giovedì 5 maggio 2016
venerdì 26 febbraio 2016
"NON BASTA IL VOTO PER ESSERE CITTADINI"
scritto da
Unknown
alle
12:16 PM
0
commenti
Etichette: buon governo, democrazia, educazione civica, Pierre Rosanvallon
sabato 18 gennaio 2014
Scuola e dirittto
scritto da
Unknown
alle
2:53 PM
0
commenti
Etichette: cultura, diritto, economia, educazione civica, istruzione, materie scolastiche, scuola
giovedì 24 ottobre 2013
AZIONI DI SENSO CIVICO: premi anzichè multe
scritto da
Unknown
alle
7:36 AM
0
commenti
Etichette: Amministrazioni comunali, buone azioni, educazione civica, multa al contrario, senso civico, società
mercoledì 25 settembre 2013
Lotta al FEMMINICIDIO fin dalle scuole
scritto da
Unknown
alle
5:09 PM
0
commenti
Etichette: educazione civica, femminicidio, materie scolastiche, omofobia, scuola, società
lunedì 23 settembre 2013
Se a scuola si diventa CITTADINI DEL MONDO
scritto da
Unknown
alle
7:39 AM
0
commenti
Etichette: cittadinanza mondiale, Cres, educazione civica, Mani Tese, scuola
venerdì 13 settembre 2013
Nella scuola italiana ci vuole più Costituzione
scritto da
Unknown
alle
1:40 PM
0
commenti
Etichette: Costituzione, cultura, educazione civica, istruzione, scuola
domenica 3 febbraio 2013
Conosciamo la DISABILITA'
scritto da
Unknown
alle
2:08 PM
0
commenti
Etichette: diritti civili, disabili, disabilità, educazione civica, handicap, rispetto, scuola
La mafia (e non solo) diventi materia scolastica
scritto da
Unknown
alle
1:39 PM
0
commenti
Etichette: educazione civica, mafia, materie scolastiche, scuola, società
mercoledì 26 dicembre 2012
TRENTO: ecco le "multe virtuose"
scritto da
Unknown
alle
2:30 PM
0
commenti
Etichette: Aci, educazione civica, multe, strade, Trento, Vivopositivo
martedì 1 novembre 2011
TORINO: IL CINEMA DELLA LEGALITA'
Si tratta di una grande opportunità per la scuola, perchè in questo mese ci saranno proiezioni di film, concerti, incontri, tavole rotonde e laboratori didattici incentrati soprattutto sul tema della legalità: quindi film sulla criminalità organizzata commentati da registi e protagonisti della lotta alle mafie (tra cui il giudice Caselli, don Ciotti, Marco Risi, ecc...), film sui diritti umani, sul dramma degli immigrati e dei migranti, sul dramma dei disabili, sul dranna delle donne e dei minori che subiscono violenze, tutti seguiti dalla testimonianza di esperti e testimoni.
Le iniziative saranno distribuite per età: pertanto ci saranno, ad esempio, proiezioni ed incontri con scrittori, illustratori e sceneggiatori di fumetti per i piccoli, musicisti tra i 6 e i 18 anni accompagnati da immagini create dagli studenti del Centro Sperimenatle di Cinematografia, e ancora visite sul set di alcune trasmissioni per ragazzi, workshop, ecc... Senza dimenticare il concorso nazionale dei corti realizzati dalle scuole (quest'anno ce ne sono in gara ben 196 selezionati tra i 386 arrivati!!).
Un'iniziativa molto interessante: potremo dire una specie di educazione civica applicata. Pensate che gli studenti delle scuole di Torino realizzeranno anche un blog, piccoli TG e reportage fotografici, pronti ad ospitare gli studenti provenienti da tutta Italia. Per informazioni http://www.sottodiciottofilmfestival.it; tutti gli appuntamenti sono gratuiti ma le scuole devono prenotarsi chiamando il numero 011/538962 o scrivendo alla mail info@sottodiciottofilmfestival.it. Assolutamente importante questa iniziativa: tutte le scuole dovrebbero parteciparvi!
scritto da
Unknown
alle
4:50 PM
0
commenti
Etichette: cinema, educazione civica, legalità, scuola, Sottodiciotto Filmfestival, Torino
lunedì 5 settembre 2011
GIOCHI PER IMPARARE A SALVARE IL MONDO
Ora però più di qualcuno ha pensato di creare dei giochi per bambini ( e non solo!!) per insegnare loro giocando il rispetto degli altri e il rispetto dell'ambiente, sensibilizzandoli sulla solidarietà, sulla natura, sul patrimonio artistico, sulle culture lontane, ecc...
