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mercoledì 29 ottobre 2014

SCIENZA e FEDE devono restare separate

Sul quotidiano la Repubblica del 28 ottobre 2014 è stato pubblicato un articolo di Paolo Rodari intitolato “Bergoglio: il Big Bang non contraddice la creazione” (che potete leggere al link http://www.scienzainrete.it/files/bergoglio_il_big_bang_non_contraddice_la_creazione.pdf), dedicato alle recenti dichiarazioni di papa Francesco sul fatto che l'evoluzione della natura non contrasta con la nozione di Creazione, abbattendo il secolare muro contro muro fra Chiesa e scienza. 
Sulle stesse pagine del quotidiano è stata però pubblicata l'intervista di Stefania Parmeggiani al fisico Carlo Rovelli (per approfondimenti http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Rovelli), del quale condivido ogni risposta, soprattutto quando dice che vanno bene le aperture, però il lavoro di fisici e scienziati non ha nulla a che vedere con i racconti della Genesi. Scienza e fede insomma devono restare separate. L'intervista la potete leggere al link http://www.repubblica.it/esteri/2014/10/28/news/rovelli_scienza_e_fede_devono_restare_separate_nonostante_le_parole_di_papa_francesco-99201117/. Molto interessante e da approfondire.

giovedì 9 ottobre 2014

Torna in auge la MECCANICA

Ho trovato molto interessante l'analisi che Remo Bodei ha fatto sulla riscoperta della scienza della meccanica, fatta nel suo articolo "Galileo Galilei e la seconda era delle macchine", pubblicato sul quotidiano la Repubblica dell'8 ottobre 2014. Il sottotitolo spiega bene il senso dell'articolo: "Sottovalutata per secoli, l'arte meccanica diventa vera scienza solo grazie al genio pisano. Ecco perché inizia da qui la nostra rivoluzione meccanica". L'articolo lo potete leggere al seguente link: http://www.iniziativalaica.it/?p=21883. Giusto approfondire anche la conoscenza sul caro Galilei http://it.wikipedia.org/wiki/Galileo_Galilei
La forza lavoro umana nella forma di mera erogazione di energia non è più indispensabile, mentre — ed è questa un’altra grande intuizione di Galileo — le macchine sostituiscono la mancanza di intelligenza delle forze o degli animali che erogano energia. Mediante «artificii ed invenzioni» egli è ora in grado di far risparmiare fatica e denaro agli uomini, scaricando sulla natura inanimata e animata l’onere di erogare energia previamente indirizzata all’ottenimento dell’effetto desiderato. Scusaci Galilei, non è mai troppo tardi...

mercoledì 30 ottobre 2013

ORTO BOTANICO di PADOVA da record

Orto botanico è un ambiente naturale ricreato artificialmente che raccoglie una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici e per l'educazione dei visitatori. Il termine giardino botanico viene considerato un sinonimo di orto botanico anche se taluni considerano il giardino botanico come un ambiente a scopo di ricreazione e di studio mentre l'orto botanico avrebbe storicamente una funzione di produzione di sostanze medicamentose, in quantità sufficienti a rifornire un vicino ospedale. Spesso associato ad esso vi sono una biblioteca ed un erbario per lo studio e la catalogazione delle specie. Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Orto_botanico, dove si trova anche la lista di tutti gli orti botanici italiani. 
Tra questi vi parlo dell'Orto Botanico di Padova (http://www.ortobotanico.unipd.it/), che la giornalista Cinzia Sasso ha definito, in un suo articolo pubblicato sulla sezione Ambiente del sito http://www.repubblica.it, “l'orto botanico dei record”. Intanto vi ricordo che l'Orto Botanico di Padova fu fondato nel 1545 ed è il più antico orto botanico universitario ancora esistente al mondo (il primato spetterebbe all'Orto Botanico di Pisa, fondato nel 1544, se nel corso della sua storia non avesse cambiato due volte la sua sede: infatti, l'istituzione toscana si trova nell'attuale localizzazione solamente dal 1591), e che nel 1997 è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO, con la seguente motivazione: "L'Orto Botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia". Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Orto_botanico_di_Padova
E' proprio presso l'Orto Botanico di Padova che è stato realizzato ora un nuovo giardino (in appena 3 anni, e di prossima apertura al pubblico) della superficie di 15 ettari, sotto una cupola di vetro e cemento lunga 100 metri e larga 18o, ove vi sono spazi dedicati a tutte le specie del mondo. Infatti vi staranno al suo interno ben 1.300 specie di piante: le sezioni, che separano i tropici dalle zone desertiche e le aree artiche da quelle temperate, saranno separate tra di loro da grandi cascate di acqua. Si tratta di una forma di architettura completamente sostenibile, visto che sfrutterà le acque termali della vicina località di Abano Terme e l'energia solare attraverso i pannelli fotovoltaici; inoltre, le pareti esterne si comporteranno come una gigantesca foglia che assorbe l'inquinamento atmosferico, mentre il tetto sarà composto da cuscini trasparenti gonfiabili che hanno la capacità di raccogliere di giorno il calore del sole e di disperderlo nella serra di notte. Per raccogliere fondi verrà aperta la charity “gli amici dell'Orto”, verrà lanciato il progetto “adotta una pianta” e presto verranno messi on line il Wikiorto e il progetto Geenternet (una vera e propria rete web botanica). 
Dice il rettore dell'Università di Padova Giuseppe Zaccaria: “Questo resterà un luogo di ricerca ma si aprirà alla città e al mondo, diventerà un luogo di aggregazione urbana e di richiamo turistico”. Lo stanno già facendo all'estero, è ora che lo facciamo anche noi. E questa operazione, partita dall'università, sarà un modello per il nostro Paese, modello che dimostra come cultura e scienza possano essere una incredibile fonte di sviluppo. Che il Governo ci ascolti... .

giovedì 29 settembre 2011

LA BIOLOGIA E' DEMOCRAZIA MA IN ITALIA...

Sul quotidiano la Repubblica di giovedì 22 settembre 2011 ho trovato un'intervista di Luca Fraioli ad Alberto Redi, accademico dei Lincei e genista dell'Università di Pavia, il quale afferma: "Sono indignato con chi ha le redini del nostro Paese, i politici e i grandi (si fa per dire) pensatori. Non mostrano la benchè minima umiltà nel chiedere di sapere, nell'informarsi sulle conoscenze biologiche necessarie per condurre una società laica e giusta". Si autodefinisce "biologo furioso", che tra l'altro è il titolo del suo saggio uscito in questi giorni e pubblicato da Sironi Editore (224 pagine al costo di 18 euro). E prosegue: "Ho cercato di fare chiarezza su alcuni dei temi più controversi del momento: dalla tutela degli embrioni alla vita artificiale, dalle cellule staminali agli Ogm".
Redi è furioso perchè l'attenzione verso tali argomenti è in Italia pari a zero: basta guardare i politici che si guardano bene dal chiedere un parere alle istituzioni scientifiche in argomenti come l'uso delle staminali, come gli Ogm o come il fine vita. Hanno paura di andare contro il pensiero cattolico che aleggia sulla vita degli italiani, bloccandola. Per non parlare dei giovani scienziati costretti ad andare all'estero per avere un futuro... Ed ha ragione quando dice che oggi in Italia si investe in ricerca meno della Tunisia: così si mette a rischio la democrazia! A tal proposito afferma: "Negli anni '80 i cittadini potevano anche ignorare la fisica delle particelle, potevano non sapere cosa fosse il bosone di Higgs. Ora invece si devono conoscere i risultati ottenuti dai biologi, perchè riguardano tutti. Riguardano il modo in cui verranno alla luce i nostri figli, ciò che mangeremo, come moriremo. Ed ecco il rischio: creare un mondo dove solo una piccola parte dei cittadini, informata e dotata di carta di credito, potrà accedere ai servizi biologici. E questa non è democrazia".
Mi sento pienamente d'accordo quando Redi afferma che le posizioni delle gerarchie ecclesiastiche su temi come le staminali e l'uso dell'embrione sono contro ogni evidenza scientifica. Alla domanda del giornalista "Ma perchè il nostro paese ha così paura della scienza?" Redi risponde testualmente: "La risposta è scritta sul palazzo della Civiltà e del Lavoro all'Eur: siamo un popolo di santi, poeti, artisti, navigatori... solo in ultimo di scienziati. E' il retaggio neoidealista che privilegia la cultura umanista. Ma oggi bisogna sapere di scienza per poter decidere su argomenti come il nucleare, gli Ogm, la fecondazione in vitro".
Personalmente, ho sempre nutrito molti dubbi sugli Ogm, però in generale mi trovo d'accordo con quanto afferma Redi in fatto di scarsa coscienza scientifica nel nostro paese. In tutto ciò moltissima responsabilità ce l'ha la classe politica: e che classe politica...

