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mercoledì 2 dicembre 2015
Il PAV (Parco d'arte vivente) sorge in un'area industriale dismessa non lontana dal Lingotto di Torino, della superficie di mq 23.000, che prima ospitava una fabbrica per la produzione di componenti per auto: tale complesso è oggi costituito da questo centro sperimentale con un sito espositivo a cielo aperto e con un museo interattivo. Si è cercato quindi di costruire un museo diffuso di arte contemporanea all'aperto, coinvolgendo la popolazione e sensibilizzandola all'arte e alla natura. Oggi è frequentato da artisti di fama mondiale: le opere esposte hanno un legame forte con le esperienze e sperimentazioni artistiche e culturali che mossero i primi passi con l'arte povera, che proprio a Torino ebbe il suo spunto propulsivo. Quindi si è cercato, allo stesso tempo, di recuperare aree dismesse e far uscire le opere artistiche dai luoghi tradizionali quali musei e gallerie. Il PAV è stato progettato dall'architetto del paesaggio Gianluca Cosmacini con l'aiuto dell'associaizone culturale PAV (http://www.parcoartevivente.it/acpav/index.php).
Circolano ora voci di chiusura del PAV per mancanza di fondi: si spera in una collaborazione col Comune. Sarebbe un vero peccato perdere un'occasione così incredibile per il recupero delle aree dismesse e per la diffusione di cultura. Esempio anzi da seguire da tutte le grandi città.
martedì 18 novembre 2014
La Reggia di Venaria rinata con i fondi UE
La Reggia di Venaria Reale è una delle residenze sabaude parte del sito seriale UNESCO iscritto alla Lista del Patrimonio dell'Umanità dal 1997. La Reggia di Venarìa fu progettata dall'architetto Amedeo di Castellamonte. A commissionarla fu il duca Carlo Emanuele II che intendeva farne la base per le battute di caccia nella brughiera collinare torinese. Lo stesso nome in lingua latina della reggia, Venatio Regia, viene fatto derivare dal termine reggia venatoria. Al borgo si unirono molte case e palazzi di lavoratori e normali cittadini che vollero abitare nei dintorni della reggia, fino a far diventare Venaria Reale un comune autonomo della provincia di Torino. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Reggia_di_Venaria_Reale e http://www.lavenaria.it/web/).
Ebbene, oggi la Reggia di Venaria è la prima destinazione turistica del Piemonte e la quinta in Italia (dopo il Colosseo, gli Uffizi, Venezia e Pompei)!! E tutto questo grazie alle imponenti opere di restauro cui è stata sottoposta tra il 1997 e il 2013, per una spesa complessiva di 200 milioni di euro: di questi, 110 milioni sono arrivati dall'Unione Europea attraverso il Fesr (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale). Senza dimenticare che oggi la Reggia da occupazione (tra dipendenti, stagionali, outsourcing e indotto) a ben 700 persone, e grazie agli oltre 900 mila visitatori annui ha sensibilmente aumentato l'indotto di alberghi e ristorazione.
Davvero un bel esempio: ne ha parlato Giuseppe Chiellino nel suo articolo “Il miracolo di Venaria con i fondi della Ue” pubblicato dal quotidiano Il Sole 24 Ore del 15 novembre 2014, che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2014-11-15/il-miracolo-venaria-i-fondi-ue-081536.shtml?uuid=ABpQ8HEC. Perché non è possibile applicare questo esempio positivo a molte altre realtà italiane?
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Etichette: Giuseppe Chiellino, patrimonio storico, recupero edifici storici, Reggia di Venaria, reggie, Torino, Venaria
martedì 1 novembre 2011
TORINO: IL CINEMA DELLA LEGALITA'
Ho trovato un'interessante iniziativa sulla legalità da trasmettere agli studenti tramite il cinema: l'ho trovata su un articolo di Antonella Barina nel suo spazio "Solidarietà" dell'inserto settimanale Il Venerdì del quotidiano la Repubblica del 21 ottobre 2011. Di cosa si tratta? Si tratta di un festival, intitolato "Sottodiciotto Filmfestival", che si terrà a Torino dal 18 novembre al 17 dicembre 2011, giunto alla sua 12° edizione e che lo scorso anno ha visto la partecipazione di ben 22.000 ragazzi e professori di tutta Italia e che quest'anno ha già raccolto 11.000 iscrizioni.
Si tratta di una grande opportunità per la scuola, perchè in questo mese ci saranno proiezioni di film, concerti, incontri, tavole rotonde e laboratori didattici incentrati soprattutto sul tema della legalità: quindi film sulla criminalità organizzata commentati da registi e protagonisti della lotta alle mafie (tra cui il giudice Caselli, don Ciotti, Marco Risi, ecc...), film sui diritti umani, sul dramma degli immigrati e dei migranti, sul dramma dei disabili, sul dranna delle donne e dei minori che subiscono violenze, tutti seguiti dalla testimonianza di esperti e testimoni.
