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mercoledì 26 novembre 2014

VALPADANA zona più inquinata d'Europa

Si è tenuto recentemente all'Università Bocconi di Milano il convegno "I costi dell'inquinamento atmosferico: un problema dimenticato", durante il quale sono stati esposti degli studi che confermano quanto si pensa da tempo: ovvero che la Valpadana è l'area più inquinata d'Europa, assieme alla zona più industrializzata della Polonia. Ciò è dovuto sia (e soprattutto) a cause antropiche (la forte urbanizzazione, l'enorme traffico stradale e l'industrializzazione) sia in parte a cause naturali: essa infatti, essendo chiusa su tre lati da alte montagne (Alpi a nord e ad ovest e Appennini a sud), non viene raggiunta dai venti occidentali in grado di ricambiare continuamente l'aria (l'unica porta aperta è ad est ma da qui i venti arrivano raramente). Gli inquinanti ristagnano quindi in continuazione, trasformandosi nel famigerato smog soprattutto durante l'inverno. L'inquinamento atmosferico causa ogni anno 3.700.000 morti in tutto il mondo, a causa di patologie ad esso collegate come ictus, infarti, allergie, asma e polmoniti. Si stima che ogni abitante della Valpadana perda in media 2-3 anni della propria vita a causa dell'inquinamento (nella sola Lombardia si contano mediamente 300 morti all'anno). Certo, negli ultimi anni sono leggermente diminuite sia le polveri sottili PM10 (-18%) sia gli ossidi di azoto (-10%), e questo soprattutto per la ridzuone del cosiddetto "black carbon", quel particolato che è così fine da poter superare la barriera polmonare e penetrare nella circolazione sanguigna. L'85% dell'inquinamento atmosferico padano è causato dal traffico automobilistico (di questo ben il 70% deriva dagli scarichi di camion e auto diesel euro 3 e 4 e da motorini a due tempi). 
Come ha scritto oggi Daniele Berlusconi nel suo articolo in merito pubblicato sul sito http://www.3bmeteo.it, che condiviso completamente, servono assolutamente ed urgentemente delle politiche che incentivino nelle città l'utilizzo di mezzi non inquinanti come la bicicletta o le auto elettrico, e che potenzino e favoriscano i mezzi pubblici e il car sharing, in modo da limitare il traffico stradale.

martedì 24 novembre 2009

SMOG IN DIRETTA SUL WEB

È stato creato un sistema di rilevamento dello smog (praticamente in diretta) che è on-line sul web: lo si può trovare sul sito http://eyeonearth.eu e rappresenta tutta l’Europa. Avvicinandosi alla zona prescelta si può trovare la centralina di rilevamento più vicina al punto dove siamo: si potranno così conoscere in tempo reale i dati relativi alle sostanze inquinanti presenti nell’aria.
Ricordo brevemente che tra le sostanze inquinanti più pericolose ci sono le PM10, ovvero quelle polveri finissime che hanno un diametro inferiore ai 10 micron, formate da metalli (come zinco, piombo e nichel) e da solfati, nitrati, amianto e scorie di cemento, così fini da penetrare facilmente nel nostro organismo causando gravi patologie (soprattutto alle vie respiratorie): tali polveri derivano dalla combustione degli idrocarburi, da processi industriali (come le fonderie e i cementifici) e dall’usura dei freni e delle gomme degli autoveicoli. Tra le altre sostanze inquinanti, troviamo gli ossidi di zolfo (che derivano dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, responsabili di crisi asmatiche, bronchiti ed infiammazioni delle mucose delle vie respiratorie), gli ossidi di azoto (provenienti anch’essi dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, ma anche dagli autoveicoli, e causano bronchiti, tracheiti, allergie, irritazioni e alterazioni in genere delle funzioni delle vie respiratorie), l’ozono (derivante generalmente dai catalizzatori delle auto, irritano le mucose delle vie respiratorie causando asma e disturbi respiratori), il monossido di carbonio (proveniente dagli autoveicoli, dal riscaldamento in generale e dai grandi impianti industriali come le acciaierie e le centrali elettriche, causano problemi all’apparato cardiovascolare e al sistema nervoso) e gli idrocarburi (provenienti dagli autoveicoli e dai grandi impianti industriali di combustione, causano cancro). In base ai dati storici, nel decennio 1997-2006 tra il 18 e il 50% della popolazione europea è stata esposta a polveri sottili, tra il 18 e il 42% a biossido di azoto e fino al 61% a ozono. Un quadro non proprio roseo…
È quindi importante sapere lo stato della qualità dell’aria del luogo dove dobbiamo recarci al fine di preservare la nostra salute. Ecco perché è stato messo a punto questo sistema per poter verificare in tempo reale la qualità dell’aria di molte località europee. Sul sito sopra menzionato vi sarà un semaforo che, in base alla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria, indicherà rosso per “situazione a rischio”, giallo per “situazione di confine” e verde per “situazione regolare”.
Il nuovo servizio è stato lanciato lo scorso 18 novembre 2009 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (http://www.eea.europa.eu/it) in collaborazione con Microsoft: elabora graficamente i dati forniti da 1.000 centraline sparse in 32 paesi europei, sarà attivo 24 ore su 24 e disponibile in ben 24 lingue (praticamente coinvolgerà ben 500 milioni di europei). Proprio grazie alla collaborazione con Microsoft, si è potuto creare questo sito all’avanguardia tecnologica in quanto utilizza il sistema cloud computing, che permette di utilizzare il software disponibile in rete: gli utenti potranno così lasciare i loro commenti oltre a poter consultare i rilevamenti sulla qualità dei mari, dei laghi e dei fiumi relativi a ben 22.000 località!
Un monitoraggio dello smog simile a quello europeo è cominciato anche in Italia: viene svolto nelle oasi del WWF (http://www.wwf.it) e servirà per trovare delle soluzioni di mitigazione dei danni tramite un piano di adattamento al quale stanno lavorando l’Università di Tuscia, il Corpo Forestale dello Stato e il Museo di Zoologia di Roma.
Quello del monitoraggio dello smog sarà uno strumento molto importante, sia per aiutare il cittadino che valuterà le situazioni di rischio di una esposizione prolungata in un ambiente inquinato, sia per aiutare i governi che potranno utilizzare i dati elaborati per varare piani di abbattimento dell’inquinamento e per contribuire di conseguenza alla lotta al cambiamento climatico. Si tratta di un tassello aggiuntivo per il monitoraggio dell’intero territorio, oltre a quello già operativo (dall’estate dal 2007) dell’acqua.

