Visualizzazione post con etichetta volontariato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta volontariato. Mostra tutti i post

martedì 16 dicembre 2014

Il negozio di vestiario per i senzatetto

L'iniziativa è nata a Città del Capo (Sudafrica) e consiste in un vero e proprio negozio a cielo aperto nel quale di vende vestiario, solo per i senzatetto: abiti, scarpe, ecc...appesi ovunque lungo le strade, diciamo un pop up shop (uno spazio particolare che apre solo per un breve periodo). Lo hanno chiamato Street Store che si sposta per la città: il vestiario deriva da donazioni di altra gente e raccolto da volontari, che poi viene distribuito ai senzatetto. L'iniziativa ha già cominciato ad espandersi in tutto il mondo: ad oggi sono 120 gli Street Store sparsi per il pianeta. L'idea è venuta all'agenzia M&C Saatchi Abel, i cui esponenti affermano che l'idea è quella di trattare i clochard con la stessa dignità di chi si può permettere di acquistare degli abiti. Per informazioni collegarsi al sito http://thestreetstore.org/. Davvero una gran bella iniziativa: speriamo si possa diffondere anche nelle grandi città italiane.

mercoledì 26 novembre 2014

Giocattoli riparati e regalati

Apprendo da un articolo di Federica Fantozzi pubblicato sull'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 21 novembre 2014 che nel complesso dell'ospedale romano San Camillo c'è la sede principale del cosiddetto “team aggiusta giocattoli” dell'Associazione Salvamamme (http://www.salvamamme.it/), costituito da un tecnico, un geometra e una sarta che riparano giocattoli rotti: tutti volontari che ogni giorno, dalle 9 alle 17, lavorano gratuitamente. E per Natale saranno pronti 12.000 pezzi. Un lavoro davvero lodevole: arrivano tantissime richieste, aumentano di anno in anno.... Piuttosto che gettare dei giocattoli rotti, meglio spedirli a loro: siate riconoscenti però poi con loro, se lo meritano! Davvero molti complimenti!

martedì 18 novembre 2014

2014: anno dei beni comuni

Così lo ha definito Antonella Barina nella sua rubrica “Solidarietà” dell'inserto “Il Venerdì” del quotidiano la Repubblica del 14 novembre 2014. Il 2014 è stato l'anno dei beni comuni (sembra banale, ma approfondiamo il significato di bene comune: http://it.wikipedia.org/wiki/Bene_comune), non solo perché tanti gruppi spontanei di cittadini si stanno impegnando nella cura delle cose di interesse comune (pensiamo agli “angeli del fango” in occasione delle recenti alluvioni, agli abitanti di Mirabello Monferrato che hanno aperto il primo sportello d'informazione sullo smaltimento dell'amianto, agli abitanti di via Rembrandt 12 a Milano che hanno aperto la prima biblioteca condominiale della città, ecc...). Ma anche perché sono sempre di più i Comuni che stanno adottando delle regole precise per sostenere questi cittadini volontari: si tratta del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura dei beni comuni” e la prima città a dotarsene è stata lo scorso mese di febbraio Bologna. A seguire lo hanno adottato Siena, L'Aquila, Chieri, Ivrea, Asciano, Narni, Cavriana, Acireale e giovedì prossimo anche Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere e San Tammaro (in questa cittadina si terrà anche un forum: per informazioni 333-7847542). Il regolamento è stato elaborato da Labsus (il laboratorio per la sussidiarietà, centro di ricerca online sulla cittadinanza attiva, http://www.labsus.org/) e offre assistenza ai Comuni che lo vogliono adottare. Condivido e diffondo pertanto l'appello di Antonella Barina affinché sempre più Comuni aderiscano a questa iniziativa: il bene comune è di tutti, quindi è giusto mettere i cittadini nelle condizioni di poter operare per la sua manutenzione.