Le iniziative saranno distribuite per età: pertanto ci saranno, ad esempio, proiezioni ed incontri con scrittori, illustratori e sceneggiatori di fumetti per i piccoli, musicisti tra i 6 e i 18 anni accompagnati da immagini create dagli studenti del Centro Sperimenatle di Cinematografia, e ancora visite sul set di alcune trasmissioni per ragazzi, workshop, ecc... Senza dimenticare il concorso nazionale dei corti realizzati dalle scuole (quest'anno ce ne sono in gara ben 196 selezionati tra i 386 arrivati!!).
Un'iniziativa molto interessante: potremo dire una specie di educazione civica applicata. Pensate che gli studenti delle scuole di Torino realizzeranno anche un blog, piccoli TG e reportage fotografici, pronti ad ospitare gli studenti provenienti da tutta Italia. Per informazioni http://www.sottodiciottofilmfestival.it; tutti gli appuntamenti sono gratuiti ma le scuole devono prenotarsi chiamando il numero 011/538962 o scrivendo alla mail info@sottodiciottofilmfestival.it. Assolutamente importante questa iniziativa: tutte le scuole dovrebbero parteciparvi!
Si tratta di una grande opportunità per la scuola, perchè in questo mese ci saranno proiezioni di film, concerti, incontri, tavole rotonde e laboratori didattici incentrati soprattutto sul tema della legalità: quindi film sulla criminalità organizzata commentati da registi e protagonisti della lotta alle mafie (tra cui il giudice Caselli, don Ciotti, Marco Risi, ecc...), film sui diritti umani, sul dramma degli immigrati e dei migranti, sul dramma dei disabili, sul dranna delle donne e dei minori che subiscono violenze, tutti seguiti dalla testimonianza di esperti e testimoni.
Le iniziative saranno distribuite per età: pertanto ci saranno, ad esempio, proiezioni ed incontri con scrittori, illustratori e sceneggiatori di fumetti per i piccoli, musicisti tra i 6 e i 18 anni accompagnati da immagini create dagli studenti del Centro Sperimenatle di Cinematografia, e ancora visite sul set di alcune trasmissioni per ragazzi, workshop, ecc... Senza dimenticare il concorso nazionale dei corti realizzati dalle scuole (quest'anno ce ne sono in gara ben 196 selezionati tra i 386 arrivati!!).
Un'iniziativa molto interessante: potremo dire una specie di educazione civica applicata. Pensate che gli studenti delle scuole di Torino realizzeranno anche un blog, piccoli TG e reportage fotografici, pronti ad ospitare gli studenti provenienti da tutta Italia. Per informazioni http://www.sottodiciottofilmfestival.it; tutti gli appuntamenti sono gratuiti ma le scuole devono prenotarsi chiamando il numero 011/538962 o scrivendo alla mail info@sottodiciottofilmfestival.it. Assolutamente importante questa iniziativa: tutte le scuole dovrebbero parteciparvi!
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4:50 PM
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Etichette: cinema, educazione civica, legalità, scuola, Sottodiciotto Filmfestival, Torino
giovedì 15 novembre 2007
TORINO: un grattacielo più alto della Mole (parte 2°...)
Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo sul futuro grattacielo che dovrebbe sorgere a Torino, allegando una foto del possibile impatto del nuovo fabbricato sullo skyline della città e riportando, tra l'altro, che probabilmente quella foto (diffusa ovunque) era un
falso. Oggi, a dovere di completamento dell'informazione, vi confermo che quella foto era davvero un falso: quella allegata qui è invece la vera prospettiva del nuovo grattacielo, fatta avere agli organi di stampa da Renzo Piano, l'architetto progettista dell'edificio. Come si nota nell'immagine lunga, il grattacielo sorgerà piuttosto lontano dalla Mole Antonelliana (simbolo di Torino), circa 2,4 km più in là, e seppur più alto di 60 metri del noto monumento torinese la sua lontananza rispetto a quest'ultimo lo farà sembrare un pò più piccolo (vedi ricostruzione grafica). Personalmente, nulla tolgo all'efficacia di queste strutture, dettate dall'esigenza di cercare spazi che nelle città non si trovano più (e quindi ci si butta in verticale) ma dettate anche da un pò di narcisismo "acchiappa-clienti" da parte delle società che poi le utilizzeranno (in questo caso la Banca Intesa-San Paolo); nulla tolgo all'efficacia energetica di certe strutture e al loro rispetto dell'ambiente; a maggior ragione sono sempre stato affascinato da tali edifici, in particolar modo dagli skyline di grandi città che hanno una concentrazione centrale di grattacieli davvero fantastica. Non condivido però, e qui ribadisco quanto detto nel mio precedente articolo, la scelta di ricorrere ai grattacieli per Torino: una città che ne ha fatto a meno fino ad oggi, può continuare a farlo! Il fatto che fino ad oggi abbia rinunciato a tali strutture dimostra la sensibilità e le politiche affrontate in questi decenni per conservare lo skyline tipico della città piemontese: ovvero una distesa di palazzi medio-bassi, con al centro la Mole Antonelliana che svetta su tutto e sullo sfondo lo scenario della catena alpina. Anche questo significa "urbanistica": costruire in maniera sensata! Perchè ora rovinare uno skyline perfetto che ha sempre conferito a Torino lo scenario di una città tranquilla, qual'è peraltro: si priverebbe la Mole Antonelliana (seppur giudicata negativamente da molti per la sua bruttezza...) di un valore che ha conservato per decenni, ovvero il punto di riferimento della città. Ecco perchè sostengo il mio personale NO al grattacielo di Torino. L'Intesa-San Paolo troverà maniere migliori per espandere la propria immagine...
