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giovedì 22 ottobre 2015

STORIA DELLE RELIGIONI a scuola...

Sono usciti alcuni dati negli ultimi giorni secondo i quali sono sempre di più gli alunni che disertano l'ora di religione nelle scuole italiane. Tendenza iniziata 10 anni fa ed in continuo aumento. Ne ha dedicato un bel approfondimento Carlo Ossola, nel suo articolo intitolato “Storia delle religioni, una risposta al deserto” pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 21 ottobre 2015, che potete leggere al link http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-10-21/storia-religioni-risposta-deserto-080146.shtml?uuid=ACIhcSKB
Concordo perfettamente col giornalista quando sottolinea come sia poco conveniente, culturalmente parlando e per la nostra scuola, continuare a puntare sulla sola “religione cattolica” e non sulla “storia delle religioni” (intesa questa come storia del patrimonio costitutivo proprio di tutte le civiltà).

mercoledì 2 ottobre 2013

Quando il dialogo tra credenti e non credenti è costruttivo

Ricorderete lo scalpore che ha suscitato poche settimane fa la lettera che Papa Francesco ha inviato al quotidiano la Repubblica in risposta a due editoriali di Eugenio Scalfari della scorsa estate dedicati alla fede (Scalfari, lo ricordo, è ateo). Forse è passato inosservato, ma pochi giorni fa il "precedente" Papa (Ratzinger) ha risposto allo scrittore Piergiorgio Odifreddi in merito al libro "Caro Papa ti scrivo" di quest'ultimo del 2011 (risposta pubblicata sempre su la Repubblica). E arriviamo a ieri, alla lunga intervista pubblicata ancora dal quotidiano la Repubblica, fatta da Scalfari a Papa Francesco nell'incontro tenutosi tra i due (voluto ed organizzato di persona dal Papa!) martedì 24 settembre 2013 presso Santa Marta, in Vaticano. In questo blog non ho mai parlato di religione come professione di fede, in quanto io stesso (come Scalfari) non credente. Però devo ammettere che ho trovato davvero costruttivo questo dialogo, questo scambio di opinioni, tra un credente ed un non credente, basato sul rispetto altrui e su princìpi che non sono caratteristica né dell'uno né dell'altro, ma di entrambe, cioè di tutti. E trovo ancora più entusiasmante che un quotidiano come la Repubblica si sia preso carico di un dialogo così importante, per renderlo partecipe a più gente possibile: quindi i miei personali complimenti al quotidiano, che peraltro è il "mio" quotidiano da molti anni e che personalmente farei leggere in molte scuole non perché espressione di una parte politica (che in effetti non è) ma perché espressione dell'Italia civile e del senso democratico. Naturalmente la lunga intervista la potete leggere online o sul quotidiano di ieri, ma voglio riportare alcuni passaggi che mi hanno colpito. 
Mi colpisce che un Papa affermi che la coscienza è autonoma e che ciascuno deve obbedire alla propria di coscienza, perché ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce, affermando che basterebbe questo per migliorare il mondo. Mi colpisce che un Papa affermi che l'amore per il prossimo è il lievito che serve al bene comune, l'amore per il prossimo deve essere almeno uguale a quello che abbiamo verso se stessi (che non sia narcisismo). Mi colpisce che un Papa affermi che un non credente non è detto che sia anticlericale ed anzi che lui stesso (il Papa) diventi anticlericale quando trova un clericale, perché il clericalismo non ha niente a che vedere col cristianesimo. Mi colpisce che un Papa affermi che il suo obiettivo non è il proselitismo ma l'ascolto dei bisogni, dei desideri, delle delusioni, della disperazione, della speranza, che bisogna ridare speranza ai giovani, aiutare i vecchi, aprire verso il futuro, diffondere l'amore, predicare la pace, aprire alla cultura moderna. Mi colpisce che un Papa affermi con sincerità che la Chiesa non si occuperà di politica e che tutti gli uomini di buona volontà devono tuttavia impegnarsi civilmente e politicamente perché la politica è la prima delle attività civili ed ha un proprio campo d'azione che non è quello della religione, che le istituzioni politiche sono laiche per definizione ed operano in sfere indipendenti. Mi colpisce che un Papa ascolti con interesse un non credente come Scalfari che gli dice che lui crede nell'Essere, cioè nel tessuto dal quale sorgono le forme e gli enti, in quanto l'Essere è un tessuto di energia caotica ma indistruttibile, che da quell'energia emergono le forme quando l'energia arriva al punto di esplosione, che le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, che si evolvono, infine si spengono ma la loro energia non si distrugge. Mi colpisce che un Papa affermi che il liberismo selvaggio rende più forti i forti, più deboli i deboli e più esclusi gli esclusi, che ci vuole sì grande libertà, ma nessuna discriminazione, niente demagogia e molto amore, che ci vogliono regole di comportamento per correggere le disuguaglianze più intollerabili. 
Tutto questo mi ha colpito, come ho già detto prima, non tanto per quello che ha sostenuto il Papa o ha sostenuto Scalfari, ma per tutti quei sani princìpi di democrazia che sono comuni al pensiero sia del Papa che di Scalfari, perché sono pensieri che devono essere comuni a tutti. O almeno a trasmetterli a chi non li ha ancora capiti: a questo servono i dialoghi tra credenti e non, a costruire una società migliore. Tutti gli interventi tra Scalfari e il Papa saranno raccolti nel libro "Dialogo tra credenti e non credenti" che uscirà in edicola il prossimo 11 ottobre, con contributi di intellettuali e teologi.