Visto che il 2011 è l'Anno Internazionale delle Foreste, Greenpeace ha lanciato il progetto "Kids 4 Forests" per far scoprire agli alunni delle scuole elementari tutti i polmoni verdi del nostro pianeta. Così ha creato il gioco "Avventura con Tango", ovvero un orango che ti guida in un viaggio dall'Amazzonia all'Indonesia per insegnare come salvare il clima e la biodiversità: il gioco è acquistabile al costo di € 12 (+€ 8 di spese di spedizione) su http://www.greenpeace.it, viene portato nelle scuole che lo richiedono (tramite richiesta a giocacontango@greenpeace.org) da volontari che organizzano varie attività; poi alla fine ci sarà un concorso in cui ogni classe creerà un racconto o una canzone e chi vince va in tv.
La Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) ha invece creato un gioco per computer che insegna ai bambini i segreti delle specie migratrici di primavera (si trova al sito http://www.springalive.net/it-it/springalive/Giochi) e un gioco dedicato ai segreti delle specie della montagna (si trova al sito http://www.unnuovovolo.it/Ti-sfido-tra-le-montagne).
Il WWF ha scelto una guida al turismo responsabile per i ragazzi con età compresa tra 8 e 14 anni: due personaggi, Berry ed Ele, con le loro esperienze faranno imparare ai ragazzi la protezione dell'ambiente, il rispetto delle persone, l'incontro con gli animali, gli acquisti intelligenti, gli spostamenti senza creare inquinamento, ecc...
Il CVS (Centro di Servizio per il Volontariato) di Napoli ha creato "Volando", una sorta di gioco dell'oca distribuito gratis alle scuole che lo richiedono (inviando richiesta a info@csvnapoli.it).
Mi rivolgo quindi alle scuole, a voi Presidi, a voi insegnanti, a voi alunni: portate questi giochi e queste esperimenti nella vostra scuola. Con un passaparola riusciremo a coprire tutto il territorio nazionale: io ho trovato queste informazioni nell'articolo "Quei giochi per imparare come si salva il mondo" della giornalista Antonella Barina, apparso nel suo spazio Solidarietà dell'inserto Il Venerdì del quotidiano la Repubblica del 20/05/2011, io lo riporto nel mio blog e voi che lo leggete lo portate nella vostra scuola suggerendolo ad altri. La scuola ha in questo una grande responsabilità: formare le persone del futuro, e lo può fare con l'educazione civica integrata con queste nuove forme di apprendimento.
scritto da
Unknown
alle
8:47 PM
0
commenti
Etichette: educazione civica, giochi, protezione ambiente, rispetto, scuola
domenica 4 settembre 2011
L'IMPORTANZA DEL "BUONGIORNO"
L'articolo del giornalista inizia così: "Da sempre ho l'abitudine di salutare, sempre, quando incontro qualcuno. L'ho appresa da bambino. Frutto di un'educazione tradizionale, si direbbe oggi. L'ho mantenuta fino ad oggi. Così, nei miei percorsi quotidiani saluto tutte le persone che incrocio... Quando incontro qualcuno, da solo, mi è difficile fingere di non vederlo. Distorgliere lo sguardo. Ma poi perchè? Allora saluto con un cenno, con un buongiorno". Potrebbe essere la descrizione di mè stesso!!!
Perchè la gente fa così fatica a salutare? Cosa c'è di tanto male nel salutare qualcuno. E non costa nessuna fatica. Come dice il giornalista, salutare chi si incontra serve a stabilire una relazione, un legame, niente di vincolante: la persona con cui si scambia un saluto non è più un "altro" ma è un "prossimo", un prossimo che non ti è più lontano solo fisicamente ma anche da un punto di vista emotivo e cognitivo. La persona che saluti diventa qualcuno che riconosci, anche se non lo conosci. Come dice Diamanti "Qualcuno che, a sua volta, ti riconosce, per reciprocità. Un quasi prossimo. Un non estraneo. Un cenno di saluto serve, dunque, a tracciare un perimetro dentro il quale ti senti maggiormente a tuo agio". Come ha scitto Luigi Zoia, il prossimo è morto da tempo, perchè è stato sostituito da surrogati elettronici che offrono mediazioni mediatiche infinite (come le definisce lo stesso Diamanti), che promuovono rapporti indiretti e impersonali, apatici invece cche empatici. L'era di internet, dei cellulari e di Facebook ha purtroppo fatto isolare le persone dietro un congegno elettronico che ha fatto loro dimenticare che prima di tutto siamo persone che provano dei sentimenti, del rispetto, della gratitudine verso i propri simili.
