venerdì 25 ottobre 2013
mercoledì 23 ottobre 2013
L'Isola di BUDELLI diventi BENE COMUNE!
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domenica 20 gennaio 2013
Approvare la legge sugli SPAZI VERDI URBANI!
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mercoledì 26 dicembre 2012
CULTURA per rilanciare l'economia
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giovedì 6 ottobre 2011
FAI: un SMS per salvare l'ITALIA
Ecco quindi che il FAI si rivolge a noi cittadini: fino al 31 ottobre si può mandare un SMS al n° 45506 al costo di 2 euro. Con quello cche verrà raccolto si completerà il piano 2011 dei restauri che ha già reso fruibili tre beni storici-naturali, ovvero il negozio-vetrina creato da Carlo Scarpa in Piazza San Marco a Venezia per Adriano Olivetti, la meravigliosa cinquecentesca Villa dei Vescovi sui Colli Euganei e il bosco di San Francesco alle spalle del Sacro Convento (guardate sul sito http://www.laterradifrancesco.it/), e naturalmente si avvierà il restauro di altri gioielli del nostro immenso patrimonio: sono già in previsione i recuperi di Punta Mesco (promontorio dalla vista mozzafiato sulle Cinque Terre), di 200 ettari di boschi e pascoli in quota sulla via che passa sulle Alpi Orobie, e della Torre Campatelli riportandola a com'era nel Trecento (è l'unica torre di San Gimignano rimasta perfettamente vuota).
Il FAI è fiducioso perchè vede l'interessamento della popolazione: dal 1999 al 2009 la spesa in cultura delle famiglie italiane è aumentata di ben il 24,3% ed è ancora in aumento. Quindi è un buon segnale.
Facciamo ognuno la nostra parte e dimostriamo alla classe politica che valiamo molto, ma molto, più dei suoi rappresentanti: aiutiamo il recupero di quel patrimonio storico-naturalistico-artistico che ci invida tutto il mondo.
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10:30 PM
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mercoledì 11 maggio 2011
Siti UNESCO in sofferenza in Italia...
Rappresentano un capolavoro del genio umano, sono esempi eccezionali di arte, architettura e natura, in grado di raccontare la cultura e la storia di una civiltà esistente o scomparsa. Sono luoghi e opere uniche al mondo e per questo rientrano nella lista dei beni patrimonio dell’Umanità stilata dall’Unesco, che le seleziona secondo criteri molto stringenti . L’Italia è tra i Paesi al mondo che ne possiede di più, ma troppo spesso, dopo aver ottenuto il prestigioso titolo, lascia questi tesori al proprio destino, senza fondi per il mantenimento e a volte senza alcun tipo di cura. Nella settimana dedicata alla cultura Legambiente richiama l’attenzione sulle emergenze dei siti italiani patrimonio dell’Umanità con il dossier Unesco all’italiana e chiede che il riconoscimento attribuito dall’organizzazione delle Nazioni Unite sia valorizzato meglio e non rimanga solo sulla carta come spesso avviene. Dei quarantacinque siti Unesco italiani, infatti, oltre la metà (23) è afflitta da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro. Tra questi ci sono beni paesaggistici unici al mondo come la costiera Amalfitana, un tratto di costa che tutto il mondo ci invidia, dove dilagano abusivismo edilizio ed emergenza rifiuti; le isole Eolie, paradisi della natura forgiati dal vento e dal fuoco quotidianamente minacciati da interessi speculativi e ipotesi di nuovo cemento; il parco nazionale del Cilento assediato dall’illegalità edilizia; la laguna di Venezia, un sistema fragilissimo insidiato dall’erosione, l’inquinamento marino, le acque alte e la pesca abusiva. In pericolo anche aree archeologiche di straordinario interesse come Agrigento, Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, le necropoli etrusche di Cerveteri e le famosissime Pompei ed Ercolano che lottano quotidianamente contro il degrado, l’emergenza crolli, i rifiuti, gli abusi edilizi e la scarsità di servizi. “L’Italia e il Veneto hanno la fortuna di custodire un patrimonio di arte, cultura e storia unico e irriproducibile, che incarna la nostra stessa identità nazionale – sottolinea Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto – ed è molto doloroso constatare, in molti casi, la totale incapacità di tutelarlo e valorizzarlo come grande ricchezza culturale e anche come chiave di uno sviluppo nuovo. Parliamo di monumenti e luoghi simbolo del nostro Paese, famosi in tutto il mondo, che rappresentano in un certo senso anche l’unione dell’Italia di cui quest’anno ricorrono i 150 anni. Un patrimonio per l’intera umanità che, una volta riconosciuto come tale, viene lasciato nell’abbandono, alla mercé di auto, inquinamento e nuovi edifici, figuriamoci che ne è dei beni cosiddetti ‘minori’, quelle migliaia di chiese, opere d’arte e monumenti che costellano ogni angolo della penisola e di cui ci occupiamo da anni con la campagna Salvalarte”. Tra i principali mali che incombono sui siti Unesco