venerdì 13 settembre 2013

Umberto Veronesi e la fede

E' ormai nota la lettera pubblicata in questi giorni sul quotidiano la Repubblica con la quale Papa Francesco risponde al fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari che in alcuni suoi editoriali domenicali aveva sollevato la questione della fede. Ebbene, voglio pubblicare integralmente la lettera che lo stesso quotidiano ha pubblicato ieri scritta da Umberto Veronesi sul tema, che condiviso pienamente.
"Da non credente e appassionato di storia delle religioni la lettera del Papa mi ha colpito: non mi aspettavo un testo così dettagliato, accurato e che si offre al dibattito pubblico, attraverso Repubblica. Al centro di questo dibattito c'è Gesù, una figura critica nel confronto tra laici e credenti per la necessità di scindere il Gesù storico dal Gesù cherigmatico. Noi laici siamo ammirati dall'insegnamento umano di Gesù, e gli siamo vicini perché crea un terreno favorevole ad un'etica condivisibile, basata sull'amore, la solidarietà e la pace. Non possiamo tuttavia accettare la sua dimensione divina, che per la fede è quella che più conta. Anche di fronte ad un nodo così complesso, Bergoglio non si è arroccato nella rigidità fideistica. E questa è la seconda ragione del mio stupore. Non mi aspettavo una ricerca del dialogo così diretta ed aperta. Il dialogo è la via di uscita dai fondamentalismi religiosi che sono all'origine di molta conflittualità mondiale, la risposta del Papa mi ha dato anche una concreta speranza di un'evoluzione verso la tolleranza e l'illuminata coesistenza".

