mercoledì 26 novembre 2014
martedì 24 novembre 2009
SMOG IN DIRETTA SUL WEB
Ricordo brevemente che tra le sostanze inquinanti più pericolose ci sono le PM10, ovvero quelle polveri finissime che hanno un diametro inferiore ai 10 micron, formate da metalli (come zinco, piombo e nichel) e da solfati, nitrati, amianto e scorie di cemento, così fini da penetrare facilmente nel nostro organismo causando gravi patologie (soprattutto alle vie respiratorie): tali polveri derivano dalla combustione degli idrocarburi, da processi industriali (come le fonderie e i cementifici) e dall’usura dei freni e delle gomme degli autoveicoli. Tra le altre sostanze inquinanti, troviamo gli ossidi di zolfo (che derivano dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, responsabili di crisi asmatiche, bronchiti ed infiammazioni delle mucose delle vie respiratorie), gli ossidi di azoto (provenienti anch’essi dal riscaldamento domestico e da impianti industriali, ma anche dagli autoveicoli, e causano bronchiti, tracheiti, allergie, irritazioni e alterazioni in genere delle funzioni delle vie respiratorie), l’ozono (derivante generalmente dai catalizzatori delle auto, irritano le mucose delle vie respiratorie causando asma e disturbi respiratori), il monossido di carbonio (proveniente dagli autoveicoli, dal riscaldamento in generale e dai grandi impianti industriali come le acciaierie e le centrali elettriche, causano problemi all’apparato cardiovascolare e al sistema nervoso) e gli idrocarburi (provenienti dagli autoveicoli e dai grandi impianti industriali di combustione, causano cancro). In base ai dati storici, nel decennio 1997-2006 tra il 18 e il 50% della popolazione europea è stata esposta a polveri sottili, tra il 18 e il 42% a biossido di azoto e fino al 61% a ozono. Un quadro non proprio roseo…
È quindi importante sapere lo stato della qualità dell’aria del luogo dove dobbiamo recarci al fine di preservare la nostra salute. Ecco perché è stato messo a punto questo sistema per poter verificare in tempo reale la qualità dell’aria di molte località europee. Sul sito sopra menzionato vi sarà un semaforo che, in base alla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria, indicherà rosso per “situazione a rischio”, giallo per “situazione di confine” e verde per “situazione regolare”.
Il nuovo servizio è stato lanciato lo scorso 18 novembre 2009 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (http://www.eea.europa.eu/it) in collaborazione con Microsoft: elabora graficamente i dati forniti da 1.000 centraline sparse in 32 paesi europei, sarà attivo 24 ore su 24 e disponibile in ben 24 lingue (praticamente coinvolgerà ben 500 milioni di europei). Proprio grazie alla collaborazione con Microsoft, si è potuto creare questo sito all’avanguardia tecnologica in quanto utilizza il sistema cloud computing, che permette di utilizzare il software disponibile in rete: gli utenti potranno così lasciare i loro commenti oltre a poter consultare i rilevamenti sulla qualità dei mari, dei laghi e dei fiumi relativi a ben 22.000 località!
Un monitoraggio dello smog simile a quello europeo è cominciato anche in Italia: viene svolto nelle oasi del WWF (http://www.wwf.it) e servirà per trovare delle soluzioni di mitigazione dei danni tramite un piano di adattamento al quale stanno lavorando l’Università di Tuscia, il Corpo Forestale dello Stato e il Museo di Zoologia di Roma.
Quello del monitoraggio dello smog sarà uno strumento molto importante, sia per aiutare il cittadino che valuterà le situazioni di rischio di una esposizione prolungata in un ambiente inquinato, sia per aiutare i governi che potranno utilizzare i dati elaborati per varare piani di abbattimento dell’inquinamento e per contribuire di conseguenza alla lotta al cambiamento climatico. Si tratta di un tassello aggiuntivo per il monitoraggio dell’intero territorio, oltre a quello già operativo (dall’estate dal 2007) dell’acqua.
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venerdì 7 novembre 2008
Verona: PM10 e polemiche continue...
A questo mio ultimo articolo ha risposto Elena Giacomin, Presidente del Comitato veronose di Corso Milano (http://www.viviamocorsomilano.it), la quale mi informa di essere rimasta anche Lei esterefatta di fronte a questa intervista. Col suo benestare, pubblico la sua lettera di risposta.
