Visualizzazione post con etichetta caccia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta caccia. Mostra tutti i post

mercoledì 21 settembre 2011

CACCIA: VENETO ANCORA FUORILEGGE!!!

E' di quest'oggi il comunicato stampa di Legambiente Veneto (http://www.legambienteveneto.it) a proposito del Veneto che continua ad essere fuorilegge rispetto alle norme comunitarie che regolamentano la caccia. Ecco il testo integrale del comunicato stampa.

CACCIA IN DEROGA: IL VENETO ANCORA FUORILEGGE

APPROVATA IERI IN GIUNTA REGIONALE LA DELIBERA CHE CONSENTE DI SPARARE AGL UCCELLI PROTETTI

LEGAMBIENTE: “LE MULTE VERRANNO PAGATE DA TUTTI I CITTADINI”

Si è chiuso ieri il lungo tormentone estivo sulla caccia in deroga. Con una delibera portata in giunta dall'assessore alla caccia Daniele Stival, la Regione ha dato il via anche per la stagione venatoria 2011-2012 alla cosiddetta "caccia in deroga": dal 1° ottobre (25 settembre per il prispolone) a fine dicembre si potrà sparare a sei specie di uccellini: storno, fringuello, peppola, frosone, pispola e (ma solo fino al 30 ottobre) prispolone.
"La Delibera assunta dal governo regionale per permettere ai cacciatori veneti di abbattere uccelli protetti è illegittima". Questo il commento di Michele Bertucco - Presidente di Legambiente Veneto dopo l'approvazione della Delibera da parte della Giunta Veneta che consente, per l'ennesimo anno, la caccia in deroga.
Che sia illegittima, lo ha detto la Corte Costituzionale. Lo ha detto l'Unione europea, che ha deferito e condannato per questo l'Italia alla Corte di Giustizia. Eppure il Veneto persegue la propria linea di estremismo venatorio, collocandosi perfettamente in quella logica politica - propria anche dell'attuale Governo nazionale - per cui se qualcosa è nell'interesse di chi è al potere, si fa, indipendentemente da qualsiasi regola.
Come si possa parlare di deroghe limitate e di controllo dei capi abbattuti, come dichiara l'Assessore Stival, - dice Bertucco - è ridicolo visto che anche quest'anno si potranno abbattere più di 526.000 uccelli. Queste le specie cacciabili in deroga:

* lo storno (limite massimo giornaliero 25 capi per cacciatore, 100 nella stagione e 124.200 a livello regionale);

* il fringuello (stessi limiti personali e massimo capi massimi abbattibili in Veneto 235.700);

* la peppola (30 capi per stagione per ogni cacciatore e 29.300 in tutta la regione);

* il frosone (stesso limite personale e 9.800 in tutta la regione),

* la pispola (tetto massimo individuale 50 capi, regionale 16.000);

* il prispolone (50 capi individuali per stagione e 111.400 complessivi).

"Le deroghe - conclude Bertucco - sono per definizione uno strumento eccezionale, al quale nessuno può ricorrere in modo continuo e ordinario. La delibera della Giunta Regionale del Veneto rappresenta un'ulteriore violazione dell'articolo 9 della Direttiva "Uccelli" e un conseguente aggravio delle violazioni che hanno portato fin qui la Commissione europea a procedere contro l'Italia".
Rovigo, 21 settembre 2011.

Che altro dire di fronte a tale perseveranza da parte del governo regionale? Che dire di questo continuo infrangere le regole (che, se ci sono, devono essere rispettate da tutti)? E che dire del fatto che queste multe verranno naturalmente pagate da tutti i cittadini? Sono allibito...

