lunedì 26 maggio 2008

Emergenza rifiuti e… ritorno del fascismo!

Voglio fare alcune mie personali puntualizzazioni sul problema dell’emergenza rifiuti in Campania: tale problema l’ho già affrontato in diversi post in passato. Oggi voglio affrontarlo in maniera un po’ diversa dal solito, ovvero pubblicando la mia personale lettera di risposta che ho inviato al giornalista Federico Guiglia in merito al suo editoriale intitolato “Emergenza pattume, il momento di farla finita” pubblicato sul quotidiano locale veronese L’Arena (con orientamenti di centro-destra…) di domenica 25 maggio 2008. Questo è il testo integrale della mia lettera.
“Egregio sig. Guiglia, ho letto con amarezza il suo editoriale ‘Emergenza pattume, il momento di farla finita’ apparso sul quotidiano L’Arena di domenica 25 maggio 2008. L’ho letto con amarezza perché ancora una volta trovo conferma di come allo Stato italiano poco interessi dei suoi (alcuni) cittadini, affrontando alcune problematiche nella maniera che più ad esso porta vantaggio d’immagine. Nel merito dell’emergenza rifiuti in Campania, si tratta senza ombra di dubbio di una delle piaghe più disgustose che il nostro Paese abbia conosciuto e della quale sono colpevoli governi (di destra e di sinistra) ed amministrazioni locali, fino ai recenti Bassolino e Iervolino: 14 anni non sono pochi (tanto la durata dell’emergenza) e in tutto questo tempo se ne sarebbero potute trovare di soluzioni efficaci anziché tamponatrici per risolvere il problema. Invece niente è stato risolto da nessuno. Ora, come promesso in campagna elettorale, il nuovo esecutivo Berlusconi ha preso di petto l’emergenza emanando un decreto sul quale si denotano luci ed ombre: nel mio blog (se avrà voglia e tempo di visitarlo Le do il link: http://90meteo.blogspot.com) più volte ho trattato in passato dell’argomento ribadendo il fatto che (come già succede in molte parti d’Italia) una perfetta (e pulita) filiera dei rifiuti dovrebbe prevedere la raccolta differenziata porta a porta, riciclaggio negli appositi impianti di tutti i materiali differenziati (fino all’85% del totale) portandoli a nuova vita, la restante minima parte (15-20%) rappresentata dal rifiuto secco andrebbe trattata e depositata in discarica (discarica ben impermeabilizzata) che dunque non creerebbe alcun problema di spazio e di inquinamento. Questo naturalmente non comporterebbe neppure l’utilizzo di termovalorizzatori (e sarebbe un bel contributo in fatto di qualità dell’aria che respiriamo e di risparmio di denaro, visto che l’inceneritore di Acerra è costato finora 240 milioni di euro e ne servono ancora 120 per terminarlo…). Questa potrebbe essere la soluzione per risolvere l’emergenza campana in futuro: sono pienamente d’accordo invece con l’attuale decreto che, per risolverla, ora è necessaria l’apertura di discariche in Campania per stoccarvi le tantissime tonnellate di rifiuti presenti per strada. Quello che invece non approvo del decreto è l’utilizzo dell’esercito per sopprimere le proteste dei cittadini contro alcune discariche: è un chiaro segnale di pensiero fascista, sembra di tornare indietro nel tempo, o la pensi come me oppure ti manganello e ti incarcero. Le dico questo perché la maggior parte degli organi di informazione (giornali e TV) stanno assimilando tra loro le proteste di questi cittadini e la politica del “no” degli ambientalisti: io sono un’ambientalista, sono iscritto ad un’associazione ambientalista ma non ho problemi ad ammettere che (come detto sopra) al momento servono discariche in Campania per smaltire l’emergenza. Quello che dovrebbe fare responsabilmente lo Stato sarebbe una scelta oculata di queste discariche: il decreto ne prevede 10, ma non è che stiano protestando tutti i cittadini dei 10 comuni