"Sono Elena Giacomin, presidente del Comitato di Corso Milano: sono rimasta esterefatta anch'io nel leggere le dichiarazioni del Prof. Perbellini apparse su L'Arena di domenica 2 Novembre. In particolare, ci risulta che sia stata l’organizzazione mondiale della sanità OMS e non un “manipolo di epidemiologi facinorosi” a redigere le linee guida sulla qualita’ dell’aria. Nel 2005 addirittura le ha rese più restrittive abbassando i limiti consigliati e sollecitando i governi di tutto il mondo a migliorare la qualità dell’aria nelle città al fine di proteggere la salute delle persone messa rischio non solo dal “famigerato” particolato fine conosciuto come PM10 ma anche da altri fattori che spesso non vengono tenuti in doverosa considerazione come il biossido di zolfo, benzene e piro-benzene, biossido di azoto e ozono. Se da una parte non è corretto fare terrorismo psicologico, dall’altra è inaccettabile la semplificazione e banalizzazione di un problema che da anni coinvolge milioni di persone affermando come si legge nell’articolo che “…forse queste famigerate polveri sottili fanno bene”. A confermare le preoccupazioni dei cittadini ci pensa il Dipartimento di Prevenzione della USSL 20 di Verona che pubblica nel suo sito una sezione dedicata all’inquinamento (vedere igiene pubblica) e una serie di consigli riassunti in “COSA POSSO FARE PER PROTEGGERE ME E LA MIA FAMIGLIA?”. Si nota che è consigliato in primis di “seguire attentamente le notizie sull’inquinamento, e nei momenti critici stare in casa il più possibile”, dato che “in casa le concentrazioni degli inquinanti sono più basse all’interno che all’esterno”. Inoltre, “si sconsiglia l’esercizio fisico all’aperto perché più veloce si respira e più inquinanti penetrano nei polmoni”. Insomma se davvero non c’è di che preoccuparsi in quanto citiamo testualmente dall’intervista ”non sono stati fatti studi approfonditi”, “è tutto da dimostrare” o “non si sa da cosa è composto il particolato fine PM10” noi semplici cittadini ci chiediamo:
*Come mai l’OMS da anni lancia l’allarme sugli effetti dell’inquinamento sulla salute?
* Verona è stata coinvolta alcuni anni fa in uno studio denominato MISA 2 assieme ad altre 14 città italiane finalizzato ad osservare la correlazione degli effetti degli inquinanti espressi come variazioni percentuali di mortalità o ricovero ospedaliero: come mai i risultati del MISA2, riguardo la mortalità, dicono che l’aumento di rischio si manifesta entro pochi giorni dal picco di inquinamento (due giorni per il PM10, fino a quattro giorni per NO2 e CO)?
*Sulla composizione chimica e morfologica delle PM10 ci sono numerosi studi autorevoli come quelli fatti dall’Università di Perugia e ARPA Umbria del 30 maggio 2006 oppure il progetto PUMI (Particolato fine nell'atmosfera Urbana Milanese), facilmente reperibili: come si può quindi affermare che ancora non conosciamo la caratterizzazione fisico-chimica del particolato atmosferico e l’impatto che queste particelle hanno sulla salute dell'uomo e sull'ambiente?
Infine accogliendo l’invito e la rassicurazione del Prof. Perbellini sul fatto che le concentrazioni di agenti inquinanti sono decisamente maggiori all’interno dei locali rispetto all’esterno, lo invitiamo a passeggiare per due o tre ore continuativamente per i marciapiedi di Corso Milano nelle ore di punta, noi che ci viviamo sappiamo bene cosa lo aspetta, arrossamento degli occhi, prurito alla gola, difficoltà ad inspirare, senso di soffocamento. Saranno solo suggestioni? Nel dubbio della medicina “locale” ci affidiamo alle premure della Comunità Scientifica Internazionale che, pur non risolvendo alla base il problema, ha il coraggio di ammettere i pericoli ai quali andiamo incontro, lasciandoci la libertà di scegliere se accollarci il rischio o meno. Al bando il “terrorismo ambientale” ma altrettanto non facciamo campagna di disinformazione o banalizzazione, il cittadino è libero di scegliere QUANDO E’ PRIMA DI TUTTO BEN INFORMATO".
Naturalmente mi unisco a quanto detto da Elena Giacomin: è semplicemente inquietante come si voglia far tacere (e nascondere ai cittadini) un'emergenza del genere!
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martedì 21 ottobre 2008
SMOG: che escamotage a Verona!