sabato 30 gennaio 2010

CACCIA: è fatta per le deroghe…

Ho seguito con tristezza in questi mesi le varie vicissitudini in merito al provvedimento del governo per consentire la caccia no-limits. E siamo arrivati, purtroppo, all’epilogo finale e disastroso: è ormai definitivo, manca solo l’approvazione finale (l’emendamento era stato bocciato alla Camera ma è stato riproposto al Senato con esito positivo). Ora passerà alle Regioni la delega per decidere quando, dove e come cacciare. Al contrario delle norme europee (dove i vari Stati continuano a mantenere una severa legge nazionale), qui in Italia si è ora delegato alle Regioni tutto in materia di caccia, e guarda caso a poche settimane dalle elezioni regionali… Inquietante davvero! Ora si usano persino gli animali per riuscire ad ottenere i voti!!!
Erano sorte molte polemiche in questi ultimi giorni in merito a questo provvedimento, anche di due esponenti del PDL. Infatti, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha affermato: “Su questo delicato argomento era stata faticosamente raggiunta un’intesa fra persone per bene di cui erano garanti il ministro Ronchi e il relatore; giudico quanto accaduto in aula una grave colpo di mano. Quel testo va ricorretto alla Camera reintroducendo le garanzie che erano previste, soprattutto sulla tutela delle specie protette e delle specie migratorie, che sono il fulcro di quella biodiversità di cui, tra l’altro, nel 2010 si celebra l’anno mondiale”. Sbotta anche il ministro del Turismo Michela Brambilla: “Il provvedimento non è assolutamente accettabile. La richiesta di turismo legato alla natura è in crescita e una caccia senza limiti metterebbe seriamente a rischio, oltre alla sicurezza dei cittadini, il patrimonio faunistico ed ambientale che attrae una forte domanda turistica. L’emendamento, inoltre, se definitivamente approvato, porterebbe all’aggravamento delle procedure di infrazione nei confronti dell’Italia e una sanzione pecuniaria elevatissima destinata a ricadere sui contribuenti”. Messaggi rimasti inascoltati…
Fatto sta che ora le Regioni potranno decidere in autonomia come applicare la normativa della caccia sul loro territorio: non è difficile immaginare che il Veneto (che già aveva deliberato, senza successo, sulla caccia no limits…) estenderà subito la caccia a tutto l’anno, in qualsiasi zona e per qualsiasi specie. Dopo varie proteste e in seguito alla mediazione del ministro delle Politiche Comunitaria Andrea Ronchi, si sono messe al riparo dalle deroghe regionali tre specie protette, ovvero la lepre, la volpe e il coniglio selvatico, che quindi non potranno essere cacciate da febbraio a settembre (come accade ora). Ma le altre specie… Tra le specie cacciabili ci saranno anche 34 specie di uccelli che si trovano già in cattivo stato di conservazione, come la pernice bianca, il fagiano di monte, la beccaccia, la quaglia, l’allodola e molte anatre, che ora correranno un serio pericolo di estinzione. Molte specie verrebbero infatti uccise anche nei periodi in cui volano verso la riproduzione.
Come la pensano gli italiani? Un recente sondaggio dell’IPSOS rivela che ben l’86% degli italiani è contrario ad allargare il periodo di apertura della caccia, il 94% non vuole dare in mano un fucile ai sedicenni (così come prevede l’emendamento) e il 91% non vuole che si spari nei parchi: poi però, quando si va a votare, queste cose gli italiani se le dimenticano, purtroppo… Ma alle urne se le ricorderanno invece i cacciatori che avranno invece via libera a sparare! Anche se comunque anche i cacciatori si sono spaccati sull’argomento: infatti, il Comitato Nazionale Caccia e Natura chiede la modifica dei calendari venatori solo nei termini e nei limiti della legge europea, mentre Arcicaccia denuncia il “bracconaggio elettorale”…
Per ultimo Angelo Bonelli, il nuovo presidente dei Verdi, ha annunciato una mobilitazione ma allo stesso tempo lancia una denuncia: “La RAI oscura l’ecologia”. Infatti giustamente afferma che “l’ambiente e l’ecologia sono stati espulsi dal nostro sistema radiotelevisivo. Questioni come l’inquinamento, i cambiamenti climatici, la salute dei cittadini, che in Europa e nel mondo sono diventati centrali, nei programmi di approfondimento delle nostre TV non hanno diritto di cittadinanza. Stiamo assistendo all’omicidio politico dei Verdi per eliminare dai palinsesti televisivi le questioni su cui i cittadini hanno il diritto di essere informati, a cominciare dallo smog che ogni anno nelle nostre città uccide 7400 persone, e dal nucleare che il governo vuole portare nelle nostre regioni senza consultare i cittadini”. Come dargli torto: avete mai visto “Porta a porta” di Bruno Vespa (in seconda serata su RAI1) ad insistere su inquinamento cittadino, caccia, problemi nucleari, cambiamento climatico, ecc…? No, ne avrà anche parlato (forse con cadenza… annuale), ma le sue trasmissioni di approfondimento sono ormai quasi sempre sull’operato del governo Berlusconi (operato naturalmente positivo…), sulle diete, sul Festival di Sanremo, sui vari omicidi (Cogne, Garlasco, ecc…). Vespa non vuole correre il rischio che i cittadini vengano a conoscenza di certi problemi! Eh no, bisogna diffondere amore…