sabato 29 maggio 2010

Ecco gli SCIENZIATI che hanno salvato più vite umane

Il sito internet americano http://www.scienceheroes.com ha avuto un'idea originale per rivalutare i grandi nomi della scienza mondiale di tutti i tempi: certo, Galilei, Newton, Darwin resteranno sempre dei grandi scienziati per quello che hanno fatto rispettivamente in astronomia, fisica ed evoluzione, e con loro molti altri, ma ora questo sito ha pensato bene di stilare una classifica degli scienziati di tutti i tempi valutandone la loro effettiva utilità sociale. E come metodo di misura è stato preso in considerazione il numero di vite salvate con le loro scoperte. La cosa sensazionale è che la top ten di questa classifica vede nomi praticamente sconosciuti ai più ma che hanno realizzato qualcosa di incredibilmente grande. Vediamo questa classifica:

  1. FRITZ HABER: un chimico che inventò i fertilizzanti sintetici da applicare in agricolatura. Questa sua invenzione ha salvato ben 2,7 miliardi di vite umane grazie all'aumento dei raccolti agricoli;
  2. KARL LANDSTEINER: medico austriaco che nel 1901 scoprì che il sangue umano è diviso in 4 gruppi e che alcuni non sono interscambiabili. Le trasfusioni sanguigne hanno così permesso di salvare ben 1 miliardo di persone (solo negli USA 4,5 milioni ogni anno);
  3. NORMAN BORLAUG: fu il padre della cosiddetta "rivoluzione verde", ovvero la coltivazione del grano ad alto rendimento. Questo ha avuto ripercussioni positive sull'alimentazione portando a salvare 245 milioni di vite umane;
  4. ABEL WOLMAN: sensazionale la sua scoperta di disinfettare l'acqua col cloro, diffondendo così l'acqua potabile laddove non c'era, salvando 173 milioni di vite umane;
  5. EDWARD JENNER: dottore inglese che alla fine del '700 creò il vaccino contro il vaiolo (vi arrivò notando che i contadini a contatto con le mucche venivano quasi sempre risparmiati dalle epidemie di vaiolo, sospettando che fossero immunizzati per la vicinanza con bovini infettati), contribuendo così a salvare 122 milioni di persone;
  6. BILL FOEGE: negli anni '60 attuò la strategia della vaccinazione che sradicò il vaiolo (il vaccino era stato scoperto appunto da Jenner), contribuendo pertanto anche lui al salvataggio di 122 milioni di persone;
  7. JOHN ENDERS: creò il vaccino contro il morbillo e la poliomilite. Fu dunque il padre dei vaccini moderni, contribuendo a salvare 113 milioni di persone;
  8. HOWARD FLOREY: australiano, arrivò all'estrazione della penicellina (per la quale fu insignito del Nobel per la Medicina assieme a Fleming e Chain). Ciò ha salvato 80 milioni di vite umane;
  9. GASTON RAMON: francese, negli anni '20 scoprì i vaccini contro la difterite e il tetano usando la formaldeide, salvando 58,5 milioni di persone;
  10. DAVID NALIN: creò la terapia di reidratazione orale (a base di sali e zuccheri), salvando 51,3 milioni di persone (tra cui molti bambini).

Certo, talvolta alcuni di questi riconoscimenti si sono scontrati con la salvaguardia dell'ambiente ma, come ha scritto Federico Rampini sul quotidiano la Repubblica del 5 maggio 2010, "il conteggio delle vite salvate è un argomento difficile da ignorare".

domenica 27 dicembre 2009

Le 10 scoperte più importanti del 2009

La rivista Science ha stilato, in conclusione di questo anno, la classifica delle 10 scoperte più importanti avvenute nel mondo della scienza nel 2009, in pratica le 10 scoperte che (secondo la rivista) hanno rivoluzionato il mondo della scienza e avranno pertanto ripercussioni positive in futuro sulla nostra vita. Eccole, in ordine decrescente:
1. OMINIDE ARDI: si tratta del fossile dell’ominide più antico scoperto finora (vissuto 4,4 milioni di anni fa), scoperto nel 1994 ma identificato proprio in questo 2009. Per la sua identificazione ci sono voluti ben 15 anni, con la collaborazione di 47 scienziati di 9 paesi che hanno assemblato 125 frammenti di cranio, denti, bacino, mani, braccia, gambe e piedi. Si tratta quindi del nostro antenato più antico (risulta più vecchio di ben un milione di anni rispetto al precedente ominide Lucy), ovvero l’ominide più prossimo al bivio che divise uomini da scimpanzè che presenta un cervello poco più grande di quello dei primati ma con allineamenti più gentili (zigomi poco sporgenti, canini ridotti, polsi sottili ed agili, pollice opponibile già pronto ad afferrare gli oggetti per farne degli strumenti e gambe pronte a sostenere un corpo in posizione eretta);
2. NUOVE PULSAR: il telescopio Fermi a raggi gamma della NASA ha trovato nuove pulsar;
3. ALLUNGAVITA: in una sostanza individuata nel sottosuolo dell’isola di Pasqua (la rapamicina) sono state rinvenute proprietà in grado di allungare notevolmente la vita (in laboratorio ha allungato del 14% quella dei topi);
4. GRAFENE: si tratta di un foglio di carbonio spesso come un atomo, che è un ottimo conduttore elettrico;
5. RECETTORI ABA: sono delle molecole che possiedono una struttura tale da far vivere una pianta anche in presenza di siccità prolungata (potrà avere ottimi ripercussioni in agricoltura, soprattutto nelle zone aride e povere);
6. TELECAMERA LCLS: è una telecamera a raggi X che riesce a riprendere gli atomi in movimento;
7. TERAPIA GENICA: si è riusciti a curare la cecità congenita, un deficit immunitario e una malattia cerebrale;
8. MONOPOLI MAGNETICI: è stato creato un magnete con un polo solo, il tutto partendo da materiali cristallini;
9. ACQUA SULLA LUNA: poche settimane fa la NASA (tramite la nave spaziale Lcross), bombardando il polo sud lunare ha trovato dell’acqua analizzando il polverone sollevato dal bombardamento stesso;
10. RIPARAZIONE HUBBLE: lo scorso mese di maggio l’equipaggio dello Shuttle è riuscito ad aggiustare il telescopio spaziale Hubble, direttamente in mezzo al cosmo (impresa non certo facile…).
Si tratta di scoperte sensazionali, che potete trovare anche sul sito http://www.sciencemag.org. Personalmente, la scoperta dell’acqua sulla Luna non la trovo una scoperta tale da avere ripercussioni positive sulla nostra vita: piuttosto nelle primissime posizioni avrei certamente messo le scoperte della TERAPIA GENICA (visto che ora si cureranno malattie finora incurabili) e la scoperta dei RICETTORI ABA (che risolverebbe molti problemi alimentari di paesi poveri).
Certo, non è ancora tutto rose e fiori nel mondo della scienza in generale: come ha ricordato Elena Dusi nel suo articolo dedicato a questo argomento, pubblicato sul quotidiano la Repubblica del 18 dicembre 2009, ci sono da ricordare ancora i tantissimi precari italiani nel mondo della scienza (l’Italia è citata fra gli esempi negativi per i tagli alle università…) e poi il fatto increscioso del recente premio Nobel per la medicina Elisabeth Blackburn che si è vista tagliare lo stipendio del 4%, il che non è per niente un buon segnale!! Vuoi vedere che tra poco scopriremo che anche gli scienziati fomentano il clima di odio in atto nel nostro paese?