venerdì 7 novembre 2008

Verona: PM10 e polemiche continue...

In questi ultimi giorni ho dedicato due articoli a Verona (città capoluogo della provincia ove risiedo) che avevano come tema principale le famigerate polveri sottili PM10: uno riguardava la "furbata" dello spostamento della centralinea di rilevamento cittadina dal trafficatissimo Corso Milano all'interno di un parco (sotto un albero) contornato da condomini (naturalmente i valori di PM10 qui sono ben inferiori e questo è stato preso come un buon segnale dall'amministrazione cittadina che così può far vedere all'Italia che l'inquinamento a Verona è diminuito....: incredibile!); l'altro riguardava un'inquietante intervista (apparsa sul quotidiano locale L'Arena) al professore Perbellini (responsabile del reparto ospedaliero di Medicina) il quale sosteneva che il problema delle PM10 non è un problema e che quasi quasi fanno bene alla salute.
A questo mio ultimo articolo ha risposto Elena Giacomin, Presidente del Comitato veronose di Corso Milano (http://www.viviamocorsomilano.it), la quale mi informa di essere rimasta anche Lei esterefatta di fronte a questa intervista. Col suo benestare, pubblico la sua lettera di risposta.
"Sono Elena Giacomin, presidente del Comitato di Corso Milano: sono rimasta esterefatta anch'io nel leggere le dichiarazioni del Prof. Perbellini apparse su L'Arena di domenica 2 Novembre. In particolare, ci risulta che sia stata l’organizzazione mondiale della sanità OMS e non un “manipolo di epidemiologi facinorosi” a redigere le linee guida sulla qualita’ dell’aria. Nel 2005 addirittura le ha rese più restrittive abbassando i limiti consigliati e sollecitando i governi di tutto il mondo a migliorare la qualità dell’aria nelle città al fine di proteggere la salute delle persone messa rischio non solo dal “famigerato” particolato fine conosciuto come PM10 ma anche da altri fattori che spesso non vengono tenuti in doverosa considerazione come il biossido di zolfo, benzene e piro-benzene, biossido di azoto e ozono. Se da una parte non è corretto fare terrorismo psicologico, dall’altra è inaccettabile la semplificazione e banalizzazione di un problema che da anni coinvolge milioni di persone affermando come si legge nell’articolo che “…forse queste famigerate polveri sottili fanno bene”. A confermare le preoccupazioni dei cittadini ci pensa il Dipartimento di Prevenzione della USSL 20 di Verona che pubblica nel suo sito una sezione dedicata all’inquinamento (vedere igiene pubblica) e una serie di consigli riassunti in “COSA POSSO FARE PER PROTEGGERE ME E LA MIA FAMIGLIA?”. Si nota che è consigliato in primis di “seguire attentamente le notizie sull’inquinamento, e nei momenti critici stare in casa il più possibile”, dato che “in casa le concentrazioni degli inquinanti sono più basse all’interno che all’esterno”. Inoltre, “si sconsiglia l’esercizio fisico all’aperto perché più veloce si respira e più inquinanti penetrano nei polmoni”. Insomma se davvero non c’è di che preoccuparsi in quanto citiamo testualmente dall’intervista ”non sono stati fatti studi approfonditi”, “è tutto da dimostrare” o “non si sa da cosa è composto il particolato fine PM10” noi semplici cittadini ci chiediamo:
*Come mai l’OMS da anni lancia l’allarme sugli effetti dell’inquinamento sulla salute?
* Verona è stata coinvolta alcuni anni fa in uno studio denominato MISA 2 assieme ad altre 14 città italiane finalizzato ad osservare la correlazione degli effetti degli inquinanti espressi come variazioni percentuali di mortalità o ricovero ospedaliero: come mai i risultati del MISA2, riguardo la mortalità, dicono che l’aumento di rischio si manifesta entro pochi giorni dal picco di inquinamento (due giorni per il PM10, fino a quattro giorni per NO2 e CO)?
*Sulla composizione chimica e morfologica delle PM10 ci sono numerosi studi autorevoli come quelli fatti dall’Università di Perugia e ARPA Umbria del 30 maggio 2006 oppure il progetto PUMI (Particolato fine nell'atmosfera Urbana Milanese), facilmente reperibili: come si può quindi affermare che ancora non conosciamo la caratterizzazione fisico-chimica del particolato atmosferico e l’impatto che queste particelle hanno sulla salute dell'uomo e sull'ambiente?
Infine accogliendo l’invito e la rassicurazione del Prof. Perbellini sul fatto che le concentrazioni di agenti inquinanti sono decisamente maggiori all’interno dei locali rispetto all’esterno, lo invitiamo a passeggiare per due o tre ore continuativamente per i marciapiedi di Corso Milano nelle ore di punta, noi che ci viviamo sappiamo bene cosa lo aspetta, arrossamento degli occhi, prurito alla gola, difficoltà ad inspirare, senso di soffocamento. Saranno solo suggestioni? Nel dubbio della medicina “locale” ci affidiamo alle premure della Comunità Scientifica Internazionale che, pur non risolvendo alla base il problema, ha il coraggio di ammettere i pericoli ai quali andiamo incontro, lasciandoci la libertà di scegliere se accollarci il rischio o meno. Al bando il “terrorismo ambientale” ma altrettanto non facciamo campagna di disinformazione o banalizzazione, il cittadino è libero di scegliere QUANDO E’ PRIMA DI TUTTO BEN INFORMATO".
Naturalmente mi unisco a quanto detto da Elena Giacomin: è semplicemente inquietante come si voglia far tacere (e nascondere ai cittadini) un'emergenza del genere!