domenica 24 gennaio 2010

CACCIA NO LIMITS: ora anche in Senato!

Alcune settimane fa ho pubblicato alcuni post e alcuni comunicati stampa di Legambiente in merito ai vari emendamenti fatti dalla Regione Veneto per cercare (ma non è al momento riuscita) di estendere la caccia a tutto l’anno: puntualmente l’Unione Europea ha sempre richiamato l’Italia in merito, ed anzi ci sono varie procedure d’infrazione nei confronti del nostro paese proprio per l’applicazione troppo disinvolta della normativa comunitaria in materia di caccia. E ora cosa fa l’Italia? La commissione Politiche Europee del Senato ha approvato un emendamento col quale si dichiara la volontà di modificare la legge quadro sulla caccia (di fatto per estendere la stagione venatoria a piacimento, magari a tutto l’anno): pertanto, se l’emendamento verrà approvato anche dal Parlamento (e quindi diventare legge) ogni Regione avrebbe libertà sulle date da applicare per praticare la caccia. Non è difficile intuire come si muoverebbe, ad esempio, il Veneto, che da mesi sta cercando di consentire ai cacciatori di sparare tutto l’anno e pure a specie protette!
La cosa è sconcertante: è sconcertante perché sarebbe una tragedia per molte specie protette, è sconcertante perché sarebbe un pericolo per la popolazione (si potrebbe sparare anche durante le vacanze estive e di notte!), è sconcertante perché questa buffonata salta fuori proprio a poche settimane dalle elezioni regionali di marzo (i cacciatori sono oggi 765.000: cosa non si fa per prendere voti!!), è sconcertante perché l’emendamento è stato proposto dal senatore del Pdl Giacomo Santini che (udite, udite) è stato il relatore della legge comunitaria in materia di caccia e dovrebbe essere pertanto il primo a garantire il rispetto della normativa europea!!! Ricordo inoltre che questo emendamento aveva già ottenuto il parere negativo dagli organismi scientifici e dall’ISPRA, parere che era stato richiesto dalla stessa Commissione del Senato e che era già stato bocciato più volte in precedenza sia dal governo che da varie commissioni parlamentari.
Naturalmente tutte le varie associazioni ambientaliste sono in subbuglio: Legambiente, Wwf, Amici della Terra, Lipu, No alla Caccia, Lav, Associazione Vittime della Caccia, Arcicaccia, ecc…
Ma non è tutto: al Senato è in discussione un’altra legge in materia di caccia, il cosiddetto testo Orsi, che in un primo tempo prevedeva addirittura la possibilità di poter usare il fucile per la caccia anche ai sedicenni!!! Inquietante! Si prevede inoltre di poter sparare dopo il tramonto e sulla neve.
L’argomento è stato trattato anche da Antonio Cianciullo sul quotidiano la Repubblica del 21 gennaio scorso, il quale termina il suo articolo con l’intervento di Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia (http://www.arcicaccia.it): “E’ ripartito il bracconaggio elettorale: è un tentativo per stravolgere la legge quadro sulla caccia introducendo modifiche che rappresentano una minaccia per l’equilibrio ecologico e che metterebbe a rischio una corretta attività venatoria”.
Arrivano le elezioni regionali e per accaparrarsi i voti si cerca di favorire persino i cacciatori: ma, stranamente, a due mesi dalle elezioni il governo non parla più di nucleare e delle aree (già) individuate per costruire le future centrali atomiche. Come mai…?

