martedì 29 maggio 2007

Siviglia: ecco l'impianto fotovoltaico più grande d'Europa!

Quello che vedete in foto è l'impianto fotovoltaico più grande d'Europa: si trova a Sanlucar (nei pressi di Siviglia), è entrato in funzione lo scorso mese di aprile ed è il primo pezzo del più grande progetto di energia solare europeo. Attualmente soddisfa 6.000 abitazioni ma nel 2013, quando saranno completati gli altri 8 impianti previsti, la centrale sarà in grado di servire tutte le 180.000 case e i 600.000 abitanti di Siviglia! L'impainto, che si trova nella campagna ad ovest della città, è costituito oggi da oltre 600 pannelli a specchio della superficie cadauno di 120 mq che riflettono i rggi solari su una torre centrale alta più di 100 metri: dietro all'apertura sulla cima di questa torre vi è una caldaia dove l'acqua, alimentata con i raggi specchiati dai pannelli, si trasforma in vapore; il vapore aziona quindi una turbina che genera elettricità. Questa è la tecnologia a torre del solare termico! La centrale è stata costruita (e sarà completata) da lla scoietà spagnola Abengoa, per un investimento complessivo di 1.200.000.000 di euro!!! Proprio per l'elevatissimo costo, Abengoa ha pensato di costruire altri impianti nelle vicinanze per creare un'unica vasta centrale fotovoltaica, riducendo così il costo di produzione dell'energia fin verso i 13 centesimi di dollaro a chilowattora e vicino alla soglia competitiva dei 10 centesimi: attulamente l'impianto produce una potenza di 11 megawatt, ma l'impianto finale ne produrrà ben 300! Certo, alla città di Siviglia la centrale di Sanlucar di notte non serve per la mancanza di luce: attualmente si riesce infatti ad immagazzinare vapore e a far girare le turbine per un'ora dopo il tramonto, però è già positivo che il funzionamento diurno (in una zona così calda ed assolata) consenta di non emettere in atmosfera 600.000 tonnellate di CO2 l'anno!

Energie rinnovabili: Toscana in prima linea!

La regione Toscana si sta rivelando in prima linea per quanto riguarda l'impiego di fonti rinnovabili per la produzione di energia, in particolare per l'eolico e le biomasse. Per quanto riguarda l'eolico, già due paesi in provincia di Pisa si sono espressi in maniera schiacciante (tramite referendum) a favore delle pale eoliche: nel paese di Monteverdi addirittura l'89% dei votanti ha detto di sì all'eolico!!! Finalmente! Per quanto riguarda le biomasse, la Toscana possiede 1.000.000 di ettari di boschi e 200.000 ettari di terreni destinati a vigneti, oliveti e frutteti: con i residui dei tagli e delle potature si potrebbe riscaldare il 15% della case toscane! Proprio in questi prossimi 10 anni 400.000 toscani abiteranno in case riscaldate con energia proveniente da biomasse. A Siena invece verranno presto messi in circolazione i primi autobus a girasole, riducendo del 40% rispetto al gasolio le emissioni di ossido di carbonio: per questo, 150 ettari di terreno saranno coltivati a girasole con interessamento di 5 aziende. Buone notizie arrivano comunque anche da alcune città del Nord Italia, in particolare per quanto riguarda il teleriscaldamento: si tratta di un sistema di impianti di produzione di calore che distribuiscono acqua calda agli edifici della città già allacciati per uso riscaldamento ed acqua igienico-sanitaria (tali impianti non necessitano di caldaie a combustibile, come gasolio o gas metano, ma di semplici processi naturali senza emissioni di gas serra). A Milano, l'impianto Aem produce calore riutilizzando il vapore acqueo prodotto dalla fine del ciclo della produzione di energia nella centrale termoelettrica di Cassano d'Adda: il vapore, tramite uno scambiatore di calore, riscalda l'acqua con la quale viene alimentata la rete di teleriscaldamento per le utenze cittadine: ad oggi, 1.400 appartamenti usufruiscono di tale servizio per una potenza impiegata di 18 megawatt, che saranno però presto estesi a 50 megawatt consentendo un risparmio di 6 milioni di mc di gas metano e una riduzione di 8 tonnellate di ossidi di carbonio e di 12 tonnellate di CO2! A Torino, è stato inaugurato un anno fa l'impianto di cogenerazione da 390 megawatt presso la centrale di Moncalieri che permetterà di estendere la rete di teleriscaldamento nel capoluogo piemontese dal 28% al 40% della città: l'avvio dell'impianto ha fatto diminuire del 76% la produzione di polveri sottili nelle zone della città servite dal teleriscaldamento! Anche Genova si è munita di una centrale per il teleriscaldamento: si tratta di quella di Sampierdarena che serve tre quartieri nella zona ovest della città. Insomma, una serie di esempi positivi per la lotta all'inquinamento atmosferico e la salvaguardia del nostro ambiente: esempi che, speriamo, siano presto perseguiti da moltre altre zone/città italiane. Il cambiamento climatico è ormai una realtà: la sua accelerazione repentina è senza ombra di dubbio favorita dalle attività umane, dunque se non vogliamo che l'atmosfera si rivolga contro di noi facciamo qualcosa per invertire la rotta...

Cambiamento climatico: ananas in Valpadana!!!

Proprio in conseguenza del cambiamento del clima che sta interessando anche l'Italia, la nostra agricoltura si sta adeguando alle nuove condizioni climatiche, in particolare al caldo e alle siccità che sempre più colpiscono il nostro paese negli ultimi anni. Infatti, perchè continuare a puntare su colture che hanno bisogno di gran quantità d'acqua (patate, mais, verdure, ecc...) quando invece le nostre estati sono sempre più secche e di acqua ce n'è sempre meno? Già in Europa il cambiamento del clima ha portato alla coltivazione di vite da champagne in Inghilterra, il grano sta prendendo piede in Svezia e Norvegia (che vengono considerate i granai europei del futuro!), l'ulivo sta risalendo le Alpi, ecc... Per quanto riguarda l'Italia i prodotti tradizionali stanno risentendo soprattutto della scarsità d'acqua, in particolar modo in Valpadana: le pesche avranno per questo un gusto più amaro e il radicchio rosso si presenterà più sbiadito. Per questo alcuni prodotti tipici del posto saranno sostituiti con prodotti più esotici che resistono meglio alle ondate di calore e alle siccità sempre più intense e frequenti: ad esempio, tra Catania e Taormina negli ex agrumeti sono stati impiantati (con successo) l'avocado, la feijola (frutto sudamericano) e il mango indiano! Un altro pregiato frutto sudamericano, l'annona cerimonia dalle Ande, è ora coltivato in 650 piante in provincia di Reggio Calabria. Sempre al Sud Italia hanno preso piede la guava delle Hawaii (altro frutto esotico) ed il banano asiatico, mentre in Valpadana si sta addirittura sperimentando l'ananas africano, a suo agio nei terreni secchi!!! Vari cambiamenti in agricoltura anche in Piemonte: nelle colline del Monferrato alcuni campi a vite sono stati sostituiti dal nocciolo con grande successo, mentre in provincia di Alessandria le bietole sono state sostituite dalle arachidi (che non necessitano di alcuna irrigazione!) tanto che la loro coltivazione passerà da 250 ettari a ben 10.000 ettari entro la fine dell'anno! Confidiamo, finalmente, nelle nuove politiche agricole italiane: era ora che qualcosa si muovesse per ottenere migliori risultati agricoli in termini di qualità e soprattutto di risparmio economico. La strada è lunga, certo, ma in un paese statico come il nostro è già un buon risultato che qualcosa si muova, speriamo ora in un'accelerazione dei cambiamenti....

Alaska: S.O.S. sprofondamento villaggio!

Un pò di settimane fa vi avevo parlato di un'altra consegunza legata al riscaldamento globale, ovvero lo scioglimento del permafrost, quello strato di terreno costantemente gelato presente alle latitudini elevate che nei decenni e nei secoli ha consentito la costrzuione su di esso di intere città! Ma ora, proprio l'aumento costante di temperatura ha cominciato a preoccupare tali aree: anzi, per Newtok, villaggio di 315 persone dell'Alaska occidentale, il timore si è già tramutato in realtà perchè... il villaggio sta sprofondando! Le temperature sempre più elevate e le acque più calde dell'oceano fanno sì che il ghiaccio marino che protegge la costa si formi sempre più tardi durante l'anno e per meno mesi, consentendo alle onde marine di staccare pezzi sempre più grossi di terra non più gelati. Ora il villaggio è invaso dal fango ed è diventato un'isola, circondato a sud dal fiume Ninglick (che si sta allargando a dismisura) e a nord da una palude: così Newtok, posta sotto il livello del mare, sta sprofondando e in 10 anni potrebbe essere scomparsa!!! Il corpo genieri dell'esercito ha calcolato che spostare il villaggio costerebbe ben 130 milioni di dollari proprio a causa del posto isolato in cui si trova, della topografia difficile della zona e del clima inospitale, il che vorrebbe dire una spesa di circa 413.000 dollari per ogni abitante del villaggio! Ma, naturalmente, l'Amministrazione americana si sta rivelando insensibile al problema (mi sarei stupito del contrario...): sabato scorso, la portavoce della Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Bush ha stanziato a tal scopo 1 milione di euro (su 130 necessari)!!! Un chiaro (!) esempio di come combattere il cambiamento climatico in corso....: con il menefreghismo!

