è piú una necessità imperiosa di mimetizzarsi assumendo colori uniformi.
Le conclusioni del professor Bertorelli (che appoggio pienamente) sono pertanto che l'evoluzione è evidente nella natura e rimane quindi sempre più inspiegabile come può un tale come De Mattei (sostenitore del creazionismo...) continuare a coprire la carica di vicedirettore del CNR (il prestigioso italiano "Centro Nazionale delle Ricerche", http://www.cnr.it). Appoggio anche la nota dolente sollevata dal professore: "Mentre in Inghilterra e Germania le attività extra-curricolari hanno un finanziamento pubblico esplicito, qui gli insegnanti si sono dovuti arrangiare da soli: però il sito web è ancora attivo e speriamo che continuino ad arrivare nuovi dati".
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martedì 8 dicembre 2009
“IL CREAZIONISMO NON E’ SCIENZA”
Il convegno sembra non sia stato realizzato a caso in questo 2009, visto che quest’anno cadono sia il 200° anniversario dalla nascita di Darwin sia il 150° anniversario dall’uscita del suo “L’origine delle specie”. Naturalmente, sono state molte le polemiche che si sono accese dopo quel convegno, soprattutto nel mondo scientifico, polemiche raccolte da Elena Dusi in un articolo sul quotidiano la Repubblica di giovedì 3 dicembre 2009. Così scopro che Telmo Pievani (insegnante di filosofia della scienza alla Bicocca di Milano) su Micromega scrive: “In qualsiasi paese normale, governato dal buon senso, tesi come quelle del convegno getterebbero nel ridicolo chiunque fosse così temerario dall’affermarle”; e ancora, Marco Cattaneo (direttore della rivista Le scienze) nel suo blog scrive in merito a Roberto De Mattei (vicepresidente del CNR): “Come è possibile che rivesta un incarico di primo piano nel più importante ente pubblico di ricerca del paese e allo stesso tempo organizzi convegni in aperta contraddizione con l’evidenza scientifica? Come si sentiranno i biologi del CNR con un vicepresidente così?”. Ricordiamo che De Mattei, oltre che vicepresidente del CNR (dove è dal 2003), è anche professore di storia del cristianesimo all’università europea di Roma e presidente della fondazione Lepanto “per la difesa dei principi e delle istituzioni della Civiltà Cristiana”… Ah, nel 2000, dopo il Gay Pride di Roma, ha organizzato nella capitale una marcia di espiazione da Piazza San Giovanni al Santuario del divino amore “per cancellare l’offesa arrecata alla capitale del cristianesimo”… Non ho parole!!!
In seguito a tutte queste polemiche il presidente del CNR, Luciano Maiani, ha più volte affermato che quello che si è verificato al convegno non è altro che libertà d’espressione. Certo, allora la libertà d’espressione sta anche nei partecipanti al Gay Pride e dovrebbe stare anche nei libri di scuola, ed invece… Proprio per questa affermazione di Maiani, Ferdinando Boero (biologo dell’Università di Lecce) gli risponde così: “Qui la libertà d’espressione non c’entra. Se Lei manda a una rivista scientifica un articolo dove dice che la Terra è piatta, il suo articolo viene bocciato. Questo convegno esprime posizioni analoghe a queste. E ha l’etichetta del CNR”.
In questi giorni è arrivata la nuova risposta di Maiani, sentite un po’ e giudicate: “Il convegno si è svolto per iniziativa del vicepresidente. Ovviamente non presto alcuna fede al creazionismo. Né le ricerche del CNR sono ispirate in alcun modo a quell’idea. La programmazione del nostro ente seguirà come sempre criteri esclusivamente scientifici”. Ed allora, perché è stato fatto al CNR questo convegno, caro Maiani? La solita ipocrisia cattolica italiana…
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mercoledì 12 marzo 2008
Magari fossimo schiavi della scienza, invece lo siamo della religione…
Ormai è noto a tutti lo scontro tra mondo scientifico e mondo cattolico consumatosi alcune settimane fa in seguito al mancato intervento del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università
A proposito della teoria dell’evoluzionismo di Darwin, Papa Benedetto XVI nel settembre 2006, riunendo a Castelgandolfo il suo “circolo di allievi”, attaccò duramente il lavoro di Darwin affermando che “la sua teoria sull’evoluzionismo non è completamente dimostrabile perché mutazioni di centinaia di migliaia di anni non possono essere riprodotte in laboratorio”. Premesso che la teoria di Darwin è stata ampiamente dimostrata, anche ammettendo che non si possa dimostrare, vuole il Papa spiegarci come è dimostrabile la tesi del Vaticano? Beh, mi viene un po’ da sorridere… Nello stesso intervento disse anche che la ricerca scientifica da sola non è in grado di spiegare l’origine della vita, ma che l’inizio e lo sviluppo del mondo va letto secondo un disegno da ricondursi direttamente a Dio. Poco dopo a Ratisbona, durante una messa, disse: “O è
Nel 2005, il cardinale Schonborn (vicinissimo a papa Ratzinger) intervenendo sul New York Times aveva affermato che nell’opera dell’universo c’era la mano di un “disegnatore intelligente”: proprio in seguito a quell’affermazione tre scienziati americani (ovvero il fisico Lawrence Kraus e i biologi cattolici Francisco Ayala e Kenneth Miller) scrissero una lettera al Papa chiedendo alla Chiesa di non innalzare un nuovo muro tra mondo scientifico e religione.
Notizia di questi giorni (la riprendo da un articolo del giornalista Marco Politi, apparso sul quotidiano
Obiettivamente: come posso credere che (come vorrebbe insegnarmi la religione cattolica) l’universo fu creato da Dio in sette giorni (creato come? Con la bacchetta magica?) e che l’umanità è cominciata da Adamo ed Eva? Forse lo avrei potuto credere nel 1800 o nei secoli precedenti, quando l’uomo (in linea generale) era ancora mentalmente sottomesso al pensiero religioso. Ma oggi, con l’evoluzione degli studi e della scienza come posso dar retta al Vaticano? E poi, scusatemi, io non voglio assolutamente che sia messo il bavaglio al Vaticano e alla Chiesa, ma voglio che ognuno intervenga esclusivamente sul proprio campo: la scienza continua ad esporre (e a provare) le sue teorie senza mai entrare (ed invadere) il campo cattolico, al contrario
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Unknown
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