martedì 21 ottobre 2014

Il Paese dei VOLONTARI

Molto bello l'articolo di Vera Schiavazzi intitolato "Volontari. la meglio Italia", pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 17 ottobre 2014 e dedicato al grande lavoro fatto dai volontari in tutta Italia: lo potete leggere al link http://www.dirittiglobali.it/2014/10/volontari-italia/. Si è parlato molto in questi giorni di "angeli del fango", ovvero i tantissimi volontari che hanno aiutato la città di Genova in seguito all'ennesima alluvione. Ma volontari in Italia ce ne sono tantissimi: milioni di persone che lavorano gratis per gli altri, donando parte del loro tempo libero e impegnandosi su vari campi, dall'ambiente al territorio, dall'immigrazione alla cultura, dallo sport all'educazione civica. Nello stesso articolo ci sono i dati: 301.191 associazioni non profit in Italia (+28% nel 2011 rispetto al 2001), che impiegano 4,7 milioni di volontari (+43% nello stesso periodo), e che sono per la maggior parte impegnate nell'assistenza sociale, nelle attività culturali e nelle attività sportive. 
Ne parlo a cuore aperto perchè anch'io faccio parte del mondo del volontariato: dal 2007 sono Segretario di un circolo aderente a Legambiente (circolo PERLA BLU di Cologna Veneta, http://www.perlablu.it), e non immaginate quanto senta il bisogno (e per me sia personalmente gratificante) operare per contribuire (nel mio caso) alla protezione dell'ambiente e alla diffusione di cultura. L'Italia è un paese che ha tremendamente bisogno di volontari.

giovedì 17 gennaio 2013

Chelsea Clinton e il VOLONTARIATO

Chelsea Clinton, figlia dell'ex presidente USA Bill Clinton, è presidente onoraria del National Day of Service, ovvero la giornata dedicata negli Stati Uniti all'insegnamento di Martin Luther King, che si terrà sabato 19 gennaio 2013 presso il National Mall di Washington. Brevemente ricordo che (fonte wikipedia) Martin Luther King, nato ad Atlanta il 15 gennaio 1929 e morto a Memphis il 4 aprile 1968, è stato un pastore protestante, politico e attivista statunitense, leader dei diritti civili. Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso, ed a Richard Gregg, primo americano a teorizzare organicamente la lotta non violenta. L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail (Lettera dalla prigione di Birmingham), scritta nel 1963, e in Strength to love (La forza di amare) che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia. Unanimemente riconosciuto apostolo instancabile della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, "redentore dalla faccia nera", Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni cinquanta e sessanta ogni sorta di pregiudizio etnico. Ha predicato l'ottimismo creativo dell'amore e della resistenza non violenta, come la più sicura alternativa sia alla rassegnazione passiva che alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore, come ad esempio, i seguaci di Malcolm X. 