Petrolio: i regali dello Stato alla raffineria di Moratti....

Ho trovato un'interessante (ed inquietante!) inchiesta su La Repubblica di sabato 26 maggio realizzata da Carlo Bonini e Walter Galbiati intitolata "Quei milioni dello Stato alla raffineria di Moratti". L'inchiesta riguarda la raffineria di petrolio di Sarroch (cittadina posta a 25 km da Cagliari, sulla costa sud-orientale della Sardegna), che è la più grande raffineria del Mediterraneo e che è di proprietà della famiglia Moratti (quella dell'Inter...): ben 15 milioni di tonnellate di greggio lavorate ogni anno (corrispondenti a 300.000 barili al giorno) pari ad 1/4 della capacità di raffinazione italiana. Si tratta del cuore dell'azienda di famiglia Saras: da essa "pompano" varie compagnie di carburanti come Shell, Eni, Total, Tamoil, Q8, ecc... Fin qui nulla da eccepire: quella che inquieta (e che è il centro dell'inchiesta) è che lo Stato italiano ha versato all'azienda negli utlimi 10 anni ben 200 milioni di euro, elargiti a fondo perduto attraverso tre "Contratti di Programma" (denominati Saras I, Saras II e Saras III), programmi firmati dai vari presidenti che negli anni si sono succeduti alla guida del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), equamante distribuiti tra centro-destra e centro-sinistra (Carlo Azeglio Ciampi, Vincenzo Visco, Domenico Siniscalco, Mario Baldassari, Giancarlo Pagliarini e.... Giulio Tremonti!). Con questi 200 milioni di euro sono stati rinnovati gli impianti dell'azienda consentendone la quotazione in Borsa e traendone naturalmente ulteriori benefici: si tratta di oltre 2 miliardi di euro di cui 1.700.000.000 di euro percepiti da Massimo e Gian Marco Moratti e soltanto 360.000.000 di euro elargiti al gruppo! Ricordiamo che i "Contratti di Programma" vengono fatti dallo Stato per incentivare le imprese a realizzare progetti strategici in aree depresse in periodi di transizione ed il loro valore viene misurato nella creazione di nuovi posti di lavoro. Tra il 1995 e il 2004 la Saras di "Contratti di Programma" ne ha sottoscritti ben 3, un caso unico in Italia (poche altre aziende ne hanno beneficiato, come Eni e Fiat): in base ai contratti solo una parte degli investimenti sarebbe dovuta essere impiegata nella sistemazione della raffineria mentre un'altra parte sarebbe dovuta andare in investimenti collaterali per progetti di ricerca. Alla data odierna, solo Saras I si è chiuso mentre gli altri due contratti devono ancora essere sottoposti alla verifica finale del raggiungimento degli obiettivi (dopo di chè nel bilancio dell'azienda tali finanziamenti pubblici passano dalla voce "debiti verso lo Stato" a voce di "sovvenzioni a fondo perduto"). Tirando le somme, si è evidenziato che Saras per ristrutturare la raffineria ha speso in totale 508,5 milioni di euro di cui ben 197,17 elargiti dallo Stato; nelle attività collaterali per progetti di ricerca (che l'azienda non avrebbe mai fatto senza l'aiuto dello Stato) la Saras ha investito 83,8 milioni di euro dei quali ben 58,2 milioni ricevuti in agevolazione, quindi con una spesa netta di appena 25,6 milioni di euro!!! Credo che la famiglia Moratti abbia speso volentieri 25,6 milioni di euro sapendo di riceverne 197,17 dallo Stato! Ricordiamo infine che i "Contratti di Programma" hanno creato alla Saras 269 posti di lavoro: ebbene, ogni singolo posto di lavoro è costato allo Stato italiano tra 400.000 e 1.000.000 di euro, quando per i "Contratti di Programma" sottoscritti con altre società si era arrivati al massimo a 166.000 euro!!! Ecco come viene sprecato il denaro dei cittadini italiani...

sabato 26 maggio 2007

Riscaldamento globale: l'Oceano Antartico assorbe sempre meno CO2!

Proprio a causa del riscaldamento globale in corso, l'Oceano Antartico è sempre meno in grado di assorbire la famigerata CO2 prodotta dalle attività umane. Secondo gli studiosi, il cambiamento climatico in atto sulla Terra ha portato l'Oceano Antartico a diventare sempre più ventoso, cosicchè le sua acque sempre più agitate non sono in grado di assorbire la CO2 al passo con le grande quantità in cui viene prodotta! Si pensa che le stime di aumento termico terrestre fatte dall'IPCC siano addirittura ottimiste e che i cicli di reazione climatica si svilupperanno tra i 20 e i 40 anni prima di quanto previsto: una maggiore presenza di CO2 nell'atmosfera ne causa il suo riscaldamento il quale, a sua volta, fa sì che gli oceani emettano più CO2 del normale. I bacini di raccolta di carbonio della Terra assorbono normalmente circa la metà di tutte le emissioni di CO2 prodotte dall'uomo: l'Oceano Antartico, essendo uno dei più grandi, ne assorbe circa il 15%. In condizioni normali, il gas si dissolve nell'acqua di superficie dell'oceano e viene immagazzinato al freddo in profondità dove viene trattenuto più a lungo che se restasse in superficie: proprio l'aumento del vento nell'Antartico ha consentito un rimescolamento delle sue acque facendo sì che gli strati più freddi e profondi (ricchi di CO2) salissero in superficie rilasciando la CO2 nell'aria! Sembra che l'Antartico sia ormai saturo di CO2!!! Si è arrivati a tale conclusione analizzando i dati provenienti da una rete di 40 campionatori d'aria posizionati in vari punti della Terra, di cui 11 nell'Oceano Antartico: lo studio è stato effettuato da un gruppo di ricercatori dell'University of East Anglia. Dallo studio è emerso che negli ultimi 24 anni la quantità di CO2 presente nell'Oceano Antartico è rimasta immutata, nonostante le emissioni di CO2 siano nel frattempo aumentate sulla Terra del 40%: gli scienziati si aspettavano che fosse aumentata anche la quantità di Co2 presente nell'oceano, ed invece ecco la sorpresa (l'oceano ne assorbe sempre meno). Ci mancava solo questa...

mercoledì 16 maggio 2007

Riscaldamento globale: idee folli per limitarlo...

Si sta facendo un gran parlare su come poter combattere il riscaldamento terrestre in atto. A tal proposito continuo a leggere su varie riviste scientifiche e non le idee più disparate per poter combattere l'effetto serra. Ve ne riporto alcune a titolo di informazione:
1) isole artificiali di ghiaccio: piattaforme a energia eolica posizionate sul Mare Artico aspirano acqua marina e la nebulizzano. L'acqua nebulizzata si congela e si continua fino a raggiungere un'isoletta dell spessore di 7,5 metri: a primavera gli isolotti si sciolgono liberando acqua salata in circolazione la quale servirebbe così a stabilizzare la Corrente del Golfo (l'acqua disciolta fredda e salata spingerebbe in profondità quella calda della Corrente del Golfo, diminuendo il riscaldamento dell'Europa);
2) microrganismi mangiatori di CO2: delle navi gettano in mare un fertilizzante a base di solfato di ferro per sviluppare il fotoplancton che, a sua volta, assorbe la CO2 disciolta nell'acqua; lo zooplancton divora poi queste alghe generando escrementi che si depositano sul fondo dell'oceano;
3) scudo di zolfo: lo zolfo viene stipato in bombole sottoforma di idrogeno solforato, il quale viene portao a 20 km di quota da palloni aerostatici. Qui l'idrogeno solforato reagisce con i gas dell'aria formando uno scudo di aerosol che riflette in parte i raggi solari;
4) stoccaggio di CO2 nel sottosuolo: immettere la CO2 scaturita dalla combustione di petrolio, gas o carbone nel sottosuolo proprie nelle miniere o nelle falde dove in origine si trovavano tali combustibili fossili;
5) ombrello spaziale: lanciare in quota 20 milioni di contenitori contenenti ciascuno 800.000 dischi forati. Tali dischi, una volta liberati, si dispongono nello spazio fino a formare un gigantesco schermo solare in grado di deviare in parte la luce solare;
6) navi sparavapore: delle navi assorbono acqua dall'oceano grazie ad energia ricavata dal vento o dal mare. L'acqua aspirata viene poi vaporizzata e il vapore prodotto contribuisce alla formazione di nubi che riflettono in parte i raggi solari;
7) nube lunare: costruire impianti sulla Luna che sparano la polvere nello spazio. La polvere forma una nuvola 5 volte più larga della Terra che si sovrappone tra essa ed il Sole, raffreddando il nostro pianeta.
Insomma, una lunga serie di idee pazze (ma davvero pazze), degne solamente di qualche trasmissione televisiva a premi! Sinceramente, spero che ogni singola soluzione di questo tipo non sia mai presa in considerazione vista che ci sono molte altre maniere per poter contribuire alla lotta all'effetto serra e al conseguente riscaldamento globale. Sciegliere una di queste soluzioni vorrebbe dire dare il proprio appoggio all'attuale situazione economico/politica e alla dipendenza della popolazione umana dai combustibili fossili. Non è questo che vogliamo: non vogliamo continuare a produrre CO2 e, per combattere il surriscaldamento terrestre, cercare di respingere indietro i raggi solari. Lasciamo pure che i raggi solari arrivino alla Terra come succede da oltre 4 miliardi di anni (da quando cioè esiste la Terra): piuttosto cerchiamo di abbattere le emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra. Energie rinnovabili, impianti solari od eolici, risparmio energetico, mai sentito parlare?

