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venerdì 9 ottobre 2015
Davvero curioso questo fatto: l'area di Chernobyl, ancora assai contaminata dopo il disastro nucleare del'aprile 1986, negli ultimi anni si è ripopolata di animali (soprattutto lupi, cervi e cinghiali), tanti quanto la situazione pre-disastro! Ne ha scritto un'articolo Elena Dusi sul quotidiano la Repubblica di giovedì 8 ottobre 2015, che potete leggere al link http://www.sivempveneto.it/vedi-tutte/29476-il-caso-lupi-cervi-e-cinghiali-il-miracolo-di-chernobyl-da-centrale-nucleare-a-paradiso-per-animali-gli-uomini-se-ne-sono-andati-tutti-e-la-fauna-ha-iniziato-a-crescere. Come ha detto Jim Smith, specialista di scienze ambientali all’università di Portmouth e coordinatore dello studio sul ripopolamento animale di Chernobyl, quando gli uomini vanno via, la natura fiorisce, anche nello scenario del peggior disastro nucleare del mondo, e questo non vuol dire che le radiazioni facciano bene agli animali, ma che gli effetti della presenza umana siano ancora peggiori....
sabato 30 gennaio 2010
CACCIA: è fatta per le deroghe…
Ho seguito con tristezza in questi mesi le varie vicissitudini in merito al provvedimento del governo per consentire la caccia no-limits. E siamo arrivati, purtroppo, all’epilogo finale e disastroso: è ormai definitivo, manca solo l’approvazione finale (l’emendamento era stato bocciato alla Camera ma è stato riproposto al Senato con esito positivo). Ora passerà alle Regioni la delega per decidere quando, dove e come cacciare. Al contrario delle norme europee (dove i vari Stati continuano a mantenere una severa legge nazionale), qui in Italia si è ora delegato alle Regioni tutto in materia di caccia, e guarda caso a poche settimane dalle elezioni regionali… Inquietante davvero! Ora si usano persino gli animali per riuscire ad ottenere i voti!!!
Erano sorte molte polemiche in questi ultimi giorni in merito a questo provvedimento, anche di due esponenti del PDL. Infatti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha affermato: “Su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il ministro Ronchi e il relatore; giudico quanto accaduto in aula una grave colpo di mano. Quel testo va ricorretto alla Camera reintroducendo le garanzie che erano previste, soprattutto sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversità di cui, tra l’altro, nel 2010 si celebra l’anno mondiale”. Sbotta anche il ministro del Turismo Michela Brambilla: “Il provvedimento non è assolutamente accettabile. La richiesta di turismo legato alla natura è in crescita e una caccia senza limiti metterebbe seriamente a rischio, oltre alla sicurezza dei cittadini, il patrimonio faunistico ed ambientale che attrae una forte domanda turistica. L’emendamento, inoltre, se definitivamente approvato, porterebbe all’aggravamento delle procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e una sanzione pecuniaria elevatissima destinata a ricadere sui contribuenti”. Messaggi rimasti inascoltati…
Fatto sta che ora le Regioni potranno decidere in autonomia come applicare la normativa della caccia sul loro territorio: non è difficile immaginare che il Veneto (che già aveva deliberato, senza successo, sulla caccia no limits…) estenderà subito la caccia a tutto l’anno, in qualsiasi zona e per qualsiasi specie. Dopo varie proteste e in seguito alla mediazione del ministro delle Politiche Comunitaria Andrea Ronchi, si sono messe al riparo dalle deroghe regionali tre specie protette, ovvero la lepre, la volpe e il coniglio selvatico, che quindi non potranno essere cacciate da febbraio a settembre (come accade ora). Ma le altre specie… Tra le specie cacciabili ci saranno anche 34 specie di uccelli che si trovano già in cattivo stato di conservazione, come la pernice bianca, il fagiano di monte, la beccaccia, la quaglia, l’allodola e molte anatre, che ora correranno un serio pericolo di estinzione. Molte specie verrebbero infatti uccise anche nei periodi in cui volano verso la riproduzione.
