giovedì 9 ottobre 2014
venerdì 4 ottobre 2013
Un PATTO MONDIALE per proteggere la terra fertile
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mercoledì 16 gennaio 2013
SEMI DI MAFIA
Nel suo articolo scrive: “L'unica ragione per la quale le colture sono state geneticamente modificate è quella di prendere i brevetti sulle sementi e incassare i diritti d'autore”. Ha ragione: ora si vogliono rivendicare i “diritti di proprietà intellettuale” sui semi, sulla biodiversità e sulle forme di vita, ma i semi non sono un'invenzione ma incarnano milioni di anni di evoluzione biologica e migliaia di anni di produzione degli agricoltori. Bellissimo questo pensiero, che condivido pienamente. Scrive ancora: “Quando le multinazionali rivendicano i brevetti, rivendicano illegalmente caratteristiche che la natura e gli agricoltori hanno evoluto negli anni. Questo non è innovazione né invenzione: è biopirateria”. Infatti quello che l'ingegneria genetaica ha fatto finora è stato quello di inserire nelle piante le caratteristiche tossiche dela tossina Bt e della resistenza agli erbicidi (un articolo delle rivista "Environmental Sciences Europe" ha dimostrato che dal 1996 – anno in cui sono state introdotte – ad oggi le colture geneticamente modificate hanno comportato ad un aumento dei pesticidi del 7%!). Come dice lei stessa, l'unico modo che le aziende hanno per spingere i semi OGM agli agricoltori è distruggere le alternative: lo fanno bloccando la produzione pubblica degli agricoltori, bloccando le aziende locali con accordi di licenza e rendendo i semi locali illegali mediante concessione di licenze obbligatorie e istituendo leggi di registrazione. Non è facile contrastare tutto ciò, si sta cercando di farlo con un'alleanza globale dei cittadini per la libertà delle sementi, per dire no ai brevetti e alle leggi sulle sementi che promuovono i semi industriali. LE SEMENTI SONO IL PRIMO ANELLO DELLA CATENA ALIMENTARE E LE GUERRE DEI SEMI STANNO PORTANDO A GUERRE ALIMENTARI. LE GUERRE DEI SEMI E DEL CIBO STANNO DIVENTANDO GUERRE DI CONOSCENZA.
C'è da ricordare che gli scienziati indipendenti che fanno ricerca di alta qualità su biosicurezza, salute ed impatto ambientale degli OGM vengono attaccati da una mafia organizzata che lavora per l'industria spacciandosi per scienza. Mi sento di concludere dicendo che non abbiamo bisogno di tutto ciò, non abbiamo bisogno delle colture OGM, e di pesticidi ce ne sono già abbastanza! Abbiamo bisogno di mantenere e conservare ciò che abbiamo, nel rispetto della salute di tutti noi e dell'ambiente in cui viviamo.
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domenica 23 novembre 2008
OGM all’assalto del biologico
Ed, invece, le cose sono andate diversamente: la Commissione ha ignorato il voto addirittura dello stesso Parlamento europeo, una cosa incredibile, considerate anche le molte voci di protesta che si erano sollevate da più parti. Credo proprio abbia ragione il sig. Carlo Petrini quando dice che: “L’unica spiegazione che mi sono dato è veramente sgradevole. Ha a che fare con la volontà politica di danneggiare ancora una volta le produzioni sostenibili e di qualità, favorendo le lobby del ‘tanto peggio tanto meglio’, economicamente potentissime, che nella mancanza di rigore normativo non possono che proliferare”.
Naturalmente questa nuova normativa sarà una batosta per l’agricoltura biologica europea ma, soprattutto, italiana: nel 2007 nel nostro paese sono stati coltivati a biologico 1.150.000 ettari di terreno impiegando oltre 50.000 operatori (di cui più di 43.000 sono produttori). E qui riporto un altro passo dell’articolo di Petrini: “La difesa dell’autentico made in Italy, della qualità e della tipicità dei nostri prodotti, del senso stesso della dieta mediterranea, passa dalla difesa delle produzioni biologiche, passa dalle mani di quanti creano profitto e benessere, nel senso più completo, senza danneggiare il pianeta. Ebbene, sembra che questi signori nessuno abbia voglia di proteggerli. Per lo meno non a Bruxelles”.