Ebbene, il quotidiano la Repubblica del 16 gennaio 2013 ha pubblicato uno stralcio dell'articolo (tradotto da Fabio Galimberti) che Chelsea Clinton ha scritto pochi giorni fa per la Cnn e che vorrei riproporre in questo spazio perché è molto significativo. “Quando ero bambina, i miei genitori e i miei nonni mi hanno insegnato che lavorare al servizio della comunità, aiutare i nostri vicini e costruire comunità solide sono elementi essenziali per poter essere un bravo cittadino e una brava persona. Le mie due nonne, Virgiania e Dorothy, sono state l'esempio vivente di questa convinzione, la vita non è stata facile per loro, perché sono cresciute durate la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale, ma nonostante gli ostacoli che hanno incontrato hanno trovato il tempo per fare volontariato nella loro chiesa e nella loro comunità, e in seguito nella scuola dei loro figli. I miei genitori mi hanno instillato fin da piccolissima questi valori che gli avevano trasmesso le loro madri. A Little Rock, Arkansas, la domenica andavamo in chiesa e dopo spesso parlavamo di quale progetto di volontariato potevamo seguire insieme. I preferiti erano decidere quali libri donare alla chiesa o alla biblioteca e pulire insieme i giardini pubblici, una cosa che mio padre riusciva sempre a trasformare in un gioco. Quando ci siamo trasferiti a Washington, questo spirito di servizio ha continuato a rappresentare una parte importante della mia vita. Al liceo ho guidato insieme ad altri il circolo di volontariato e al college mi sono impegnata come volontaria facendo la tutor per il progetto di diffusione della lettura America Reads e lavorando nella sala di arteterapia dell'ospedale pediatrico Lucile Packard in California. Mi piaceva moltissimo parlare con le mie nonne delle mie attività di volontariato ed ero d'accordo con loro: quello che ricevevo era molto di più di quello che ero in grado di dare. Alcune di queste attività, come ad esempio rimuovere le macerie dopo un uragano, sono innegabilmente dure, dal punto di vista fisico ed emotivo. Ma moltissime altre, come sorvegliare i bambini durante le gite scolastiche, aiutare un bambino malato a fare un collage, leggere libri per persone che hanno perso la vista, partecipare insieme agli amici a una marcia per la raccolta fondi contro l'Aids, possono essere divertentissime. E il lavoro è qualcosa che eleva e che da una grande forza. Questo sabato, quando mi unirò a migliaia di americani durante il National Day of Service, penserò alle mie nonne. So che sarebbero orgogliose di vedere, in tutta l'America, la gente che tende la mano ai propri vicini, proprio come loro hanno insegnato a fare ai loro figli e nipoti”.
Mi appello a questa lettera, che vorrei fare mia e che vorrei che tutti facessero propria: far parte di una società non significa essere solo dei singoli componenti di essa, ma significa collaborare, aiutarsi, impegnarsi, lavorare. Il volontariato serve a fare ciò che le istituzioni non possono (e, a volte, non vogliono...) fare. Ci sono tanti modi per farlo: per l'ambiente, per la scuola, per la comunità, per le persone, per l'arte, ecc... L'importante è impegnarsi: dedicare, anche poche ore la settimana, a qualcosa di utile renderà felice te che lo hai fatto e soprattutto chi hai aiutato, e servirà a mantenere un livello sociale tale da permettere a tutti di vivere meglio. Questo mondo ha bisogno di volontari!!

