martedì 12 aprile 2011

L'uomo che parla con gli alberi

Ho trovato questo curioso articolo sull'inserto "La Repubblica delle Donne" (http://d.repubblica.it) del quotidiano la Repubblica di sabato 9 aprile 2011, scritto da Eva Grippa. Un articolo curioso che parla di James Wilkinson, scozzese di Glasgow ma londinese d'adozione, 46 anni e laureato in economia: una persona normalissima, che svolge lavoro d'ufficio per buona parte della giornata ma che dedica il suo tempo libero (ormai da 7 anni) ad un hobby molto particolare. STUDIA TUTTE LE SPECIE DI ALBERI DELLA SUA CITTA', NE INDIVIDUA OGNI SINGOLO ESEMPLARE E NE RIPORTA SU DELLE APPOSITE MAPPE LA LORO POSIZIONE, CATALOGANDO LE ZONE (PARCHI, GIARDINI E CORTILI) CHE SONO PIU' PARTICOLARI PER LE VARIETA' DI PIANTE CHE VI SONO E PER LA LORO TIPICITA'. Per mettere a conoscenza di tutti i cittadini questa sua straordinaria raccolta, ha creato un sito (http://www.londontrees.co.uk) ove si può trovare il censimento di tutte le piante della città. Decisamente un caso raro, forse unico nel web! Non si tratta solamente di individuare le piante più particolari, o quelle più grandi, o quelle più vecchie, o quelle più rare, ma anche quelle più comuni, individuare le sottocategorie (ad esempio la betulla ne ha almeno venti), raccogliendo una serie di informazioni che difficilmente si trovano su un libro. Dopo sette anni di ricerca, il signor Wilkinson è arrivato a catalogare a Londra oltre 200 specie di alberi, di cui però solo 33 sono native dell'Inghilterra. L'unica propriamente londinese è il Carpino Bianco (ovvero quello che si trova a Berkley Square, che ha 300 anni), mentre il più raro è la vite di Gower Street. E' arrivato alla conclusione invece che la quercia è la specie londinese più sfortunata in quanto difficilmente sopravvive allo smog. I londinesi sono entusiasti di questo lavoro, tanto che ogni giorno almeno 200 persone visitano il sito, anzi alcuni si offrono per dargli una mano nel suo lavoro. Il suo scopo era inizialmente quello di raccogliere tutte queste informazioni in un sito per poi scriverne un libro, ma per il momento non ne ha il tempo. Anzi, sta traducendo in italiano alcune pagine del suo sito, che risultano molto cliccate. Per questo gli piacerebbe ora fare un lavoro simile per una città italiana, ad esempio Roma. Le autorità potrebbero poi distribuire il fascicolo per far scoprire ai turisti e agli stessi cittadini posti bellissimi, e magari sconosciuti, della città. Veramente un grande hobby, dal notevole peso scientifico per la protezione delle piante di una città: propongo che venga fatto per ogni città, sarebbe fantastico.

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