mercoledì 25 novembre 2009

CACCIA: in Veneto siamo al ridicolo...

Siamo al ridicolo perchè per l'ennesima volta la Giunta Regionale del Veneto approva una nuova delibera (la terza...) per poter cacciare specie protette. Questo che riporto di seguito è il comunicato stampa di oggi di LEGAMBIENTE.


CACCIA: La Giunta regionale del Veneto approva una terza delibera per la caccia in deroga a storno e peppola.
Le associazioni: atto gravissimo, domattina presenteremo richiesta urgente di sequestro e nuovo ricorso al TAR. "Dopo le due recentissime bocciature del TAR Veneto la Giunta riapprova una terza delibera: un atto ingiustificabile e gravissimo" questa l'opinione della associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF dopo aver appreso che su proposta dell'Assessore regionale alla caccia Elena Donazzan, la giunta regionale del Veneto ha approvato una nuova delibera che riapre le cacce in deroga per le specie storno e peppola a partire da mercoledì 25 novembre fino al 31 dicembre 2009.
A seguito, infatti, dei due ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste e animaliste lo scorso 6 novembre era stata bloccata per la seconda volta la caccia alle specie fringuello, peppola, pispola e storno, caccia illegittima come dimostrano le prese di posizione della Commissione Europea e del TAR del Veneto.
Domattina i legali di ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF chiederanno alla magistratura veneta il sequestro d'urgenza della fauna selvatica oggetto di caccia in deroga e depositeranno un nuovo ricorso al TAR del Veneto contro questa terza delibera, Oltre a ciò, concludono le associazioni, abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare la possibilità di presentare una ferma denuncia per abuso in atti d’ufficio nei confronti della Giunta regionale del Veneto e dei suoi assessori.

Da cittadino veneto, non ho davvero più parole di fronte a cotanta arroganza!

lunedì 2 novembre 2009

VENETO: a proposito di caccia....

Riporto integralmente il "comunicato stampa" di Legambiente del 31 ottobre 2009 che lancia un grido d'allarme relativamente alla stagione della caccia nella Regione Veneto e che la dice lunga sul decisionismo dei vari organi in contrasto con leggi e sentenze vigenti, sulla scia di quanto sta accadendo a livello nazionale in campo politico....

LAC - LEGAMBIENTE - LAV - ENPA

COMUNICATO STAMPA


La Giunta regionale del Veneto in seduta straordinaria raggira il decreto del TAR del Veneto che bloccava la caccia agli uccelli insettivori protetti.
Calpestata la legalità per fare l’ennesimo regalo ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori: pronto un nuovo ricorso, in cantiere una denuncia alla Procura della Repubblica.

La Giunta Galan ieri notte 30 ottobre 2009, in orario di chiusura degli uffici pubblici, si è addirittura riunita in seduta straordinaria, niente meno che presso il Genio Civile di Padova, per approvare una delibera fotocopia della precedente sulla caccia ai piccoli uccelli migratori, protetti dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria 409/79/CEE, quali Pispole, Fringuelli, Peppole e Storni.
La Giunta regionale così facendo ha calpestato le decisioni del TAR del Veneto che, proprio il giorno prima con Decreto cautelare n.986/2009 del 29/10/2009, aveva stabilito che “sussiste il requisito dell’immediata gravità e irreparabilità del danno” bloccando la precedente delibera del 6 ottobre 2009 sulla “caccia in deroga”.