giovedì 25 novembre 2010

Il FAMIGERATO taglio al 5 per mille...

Credo che FAMIGERATO sia il termine esatto per commentare il taglio al 5 per mille previsto dall'ultima Finanziaria 2011 (ancora da approvare). I dati sono eloquenti: la Finanziaria 2007 ha previsto 400 milioni di euro dal 5 per mille per le varie associazioni (di cui 353 milioni erogati), la Finanziaria 2008 ha previsto 400 milioni di euro (di cui 397,3 milioni erogati), la Finanziaria 2009 ha previsto 400 milioni di euro (ma zero euro erogati...), la Finanziaria 2010 ha previsto 400 milioni di euro (ma zero euro erogati), la Finanziaria 2011 ha tagliato i fondi a 100 milioni! Un taglio di ben il 75%!!! E il 5 per mille versato dagli italiani, che prima andava al volontariato e alle varie associazioni, dove andrà?
Sono 16 milioni gli italiani che ogni anno scelgono il 5 per mille: come si può evincere dal sito http://www.5-per-mille.it/ il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche apponendo la firma in uno dei quattro appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione. È consentita una sola scelta di destinazione, ma il contribuente può altresì indicare il codice fiscale dello specifico soggetto cui intende destinare direttamente la quota del 5 per mille. Se guardiamo i dati della dichiarazione dei redditi dell'anno 2009, mediamente ogni contribuente che ha scelto il 5 per mille ha versato € 28,81 al volontariato, € 28,69 alla ricerca scientifica, € 26,29 alla ricerca sanitaria e € 29,21 alle associazioni sportive: complessivamente sono stati distribuiti nel 2009 278,6 milioni di euro al volontariato, 65,9 milioni di euro alla ricerca sanitaria e 64,1 milioni di euro alla ricerca scientifica (oltre che 6,9 milioni di euro ad associazioni sportive).
E quest'anno? La riduzione del 75% dei fondi del 5 per mille da evolvere alle varie associazioni comporterà un disastro in molti settori, soprattutto nel volontariato. Da cosa nasce il volontariato? Questa la chiara definizione che trovo su wikipedia: "Volontariato è un'attività libera e gratuita svolta per ragioni private e personali, che possono essere di solidarietà, di giustizia sociale, di altruismo o di qualsiasi altra natura. Nasce dalla spontanea volontà dei cittadini di fronte a problemi non risolti, o non affrontati, o mal gestiti dallo Stato e dal mercato. Per questo motivo il volontariato si inserisce nel "terzo settore" insieme ad altre organizzazioni che non rispondono alle logiche del profitto o del diritto pubblico". A proposito di volontariato, http://www.volontariato.com/.
E lo Stato cosa fa? Taglia e mette in allarme proprio il mondo del volontariato. Sono migliaia le associazioni in Italia che si occupano di volontariato (impiegando con continuità 1,1 milioni di italiani e saltuariamente 4 milioni), nei più svariati campi: dalla protezione della natura alla difesa di beni storico-artistici, dall'aiuto a persone bisognose alla lotta contro malattie gravi. In tutti questi campi il volontariato si sostituisce allo Stato: e lo Stato taglia. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti taglia: taglia sulla cultura, sull'istruzione, sull'ambiente ed ora sul volontariato. E come più volte abbiamo detto non taglia sui costi esorbitanti del Parlamento (la politica italiana costa 4 miliardi di euro all'anno: ma i nostri amati parlamentari si sono già tagliati lo stipendio di 1.000 euro, che quindi è sceso da 14.000 a 13.000 euro netti al mese..., oltre che maturare la pensione dopo appena 2 anni e mezzo di legislatura!!), non taglia sulle maledette Province (2 miliardi di euro all'anno), non taglia sulle spese militari (8 miliardi di euro all'anno)! E a proprosito di spese militari, è sconcertante quanto è appena stato deliberato dallo Stato in materia: 100 milioni di euro spesi per i sistemi d'arma, 200 milioni di euro per 10 elicotteri AW-139, 13 miliardi (miliardi!) di euro per 131 cacciabombardieri e 4 miliardi (miliardi!) di euro per 41 Eurofighter!!! E l'opposizione tace!
Ha ragione Marco Granelli, presidente di CSVnet (Coordinamento nazionale dei centri di servizio per il volontariato, http://www.csvnet.it) quando a Lucio Cillis del quotidiano la Repubblica ha recentemente dichiarato: "Guerra e produttori d'armi contano più dei volontari, di famiglie colpite dalla crisi, di anziani e disabili non autosufficienti". VERGOGNA NAZIONALE!!

