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martedì 24 novembre 2009

SMOG IN DIRETTA SUL WEB

È stato creato un sistema di rilevamento dello smog (praticamente in diretta) che è on-line sul web: lo si può trovare sul sito http://eyeonearth.eu e rappresenta tutta l’Europa. Avvicinandosi alla zona prescelta si può trovare la centralina di rilevamento più vicina al punto dove siamo: si potranno così conoscere in tempo reale i dati relativi alle sostanze inquinanti presenti nell’aria.
Ricordo brevemente che tra le sostanze inquinanti più pericolose ci sono le PM10, ovvero quelle polveri finissime che hanno un diametro inferiore ai 10 micron, formate da metalli (come zinco, piombo e nichel) e da solfati, nitrati, amianto e scorie di cemento, così fini da penetrare facilmente nel nostro organismo causando gravi patologie (soprattutto alle vie respiratorie): tali polveri derivano dalla combustione degli idrocarburi, da processi industriali (come le fonderie e i cementifici) e dall’usura dei freni e delle gomme degli autoveicoli. Tra le altre sostanze inquinanti, troviamo gli ossidi di zolfo (che derivano dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, responsabili di crisi asmatiche, bronchiti ed infiammazioni delle mucose delle vie respiratorie), gli ossidi di azoto (provenienti anch’essi dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, ma anche dagli autoveicoli, e causano bronchiti, tracheiti, allergie, irritazioni e alterazioni in genere delle funzioni delle vie respiratorie), l’ozono (derivante generalmente dai catalizzatori delle auto, irritano le mucose delle vie respiratorie causando asma e disturbi respiratori), il monossido di carbonio (proveniente dagli autoveicoli, dal riscaldamento in generale e dai grandi impianti industriali come le acciaierie e le centrali elettriche, causano problemi all’apparato cardiovascolare e al sistema nervoso) e gli idrocarburi (provenienti dagli autoveicoli e dai grandi impianti industriali di combustione, causano cancro). In base ai dati storici, nel decennio 1997-2006 tra il 18 e il 50% della popolazione europea è stata esposta a polveri sottili, tra il 18 e il 42% a biossido di azoto e fino al 61% a ozono. Un quadro non proprio roseo…
È quindi importante sapere lo stato della qualità dell’aria del luogo dove dobbiamo recarci al fine di preservare la nostra salute. Ecco perché è stato messo a punto questo sistema per poter verificare in tempo reale la qualità dell’aria di molte località europee. Sul sito sopra menzionato vi sarà un semaforo che, in base alla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria, indicherà rosso per “situazione a rischio”, giallo per “situazione di confine” e verde per “situazione regolare”.
Il nuovo servizio è stato lanciato lo scorso 18 novembre 2009 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (http://www.eea.europa.eu/it) in collaborazione con Microsoft: elabora graficamente i dati forniti da 1.000 centraline sparse in 32 paesi europei, sarà attivo 24 ore su 24 e disponibile in ben 24 lingue (praticamente coinvolgerà ben 500 milioni di europei). Proprio grazie alla collaborazione con Microsoft, si è potuto creare questo sito all’avanguardia tecnologica in quanto utilizza il sistema cloud computing, che permette di utilizzare il software disponibile in rete: gli utenti potranno così lasciare i loro commenti oltre a poter consultare i rilevamenti sulla qualità dei mari, dei laghi e dei fiumi relativi a ben 22.000 località!
Un monitoraggio dello smog simile a quello europeo è cominciato anche in Italia: viene svolto nelle oasi del WWF (http://www.wwf.it) e servirà per trovare delle soluzioni di mitigazione dei danni tramite un piano di adattamento al quale stanno lavorando l’Università di Tuscia, il Corpo Forestale dello Stato e il Museo di Zoologia di Roma.
Quello del monitoraggio dello smog sarà uno strumento molto importante, sia per aiutare il cittadino che valuterà le situazioni di rischio di una esposizione prolungata in un ambiente inquinato, sia per aiutare i governi che potranno utilizzare i dati elaborati per varare piani di abbattimento dell’inquinamento e per contribuire di conseguenza alla lotta al cambiamento climatico. Si tratta di un tassello aggiuntivo per il monitoraggio dell’intero territorio, oltre a quello già operativo (dall’estate dal 2007) dell’acqua.

martedì 20 novembre 2007

Treni per pendolari: scomparsi dalla Finanziaria 2008...

