martedì 16 dicembre 2014
mercoledì 26 novembre 2014
Giocattoli riparati e regalati
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martedì 18 novembre 2014
2014: anno dei beni comuni
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martedì 21 ottobre 2014
Il Paese dei VOLONTARI
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giovedì 17 gennaio 2013
Chelsea Clinton e il VOLONTARIATO
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giovedì 25 novembre 2010
Il FAMIGERATO taglio al 5 per mille...
Sono 16 milioni gli italiani che ogni anno scelgono il 5 per mille: come si può evincere dal sito http://www.5-per-mille.it/ il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione. È consentita una sola scelta di destinazione, ma il contribuente può altresì indicare il codice fiscale dello specifico soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille. Se guardiamo i dati della dichiarazione dei redditi dell'anno 2009, mediamente ogni contribuente che ha scelto il 5 per mille ha versato € 28,81 al volontariato, € 28,69 alla ricerca scientifica, € 26,29 alla ricerca sanitaria e € 29,21 alle associazioni sportive: complessivamente sono stati distribuiti nel 2009 278,6 milioni di euro al volontariato, 65,9 milioni di euro alla ricerca sanitaria e 64,1 milioni di euro alla ricerca scientifica (oltre che 6,9 milioni di euro ad associazioni sportive).
E quest'anno? La riduzione del 75% dei fondi del 5 per mille da evolvere alle varie associazioni comporterà un disastro in molti settori, soprattutto nel volontariato. Da cosa nasce il volontariato? Questa la chiara definizione che trovo su wikipedia: "Volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni private e personali, che possono essere di solidarietà, di giustizia sociale, di altruismo o di qualsiasi altra natura. Nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti, o non affrontati, o mal gestiti dallo Stato e dal mercato. Per questo motivo il volontariato si inserisce nel "terzo settore" insieme ad altre organizzazioni che non rispondono alle logiche del profitto o del diritto pubblico". A proposito di volontariato, http://www.volontariato.com/.
E lo Stato cosa fa? Taglia e mette in allarme proprio il mondo del volontariato. Sono migliaia le associazioni in Italia che si occupano di volontariato (impiegando con continuità 1,1 milioni di italiani e saltuariamente 4 milioni), nei più svariati campi: dalla protezione della natura alla difesa di beni storico-artistici, dall'aiuto a persone bisognose alla lotta contro malattie gravi. In tutti questi campi il volontariato si sostituisce allo Stato: e lo Stato taglia. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti taglia: taglia sulla cultura, sull'istruzione, sull'ambiente ed ora sul volontariato. E come più volte abbiamo detto non taglia sui costi esorbitanti del Parlamento (la politica italiana costa 4 miliardi di euro all'anno: ma i nostri amati parlamentari si sono già tagliati lo stipendio di 1.000 euro, che quindi è sceso da 14.000 a 13.000 euro netti al mese..., oltre che maturare la pensione dopo appena 2 anni e mezzo di legislatura!!), non taglia sulle maledette Province (2 miliardi di euro all'anno), non taglia sulle spese militari (8 miliardi di euro all'anno)! E a proprosito di spese militari, è sconcertante quanto è appena stato deliberato dallo Stato in materia: 100 milioni di euro spesi per i sistemi d'arma, 200 milioni di euro per 10 elicotteri AW-139, 13 miliardi (miliardi!) di euro per 131 cacciabombardieri e 4 miliardi (miliardi!) di euro per 41 Eurofighter!!! E l'opposizione tace!
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domenica 7 novembre 2010
Volontariato e solidarietà
Per facilitare questa scelta sono stati istituiti in Italia 78 "Centri di Servizio per il Volontariato" (http://www.csvnet.it), con 414 sportelli diffusi in tutto il territorio nazionale, ai quali ci si può rivolgere per avere un aiuto sulla scelta dell'associazione più vicina e più bisognosa (spiegano come muoversi, fanno corsi di formazione e periodi prova). Questi centri gestiscono buona parte del volontariato italiano e sono finanziati per legge dalle fondazioni bancarie proprio per sostenere il no profit: nel solo 2009 sono stati quasi 19.000 gli italiani che hanno usufruito gratis dei servizi di consulenza di questi centri, potendo usufruire di ben 54.000 ore di formazione.
Importante è l'attività svolta dai "Centri di Servizio per il Volontariato" nelle scuole: nel 2009 sono state ben 1.824 le scuole (di ogni grado, dalle materne alle superiori) coinvolte in attività di volontariato, per un totale di 163.000 studenti impegnati, proponendo film, mostre, giochi, testimonianze di volontari, sensibilizzazione alla solidarietà, oltre che visite e stage formativi presso alcune associazioni.
Scrivo ancor più volentieri questo articolo perchè anch'io da tre anni contribuisco al volontariato: con alcuni amici abbiamo fondato un circolo facente parte a Legambiente. Si tratta del circolo PERLA BLU (http://www.perlablu.it) con sede a Cologna Veneta (VR), che si occupa di difesa del territorio, di lotta ad ogni forma di inquinamento e di iniziative culturali (percorsi storici, formazione scolastica, ecc...). Da tre anni ne sono il Segretario e lo faccio davvero molto volentieri: rendersi utili alla collettività ti dà una gioia immensa, perchè metti a disposizione un pò del tuo tempo libero per fare ciò che le amministrazioni locali non riescono (o non vogliono) fare. E' l'aiuto di tutti che riesce a rendere un paese migliore: lo Stato, ricordatelo sempre, siamo noi e noi lo facciamo funzionare, anche nell'aiuto agli altri e al territorio.