ANTARTIDE: S.O.S. scioglimento ghiacci....

Sono numerosi gli articoli che ho pubblicato in questi ultimi mesi sullo scioglimento inesorabile dei ghiacci sull'Artico, al contrario di quelli antartici che invece rimanevano stabili. Giunge però oggi una notizia che non fa molto piacere: alcune foto satellitari della NASA (come quella allegata) mostrano che anche qui al Polo Sud alcun aree si stanno sciogliendo. Le nuove immagini mostrano che lo scioglimento del ghiaccio si sta manifestando in un'area in cui questo fenomeno era stato considerato improbabile... Si tratta dello scioglimento più significativo riscontrato al Polo Sud dai satelliti negli ultimi 30 anni!! Il fenomeno riguarda non solo le aree costiere, ma anche l'entroterra e quelle di alta quota (vedi aree in giallo-arancio) dove sembrava appunto impossibile!!! Tale scoperta è avvenuta grazie ai dati raccolti da uno scatterometro satellitare che ha permesso di distinguere le aree in cui il ghiaccio è più recente da quelle in cui è presente da più anni: lo scioglimento del 2005 è stato così intenso che si è creata un'area molto estesa in cui l'acqua è poi ricongelata. Per fortuna il fenomeno non è durato abbastanza per consentire all'acqua di raggiungere il mare o di infilarsi nelle fenditure del ghiaccio ove poi, ricongelandosi, avrebbe spaccato la superficie facendo precipitare enormi ammassi di ghiaccio. L'allarme è lanciato... E' notizia di questi giorni anche dello scioglimento inesorabile dei ghiacci alpini in Valle d'Aosta: tra il 1975 ed il 1999 si sono trasformati in acqua 34 km cubi di ghiaccio (dati ottenuti grazie ad un volo ortofotogrammetrico), mentre la paura è che dal 1999 al 2005 i ghiacciai si siano ridotti di altrettanto dopo il susseguirsi di estati caldissime e di inverni avari di precipitazioni nevose. Abbiamo ancora qualche dubbio sul cambiamento climatico in corso e sul fatto che questo sia accelerato dalle attività umane? Io sinceramente no e mai ne avevo avuti...

Ecco le centrali elettriche più inquinanti d'Europa!

Un pò di tempo fa vi avevo parlato delle centrali elettriche più inquinanti d'Italia (scoprendo che le prime 10 erano quasi tutte centrali Enel a carbone...), ma ora vediamo quali sono quelle più inquinanti d'Europa. Queste nel 2006 hanno prodotto ben 393.000.000 di tonnellate di CO2, oltre il 10% delle emissioni inquianti dell'Unione Europea! Le centrali più inquinanti sono quelle greche di Agios Dimitrios e di Kardia (entrame di proprietà della DEI, l'azienda elettrica pubblica greca), seguite da 5 centrali tedesche (4 delle quali appartenenti al colosso RWE). La maggior parte degli impianti inquinanti si trova comunque tra Gran Bretagna e Germania (10 centrali a testa) che nella maggior parte dei casi fanno parte delle più grandi agenzie elettriche come la tedesca RWE, la svedese Vattenfall, la francese EDF e la tedesca EON. In totale sono 30 in Europa le centrali che inquinano di più sia per quantità di CO2 immessa in atmosfera sia per emissioni dovute a mal funzionamento durante il processo di produzione. Per l'Italia c'è la centrale Enel di Brindisi, che occupa la 25° posizione per le emissioni da mal funzionamento e addirittura il 9° posto per CO2 emessa in atmosfera. Quasi la totalità di queste 30 centrali è alimentata a carbone (come avveniva durante l'era industriale di due secoli fa!): le prime 10 utilizzano una lignite ad alta emissione di CO2 ed in totale hanno emesso 39.500.000 tonnellate di CO2 oltre a quanto previsto dalle regolari concessioni! Qualcosa dunque non torna: si continua a parlare (giustamente e necessariamente) di energie rinnovabili e di lotta al'effetto serra ma alla data odierna la situazione è come quella di alcuni anni fa. Putroppo si continua a parlare anche di nucleare... Ed è notizia di questi giorni che sarà sperimentato prossimamente in Sardegna (forse nel Sulcuis) un impianto di produzione di energia elettrica alimentato... a carbone: la novità sta che si tratterà di carbone "pulito" (!) in quanto l'anidride carbonica sprigionata dalla combustione del carbone (estratto in Sardegna) sarà immagazzinata nel sottosuolo proprio nelle miniere di carbone scavate!!! Come sempre succede in Italia, si tende a risolvere il problema dal lato inverso: lasciamo pure che il vento sardo (sempre così impetuoso) sconquassi i boschi anzichè le pale eoliche e utilizziamo il carbone, alla faccia delle energie rinnovabili!!!

Combattere l'effetto serra: il buon esempio delle città...

E' in corso a New York il "C40 Climate Summit" per approfondire il discorso sul cambiamento climatico in corso: nessuno mette in dubbio che ci sia un cambiamento climatico dovuto probabilmente ad un ciclo naturale, ma si punta sul fatto che l'uomo e le sue attività stanno accelerando questo cambiamento scatenando sul nostro pianeta fenomeni meteo violenti con gravissimi danni alle popolazioni e alle loro economie. Lo scopo del Summit è quello di creare delle soluzioni intelligenti da attuare nelle grandi città del mondo per poter dare un contributo al taglio delle emissioni di gas serra in atmosfera: per tale motivo si sono riuniti a New York 250 rappresentanti delle metropoli più grandi della Terra. Perchè le città? Perchè queste, pur occupando solo l'1% della superficie della Terra, ospitano ben la metà della popolazione mondiale e addirittura consumano i 3/4 dell'energia del pianeta!!! Si cerca ora di prendere spunto da politiche di successo già attuate in alcune grandi città. Vediamole:
1) Toronto (Canada): usando le acque a bassa temperatura del Lago Ontario si produce aria condizionata per 51 palazzi della città, con un taglio di emissioni di CO2 di 79.000 tonnellate all'anno;
2) Portland (USA): ottimizzando i tempi di 135 semafori si è fatto risparmiare ai veicoli cittadini ben 6.500.000 litri di benzina all'anno, con un taglio annuo delle emissioni di CO2 di 15.460 tonnellate;
3) Ann Arbor (USA): dal 2005 tutte le lampadine stradali sono state sostituite con quelle a basso consumo, tagliando 2.200 tonnellate di CO2 all'anno;
4) Barcellona (Spagna): è la prima città europea ad obbligare per legge i nuovi palazzi e quelli in ristrutturazione a montare impianti ad energia solare per fornire almeno il 60% dell'acqua calda;
5) Copenaghen (Danimarca): installate nella penisola dello Jutland 80 turbine a vento off-shore (che producono il 150% in più di energia rispetto a quelle su terra) che alimentano 150.000 case;
6) Stoccolma (Svezia): ha la più alta concentrazione di "auto pulite" in Europa (cioè quelle che utilizzano carburanti ibridi o ricavati da energie rinnovabili): grazie agli incentivi per l'acquisto di tali auto, si sono tagliate 100.000 tonnellate di CO2 all'anno;
7) Dongtan (Cina): diventerà la prima eco-città al mondo in quanto sta già ricavando energia solo da energie rinnovabili come bio-carburanti, vento, pannelli fotovoltaici e rifiuti;
8) Melbourne (Australia): il municipio della città (che ha ricevuto anche molti premi architettonici) ha le pareti esterne ricoperte di pannelli solari che si muovono durante il giorno per intercettare la luce, ed è inoltre dotato di un sistema di pulizia e di un sistema d'uso dell'acqua piovana!
Ora anche New York si sta dando da fare: obbligo di costruire case che risparmino energia, piantumazione di un milione di alberi, creazione di 290 nuovi parchi giochi per bambini e coltivazioni di cozze sulle rive dell'Hudson e nella baia per ripulire le acque inquinate.
Insomma, le nostre città italiane hanno tutto da imparare (per la cronaca al Summit era presente per l'Italia la città di Roma nella veste dell'assessore all'ambiente Dario Esposito). Speriamo che al suo ritorno in Italia possa fornire buone idee in merito...