martedì 21 ottobre 2008

SMOG: che escamotage a Verona!

Sappiamo quanto sia inquinata l’aria delle nostre città, in particolare quelle della Valpadana che, per questioni climatiche, morfologiche ed economiche, è una delle zone a maggior concentramento di sostanze inquinanti di tutta l’Europa.
Esiste una precisa normativa nel nostro paese che fissa il limite massimo giornaliero di PM10 oltre il quale dovrebbe scattare il blocco del traffico veicolare, oltre che prevedere un limite massimo annuo di giornate in cui questo limite può essere superato. Purtroppo molte città padane superano molto spesso il limite giornaliero che, nell’arco dell’anno, arriva anche a superare le 200 giornate!!! Per la misurazione di queste sostanze ci sono apposite centraline di rilevamento, poste lungo le strade trafficate delle città.
Siccome dai dati di queste centraline si decide poi sul blocco del traffico cittadino (o piani simili), si stanno scoprendo alcuni escamotage (tipici italiani…) per ingannare la realtà. È quello che è successo a Verona: recentemente Federico Sboarina, assessore comunale all’ambiente, ha rassicurato i cittadini veronesi sui livelli di inquinamento delle polveri sottili PM10 affermando che tali valori sono migliorati nonostante fossero decaduti i provvedimenti di blocco del traffico. Come è stato possibile? Semplice: nessuno provvedimento, la centralina di rilevamento posta lungo il trafficato Corso Milano è stata spostata all’interno di un parco!!! GENIALE!!! A tal proposito si è creato il Comitato “Viviamo Corso Milano” (http://www.viviamocorsomilano.it), il cui Presidente Elena Giacomin ha affermato: “Non si può parlare di miglioramento dell’aria se la centralina è in un parco anziché sulla strada. Il 3 aprile scorso abbiamo chiesto alle istituzioni competenti chiarimenti in merito allo spostamento della centralina Arpav da Corso Milano al parco di via Sesini e avevamo espresso perplessità per i miglioramenti (anche al di sopra del 10%) che si stavano verificando dopo lo spostamento”. Cosa ha risposto l’Arpav? Che lo spostamento della centralina è stato reso necessario per adeguare la posizione della stessa alle linee guida Apat e che la stazione quando era in Corso Milano era troppo vicina ad un incrocio e alle fronde di alcuni alberi... Ma non poteva la centralina essere spostata in un altro punto di Corso Milano, oppure in un’altra strada trafficata? Che bisogno c’era di metterla al centro di un parco cittadino, contornato da condomìni, sotto una pianta e circondata da una siepe? Ha ragione il Comitato “Viviamo Corso Milano” quando dice che la centralina sta ora misurando una situazione ambientale di quartiere e non di traffico urbano intenso, alterando quindi la realtà dell’inquinata aria che avvolge le strade cittadine, ove effettivamente la popolazione si sposta e vi abita (la maggior parte delle costruzioni si trova proprio lungo le strade, mentre il parco Sesini è una delle pochissime aree verdi cittadine). Si sta quindi distorcendo la realtà.
Come ricorda il presidente del Comitato “Viviamo Corso Milano”, l’inquinamento dell’aria ha forti e gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini e il mancato impegno ad ovviare alla gravità della situazione costituisce un fatto perseguibile dalla legge penalmente: lo scorso mese di aprile sono stati rinviati a giudizio il Presidente della Regione Toscana ed il Sindaco di Firenze per non aver adottato misure di contenimento dei livelli di inquinamento. La normativa europea recepita da quella regionale impone l’adozione di seri piani di risanamento dell’aria e di piani di azione da parte delle amministrazioni comunali: l’escamotage adottato a Verona serve per mettere a riparo “legale” l’amministrazione cittadina? Vorrei tanto pensare che si tratta di una semplice coincidenza, ma come cita una famosa frase del senatore Andreotti “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, per questo mi vengono in mente i soliti squallori italiani: la salute dei cittadini è, purtroppo, sempre messa in secondo piano. Se solo l’aria inquinata fosse bella colorata, allora forse ci si penserebbe un pochino, è il solito problema dell’inquinamento invisibile…