martedì 1 dicembre 2009

PAPUA NUOVA GUINEA: ecco il mondo perduto

La notizia è dello scorso mese di settembre e si tratta di una scoperta sensazionale avvenuta nella Papua Nuova Guinea: una spedizione di scienziati ha scoperto sul Monte Bosavi un “mondo perduto” ove sono state trovate specie animali mai scoperte prima.
La Papua Nuova Guinea è un’immensa isola posta a nord dell’Australia, con clima equatoriale: il Monte Bosavi, dove è stata fatta la scoperta, si trova nell’interno dell’isola ed è un cratere di un vulcano ormai spento da oltre 200.000 anni con pareti alte mille metri ricoperte di fitta vegetazione. Cosa ha fatto questa spedizione? Ha risalito il Monte Bosavi e si è calata nel cratere, scendendo al suo interno anche per mille metri, sempre dentro una vegetazione fittissima e con un clima piuttosto freddo ed umido: appena entrata nel cratere, la spedizione ha attivato una telecamera all’infrarosso in grado di rilevare il movimento di essere viventi in base al calore che emettono. Praticamente, una zona dove non è mai entrato nessun essere umano prima d’ora. Questo isolamento ha portato alla creazione di un ambiente a sé, ove sono state scoperte specie davvero incredibili, delle quali non si sapeva l’esistenza. Tra queste:
  • Bosavi lanoso: si tratta di un ratto della lunghezza di ben 82 cm, del peso di 1,5 kg, vegetariano, che vive nelle cavità degli alberi o sottoterra, che ha una folta pelliccia bruno-argentata, dall’aspetto meno ripugnante dei nostri comuni ratti e che non ha mostrato alcun segno di paura alla vista degli esseri umani. Il nome non è però ancora stato riconosciuto dal mondo scientifico;
  • Litoria sauroni: si tratta di una delle 16 nuove specie di rane scoperte nel cratere;
  • Tube-nose bat: una specie di pipistrello;
  • Bosavi silky cuscus: un tipo di marsupiale;
ed ancora l’uccello del paradiso, un super ragno, 3 nuove specie di pesci (di cui una emette un grugnito da una piccola vescica), un geco mai visto e un bruco nero e giallo (una sorta di “insetto stecco” ricoperto di pelo e lungo come l’avambraccio di un uomo).
Quindi una scoperta davvero sensazionale per il mondo scientifico, così come sostiene Kristofer Hengel, dello Smithsonian National Museum of Natural Histoiry (http://www.mnh.si.edu), chiamato sul posto dagli scienziati della spedizione: dopo la spedizione è stato realizzato un interessante documentario per la BBC. La scoperta è tra l’altro avvenuta in un paese, come la Papua Nuova Guinea, che già di per sé è un’area di grandissimo interesse biogeografico per il fatto che ci sono specie che appartengono sia alla fauna asiatica sia alla fauna australiana ed è quindi assai preziosa perché è un ponte tra due regioni con faune molto ricche e diverse tra loro, così come sostiene Francesco Petretti (etologo e docente di Gestioni Animali dell’Università di Camerino), intervistato per il quotidiano la Repubblica da Luigi Bignami.
Come è possibile che esistano nel nostro pianeta degli ambienti così sconosciuti? È possibile perché si tratta di ambienti cosiddetti “conservativi”, ovvero che riescono a mantenere inalterate le loro caratteristiche nel tempo, soprattutto in funzione del fatto che non risentono di trasformazioni esterne praticate dal genere umano. Naturalmente, ci sono ancora molte aree sparse per il pianeta che sono ancora “vergini” e che rappresentano dei veri e propri gioielli per il mondo scientifico. Tra l’altro il progredire della tecnologia ha portato a dei risultati straordinari per la scoperta di nuove specie, soprattutto sono migliorate le tecniche di analisi del Dna che permettono di differenziare le specie come mai prima d’ora. Questo consentirà di scoprire presto altre specie di quella stragrande maggioranza di specie animali di cui ignoriamo ancora l’esistenza, visto che è stimabile che oggi si conosca appena il 10% delle specie animali (e vegetali) realmente esistenti.

domenica 29 novembre 2009

E’ nata la “SCIENZA PER LA PACE”

Sul quotidiano la Repubblica di mercoledì 18 novembre 2009 ho trovato un interessante articolo di Umberto Veronesi intitolato “Dai nobel ai giovani, ecco la scienza per la pace”, il quale esordisce facendo due conti davvero sconcertanti: il Parlamento italiano nel 2009 ha stanziato 15 miliardi (ripeto, 15 miliardi) di euro per investirli tutti in armi, ovvero carri armati, missili, portaerei e aerei supersonici, che sappiamo poi non verranno mai utilizzati. Ebbene, sapete quanti soldi servirebbero per rifare tutto il sistema ospedaliero italiano? 4 miliardi di euro, ma questi non vengono stanziati. E sapete quanti soldi vengo stanziati dallo Stato italiano per la ricerca contro il cancro (che uccide almeno 250.000 italiani all’anno)? Appena 200 milioni di euro all’anno, ma con soli 5 miliardi ci si potrebbe avvicinare tantissimo alla soluzione definitiva di questa terrificante epidemia di cancro. Naturalmente, per il 2010 questi stanziamenti alla Sanità sono previsti in ulteriore calo, per il taglio delle spese... Quindi, le armi sono più importanti della nostra salute? Per il nostro Stato, sì!
Ecco perché venerdì 20 novembre 2009 Umberto Veronesi ha dato il via a “Science for Peace” (http://www.fondazioneveronesi.it) tramite la prima Conferenza Mondiale in materia che si è tenuta a Milano e alla quale hanno aderito 20 premi Nobel e moltissime donne ed uomini di scienza e cultura che si sono promessi due obiettivi importanti: creare e diffondere una cultura di non violenza e di soluzione pacifica dei conflitti, e trovare strumenti più adatti per ridurre la spesa degli armamenti a favore delle emergenze sociali, degli ospedali, della povertà e della ricerca scientifica. Quindi, con questo movimento gli scienziati si mobilitano per un obiettivo unico che è la pace, un ideale che nella storia è sempre stato portato avanti da altri ma che ora se lo prende in mano la scienza: è per questo motivo che spesso gli scienziati non piacciono molto ai potenti, perché quasi sempre agiscono liberamente senza dover rispondere ad alcuno. Mai come ora, in questa nostra epoca così funestata da conflitti di ogni tipo, c’è un immenso bisogno che gli scienziati si mobilitino per risolvere le necessità più importanti, in modo da rendere accessibile al maggior numero di persone il più alto livello possibile di benessere, soprattutto in quelle aree del terzo mondo che sono praticamente rimaste ferme nel loro sviluppo ad alcuni secoli fa. Pensate a quei paesi africani ricchi di materie prime (petrolio, oro, diamanti) che proprio per queste materie prime potrebbero essere già tra i paesi più sviluppati, ed invece per la sete di potere e di soldi dei potenti sono rimasti praticamente arretrati nei secoli così si presentano oggi.Secondo Umberto Veronesi per fare ciò ci sono tre cose importanti da fare:
  1. creare conoscenza e diffondere cultura e sapere, perché sono il miglior antidoto sia contro quei pregiudizi che sbarrano la strada al libero pensiero e alla libera opinione, sia contro le paure e le ossessioni che rendono le persone fragili e ricattabili;
  2. creare le condizioni per la pace ovunque, migliorando l’uso delle risorse, dell’acqua, del cibo e la salute, cose che la scienza in questi ultimi decenni ha già fatto ma che si è verificata solo in una parte del pianeta. È ora quindi di esportare questi insegnamenti in quelle aree povere del pianeta che a fatica continuano a sopravvivere e non a vivere. Per questo si potrebbero creare dei ponti di collaborazione scientifica tra i Paesi;
  3. gli scienziati devono diventare un interlocutore riconoscibile per i governi. La politica (anche se non vuole ammetterlo) ha bisogno della scienza ed ora qualcosa si sta muovendo (vedi Obama), quindi gli scienziati devono mettere in campo il loro ruolo sociale.
Riporto integralmente la conclusione dell’articolo di Umberto Veronesi, perché illustra al meglio la situazione attuale e in che modo si potrebbe risolverla: “La guerra è impopolare, perché è uno strumento irrazionale, obsoleto e doloroso per risolvere i conflitti, e oggi abbiamo strumenti e idee nuove per evitarla, se si agisce in tempo. Per far questo abbiamo una enorme risorsa nelle nostre mani: i giovani. Le nuove generazioni sono molto migliori delle nostre, hanno una gran voglia di fare ed una straordinaria facilità di comunicare. Internet ha dato ai nostri ragazzi una cultura senza confini e il Paese globale, dal punto di vista dei giovani, già esiste. Senza frontiere e senza barriere ideologiche, i giovani sono il nostro più potente strumento di pace”. Mi unisco all’appello.