domenica 7 novembre 2010

Volontariato e solidarietà

Ho trovato un interessante articolo di Antonella Barina sull'inserto Il Venerdì del quotidiano la Repubblica del 29 ottobre 2010, intitolato "E se volessi dare una mano, a chi potrei rivolgermi?" che la giornalista ha scritto per la sua rubrica Solidarietà. Mi ha colpito molto e vorrei rendere partecipe quanta più gente possibile nel campo del volontariato, che vede tantissime persone impegnate nella difesa dell'ambiente, nel lavoro con i bambini, nell'assistenza agli anziani, nell'aiuto ai barboni, nella cooperazione internazionale, nella protezione degli animali, e la lista sarebbe lunghissima. Tanto che oggi ci sono in Italia ben 43.500 associazioni, che vedono impegnate centinaia di migliaia di italiani pronti a dare una mano agli altri (l'associazione è infatti un ente senza finalità di lucro costituito da un insieme di persone fisiche o giuridiche legate dal perseguimento di uno scopo comune). Italiani che sono rappresentati per la maggior parte da donne e da giovani sotto i 29 anni, che sono giovani in attesa di lavoro, pensionati con tempo libero, genitori con figli grandi, tutte persone che decidono di impiegare il loro tempo libero per la collettività, oltre che a studenti e professionisti che invece di tempo libero ne hanno molto meno. Ci sono ancora moltissimi italiani che rientrano in queste categorie e che vorrebbero impegnare il loro tempo libero o che sono mossi dalla volontà di dare un aiuto ma che non sanno a quale associazione iscriversi.
Per facilitare questa scelta sono stati istituiti in Italia 78 "Centri di Servizio per il Volontariato" (http://www.csvnet.it), con 414 sportelli diffusi in tutto il territorio nazionale, ai quali ci si può rivolgere per avere un aiuto sulla scelta dell'associazione più vicina e più bisognosa (spiegano come muoversi, fanno corsi di formazione e periodi prova). Questi centri gestiscono buona parte del volontariato italiano e sono finanziati per legge dalle fondazioni bancarie proprio per sostenere il no profit: nel solo 2009 sono stati quasi 19.000 gli italiani che hanno usufruito gratis dei servizi di consulenza di questi centri, potendo usufruire di ben 54.000 ore di formazione.
Importante è l'attività svolta dai "Centri di Servizio per il Volontariato" nelle scuole: nel 2009 sono state ben 1.824 le scuole (di ogni grado, dalle materne alle superiori) coinvolte in attività di volontariato, per un totale di 163.000 studenti impegnati, proponendo film, mostre, giochi, testimonianze di volontari, sensibilizzazione alla solidarietà, oltre che visite e stage formativi presso alcune associazioni.
Scrivo ancor più volentieri questo articolo perchè anch'io da tre anni contribuisco al volontariato: con alcuni amici abbiamo fondato un circolo facente parte a Legambiente. Si tratta del circolo PERLA BLU (http://www.perlablu.it) con sede a Cologna Veneta (VR), che si occupa di difesa del territorio, di lotta ad ogni forma di inquinamento e di iniziative culturali (percorsi storici, formazione scolastica, ecc...). Da tre anni ne sono il Segretario e lo faccio davvero molto volentieri: rendersi utili alla collettività ti dà una gioia immensa, perchè metti a disposizione un pò del tuo tempo libero per fare ciò che le amministrazioni locali non riescono (o non vogliono) fare. E' l'aiuto di tutti che riesce a rendere un paese migliore: lo Stato, ricordatelo sempre, siamo noi e noi lo facciamo funzionare, anche nell'aiuto agli altri e al territorio.

venerdì 20 novembre 2009

QUANTO E’ IMPORTANTE IL VOLONTARIATO!