giovedì 7 febbraio 2013

Il Vangelo dei PITTORI

Pietro (nato a Betsaida tra il 2 e il 4 d.C. E morto a Roma circa nel 67 d.C.) fu uno dei dodici apostoli di Gesù: è considerato il primo papa della Chiesa cattolica. Nato in Galilea, fu un pescatore ebreo di Cafarnao. Il suo nome originario era Šim’ôn, letteralmente "colui che ascolta". Divenuto apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea, fece parte di una cerchia ristretta (insieme a Giovanni e Giacomo) dei tre che assistettero alla resurrezione della figlia di Giairo, alla trasfigurazione e all'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi. Tentò di difendere il Maestro dall'arresto, riuscendo soltanto a ferire uno degli assalitori. Unico, insieme al cosiddetto "discepolo prediletto", a seguire Gesù presso la casa del sommo sacerdote Caifa, fu costretto anch'egli alla fuga dopo aver rinnegato tre volte il maestro, come questi aveva già predetto. Dopo la crocifissione e la successiva resurrezione di Gesù, Pietro venne nominato dallo stesso maestro capo dei dodici apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana. Instancabile predicatore, fu il primo a battezzare un pagano, il centurione Cornelio. Entrò in disaccordo con Paolo di Tarso riguardo ad alcune questioni riguardanti giudei e pagani, risolte comunque durante il primo concilio di Gerusalemme. Secondo la tradizione, divenne primo vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, dal 34 al 64 d.C., continuò la sua predicazione fino a Roma dove morì fra il 64 e il 67, durante le persecuzioni anti-cristiane ordinate da Nerone. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa. Pietro è considerato santo da tutte le confessioni cristiane, sebbene alcune neghino il primato petrino ed altre il primato papale che ne consegue. Tutta la storia al link http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_apostolo.
Perchè parlo di Pietro? Perchè oggi 7 febbraio è stata inaugurata a Roma la mostra “Il cammino di Pietro”: la mostra, che chiuderà il 1° maggio, si terrà a Castel Sant'Angelo ed è promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (http://www.castelsantangelo.com). La mostra si tiene in occasione dell'Anno della fede (si tratta di un anno di meditazione indetto dalla Chiesa cattolica dall'11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013, dedicato ad intensificare «la riflessione sulla fede per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendere più consapevole ed a rinvigorire la loro adesione al Vangelo, soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l'umanità sta vivendo; un altro Anno della fede era stato indetto nel 1967 da papa Paolo VI, nel XIX centenario del martirio dei santi Pietro e Paolo; fonte wikipedia.it). Dice il curatore della mostra don Alessio geretti: “L'obiettivo dell'esposizione è quello di dar voce alla missione per cui le opere qui raccolte furono pensate e volute: cancellare la distanza di tempo e di spazio che separa noi dagli eventi documentati nei Vangeli, per farcene diventare contemporanei”. La mostra è coprodotta dal Comitato di San Floriano di Illegio (http://www.illegio.it/download_testi/comitato_san_floriano.pdf) e della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma (http://poloromano.beniculturali.it/).
In questo post non voglio parlare di fede o religione, ma di arte e infatti in questa mostra ci sono dipinti, oggetti e sculture realizzati da grandi artisti attivi sia in Occidente che in Oriente dal medio Evo all'Ottocento: le opere più recenti sono del russo Vasily Polenov (che in un dipinto racconta come Cristo resuscita la figlia di Giario) e dello svizzero Burnand (che in un dipinto raffigura Pietro e Giovanni che, investiti dal vento, raggiungono il sepolcro). Ma ci sono tantissime opere: “L'angelo libera Pietro” di Van Honthorst, “Cristo nell'orto” di Venusti, “Vocazione di Pietro” di Garofalo, “Liberazione di Pietro” di Von Kulmbach, “San Pietro in cattedra” di Marco Basaiti, “Liberazione di San Pietro” di Luca Giordano, “Lavanda dei piedi” di Giovanni Baglione, e tanti altri. La mostra è comunque articolata in otto sezioni che ripercorrono la vita dell'apostolo: l'Incontro, lo Stupore, la Resistenza, la Crisi e la rinascita, l'Abbandono in Dio, la Fraternità, la Missione e la Somiglianza. Quindi una grande mostra: senza dimenticare che siamo a due passi dalle celeberrima Basilica di San Pietro (in Vaticano) costruita proprio sulla sua tomba, dalla Cappella Sistina ove è conservata la famosissima “Consegna delle chiavi” del Perugino (capolavoro dedicato all'iconografia del santo), e dalla Cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo (nell'omonima piazza) ove è conservata la “Crocifissione di Pietro” del Caravaggio.