martedì 21 ottobre 2008

Ancora una volta il Papa contro gli scienziati…

Papa Ratzinger ha puntato ancora il dito verso gli scienziati, affermando: “La scienza moderna a volte segue solo il facile guadagno e tenta di sostituirsi al Creatore con arroganza, senza essere in grado di elaborare principi etici, mettendo in grave pericolo la stessa umanità”. Lo ha detto parlando ai partecipanti al convegno sul decennale della Fides et Ratio, l’enciclica che Giovanni Paolo II° nel 1998 dedicò al rapporto tra scienza e fede. Il Papa ha poi continuato: “Non possiamo nasconderci che la ricerca si è volta soprattutto all’osservazione della natura nel tentativo di scoprirne i segreti. Ma il desiderio di conoscere la natura si è poi trasformato nella volontà di riprodurla. Questo non può che aprire scenari pericolosi, non sempre gli scienziati indirizzano le loro ricerche per il bene dell’umanità. Il facile guadagno o, peggio ancora, l’arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante”. E ancora: “La fede non teme il progresso della scienza e gli sviluppi a cui conducono le sue conquiste quando queste sono finalizzate all’uomo, al suo benessere e al progresso di tutta l’umanità”.
Beh, che dire: permettetemi di dire che, dal mio punto di vista, si tratta di uscite fuori luogo, e se c’è qualcuno che teme il progresso della scienza questa è proprio la Chiesa: il continuo intervenire su campi a Lei non consoni (scienza, politica, economia, ecc…) dimostrano il suo patimento di non essere più al centro della vita quotidiana delle persone, e ciò più per demeriti propri che altrui. Molte idee cattoliche sono invariate da decenni e non sono più al passo con i tempi: il continuo respingere l’uso degli anticoncezionali per combattere l’AIDS nei paesi poveri (meglio lasciarli morire questi poveretti?), i continui attacchi alla ricerca scientifica, la feroce campagna contro l’aborto (i figli degli stupri li adotta forse il Vaticano?), la respinta dell’eutanasia (è vita uno stato vegetativo da molti anni?), la respinta delle teorie evoluzioniste di Darwin (la Terra è stata creata dal nulla da qualcosa di “superiore”?), beh mi sembrano tutte scelte che la gente e la società non accetta più, ne è stata subdola per secoli finché la Chiesa ne ha potuto controllare le menti bigotte.
Scienza e fede non potranno mai correre sullo stesso binario: la persona deve essere assolutamente libera di credere in qualcosa di superiore, oppure di credere nella ricerca scientifica e quello che la scienza ha già spiegato, oppure di credere ad entrambe, ma non deve essere la Chiesa a dirlo e ad imporlo, ma la persona a scegliere. Chi è la Chiesa per imporre il proprio pensiero? I pensieri si imponevano nel Ventennio…
Come dice giustamente l’astronoma Margherita Hack, ci saranno anche scienziati che pensano solo ai soldi ma che sono la minima parte, mentre la maggior parte lavorano seriamente e spesso in condizioni precarie. Il Vaticano dovrebbe prima guardarsi in casa propria, visto che ha anche uno Stato… Gode di immensi benefici da parte dello Stato italiano, oltre che percepire immensi guadagni dall’8 per mille (in maniera un po’ rocambolesca, tra l’altro…). Lo dice (a ragione) anche Carlo Bernardini, docente di fisica alla Sapienza di Roma: “Il Papa che incassa l’8 per mille non può parlare di soldi a noi, che in questi giorni lottiamo per non far annegare l’università. Di che etica ci viene a parlare un Papa che ha visitato gli Stati Uniti e non ha sollevato l’argomento della pena di morte? Sono uno dei fondatori dell’Unione degli Scienziati per il disarmo perché credo che la lotta contro la guerra e le armi di distruzione di massa vada condotta con mosse concrete, non con gli argomenti di principio. Giovanni Paolo II° considerava fede e ragione due elementi compatibili tra loro. Ognuno restava delle sue convinzioni, ma almeno c’era rispetto reciproco. Questo Papa ha una posizione molto più arretrata e il discorso di oggi dimostra che non ha timore di mettere i piedi nel piatto”.
Il problema principale per il nostro paese è l’immenso spazio che l’informazione (carta stampata e TG) dà al Vaticano: l’Angelus deve essere la notizia di tutti i TG domenicali, ogni spostamento papale deve essere comunicato al TG e sui giornali. Dobbiamo ammetterlo: siamo tutti, ripeto tutti, schiavi della Stato pontificio e dell’imposizione delle sue idee, come se in Italia non avessimo già poche grane… Il giuornalista Michelle Serra, rispondendo ad un lettore sulla rivista "Il Venerdì", ha riassunto alla perfezione questa situazione: per i clericali è libera solo la scelta che si associa alle lore (legittime) indicazioni, mentre per i laici è libera e lecita anche una scelta non conforme alle loro opinioni. Un laico divorzia ma non pretende che divorzi il clericale, un clericale non divorzia e pretende che nemmeno il laico divorzi.

mercoledì 12 marzo 2008

Magari fossimo schiavi della scienza, invece lo siamo della religione…

Ormai è noto a tutti lo scontro tra mondo scientifico e mondo cattolico consumatosi alcune settimane fa in seguito al mancato intervento del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma. Riassumendo il fatto, il rettore dell’università invitò il Papa all’evento, 67 professori della stessa università lanciarono un appello per avvertire il Papa che durante l’inaugurazione avrebbe dovuto rispondere alle domande di coloro che la pensano diversamente, ma a quel punto il Papa declinò l’invito (non accettando, come tipico del pensiero vaticano, il contraddittorio). Peccato che, come sempre, l’informazione si sia dimostrata assolutamente di parte dipingendo il Papa come vittima assoluta di un complotto…
A proposito della teoria dell’evoluzionismo di Darwin, Papa Benedetto XVI nel settembre 2006, riunendo a Castelgandolfo il suo “circolo di allievi”, attaccò duramente il lavoro di Darwin affermando che “la sua teoria sull’evoluzionismo non è completamente dimostrabile perché mutazioni di centinaia di migliaia di anni non possono essere riprodotte in laboratorio”. Premesso che la teoria di Darwin è stata ampiamente dimostrata, anche ammettendo che non si possa dimostrare, vuole il Papa spiegarci come è dimostrabile la tesi del Vaticano? Beh, mi viene un po’ da sorridere… Nello stesso intervento disse anche che la ricerca scientifica da sola non è in grado di spiegare l’origine della vita, ma che l’inizio e lo sviluppo del mondo va letto secondo un disegno da ricondursi direttamente a Dio. Poco dopo a Ratisbona, durante una messa, disse: “O è la Ragione creatrice, lo Spirito, che opera tutto e suscita lo sviluppo oppure è l’Irrazionalità che, priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l’uomo e la sua ragione, ma se così fosse allora uomo e cosmo sarebbero il risultato causale dell’evoluzione e quindi in ultima istanza una cosa irragionevole”. Da non credere…
Nel 2005, il cardinale Schonborn (vicinissimo a papa Ratzinger) intervenendo sul New York Times aveva affermato che nell’opera dell’universo c’era la mano di un “disegnatore intelligente”: proprio in seguito a quell’affermazione tre scienziati americani (ovvero il fisico Lawrence Kraus e i biologi cattolici Francisco Ayala e Kenneth Miller) scrissero una lettera al Papa chiedendo alla Chiesa di non innalzare un nuovo muro tra mondo scientifico e religione.
Notizia di questi giorni (la riprendo da un articolo del giornalista Marco Politi, apparso sul quotidiano La Repubblica la scorsa settimana) è che monsignor Gianfranco Ravasi (presidente del Consiglio Pontificio per la Cultura) sta organizzando un convegno internazionale sull’evoluzionismo e le sue teorie che si terrà all’Università Gregoriana al quale parteciperanno premi Nobel, scienziati ed esperti di teologia e filosofia, credenti e non, per riaprire un dialogo tra fede ed evoluzionismo. Sembrerebbe una buona idea, se non fosse per il fatto che in seguito a questo annuncio lo stesso Ravasi afferma che “ci sono persone che considerano i cieli del tutto vuoti o al massimo popolati soltanto da satelliti. La sfida è di far guardare verso l’oltre, verso l’alto”. Ecco, ci risiamo, si tratterà in pratica della messa in atto da parte del Vaticano di un lavaggio dei cervelli… Ha ragione il giornalista Politi quando afferma che tutto questo è stato mosso dalla crescente paura del Vaticano: si è reso conto che mettere in questione l’evoluzionismo (ormai definitivamente verificato in campo biologico con gli studi sul Dna e sui geni) condurrebbe la Chiesa cattolica in un vicolo cieco. La paura del Papa è che la ricerca scientifica (ed in particolare la spiegazione scientifica dell’origine e dello sviluppo del mondo) porti a stabilire che la creazione del mondo non ha bisogno di Dio e ubbidisce solamente a leggi o mutamenti intrinsechi alla materia.
Obiettivamente: come posso credere che (come vorrebbe insegnarmi la religione cattolica) l’universo fu creato da Dio in sette giorni (creato come? Con la bacchetta magica?) e che l’umanità è cominciata da Adamo ed Eva? Forse lo avrei potuto credere nel 1800 o nei secoli precedenti, quando l’uomo (in linea generale) era ancora mentalmente sottomesso al pensiero religioso. Ma oggi, con l’evoluzione degli studi e della scienza come posso dar retta al Vaticano? E poi, scusatemi, io non voglio assolutamente che sia messo il bavaglio al Vaticano e alla Chiesa, ma voglio che ognuno intervenga esclusivamente sul proprio campo: la scienza continua ad esporre (e a provare) le sue teorie senza mai entrare (ed invadere) il campo cattolico, al contrario la Chiesa continua ad imporre (e a non provare) le sue teorie facendo tutto il possibile perché vengano recepite dal grande pubblico permettendosi di infiltrarsi in ogni campo per imporre la sua egemonia. La Chiesa ha paura per il fatto che sta perdendo quell’egemonia (religiosa, politica, sociale) che ha esercitato per secoli sui suoi sudditi, dimenticando che noi siamo cittadini italiani e non del Vaticano e che il nostro dovrebbe (ripeto dovrebbe) essere un paese laico in cui il mondo scientifico si dovrebbe muovere in maniera indipendente senza chiedersi in continuazione se quello che sta facendo può andare bene oppure no alla Chiesa (vedi fecondazione artificiale, vedi cellule staminali, vedi studi sugli embrioni, vedi aborto, vedi pillola abortiva, ecc…). Non ci dovrebbe neanche essere un confronto tra scienza e Chiesa, perché ognuno di questi due ranghi dovrebbe agire indipendentemente e nei loro spazi, il problema è che uno dei due (cioè l’ultimo che ho nominato…) non lo fa, e finché in Parlamento continueremo ad avere sudditi del Vaticano la situazione non potrà certo cambiare…

mercoledì 23 gennaio 2008

Caso LA SAPIENZA-CHIESA: ora dico la mia!