giovedì 16 ottobre 2008

“Che tempo fa” o… “Che smog farà”?

Potrebbe essere questa una nuova rubrica del futuro, “Che smog farà”, magari affiancata all’ormai immancabile “Che tempo fa”. È un’idea dell’Unione Europea che ha deciso di aprire una nuova finestra informativa per permettere a tutti di organizzare la vita quotidiana diminuendo l’impatto dell’inquinamento. Si cercherà infatti di prevedere la quantità delle varie sostanze inquinanti nell’aria, il che potrà servire a pianificare con maggiore efficacia le misure necessarie a ridurre il rischio. Pertanto gli stop alle auto, le targhe alterne o le domeniche a piedi potranno essere organizzate in maniera più oculata: probabilmente non si riuscirà ad abbassare notevolmente il livello medio mensile di smog, ma almeno le punte dell’inquinamento.
Al progetto europeo ha partecipato anche l’ISAC, ovvero l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna: Alberto Maurizi, ricercatore dell’ISAC, spiega che per seguire questo nuovo tipo di analisi si è dovuto modificare lo statuto dell’ECWMF (il centro europeo che si occupa di previsioni meteorologiche), adattandolo allo studio dell’inquinamento per vedere l’effetto a livello sanitario. Il nuovo progetto si chiama GEMS ed impegna 31 laboratori di vari stati.
Per stabilire quanto inquinamento ci sarà in un dato paese in una data precisa si segue un calcolo complesso che tiene conto dei dati meteorologici e di quelli chimici per la formazione delle sostanze inquinanti: per calcolare le possibili combinazioni tra i 35 composti chimici esaminati verranno utilizzate 100 equazioni matematiche. Si tratterà di elaborazioni molto complesse e che dovranno tener conto di molte variabili, si tratterà insomma di calcolare l’andamento delle emissioni e di incrociarlo con i dati riguardanti l’umidità dell’aria, i venti, le temperature, la radiazione solare, ecc…
Basta andare sul sito http://gems.ecmwf.int per vedere come, a seconda dell’impostazione di calcolo scelta, le mappe dell’Europa si colorino diversamente cliccando sulla presenza di ozono, biossido di azoto o monossido di azoto. Entro un paio d’anni si prevede di trovare un’intesa metodologica che permetterà di unificare i vari modelli arrivando ad una previsione ufficiale di tre giorni che comprenderà un numero superiore di inquinanti.
Quindi, si tratterà di un servizio senz’altro utile: sapremo non solo il tempo che farà ma anche la qualità dell’aria che respireremo. Positivo è stato il commento di Roberto Bertolini, responsabile del centro dell’Organizzazione Mondiale di Sanità sul global warming, secondo il quale ne beneficeranno soprattutto gli anziani, chi soffre di patologie respiratorie e le persone allergiche o asmatiche. Si sono già fatti alcuni calcoli e i risultati sono davvero interessanti: facendo uno studio sulle 13 maggiori città italiane (per un totale di circa 9 milioni di abitanti), si è scoperto che tenendo gli inquinanti sotto il livello di 30 microgrammi per metro cubo si riuscirebbero a salvare molte vite: per i bambini sotto i 15 anni si eviterebbero 301.000 casi di malattie respiratorie alle vie profonde e 26.000 casi di bronchiti croniche, mentre per tutte le persone sopra i 15 anni si eviterebbero 497.000 casi di attacchi d’asma e ben 4.700.000 casi di malattie respiratorie alle vie profonde.
Dovremmo pazientare circa due anni ma ne varrà veramente la pena, soprattutto per la nostra salute.

