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venerdì 26 febbraio 2016

Dietro le quinte dei MUSEI VATICANI

Stiamo parlando di uno dei più grandi poli museali al mondo: i MUSEI VATICANI (http://www.museivaticani.va/). Di essi si conosce molto, sono famosissimi e con un incredibile numero di visitatori. Ma la giornalista Antonella Barina ha scritto un bel articolo intitolato "Segreti e scoperte in Vaticano" per l'inserto "Il Venerdì" del quotidiano la Repubblica del 19 febbraio 2016: una bella inchiesta su cosa si cela dietro le quinte dei Musei Vaticani, dalle 2797 chiavi che ogni giorno aprono uffici, sale, laboratori e depositi dei musei, allo spolvero della Cappella Sistina fino a tutte le opere che non sono esposte (nei 7 km di percorsi sono visibili solo 20.000 delle ben 200.000 opere). Potete leggere l'articolo al link http://open.reply.it/mobile/r/pocket/mobile-rep/venerdi/2016/02/19/news/segreti_e_scoperte_in_vaticano-133684158/?source=RPLUSMOB_Venerdi.

giovedì 12 novembre 2015

L'Organo marino di Zara

L'organo marino è un'opera d'arte architettonica e musicale situata a Zara (città della Dalmazia croata, che si affaccia sul Mar Adriatico e che conta 75.082 abitanti, capitale storica della Dalmazia, pur essendo stata superata da Spalato per numero di abitanti), aperta al pubblico dal 15 aprile 2005. Realizzato su progetto dell'architetto Nikola Bašic, si trova sull'angolo nord-occidentale della banchina che circonda il centro storico. Come funziona? E' costituito da una serie di gradoni lunghi circa 70 metri, divisi in sette sezioni di dieci metri ciascuna: sotto di esse, parallelamente alla riva e al livello della bassa marea, ci sono 35 canne in polietilene di varie lunghezze, diametro ed inclinazione, che s'innalzano trasversalmente fino alla pavimentazione della riva, per terminare nel canale. Grazie al moto ondoso dell'acqua marina, queste canne producono suoni sempre diversi modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. L'imprevedibilità del mare, con la sua forza, la sua direzione e l'altezza della marea, crea un concerto continuo ed unico, irripetibile nelle sue variazioni musicali. Se volete ascoltare il suono andate al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=myV3E9uREuI. Naturalmente l'opera è diventata una delle più importanti attrattive turistiche della zona.

martedì 2 dicembre 2014

Sassuolo: ecco l'ospedale delle opere d'arte

A Sassuolo (Modena) esiste il bellissimo Palazzo Ducale, recentemente restaurato, residenza estiva dei duchi di Modena, fatto costruire dal duca Francesco I d'Este su disegno di Bartolomeo Avanzini nel 1634, sul sito del castello dei Pio: al fasto della facciata corrisponde negli interni una ricchissima pittura murale, composta da trompe l'oeil e fregi in tipico stile barocco, opera in gran parte dell'artista francese Jean Boulanger (si vedano le spettacolari Sala della Fortuna, Camera dell'Amore, Camera delle Virtù estensi, Camera del Genio, oltre alla Galleria e al Salone delle Guardie, affrescato quest’ultimo dai celebri Angelo M. Colonna e Agostino Mitelli). Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Sassuolo. Ebbene, al piano terra del Palazzo è stato creato una sorta di ospedale delle opere d'arte della zona che sono state danneggiate dal terremoto del 2012: si tratta di 1.797 opere d'arte provenienti da circa 90 siti  locali (chiese, musei, rocche, palazzi, di cui la zona è ricchissima), tra le quali vi sono dipinti, affreschi, arredi sacri, crocefissi, sculture, antichi orologi delle torri civiche, organi e reperti archeologici. Apprendo la notizia da un articolo di Claudio Visani pubblicato sull'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 28 novembre 2014. Le opere iniziali sono state seguite da 9 restauratori della Sovrintendenza ed una ventina di allievi dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma (Icr, http://www.icr.beniculturali.it/) e dell'Opificio delle pietre dure di Firenze (OPD, http://www.opificiodellepietredure.it/), mentre ora ci sono sei restauratori a tempo pieno. Finora sono 25 le opere restaurate o in fase avanzata di restauro, 1.033 quelle messe in sicurezza e 737 ancora da visionare. 
Si tratta di un'esperienza pilota diventata modello per tutta l'Italia che permetterà di di recuperare molti dei tesori artistici danneggiati sparsi per il nostro Paese. Lo spero con tutto il cuore.