A distanza di qualche giorno, lo potrei definire un presagio il mio post pubblicato alcuni giorni prima che scoppiasse il caso LA SAPIENZA-CHIESA, inerente il difficile rapporto che da secoli esiste tra SCIENZA e CHIESA, a causa dell’ingerenza di quest’ultima. Poi è successo quello che tutti sappiamo: ora, a distanza di giorni, mi sento di dire la mia. Mi sento di dare il mio appoggio e la mia solidarietà al professore Marcello Cini e agli altri 66 docenti dell’Università La Sapienza di Roma, firmatari della richiesta di non permettere al Papa di intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università stessa in nome della laicità della ricerca. Sono con loro e con me lo sono i già 10.000 italiani che hanno aderito alla raccolta firme in sostegno a tali docenti.
Lo dico rammaricato soprattutto per il caso politico che ne è scaturito: quasi tutte le televisioni e quasi tutti i quotidiani (ovvero tutte e tutti quelli di peso) hanno fatto credere all’Italia intera (la quale c’è cascata…) che il Papa sia stato censurato. NIENTE DI PIU’ FALSO! Premesso che non era certamente l’occasione giusta per ospitare il Papa nell’Università, visto che era l’inaugurazione dell’anno accademico, i docenti sarebbero stati anche disposti ad accogliere il Papa purché questi avesse accettato le domande di studenti e docenti ed eventualmente le loro obiezioni: dato che la Chiesa (e il Papa che la rappresenta) non accettano il dibattito ed il confronto (loro tipica caratteristica), il Vaticano ha deciso di rifiutare l’invito. E non è necessario che ce lo spieghino, visti i fatti degli ultimi anni. Sarete d’accordo con me che la Chiesa non accetta il dialogo? Penso proprio non possiate dire il contrario… E poi il Papa nell’Angelus di domenica scorsa dice al popolo presente nella piazza di “essere più tollerabili con le opinioni altrui”? Lui ci parla di essere tolleranti? Ma non è lui, con la Chiesa, ad essere assolutamente contrario ai principi della legge 194 sull’aborto, alla ricerca scientifica con uso degli embrioni, all’eutanasia, al divorzio, alla fecondazione assistita, alle coppie di fatto, al riconoscimento delle persone omosessuali, all’uso dei preservativi per la lotta all’AIDS, e la lista sarebbe lunga? Come può? Eppure…
Eppure succede. Succede che la Chiesa continua nella sua forte ingerenza nella vita del nostro paese dimenticando forse che essa ha un proprio Stato (il Vaticano) e che nel 1989 la Corte Costituzionale ha sancito che “il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei principi della forma di Stato delineata nella Carta Costituzionale della Repubblica”. La conferma ne è la durissima conferenza stampa di ieri da parte della CEI (nella persona di Bagnasco) contro tutti i problemi dell’Italia. Succede che la Chiesa (imponendo l’obiezione di coscienza ai medici) vieti la sperimentazione embrionale per curare malattie gravissime finora incurabili, lasciando quindi morire migliaia di persone. Succede che la Chiesa continui a far morire di AIDS milioni di persone nel mondo per non autorizzare l’utilizzo dei metodi anticoncezionali (come il preservativo) affermando che l’unico metodo accettabile è la verginità. Il problema è che la maggior parte dei cattolici sono suoi sudditi e come tali obbediscono, dimenticando la RAGIONE!
Come può essere credibile una Chiesa che vuole trattare tematiche scientifiche applicando la Bibbia, respingendo le teorie dell’evoluzionismo di Darwin e affermando che l’uomo è nato da Adamo ed Eva e dal frutto proibito? Come ha fatto la Chiesa nel corso dei secoli ad incarcerare scienziati che affermavano teorie contrarie alle ragioni evangeliche (vedi caso Galileo)? Come può Fisichella (portavoce del Papa) andare da Bruno Vespa a “Porta a Porta” (anzi, ad essere invitato…) ad affermare che “la religione è scienza”? Eppure…
Il problema non sta tanto in quello che la Chiesa dice (che è comunque molto grave), ma nel fatto che la maggior parte delle persone è soggiogata dalla Chiesa, è plasmata dal pensiero cattolico, trasformandosi in sudditi del Vaticano. Questo blocca l’evolversi della scienza!
Forse la Chiesa dovrebbe valutare con attenzione i risultati del sondaggio di Eurispes sulla fiducia degli italiani sulle istituzioni, che anticipa il rapporto per il 2008: per la prima volta la fiducia nella Chiesa scende sotto il 50% (precisamente al 49.7%), con una diminuzione dei consensi di ben il 10% rispetto al 2007, che a sua volta erano già diminuiti del 6% rispetto al 2006. Vuoi vedere che metà Italia è comunista? Peccato che non lo sia al Parlamento!
La ricerca scientifica e l’evolversi della scienza sono le specchio di un paese libero, democratico e sviluppato: questo finora in Italia non è ancora accaduto. C’è forse solo un’altra religione al mondo che impone un’ingerenza simile nella vita dei paesi in cui è praticata: l’ISLAM. E con questo ho detto tutto…

domenica 20 gennaio 2008

SCUOLA: perchè non si insegna più la GEOGRAFIA?

L’allarme arriva dalla Gran Bretagna, precisamente da un dossier del ministero dell’Istruzione: gli alunni studiano poco la GEOGRAFIA e, tra l’altro, la scuola non la insegna quasi più! Tanto che gli studenti inglesi che nell’anno scolastico 2006-2007 hanno studiato geografia per gli esami alle medie superiori sono stati 213.123, ovvero l’11% in meno rispetto al periodo 2005-2006 e addirittura il 33% in meno rispetto al 1997-1998!!! Di questi solo 31.653 hanno ottenuto il massimo dei voti (il 12% in meno rispetto allo scorso anno ed il 25% in meno rispetto al 1997-1998), mentre ben il 25% degli insegnanti di geografia non hanno fatto studi di geografia!!! Quella descritta potrebbe essere una fotografia di altri paesi europei, anche dell’Italia: nel 2005-2006, in seguito ad un’indagine condotta dall’INVALSI (Istituto Nazionale per la VALutazione del SIstema educativo di istruzione e formazione sugli apprendimenti degli alunni italiani), il 65% degli studenti che frequentavano il primo anno della scuola superiore non ha risposto correttamente alla domanda su quali fossero i fattori che determinano il clima di una regione, il 60% non sa cos’è il solstizio, per molti il Po sfocia nel Mar Tirreno, il Gran Sasso è sulle Alpi e, dulcis in fundo, Pistoia è in… Nebraska!!! Lo dice sconsolato Gino De Vecchis, presidente dell’AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia) e lo ha confermato Giuseppe Fioroni in qualità di ministro della Pubblica Istruzione.
Diciamo che i problemi sono due:

  1. in molte scuole non si insegna più la geografia;
  2. nelle restanti scuole la si insegna poco ed in una maniera errata.