Una mostra incentrata e intrecciata tra fede ed arte: oggi Vito Mancuso ha dedicato un'analisi alla storia dell'apostolo Pietro sul quotidiano la Repubblica (a fianco dell'articolo di Lea Mattarella intitolato come il titolo di questo mio post), nel quale afferma che il paradosso di Pietro in quanto figura teologica consiste nel fatto che egli venne prescelto da Gesù quale fondamento su cui costruire la Chiesa, ma poi nel corso della storia le più acute divisioni della Chiesa si ebbero proprio in ordine a Pietro e al suo potere. Davvero curioso. Mostra da non perdere.

lunedì 24 dicembre 2012

Ecco com'è uno Stato LAICO

Abbiamo ancora davanti agli occhi la strepitosa interpretazione che Roberto Benigni ha fatto dei princìpi fondamentali della nostra Costituzione lunedì 17 gennaio in diretta su Rai1 (per la cronaca, quasi 13 milioni di telespettatori con il 44% di share!!!): davvero un bel esempio di TV educativa (quanto ce n'è bisogno in questo paese...). Mi ricollego a questi princìpi fondamentali (ovvero i primi 12 articoli, che sono le basi della nostra vita politica, sociale ed economica), per parlare di religione. Recita l'art. 3 della Costituzione italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personale e sociali". E l'art. 7: "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani". E l'art. 8: "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano". Purtroppo sappiamo che l'Italia è, ancora oggi, tutto fuorchè un paese laico...
Scrivo questo perchè oggi sul quotidiano la Repubblica c'è un bel articolo di Vanna Vannuccini intitolato "Berlino: ecco la prima chiesa per tre religioni". Si tratta della Chiesa di San Pietro, la più antica della città e nel cuore della stessa: costruita nel 1600, aveva il campanile più alto di Berlino (ben 96 metri, dal quale le SS sparavano agli artiglieri dell'Armata rossa), e durante la seconda guerra mondiale subì gravissimi danni tanto che fu poi demolita da Ulbricht nel 1964. Da allora è rimasta sepolta sotto un parcheggio ed ora viene fatta risorgere dall'iniziativa di un'associazione privata che propio nelle fondamenta di tale chiesa darà origine ad una chiesa unica al mondo: una chiesa per tre religioni, dove cristiani, musumlmani ed ebrei potranno pregarvi. Ed anzi, potrà ospitare anche tutti coloro che non appartengono a nessuna religione. Certo, voi direte: ma siamo a Berlino, città multietnica per eccellenza? Vero. Gli stranieri qui sono il 13% (di cui il 6,5% è musulmano), ci sono oltre 250.000 turchi e, pensate, ben un'ottantina di moschee; gli ebrei sono 11 mila, i protestanti il 21,5% mentre i cattolici sono proprio una minoranza (appena il 9%). Senza dimenticare che a Berlino ci sono molti atei o agnostici: questi si possono conteggiare perchè in Germania chi non appartiene a nessuna fede religiosa deve fare una dichiarazione scritta all'Ufficio imposte e si viene esonerati dal versare le tasse ecclesiastiche (pari ad un 8% in più oltre a quelle normalmente versate allo Stato). Ah, che grande paese la Germania.
Ed ecco pertanto questa idea della chiesa condivisa: il progetto sarà affidato agli architetti dello studio Kuehn Malvezzi (che ha vinto la gara d'appalto), i quali costruiranno un cubo alto 44 metri rivestito di mattoni color senape (quelli tipici del Brandeburgo), al cui interno non ci saranno simboli religiosi: questo permetterà ad ogni comunità di celebrare a turno i propri riti in tre settori separati, oltre ad un quarto spazio dove potranno incontrarsi e pregare tutti assieme.
Davvero un bel esempio di Stato laico, di democrazia nel vero senso della parola: potrà mai essere possibile in Italia una cosa del genere (che, tra l'altro, è sancita dalla Costituzione)?