EFFETTO SERRA: l'UE boccia il piano dell'Italia!

Non mi stupisce più di tanto (anzi me l'aspettavo....) il fatto che l'Unione Europea abbia bocciato il piano del governo italiano sull'assegnazione delle emissioni di gas serra per il periodo 2008-2012. Certo, l'Italia non è stata l'unica ad essere bocciata (ben 19 stati su 22 hanno visto respinto il loro piano mentre si sono salvati solo Gran Bretagna, Slovenia e Francia...), ma la situazione è preoccupante. Come sempre ci facciamo conoscere come il paese dei furbetti: infatti, l'Unione Europea chiede all'Italia un ulteriore taglio del 6,3% alle emissioni annue autorizzate (la linea europea era da tempo fissata in 195 milioni di tonnellate di CO2 all'anno mentre l'Italia ne ha proposte 209....), chiede all'Italia di inserire nel piano emissioni anche gli impianti di combustione (come hanno fatto gli altri paesi europei e che invece il nostro paese ha escluso....) e chiede all'Italia anche di ridurre la quota di energia pulita prodotta nei paesi in via di sviluppo ed importata e quindi emessa in casa propria (l'Italia aveva fissato tale quota al 25% contro il 14,9% fissato dall'UE....). Insomma, la situazione rimane sempre quella: tutti continuano a dirci di sfruttare le fonti di energia rinnovabile di cui siamo ben forniti (solare, eolico, biomasse e geotermia) e noi non lo facciamo, si continua imperterriti a puntare quasi esclusivamente sui combustibili fossili (si progettano rigassificatori per accaparrarsi più gas metano, si continua a puntare sulle centrali a carbone, si continua addirittura a puntare al pur rinnovabile idroelettrico pur sapendo il forte rischio siccità a cui ormai l'Italia va spesso incontro). A ciò si aggiungono le squallide (permettetemi questo aggettivo) dichiarazioni di Confindustria che, alla faccia della difesa dell'ambiente, non approva quanto stabilito dall'UE perchè "Così si danneggia l'economia"!!! Purtroppo si ricade sempre sul lato economico: ciò che interessano sono sempre e soltanto i soldi, niente altro, quasi a farci capire che non ci deve preoccupare se il cambiamento climatico in corso sta avendo ripercussioni anche sull'Italia (eventi alluvionali intensi, gravissime siccità, mancanza di neve e pioggia, ecc...), l'unica preoccupazione è che non si fermi l'industria italiana! Le energie rinnovabili? Un tabù per l'Italia, perchè investire milioni di euro su impianti solari ed eolici quando possiamo benissimo sfruttare petrolio, carbone e gas provenienti dall'estero? Già, perchè? Dopo tutte queste domande, me ne vengono delle altre:
1) perchè, visto che il problema effetto serra esiste ormai da anni, tutti i soldi che si sono spesi ultimamente per costruire centrali a carbone non sono stati spesi per impianti ad energia rinnovabile?
2) perchè esistono addirittura delle frangie (politiche e non) che spingono per non puntare sul solare e sull'eolico perchè non sarebbero fonti durature?
3) perchè, pur sapendo delle gravissime siccità a cui è ormai sottoposta l'Italia, in questi ultimi anni si è puntato solo suòl'idroelettrico come fonte di energia rinnovabile?
Perchè? Perchè? Perchè? A queste domande mi vengono delle semplici risposte: compagnie petrolifere, Enel, interessi sottobanco, oro nero, quante potrebbero essere.... Perdonatemi, ma l'ipocrisia che trovo nell'apparato industriale e politico italiano mi fa davvero rabbrividire.
Rabbrividisco nel vedere la nuova pubblicità di ENI (Ente Nazionale Idrocarburi) i cui prodotti sono i primi responsabili delle emissioni di CO2 in atmosfera ma, tramite le "24 regole salva-energia", viene a consigliare a noi comuni cittadini come poter contribuire al risparmio energetico (come usare lampadine a basso consumo, non lasciare la lavatrice in stand-by, usare il condizionatore un'ora in meno, avere una velocità moderata in auto,ecc...). Delle due cose l'una: o ENI considera sottosviluppato il cervello di noi cittadini italiani prendendoci in giro con questo decalogo oppure (sperando che abbia buona considerazione di noi) non gliene frega un bel niente della nostra atmosfera e del nostro Pianeta e quindi "petrolio per tutti"! Siccome entrambe le cose sarebbero gravissime (e, purtroppo, la situazione è così!), ENI abbia almeno il buon senso di tenere per sè certe sciocchezze (gli italiani sanno già come risparmiare viste le bollette che arrivano...) e risparmiarci questi giochetti che non servono altro che a metterla in buona vista al mondo politico!

giovedì 10 maggio 2007

3° parte del quarto rapporto IPCC sul clima

E' stato presentato a Bangkok il 3° capitolo del quarto rapporto dell'IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change), dedicato alle strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici. Attualmente l'umanità sforna 26 miliardi di tonnellate annue di gas serra: nell'era pre-industriale in atmosfera si misuravano 270-280 parti di CO2 per milione, mentre oggi sono già 380. Una coincidenza? Un semplice cambiamento climatico? Non direi... Le emissioni sono purtroppo in continuo aumento e gli effetti potrebbero essere devastanti per la Terra e per la sua popolazione: siccità, eventi meteo estremi, forti ondate di calore o di gelo arrecherebbero gravi danni all'agricoltura, con risvolti per la sopravvivenza delle popolazioni. Fame, sete, mancanza di energia, .... sono molti i problemi correlati tra loro. Per questo bisogna fare qualcosa. Cosa? L'IPCC fornisce una serie di stime che, se attuate, permetterebbero buoni risultati. Una buona dose di risparmio potrebbe arrivare dall'edilizia: entro il 2020 il 30% delle emissioni di gas serra nel settore degli edifici potrebbe essere evitato a "costo negativo", cioè con investimenti che permettono guadagni nel tempo. Addirittura nel settore energetico ci sono in ballo entro il 2030 investimenti per 20 trilioni di dollari che potrebbero essere impiegati in maniera intelligente in altri campi: proprio per far fronte alla continua domanda di energia, sarebbe meglio e più conveniente migliorare l'efficienza energetica (riducendo gli sprechi) piuttosto che costruire nuove centrali! Entro il 2030 le fonti di energia rinnovabile dovrebbero soddisfare 1/3 della domanda di energia elettrica; nel 2030 i biocarburanti dovrebbero raggiungere il 3% del totale; in agricoltura il 90% della riduzione di emissioni di carbonio sarebbe possibile grazie ad un miglior uso dei suoli mentre in campo forestale il 65% di risparmio di gas serra potrebbe venire da interventi da attuare nelle aree tropicali. Capitolo importante e vasto per le energie rinnovabili: scartato il settore nucleare, sia per pericolosità che per i costi esorbitanti, si tende a puntare sulle energie pulite. Nella sola Europa il settore elettrico è ancora dominato da grandi impianti centralizzati e almeno l'80% è alimentato da combustibili fossili e nucleari! Le stime dicono che entro il 2025 ben 2 miliardi di famiglie nel mondo potranno beneficiare di energia elettrica derivante dal solare fotovoltaico. Entro il 2050 potrà invece arrivare dal vento il 34% dell'energia mondiale, permettendo di risparmiare (evitando di immetterli in atmosfera) ben 110 miliardi di tonnellate di CO2 (ovvero le emissioni dell'intera Europa per 25 anni!!!). Ma a Bangkok naturalmente non tutti sono stati d'accordo e (come presumibile) Cina e Stati Uniti hanno ribadito il loro NO all'attuazione di tali politiche in quanto troppo costose per la loro economia! Tutto sta ora alla volontà politica dei governi di tutti i paesi del mondo, in particolar modo di quelli sviluppati o in forte sviluppo economico: servono decisioni forti per poter invertire la rotta, il tempo sta per scadere...

"Isole di calore": ecco le città arroventate....