Per quanto riguarda il primo punto, è assodato che in molte scuole la geografia è sparita dalle materie dei corsi scolastici: ve lo posso testimoniare anch’io, visto che nei miei studi di geometra condotti tra il 1989 ed il 1994 (tra l’altro in un corso sperimentale, chiamato “Sperimento 5”, più attento alle problematiche ambientali…) la geografia non è mai stata, in nessuno dei 5 anni, materia d’insegnamento!!! Perché?
Per quanto riguarda il secondo punto, nelle restanti scuole la geografia si insegna per pochissime ore settimanali e tra l’altro nella maniera peggiore, quella che fa annoiare gli studenti tanto da arrivare al punto di odiarla al pari della matematica! La geografia non è solo individuare dov’è uno stato, o qual’è la sua capitale, oppure qual è il suo fiume principale (e magari i suoi affluenti in ordine geografico)!! E, tra l’altro, molto spesso gli insegnati di geografia sono professori di Lettere o Scienze che insegnano contemporaneamente altre materie alle quali danno più spazio: al liceo scientifico, ad esempio, la geografia la insegna il professore di Scienze, al liceo classico la insegna il professore di Storia mentre negli istituti tecnici viene insegnata per un solo anno oppure non viene proprio insegnata (ad esempio nel corso per geometri)!
È una carenza grave della scuola (italiana e non) se la geografia è passata in secondo piano (o addirittura in terzo…): una grave mancanza culturale e sociale. Poterla (e doverla) insegnare è importante, innanzitutto per saper dover localizzare un continente, un mare, uno stato, una città, una regione, un fiume, ma soprattutto è importante insegnarla in una maniera diversa affrontando varie tematiche di una nazione come il suo sistema economico, il suo sviluppo storico-demografico, la sua popolazione, ecc… il tutto collegato allo studio e all’approfondimento di una serie di problematiche attuali come il cambiamento climatico, l’effetto serra, la desertificazione, la sovrappopolazione delle città, l’urbanizzazione selvaggia, le migrazioni, lo spopolamento delle campagne, l’inquinamento nelle sue varie forme, le energie rinnovabili, le dispute commerciali, la spiegazione e la risoluzione dei conflitti attuali. Insomma, sono davvero tante le tematiche che delle buone lezioni di geografia potrebbero affrontare per crescere e plasmare alunni in grado, una volta maturi, di diventare persone informate e preparate a dare il loro prezioso apporto alla risoluzione di gravi problemi del nostro pianeta. Lo sappiamo che l’ignoranza umana sta alla base di molte problematiche: confidiamo nella nuova iniziativa dell’AIIG, intitolata “Nuove indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”. Così facendo, probabilmente anche la geografia diventerebbe più simpatica da insegnare (per i professori) e da apprendere (per gli alunni)…

giovedì 17 gennaio 2008

AMBIENTE ed ENERGIE RINNOVABILI: sempre di più le fiere!

Sono sempre di più le fiere e le manifestazioni che nascono ovunque (in Italia, in Europa e nel resto del mondo) in nome della protezione dell’ambiente e dell’utilizzo delle energie rinnovabili, a conferma di una sempre maggiore sensibilità umana nei confronti di queste problematiche. Qui di seguito vi propongo le fiere più importanti che si sono verificate negli ultimi mesi e quelle per questo 2008, così come le ha riassunte Luca Palmieri nell’inserto “Affari & Finanza” del quotidiano La Repubblica di lunedì 14 gennaio 2008.

  • ECOMONDO 2007: si è tenuta a Rimini dal 7 al 10 novembre 2007 la sua 11° edizione e si tratta della “Fiera Internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile”. I visitatori professionali sono stati 57.907 (+10.1% rispetto all’edizione del 2006), i giornalisti accreditati 381 provenienti da tutto il mondo, oltre 1.000 le aziende specializzate presenti distribuite su 75.000 mq espositivi. Sono stati organizzati 179 convegni (in tale cifra sono esclusi corsi di formazione, spettacoli e concerti), con 35 sessioni (+5.3% rispetto al 2006). 10 i convegni internazionali, con 5 sottosessioni. 10.700 i partecipanti (+7.4% rispetto al 2006). I numeri parlano da soli… http://www.ecomondo.com
  • SEP 2007: si è svolta presso la Fiera di Padova ed è fondata soprattutto sulle tecnologie e sulle soluzioni presenti e future per la gestione dei rifiuti. SEP ha una programmazione triennale ma affianca varie iniziative con realtà locali in Romania, Polonia, Russia, Ucraina e Croazia. Prossima edizione quindi nel 2010. http://www.sepeurope.org
  • COSCIENZA GLOBALE: si terrà a Roma (presso l’Auditorium Parco della Musica) dal 14 al 20 gennaio 2008 e si tratta della 3° edizione del “Festival delle Scienze”, che quest’anno si occuperà di tematiche legate alla protezione dell’ambiente. Vi parteciperanno autorevoli scienziati, filosofi ed economisti provenienti da tutto il mondo, nonché vari premi Nobel come Rajendra Pachauri (in qualità di presidente dell’IPCC e quindi Premio Nobel per la Pace 2007), Sidney Altman (premio Nobel per la Chimica nel 1989), Steven Chu (premio Nobel per la Fisica nel 1997) e Richard Ernst (premio Nobel per la Chimica nel 1991). http://www.auditorium.com/eventi/4888408
  • KLIMAHOUSE 2008: si terrà a Bolzano dal 17 al 20 gennaio e si tratta della principale manifestazione specializzata in efficienza energetica ed edilizia sostenibile. La fiera è nata dal prodotto “CasaClima”, ovvero delle case ecosostenibili partite dall’Alto Adige ed ora in espansione anche altrove. http://www.klimahouse.it
  • ECO CASA: si terrà a Reggio Emilia (in occasione della Fiera) dall’8 al 10 febbraio 2008 ed è una nuova manifestazione dedicata alle nuove tecniche costruttive volte al rispetto ambientale e al risparmio energetico. http://www.ecocasa.re.it
  • ENERGETHICA: si terrà a Genova dal 6 all’8 marzo 2008 ed è incentrata sulle energie rinnovabili e sull’energia sostenibile con progetti rivolti al pubblico e agli operatori, professionisti ed imprenditori del settore. http://www.energethica.it
  • PROGETTI & PAESAGGI: si terrà a Bologna dal 12 al 15 marzo 2008 presso la zona fieristica ed è basata soprattutto sul legame tra architettura ed ambiente. http://www.progettiepaesaggi.com
  • ECOMONDO RUSSIA 2008: si terrà a Mosca dal 1° al 4 aprile nell’ambito del prestigioso forum pan-russo dell’energia Tek 2008, sorella dell’italiana “Fiera Internazionale del recupero di materie ed energia e dello sviluppo sostenibile” . Saranno presenti circa 5.000 delegati provenienti da ministeri ed enti russi, nonché dirigenti e specialisti delle compagnie energetiche russe più importanti. Vi parteciperanno anche 30 aziende italiane. http://www.ecomondo.eu
  • ECO ENERGIE: si terrà a Padova dal 17 al 19 aprile 2008 ed è dedicata al risparmio energetico e ai modi per ottenerlo, con tutte le migliori tecnologie rivolte alla bassa emissione di sostanze inquinanti. http://www.senaf.it
  • IFAT: si terrà a Monaco di Baviera dal 5 al 9 maggio 2008 e si tratta della “Fiera Internazionale legata all’Ambiente e al Riciclo” (in originale “International Trade Fair for Water-Sewage”). Anche questa fiera è triennale: l’edizione di quest’anno occuperà ben 190.000 mq (+13% rispetto all’edizione 2005), grazie alla maggiore partecipazione di espositori internazionali (tra cui numerosi italiani). Si parlerà anche di protezione dalle alluvioni e di prevenzione dalle catastrofi naturali. http://www.ifat.org
Insomma, il programma è vario: divulgare cultura ambientale è necessario, oltre che doveroso…

domenica 6 gennaio 2008

SCONTRO SCIENZA-CHIESA: il dramma di Galileo...