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venerdì 20 novembre 2009
QUANTO E’ IMPORTANTE IL VOLONTARIATO!
Cominciamo con i dati: secondo una ricerca di Eurispes in Italia ci sono 1.100.000 cittadini che si occupano di volontariato in modo continuativo, mentre sono altri 4.000.000 quelli che almeno una volta all’anno dedicano qualche ora di tempo ad una associazione. Si tratta in totale di 5.100.000 italiani, ovvero il 9.2% della popolazione! Ma secondo una rilevazione Ocse-Gallups ben il 21.1% degli italiani si dedica al volontariato: in questo caso per volontariato si intendono anche quelle piccole attività spontanee e non organizzate come un aiuto in parrocchia, il turno organizzativo tra genitori per portare a casa i figli da scuola, ecc… Tenendo in considerazione la percentuale del 9.2%, vediamo che cos’è questo volontariato: nel 2007 l’1.9% di questi volontari frequentava associazioni ecologiste, per diritti civili e per la pace, il 9.1% frequentava associazioni culturali e ricreative in genere, il 9.2% prestava attività gratuita in associazioni di volontariato, mentre il 16.7% versava soldi ad un’associazione. Sul totale dei volontari, il 14.6% si dedicava a cultura e attività ricreative, il 27.8% ad assistenza sociale e il 28.0% alla sanità. A livello geografico, la maggior parte dei volontari è concentrata nelle regioni del Nord Italia (fino al 12.3% in Emilia Romagna, al 12.6% in Lombardia, al 13.8% in Veneto e al 19.1% in Trentino - Alto Adige), mentre le percentuali minime si raggiungono al Sud (5.4% in Calabria, 5.2% in Campania e 4.8% in Sicilia, e comunque 5.5% nel Lazio). Le percentuali di volontari sono equamente distribuite in ogni fascia d’età: le fasce 14-17, 18-19, 20-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-59 e 60-64 hanno percentuali di volontari comprese tra il 9.1 e l’11.9%, poi le percentuali sono in calo al 7.9% nella fascia d’età 65-74 e al 3.4% oltre i 75 anni. Chi sono questi volontari? Il 43.6% è composto da persone che non hanno un’occupazione lavorativa, il 24.8% da dirigenti ed impiegati pubblici, il 10.8% da imprenditori e liberi professionisti, il 10.7% da lavoratori autonomi ed il 10.1% da operai. E arriviamo ai dati più eclatanti: alla domanda “In chi ha più fiducia?” il 27.7% ha risposto il Governo, il 38.8% la Chiesa, il 44.4% la magistratura, il 47.2% la scuola, il 62.1% il Presidente della Repubblica, il 62.7% la Guardia di Finanza, il 63.3% la Polizia, il 69.6% i Carabinieri e, udite udite, il 71.3% (ovvero la maggioranza) le associazioni di volontariato!!!
Riccardo Bonacina, direttore di Vita (la rivista del volontariato sociale, http://www.vita.it), ha affermato: “Il volontariato è un immenso giacimento di generosità, sopravvissuto alla crisi del mutualismo novecentesco di tradizione operaia, socialista o cattolica”. Proprio per questo immenso valore, il 4 e 5 dicembre prossimi si terrà a Roma la prima vera assemblea generale del Terzo settore, dedicata appunto al volontariato in genere.
Sono molti i settori che si occupano di volontariato: ecologia, territorio, sanità, aiuto a bisognosi, pace, sport, scuola, ecc… Il volontario sente di poter dare e fare qualcosa per gli altri o per qualcosa: posso testimoniare personalmente questo bisogno, visto che due anni fa ho fondato, assieme ad alcuni amici, un circolo legato a Legambiente (circolo chiamato “Perla Blu”, http://www.perlablu.it) per aiutare il nostro territorio laddove non lo fanno coloro che lo dovrebbero fare (le istituzioni in generale). E, a tal proposito, ha ragione Franco La Cecla quando, sulla stessa inchiesta del quotidiano la Repubblica, afferma che una delle conseguenze del volontariato in Italia è che certi nuovi mestieri utili come quelli legati all’ambiente e al miglioramento della vita sociale non sono considerati professioni e, di conseguenza, i cittadini li trasformano in volontariato.
Da Segretario del mio circolo “Perla Blu” legato a Legambiente (http://www.legambiente.eu), dico che purtroppo è vero: pochissimi mestieri in Italia si dedicano alla protezione dell’ambiente e del territorio, ma sono comunque pochi anche coloro che si dedicano al volontariato ambientale (secondo la ricerca di Eurispes solo l’1.9% dei volontari frequenta associazioni ecologiste, assieme a quelle per i diritti civili e per la pace). In un paese dove l’ambiente ed il territorio sono maltrattati in una maniera davvero inquietante, dovrebbero essere molti di più quelli che si impegnano in tal senso. E qui lancio un appello: nel vostro piccolo fondate qualche circolo, comitato o associazione che si occupa della protezione dell’ambiente della vostra zona, così potremo creare una fitta rete di associazioni ambientaliste che ricopra l’intero territorio nazionale. Bastano anche poche ore del vostro tempo ogni 7-15 giorni, trovare una sede per gli incontri ed organizzare ogni tanto qualche evento nella vostra città o nel vostro territorio (come una camminata storico-culturale, una biciclettata per monitorare aree inquinate, un gazebo in piazza per denunciare alcuni scempi, controllare periodicamente i lavori della vostra amministrazione comunale, ecc…). Vedrete che col tempo i risultati arriveranno e sarete fieri di avere fatto qualcosa per il vostro territorio.
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8:42 AM
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