martedì 8 dicembre 2009

“IL CREAZIONISMO NON E’ SCIENZA”

“No, il creazionismo non è scienza. E nemmeno cultura cattolica cristiana. Anche la Chiesa oggi si è aperta alle teorie di Darwin. Quell’idea non ha alcun diritto di cittadinanza nella nostra società”. Sono le parole di Nicola Cabibbo, uno dei più importanti fisici italiani che insegna all’Università La Sapienza di Roma e presiede la Pontificia Accademia delle Scienze. La frase è stata pronunciata in seguito all’ennesimo colpo inferto alla teoria dell’evoluzionismo: tale colpo è stato sferrato lo scorso 23 febbraio durante il convegno “Evoluzionismo. Il tramonto di un’ipotesi” tenutosi (udite udite) presso la sede del CNR a Roma. L’ultimo di una serie di colpi per dare discredito a Darwin (e al mondo scientifico in generale) e per diffondere nella gente la convinzione (cattolica) del creazionismo. Già quello che è successo in Italia nel 2004 con la cancellazione dell’evoluzionismo dai libri scolastici è stato qualcosa di scandaloso (o almeno lo sarebbe per gli altri paesi, non per il nostro…), ora anche questo convegno: tra l’altro, dopo questo convegno, qualcuno ha avuto la penosa idea di pubblicare un volume dove, udite udite, si scrive che il Grand Canyon americano si è formato nel giro di un anno a causa del diluvio universale e che la Terra è troppo giovane per aver consentito l’evoluzione umana!! Ma vi sembra possibile che in un Paese sviluppato e laico (come si dice sia il nostro!) si possano dire delle scemenze del genere? Certo, ognuno è libero di pensarla come crede, in fondo si tratta di religione, ma vi sembra giusto che quello che è scritto in questo volume si insegni a scuola? Davvero incredibile, non capisco come si faccia ancora a negare che la Chiesa non influisca nella vita del nostro paese. Tra l’altro, quello che sconcerta è che il convegno si è tenuto presso la sede del CNR (ovvero il Consiglio Nazionale delle Ricerche) e che il simbolo riportato sul volume accanto a quello della casa editrice (la Cantagalli) sia proprio quello del CNR stesso (che ha dato un contributo di 9.000 euro…), ovvero il più importante ente pubblico italiano dedicato alla scienza.
Il convegno sembra non sia stato realizzato a caso in questo 2009, visto che quest’anno cadono sia il 200° anniversario dalla nascita di Darwin sia il 150° anniversario dall’uscita del suo “L’origine delle specie”. Naturalmente, sono state molte le polemiche che si sono accese dopo quel convegno, soprattutto nel mondo scientifico, polemiche raccolte da Elena Dusi in un articolo sul quotidiano la Repubblica di giovedì 3 dicembre 2009. Così scopro che Telmo Pievani (insegnante di filosofia della scienza alla Bicocca di Milano) su Micromega scrive: “In qualsiasi paese normale, governato dal buon senso, tesi come quelle del convegno getterebbero nel ridicolo chiunque fosse così temerario dall’affermarle”; e ancora, Marco Cattaneo (direttore della rivista Le scienze) nel suo blog scrive in merito a Roberto De Mattei (vicepresidente del CNR): “Come è possibile che rivesta un incarico di primo piano nel più importante ente pubblico di ricerca del paese e allo stesso tempo organizzi convegni in aperta contraddizione con l’evidenza scientifica? Come si sentiranno i biologi del CNR con un vicepresidente così?”. Ricordiamo che De Mattei, oltre che vicepresidente del CNR (dove è dal 2003), è anche professore di storia del cristianesimo all’università europea di Roma e presidente della fondazione Lepanto “per la difesa dei principi e delle istituzioni della Civiltà Cristiana”… Ah, nel 2000, dopo il Gay Pride di Roma, ha organizzato nella capitale una marcia di espiazione da Piazza San Giovanni al Santuario del divino amore “per cancellare l’offesa arrecata alla capitale del cristianesimo”… Non ho parole!!!
In seguito a tutte queste polemiche il presidente del CNR, Luciano Maiani, ha più volte affermato che quello che si è verificato al convegno non è altro che libertà d’espressione. Certo, allora la libertà d’espressione sta anche nei partecipanti al Gay Pride e dovrebbe stare anche nei libri di scuola, ed invece… Proprio per questa affermazione di Maiani, Ferdinando Boero (biologo dell’Università di Lecce) gli risponde così: “Qui la libertà d’espressione non c’entra. Se Lei manda a una rivista scientifica un articolo dove dice che la Terra è piatta, il suo articolo viene bocciato. Questo convegno esprime posizioni analoghe a queste. E ha l’etichetta del CNR”.
In questi giorni è arrivata la nuova risposta di Maiani, sentite un po’ e giudicate: “Il convegno si è svolto per iniziativa del vicepresidente. Ovviamente non presto alcuna fede al creazionismo. Né le ricerche del CNR sono ispirate in alcun modo a quell’idea. La programmazione del nostro ente seguirà come sempre criteri esclusivamente scientifici”. Ed allora, perché è stato fatto al CNR questo convegno, caro Maiani? La solita ipocrisia cattolica italiana…