Come la pensano gli italiani? Un recente sondaggio dell’IPSOS rivela che ben l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo di apertura della caccia, il 94% non vuole dare in mano un fucile ai sedicenni (così come prevede l’emendamento) e il 91% non vuole che si spari nei parchi: poi però, quando si va a votare, queste cose gli italiani se le dimenticano, purtroppo… Ma alle urne se le ricorderanno invece i cacciatori che avranno invece via libera a sparare! Anche se comunque anche i cacciatori si sono spaccati sull’argomento: infatti, il Comitato Nazionale Caccia e Natura chiede la modifica dei calendari venatori solo nei termini e nei limiti della legge europea, mentre Arcicaccia denuncia il “bracconaggio elettorale”…
Per ultimo Angelo Bonelli, il nuovo presidente dei Verdi, ha annunciato una mobilitazione ma allo stesso tempo lancia una denuncia: “La RAI oscura l’ecologia”. Infatti giustamente afferma che “l’ambiente e l’ecologia sono stati espulsi dal nostro sistema radiotelevisivo. Questioni come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la salute dei cittadini, che in Europa e nel mondo sono diventati centrali, nei programmi di approfondimento delle nostre TV non hanno diritto di cittadinanza. Stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi per eliminare dai palinsesti televisivi le questioni su cui i cittadini hanno il diritto di essere informati, a cominciare dallo smog che ogni anno nelle nostre città uccide 7400 persone, e dal nucleare che il governo vuole portare nelle nostre regioni senza consultare i cittadini”. Come dargli torto: avete mai visto “Porta a porta” di Bruno Vespa (in seconda serata su RAI1) ad insistere su inquinamento cittadino, caccia, problemi nucleari, cambiamento climatico, ecc…? No, ne avrà anche parlato (forse con cadenza… annuale), ma le sue trasmissioni di approfondimento sono ormai quasi sempre sull’operato del governo Berlusconi (operato naturalmente positivo…), sulle diete, sul Festival di Sanremo, sui vari omicidi (Cogne, Garlasco, ecc…). Vespa non vuole correre il rischio che i cittadini vengano a conoscenza di certi problemi! Eh no, bisogna diffondere amore…
Erano sorte molte polemiche in questi ultimi giorni in merito a questo provvedimento, anche di due esponenti del PDL. Infatti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha affermato: “Su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il ministro Ronchi e il relatore; giudico quanto accaduto in aula una grave colpo di mano. Quel testo va ricorretto alla Camera reintroducendo le garanzie che erano previste, soprattutto sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversità di cui, tra l’altro, nel 2010 si celebra l’anno mondiale”. Sbotta anche il ministro del Turismo Michela Brambilla: “Il provvedimento non è assolutamente accettabile. La richiesta di turismo legato alla natura è in crescita e una caccia senza limiti metterebbe seriamente a rischio, oltre alla sicurezza dei cittadini, il patrimonio faunistico ed ambientale che attrae una forte domanda turistica. L’emendamento, inoltre, se definitivamente approvato, porterebbe all’aggravamento delle procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e una sanzione pecuniaria elevatissima destinata a ricadere sui contribuenti”. Messaggi rimasti inascoltati…
Fatto sta che ora le Regioni potranno decidere in autonomia come applicare la normativa della caccia sul loro territorio: non è difficile immaginare che il Veneto (che già aveva deliberato, senza successo, sulla caccia no limits…) estenderà subito la caccia a tutto l’anno, in qualsiasi zona e per qualsiasi specie. Dopo varie proteste e in seguito alla mediazione del ministro delle Politiche Comunitaria Andrea Ronchi, si sono messe al riparo dalle deroghe regionali tre specie protette, ovvero la lepre, la volpe e il coniglio selvatico, che quindi non potranno essere cacciate da febbraio a settembre (come accade ora). Ma le altre specie… Tra le specie cacciabili ci saranno anche 34 specie di uccelli che si trovano già in cattivo stato di conservazione, come la pernice bianca, il fagiano di monte, la beccaccia, la quaglia, l’allodola e molte anatre, che ora correranno un serio pericolo di estinzione. Molte specie verrebbero infatti uccise anche nei periodi in cui volano verso la riproduzione.