Non capisco questa difficoltà nel salutare chi si incontra per strada, negli uffici, alla posta, nel negozio: io mi sento quasi emozionato nel salutare chi incontro e ancor di più emozionato quando incontro qualcuno (pochi) che mi salutano per primi. Ti cambia la giornata, l'umore, sai di non essere solo in questa vita frenetica: è una questione di buona educazione, ma soprattutto per instaurare con chi incontri un legame che un domani potrà esserti di aiuto in un momento di difficoltà. Siamo persone, che possiamo aver bisogno di chiunque, un domani. Urge in questa deriva della società un maggior potere della scuola nell'insegnamento della tanto agognata educazione civica: è a scuola che si formano le persone del domani, e bisogna quindi mettere la scuola in condizione di poter intervenire su questa "deriva democratica" (in cui si inserisce anche la mancanza di educazione).
scritto da
Unknown
alle
1:32 PM
0
commenti
Etichette: buona educazione, buongiorno, educazione civica, Ilvo Diamanti, rispetto
martedì 5 aprile 2011
L'EDUCAZIONE CIVICA che non si insegna a scuola... - 2° parte
scritto da
Unknown
alle
8:07 PM
0
commenti
Etichette: cittadini, Costituzione, educazione civica, lavoro, società, Stato, tasse
martedì 15 marzo 2011
L'EDUCAZIONE CIVICA che a scuola non si insegna...- 1° parte
Sono dell'idea anche che nella scuola dovrebbe essere ripristinato l'insegnamento dell'EDUCAZIONE CIVICA: perchè anche con questa si formano gli uomini del domani. Io ho 35 anni e in questi giorni mi è venuto in mano un libro di educazione civica che dobrebbe essere stata materia di insegnamento durante la mia scuola media: il libro si intitola appunto "Educazione civica" ed è stato scritto da Bianca Maria Ribetto (edito da Società Editrice Italiana di Torino nel 1985). Ahimè, il libro è nuovo perchè a suo tempo mai un'ora (durante i 3 anni) è stata dedicata dagli insegnanti della mia scuola media a tale materia: fortunatamente sono qui ora a parlarne nella condizione di persona (che mi reputo) civica, grazie ad un buon insegnamento familiare. Purtroppo tanti ragazzi non hanno ricevuto lo stesso insegnamento e lo testimonia l'inciviltà in cui oggi viviamo.
Per questo, come ho appena cominciato a fare per la Costituzione, voglio pubblicare alcune parti importanti di questo libro perchè possano essere utili e diffuse a tutti, nella speranza he il Ministero dell'Istruzione raccolga l'invito di ripristinare l'insegnamento dell'Educazione Civica a scuola.
PARTE PRIMA - Vivere insieme.
La legge. "Vivere insieme non è facile, perchè spesso gli interessi di alcuni contrastano con gli interessi degli altri e chi è più debole è costretto a subire la volontà di chi è più forte. Proprio per cercare di eliminare questi contrasti nascono le leggi, che stabiliscono ciò che gli uomini possono fare e ciò che non devono fare... Sue funzioni fondamentali sono infatti risolvere i conflitti che possono nascere all'interno di una comunità e proteggere i cittadini dagli abusi e dalle prepotenze dei più forti... Occorre che il potere di fare le leggi e di farle rispettare non sia lasciato a pochi, ma sia dato a tutti coloro che vivono insieme nella stessa società. Occorre cioè che ci sia la democrazia. L'uomo quindi vivendo insieme con gli altri non è completamente libero, ma deve sottostare all'autorità della legge". E' un principio sacrosanto quello della democrazia, che sempre più spesso è calpestato in questi ultimi anni, soprattutto dalla nostra pessima classe politica: le varie leggi ad-personam ne sono la testimonianza e la mancanza di una legge sul conflitto d'interessi ne è la conferma. Questa non può essere democrazia.
