mercoledì 23 aprile 2008

RACCOLTA PILE e BATTERIE: il COBAT compie 20 anni

COBAT sta per “Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo ed Esauste” ed è stato istituito in Italia nel 1988, pertanto quest’anno cade il ventennale dalla sua fondazione: è stato fondato per occuparsi dello smaltimento e del riciclo delle pile e delle batterie (http://www.cobat.it). Un problema quello dello smaltimento delle pile che sta diventando sempre più pesante visto il numero crescente di pile e batterie che viene consumato: se è vero che nella sola Europa in un anno vengono vendute ben 900.000 tonnellate di batterie portatili non al piombo (di cui 13.000 in Italia), allo stesso tempo non bisogna dimenticarsi della enorme quantità di batterie allo zinco, alcaline e al nichel-cadmio che ancora sono in circolazione e che vi vengono tuttora immesse. Riguarda proprio questi ultimi tipi di pile il problema dello smaltimento: proprio per questo l’Unione Europea ha emanato la Direttiva 2006/66/CE obbligando gli Stati UE ad adeguarsi a questa direttiva entro il 2009, la quale prevede i tempi ed i requisiti necessari per la creazione di sistemi nazionali per la raccolta e l’invio delle pile/batterie raccolte al totale riciclo (obbligandoli anche al potenziamento della raccolta delle pile, che dovrà essere di almeno il 25% del totale delle pile vendute nel 2010 e di almeno il 45% nel 2016). Il che vuol dire che allo stato attuale, di tutte le pile e le batterie immesse nel mercato, meno del 20% viene raccolto negli appositi contenitori e quindi riciclato, mentre la maggior parte finisce ancora in discarica!! Ed, infatti, oggi in Italia non esiste ancora un sistema di censimento e di raccolta differenziata ben strutturato: ecco perché sarà importante l’impegno del COBAT, grazie anche al coordinamento di una rete di aziende sparse in tutta Italia che già possiedono i requisiti e le autorizzazioni per poter effettuare la raccolta differenziata per tale tipo di prodotti (come già avviene per gli altri rifiuti).
Già un primo progetto sta vedendo la luce: nei prossimi mesi a Lecco verrà realizzato un sistema capillare di raccolta delle pile e delle batterie con piombo attraverso il ritiro presso le isole ecologiche dei Comuni ed i punti di raccolta già attivati dal COBAT con accordi specifici presso i centri della Grande Distribuzione Organizzata (ad esempio fuori dei negozi di elettrodomestici ed elettronica).
In questi 20 anni il COBAT ha comunque dato un notevole contributo alla raccolta delle pile, ponendo l’Italia al primo posto in Europa: dal 1988 ad oggi sono state raccolte nel nostro paese ben 2.782.929 tonnellate di batterie esauste (pari a circa 230 milioni di batterie avviate al riciclo), con un tasso di recupero che oggi corrisponde praticamente a quello che viene immesso nel mercato. Alcuni dati rendono meglio l’idea del riciclo effettuato: in questi 20 anni sono state raccolte 1.558.440 tonnellate di piombo metallo, 130.798 tonnellate di polipropilene e di neutralizzare 455.388 milioni di litri di acido solforico, tutti prodotti che sono stati strappati alla discarica. Ogni anno sono state così recuperate oltre 110.000 tonnellate di piombo che rappresentano oltre il 50% del nostro fabbisogno nazionale: pensate dunque a che risparmio di materia prima ed anche di denaro (circa 200 milioni di euro in meno nelle importazioni, considerando che il prezzo del piombo è aumentato di ben l’80% in un solo anno)!!! Tra l’altro, il recupero del piombo permette una riduzione di circa il 66% dell’energia che sarebbe necessaria per l’estrazione della materia prima e la lavorazione del metallo: quindi anche un bel contributo in fatto di risparmio energetico e di taglio alle emissioni di CO2 in atmosfera.
A proposito dell’attività del COBAT, questo in 20 anni ha organizzato una rete di 90 raccoglitori incaricati e 7 impianti di riciclo che coprono l’intero territorio nazionale: è un ente senza fini di lucro ed effettua il servizio di raccolta presso quasi 59.000 produttori in tutto il paese, per un numero di ritiri pari a 140.780 l’anno (560 al giorno). Per effettuare questo lavoro, il COBAT si è dotato di una banca dati interna e di un sistema di gestione ed archiviazione chiamato “Spycob”, il quale permette di monitorare in tempo reale ogni ritiro effettuato dalla propria rete di raccoglitori, dal luogo della produzione del rifiuto fino all’impianto di riciclo, il che garantisce anche di individuare i rifiuti in qualsiasi posto essi siano dando quindi un bel contributo alla lotta contro i traffici illeciti di rifiuti.
Si tratta quindi di un altro tassello da inserire nel processo completo di differenziazione e di riciclo dei rifiuti: respingendo ancora una volta i termovalorizzatori/inceneritori e puntando sempre sulla riduzione consistente degli imballaggi, i rifiuti vanno differenziati al massimo (carta, cartone, vetro, plastica, alluminio, medicinali scaduti, prodotti infiammabili, umido, metalli, legno, vestiti, ecc..: si può arrivare fino all’85% del totale!) e dopo riciclati, in modo che solo la minima parte (il 15%) finisca in discarica. Si arriverebbe ad un risparmio notevole di materia prima e di energia e si contribuirebbe in maniera considerevole alla protezione del nostro territorio (pensate a cosa è stato interrato nelle discariche in questi decenni e a cosa è finito nelle falde acquifere…). Piccoli gesti (che ci competono) utili per un grande lavoro…

2 commenti:

Dumuro ha detto...

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Anonimo ha detto...

l'iper mercato AUCHAN di Pompei pur vendendo batterie, telefonini, ecc è sfornito di contenitore per la raccolta di pile esauste. E' corretto? I clienti per l'acquisto delle batterie si portano dietro quelle vecchie che poi smaltiscono nei contenitori dell'indifferenziato esterno.