Si tratta di un fenomeno che si è molto amplificato negli ultimi anni a causa della continua espansione e dello sviluppo delle nostre grandi città, fatto sta che le temperature nelle aree urbane sono sensibilmente superiori rispetto alle vicine aree rurali, anche di 4-5°C: il fenomeno lo si può riscontrare sia in inverno che in estate. Ormai la metà della popolazione mondiale e i 3/4 di quella dei paesi sviluppati vive nelle città, ma molti ancora non si rendono conto di questo famigerato fenomeno denominato "isola di calore". Molti i fattori responsabili di queste temperature più elevate rispetto alle vicine aree rurali o periferiche:
1) per gli edifici si continuano ad utilizzare materiali che assorbono in gran quantità i raggi solari: le pareti degli edifici esposte al sole e l'asfalto delle strade possono raggiungere durant el'estate temperature anche superiori ai 90°C (!);
2) nelle vie cittadine si verifica il cosiddetto "effetto canyon": i raggi solari vengono riflessi da un edificio all'altro rimanendo così intrappolati a lungo tra le facciate e nelle strade;
3) la progressiva scomparsa della vegetazione dalle città annulla l'effetto dell'evapotraspirazione delle piante: infatti, per attivare il processo di fotosintesi clorofilliana, le foglie delle piante assorbono parte dell'energia solare (altrimenti restante in zona);
4) l'immissione sempre maggiore nell'atmosfera cittadina di calore da parte degli impianti industriali, dei riscaldamenti e dei condizionatori delle abitazioni, dei mezzi di trasporto, ecc...;
5) i processi metabolici degli abitanti (umani e non) comportano un'aggiunta di energia di 10-20 watt per mq (!).
Proprio per tutte queste motivazioni, basterebbero dei piccoli accorgimenti per poter ridurre almeno in parte il costante aumento termico delle città: ad esempio la realizzazione di giardini pensili sui tetti degli edifici, oppure attuare le cosiddette "pareti verdi" (pareti degli edifici ricoperte in parte da vegetazione che farebbero aumentare la temperatura invernale della parete di 5°C e la farebbero calare anche di 30°C in estate, nonchè ridurrebbe fino al 38% la dispersione di calore dell'edificio), oppure ancora utilizzare colori molto chiari per le pareti degli edifici anzichè scuri (il colore chiaro assorbe molto meno la luce solare: ciò permetterebbe alla temperatura della parete di scendere anche di 6°C con un risparmio energetico per l'edificio fino al 9%). Basterebbe anche aumentare le aree verdi (gli appartamenti nei pressi di queste avrebbero un consumo medio di energia inferiore del 10%, data la loro minore necessità di climatizzazione). Basterebbe insomma una più attenta pianificazione degli spazi urbani da parte delle autorità comunali, ricorrendo magari alla bioedilizia o alle tecnologie ormai avanzate in fatto di isolamento termico degli edifici: basterebbe soltanto inserire nel Regolamento Edilizio Comunale alcuni degli accorgimenti sopra descritti da applicare agli edifici. Basterebbe, basterebbe, basterebbe, bla bla bla...

Le " 7 nuove meraviglie del Mondo": rush finale...!

Ve ne avevo già parlato in un articolo dello scorso inverno: ora si avvicina la fatidica data del 7 luglio durante la quale avverrà a Lisbona la premiazione e scopriremo quali saranno le "7 nuove meraviglie del Mondo", visto che ormai è rimasto ben poco delle famose "7 meraviglie del Mondo Antico" (rimangono infatti solo le Piramidi di Giza, le altre 6 sono rimaste solo sui libri di storia!). Per tale motivo il regista svizzero-canadese Bernard Weber ha lanciato un mega-sondaggio in cui chiunque può partecipare all'elezione delle Nuove Meraviglie del Mondo Moderno. Basta andare sul sito http://www.new7wonders.com: è possibile votare tramite email oppure mandando un sms, sciegliendo tra le 21 opere architettoniche finaliste (13 si trovano in Asia, 5 in America, 2 in Africa ed 1 in Oceania), scelte da una selezione originaria di 77 monumenti tra cui le Piramidi di Giza, la Grande Muraglia cinese, il tempio di Angkor in Cambogia, la Torre Eiffel, la Statua della Libertà, il Cristo di Rio de Janeiro e l'Opera di Sidney. Finora hanno votato ben 25 milioni di persone e lo scopo è di arrivare a 100 milioni di votanti: il primo voto è gratuito, mentre se si vogliono esprimere più voti se ne possono acquistare 7 con 2 euro. Il sondaggio ha un obiettivo importante: metà dei soldi raccolti dalle sponsorizzazioni e dai diritti televisivi saranno impiegati per finanziare opere di restauro tra cui quella dei Buddha di Baniyan (Afghanistan) abbattuti dai Talebani. Attualmente la classifica vede al primo posto le Piramidi messicane di Chichen Itza, seguite dal Colosseo, dalla Grande Muraglia, da Machu Picchu, da Petra, dalle Piramidi di Giza e dal Taj Mahal. C'è un piccolo neo in questa situazione: il governo egiziano si è irritato perchè sono state rimesse in discussione le Piramidi di Giza... Mancano ancora due mesi al termine delle votazioni, quindi tutto può succedere e le Piramidi egiziane possono ancora vincere....

Web: è in arrivo "enciclopedia della vita"!

Ebbene sì, è in arrivo sul web EOL, ovvero "enciclopedia della vita": una sorta di Wikipedia nella quale verranno raccolte tutte le specie animali e vegetali conosciute (finora 1.800.000 circa). In pratica un'enciclopedia vera e propria nella quale si potranno trovare testi, foto, video, mappe ed qualsiasi informazione inerente ogni specie vivente: un progetto davvero ambizioso, presentato dal suo direttore esecutivo James Edwards. Il progetto è partito con un finanziamento iniziale di 12,5 milioni di dollari offerti da due fondazioni americane e sostenuto da vari istituti di ricerca (lo U.S. Field Museum, l'Harvard University, il Marine Biological Laboratory, il Missouri Botanical Garden, lo Smithsonian Institution e il Biodiversity Heritage Library, un gruppo di cui fanno parte anche il Museo di Storia Naturale di Londra e il Giardino Botanico di New York): l'intero progetto sarà finanziato da 100 milioni di dollari. L'idea è quella di creare un archivio scientifico, gratutito e accessibile a tutti, anche ai governi che potranno così monitorare le biodiversità a rischio dei loro paesi. Certo, il lavoro sarà lungo: è iniziato nel 2006 e ci vorranno almeno altri 3-5 anni per avere online i primi testi completi e almeno 10 anni per completare il lavoro, tuttavia qualcosa dovrebbe essere già in rete nel 2008. I primi capitoli a nascere saranno quelli dedicati ad animali, piante, funghi e microbi; poi toccherà ai fossili, ma l'archivio sarà in continuo aggiornamento visto che gli scienziati stimano che sulla Terra vi siano ancora dai 5 ai 100 milioni di specie ancora da classificare!! Tutti posono inoltre fornire proprie informazioni, le quali saranno però verificate da una commissione di scienziati che le autenticheranno prima di metterle online. Qualcosa comunque si può già vedere online: sul sito http://www.eol.org ci sono le prime pagine demo dedicate al riso, all'orso polare, ai funghi e ai granchi. La videata allegata a questo articolo dà l'idea di come dovrebbe essere il sito. Tutto sarà consultabile in inglese ma non si esclude che in un secondo tempo arrivino delle traduzioni in altre lingue. Un progetto davvero ambizioso ed utilissimo, considerato anche il cambiamento climatico in corso e i pericoli che a causa di ciò corrono molte specie sia animali che vegetali.

Nucleare: le ultime scorie italiane partiranno per la Francia...