Difendere il territorio. "Tutti dobbiamo sentirci impegnati a difendere il territorio in cui viviamo e tutte le cose buone che ci sono sul territorio. Tutti, e quindi anche tu, dobbiamo difendere il prato, il bosco, gli alberi, l'aria, l'acqua, la spiaggia, il mare: sono beni che appartengono a tutti gli uomini e chi li distrugge o li danneggia deruba l'umanità delle sue ricchezze... Anche il singolo cittadino, anche un bambino o un ragazzo come te possono rovinare l'ambiente con gesti che sembrano poco importanti ma fanno molto danno: che getta un fiammifero acceso o una cicca senza curarsi di spegnerli, chi lascia cartacce sulle erbe dei prati, chi abbandona rifiuti sulle spiagge, chi rovina piante, fiori, boschi, danneggia e distrugge beni che appartengono a tutti gli uomini". Purtroppo da anni sta accadendo il contrario: moltissime persone non hanno più rispetto dell'ambiente, senza pensare all'importanza di avere e vivere in un ambiente pulito, all'importanza della raccolta differenziata dei rifiuti, all'importanza della vegetazione.
La distruzione dell'ambiente. "Che gli uomini trasformino il mondo in cui vivono non è un male, se queste trasformazioni tendono a rendere più facile e sicura la loro vita, a creare un ambiente più ospitale e più adatto ai loro bisogni. Ma a volte gli uomini, con l'intenzione di rendere più comoda la loro esistenza (ma più spesso spinti dal desiderio di guadagnare molto denaro) distruggono o avvelenano beni indispensabili alla vita, come l'aria e l'acqua, o sfruttano senza alcuna precauzione le risorse naturali, dimenticando che esse non sono inesauribili". E invece più passa il tempo e più la fame di denaro dell'uomo lo sta portando alla deforestazione spietata, all'urbanizzazione selvaggia, all'abusivismo edilizio, a costruire centrali nucleari, a creare discariche abusive di rifiuti, ad avvelenare l'aria e i fiumi in maniera incredibilmente negativa.
La sicurezza nella strada. "Osservare queste norme è segno di rispetto per gli altri e per se stessi. Soprattutto significa aver capito che quando si vive in comunità bisogna accettare dei limiti alla propria libertà, perchè questi limiti sono necessari alla sicurezza nostra e delle altre persone. Se tu capisci che la strada non è soltanto tua, e che i beni della terra sono di tutti gli uomini e nessuno ha il diritto di sprecarli o guastarli, hai imparato le prime regole necessarie per vivere in comunità". Da far imparare assolutamente a tutti!! Forse la gente imparerebbe a guidare con moderazione, a rispettare i semafori e la precedenza nelle rotatorie, a fermarsi nei pressi dei passaggi pedonali, ad andare in bici nelle piste ciclabili, ecc...
La scuola è una comunità. "La scuola è una comunità perchè è costituita di persone che lavorano e studiano insieme allo scopo di istruire ed educare i più giovani... L'istruzione è un bene fondamentale per ogni uomo, come si può capire se si osserva quanto è facile alle persone più istruite imporre la propria volontà o le proprie opinioni ai meno colti. Avere un minimo di istruzione è indispensabile per trovare lavoro, per prendere decisioni, per affrontare i problemi della vita quotidiana, per far valere le proprie ragioni, per capire ciò che avviene attorno a noi. In sostanza, l'istruzione rende gli uomini più capaci di affrontare la vita e quindi più forti e più liberi. Per queste ragioni la Costituzione, cioè la legge fondamentale del nostro paese, ha voluto garantire a tutti i cittadini un minimo di istruzione... Andare a scuola e istruirsi però non è soltanto un dovere, ma anche un diritto, cioè qualcosa che i cittadini devono avere, in quanto costituisce un bene fondamentale non solo per la società, ma soprattutto per loro stessi". Ricordiamolo al Ministro dell'Istruzione, visti i continui tagli alla scuola pubblica, e magari ricordiamolo al Presidente del Consiglio attuale che puntualmente degrada la scuola pubblica.
Imparare la democrazia. Si parla dei quartieri e delle frazioni delle città. "Questa organizzazione del quartiere o della frazione ha dunque una funzione molto importante: attraverso le assemblee ed i Consigli di circoscrizione, la popolazione può prendere parte personalmente alle decisioni che la riguardano; può difendere l'ambiente in cui vive dai mali provocati dalla crescita disordinata della città e dalla speculazione edilizia; può cercare di migliorare le condizioni di vita del proprio paese, fornendolo dei servizi e delle strutture sociali mancanti. Non solo, ma partecipando alla vita del quartiere le persone escono dal loro isolamento, ed imparano che i loro problemi sono uguali a quelli degli altri, e che unirsi e lavorare tutti assieme è il modo migliore per risolverli. Imparano cioè la democrazia". Questo è proprio il significato di democrazia: partecipare alla vita del nostro paese, perchè il Paese siamo noi, e la collaborazione di tutti lo può rendere migliore.