giovedì 30 ottobre 2014

I led ad illuminare i capolavori della CAPPELLA SISTINA

Tutti conosciamo la fantastica CAPPELLA SISTINA, uno dei più famosi tesori culturali e artistici della Città del Vaticano, inserita all'interno del percorso dei Musei Vaticani. È conosciuta in tutto il mondo sia per essere il luogo nel quale si tengono il conclave e altre cerimonie ufficiali del Papa, sia per essere decorata con una delle opere d'arte più conosciute e celebrate della civiltà artistica occidentale, ovvero gli affreschi di Michelangelo Buonarroti. Per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Sistina e http://www.museivaticani.va/. Ebbene, ora il suo interno sarà illuminato da ben 7.000 led per creare una luce quieta e soffusa in modo da agevolare al meglio il visitatore nell'osservazione degli affreschi: tutto questo avviene nel duplice anniversario dei 20 anni dal celebre restauro del “Giudizio Universale” e della volta e dei 450 anni dalla morte di Michelangelo. 
Ma c'è un altro problema: presto per la Cappella potrebbe arrivare il numero chiuso se si superassero gli attuali sei milioni di visitatori l’anno, perché l’eccessiva pressione antropica rischierebbe in futuro di danneggiare gli affreschi. 
Per approfondimenti vi rimando all'articolo di Sara Grattoggi pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 28 ottobre 2014, che potete leggere al link http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=544f57c88d1f9.

venerdì 24 ottobre 2014

Lo splendido Palazzo Cini di San Vio, a Venezia

Devo ammettere la mia ignoranza nell'aver scoperto l'esistenza di questo palazzo solo ora grazie ad un articolo di Alessandra Mammì pubblicato sul settimanale L'Espresso del 23 ottobre 2014. Si tratta del fantastico Palazzo Cini di San Vio a Venezia: in realtà un palazzetto rispetto ai palazzoni che sorgono lungo il Canal Grande, ma a questi non ha nulla da invidiare in quanto ad opere d'arte. La giornalista ne parla accuratamente nell'articolo intitolato “Rinascita a Venezia” che potete leggere al link http://rassegna-stampa.veneziepost.it/stories/cultura/38476_rinascita_a_venezia/#.VEn3gyKsV5w
Per approfondimenti sul Palazzo consultate il link http://www.palazzocini.it/, dove trovate la storia del Palazzo e la galleria delle opere d'arte. Un gioiello storico-architettonico-artistico di immenso valore, fuori dalle solite rotte turistiche...

venerdì 16 luglio 2010

Toh, rispunta l'ARCHEO CONDONO!

Prima di leggere questo post, vi consiglio di leggere i due post che avevo già dedicato all'argomento il 30 e 31 ottobre 2008 (in merito all'archeo condono proposto da alcuni scellerati ministri del PdL) e lo scorso 22 aprile 2010 sul traffico delle opere d'arte. Quando li avete letti, allora potete leggere questo post, perchè cari miei in questo luglio 2010 rispunta lo scellerato ARCHEO CONDONO! Incredibile.
E' infatti stata depositata alla Camera dei Deputati la proposta di legge n° 3540 intitolata “Disposizioni per il censimento e la riemersione dei beni archeologici in possesso dei privati”. Cosa prevede questa proposta? Chi detiene un reperto archeologico mai denunciato (quindi ILLEGALE), può regolarizzarsi pagando, badate bene, 50 (cinquanta!) euro per spese di registrazione e di catalogazione, il reato verrà automaticamente estinto ed il reperto resterà nelle mani di chi lo aveva posseduto fino ad ora!!!!
Il sospetto è che si voglia inserire la proposta di legge nel maxi-emendamento del governo alla manovra finanziaria: Azzolini (Presidente della Commissione Bilancio al Senato, del PdL) ha smentito il fatto, ma pochi giorni il finiano Fabio Granata lo ha di nuovo tirato fuori.
Cosa comporterebbe questa sanatoria archeologica? Io, possessore illegale di un reperto storico, lo denuncio, pago 50 euro e ne rimango proprietario, permettendomi quindi di sfruttare o vendere questo bene (cosa che prima non potevo fare in quanto il reperto era illegale). E tutto sempre e solo per fare soldi!!! Non interessa a nessuno di questo governo di proteggere il nostro patrimonio storico-artistico, quel patrimonio che ci invidia tutto il mondo. La stessa scellarata proposta di legge vuole far passare il messaggio di riavviare con questa sanatoria il mercato italiano dell'arte e di tutelare il collezionismo! Davvero incredibile!
Ah, si potranno sanare anche opere detenute all'estero (un po' come era successo per la sanatoria di chi voleva rimpatriare i soldi depositati all'estero...), basta comunicarlo alla Soprintendenza dei Beni Culturali (la quale prende semplicemente atto...). Naturalmente, per non scoraggiare i possessori si pagano 50 euro anche per un'intera collezione numismatica (indipendentemente dal numero di pezzi) e 50 euro anche per i frammenti ricomponibili in un unico pezzo!
Condivido l'allarme lanciato da Francesco Erbani sul quotidiano la Repubblica del 14 luglio 2010: siamo a livelli di Repubblica delle Banane, lo è sempre stata ma c'è sempre qualcosa che ce lo ricorda, e questo governo ci riesce perfettamente. Rgazzi miei, stanno svendendo tutto, territorio, ambiente e patrimonio artistico, stanno rovinando tutto. Svegliatevi!!!! Non so più come dirvelo.