Le ultime scorie nucleari presenti in Italia (si tratta di 235 tonnellate) sono in partenza per la Francia, precisamente per La Hague (in Normandia): è il risultato dell'accordo siglato tra l'italiana Sogin e la francese Areva. Le prime a partire (probabilmente in autunno) saranno le 190 tonnellate di scorie della centrale atomica di Caorso, poi toccherà alle 45 tonnellate concentrate nelle centrali vercellesi di Trino e di Saluggia. Ma non sarà un "addio" come si potrebbe pensare: l'Italia, infatti, le darà alla Francia per compattarle e metterle in sicurezza e ce le restituirà entro il 31/12/2025 compattate e sicure (ma grazie!), naturalmente dietro una spesa per l'Italia di ben 250 milioni di euro... Il materiale radioattivo sarà spedito in Francia tramite treno per un totale di 29 trasporti: 16 partiranno da Caorso, 10 da Saluggia e 4 da Trino. Le barre di materiale radioattivo saranno inserite in giganteschi cilindri (i cosiddetti "cask") i quali saranno caricati su tir e, alla stazione più vicina, caricati sui vagoni. I treni andranno ad una velocità piuttoto lenta (40 km/h) ma costante, con divieto assoluto di fermarsi (per evitare gli scossoni alle barre caricate), naturalmente sotto la supervisione di centinaia di agenti. Certo, sarebbe stato meglio sbarazzarsene per sempre di queste scorie radioattive ma, guardando il lato positivo, è già qualcosa disfarsene per 15 anni, tempo durante il quale le centrali nucleari italiane verranno bonificate e messe in sicurezza ed in parte smantellate. Al ritorno in Italia, i "cask" (in origine 40) dovrebbero essere 11, di cui 5 di vetro e 6 di residui misti: toccherà all'Italia poi trovare un sito idoneo per lo stoccaggio finale (abbiamo un pò di anni per pensarci...). Tuttavia, a proposito del nucleare, oggi arriva una notizia inquietante: l'opposizione, andando contro le posizioni anti-nucleari del Governo Prodi, è riuscita a far passare due emendamenti al DDL energia per rilanciare il nucleare!!! Il primo emendamento impegna il governo "a creare condizioni favorevoli all'installazione di impianti di energia elettrica mediante carbone pulito ed energia nucleare in Italia e all'estero", mentre il seocndo impegna il Governo "a creare, attraverso l'attivazione di negoziazioni e stipule di accordi internazionali, le condizioni favorevoli per la promozione di società italiane che intendono investire in impianti situati all'estero per la produzione di energia e combustibile nucleare". E intanto, nella vicina e tecnologica Inghilterra, nel giro di pochi giorni si sono verificati ben quattro gravi guasti agli impianti nucleari mentre tre centrali saranno chiuse per manutenzione! Speriamo che il Governo Prodi riesca a prendere posizione contro le volontà nucleari del centro-destra, altrimenti....

"Sun21" è riuscito nell'impresa: ha attraversato l'Atlantico...

Ve ne avevo già parlato lo scorso inverno di questo progetto ed ora il progetto è andato a buon fine: il catamarano ad energia solare chiamato "Sun21" ha attraversato l'Oceano Atlantico approdando a New York! Il catamarano, di origine svizzera, è lungo 14 metri ed è munito di 60 mq di pannelli solari (vedi foto) che alimentano dei motori elettrici in grado di far percorrere all'imbarcazione fino a 200 km al giorno: si tratta della prima barca alimentata ad energia solare ad attraversare l'Atlantico, senza consumare una goccia di carburante!!! Sul catamarano vi erano il capitano dell'equipaggio Mark Wust col suo skipper Michel Thonney, nonchè un medico, uno storico ed un biologo marino. Soddisfato il capitano della barca che voleva dimostrare al mondo che per percorrere mare ed oceani le nostre barche non hanno assolutamente bisogno di carburante, ma possono funzionare benissimo anche con le energie pulite, confermando le potenzialità della tecnologia solare. E pensare che il catamarano è stato prodotto da un paese (la Svizzera) che di mare non è così esperto...

Impressionanti tempeste di grandine in America!!!

Certo, le tempeste di grandine (anche eccezionali) ci sono sempre state, ma la frequenza con cui si stanno verificando in questi ultimi tempi è davvero preoccupante a conferma di un cambiamento climatico sempre più veloce. E' notizia di oggi che violente tempeste hanno colpito negli ultimi giorni varie parti d'America: vediamo quali.
Messico: una furiosa grandinata con chicchi del diametro fino a 5 cm (!) ha colpito la città di Ciudad Juarez. Danni ingentissimi all'agricoltura e alla vegetazione, uccisi molti volatili, distrutte automobili e i tetti di molte abitazioni! A seguire c'è stata una pioggia torrenziale che ha inondato le vie della città!
Honduras: una grandinata dalla violenza inaudita ha colpito la zona di Cucuyagua (400 km a nord-est di Tegucigalpa), vicino al confine col Guatemala. Sarebbero caduti chicchi enormi con un peso fino a 1,6 kg!!! Il peso e la furia di questa spaventosa grandinata hanno sfondato il tetto di oltre 200 abitazioni, distrutto completamente le automobili e raso al suolo interi campi coltivati!!! Da un'analisi meteo è risultato che la nube temporalesca ha raggiunto addirittura i 20 km d'altezza (solitamente un temporale arriva a 10-12 km) e sulla sua sommità la temperatura era di ben -90°C!!!
Argentina: Buenos Aires e le zone limitrofe continuano ad essere martoriate da temporali violentissimi. Il 6 maggio l'ennesimo temporale ha colpito la capitale scaricando pioggia e grandine: in particolare, nella zona nord-ovest della città, verso Zàrate, vi è stata una furiosa grandinata con chicchi delle dimensioni medie di 3 cm fino ad un massimo di 5 cm! Danni ingenti ad automobili e vegetazione.
Haiti: un temporale violentissimo ha investito la regione di Ouanaminthe e la zona di Dajaban. Si sono verificati venti fortissimi ed una grandinata eccezionale durata mezz'ora in cui sono caduti chicchi del peso anche di 500 grammi: terrore tra la popolazione, con danni gravissimi ad abitazioni, automobili ed agricoltura!
Si ringrazia per queste precise informazioni Meteogiornale.it (http://www.meteogiornale.it). Siamo ancora convinti che il cambiamento climatico in corso sia frutto solo di un normale ciclo naturale? Mah, ho i miei forti dubbi...

mercoledì 9 maggio 2007

Energia eolica: apre la conferenza EWEC

E' partita a Milano il 07 maggio 2007 l'EWEC, la Conferenza Europea dell'Energia Eolica, che si concluderà il 10 maggio. Un evento importante per ribadire quanto sia grande la necessità di energie rinnovabili nel futuro al fine di poter dare un contributo rilevante alla battaglia contro il surriscaldamento climatico della nostra Terra. Attualmente l'eolico contribuisce solo per il 3.3% alla domanda elettrica dell'Unione Europea (circa 100 miliardi di chilowattora prodotti all'anno): i delegati presenti a EWEC (circa 3.000) dicono che entro il 2020 l'eolico potrebbe produrre fino al 16% del fabbisogno elettrico dei paesi UE. Si è anche calcolato che, partendo dall'obiettivo comunitario del 2010 e da una crescita costante degli impinati eolici fino a 7.100 megawatt come potenza efficiente installata, si riuscirebbe ad ottenere un risparmio medio annuo fino a 650 milioni di euro, un'immissione in rete di 15 twh ed evitare l'emissione di 15 tonnellate di CO2 in atmosfera. Tali risultati, sommati a quelli che si potrebbero raggiungere con l'impiego delle altre energie rinnovabili, porterebbe a risultati molto soddisfacenti centrando gli impegni comunitari e portando un risparmio economico notevole, uno svincolo dalla dipendenza energetica dagli altri paesi (soprattutto per quanto riguarda i combustibili fossili come gas, petrolio e carbone) e un aiuto alla nostra cara atmosfera! C'è purtroppo chi rema contro e tra questi addirittura un sito meteo, ovvero meteolive.it, il quale solleva il problema "E se il vento non soffiasse per settimane?" oppure "E se il sole non splendesse per un periodo piuttosto lungo?" giustificando così che sarebbe una spesa troppo grossa e rischiosa quella da sostenere per investire su queste fonti rinnovabili. Meteolive.it è libero di pensare e dire quello ciò che vuole, ma mi sembra che il vento non sia mai mancato in Italia (anzi...) e nemmeno il sole e, per quanto riguarda l'energia solare, esiste anche il fotovoltaico che funziona con la sola luce... Sapete qual'è allora la soluzione proposta da Meteolive.it? Ma il nucleare naturalmente! Dice che i tempi sono ormai maturi: siete pronti a riempire di centrali nucleari il nostro paese?

Fiumi italiani: in serio pericolo per l'inquinamento!

Molte le forme di inquinamento che stanno distruggendo i fiumi italiani, a causa di una lunga serie di illeciti commessi dall'uomo. I dati sono molto preoccupanti e sono forniti dal dossier "Fiumi e legalità" presentato nel corso di una conferenza stampa da Legambiente e dal Corpo Forestale dello Stato nell'ambito di "Fiumi informa", la campagna nazionale dedicata a contrastare l'illegalità lungo i corsi d'acqua italiani. Ecco alcuni dati inquietanti. Dal 2003 al 2006 sono stati commessi in Italia 6.333 illeciti, di cui 1.352 penali e 4.981 amministrativi!!! Tevere, Arno, Po e Volturno sono i grandi fiumi che subiscono più aggressioni: lungo le loro sponde è stato commesso ben il 38% degli illeciti di tutta Italia! Nel 2006 (come nel 2005) la regione in cui sono stati scoperti più illeciti è il Lazio (ben 313 reati), seguita da Toscana, Campania ed Abruzzo; la regione con meno illeciti è stata invece la Liguria (23). Tra i vari illeciti vi sono sversamento di sostanze inquinanti, mancata depurazione, furto di ghiaia dagli alvei, pesca illegale, prelievi abusivi ed abusivismo edilizio. A pagarne le conseguenze sono la nostra preziosa acqua nonchè flora e fauna che vivono lungo i nostri fiumi. Proprio relativamente all'acqua, sappiamo quanto questa sia preziosa e quanto dovremmo conservarla viste le lunghe siccità che ormai colpiscono il nostro paese e vista l'importanza di tale elemento per l'agricoltura e per la popolazione. Purtroppo per decenni gli italiani hanno pensato che i fiumi fossero la soluzione migliore per scaricare i propri rifiuti: serve ora l'aiuto del governo perchè fornisca finanziamenti atti al salvataggio delle zone distrutte e/o in pericolo e perchè attui una campagna di sensibilizzazione per cambiare modalità culturali e mentalità nella popolazione, costruendo una nuova "coscienza ecologica". L'acqua è ormai così preziosa che non possiamo permetterci di sprecarla così...