Esiste una precisa normativa nel nostro paese che fissa il limite massimo giornaliero di PM10 oltre il quale dovrebbe scattare il blocco del traffico veicolare, oltre che prevedere un limite massimo annuo di giornate in cui questo limite può essere superato. Purtroppo molte città padane superano molto spesso il limite giornaliero che, nell’arco dell’anno, arriva anche a superare le 200 giornate!!! Per la misurazione di queste sostanze ci sono apposite centraline di rilevamento, poste lungo le strade trafficate delle città.
Siccome dai dati di queste centraline si decide poi sul blocco del traffico cittadino (o piani simili), si stanno scoprendo alcuni escamotage (tipici italiani…) per ingannare la realtà. È quello che è successo a Verona: recentemente Federico Sboarina, assessore comunale all’ambiente, ha rassicurato i cittadini veronesi sui livelli di inquinamento delle polveri sottili PM10 affermando che tali valori sono migliorati nonostante fossero decaduti i provvedimenti di blocco del traffico. Come è stato possibile? Semplice: nessuno provvedimento, la centralina di rilevamento posta lungo il trafficato Corso Milano è stata spostata all’interno di un parco!!! GENIALE!!! A tal proposito si è creato il Comitato “Viviamo Corso Milano” (http://www.viviamocorsomilano.it), il cui Presidente Elena Giacomin ha affermato: “Non si può parlare di miglioramento dell’aria se la centralina è in un parco anziché sulla strada. Il 3 aprile scorso abbiamo chiesto alle istituzioni competenti chiarimenti in merito allo spostamento della centralina Arpav da Corso Milano al parco di via Sesini e avevamo espresso perplessità per i miglioramenti (anche al di sopra del 10%) che si stavano verificando dopo lo spostamento”. Cosa ha risposto l’Arpav? Che lo spostamento della centralina è stato reso necessario per adeguare la posizione della stessa alle linee guida Apat e che la stazione quando era in Corso Milano era troppo vicina ad un incrocio e alle fronde di alcuni alberi... Ma non poteva la centralina essere spostata in un altro punto di Corso Milano, oppure in un’altra strada trafficata? Che bisogno c’era di metterla al centro di un parco cittadino, contornato da condomìni, sotto una pianta e circondata da una siepe? Ha ragione il Comitato “Viviamo Corso Milano” quando dice che la centralina sta ora misurando una situazione ambientale di quartiere e non di traffico urbano intenso, alterando quindi la realtà dell’inquinata aria che avvolge le strade cittadine, ove effettivamente la popolazione si sposta e vi abita (la maggior parte delle costruzioni si trova proprio lungo le strade, mentre il parco Sesini è una delle pochissime aree verdi cittadine). Si sta quindi distorcendo la realtà.
Come ricorda il presidente del Comitato “Viviamo Corso Milano”, l’inquinamento dell’aria ha forti e gravi ripercussioni sulla salute dei cittadini e il mancato impegno ad ovviare alla gravità della situazione costituisce un fatto perseguibile dalla legge penalmente: lo scorso mese di aprile sono stati rinviati a giudizio il Presidente della Regione Toscana ed il Sindaco di Firenze per non aver adottato misure di contenimento dei livelli di inquinamento. La normativa europea recepita da quella regionale impone l’adozione di seri piani di risanamento dell’aria e di piani di azione da parte delle amministrazioni comunali: l’escamotage adottato a Verona serve per mettere a riparo “legale” l’amministrazione cittadina? Vorrei tanto pensare che si tratta di una semplice coincidenza, ma come cita una famosa frase del senatore Andreotti “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, per questo mi vengono in mente i soliti squallori italiani: la salute dei cittadini è, purtroppo, sempre messa in secondo piano. Se solo l’aria inquinata fosse bella colorata, allora forse ci si penserebbe un pochino, è il solito problema dell’inquinamento invisibile…
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giovedì 16 ottobre 2008
“Che tempo fa” o… “Che smog farà”?
Al progetto europeo ha partecipato anche l’ISAC, ovvero l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna: Alberto Maurizi, ricercatore dell’ISAC, spiega che per seguire questo nuovo tipo di analisi si è dovuto modificare lo statuto dell’ECWMF (il centro europeo che si occupa di previsioni meteorologiche), adattandolo allo studio dell’inquinamento per vedere l’effetto a livello sanitario. Il nuovo progetto si chiama GEMS ed impegna 31 laboratori di vari stati.