mercoledì 12 marzo 2008

Magari fossimo schiavi della scienza, invece lo siamo della religione…

Ormai è noto a tutti lo scontro tra mondo scientifico e mondo cattolico consumatosi alcune settimane fa in seguito al mancato intervento del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università La Sapienza di Roma. Riassumendo il fatto, il rettore dell’università invitò il Papa all’evento, 67 professori della stessa università lanciarono un appello per avvertire il Papa che durante l’inaugurazione avrebbe dovuto rispondere alle domande di coloro che la pensano diversamente, ma a quel punto il Papa declinò l’invito (non accettando, come tipico del pensiero vaticano, il contraddittorio). Peccato che, come sempre, l’informazione si sia dimostrata assolutamente di parte dipingendo il Papa come vittima assoluta di un complotto…
A proposito della teoria dell’evoluzionismo di Darwin, Papa Benedetto XVI nel settembre 2006, riunendo a Castelgandolfo il suo “circolo di allievi”, attaccò duramente il lavoro di Darwin affermando che “la sua teoria sull’evoluzionismo non è completamente dimostrabile perché mutazioni di centinaia di migliaia di anni non possono essere riprodotte in laboratorio”. Premesso che la teoria di Darwin è stata ampiamente dimostrata, anche ammettendo che non si possa dimostrare, vuole il Papa spiegarci come è dimostrabile la tesi del Vaticano? Beh, mi viene un po’ da sorridere… Nello stesso intervento disse anche che la ricerca scientifica da sola non è in grado di spiegare l’origine della vita, ma che l’inizio e lo sviluppo del mondo va letto secondo un disegno da ricondursi direttamente a Dio. Poco dopo a Ratisbona, durante una messa, disse: “O è la Ragione creatrice, lo Spirito, che opera tutto e suscita lo sviluppo oppure è l’Irrazionalità che, priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l’uomo e la sua ragione, ma se così fosse allora uomo e cosmo sarebbero il risultato causale dell’evoluzione e quindi in ultima istanza una cosa irragionevole”. Da non credere…
Nel 2005, il cardinale Schonborn (vicinissimo a papa Ratzinger) intervenendo sul New York Times aveva affermato che nell’opera dell’universo c’era la mano di un “disegnatore intelligente”: proprio in seguito a quell’affermazione tre scienziati americani (ovvero il fisico Lawrence Kraus e i biologi cattolici Francisco Ayala e Kenneth Miller) scrissero una lettera al Papa chiedendo alla Chiesa di non innalzare un nuovo muro tra mondo scientifico e religione.
Notizia di questi giorni (la riprendo da un articolo del giornalista Marco Politi, apparso sul quotidiano La Repubblica la scorsa settimana) è che monsignor Gianfranco Ravasi (presidente del Consiglio Pontificio per la Cultura) sta organizzando un convegno internazionale sull’evoluzionismo e le sue teorie che si terrà all’Università Gregoriana al quale parteciperanno premi Nobel, scienziati ed esperti di teologia e filosofia, credenti e non, per riaprire un dialogo tra fede ed evoluzionismo. Sembrerebbe una buona idea, se non fosse per il fatto che in seguito a questo annuncio lo stesso Ravasi afferma che “ci sono persone che considerano i cieli del tutto vuoti o al massimo popolati soltanto da satelliti. La sfida è di far guardare verso l’oltre, verso l’alto”. Ecco, ci risiamo, si tratterà in pratica della messa in atto da parte del Vaticano di un lavaggio dei cervelli… Ha ragione il giornalista Politi quando afferma che tutto questo è stato mosso dalla crescente paura del Vaticano: si è reso conto che mettere in questione l’evoluzionismo (ormai definitivamente verificato in campo biologico con gli studi sul Dna e sui geni) condurrebbe la Chiesa cattolica in un vicolo cieco. La paura del Papa è che la ricerca scientifica (ed in particolare la spiegazione scientifica dell’origine e dello sviluppo del mondo) porti a stabilire che la creazione del mondo non ha bisogno di Dio e ubbidisce solamente a leggi o mutamenti intrinsechi alla materia.
Obiettivamente: come posso credere che (come vorrebbe insegnarmi la religione cattolica) l’universo fu creato da Dio in sette giorni (creato come? Con la bacchetta magica?) e che l’umanità è cominciata da Adamo ed Eva? Forse lo avrei potuto credere nel 1800 o nei secoli precedenti, quando l’uomo (in linea generale) era ancora mentalmente sottomesso al pensiero religioso. Ma oggi, con l’evoluzione degli studi e della scienza come posso dar retta al Vaticano? E poi, scusatemi, io non voglio assolutamente che sia messo il bavaglio al Vaticano e alla Chiesa, ma voglio che ognuno intervenga esclusivamente sul proprio campo: la scienza continua ad esporre (e a provare) le sue teorie senza mai entrare (ed invadere) il campo cattolico, al contrario la Chiesa continua ad imporre (e a non provare) le sue teorie facendo tutto il possibile perché vengano recepite dal grande pubblico permettendosi di infiltrarsi in ogni campo per imporre la sua egemonia. La Chiesa ha paura per il fatto che sta perdendo quell’egemonia (religiosa, politica, sociale) che ha esercitato per secoli sui suoi sudditi, dimenticando che noi siamo cittadini italiani e non del Vaticano e che il nostro dovrebbe (ripeto dovrebbe) essere un paese laico in cui il mondo scientifico si dovrebbe muovere in maniera indipendente senza chiedersi in continuazione se quello che sta facendo può andare bene oppure no alla Chiesa (vedi fecondazione artificiale, vedi cellule staminali, vedi studi sugli embrioni, vedi aborto, vedi pillola abortiva, ecc…). Non ci dovrebbe neanche essere un confronto tra scienza e Chiesa, perché ognuno di questi due ranghi dovrebbe agire indipendentemente e nei loro spazi, il problema è che uno dei due (cioè l’ultimo che ho nominato…) non lo fa, e finché in Parlamento continueremo ad avere sudditi del Vaticano la situazione non potrà certo cambiare…

mercoledì 23 gennaio 2008

Caso LA SAPIENZA-CHIESA: ora dico la mia!