lunedì 14 giugno 2010

Notizie... egiziane!

In queste ultime settimane ho scovato sull'inserto "Il Venerdì" del quotidiano la Repubblica due curiosità riguardanti l'Egitto: una riguardante l'arte (Il Venerdì del 30 aprile 2010) ed una riguardante geografia (Il Venerdì del 28 maggio 2010).
La notizia d'arte riguarda un summit tra i rappresentanti di circa 30 paesi di tutto il mondo (tra cui Italia, Cina, Iraq, Spagna e Siria) che si è tenuto in aprile a Il Cairo (capitale egiziana) per chiedere la restituzione dei beni archeologici sottratti o rubati nei secoli scorsi e che ora sono esposti nei musei di tutto il pianeta: così la Grecia reclama i marmi del Partenone, la Libia reclama la statua dell'Apollo di Cirene, il Perù rivuole indietro la collezione di reperti del Machu Picchu. Durante questo summit è stata fatta una graduatoria delle rivendicazioni in base alle priorità, e tra queste primeggiano varie opere d'arte egiziane tra cui la stele di Rosetta (ora conservata al British Museum di Londra), il busto di Nefertiti (custodito al Neues Museum di Berlino) e la statua di Ramesse II (esposta al museo egizio di Torino). Dopo questo summit l'Egitto è riuscito ad ottenere un piccolo primo risultato positivo: dopo oltre un secolo dal suo furto, la Svizzera ha restitutito al paese africano l'alluce della mummia del faraone Akhenaton (padre di Tutankhamon). Che sia il segnale di una restituzione definitiva di tutte le opere d'arte sparse per il mondo?
La notizia di geografia riguarda invece il fiume Nilo: dopo circa 10 anni di trattative lo scorso mese di maggio Etiopia, Uganda, Ruanda e Tanzania, con l'appoggio del Kenya, hanno sottoscritto un accordo quadro di cooperazione per una gestione condivisa delle acque del grande fiume, in modo di arrivare ad una distribuzione più equa delle sue acque (che, lo ricordiamo, nei suoi 6.700 km di lunghezza attraversa ben 10 paesi). Questo accordo quadro prevede la creazione di una Commissione permanente con sede ad Addis Abeba (capitale kenyota) che valuterà le varie questioni relative al fiume, nonché la realizzazione di progetti d'irrigazione e barriere idroelettriche nei vari paesi bagnati dal Nilo. Egitto e Sudan, però, si oppongono a questo trattato (visto che il fiume trascorse per la maggior parte del suo percorso nel loro territorio): i due paesi non vogliono modificare le attuali regole di gestione dle fiume stabilite nel lontano 1959, anche perchè la loro vita è concentrata su questo fiume. Staremo a vedere gli sviluppi futuri: l'acqua è un bene sempre più importante e probabilmente è giusto che l'acqua del più importante fiume al mondo sia utilizzata da tutti i paesi che ne sono bagnati.