Per stabilire quanto inquinamento ci sarà in un dato paese in una data precisa si segue un calcolo complesso che tiene conto dei dati meteorologici e di quelli chimici per la formazione delle sostanze inquinanti: per calcolare le possibili combinazioni tra i 35 composti chimici esaminati verranno utilizzate 100 equazioni matematiche. Si tratterà di elaborazioni molto complesse e che dovranno tener conto di molte variabili, si tratterà insomma di calcolare l’andamento delle emissioni e di incrociarlo con i dati riguardanti l’umidità dell’aria, i venti, le temperature, la radiazione solare, ecc…
Basta andare sul sito http://gems.ecmwf.int per vedere come, a seconda dell’impostazione di calcolo scelta, le mappe dell’Europa si colorino diversamente cliccando sulla presenza di ozono, biossido di azoto o monossido di azoto. Entro un paio d’anni si prevede di trovare un’intesa metodologica che permetterà di unificare i vari modelli arrivando ad una previsione ufficiale di tre giorni che comprenderà un numero superiore di inquinanti.
Quindi, si tratterà di un servizio senz’altro utile: sapremo non solo il tempo che farà ma anche la qualità dell’aria che respireremo. Positivo è stato il commento di Roberto Bertolini, responsabile del centro dell’Organizzazione Mondiale di Sanità sul global warming, secondo il quale ne beneficeranno soprattutto gli anziani, chi soffre di patologie respiratorie e le persone allergiche o asmatiche. Si sono già fatti alcuni calcoli e i risultati sono davvero interessanti: facendo uno studio sulle 13 maggiori città italiane (per un totale di circa 9 milioni di abitanti), si è scoperto che tenendo gli inquinanti sotto il livello di 30 microgrammi per metro cubo si riuscirebbero a salvare molte vite: per i bambini sotto i 15 anni si eviterebbero 301.000 casi di malattie respiratorie alle vie profonde e 26.000 casi di bronchiti croniche, mentre per tutte le persone sopra i 15 anni si eviterebbero 497.000 casi di attacchi d’asma e ben 4.700.000 casi di malattie respiratorie alle vie profonde.
Dovremmo pazientare circa due anni ma ne varrà veramente la pena, soprattutto per la nostra salute.
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venerdì 28 marzo 2008
SMOG: quello cinese invade il Nord America!
Secondo una ricerca realizzata da un gruppo di fisici dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt (USA), i cui risultati verranno pubblicati sul “Journal of Geophysical Research – Atmospheres”, l’inquinamento atmosferico causato dalle attività umane si sposta da un continente all’altro vanificando (e, talvolta, annullando) gli sforzi fatti in alcuni paesi. In seguito a tale ricerca, è stata elaborata una mappa molto dettagliata dell’inquinamento atmosferico che interessa il nostro pianeta (è quella allegata al post): per effettuare le ricerche si è utilizzato lo strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) che si trova sul satellite americano “Terra”. Per inquinamento atmosferico è stato preso in considerazione quello causato dalle attività umane nelle città, dal traffico, dalle industrie e dai grandi incendi per la deforestazione. Hungbin Yu, responsabile della ricerca, ha affermato che per molti anni si è pensato ai paesi occidentali come ai primi (ed unici) responsabili dell’inquinamento atmosferico, ma ora qualcosa è cambiato in maniera molto profonda. I paesi in forte sviluppo economico stanno dando un contributo notevole in termini di inquinamento: Tutto ciò sta a significare quanto siano piuttosto inutili i piani di taglio delle emissioni di CO2 a livello locale, come potrebbe essere quello in atto in Europa: questi piani dovrebbero essere intesi (ed applicati) a livello globale se si vuole tagliare queste emissioni di gas serra, altrimenti si correrà il rischio di attuare interventi (soprattutto economici) anche pesanti a livello locale che si dimostrerebbero però vani. E, nel frattempo, non verrebbe ripristinato quell’equilibrio atmosferico rovinato dalle attività umane e la cui alterazione sta stravolgendo il clima del nostro pianeta: urge una pianificazione globale di taglio delle emissioni di CO2 se si vuole decelerare il cambiamento climatico in corso…
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mercoledì 8 agosto 2007
Immensa nube di SMOG tra Cina e India!
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martedì 5 giugno 2007
ITALIA: 1 morto su 5 è dovuto allo smog!
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giovedì 18 gennaio 2007
Lo SMOG soffoca le città italiane!
Il trasporto su strada è il "fornitore" principale di smog: incide al 70% nella capitale Roma.
Il contributo industriale è invece particolarmente alto ove esistono i grandi poli produttivi: incide al 93% (!) a Taranto, al 75% a Venezia e al 49% a Genova.