Come la pensano gli italiani? Un recente sondaggio dell’IPSOS rivela che ben l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo di apertura della caccia, il 94% non vuole dare in mano un fucile ai sedicenni (così come prevede l’emendamento) e il 91% non vuole che si spari nei parchi: poi però, quando si va a votare, queste cose gli italiani se le dimenticano, purtroppo… Ma alle urne se le ricorderanno invece i cacciatori che avranno invece via libera a sparare! Anche se comunque anche i cacciatori si sono spaccati sull’argomento: infatti, il Comitato Nazionale Caccia e Natura chiede la modifica dei calendari venatori solo nei termini e nei limiti della legge europea, mentre Arcicaccia denuncia il “bracconaggio elettorale”…
Per ultimo Angelo Bonelli, il nuovo presidente dei Verdi, ha annunciato una mobilitazione ma allo stesso tempo lancia una denuncia: “La RAI oscura l’ecologia”. Infatti giustamente afferma che “l’ambiente e l’ecologia sono stati espulsi dal nostro sistema radiotelevisivo. Questioni come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la salute dei cittadini, che in Europa e nel mondo sono diventati centrali, nei programmi di approfondimento delle nostre TV non hanno diritto di cittadinanza. Stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi per eliminare dai palinsesti televisivi le questioni su cui i cittadini hanno il diritto di essere informati, a cominciare dallo smog che ogni anno nelle nostre città uccide 7400 persone, e dal nucleare che il governo vuole portare nelle nostre regioni senza consultare i cittadini”. Come dargli torto: avete mai visto “Porta a porta” di Bruno Vespa (in seconda serata su RAI1) ad insistere su inquinamento cittadino, caccia, problemi nucleari, cambiamento climatico, ecc…? No, ne avrà anche parlato (forse con cadenza… annuale), ma le sue trasmissioni di approfondimento sono ormai quasi sempre sull’operato del governo Berlusconi (operato naturalmente positivo…), sulle diete, sul Festival di Sanremo, sui vari omicidi (Cogne, Garlasco, ecc…). Vespa non vuole correre il rischio che i cittadini vengano a conoscenza di certi problemi! Eh no, bisogna diffondere amore…
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martedì 1 dicembre 2009
PAPUA NUOVA GUINEA: ecco il mondo perduto
La notizia è dello scorso mese di settembre e si tratta di una scoperta sensazionale avvenuta nella Papua Nuova Guinea: una spedizione di scienziati ha scoperto sul Monte Bosavi un “mondo perduto” ove sono state trovate specie animali mai scoperte prima.
La Papua Nuova Guinea è un’immensa isola posta a nord dell’Australia, con clima equatoriale: il Monte Bosavi, dove è stata fatta la scoperta, si trova nell’interno dell’isola ed è un cratere di un vulcano ormai spento da oltre 200.000 anni con pareti alte mille metri ricoperte di fitta vegetazione. Cosa ha fatto questa spedizione? Ha risalito il Monte Bosavi e si è calata nel cratere, scendendo al suo interno anche per mille metri, sempre dentro una vegetazione fittissima e con un clima piuttosto freddo ed umido: appena entrata nel cratere, la spedizione ha attivato una telecamera all’infrarosso in grado di rilevare il movimento di essere viventi in base al calore che emettono. Praticamente, una zona dove non è mai entrato nessun essere umano prima d’ora. Questo isolamento ha portato alla creazione di un ambiente a sé, ove sono state scoperte specie davvero incredibili, delle quali non si sapeva l’esistenza. Tra queste:
Quindi una scoperta davvero sensazionale per il mondo scientifico, così come sostiene Kristofer Hengel, dello Smithsonian National Museum of Natural Histoiry (http://www.mnh.si.edu), chiamato sul posto dagli scienziati della spedizione: dopo la spedizione è stato realizzato un interessante documentario per la BBC. La scoperta è tra l’altro avvenuta in un paese, come la Papua Nuova Guinea, che già di per sé è un’area di grandissimo interesse biogeografico per il fatto che ci sono specie che appartengono sia alla fauna asiatica sia alla fauna australiana ed è quindi assai preziosa perché è un ponte tra due regioni con faune molto ricche e diverse tra loro, così come sostiene Francesco Petretti (etologo e docente di Gestioni Animali dell’Università di Camerino), intervistato per il quotidiano la Repubblica da Luigi Bignami.