in cui saranno presenti tali discariche. Stanno protestando quelli di Chiaiano per il semplice fatto che la discarica contesa è praticamente in paese: non stanno protestando per la protezione dell’area verde, ma per la loro salute. Sono decenni che convivono con questa discarica (e con le promesse di chiuderla) mentre il percolato della discarica stessa (realizzata senza alcuna protezione) sta inquinando le falde acquifere, portando la gente residente ad ammalarsi, molto di più che in altre parti, di tumori, leucemie e patologie congenite (addirittura malformazioni nei neonati): secondo Lei, queste persone non dovrebbero protestare? Io voglio proteggere la mia salute e vengo incarcerato: chiaro esempio fascista! Tutti noi stiamo parlando bene perché non abbiamo la discarica sotto casa e non viviamo con la paura che le falde acquifere ne vengano inquinate: quindi, era proprio necessario riaprire la discarica di Chiaiano? Secondo Lei, non c’era altro posto in Campania (che è così grande) in cui realizzare una discarica lontana dai centri abitati? Lo stesso Bertolaso un anno fa disse che la discarica di Chiaiano non era più adatta a ricevere altra spazzatura: si è ricreduto? Su che cosa? Berlusconi come l’ha convinto? Secondo Lei, uno Stato democratico dovrebbe tutelare l’immagine turistica di Napoli prima della salute dei suoi cittadini (per quanto pochi siano rispetto al totale nazionale)? Credo proprio di no, la scelta poteva essere fatta in maniera più sensata. Lei si chiede dov’erano ieri e 14 anni fa i rivoltosi di oggi che mai alzarono un dito e men che meno barricate per costringere i loro governanti a togliere i rifiuti: purtroppo la malata informazione (soprattutto televisiva) in tal senso plasma la mente dei cittadini dandogli una visione distorta della realtà, visto che i contestatori di oggi hanno sempre protestato, magari in maniera più pacata (ora sono esausti e sono capibili), perché tengono alla loro salute e soprattutto a quella dei loro figli, solo che non era mai stata data loro visibilità. Allo stesso motivo allora Le dico: dov’era l’informazione ieri e in questi 14 anni quando migliaia di tonnellate di rifiuti tossici partivano dalle regioni del Nord per scomparire seppellite nelle discariche campane? Mah… Quei rifiuti tossici sono ancora lì e gli abitanti di Chiaiano (ed altri) ne convivono sopra. E dovrebbero continuare a tacere? Lei dice che chi lancia molotov o mette gli autobus di traverso o butta pietre e bastoni contro i poliziotti non dialoga, e fa del male soprattutto alla sua gente: è dialogo quello di uno Stato che per decine di anni non ha ascoltato le proteste di questi cittadini ed ora decide di riaprire una discarica in paese tralasciando queste stesse proteste di semplici cittadini che tengono alla loro salute? Il male non se l’è fatto questa gente: gliel’ha fatto lo Stato, facendoli ammalare. La violenza delle proteste di questi cittadini non è mai partita per prima: è stata scatenata dalla soppressione dei poliziotti servi di uno Stato ideologicamente fascista che dei suoi cittadini (che lo hanno votato!) non gliene frega proprio niente. E allora avanti con quanto prevede il decreto, ovvero poliziotti, manganelli e carcere: vuoi mettere la bella immagine che se ne farà Berlusconi nel mondo dopo aver risolto l’emergenza rifiuti in Campania, ridando splendore alla città di Napoli e sopprimendo (ed incarcerando) coloro che hanno protestato per la loro salute… Sono sicuro che una discarica nel centro di Arcore non nascerebbe mai, e nemmeno Lei Guiglia tacerebbe se abitasse a Chiaiano. Distintamente la saluto.”
Cari blogger, ora resto in attesa di risposta: vi terrò informati (qualora la risposta arrivasse…).

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