A distanza di qualche giorno, lo potrei definire un presagio il mio post pubblicato alcuni giorni prima che scoppiasse il caso LA SAPIENZA-CHIESA, inerente il difficile rapporto che da secoli esiste tra SCIENZA e CHIESA, a causa dell’ingerenza di quest’ultima. Poi è successo quello che tutti sappiamo: ora, a distanza di giorni, mi sento di dire la mia. Mi sento di dare il mio appoggio e la mia solidarietà al professore Marcello Cini e agli altri 66 docenti dell’Università La Sapienza di Roma, firmatari della richiesta di non permettere al Papa di intervenire all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università stessa in nome della laicità della ricerca. Sono con loro e con me lo sono i già 10.000 italiani che hanno aderito alla raccolta firme in sostegno a tali docenti.
Lo dico rammaricato soprattutto per il caso politico che ne è scaturito: quasi tutte le televisioni e quasi tutti i quotidiani (ovvero tutte e tutti quelli di peso) hanno fatto credere all’Italia intera (la quale c’è cascata…) che il Papa sia stato censurato. NIENTE DI PIU’ FALSO! Premesso che non era certamente l’occasione giusta per ospitare il Papa nell’Università, visto che era l’inaugurazione dell’anno accademico, i docenti sarebbero stati anche disposti ad accogliere il Papa purché questi avesse accettato le domande di studenti e docenti ed eventualmente le loro obiezioni: dato che la Chiesa (e il Papa che la rappresenta) non accettano il dibattito ed il confronto (loro tipica caratteristica), il Vaticano ha deciso di rifiutare l’invito. E non è necessario che ce lo spieghino, visti i fatti degli ultimi anni. Sarete d’accordo con me che la Chiesa non accetta il dialogo? Penso proprio non possiate dire il contrario… E poi il Papa nell’Angelus di domenica scorsa dice al popolo presente nella piazza di “essere più tollerabili con le opinioni altrui”? Lui ci parla di essere tolleranti? Ma non è lui, con la Chiesa, ad essere assolutamente contrario ai principi della legge 194 sull’aborto, alla ricerca scientifica con uso degli embrioni, all’eutanasia, al divorzio, alla fecondazione assistita, alle coppie di fatto, al riconoscimento delle persone omosessuali, all’uso dei preservativi per la lotta all’AIDS, e la lista sarebbe lunga? Come può? Eppure…
Eppure succede. Succede che la Chiesa continua nella sua forte ingerenza nella vita del nostro paese dimenticando forse che essa ha un proprio Stato (il Vaticano) e che nel 1989 la Corte Costituzionale ha sancito che “il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei principi della forma di Stato delineata nella Carta Costituzionale della Repubblica”. La conferma ne è la durissima conferenza stampa di ieri da parte della CEI (nella persona di Bagnasco) contro tutti i problemi dell’Italia. Succede che la Chiesa (imponendo l’obiezione di coscienza ai medici) vieti la sperimentazione embrionale per curare malattie gravissime finora incurabili, lasciando quindi morire migliaia di persone. Succede che la Chiesa continui a far morire di AIDS milioni di persone nel mondo per non autorizzare l’utilizzo dei metodi anticoncezionali (come il preservativo) affermando che l’unico metodo accettabile è la verginità. Il problema è che la maggior parte dei cattolici sono suoi sudditi e come tali obbediscono, dimenticando la RAGIONE!
Come può essere credibile una Chiesa che vuole trattare tematiche scientifiche applicando la Bibbia, respingendo le teorie dell’evoluzionismo di Darwin e affermando che l’uomo è nato da Adamo ed Eva e dal frutto proibito? Come ha fatto la Chiesa nel corso dei secoli ad incarcerare scienziati che affermavano teorie contrarie alle ragioni evangeliche (vedi caso Galileo)? Come può Fisichella (portavoce del Papa) andare da Bruno Vespa a “Porta a Porta” (anzi, ad essere invitato…) ad affermare che “la religione è scienza”? Eppure…
Il problema non sta tanto in quello che la Chiesa dice (che è comunque molto grave), ma nel fatto che la maggior parte delle persone è soggiogata dalla Chiesa, è plasmata dal pensiero cattolico, trasformandosi in sudditi del Vaticano. Questo blocca l’evolversi della scienza!
Forse la Chiesa dovrebbe valutare con attenzione i risultati del sondaggio di Eurispes sulla fiducia degli italiani sulle istituzioni, che anticipa il rapporto per il 2008: per la prima volta la fiducia nella Chiesa scende sotto il 50% (precisamente al 49.7%), con una diminuzione dei consensi di ben il 10% rispetto al 2007, che a sua volta erano già diminuiti del 6% rispetto al 2006. Vuoi vedere che metà Italia è comunista? Peccato che non lo sia al Parlamento!
La ricerca scientifica e l’evolversi della scienza sono le specchio di un paese libero, democratico e sviluppato: questo finora in Italia non è ancora accaduto. C’è forse solo un’altra religione al mondo che impone un’ingerenza simile nella vita dei paesi in cui è praticata: l’ISLAM. E con questo ho detto tutto…

domenica 6 gennaio 2008

SCONTRO SCIENZA-CHIESA: il dramma di Galileo...