Ha ragione lo stesso Petrini quando dice che dovremmo essere superiori: anche se dal 1° gennaio 2009 entrerà in vigore la nuova normativa, i coltivatori italiani di biologico dovrebbero continuare ad essere “completamenti liberi da OGM”, lasciando la percentuale dello 0.9% ad altri coltivatori scellerati. In tale maniera non si correrebbero rischi di procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea, si correrebbe il rischio di fare la figura di quelli che all’agricoltura biologica tengono davvero (e sarebbe una bella figura), e si garantirebbe la massima trasparenza delle informazioni ai consumatori.
Concludo con la parte finale dell’articolo di Petrini, chiarissima e che descrive alla perfezione quello che potrebbe succedere: “Altrimenti tutti noi dal 1° gennaio 2009 avremo una ragione in meno per comprare biologico, da qualunque parte dell’Europa esso provenga. E l’unico biologico di cui potremo ancora fidarci sarà quello dei paesi più poveri, quello che producono biologico per forza (e dunque per davvero) e non per regolamento”…
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giovedì 30 ottobre 2008
CIBI OGM: paure e informazione
E' stata condotta un'intervista inerente i cibi OGM, fatta dall'Istituto Nazionale Ricerche Demopolis tra l'1 e il 10 ottobre 2008 su un campione di 1.510 cittadini italiani: dall'intervista risulta che il 65% degli intervistati è contrario ai cibi OGM in funzione dei rischi per la propria salute e il 13% è contrario in quanto danneggiano la produzione di qualità, per un totale di ben il 78% di contrari! Solo il 4% è completamente d'accordo, mentre il 18% è d'accordo ma solo se fosse accertata l'assenza di rischi per la salute e l'ambiente. I risultati dell'intervista (visibili nell'immagine allegata) sono stati oggetto di dibattito nel corso del convegno "OGM e mass media in Italia" che si è tenuto alcuni giorni fa a Roma. Nel corso del convegno è stato presentato il rapporto Mediabiotech, curato dalla docente di Linguistica Grazia Basile, in collaborazione con Simona Galasso e Maria Teresa Valenti: tale rapporto ha preso in considerazione la stampa "generalista", la stampa di opinione, i periodici ed alcune trasmissioni televisive e radiofoniche. Dal rapporto è emerso che i giornali dedicano poco spazio alla spiegazione degli OGM e, quando ne dedicano qualche spazio, non vengono riportate le fonti delle informazioni. Lo scopo del rapporto è stato quello di evidenziare la scarsa preparazione delle persone in tema di OGM e che la maggior parte delle persone è "spaventata" ma senza averne una motivazione fondata, diciamo per una fobia generale. Secondo il rapporto, quindi, il dibattito sugli OGM è ancora troppo specialistico, poco idoneo ad informare e coinvolgere, nonchè poco efficace.Posso essere d'accordo sul fatto che ci sia poca informazione in merito, e questo è un grave handicap, ma non credo che la gente sia così spaventata senza essere informata, avrà i suoi buoni motivi: tuttavia, sempre dall'intervista è emerso che il 92% degli intervistati vorrebbe avere maggiori informazioni dai mass-media, il 40% vorrebbe più informazioni su cibo e salute dai quotidiani, il 29% dai periodici, il 21% dalla radio, il 78% dalla TV ed il 18% da internet.
Io sono fermamente contrario agli OGM: per questa mia posizione mi sento di darvi come riferimento il sito http://www.liberidaogm.org.
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domenica 25 novembre 2007
Prende piede l'AGRICOLTURA BIODINAMICA
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4:20 PM
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giovedì 1 novembre 2007
OGM: l'Italia chiede il bando UE
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