Partecipare per decidere. "E' molto importante che i cittadini partecipino attivamente alla vita del quartiere e del Comune: la partecipazione e l'interesse attivo della popolazione per i problemi della comunità locale, impediscono che chi ha il potere lo usi a proprio vantaggio". Questo pensiero lo si dobrebbe stampare in grande e portarlo alla Camera e al Senato: dobbiamo capire che la nostra classe politica non può fare quello che vuole, ma quello che vogliamo noi!
scritto da
Unknown
alle
9:36 PM
0
commenti
Etichette: comunità, educazione civica, patria, rispetto delle regole, scuola
domenica 24 ottobre 2010
L'educazione ambientale a scuola
Ma complimenti soprattutto all'Amministrazione Comunale di Bevilacqua (http://www.comune.bevilacqua.vr.it): un'amministrazione (per il 3° mandato consecutivo di centro-sinistra, vincendo tra l'altro sempre con percentuali bulgare) molto attenta al rispetto dell'ambiente (stiamo sfiorando l'80% di raccolta differenziata!!) che è stata una delle poche in tutto il Veneto a portare questo progetto nelle scuole primarie, realizzato grazie ad un contributo a fondo perduto della Regione Veneto (infatti alla festa era presente anche qualche rappresentante regionale). Il progetto ‘AmbienTiAmo’ fa riferimento al concetto espresso dall’articolo 7 della "Carta dei Principi dell’Educazione Ambientale" che così recita: “L'Educazione Ambientale contribuisce a ricostruire il senso di identità e le radici di appartenenza dei singoli e dei gruppi, a sviluppare il senso civico e di responsabilità verso la res publica, a diffondere la cultura della partecipazione e della cura per la qualità del proprio ambiente, creando anche un rapporto affettivo tra le persone, le comunità ed il territorio" (la "Carta dei Principi dell'Educazione Ambientale" è stata promulgata a Fiuggi dal Ministero dell'Ambiente nell'ottobre del 1997: la potete trovare all'indirizzo http://www.arpa.veneto.it/educazione_sostenibilita/docs/carte/Carta_Fiuggi.pdf). Quindi complimenti ancora all'amministrazione comunale di Bevilacqua: dovrebbe essere di esempio per tutte le altre amministrazioni perchè è alle scuole che si deve insegnare l'educazione ambinetale, è alle scuole che viene formato una persona: anzi, vi dirò di più, una seria riforma della scuola dovrebbe imporre alcune ore settimanali obbligatorie di educazione ambientale ma anche di educazione civica.
scritto da
Unknown
alle
10:02 AM
0
commenti
Etichette: AmbienTiAmo, Bevilacqua, educazione ambientale, educazione civica, insegnamento, raccolta differenziata, rispetto dell'ambiente, scuola
lunedì 20 settembre 2010
Cinque Terre sepolte dalla plastica!!!
Di certo si tratta di un problema enorme quello dell'abbandono dei rifiuti (anzi, qualsiasi tipo di rifiuto): azioni del tipo tipo lanciare dal finestrino dell'auto ogni tipo di rifiuto (bottigliette, pacchetti di sigarette, ecc...) o portare rifiuti ingombranti nelle piazzole delle strade o lungo i fossi sono azioni inqualificabili sia da un punto di vista etico che da un punto di vista ambientale. Nell'italiano (inteso come abitante) manca la coscienza ambientale: coscienza ambientale che dovrebbe essere insegnata a scuola, e non solo nel periodo delle elementari, ma in tutte le scuole di ogni ordine e grado (assieme naturalmente all'educazione civica). Io stesso, quando vado a camminare in campagna, rabbrividisco nel trovare abbandonati rifiuti di ogni tipo, quando nella zona dove abito viene effettuata (da anni) la raccolta differenziata "porta a porta" di ogni tipo di rifiuto, anche ingombrante (e gratis!).