APRILE 2007: un "mostro" climatico!

Siamo qui a commentare l'ennesimo record meteorologico: dopo la terribile e caldissima estate 2003 e l'incredibile assenza dell'inverno 2006-2007, ecco qui un altro periodo fuori regola. Parliamo dell'aprile 2007: mai se ne era verificato uno così caldo e secco!!! Condivido quanto detto da Aldo Meschiari del sito http://www.meteogiornale.it, ovvero che il cambiamento climatico è una realtà e negarlo è da ciechi e soprattutto che bisogna assolutamente fare qualcosa e subito per poter quantomeno contenere i danni. Fatto sta che il tempo passa e si continua a registrare periodi fuori regola: l'aprile 2007 non può non essere definito un "mostro climatico". Perchè così è stato: temperature costantemente sopra la media in Italia e buona parte d'Europa e precipitazioni molto scarse, tanto da sembrare di essere in giugno! La prima cartina rappresenta la situazione barica sull'Europa: l'immensa bolla rossa sta ad indicare il perdurare di pressioni costantemente elevate (e dunque foriere di bel tempo) sull'Europa, una situazione di blocco che perdura addirittura dallo scorso mese di settembre... La seconda mappa indica invece le anomalie termiche a livello planetario: salta subito agli occhi la forte anomalia termica positiva sull'Europa, e comunque buona parte della Terra ha registrato temperatura oltre la media (impressionante il caldo sull'Artico e sulla Siberia....). Pesanti anomalie termiche positive sul Nord Italia, con valori superiori alla media di 4-5°!! Preoccupa la quasi totale assenza di precipitazioni che ha colpito quasi l'intera Europa: davvero impressionante! Sul Nord Italia si è verificato un calo delle precipitazioni dell'ordine del 60-80%: le perturbazioni dall'Atalntico sono infatti transitate in Europa o troppo a nord (Scandinavia e Russia) o troppo a sud (addirittura sul Nord Africa!). Ora maggio è iniziato con qualche pioggia sul Nord Italia, ma già stiamo vivendo una nuova fase molto calda (oggi massime di 30-31°C in Valpadana...): e l'estate come sarà?

venerdì 4 maggio 2007

DISASTRI ECOLOGICI: quelli che l'uomo è riuscito ad evitare....

La situazione a livello planetario è allarmante per quanto riguarda il cambiamento climatico in corso e alle sue conseguenze sulla Terra e sulla sua vita. In mezzo a questo pessimismo, si possono comunque segnalare alcune piccole situazioni risoltesi in maniera positiva grazie all'azione dell'uomo (sì proprio lui....). Ve ne riporto tre in particolare:
1) Lago d'Aral: un mio precedente articolo di poche settimane fa trattava di questo argomento. Il lago (uno dei più grandi al mondo) aveva perso ben il 75% della sua superficie dal 1960 al 2006 a causa di un uso scellerato delle sue acque. Ora la sua superficie è ritornata ad aumentare (vedi prima foto): il governo del Kazakistan (con l'aiuto della Banca Mondiale) ha realizzato una diga per la raccolta dell'acqua prima che questa si insabbiasse nel deserto, tanto che il livello del lago è già aumetato in alcuni punti di 40 metri. Si punta ora alla costruzione di una seconda diga. Un serio pericolo di scomparsa lo segue invece il Lago Vittoria, il più grande d'Africa: negli ultimi 2 anni ha già perso 75 km cubici di acqua (pari al 3% del suo volume) a causa delle due centrali idroelettriche poste sulle sue rive che aspirano ingentissime quantità d'acqua (e questo lago alimenta il fiume Nilo...). Stessa sorte per il Mar Morto;
2) buco dell'ozono: come si vede nell'altra mappa, tale buco rimane ancora molto ampio al Polo Sud (ed anzi è in crescita, con una superficie record di ben 30 milioni di kmq, ovvero quasi 100 volte la superficie dell'Italia!), ma nel resto del pianeta la situazione è ritornata alla normalità grazie al bando dal 1987 dei famigerati gas Cfc che avevano assottigliato pericolosamente lo stato di ozono con aumento del rischio di tumori alla pelle per la popolazione;
3) aumento delle foreste: molti paesi, tra cui Cina, Stati Uniti, Russia ed alcuni paesi europei, hanno visto aumentare notevolmente la superficie forestale grazie all'impegno dei loro governi. La sola Asia ha guadagnato oltre 1.000.000 di ettari di foresta tra il 2000 ed il 2006. I dati derivano da una ricerca realizzata da un team di ricercatori internazionali su incarico della Fao e pubblicata sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences". Se questo trend dovesse continuare, si potrebbe arrivare ad un incremento delle foreste del 10% da oggi fino al 2050 per una superficie pari a quella dell'India. Resta tuttavia il grave problema del disboscamento che ancora colpisce l'America Latina, l'Africa centrale e l'Indonesia, i cosiddetti "polmoni verdi" della Terra": la foresta del Congo (seconda al mondo per estensione dopo quella amazzonica) è oggetto di una vera e propria distruzione (la sua eliminazione potrebbe scaricare in atmosfera ben 34,4 miliardi di CO2 entro il 2050, un valore pari a 60 volte quello scaricato annualmente dall'Italia).
Tre piccoli esempi di come poter in parte risolvere i problemi, ma i problemi sono ancora tanti e di difficile soluzione. Se è vero che l'uomo è per buona parte colpevole del cambiamento climatico in corso (e, secondo me, lo è) ha ora il dovere di impegnarsi per arginare una situazione che si sta facendo davvero allarmante: l'uomo si deve ricordare che per la Terra è un parassita, essa vivrebbe anche senza di noi, ma noi senza di lei no... dunque salviamola se vogliamo salvarci (è una versione un pò egoistica ma senza dubbio realistica...).

GHIACCI ARTICI: scioglimento più veloce di quanto previsto sinora!

Uno studio realizzato dagli scienziati del NCAR dell'Università del Colorado è arrivato a questa drammatica conclusione: i ghiacci artici si stanno sciogliendo ad un ritmo molto più veloce di quanto previsto dai modelli di previsione! Nel periodo 1953-2006 tali ghiacci hanno visto ridurre la loroe stensione nel mese di settembre (quello di fine estate, quando i ghiacci raggiungono la loro estensione minima) non ad un rtimo medio del 2.5% (o, nel caso più negativo, del 5.4%) come era stato previsto, ma addirittura del 7.8% per decennio!!! Si è giunti a ciò in seguito alle più recenti rilevazioni derivanti dai dati inviati dalle navi e dai satelliti. Le stime di riduzione futura dei ghiacci artici hanno, probabilmente, sottostimato l'influenza dei gas serra: se fino ad oggi si riteneva che il cambiamento climatico nell'Artico fosse dovuto per un 50% a cicli naturali e per il restante 50% all'aumento dei gas serra in atmosfera, ora si pensa che l'impatto di quest'ultimi sia ben maggiore... I modelli matematici avevano anche sovrastimato l'attuale spessore dei ghiacci marini e non sono stati in grado di calcolare esattamente il trasporto di calore verso le regioni polari dovuto ai cambiamenti avvenuti nella circolazione atmosferica ed oceanica. Lo studio indica che la riduzione dei ghiacci artici (riferita ai mesi di settembre) è di 30 anni più avanti rispetto a quanto previsto finora e che le proiezioni di vedere il Mare Artico libero dai ghiacci molto oltre il 2100 sono state troppo ottimistiche: se continuerà questo trend, tale possibilità si potrà verificare poco dopo il 2050!! Ciò che allarma di più è che anche l'estensione dei ghiacci artici nel mese di marzo (ovvero quando solitamente sono più estesi) ha subito una forte riduzione, anche se ad un ritmo inferiore a quello dei mesi di settembre: si è infatti verificato un decremento dell'1.8% per decennio sempre nel periodo 1953-2006, ovvero un valore tre volte superiore a quanto previsto dai modelli! Tutto ciò comporta un ulteriore aumento termico terrestre: per effetto dell'albedo (ovvero la capacità del ghiaccio di riflettere i raggi) i ghiacci artici riflettono verso lo spazio la maggior parte della radiazione solare che riceve, ma naturalmente lo scioglimento di tali ghiacci impedisce questo fenomeno consentendo alla superficie marina libera di assorbire tali raggi. Ultimi dati a conferma dell'allarme lanciato: aprile 2007 ha fatto registrare il nuovo minimo mensile da quando esistono le misurazioni (1979) con una riduzione del 3.2% rispetto alla media, mentre nell'ultimo mese di marzo le temperature registrate nell'area compresa tra 70° e 90° Nord sono state mediamente tra 1.8°C e 2.6°C superiori alla media 1951-1980 (lo si può vedere nella mappa allegata, ove solo il Polo Sud risulta in controtendenza, almeno quello....). Fonte http://www.meteogiornale.it

CLIMA: com'è scarsa l'informazione in TV!