venerdì 28 marzo 2008

SMOG: quello cinese invade il Nord America!

Secondo una ricerca realizzata da un gruppo di fisici dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt (USA), i cui risultati verranno pubblicati sul “Journal of Geophysical Research – Atmospheres”, l’inquinamento atmosferico causato dalle attività umane si sposta da un continente all’altro vanificando (e, talvolta, annullando) gli sforzi fatti in alcuni paesi. In seguito a tale ricerca, è stata elaborata una mappa molto dettagliata dell’inquinamento atmosferico che interessa il nostro pianeta (è quella allegata al post): per effettuare le ricerche si è utilizzato lo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) che si trova sul satellite americano “Terra”. Per inquinamento atmosferico è stato preso in considerazione quello causato dalle attività umane nelle città, dal traffico, dalle industrie e dai grandi incendi per la deforestazione. Hungbin Yu, responsabile della ricerca, ha affermato che per molti anni si è pensato ai paesi occidentali come ai primi (ed unici) responsabili dell’inquinamento atmosferico, ma ora qualcosa è cambiato in maniera molto profonda. I paesi in forte sviluppo economico stanno dando un contributo notevole in termini di inquinamento: la Cina, in particolare, in seguito al suo velocissimo sviluppo demografico ed industriale ha raddoppiato il suo inquinamento atmosferico in appena un decennio, tanto che le sostanze inquinanti presenti in atmosfera sono così tante che vengono ora sospinte dai venti verso altre zone, addirittura a migliaia di chilometri di distanza! Secondo i dati rilevarti dal satellite dal 2002 ad oggi, si è scoperto che la quantità di inquinanti partita dall’Asia e arrivata nel Nord America corrisponde al 15% di quella prodotta da USA e Canada, ed è un dato notevole se si considerano gli impegni presi da questi ultimi due paesi per ridurre le sostanze inquinanti in loco. Praticamente, la percentuale di inquinanti che arriva dall’Asia annulla la percentuale di inquinanti che si cerca di tagliare!!! Il trasporto delle sostanze inquinanti varia nel corso dell’anno: è molto intenso tra la fine dell’inverno e la primavera, quando i venti in quota sono molto sostenuti, mentre è minimo in estate. A volte le sostanze inquinanti ci impiegano appena una settimana per attraversare l’Oceano Pacifico! Secondo i rilievi, in 3 anni si sono mosse dalla Cina verso il Nord America ben 18 tonnellate di materiale inquinante, delle quali 4,5 depositatesi sugli USA e le altre sugli oceani circostanti. E la stessa cosa sta ora capitando all’Europa, che a sua volta sta ricevendo una parte delle sostanze inquinanti che vengono prodotte dalle industrie americane. Sembra il gioco del cane che si morde la coda…Quindi, quello dello smog è un problema planetario, che riguarda anche aree dove l’inquinamento non viene prodotto ma… vi arriva! Si stanno ora studiando gli effetti di questo smog vagante: si tratta di conseguenze complesse da studiare, visto che alcune sostanze inquinanti possono intrappolare il calore prodotto dalla Terra aumentando così il riscaldamento globale, mentre altre possono respingere l’energia solare diminuendo così l’effetto del riscaldamento globale, anche se sembra prevalere la prima ipotesi… Si tratta di un fenomeno nuovo, di cui non si era a conoscenza, e che potrà avere risvolti negativi sull’andamento climatico di alcune zone.
Tutto ciò sta a significare quanto siano piuttosto inutili i piani di taglio delle emissioni di CO2 a livello locale, come potrebbe essere quello in atto in Europa: questi piani dovrebbero essere intesi (ed applicati) a livello globale se si vuole tagliare queste emissioni di gas serra, altrimenti si correrà il rischio di attuare interventi (soprattutto economici) anche pesanti a livello locale che si dimostrerebbero però vani. E, nel frattempo, non verrebbe ripristinato quell’equilibrio atmosferico rovinato dalle attività umane e la cui alterazione sta stravolgendo il clima del nostro pianeta: urge una pianificazione globale di taglio delle emissioni di CO2 se si vuole decelerare il cambiamento climatico in corso…

mercoledì 8 agosto 2007

Immensa nube di SMOG tra Cina e India!