In questi ultimi anni si sta parlando molto del traffico ormai insostenibile che attanaglia le già moltissime strade ed autostrade italiane: tantissime auto ma anche tantissimi camion. E' la conseguenza delle decisioni prese negli ultimi decenni: tutto è stato spostato (trasporto e commercio) su strada, accantonando linee ferroviarie e i mezzi marini (che invece avrebbero potuto essere una fortuna per l'Italia visto l'estensione del suo territorio e lo sviluppo delle sue coste). Probabilmente sarà stato fatto in nome di qualche casa automobilistica nazionale: come dice Andreotti, "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca"! Traffico = inquinamento: ed infatti la qualità dell'aria, soprattutto in corrispondenza delle città e dei nodi stradali/autostradali, è pessima. Per la lotta all'inquinamento si è parlato tanto di Protocollo di Kyoto e del taglio delle emissioni di CO2: relativamente al traffico, per attuare una politica del genere si deve investire in trasporto pubblico per le città, in trasporto ferroviario per il territorio e in trasporto navale visto le migliaia di coste e di porti che abbiamo a disposizione. Certo... Ecco perchè lo scorso mese di maggio 2007 il Governo Prodi aveva presentato l'iniziativa "Un piano per 1000 nuovi treni per i pendolari entro il 2011": si trattava di un investimento complessivo di 6,4 miliardi di euro in parte finanziato dallo Stato ed in parte dal Piano di Investimento delle FS, con una prima tranche di 300 milioni di euro nella Finanziaria 2008. Ad appoggio di questa iniziativa lo stesso Governo Prodi affermava che per i pendolari delle grandi città l'aumento dell'offerta sarebbe stato del 70-80% con punte addirittura del 100%. La scelta di puntare sul "piano per i 1000 nuovi treni per i pendolari" è stata ribadita anche durante la presentazione della Legge Finanziaria avvenuta lo scorso 28 settembre. Poi però tutto si è fermato qui: infatti, nella Finanziaria 2008 presentata dal Governo al Parlamento e approvata al Senato il progetto è SPARITO! Addirittura le FS dichiarano che, per la riduzione degli stanziamenti previsti in Finanziaria rispetto a quanto previsto dal Piano di Investimenti 2007-2011, non solo non verranno acquistati questi 1000 nuovi treni ma verranno soppresse alcune linee esistenti!!! Non ci sono i fondi? Sì che ci sono, visto che per le opere della Legge Obiettivo la stessa Finanziaria 2008 ha previsto ben 3.612 milioni di euro da investire attraverso impegni quindicennali per le opere proposte dal Ministro Di Pietro. E sapete di che opere si tratta? Nuove autostrade (come la Pedemontana Lombarda, la Pedemontana Veneta e la Ravenna-Venezia), strade, tangenziali, ecc... in pratica tutto per favorire ulteriormente (ed esclusivamente) il trasporto su strada! Una grave mancanza che non facilita il rispetto degli impegni presi con il Protocollo di Kyoto e che non fa altro che aggravare la salute della già malata aria che respiriamo nel nostro paese. Ecco perchè Legambiente ha lanciato una petizione che ognuno di voi può sottoscrivere (http://www.legambiente.eu/documenti/2007/1115_pendolari/index.php) e che verrà poi mandata all'attenzione del Presidente del Consiglio Romano Prodi, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, al Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi e al Ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio: con la petizione si chiede di trovare in Parlamento le risorse necessarie per il "piano dei 1000 nuovi treni per i pendolari" o, in alternativa, di prendere tali risorse dal fondo previsto per la costruzione delle nuove autostrade attraverso la Legge Obiettivo. Ci riusciremo? Insieme forse sì...

martedì 23 ottobre 2007

VALPADANA: anch'essa ha la sua "nube bruna"!