italiani, Legambiente segnala automobili e traffico, una vera ‘spada di Damocle’ sulla testa di molti posti straordinari come i Sassi di Matera dove il recupero e la rivitalizzazione degli antichi rioni è ferma da tempo mentre si progettano nuovi parcheggi, oppure i centri storici di alcune delle più importanti città d’arte del Paese come Roma, Napoli, Verona, Siena e Urbino: musei a cielo aperto, soffocati da smog, veicoli ovunque e inquinamento, dove si progetta e si realizza il ‘nuovo’ senza interessarsi troppo di quello che esiste da secoli. Lo sviluppo urbanistico eccessivo è anche l’incubo di Assisi e di altri siti francescani, del villaggio industriale di Crespi d’Adda e dei Sacri Monti della Lombardia, mentre l’incuria, la scarsa manutenzione e a volte il malcostume stanno seriamente mettendo in pericolo gioielli, archeologici, architettonici e artistici come la Villa del Casale a Piazza Armerina, Villa Adriana a Tivoli, Castel del Monte, i Monumenti paleocristiani di Ravenna, la Reggia di Caserta e le Residenze Sabaude. “Il recupero e della valorizzazione dei beni culturali può diventare l’asse portante di un diverso sviluppo del turismo - conclude Michele Bertucco - che porta lavoro e benessere e al tempo stesso promuove l’attenzione e l’amore degli italiani verso i tesori d’arte. Un Paese civile non può lasciare che simili tesori scompaiano sotto l’ombra del degrado, sono un patrimonio dell’umanità sempre e non solo quando devono candidarsi a entrare nella lista Unesco”.
Se volete leggere il Dossier integrale di Legambiente "Unesco all'Italiana: i siti in sofferenza nel Bel Paese", andate al sito http://www.legambienteverona.it/comunicati-stampa/2011/1142-siti-unesco-in-sofferenza.html.
La situazione non è per niente incoraggiante, anzi, se pensiamo all'intelligenza del Governo che continua a tagliare fondi al Ministero dei Beni Culturali, sperperando i soldi in altre piaghe del paese (politica, Provincie, nucleare, Ponte di Messina, ecc...) vengono i brividi ed un forte colpo al cuore...
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domenica 24 ottobre 2010
FAI: l'appello al ministro del Turismo
L'appello viene lanciato perchè con i continui tagli imposti dal Ministero dell'Economia le aree culturali e naturali italiane sono destinate alla chiusura e alla rovina: l'Italia dovrebbe essere al 1° posto nelle classifiche mondiali del turismo, perchè nessun altro paese al mondo ha un patrimonio storico-artistico-naturale come il nostro. Ma questo non sta succedendo, perchè in Italia le priorità del governo sono le centrali nucleari, costruire nuovi aereoporti (come l'ampliamento di Malpensa nel Parco del Ticino...), realizzare nuove strade/autostrade e il Ponte di Messina: per queste opere i soldi si trovano sempre. Ma, oltre che distruggere ulteriormente il territorio, lasciano senza fondi proprio quell'incredibile patrimonio storico-artsitico-naturale che abbiamo.
Il FAI è convinto di avere la ricetta giusta per rilanciare il turismo: ovvero collegare tra loro i luoghi di un territorio con circuiti piacevoli e lenti, contenendo anche le spese. Ne è convinto perchè in Piemonte il FAI è già riuscito in questo intento, e con grande successo: sono stati eccellentemente messi in collegamento tra loro castelli, il paesaggio, le montagne, la produzione locale e il buon cibo, creando un buon indotto e nuovi posti di lavoro.
L'esempio il Presidente del FAI lo fa sui tagli imposti ai parchi: ci sono in Italia 24 parchi nazionali e 144 parchi regionali, per i quali nel 2011 verranno stanziati 30 milioni (a fronte dei 54 stanziati in precedenza...). Come si può pensare, con sempre meno soldi, di continuare nella lotta per prevenire gli incendi, per contrastare l'abusivismo, per garantire la sicurezza contro il rischio idrogeologico? Ma queste cose sembrano non essere segnate come punti urgenti nell'agenda dei politici, soprattutto dell'attuale governo, impegnato com'è nella propaganda elettorale delle centrali nucleari e nell'urgentissima (ma solo per il Cavaliere) riforma della Giustizia (in questo drammatico momento economico la cosa principale sembra essere la separazione delle carriere dei giudici e il lodo Alfano...). E pensare che il turismo dovrebbe essere la prima industria del paese: a proposito, visitate il sito http://www.italia.it.
In Italia non si è ancora capito che dovrebbe essere la cosiddetta green economy a farci uscire da questa crisi: abbiamo bisogno contemporaneamente di creare migliaia di nuovi posti di lavoro e di investire sul patrimonio storico-artistico-naturale. Il connubio sarebbe importante per risolvere nello stesso tempo i due problemi, oltre che rilanciare il turismo aumentando le entrate per le casse dello Stato. Perchè gli italiani quando vanno a votare non si chiedono chi si sta impegnando in questo?
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