Le modifiche apportate rispetto alla precedente delibera sono praticamente inesistenti dal momento che è stato modificato il carniere totale regionale ma non il carniere giornaliero di ogni singolo cacciatore che potrà continuare a cacciare come il giorno prima.

Viene così approvato il “Lodo Galan - bis” che conferisce ai cacciatori dei piccoli uccelli migratori protetti l’immunità dal reato di bracconaggio previsto dalla legge sulla caccia, la 157/92, per chi abbatte specie protette.

In 15 anni di governatorato Galan mai prima d’ora in Veneto si era assistito ad un così solerte intervento in emergenza della giunta regionale come quello sulla caccia in deroga di venerdì notte.

La Giunta regionale invece di affrontare i problemi urgenti dei cittadini come quelli delle migliaia di veneti che hanno perso il posto di lavoro, delle altre migliaia che stanno terminando il periodo di cassa integrazione per poi ritrovarsi disoccupati, degli imprenditori che pur di non chiudere la propria azienda stanno vendendo l’automobile e prosciugando i risparmi in banca per pagare i propri operai, della gente che alla quarta settimana è costretta a rivolgersi alla Caritas per poter mangiare, dell’aria inquinata che ci avvelena tutti, del piano di risanamento dell’aria regionale bocciato dall’Unione Europea e delle sanzioni multimilionarie che dal 2011 dovranno pagare i cittadini veneti, dei piani cave e di risanamento delle acque che nessuno da anni approva a vantaggio di cavatori ed inquinatori, del il piano regionale sui rifiuti, è solertissima nel riunirsi in emergenza per ridare il via libera a quello che nel resto d’Italia è considerato bracconaggio e sanzionato penalmente dalla legge.
Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto ha dichiarato: “Quello utilizzato dalla Giunta Galan è un espediente di bassissimo profilo, sono ricorsi a mezzucci molto scorretti solo per conquistare qualche giorno in più di caccia agli uccelli protetti. Questo è un modo poco onorevole utilizzato per scavalcare le leggi, stupisce che un comportamento del genere venga attuato da una pubblica amministrazione che dovrebbe invece dare l’esempio nel rispetto rigoroso delle leggi. Speriamo che i cittadini veneti che dovranno pagare pesantissime sanzioni dell’Unione Europea per la violazione delle Direttive Comunitarie che tutelano la fauna selvatica, alle prossime elezioni regionali diano il loro contributo per mandare a casa il “soldato” Galan e tutti i suoi compari. Ora con i nostri legali stiamo valutando la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica per eventuali reati a carico della Giunta regionale per mancata ottemperanza alle decisioni del TAR.

Michele Bertucco presidente di Legambiente Veneto ha dichiarato: “La nuova delibera della Giunta regionale sulla caccia in deroga è una decisione scandalosa che si fa beffa del TAR e dell’Unione Europea e soprattutto per le dichiarazioni fatte in precedenza dall’europarlamentare Berlato sembra una decisione presa sotto dettatura della lobby dei cacciatori.”

A breve verrà presentato un ricorso al TAR contro la nuova delibera.

Rovigo, 31 ottobre 2009

Da non credere...

martedì 29 settembre 2009

ITALIA: CACCIA NO LIMITS...