Un mio articolo di alcune settimane fa trattava della gigantesca nube "tossica" che periodicamente ricopre l'Asia sud-orientale, creata dagli scarichi industriali e dal fumo proveniente da fuochi domestici ed incendi. Ora il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ne ha scoperto una analoga, anche se di dimensioni molto più piccole, sopra la nostra Valpadana, soprannominandola "Po Valley Brown Cloud", ovvero la nuvola bruna della Valle del Po. Il CNR ha scoperto la nube dalla base di rilevamento nel Centro del Monte Cimone dell'Aeronautica Militare (cima più alta dell'Appennino Settentrionale): il CNR è appena entrato a far parte della rete di monitoraggio denominata "Share", specializzata nelle osservazioni delle nuvole brune nel mondo, mentre le sue altre 7 stazioni per il rilevamento ad alta quota si trovano in Nepal, Uganda e Pakistan (quella che "segue" la nube asiatica è appostata a 5.000 metri di quota sul Monte Everest). Facciamo un confronto tra le due nubi (quella asiatica e quella padana): quella asiatica si estende tra l'Oceano Indiano, parte dell'India e la Cina Meridionale, mentre quella padana (molto meno estesa) ricopre tutta la Valpadana ad esclusione della costa adriatica interessata dalle brezze marine (è responsabile dei cieli lattiginosi invernali...); quella siatica ha uno spessore che arriva fino a 3 km da terra mentre quella padana arriva al massimo fino a 500 metri da terra; quella asiatica si forma da novembre fino a marzo-aprile (si dissolve con l'arrivo dei monsoni) mentre quella padana interessa tutto l'inverno (soprattutto durante i lunghi periodi di siccità e di nebbia); quella asiatica è prodotta da inquinamento urbano ed industriale e dalla combustione di materiali poveri per il riscaldamento (come legna o sterco essicato), mentre quella padana è prodotta da scarichi di autoveicoli, di industrie, di riscaldamento, di prodotti irrorati in agrioltura, da ceneri di incendi e anche da sabbia sahariana. La nube italiana si forma facilmente in quanto la Valpadana ha la forma di un catino, in cui si raccolgono tutti gli inquinanti: la sua "sfortuna" è quella di essere circondata da montagne su tre lati (Alpi a nord e ad ovest e Appennini a sud) e questo non consente un facile ricambio d'aria (bisogna solo sperare nei venti da est). C'è anche da dire che è una delle zone a più alta concentrazione industriale d'Europa, nonchè densamente popolata e sfruttata. Certamente la nube asiatica è molto più velenosa: contiene nitrati, solfati, ozono, anidride carbonica e black carbon (ovvero il residuo dei processi di combustione). Si tratta di sotanze finissime (della grandezza di un micron, cioè un milionesimo di metro) molto pericolose per la salute (in quanto non vengono trattenute dai peli del naso) e per l'ambiente: lo schermo causato da queste sostanze riduce la quantità di energia solare che raggiunge il suolo la quale viene così assorbita dall'atmosfera riscaldandola ulteriormente. Ciò si verifica anche in Valpadana, dove la perdita di raggi solari è di circa il 10%. Non siamo quindi ai livelli asiatici, ma di certo l'aria che respiriamo noi padani non è così pulita, anzi... (vedi le concentrazioni di PM10 nelle citta)!

martedì 16 ottobre 2007

LEGAMBIENTE: città italiane sempre più inquinate!

Ecco qua la "bella" notizia: a fronte della lotta all'inquinamento atmosferico si scopre che le città italiane sono sempre più... INQUINATE!!! E' quanto emerge da "ECOSISTEMA URBANO 2008", una ricerca realizzata da Legambiente e dall'Istituto di Ricerche Ambiente Italia: la ricerca è stata fatta prendendo in considerazione 27 parametri diversi (tra i quali la qualità dell'aria e la raccolta differenziata dei rifiuti) ed ha analizzato molte città e 103 capoluoghi di provincia. Purtroppo le buone politiche rimangono ancora dei casi isolati: nella metà delle città analizzate l'inquinamento ha raggiunto livelli allarmanti, il trasporto pubblico è sottoutilizzato e la raccolta differenziata dei rifiuti è ancora un tabù (è buona solo al Nord Italia). La 1° città classificata è Belluno, seguita da Bergamo e Mantova, 4° è Livorno, 5° Perugia e 6° Siena. In fondo alla classifica, ancora una volta, le città del Meridione: all'ultimo posto figura Ragusa, preceduta da Benevento e Frosinone. Le grandi città si trovano a metà classifica: Roma è 55° (comunque migliorata di 5 posizioni rispetto allo scorso anno), Milano è 58°, Torino è 74° mentre Napoli scivola di ben 24 posizioni al 91° posto! Nessun capoluogo di provincia ha comunque raggiunto una qualità generale del 100%: per avere una "città ideale" si dovrebbero sommare i seguenti dati: i 45,61 mq/abitante di zone a traffico limitato di Bergamo, i 45,28 mq/abitante di verde urbano di Lucca, il 66,69% di raccolta differenziata dei rifiuti di Novara, i 16 mg/mc di media annuale di PM10 di Isernia, i 4,68 mq/abitante di isole pedonali di Venenzia, le 42 auto circolati ogni 100 abitanti di Venezia (contro le 74 di Roma...), i 28,66 metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti di Modena, i 9,0 mg/mc come media annuale di biossido di azoto di Potenza nonchè la scarsa dispersione delle rete idrica di Viterbo (solo il 4%!). Purtroppo la "città ideale" rimane ancora un'utopia... Preoccupa ancora molto la scarsa raccolta differenziata dei rifiuti a livello nazionale: bene al Nord ma malissimo al Centro-Sud, con mediamente 618 kg di rifiuti buttati da ogni italiano nel cassonetto e solo 120 kg recuperati e riciclati. E molto preoccupante è ancora la situazione dello smog: in 40 città le polveri sottili superano i livelli di allarme per la salute...