Come è possibile che esistano nel nostro pianeta degli ambienti così sconosciuti? È possibile perché si tratta di ambienti cosiddetti “conservativi”, ovvero che riescono a mantenere inalterate le loro caratteristiche nel tempo, soprattutto in funzione del fatto che non risentono di trasformazioni esterne praticate dal genere umano. Naturalmente, ci sono ancora molte aree sparse per il pianeta che sono ancora “vergini” e che rappresentano dei veri e propri gioielli per il mondo scientifico. Tra l’altro il progredire della tecnologia ha portato a dei risultati straordinari per la scoperta di nuove specie, soprattutto sono migliorate le tecniche di analisi del Dna che permettono di differenziare le specie come mai prima d’ora. Questo consentirà di scoprire presto altre specie di quella stragrande maggioranza di specie animali di cui ignoriamo ancora l’esistenza, visto che è stimabile che oggi si conosca appena il 10% delle specie animali (e vegetali) realmente esistenti.
La Papua Nuova Guinea è un’immensa isola posta a nord dell’Australia, con clima equatoriale: il Monte Bosavi, dove è stata fatta la scoperta, si trova nell’interno dell’isola ed è un cratere di un vulcano ormai spento da oltre 200.000 anni con pareti alte mille metri ricoperte di fitta vegetazione. Cosa ha fatto questa spedizione? Ha risalito il Monte Bosavi e si è calata nel cratere, scendendo al suo interno anche per mille metri, sempre dentro una vegetazione fittissima e con un clima piuttosto freddo ed umido: appena entrata nel cratere, la spedizione ha attivato una telecamera all’infrarosso in grado di rilevare il movimento di essere viventi in base al calore che emettono. Praticamente, una zona dove non è mai entrato nessun essere umano prima d’ora. Questo isolamento ha portato alla creazione di un ambiente a sé, ove sono state scoperte specie davvero incredibili, delle quali non si sapeva l’esistenza. Tra queste:
- Bosavi lanoso: si tratta di un ratto della lunghezza di ben 82 cm, del peso di 1,5 kg, vegetariano, che vive nelle cavità degli alberi o sottoterra, che ha una folta pelliccia bruno-argentata, dall’aspetto meno ripugnante dei nostri comuni ratti e che non ha mostrato alcun segno di paura alla vista degli esseri umani. Il nome non è però ancora stato riconosciuto dal mondo scientifico;
- Litoria sauroni: si tratta di una delle 16 nuove specie di rane scoperte nel cratere;
- Tube-nose bat: una specie di pipistrello;
- Bosavi silky cuscus: un tipo di marsupiale;
Quindi una scoperta davvero sensazionale per il mondo scientifico, così come sostiene Kristofer Hengel, dello Smithsonian National Museum of Natural Histoiry (http://www.mnh.si.edu), chiamato sul posto dagli scienziati della spedizione: dopo la spedizione è stato realizzato un interessante documentario per la BBC. La scoperta è tra l’altro avvenuta in un paese, come la Papua Nuova Guinea, che già di per sé è un’area di grandissimo interesse biogeografico per il fatto che ci sono specie che appartengono sia alla fauna asiatica sia alla fauna australiana ed è quindi assai preziosa perché è un ponte tra due regioni con faune molto ricche e diverse tra loro, così come sostiene Francesco Petretti (etologo e docente di Gestioni Animali dell’Università di Camerino), intervistato per il quotidiano la Repubblica da Luigi Bignami.
Come è possibile che esistano nel nostro pianeta degli ambienti così sconosciuti? È possibile perché si tratta di ambienti cosiddetti “conservativi”, ovvero che riescono a mantenere inalterate le loro caratteristiche nel tempo, soprattutto in funzione del fatto che non risentono di trasformazioni esterne praticate dal genere umano. Naturalmente, ci sono ancora molte aree sparse per il pianeta che sono ancora “vergini” e che rappresentano dei veri e propri gioielli per il mondo scientifico. Tra l’altro il progredire della tecnologia ha portato a dei risultati straordinari per la scoperta di nuove specie, soprattutto sono migliorate le tecniche di analisi del Dna che permettono di differenziare le specie come mai prima d’ora. Questo consentirà di scoprire presto altre specie di quella stragrande maggioranza di specie animali di cui ignoriamo ancora l’esistenza, visto che è stimabile che oggi si conosca appena il 10% delle specie animali (e vegetali) realmente esistenti.