Una immensa nube di smog ricopre da un pò di tempo un'area molto estesa tra Cina e India: il fenomeno è stato notato negli ultimi anni dalle rilevazioni satellitari e si verifica periodicamente da novembre ad aprile. Solo che fino ad ora non si era dato tanto rilievo a tale nube e soprattutto ai suoi effetti: ora invece alcuni studi fanno temere il peggio in quanto hanno dimostrato che è responsabile del 50% del riscaldamento globale, soprattutto per quanto riguarda la temperatura a bassa quota!! Infatti fino a poco tempo fa si pensava che la nube di smog respingesse i raggi solari (raffreddando quindi la bassa atmosfera e contribuendo alla lotta al riscaldamento globale), ma recenti studi hanno rivelato tutt'altro, ovvero che le particelle di aereosol che compongono la nube catturano i raggi solari intrappolandoli a bassa quota facendo così aumentare le temperatue! Si tratta di una nube di colore bruno che ricopre Asia sud-orientale, Mar Arabico e Golfo del Bengala ed è provocata dalla combustione di legna ed altri residui vegetali per cucina e riscaldamento che avviene in India e paesi limitrofi. Gli studi sono stati effettuati da Veerabhadran Ramanathan della "Scripps Institution of Oceanography" di San Diego (California), il quale ha utilizzato tre droni muniti di sensori che attraversando la nube tra 500 e 3000 metri di quota ha misurato coordinate meteorologiche, concentrazione e natura delle sostanze inquinanti: il tutto è stato effettuato tramite 18 voli partiti dall'isola di Hanimaadhoo (Maldive) nel marzo 2006. Gli studi effettuati hanno dimostrato che, se l'aumento termico del Sud-Est Asiatico è stato di 0.25°C negll'ultimo decennio, almeno 0.15°C di questo è stato causato proprio da questa nube!! Gli inquinanti che compongono la nube non derivano tanto da processi industriali o dal consumo gigantesco di petrolio che avviene in Cina e India, ma da semplici attività umane, in particolare alla combustione di legna e altri vegetali per il riscaldamento e per le cucine: si tratta praticamente dei residui dei fuochi accesi contemporaneamente da miliardi di individui! Tutto questo sta dando un'accelerazione notevole allo scioglimento dei circa 46.000 ghiacciai del vicino Himalaya (che rappresentano la terza riserva al mondo di acqua allo stato solido): tali ghiacciai stanno arretrando ora di almeno 15 metri all'anno (più che in ogni altra parte dle pianeta) e ciò significa una riduzione sempre maggiore di risorsa idrica che alimenta la grande rete fluviale del Sud-Est asiatico indispensabile alla vita di quelle popolazioni, sempre più a rischio (vi fanno parte fiumi di notevole portata come il Fiume Giallo, lo Yangtze, il Red, il Mekong, l'Irrawaddy, il Gange e l'Indo, con una popolazione coinvolta di circa 2 miliardi di persone...). Il progetto iniziato da Ramanathan sarà ora proseguito dalla NASA che alla fine del 2008 ha in programma una missione per verificare come si comporta la radiazione solare quando colpisce una nuvola di microscopiche particelle inquinanti (tali fenomeni sono conosciuti col termine tecnico di "Atmospheric Brown Clouds"): il progetto, chiamato "Glory", definirà con precisione ancora maggiore quanta responabilità ha questa nube (e nubi simili...) sul riscaldamento globale. Sono gli effetti (che si stanno percuotendo a livello globale) dello sfrenato sviluppo economico di Cindia...

martedì 5 giugno 2007

ITALIA: 1 morto su 5 è dovuto allo smog!