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5:55 PM
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Etichette: città, grattacieli, skyline, Torino, urbanistica
mercoledì 31 ottobre 2007
TORINO: un grattacielo più alto della Mole!
In questi giorni infuria a Torino una durissima polemica per la proposta di realizzazione di un grattacielo: si tratta di una struttura progettata dal famosissimo architetto italiano Renzo Piano, alta complessivamente 200 metri (180 l'edificio + 20 le antenne), che presenterà una superficie complessiva di 50.000 mq per un totale di 2.000 addetti. Costerà tra i 300 e i 350 milioni di euro e la sua costruzione è prevista entro il 2011. L'edificio sarà realizzato per ospitare la sede della nuova banca nata dalla fusione dello scorso anno tra "San Paolo Imi" e "Banca Intesa". Fin qui nulla di strano, se non fosse per una foto circolata in questi giorni che propone uno sconvolgente skyline della città (si tratta di quella allegata). Tale foto è stata lanciata dal comitato del "no al grattacielo": oggi l'architetto Renzo Piano è intervenuto alla polemica descrivendo questa foto come un falso in quanto il nuovo grattacielo si troverà non così vicino alla Mole Antonelliana, ma a 2.4 km di distanza e quindi sarà meno visibile... Ricordiamo che la città di Torino mantiene questo morbido skyline addirittura dall'800, cercando di preservare nei decenni la città dalle costruzioni aggressive ed ingombranti. Infatti, fino ad oggi il palazzo più alto della città è il suo simbolo per eccellenza, ovvero la Mole Antonelliana, che con i suoi 167 metri di altezza primeggia sul fantastico fondo delle Alpi (seguono a ruota la Torre Littoria di Palazzo Castello con 84,5 metri d'altezza e la Torre della RAI con 74 metri...). In pratica, la domanda che molti torinesi si stanno ponendo è: "Nel 21° secolo ha ancora senso mutare lo skyline di una città?". Guido Montanari, docente di storia dell'architettura e tra i promotori del comitato del no, sostiene: "Torino ha un orizzonte che, eccetto la Mole e poi la Torre Littoria di Piazza Castello e il grattacielo della RAI, conserva le linee dell'Ottocento. E' una sua grande bellezza: così come hanno rivelato tutte le TV del mondo durante le recenti Olimpiadi. Perchè rovinarla? Il problema non è decidere se i grattacieli sono giusti o sbagliati, semmai invece se una città come Torino ne ha bisogno". Non c'è ombra di dubbio che i grattacieli progettati negli ultimi anni presentino forme armoniche e quindi ben inseribili nel contesto urbano delle grandi città, anche per una questione di spazi, ma di certo non si può sottovalutare il contesto urbano in cui il nuovo grattacielo viene inserito. Il nuovo edificio non creerebbe alcun problema in una città come Milano o come New York, che già hanno uno skyline modificato dalle super-strutture ormai da decenni (e che ormai costituiscono una parte importante di queste città), però visto che ancora esistono esempi (anche se pochi...) di grandi città che sono riuscite a preservare la loro struttura urbana nel tempo perchè allora rovinarle con simili strutture? Avrà anche ragione Renzo Piano nel denunciare che il fotomontaggio è esagerato, ma si tratta pur sempre di un palazzo di 200 metri che svetterà nel nulla e con sullo fondo le Alpi, e che non sarà certo proprio un belvedere... Salviamo almeno il salvabile...
scritto da
Unknown
alle
5:39 PM
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Etichette: architettura, grattacieli, skyline, Torino, urbanistica
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