A distanza di secoli si continua a riproporre l’eterno scontro tra SCIENZA e CHIESA per quanto riguarda il fondamento delle loro teorie, diciamo pure in completo contrasto tra loro. Ne abbiamo continui esempi anche al giorno d’oggi: basta pensare alle polemiche degli ultimi giorni sulla Legge 194 in materia di aborto, che continua ad opporre tra loro laici e cattolici, a conferma di come la religione cattolica (per veste del Vaticano) voglia dettar legge in varie materie decisionali per il nostro paese, omettendo forse che nella Costituzione Italiana (di cui spesso ci si dimentica…) l’Italia è indicata come un paese laico. Debbo purtroppo ammettere (ma è solo una mia opinione) che maturando mi sono sempre più reso conto che la religione così com’è intesa oggi è appannaggio di civiltà “arretrate” in cui l’unico punto di riferimento (causa mancanza di fondamenti scientifici) era appunto la religione (così come capita attualmente nelle popolazioni dei paesi poveri): l’evoluzione e la divulgazione scientifica nel corso degli ultimi secoli ha invece aperto la mente umana portandola a ragionare in maniera diversa da quella religiosa, creando così uno scontro aperto tra i due rami (scientifico e religioso). Come detto poc’anzi, né è testimonianza l’attuale polemica sull’aborto (la legge 194 ha, al contrario di quanto affermano i cattolici, fatto diminuire sensibilmente gli aborti), la procreazione assistita, la fecondazione artificiale (ricordate il referendum del 2006?), la recente “astensione al voto” della senatrice cattolica (o teodom…) Binetti (del Partito Democratico…) sulla norma che prevedeva (poi decaduta!!!) di considerare una forma di razzismo l’offesa ad un omosessuale (e tutto ciò perché la Chiesa sarebbe stata penalmente perseguibile visto che considera innaturale l’amore tra persone dello stesso sesso!), il ripudio verso il preservativo o altre forme anticoncezionali, le azioni contrarie all’eutanasia, e i casi sarebbero infiniti. Io personalmente non posso non considerare la SCIENZA come l’autrice dell’emancipazione mentale umana. A tal proposito riporto qui il dramma del grandissimo scienziato Galileo Galilei, ripreso in un bel libro di Egidio Festa intitolato “Galileo. La lotta per la scienza” (edito da Laterza) e citato anche da Corrado Augias nel suo spazio culturale “La mia Babele” del supplemento “Il Venerdì” del quotidiano La Repubblica del 04 gennaio 2008. L’autore Egidio Festa riprende il dramma di Galileo in quanto è molto attuale e l’argomento è trattato molto bene visto che, oltre che scrittore, è anche un preparatissimo storico della scienza nonché ingegnere nucleare. Galileo fu famoso (tra l’altro) per essersi avvicinato alla teoria copernicana secondo la quale il Sole rimaneva immobile nello spazio (e non il contrario come si era sempre creduto) mentre il nostro pianeta Terra (con gli altri) non solo ruotava su sé stesso ma ruotava anche attorno al Sole medesimo: naturalmente questo era apertamente in contrasto con quanto riportavano le Sacre Scritture… Galileo, in quanto cattolico, si sentiva fortemente in contrasto tra la realtà scientifica e quella cattolica, ma aveva soprattutto paura di sentirsi ridicolo nell’appoggiare questa teoria copernicana, che volle verificare con calma. Quando ebbe la certezza che tale teoria era esatta (grazie alle osservazioni astronomiche da lui stesso effettuate) e quando rese note queste sue certezze, ecco che arrivò la condanna della Chiesa tramite il Santo Uffizio (che oggi corrisponde alla “Congregazione per la dottrina della fede”) e la successiva abiùra (dallo Zanichelli: abiùra = ritrattazione solenne di una fede, di una dottrina, di un principio). Ed infatti Galileo, a 70 anni suonati, abiurò la sua teoria inginocchiandosi sul pavimento davanti ai giudici che ragionavano sulle Sacre Scritture! Perché? Quanto successo fu la dimostrazione di com’era forte l’ingerenza religiosa in qualsiasi tema: secondo gli studiosi (che a lungo trattarono questa abiùra di Galileo) lo scienziato fece di tutto per far rientrare le sue scoperte all’interno della fede cattolica (pur sapendo di essere fortemente in contrasto tra loro). Perché non avere il coraggio di difendere le proprie (giuste) teorie? Certo erano altri tempi, ma oggi perché succede ancora? Perché la Chiesa non ammette l’importanza delle scoperte della genetica indispensabili per la cura di malattie gravissime? Perché non ammette che l’uso di metodi anticoncezionali (come il preservativo) sarebbe l’unico in grado di bloccare il diffondersi dell’AIDS nei paesi poveri, oltre che controllare il numero delle nascite in questi stessi paesi? Perché non “capire” che l’eutanasia (se l’ammalato, o i suoi familiari, ne sono consenzienti) pone fine ad un corpo ormai in stato vegetale, quindi cerebralmente morto, dopo anni ed anni di sofferenze? Credevo che queste domande fossero da attribuire ad altri tempi, invece sono così fortemente attuali da farmi credere che nella stessa maniera con cui la SCIENZA progredisce, nella stessa maniera la CHIESA continua a regredire dimenticandosi che nel frattempo la mente umana si è evoluta… Sperando che non vi siano più abiùre come quella di Galileo…

domenica 23 dicembre 2007

2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA

La notizia era nell'aria da un pò di tempo (e ve l'avevo già anticipata in un mio precedente articolo) ma ora è ufficiale: il 2009 sarà l'ANNO INTERNAZIONALE DELL'ASTRONOMIA (in linguaggio internazionale IYA2009, ovvero International Year of Astronomy 2009). Lo ha proclamato l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella sua riunione del 20 dicembre 2007 accogliendo così la proprosta che l'UNESCO (l'organo della Nazioni Unite per l'Educazione e la Scienza) aveva avanzato nel dicembre 2005. Dopo il voto contro la pena di morte, ecco un altro grande risultato per l'Italia, visto che fu proprio il nostro paese nel 2006 ad essere promotore dell'iniziativa grazie soprattutto a Franco Pacini, direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Arcieri (proprio vicino a tale Osservatorio sorge "Il Gioiello", la villetta dove Galileo trascorse gli ultimi anni della sua vita). Il 2009 è stato scelto in quanto vi cade il 400° anniversario di quel 1609 che fu un anno di scoperte senzazionali nel campo dell'astronomia (come i cratrei della Luna, i satelliti di Giove, le fasi di Venere e la polvere di stelle della Via Lattea). Il coordinamento dell'Anno Internazionale dell'Astronomia è affidato all'UNESCO (http://www.unesco.it), affiancata dalla IAU (International Astronomical Union) e dalla ESO (European Southern Observatory): proprio la IAU è la società scientifica che raggruppa tutti gli astronomi e gli astrofisici del mondo e la cui parte italiana è rappresentata dalla INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) promotrice proprio di questa iniziativa. Finora hanno firmato l'accordo per la celebrazione del 2009 ben 99 nazioni e 14 organizzazioni internazionali per la comunicazione ed educazione scientifica: in ogni nazione firmataria dell'accordo è stato disegnato un referente che per l'Italia è appunto l'INAF (http://www.inaf.it) che dovrà promuovere collaborazioni fra università, Science Center, società scientifiche ed appassionati di astronomia. Lo scopo dell'iniziativa è di aiutare tutta la popolazione mondiale a riscoprire il proprio posto e ruolo nell'universo attraverso una ritrovata consuetudine col cielo: infatti il motto dell'IYA2009 è "L'universo, a te scoprilo", facendo capire come la conoscenza scientifica possa contribuire ad un mondo più equo e pacifico.
Ecco alcune delle iniziative dell'Anno Internazionale dell'Astronomia:
  • "100 ore di Astronomia": progetto mondiale che includerà webcast in diretta su attività di osservazione condotte dai più grandi osservatori astronomici del mondo;
  • "Il Galieoscopio": realizzazione "fai da te" di un piccolo telescopio;
  • "Diario Cosmico": apertura di un blog tenuto da astronomi professionisti che racconteranno tutto di sè e del loro lavoro;
  • "Il Portale per l'Universo": metterà a disposizione le moltissime risorse sull'astronomia disponibili su internet (immagini, filmati, notizie, podcast, ecc...);
  • "Lei è un'Astronoma": iniziativa rivolta alla comunità astronomica femminile (su 4 astronomi uno è donna);
  • "Dark Sky Awareness": proteggere dall'inquinamento luminoso il cielo stellato;
  • "Astronomy and World Heritage": iniziativa per individuare e valorizzare luoghi e strutture legati alla storia dell'astronomia;
  • "Galileo - Programma di formazione per insegnanti": progetto per la formazione degli insegnanti in astronomia;
  • "La percezione dell'Universo": progetto internazionale di divulgazione dell'astronomia per avvicinare i bambini a tale campo;
  • "L'Universo della Terra": mostra delle più belle immagini astronomiche riprese dai telescopi terrestri e spaziali;
  • "Sviluppare l'Astronomia in una prospettiva globale": prevede una serie di iniziative nei paesi dove la ricerca astronomica è ancora poco sviluppata.
Per ulteriori informazioni http://www.astronomy2009.org

domenica 2 dicembre 2007

FACOLTA' SCIENTIFICHE: boom di iscritti!

Una bella notizia arriva dalle università italiane: dopo il crollo inesorabile di iscrizioni iniziato nel 1989 e durato fino a poco tempo fa, le tre facoltà scientifiche di base, ovvero MATEMATICA, FISICA e CHIMICA, stanno invertendo la rotta. Finalmente! Negli ultimi due anni gli iscritti a Matematica sono aumentati di ben il 53% (da 1.237 a 1.884), quelli di Fisica del 25% (da 1.185 a 1.487) e quelli di Chimica del 24% (da 1.404 a 1.749). I dati sono relativi agli ultimi tre anni accademici 2005/2006, 2006/2007 e 2007/2008 (fino al 20 novembre). Nello specifico fa impressione il dato di Roma: +155% gli iscritti alla facoltà di Matematica!!! Il "miracolo" è stato presentato con entusiasmo in questi giorni nella sede della "Conferenza dei Rettori" da Luigi Berlinguer, presidente del Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica, e dal professor Nicola Vittorio, presidente della Conferenza nazionale dei presidi delle facoltà di Scienze. Certo, la strada da fare è ancora lunga perchè servono molti matematici, fisici e chimici in molte attività: dopo alcuni anni in cui tali materie erano state accantonate per vari motivi, ora il continuo parlare di ambiente, ecologia e materie connesse ha dato un imput notevole alle facoltà scientifiche. Lo stesso Nicola Vittorio ha dichiarato che "servirebbero, ad esempio, 3 milioni di euro per finanziare per il 2007/2008 il progetto lauree scientifiche che già coinvolge 30 sedi universitarie, 20.000 docenti e 60.000 studenti e prevede orientamento, formazione degli insegnanti e laboratori": una specie di appello ai ministeri dell'Università e dell'Istruzione, la cui risposta dovrebbe arrivare in questi giorni. Attendiamo, accogliendo intanto con grande entusiasmo questa bellissima notizia...

giovedì 15 novembre 2007

Che c'è dietro i Festival della Scienza?