Il parco autovetture continua a crescere: oltre il 20% in più di auto rispetto al 1996, mentre nel solo 2005 le auto a Roma sono aumentate al ritmo di 3 all'ora!!! Quasi tutte le 24 città superano le 500 vetture ogni 1000 abitanti, molte superano le 600 e Roma arriva addirittura a 732 (in Europa, Italia esclusa, solo 6 città su 160 superano la soglia di 500 vetture ogni 1000 abitanti)!
In crescita anche i motocicli: rispetto al 1996 sono raddoppiati ovunque, con punte di +63% a Torino e +176% a Roma!
Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la quota di mezzi alimentata a gasolio sul complessivo rimane altissima e va dal 60% di Parma al 99.9% di Reggio Calabria. I mezzi di trasporto a trazione elettrica sono presenti solo nelle grande città: sono il 40% del totale a Milano, il 21% a Torino, il 17% a Bologna, il 14% a Napoli e solo il 10% a Roma (i filobus sono invece presenti anche in alcun città medie, come a Modena con un 15% del totale, Parma col 16% e Cagliari col 18%).
Poco sviluppate le linee metropolitane: in totale solo 168 km in tutta Italia, contro i 408 Km della sola Londra!!
In Europa il 30% dei tragitti compiuti giornalmente in auto copre una distanza inferiore ai 3 km ed il 50% inferiore ai 5 km: le bici potrebbero in parte risolvere il problema. Ma anche per la bici la situazione non è rosea: largamente insufficienti le pisti ciclabili (mediamente ci sono 8.077 abitanti ogno km di pista ciclabile, da un minimo di 1.663 bresciani per ogni km di pista ad un massimo di 16.460 livornesi per ogni km di pista)! La bici è utilizzata maggiormente durante il giorno a Parma (tra il 21 e il 25% degli spostamenti quotidiani) seguita da Padova (11-15%), mentre Roma è sotto il 5% e Torino-Firenze-Bologna tra il 6 e il 10%. Scusate la battuta: c'è ancora molta strada da fare, ma bisognerebbe farla a piedi...
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giovedì 14 dicembre 2006
Mal d'aria nelle città italiane!
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mercoledì 29 novembre 2006
Cemento mangia-smog
Richard Meier (architetto americano oggi 72enne) nel 1998, disegnando la chiesa di Tor Tre Teste (Roma) inaugurata nel 2003 e visualizzata nella foto, chiese di impiegare un cemento di un "bianco più bianco che si può" al fine di avvicinare l'uomo alla spiritualità. Non poteva immaginare che le oltre 600 tonnellate di malta Tx prodotte dalla "Italcementi" e impiegate in tale chiesa nel corso degli anni avrebbero contribuito a ripulire l'aria romana! Il "cemento mangia-smog" (così viene ora definito) ha funzionato grazie al bianco e alla luce: infatti le tre vele della chiesa non solo sono rimaste bianchissime come all'inizio (e sappiamo come sia inquinata l'aria di una città) ma grazie al biossido di titanio, inserito nella composizione della malta, gli esterni hanno mineralizzato benzene, idrocarburi e ossido di zolfo. Si tratta del processo chimico della fotocatalisi, ovvero la forza della luce atta ad attivare il biossido di titanio che, accelerando i processi di ossidazione esistenti in natura, ha reso inerti le sostanze inquinanti depositate sulle vele della chiesa, lavate via dalla pioggia e depositate sul sagrato ormai innoque. Ora si sta sperimentando la stessa cosa in una strada di Bergamo (via Borgo Palazzo) ove le "mattonelle mangia-smog" hanno già abbattuto gli ossidi inquinanti del 30-40%. Si sta studiando per crearne una apllicazione trasparente per i monumenti antichi delle città e addirittura per i muri dei condomìni per eliminare la pipì dei cani!!
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martedì 14 novembre 2006
Smog in Valpadana: cosa respiriamo!!!
Guardate un pò questa immagine satellitare: è relativa alla concentrazione di sostanze inquinanti in Europa. In rosso quelle più inquinate, in blu quelle scarsamente inquinate. State vedendo la Valpadana? Sì, è proprio quella... quel bel triangolo rosso fuoco!!! La causa è da ricercarsi nell'enorme quantità di scarichi provenienti da auto, riscaldamento e attività produttive concentrate nella nostra zona e che rimangono intrappolati in quanto la Valpadana è chiusa da montagne su tre lati e dal quarto lato raramente entrano venti in grado di rimescolare l'aria. Non c'è nulla da rallegrarsi dunque, visto che quello che scarichiamo poi ce lo respiriamo: assieme a Belgio-Paesi Bassi stiamo nella peggior zona d'Europa in quanto a respirabilità d'aria!!
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