Lo scorso 23 settembre 2009 doveva essere votato alla Camera (durante l’esame della legge comunitaria) l’emendamento presentato da Gianluca Pini (Lega Nord) per stravolgere la famosa legge quadro che regola la caccia in Italia. Come mai? Beh, già più volte l’Unione Europea ha accusato il nostro paese di usare deroghe a raffica per ampliare la stagione di caccia (ed accaparrarsi così anche i voti dei cacciatori…), quindi meglio ritentare ancora ed aumentare le deroghe! Per fortuna, però, l'emendamento è stato ritirato, anche se la discussione è stata solo posticipata ad ottobre: il ritiro è nato dallo scontro tra lega Nord ed ex Alleanza Nazionale. Attualmente la legge in vigore stabilisce che i termini della stagione di caccia “devono essere comunque contenuti tra il 1° settembre ed il 31 gennaio”: la Lega Nord vorrebbe sostituire questa parte con un discorso più generico, ovvero: “I termini devono comunque garantire il rispetto della direttiva 79/409/Cee per le specie in essa tutelate”. Il che vorrebbe dire poter sparare anche in piena estate, durante la stagione turistica, cacciando anche le specie migratorie che volano verso altre zone per riprodursi.
Già non eravamo ben visti dall’Unione Europea per la nostra legge in materia un po’ troppo permissiva (abbiamo già 4 procedure di infrazione…): infatti alcune Regioni (come la Lombardia ed il Veneto) hanno già varato alcune proprie leggi che sono state bocciate dalla Corte costituzionale italiana ed hanno portato il nostro paese nella condizione di infrazione della direttiva comunitaria. Siamo sempre i migliori… Danilo Mainardi, docente di ecologia a Venezia e presidente onorario della Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli, http://www.lipu.it), così come riportato da Antonio Cianciullo sul quotidiano La Repubblica di martedì 22 settembre 2009, afferma preoccupato: “Il rischio concreto è che si apra una stagione segnata da una catena infinita di deroghe che di fatto annullerebbe ogni vincolo. Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano perché il governo, proprio per le polemiche suscitate dai precedenti tentativi, aveva deciso di non inserire la caccia nella legge comunitaria 2009”. Anche Nino Morabito di Legambiente (http://www.legambiente.eu) è preoccupato ed afferma: “Oltre all’emendamento in Comunitaria, in Parlamento pende una seconda minaccia: la legge mille deroghe, voluta da una fazione della maggioranza, equivale ad una dichiarazione di guerra agli animali”.
Sapete qual è stata la spiegazione dei parlamentari della maggioranza di governo che avevano sottoscritto gli emendamenti per modificare la legge quadro sulla caccia? Quella di voler contenere la pressione di animali che si sono moltiplicati in maniera incontrollata, come i cinghiali! Ammettiamo che sia vera l’invasione di cinghiali (mah…) e che possa essere lecito continuarne la caccia, questo però non giustifica il fatto che il nuovo emendamento consenta ai cacciatori di sparare in qualsiasi tempo dell’anno a specie anche in via di estinzione come il fagiano di monte, la pernice sarda, la beccaccia, la moretta o il frullino, tutte a forte rischio di estinzione sia per la loro caccia sfrenata, sia per la distruzione dei loro habitat naturali, sia per il disturbo della loro riproduzione.
Cosa comporterebbe la modifica alla legge sulla caccia? Semplice: aumenterebbe il numero di specie cacciabili (già ora l’Italia, assieme alla Francia, ha il più alto numero di specie cacciabili in Europa…), si potrebbe sparare anche dopo il tramonto, si potrebbe cacciare sulla neve, si potrebbe sparare d’estate con forte rischio per i turisti e per coloro che si trovano all’aria aperta, si potrebbero cacciare specie che stanno migrando verso altre zone per riprodursi.
Insomma un vero disastro, tipico italiano: perché non ci rendiamo conto che stiamo distruggendo tutto? Stiamo distruggendo un habitat che non è nostro, è delle specie viventi che lo abitano (ovvero noi, ma anche animali e piante) e non di una specie in particolare. Già stiamo distruggendo quello che di naturale ci circonda con inquinamento di ogni tipo e cementificazione senza freno, in più vogliamo contribuire alla distruzione totale mettendo in serio pericolo molte specie animali. Sia chiaro: io non sono un cacciatore ma non ho niente contro chi pratica la caccia, però ci sono delle regole comunitarie (giustamente) che devono essere rispettate, sono state fatte proprio per preservare quei loghi e quegli habitat che alcuni paesi (come il nostro) non sono in grado di proteggere. E noi che facciamo? Contribuiamo alla distruzione: gli animali siamo noi e non quelli che vengono cacciati!