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martedì 29 settembre 2009
ITALIA: CACCIA NO LIMITS...
Lo scorso 23 settembre 2009 doveva essere votato alla Camera (durante l’esame della legge comunitaria) l’emendamento presentato da Gianluca Pini (Lega Nord) per stravolgere la famosa legge quadro che regola la caccia in Italia. Come mai? Beh, già più volte l’Unione Europea ha accusato il nostro paese di usare deroghe a raffica per ampliare la stagione di caccia (ed accaparrarsi così anche i voti dei cacciatori…), quindi meglio ritentare ancora ed aumentare le deroghe! Per fortuna, però, l'emendamento è stato ritirato, anche se la discussione è stata solo posticipata ad ottobre: il ritiro è nato dallo scontro tra lega Nord ed ex Alleanza Nazionale. Attualmente la legge in vigore stabilisce che i termini della stagione di caccia “devono essere comunque contenuti tra il 1° settembre ed il 31 gennaio”: la Lega Nord vorrebbe sostituire questa parte con un discorso più generico, ovvero: “I termini devono comunque garantire il rispetto della direttiva 79/409/Cee per le specie in essa tutelate”. Il che vorrebbe dire poter sparare anche in piena estate, durante la stagione turistica, cacciando anche le specie migratorie che volano verso altre zone per riprodursi.
Già non eravamo ben visti dall’Unione Europea per la nostra legge in materia un po’ troppo permissiva (abbiamo già 4 procedure di infrazione…): infatti alcune Regioni (come la Lombardia ed il Veneto) hanno già varato alcune proprie leggi che sono state bocciate dalla Corte costituzionale italiana ed hanno portato il nostro paese nella condizione di infrazione della direttiva comunitaria. Siamo sempre i migliori… Danilo Mainardi, docente di ecologia a Venezia e presidente onorario della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli, http://www.lipu.it), così come riportato da Antonio Cianciullo sul quotidiano La Repubblica di martedì 22 settembre 2009, afferma preoccupato: “Il rischio concreto è che si apra una stagione segnata da una catena infinita di deroghe che di fatto annullerebbe ogni vincolo. Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano perché il governo, proprio per le polemiche suscitate dai precedenti tentativi, aveva deciso di non inserire la caccia nella legge comunitaria 2009”. Anche Nino Morabito di Legambiente (http://www.legambiente.eu) è preoccupato ed afferma: “Oltre all’emendamento in Comunitaria, in Parlamento pende una seconda minaccia: la legge mille deroghe, voluta da una fazione della maggioranza, equivale ad una dichiarazione di guerra agli animali”.
Sapete qual è stata la spiegazione dei parlamentari della maggioranza di governo che avevano sottoscritto gli emendamenti per modificare la legge quadro sulla caccia? Quella di voler contenere la pressione di animali che si sono moltiplicati in maniera incontrollata, come i cinghiali! Ammettiamo che sia vera l’invasione di cinghiali (mah…) e che possa essere lecito continuarne la caccia, questo però non giustifica il fatto che il nuovo emendamento consenta ai cacciatori di sparare in qualsiasi tempo dell’anno a specie anche in via di estinzione come il fagiano di monte, la pernice sarda, la beccaccia, la moretta o il frullino, tutte a forte rischio di estinzione sia per la loro caccia sfrenata, sia per la distruzione dei loro habitat naturali, sia per il disturbo della loro riproduzione.
Cosa comporterebbe la modifica alla legge sulla caccia? Semplice: aumenterebbe il numero di specie cacciabili (già ora l’Italia, assieme alla Francia, ha il più alto numero di specie cacciabili in Europa…), si potrebbe sparare anche dopo il tramonto, si potrebbe cacciare sulla neve, si potrebbe sparare d’estate con forte rischio per i turisti e per coloro che si trovano all’aria aperta, si potrebbero cacciare specie che stanno migrando verso altre zone per riprodursi.