Martedì 17 novembre 2009 ho trovato un’interessante inchiesta sul quotidiano la Repubblica dedicata al volontariato in Italia, dalla quale si capisce l’importanza di questo campo nel nostro paese.
Cominciamo con i dati: secondo una ricerca di Eurispes in Italia ci sono 1.100.000 cittadini che si occupano di volontariato in modo continuativo, mentre sono altri 4.000.000 quelli che almeno una volta all’anno dedicano qualche ora di tempo ad una associazione. Si tratta in totale di 5.100.000 italiani, ovvero il 9.2% della popolazione! Ma secondo una rilevazione Ocse-Gallups ben il 21.1% degli italiani si dedica al volontariato: in questo caso per volontariato si intendono anche quelle piccole attività spontanee e non organizzate come un aiuto in parrocchia, il turno organizzativo tra genitori per portare a casa i figli da scuola, ecc… Tenendo in considerazione la percentuale del 9.2%, vediamo che cos’è questo volontariato: nel 2007 l’1.9% di questi volontari frequentava associazioni ecologiste, per diritti civili e per la pace, il 9.1% frequentava associazioni culturali e ricreative in genere, il 9.2% prestava attività gratuita in associazioni di volontariato, mentre il 16.7% versava soldi ad un’associazione. Sul totale dei volontari, il 14.6% si dedicava a cultura e attività ricreative, il 27.8% ad assistenza sociale e il 28.0% alla sanità. A livello geografico, la maggior parte dei volontari è concentrata nelle regioni del Nord Italia (fino al 12.3% in Emilia Romagna, al 12.6% in Lombardia, al 13.8% in Veneto e al 19.1% in Trentino - Alto Adige), mentre le percentuali minime si raggiungono al Sud (5.4% in Calabria, 5.2% in Campania e 4.8% in Sicilia, e comunque 5.5% nel Lazio). Le percentuali di volontari sono equamente distribuite in ogni fascia d’età: le fasce 14-17, 18-19, 20-24, 25-34, 35-44, 45-54, 55-59 e 60-64 hanno percentuali di volontari comprese tra il 9.1 e l’11.9%, poi le percentuali sono in calo al 7.9% nella fascia d’età 65-74 e al 3.4% oltre i 75 anni. Chi sono questi volontari? Il 43.6% è composto da persone che non hanno un’occupazione lavorativa, il 24.8% da dirigenti ed impiegati pubblici, il 10.8% da imprenditori e liberi professionisti, il 10.7% da lavoratori autonomi ed il 10.1% da operai. E arriviamo ai dati più eclatanti: alla domanda “In chi ha più fiducia?” il 27.7% ha risposto il Governo, il 38.8% la Chiesa, il 44.4% la magistratura, il 47.2% la scuola, il 62.1% il Presidente della Repubblica, il 62.7% la Guardia di Finanza, il 63.3% la Polizia, il 69.6% i Carabinieri e, udite udite, il 71.3% (ovvero la maggioranza) le associazioni di volontariato!!!
Riccardo Bonacina, direttore di Vita (la rivista del volontariato sociale, http://www.vita.it), ha affermato: “Il volontariato è un immenso giacimento di generosità, sopravvissuto alla crisi del mutualismo novecentesco di tradizione operaia, socialista o cattolica”. Proprio per questo immenso valore, il 4 e 5 dicembre prossimi si terrà a Roma la prima vera assemblea generale del Terzo settore, dedicata appunto al volontariato in genere.
Sono molti i settori che si occupano di volontariato: ecologia, territorio, sanità, aiuto a bisognosi, pace, sport, scuola, ecc… Il volontario sente di poter dare e fare qualcosa per gli altri o per qualcosa: posso testimoniare personalmente questo bisogno, visto che due anni fa ho fondato, assieme ad alcuni amici, un circolo legato a Legambiente (circolo chiamato “Perla Blu”, http://www.perlablu.it) per aiutare il nostro territorio laddove non lo fanno coloro che lo dovrebbero fare (le istituzioni in generale). E, a tal proposito, ha ragione Franco La Cecla quando, sulla stessa inchiesta del quotidiano la Repubblica, afferma che una delle conseguenze del volontariato in Italia è che certi nuovi mestieri utili come quelli legati all’ambiente e al miglioramento della vita sociale non sono considerati professioni e, di conseguenza, i cittadini li trasformano in volontariato.
Da Segretario del mio circolo “Perla Blu” legato a Legambiente (http://www.legambiente.eu), dico che purtroppo è vero: pochissimi mestieri in Italia si dedicano alla protezione dell’ambiente e del territorio, ma sono comunque pochi anche coloro che si dedicano al volontariato ambientale (secondo la ricerca di Eurispes solo l’1.9% dei volontari frequenta associazioni ecologiste, assieme a quelle per i diritti civili e per la pace). In un paese dove l’ambiente ed il territorio sono maltrattati in una maniera davvero inquietante, dovrebbero essere molti di più quelli che si impegnano in tal senso. E qui lancio un appello: nel vostro piccolo fondate qualche circolo, comitato o associazione che si occupa della protezione dell’ambiente della vostra zona, così potremo creare una fitta rete di associazioni ambientaliste che ricopra l’intero territorio nazionale. Bastano anche poche ore del vostro tempo ogni 7-15 giorni, trovare una sede per gli incontri ed organizzare ogni tanto qualche evento nella vostra città o nel vostro territorio (come una camminata storico-culturale, una biciclettata per monitorare aree inquinate, un gazebo in piazza per denunciare alcuni scempi, controllare periodicamente i lavori della vostra amministrazione comunale, ecc…). Vedrete che col tempo i risultati arriveranno e sarete fieri di avere fatto qualcosa per il vostro territorio.