E' la domanda che si pone il giornalista Guglielmo Pepe nel suo editoriale di oggi dell'inserto Salute del quotidiano "La Repubblica": diciamo pure che la domanda è lecita e l'argomento va approfondito proprio come ha fatto il sig. Pepe nel suo editoriale (non me ne voglia il giornalista se riporto alcuni passi "in rosso" di questo suo editoriale ma lo considero molto significativo). Anche la Scienza, come per molte altre cose in Italia, ha da un pò di tempo i suoi Festival: senza ombra di dubbio è "l'opportunità che offre un Festival per uscire dai laboratori, dalle aule universitarie, dalle pagine culturali dei giornali e delle riviste e scendere tra la gente, per arrivare al contatto diretto con bambini, giovani, anziani". Per fare un esempio, la scorsa settimana si è concluso a Genova il Festival della Scienza, nato nel 2003 e che negli anni ha raccolto sempre più visitatori fino all'apice di 250.000 presenze quest'anno tra mostre, conferenze, spettacoli e dibattiti ai quali hanno partecipato molti matematici, filosofi, ricercatori, medici specializzati e scienziati vari. Però "sotto questi Festival c'è ben poco. Perchè in Italia la scienza è ancora ai margini del sistema paese". Le cause sono varie, come sostiene lo stesso sig. Pepe, e ve le riassumo di seguito:
  • nelle scuole italiane l'insegnamento delle materie scientifiche non trova terreno fertile, se non nei licei scientifici...: confermo, visto che tra il 1989 e il 1994 ho frequentato un istituto tecnico per geometri (tra l'altro un corso sperimentale più "ambientale") nel quale, ad esempio, la geografia non è prevista come materia in nessuno dei 5 anni! Una buona conoscenza geografica fa da apripista a molte argomentazioni. Ma ci sarebbe anche da discutere sul modo in cui viene fatta studiare la geografia (almeno dove questo viene fatto): molto spesso si riduce ad uno studio memonico di nomi di città, fiumi, montagne e prodotti agricoli. La geografia è anche questo, ma approfondire scelte economiche, strategie politiche, urbanistica e materie collegate darebbe una conoscenza geografica all'altezza. Questo vale anche per altre materie scientifiche;
  • in campo scientifico, se escludiamo medicina, chirurgia e materie simili, non vi sono sbocchi lavorativi professionali allettanti, forse anche per gli scarsi stipendi che si prospettano (nel 1° anno post-laurea scientifica lo stipendio è di circa 933 euro e dopo 3 anni di 1098 euro...);
  • purtroppo si legge poco in Italia: in particolare riviste e libri di scienza non le ritroviamo mai nelle classifiche di vendita dei libri! Qui interferisce molto probabilmente una carenza scolastica: in particolare si dovrebbe correggere la brutta abitudine degli studenti di non dedicarsi alla lettura di quotidiani o riviste professionali o alla semplice ricerca. Ha ragione il sig. Pepe quando dice che in tutto ciò ha influito il passato: "La forte impronta umanistica della nostra cultura ha condizionato un intero popolo per intere generazioni, nonostante l'Illuminismo. L'influenza della Chiesa e della religione cattolica è stata determinante. Non a caso l'Italia è un paese di grande estro, fantasia, creatività. Ma per la scienza, tranne alcune personalità ed eccellenze, c'è ben poco di cui vantarci". Sono completamente d'accordo;
  • la ricerca scientifica non è appoggiata a sufficienza dallo Stato: "Nel mondo gli investimenti in sviluppo tecnologico e ricerca sono in aumento: gli ultimi dati (dal Global R&D Report 2008) dicono che sono saliti del 7.1% rispetto allo scorso anno. In testa figura l'Asia con 436 miliardi di dollari, seguono le Americhe con 387 e l'Europa con 276. L'Italia, tra i paesi europei, registra il minore incremento: appena il 2.4%". Sembra quasi che gli investimenti in tecnologia e ricerca debbano essere affrontati solo da paesi in via di sviluppo, sembra quasi che le civiltà industrializzate (proprio perchè ammantate dal progresso) dormano sicure sugli allori non ritenendo più necessaria una certa ricerca su scienza e tecnologia: lo stesso termine "progresso" dovrebbe però far loro capire che strumenti e metodi sono in continua evoluzione proprio per migliorare la vita di un Paese.
Solo risolvendo questi problemi si potrà consentire una divulgazione scientifica degna del termine e così anche i Festival della Scienza avrebbero un significato importante (e non solo di facciata), in quanto sarebbero la rappresentazione reale di ciò che avviene dietro le quinte (laboratori, ospedali, università, ecc...): questo avrebbe sicuramente risvolti molto positivi per il Paese intero a livello culturale, di sviluppo, di protezione ambientale, ecc... Forse riusciremo anche a fermare l'esodo all'estero dei nostri "cervelli" laureati...

giovedì 20 settembre 2007

SCIENZA-DAY: qualcuno lo organizzi...

E' l'iniziativa lanciata da Guglielmo Pepe nel suo editoriale della rubrica "Noi e Voi" contenuta nell'inserto "Salute" del giovedì del quotidiano "La Repubblica": l'iniziativa di questa settimana è appunto di uno SCIENZA-DAY, per ricordare una (o più) date inerenti a scoperte scientifiche molto importanti, come nel caso della genetica. Ne ricordiamo tre in particolare:
1) aprile 1953: Francis Circk e James Watson pubblicano sulla rivista "Nature" il loro articolo sulla struttura a doppia elica della molecola del DNA. In quella occasione però il mondo scientifico (e tanto meno l'opinione pubblica) dedica poca attenzione alla scoperta sottovalutandone l'importanza. Eppure quello fu l'inizio di una rivoluzione che in 50 anni ha permesso passi da gigante al progresso medico-scientifico: nei primi anni '70 attraverso la genetica si capisce che la molecola della vita si può manipolare e così il 5 luglio 1996 viene dato l'annuncio della nascita della pecora Dolly, il primo mammifero clonato. La creazione di Dolly spalanca le porte agli studi a fini terapeutici, che possono produrre benefici nella cura di mali molto gravi;
2) 2001: sulla rivista "Nature e Science" viene pubblicata la sequenza degli oltre 3 miliardi di lettere che compongono il DNA umano, aiutando così a capire meglio il ruolo dei geni in alcune malattie;
3) 2007: viene dato l'annuncio che in Inghilterra sono iniziati gli esperimenti sulla produzione di embrioni trasferendo DNA umano in ovociti di mucca (a sua volta privati del loro nucleo).
Per rassicurare su eventuali dubbi, Carlo Alberto Redi (direttore scientifico del Policlinico San Matteo di Pavia) riporta che: "Gli embrioni ottenuti introducendo nell'ovocita bovino il materiale genetico di cellule somatiche di un paziete non sono in grado di completare lo sviluppo. Non c'è quindi in essi nessun potenziale di diventare feti". Ed infatti lo scopo degli esperimenti inglesi (così come confermato dalla HFEA, l'Autorità Britannica per la Fertilizzazione e l'Embriologia) è quello di produrre ibridi uomo/animale per ottenere cellule staminali utili alla ricerca medica sulle patologie neurodegenerative, il chè significa poter un giorno curare malattie gravissime come l'Alzheimer, il Parkinson e il diabete. Quindi state tranquilli: non si creeranno mostri! Ma questo non ha bloccato le polemiche, soprattutto da parte dei cattolici, tanto che da più parti si è sentito parlare di crimine contro l'umanita, aberrazione e scenari nazisti: probabilmente queste stesse persone che aprono la bocca a vanvera non immaginano lontanamente il significato di questa grave terminologia... Tuttavia, in altri paesi (come l'Inghilterra) vi è stato un dibattito pubblico tra scienziati, gente comune, politici e religiosi che ha portato come conclusione il progetto di sperimentazione (grazie alla maggioranza degli interpellati favorevoli al progetto): una cosa del genere in Italia non vi è stata e probabilemte, almeno per ora, non ci sarà visto che nel nostro paese tutto è contro tutto e tutti sono contro tutti! Da qui parte l'iniziativa lanciata da Guglielmo Pepe ai ministri Turco e Mussi, ovvero quella di istituire uno SCIENZA-DAY al fine di sensibilizzare e informare la gente sui benefici che si possono ottenere da queste scoperte. Mi unisco pertanto all'iniziativa del sig. Pepe: in un paese come il nostro dove ogni cosa ha il suo "DAY", perchè non organizzarlo per una cosa così importante, che potrebbe portare finalmente alla sperimentazione anche qui in Italia e alla cura di malattie gravissime.