Insomma un vero disastro, tipico italiano: perché non ci rendiamo conto che stiamo distruggendo tutto? Stiamo distruggendo un habitat che non è nostro, è delle specie viventi che lo abitano (ovvero noi, ma anche animali e piante) e non di una specie in particolare. Già stiamo distruggendo quello che di naturale ci circonda con inquinamento di ogni tipo e cementificazione senza freno, in più vogliamo contribuire alla distruzione totale mettendo in serio pericolo molte specie animali. Sia chiaro: io non sono un cacciatore ma non ho niente contro chi pratica la caccia, però ci sono delle regole comunitarie (giustamente) che devono essere rispettate, sono state fatte proprio per preservare quei loghi e quegli habitat che alcuni paesi (come il nostro) non sono in grado di proteggere. E noi che facciamo? Contribuiamo alla distruzione: gli animali siamo noi e non quelli che vengono cacciati!
Già non eravamo ben visti dall’Unione Europea per la nostra legge in materia un po’ troppo permissiva (abbiamo già 4 procedure di infrazione…): infatti alcune Regioni (come la Lombardia ed il Veneto) hanno già varato alcune proprie leggi che sono state bocciate dalla Corte costituzionale italiana ed hanno portato il nostro paese nella condizione di infrazione della direttiva comunitaria. Siamo sempre i migliori… Danilo Mainardi, docente di ecologia a Venezia e presidente onorario della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli, http://www.lipu.it), così come riportato da Antonio Cianciullo sul quotidiano La Repubblica di martedì 22 settembre 2009, afferma preoccupato: “Il rischio concreto è che si apra una stagione segnata da una catena infinita di deroghe che di fatto annullerebbe ogni vincolo. Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano perché il governo, proprio per le polemiche suscitate dai precedenti tentativi, aveva deciso di non inserire la caccia nella legge comunitaria 2009”. Anche Nino Morabito di Legambiente (http://www.legambiente.eu) è preoccupato ed afferma: “Oltre all’emendamento in Comunitaria, in Parlamento pende una seconda minaccia: la legge mille deroghe, voluta da una fazione della maggioranza, equivale ad una dichiarazione di guerra agli animali”.
Sapete qual è stata la spiegazione dei parlamentari della maggioranza di governo che avevano sottoscritto gli emendamenti per modificare la legge quadro sulla caccia? Quella di voler contenere la pressione di animali che si sono moltiplicati in maniera incontrollata, come i cinghiali! Ammettiamo che sia vera l’invasione di cinghiali (mah…) e che possa essere lecito continuarne la caccia, questo però non giustifica il fatto che il nuovo emendamento consenta ai cacciatori di sparare in qualsiasi tempo dell’anno a specie anche in via di estinzione come il fagiano di monte, la pernice sarda, la beccaccia, la moretta o il frullino, tutte a forte rischio di estinzione sia per la loro caccia sfrenata, sia per la distruzione dei loro habitat naturali, sia per il disturbo della loro riproduzione.
Cosa comporterebbe la modifica alla legge sulla caccia? Semplice: aumenterebbe il numero di specie cacciabili (già ora l’Italia, assieme alla Francia, ha il più alto numero di specie cacciabili in Europa…), si potrebbe sparare anche dopo il tramonto, si potrebbe cacciare sulla neve, si potrebbe sparare d’estate con forte rischio per i turisti e per coloro che si trovano all’aria aperta, si potrebbero cacciare specie che stanno migrando verso altre zone per riprodursi.
Insomma un vero disastro, tipico italiano: perché non ci rendiamo conto che stiamo distruggendo tutto? Stiamo distruggendo un habitat che non è nostro, è delle specie viventi che lo abitano (ovvero noi, ma anche animali e piante) e non di una specie in particolare. Già stiamo distruggendo quello che di naturale ci circonda con inquinamento di ogni tipo e cementificazione senza freno, in più vogliamo contribuire alla distruzione totale mettendo in serio pericolo molte specie animali. Sia chiaro: io non sono un cacciatore ma non ho niente contro chi pratica la caccia, però ci sono delle regole comunitarie (giustamente) che devono essere rispettate, sono state fatte proprio per preservare quei loghi e quegli habitat che alcuni paesi (come il nostro) non sono in grado di proteggere. E noi che facciamo? Contribuiamo alla distruzione: gli animali siamo noi e non quelli che vengono cacciati!
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