venerdì 26 febbraio 2016
giovedì 12 novembre 2015
L'Organo marino di Zara
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martedì 2 dicembre 2014
Sassuolo: ecco l'ospedale delle opere d'arte
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giovedì 30 ottobre 2014
I led ad illuminare i capolavori della CAPPELLA SISTINA
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5:58 PM
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venerdì 24 ottobre 2014
Lo splendido Palazzo Cini di San Vio, a Venezia
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8:37 AM
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venerdì 16 luglio 2010
Toh, rispunta l'ARCHEO CONDONO!
E' infatti stata depositata alla Camera dei Deputati la proposta di legge n° 3540 intitolata “Disposizioni per il censimento e la riemersione dei beni archeologici in possesso dei privati”. Cosa prevede questa proposta? Chi detiene un reperto archeologico mai denunciato (quindi ILLEGALE), può regolarizzarsi pagando, badate bene, 50 (cinquanta!) euro per spese di registrazione e di catalogazione, il reato verrà automaticamente estinto ed il reperto resterà nelle mani di chi lo aveva posseduto fino ad ora!!!!
Il sospetto è che si voglia inserire la proposta di legge nel maxi-emendamento del governo alla manovra finanziaria: Azzolini (Presidente della Commissione Bilancio al Senato, del PdL) ha smentito il fatto, ma pochi giorni il finiano Fabio Granata lo ha di nuovo tirato fuori.
Cosa comporterebbe questa sanatoria archeologica? Io, possessore illegale di un reperto storico, lo denuncio, pago 50 euro e ne rimango proprietario, permettendomi quindi di sfruttare o vendere questo bene (cosa che prima non potevo fare in quanto il reperto era illegale). E tutto sempre e solo per fare soldi!!! Non interessa a nessuno di questo governo di proteggere il nostro patrimonio storico-artistico, quel patrimonio che ci invidia tutto il mondo. La stessa scellarata proposta di legge vuole far passare il messaggio di riavviare con questa sanatoria il mercato italiano dell'arte e di tutelare il collezionismo! Davvero incredibile!
Ah, si potranno sanare anche opere detenute all'estero (un po' come era successo per la sanatoria di chi voleva rimpatriare i soldi depositati all'estero...), basta comunicarlo alla Soprintendenza dei Beni Culturali (la quale prende semplicemente atto...). Naturalmente, per non scoraggiare i possessori si pagano 50 euro anche per un'intera collezione numismatica (indipendentemente dal numero di pezzi) e 50 euro anche per i frammenti ricomponibili in un unico pezzo!
Condivido l'allarme lanciato da Francesco Erbani sul quotidiano la Repubblica del 14 luglio 2010: siamo a livelli di Repubblica delle Banane, lo è sempre stata ma c'è sempre qualcosa che ce lo ricorda, e questo governo ci riesce perfettamente. Rgazzi miei, stanno svendendo tutto, territorio, ambiente e patrimonio artistico, stanno rovinando tutto. Svegliatevi!!!! Non so più come dirvelo.
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10:36 AM
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lunedì 14 giugno 2010
Notizie... egiziane!
La notizia d'arte riguarda un summit tra i rappresentanti di circa 30 paesi di tutto il mondo (tra cui Italia, Cina, Iraq, Spagna e Siria) che si è tenuto in aprile a Il Cairo (capitale egiziana) per chiedere la restituzione dei beni archeologici sottratti o rubati nei secoli scorsi e che ora sono esposti nei musei di tutto il pianeta: così la Grecia reclama i marmi del Partenone, la Libia reclama la statua dell'Apollo di Cirene, il Perù rivuole indietro la collezione di reperti del Machu Picchu. Durante questo summit è stata fatta una graduatoria delle rivendicazioni in base alle priorità, e tra queste primeggiano varie opere d'arte egiziane tra cui la stele di Rosetta (ora conservata al British Museum di Londra), il busto di Nefertiti (custodito al Neues Museum di Berlino) e la statua di Ramesse II (esposta al museo egizio di Torino). Dopo questo summit l'Egitto è riuscito ad ottenere un piccolo primo risultato positivo: dopo oltre un secolo dal suo furto, la Svizzera ha restitutito al paese africano l'alluce della mummia del faraone Akhenaton (padre di Tutankhamon). Che sia il segnale di una restituzione definitiva di tutte le opere d'arte sparse per il mondo?
La notizia di geografia riguarda invece il fiume Nilo: dopo circa 10 anni di trattative lo scorso mese di maggio Etiopia, Uganda, Ruanda e Tanzania, con l'appoggio del Kenya, hanno sottoscritto un accordo quadro di cooperazione per una gestione condivisa delle acque del grande fiume, in modo di arrivare ad una distribuzione più equa delle sue acque (che, lo ricordiamo, nei suoi 6.700 km di lunghezza attraversa ben 10 paesi). Questo accordo quadro prevede la creazione di una Commissione permanente con sede ad Addis Abeba (capitale kenyota) che valuterà le varie questioni relative al fiume, nonché la realizzazione di progetti d'irrigazione e barriere idroelettriche nei vari paesi bagnati dal Nilo. Egitto e Sudan, però, si oppongono a questo trattato (visto che il fiume trascorse per la maggior parte del suo percorso nel loro territorio): i due paesi non vogliono modificare le attuali regole di gestione dle fiume stabilite nel lontano 1959, anche perchè la loro vita è concentrata su questo fiume. Staremo a vedere gli sviluppi futuri: l'acqua è un bene sempre più importante e probabilmente è giusto che l'acqua del più importante fiume al mondo sia utilizzata da tutti i paesi che ne sono bagnati.
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1:48 PM
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