E' quanto emerge dalla "Relazione sullo stato delle conoscenze in tema di ambiente e salute nelle aree ad alto rischio in Italia" realizzata nel corso dei lavori dell'VIII Commissione permanente ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera e presentata oggi a Roma in occasione della GIORNATA MONDIALE DELL'AMBIENTE. L'allarme è stato sottolineato anche da Roberto Bertolini, direttore del programma "Salute e ambiente" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi nel nostro paese 1 decesso su 5 è riconducibile a cause ambientali prevenibili, soprattutto lo smog, mentre sono tra 6,4 e 8,6 milioni gli italiani che vivono in zone inquinate e dunque ad alto rischio per la loro salute. Si è arrivati a questi dati analizzando i parametri dei comuni inclusi nei 54 Sin (siti di interesse nazionale per le bonifiche) di cui si conoscono i pericoli sanitari: si tratta quindi di stime ottimistiche in quanto, analizzando tutte le aree pericolose, i Sin sarebbero ben 6.000, dei quali 58 siti con elevata contaminazione d'amianto, 1.550 siti minerari e 1.120 stabilimenti a rischio di incidente rilevante. A questo si aggiungono gli effetti dannosi derivanti dall'inquinamento cittadino, soprattutto per le polveri sottili responsabuli di 8.220 decessi all'anno! Per quanto riguarda le grandi città italiane, oltre il 60% degli ossidi di ozoto ed il 90% del monossido di carbonio derivano da scarichi di autoveicoli, responsabili anche del 75% delle emissioni di benzene su scala nazionale! In Europa le zone a più alto rischio salute sono Olanda, Belgio, Polonia meridionale e.... Valpadana!!! Milano e Torino sono tra le città euopee con le maggiori concentrazioni nell'aria di PM2,5, ancora più pericolose delle PM10 in quanto più sottili tanto da entrare subito in circolo nel sangue umano: il limite di PM2,5 imposto dalla legge è di 10 milligrammi/mc, mentre a Milano e Torino si toccano spesso i 35-40!! Per non parlare delle PM10: il limite massimo di 50 microgrammi/mc viene regolarmente superato in tutte le grandi città e con esso anche il numero massimo (35) di giornate annue consentito per "superare" questo limite (città come Verona, Vicenza e Padova superano il limite anche 200 volte in un anno...). La soluzione non sta certo nel bloccare il traffico per una domenica al mese (e sarebbe già una frequenza elevata farlo con questa cadenza...): il traffico dovrebbe essere totale per più giorni almeno nei centri storici delle città, anche se improponibile per molti cittadini... (i negozianti sarebbero inferociti: come dargli torto visto che nei pressi dei nostri centri cittadini non ci sono parcheggi a sufficienza?). Perchè allora non potenziare il trasporto pubblico: tramvie e pullman ecologici farebbero evitare una buona dose di traffico e di inquinamento. Anche il riscaldamento delle abitazioni contribuisce pesantemente all'inquinamento cittadino: perchè non incentivare i pannelli solari sui tetti cittadini? Troppe domande forse per la politica (sia nazionale che locale) a cui ci sarebbero delle risposte semplici, ma come sempre manca la volontà di affrontare i problemi. Ma allora, che ne parliamo a fare?

giovedì 18 gennaio 2007

Lo SMOG soffoca le città italiane!

E' quanto emerge dal 3° Rapporto APAT sulla qualità dell'ambiente urbano, presentato oggi dall'avv. Giancarlo Viglione in qualità di Commissario Straordinario dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente. Come sempre, ecco di seguito una serie di numeri aridi ma che ci fanno comprendere meglio la realtà: nelle 24 città italiane con più di 150.000 abitanti le concentrazioni di PM10 (ozono e biossido di azoto principalmente) nel periodo 1993-2005 non hanno registrato alcun cenno di diminuzione. Per l'ozono, nel 2005 il 75% delle città ha superato almeno una volta la soglia di attenzione (addirittura il 95% delle città per quanto riguarda il biossido di azoto!).
Il trasporto su strada è il "fornitore" principale di smog: incide al 70% nella capitale Roma.
Il contributo industriale è invece particolarmente alto ove esistono i grandi poli produttivi: incide al 93% (!) a Taranto, al 75% a Venezia e al 49% a Genova.
Il parco autovetture continua a crescere: oltre il 20% in più di auto rispetto al 1996, mentre nel solo 2005 le auto a Roma sono aumentate al ritmo di 3 all'ora!!! Quasi tutte le 24 città superano le 500 vetture ogni 1000 abitanti, molte superano le 600 e Roma arriva addirittura a 732 (in Europa, Italia esclusa, solo 6 città su 160 superano la soglia di 500 vetture ogni 1000 abitanti)!
In crescita anche i motocicli: rispetto al 1996 sono raddoppiati ovunque, con punte di +63% a Torino e +176% a Roma!
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la quota di mezzi alimentata a gasolio sul complessivo rimane altissima e va dal 60% di Parma al 99.9% di Reggio Calabria. I mezzi di trasporto a trazione elettrica sono presenti solo nelle grande città: sono il 40% del totale a Milano, il 21% a Torino, il 17% a Bologna, il 14% a Napoli e solo il 10% a Roma (i filobus sono invece presenti anche in alcun città medie, come a Modena con un 15% del totale, Parma col 16% e Cagliari col 18%).
Poco sviluppate le linee metropolitane: in totale solo 168 km in tutta Italia, contro i 408 Km della sola Londra!!
In Europa il 30% dei tragitti compiuti giornalmente in auto copre una distanza inferiore ai 3 km ed il 50% inferiore ai 5 km: le bici potrebbero in parte risolvere il problema. Ma anche per la bici la situazione non è rosea: largamente insufficienti le pisti ciclabili (mediamente ci sono 8.077 abitanti ogno km di pista ciclabile, da un minimo di 1.663 bresciani per ogni km di pista ad un massimo di 16.460 livornesi per ogni km di pista)! La bici è utilizzata maggiormente durante il giorno a Parma (tra il 21 e il 25% degli spostamenti quotidiani) seguita da Padova (11-15%), mentre Roma è sotto il 5% e Torino-Firenze-Bologna tra il 6 e il 10%. Scusate la battuta: c'è ancora molta strada da fare, ma bisognerebbe farla a piedi...