A distanza di secoli si continua a riproporre l’eterno scontro tra SCIENZA e CHIESA per quanto riguarda il fondamento delle loro teorie, diciamo pure in completo contrasto tra loro. Ne abbiamo continui esempi anche al giorno d’oggi: basta pensare alle polemiche degli ultimi giorni sulla Legge 194 in materia di aborto, che continua ad opporre tra loro laici e cattolici, a conferma di come la religione cattolica (per veste del Vaticano) voglia dettar legge in varie materie decisionali per il nostro paese, omettendo forse che nella Costituzione Italiana (di cui spesso ci si dimentica…) l’Italia è indicata come un paese laico. Debbo purtroppo ammettere (ma è solo una mia opinione) che maturando mi sono sempre più reso conto che la religione così com’è intesa oggi è appannaggio di civiltà “arretrate” in cui l’unico punto di riferimento (causa mancanza di fondamenti scientifici) era appunto la religione (così come capita attualmente nelle popolazioni dei paesi poveri): l’evoluzione e la divulgazione scientifica nel corso degli ultimi secoli ha invece aperto la mente umana portandola a ragionare in maniera diversa da quella religiosa, creando così uno scontro aperto tra i due rami (scientifico e religioso). Come detto poc’anzi, né è testimonianza l’attuale polemica sull’aborto (la legge 194 ha, al contrario di quanto affermano i cattolici, fatto diminuire sensibilmente gli aborti), la procreazione assistita, la fecondazione artificiale (ricordate il referendum del 2006?), la recente “astensione al voto” della senatrice cattolica (o teodom…) Binetti (del Partito Democratico…) sulla norma che prevedeva (poi decaduta!!!) di considerare una forma di razzismo l’offesa ad un omosessuale (e tutto ciò perché la Chiesa sarebbe stata penalmente perseguibile visto che considera innaturale l’amore tra persone dello stesso sesso!), il ripudio verso il preservativo o altre forme anticoncezionali, le azioni contrarie all’eutanasia, e i casi sarebbero infiniti. Io personalmente non posso non considerare la SCIENZA come l’autrice dell’emancipazione mentale umana. A tal proposito riporto qui il dramma del grandissimo scienziato Galileo Galilei, ripreso in un bel libro di Egidio Festa intitolato “Galileo. La lotta per la scienza” (edito da Laterza) e citato anche da Corrado Augias nel suo spazio culturale “La mia Babele” del supplemento “Il Venerdì” del quotidiano La Repubblica del 04 gennaio 2008. L’autore Egidio Festa riprende il dramma di Galileo in quanto è molto attuale e l’argomento è trattato molto bene visto che, oltre che scrittore, è anche un preparatissimo storico della scienza nonché ingegnere nucleare. Galileo fu famoso (tra l’altro) per essersi avvicinato alla teoria copernicana secondo la quale il Sole rimaneva immobile nello spazio (e non il contrario come si era sempre creduto) mentre il nostro pianeta Terra (con gli altri) non solo ruotava su sé stesso ma ruotava anche attorno al Sole medesimo: naturalmente questo era apertamente in contrasto con quanto riportavano le Sacre Scritture… Galileo, in quanto cattolico, si sentiva fortemente in contrasto tra la realtà scientifica e quella cattolica, ma aveva soprattutto paura di sentirsi ridicolo nell’appoggiare questa teoria copernicana, che volle verificare con calma. Quando ebbe la certezza che tale teoria era esatta (grazie alle osservazioni astronomiche da lui stesso effettuate) e quando rese note queste sue certezze, ecco che arrivò la condanna della Chiesa tramite il Santo Uffizio (che oggi corrisponde alla “Congregazione per la dottrina della fede”) e la successiva abiùra (dallo Zanichelli: abiùra = ritrattazione solenne di una fede, di una dottrina, di un principio). Ed infatti Galileo, a 70 anni suonati, abiurò la sua teoria inginocchiandosi sul pavimento davanti ai giudici che ragionavano sulle Sacre Scritture! Perché? Quanto successo fu la dimostrazione di com’era forte l’ingerenza religiosa in qualsiasi tema: secondo gli studiosi (che a lungo trattarono questa abiùra di Galileo) lo scienziato fece di tutto per far rientrare le sue scoperte all’interno della fede cattolica (pur sapendo di essere fortemente in contrasto tra loro). Perché non avere il coraggio di difendere le proprie (giuste) teorie? Certo erano altri tempi, ma oggi perché succede ancora? Perché la Chiesa non ammette l’importanza delle scoperte della genetica indispensabili per la cura di malattie gravissime? Perché non ammette che l’uso di metodi anticoncezionali (come il preservativo) sarebbe l’unico in grado di bloccare il diffondersi dell’AIDS nei paesi poveri, oltre che controllare il numero delle nascite in questi stessi paesi? Perché non “capire” che l’eutanasia (se l’ammalato, o i suoi familiari, ne sono consenzienti) pone fine ad un corpo ormai in stato vegetale, quindi cerebralmente morto, dopo anni ed anni di sofferenze? Credevo che queste domande fossero da attribuire ad altri tempi, invece sono così fortemente attuali da farmi credere che nella stessa maniera con cui la SCIENZA progredisce, nella stessa maniera la CHIESA continua a regredire dimenticandosi che nel frattempo la mente umana si è evoluta… Sperando che non vi siano più abiùre come quella di Galileo…