Sono sorte alcune polemiche nelle ultime settimane relative all’uso “politichese” che se ne fa della meteorologia in TV. Il gionalista Aldo Grasso ha scritto recentemente un articolo sul sito on line del Corriere della Sera relativo alla trasmissione “Che tempo che fa” su Rai3, sottolineando l’uso "politichese" che fa dell’area meteo Luca Mercalli (il meteorologo della trasmissione) il quale esporrebbe (secondo il sig. Grasso) delle previsioni esaltate dalle sue convinzioni ambientaliste. Non sono esattamente d’accordo: certo, magari Guido Caroselli (il meteorologo di “Che tempo fa” su Rai1) o gli ufficiali del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare (che conducono il Meteo2) sono più “professionali” nel senso che si limitano alla semplice previsione meteorologica. Tuttavia, ben venga che ci sia qualcuno (finalmente) che parla anche di “clima” e non solo di “previsione meteorologica”. Il problema, secondo me, è l’inverso: non esistono attualmente (e non sono mai esistite!) nel palinsesto TV delle trasmissioni serie che parlino di ambiente, clima ed argomenti correlati: Fabio Fazio, quando creò la sua trasmissione “Che tempo che fa”, ha perso secondo me un’ottima occasione per poter creare un programma basato sui temi attuali legati al clima, visto anche che la durata della trasmissione (oltre un'ora) lo avrebbe consentito. Potrebbe aver impegnato il suo tempo televisivo in maniera preziosa parlando di cambiamento climatico, di global warming, di effetto-serra, di inquinamento, di rifiuti, di energie rinnovabili e quant'altro, invitando personaggi all’altezza (e ce ne sarebbero…). Invece ha trasformato la sua trasmissione in un talk show (di successo, comunque): molti i personaggi finora invitati, da politici a presidenti vari, da attori a presentatori, da cantanti a calciatori: nulla da dire sulla riuscita della sua trasmissione, che anzi è un’ottima trasmissione e ne sono la conferma il successo di pubblico (è seguita da oltre 4.000.000 di persone ogni sabato e domenica) e il premio giornalistico assegnato recentemente a Fabio Fazio per la sua professionalità e per il lavoro svolto. Rammento tuttavia che si è trattato dell’ennesima occasione persa: in TV purtroppo non c’è spazio per simili argomenti e chi (raramente) li tratta sarebbe meglio non lo facesse! Mi riferisco in particolar modo a “Porta a Porta” (condotta da Bruno Vespa su Rai1) del 02 maggio 2007, intitolata “Ma il clima è davvero impazzito?”: domanda lecita, purtroppo è stata però una puntata che ha incoraggiato tutti tranne i sostenitori delle energie rinnovabili. Basti pensare che durante i servizi della trasmissione si è arrivati a dire che il solare potrebbe coprire solo il 2% del fabbisogno energetico nazionale, che l’eolico non ha futuro in quanto in Italia non c’è molto vento (!) e che una centrale a carbone o gas è comunque più produttiva ed efficiente di quelle che producono energie rinnovabili. Questa è l’informazione scientifica che la TV dà agli italiani: meglio mandare in onda (indistintamente tra RAI e Mediaset) decine di trasmissioni sportive, telenovelas, telefilm americani, quiz di ogni genere, reality show e talk show di cronaca rosa o magari puntate varie dedicate all'evolversi del processo della Franzoni!!! Non ci resta che la carta stampata (ma anche qui ci sono solo poche riviste e/o quotidiani che danno qualche spazio a clima ed ambiente), ma l'unica vera risorsa di informazione scientifica rimasta è INTERNET!

giovedì 3 maggio 2007

Pianeta.... o cometa?

Si tratta in realtà di un pianeta ma con la coda simile a quella di una cometa: si chiama HD 209458b (nome a dire il vero poco interessante...) ma molto particolare proprio per la sua coda. E' stato scoperto dal telescopio Hubble e si trova a 150 anni-luce dalla Terra (per arrivarci ci impiegheremmo 150 anni... viaggiando alla velocità della luce!!!). Il pianeta ruota intorno alla sua stella ad una distanza 20 volte inferiore a quella che divide la Terra dal Sole! Proprio a causa di questa vicinanza, i raggi della stella riscaldano così tanto il pianeta che il gas che si trova nella sua atmosfera (prevalentemente idrogeno) svanisce e disperdendosi nello spazio lascia una coda visibile (un pò come le comete). Alcuni scienziati ipotizzano che sulla sua coda vi siano anche particelle di acqua evaporata... ma è solo un'ipotesi. La foto è fornita dall'European Space Agency. Lo spazio non smette di stupirci...

GIOVE: ecco le sue lune...

Sono arrivate delle splendide immagini dalla sonda spaziale della Nasa New Horizon: immagini sorprendenti che ritraggono Giove (vedi prima foto) e le proprie lune come mai le abbiamo viste prima d'ora! Dopo un viaggio lungo 13 mesi (era partita da Cape Canaveral nel gennaio 2006), la sonda ha mandato sulla Terra degli scatti incredibili di Giove, delle sue lune (in particolare Io) e degli asteoidi che compongono quella fascia che ruota intorno al pianeta in maniera vorticosa. In uno scatto della luna Io, è stata addirittura ripresa un'eruzione vulcanica sul suo polo nord (vedi seconda foto): davvero eccezionale! Da altri scatti è emersa una enorme macchia rossa al centro di Giove: si tratta di una super-tempesta di gas (grande quanto la nostra Terra...), caratteristica del pianeta, che inghiotte e contemporaneamente rilancia nello spazio enormi quantità di materia. Infine da altri scatti emerge un insieme di asteroidi che due dei satelliti di Giove si trascinano dietro di sè per effetto della forza di gravità. Ora la sonda spaziale prosegue nel suo viaggio diretta verso la sua destinazione finale, ovvero il pianeta Plutone che dovrebbe raggiungere nel 2015!

Eccezionale ondata di gelo sull'Est Europa!!!

L'intero inverno era trascorso con temperature rimaste per mesi e mesi costantemente oltre la media, con scarti anche notevoli. Ma all'improvviso ecco una bella ondata di gelo che tra la fine di aprile e l'inizio di maggio ha colpito molti paesi dell'Est Europa a causa di una poderosa discesa di aria gelida dalle regioni polari. La Finlandia è scesa abbondantemente sotto lo zero: martedì 1° maggio minime di -5.8°C a Turku, -6.2°C a Tampere, -6.4°C a Vaasa, -7.1°C a Mikkeli, -8.5°C a Salla, Kajaani e Ahtari e ben -9.6°C a Ylivieska! Sempre il 1° maggio gelo record in Estonia (con -4.5°C a Tartu e -5.1°C a Vaga, ovvero valori 13°C inferiori alla media!!!), così come in Ucraina (-5.0°C a Lviv, sempre 13°C inferiori alla media, che ha letteralmente stracciato il precedente record di -2.2°C del 3 e 4 maggio 1965!!!). Molto freddo anche in Russia: lunedì 30 aprile è scesa la neve tutto il giorno su San Pietroburgo (circa 2-3 cm) con temperatura di +1°C, ma nella notte -5°C ad Arcangelo e -7°C a Pinega! Intense gelate anche in Polonia: valori tra -2°C e -4°C in molte località il 30 aprile, con replica il 1° maggio (nella capitale Varsavia minima di -2.1°C e fiocchi di neve alle 14:00!), mentre si è registrata una minima di ben -7.0°C a Sniezka (posta a 1.613 metri). L'immagine allegata riporta le temperature minime registrate nell'Est Europa il 1° maggio, con valori molto bassi tra Polonia, Ucraina, Slovacchia, Bielorussia e Repubbliche Baltiche. Incredibile....