giovedì 14 dicembre 2006

Mal d'aria nelle città italiane!

Legambiente ha elaborato i dati provenienti dalle centraline di rilevamento delle polveri sottili delle maggiori città d'Italia e il quadro che ne è uscito non è per niente confortante. I dati sul PM10 riportano un numero impressionante (sino al 4 dicembre) di superamenti giornalieri della soglia consentita dalla legge (che dal 2005 fissa il valore limite medio giornaliero per le polveri sottili a 50 g/mc, che può essere superato al massimo per 35 giorni all'anno). Ebbene, dai dati risultano 206 giorni di superamento a Palermo, 183 a Verona, 162 a Torino, 159 a Padova, 156 a Venezia, 152 a Milano e 125 a Roma: la prima fonte di tutto ciò è il traffico cittadino che incide al 70%, mentre la seconda fonte è il riscaldamento. A tal proposito, giunge notizia che il Presidente della Regione Toscana Claudio Mrtini e i sindaci delle città toscane di Firenze, Scandicci, Signa, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano, con i rispetti assessori all'ambiente "non hanno contrastato come avrebbero dovuto l'inquinamento e non hanno difeso come avrebbero dovuto la salute pubblica": lo sostiene la Procura della Repubblica di Firenze che ha chiuso le indagini sullo smog aperte all'inizio del 2005. Tutte tali figure dovranno dunque difendersi dall'accusa di non aver preso provvedimenti sufficienti a ridurre le polveri fini PM10. E intanto noi respiriamo...

mercoledì 29 novembre 2006

Cemento mangia-smog

Richard Meier (architetto americano oggi 72enne) nel 1998, disegnando la chiesa di Tor Tre Teste (Roma) inaugurata nel 2003 e visualizzata nella foto, chiese di impiegare un cemento di un "bianco più bianco che si può" al fine di avvicinare l'uomo alla spiritualità. Non poteva immaginare che le oltre 600 tonnellate di malta Tx prodotte dalla "Italcementi" e impiegate in tale chiesa nel corso degli anni avrebbero contribuito a ripulire l'aria romana! Il "cemento mangia-smog" (così viene ora definito) ha funzionato grazie al bianco e alla luce: infatti le tre vele della chiesa non solo sono rimaste bianchissime come all'inizio (e sappiamo come sia inquinata l'aria di una città) ma grazie al biossido di titanio, inserito nella composizione della malta, gli esterni hanno mineralizzato benzene, idrocarburi e ossido di zolfo. Si tratta del processo chimico della fotocatalisi, ovvero la forza della luce atta ad attivare il biossido di titanio che, accelerando i processi di ossidazione esistenti in natura, ha reso inerti le sostanze inquinanti depositate sulle vele della chiesa, lavate via dalla pioggia e depositate sul sagrato ormai innoque. Ora si sta sperimentando la stessa cosa in una strada di Bergamo (via Borgo Palazzo) ove le "mattonelle mangia-smog" hanno già abbattuto gli ossidi inquinanti del 30-40%. Si sta studiando per crearne una apllicazione trasparente per i monumenti antichi delle città e addirittura per i muri dei condomìni per eliminare la pipì dei cani!!

martedì 14 novembre 2006

Smog in Valpadana: cosa respiriamo!!!

Guardate un pò questa immagine satellitare: è relativa alla concentrazione di sostanze inquinanti in Europa. In rosso quelle più inquinate, in blu quelle scarsamente inquinate. State vedendo la Valpadana? Sì, è proprio quella... quel bel triangolo rosso fuoco!!! La causa è da ricercarsi nell'enorme quantità di scarichi provenienti da auto, riscaldamento e attività produttive concentrate nella nostra zona e che rimangono intrappolati in quanto la Valpadana è chiusa da montagne su tre lati e dal quarto lato raramente entrano venti in grado di rimescolare l'aria. Non c'è nulla da rallegrarsi dunque, visto che quello che scarichiamo poi ce lo respiriamo: assieme a Belgio-Paesi Bassi stiamo nella peggior zona d'Europa in quanto a respirabilità d'aria!!