Solo partendo da un insegnamento scolastico si può pensare di poter avere una generazione futura finalmente diversa dalla nostra, molto più rispettosa dell'ambiente e degli altri: ne va anche della nostra stessa salute. Continuo a non capacitarmi come possano, a distanza di anni, molti miei coetanei (30-35 anni) a non saper effettuare una elementare raccolta differenziata: tanto per intenderci, non riescono ancora a separare la carta dalla plastica, o il rifiuto secco dall'umido. E, quello che è ancora più grave, ignorano a cosa serva la raccolta differenziata (il pensiero comune è che poi tutto venga mescolato...). Sono allibito: in questo la scuola dovrebbe insegnare molto ma molto di più. Almeno quell'educazione civica che a me personalmente non è mai stata insegnata (purtroppo) quando ero a scuola, ma che per mia fortuna sono riuscito comunque ad imparare. Sentissi almeno una volta la Gelmini pronunciarsi in questo...
scritto da
Unknown
alle
8:31 PM
0
commenti
Etichette: Cinque Terre, degrado ambientale, educazione civica, inciviltà, Parco Nazionale 5 Terre, protezione ambiente, raccolta differenziata, rifiuti
martedì 11 novembre 2008
RIFIUTI PER STRADA: finalmente la linea dura!
Ho già detto della mia personale soddisfazione in merito: il decreto era assolutamente necessario per combattere questo malcostume tipico italiano, per porre fine una volta per tutte all’ignoranza diffusa della gente di abbandonare ogni sorta di rifiuti lungo le strade. Certo, il problema dei rifiuti è molto più esteso e grave (vedi traffico illecito dei rifiuti, smaltimento illegale di rifiuti tossici, discariche abusive, ecc…), però già partire dalla base è un buon segno, abituando la popolazione al rispetto dell’ambiente ove vive.
Dunque ben venga l’arresto per chi abbandona ogni sorta di rifiuti ingombranti lungo le strade o in aree non autorizzate: il decreto legge è stato esteso però solo ad alcune regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), e proprio in Campania sono già scattati i primi arresti. Si tratta di personaggi che erano già noti alle forze dell’ordine per vari fatti di delinquenza commessi in passato (traffico di rifiuti pericolosi, scontri allo stadio, ecc…). Uno di questi è stato sorpreso mentre scaricava nel quartiere di Pianura (NA), lungo una strada, un’intera cucina con tanto di fornello, mobili e bombola a gas, oltre che materiale ferroso arrugginito e materiale di risulta di lavori edili!!! Purtroppo, le persone arrestate sono state già rilasciate perché, come spesso capita in Italia, fatta la legge fatto l’inganno: infatti, proprio il fatto che questo decreto è stato esteso solo ad alcune regioni ha permesso agli avvocati degli arrestati di puntare sul fatto che il decreto è incostituzionale in quanto “viola il principio di uguaglianza tra cittadini italiani in quanto è previsto che la norma si applichi solo in Campania” (e questo è stato confermato da vari costituzionalisti). Ecco, qui il governo ha peccato di superficialità: pensando di applicare il decreto solo alle regioni dove è più grave l’emergenza dei rifiuti, rischia di far lasciare tutto come prima. Avrebbe dovuto estenderlo a tutto il paese perché la brutta abitudine di lasciare rifiuti ingombranti per strada è diffusa in tutta Italia, anche nel produttivo Nord! Basta percorrere molte strade (di qualsiasi tipo: statali, regionali, provinciali, ecc…) del Nord Italia per vedere ogni sorta di rifiuto nelle piazzole di sosta, lungo i fossati, nei parchi, in campagna: frigoriferi, televisioni, ogni tipo di elettrodomestici, divani, materassi, eternit, ecc… Uno squallore incredibile! Diciamo quindi che il governo ha fatto un ottimo decreto legge, ma a metà: speriamo lo riveda al più presto e lo estenda a tutto il paese.
E, intanto, un altro decreto approvato dal governo Berlusconi apporterà delle regole severe contro i maleducati della strada: infatti nel Codice della Strada sarà prevista una multa da € 500 ad € 1.000 per chi “insozzi le pubbliche vie gettando rifiuti o oggetti dai veicoli”, e comunque multe non inferiori ad € 500 anche per chi getta rifiuti per terra mente cammina. Altra bruttissima abitudine italiana, soprattutto quella di gettare qualsiasi tipo di rifiuto che si ha in macchina. Pesa troppo lasciarlo nel sedile e gettarlo nei cestini all’arrivo? Cosa pensereste se io passassi davanti a casa vostra e vi gettassi bottigliette di plastica o svuotassi il posacenere? Anche qui mi trovo perfettamente d’accordo con la linea dura del governo.
È un problema di cultura e di buona educazione che riguarda la maggior parte della popolazione: le persone vanno educate da piccole al rispetto dell’ambiente, e in tal senso l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola (previsto dal decreto Gelmini) non potrà che fare bene.
scritto da
Unknown
alle
6:33 PM
0
commenti
Etichette: Codice Della Strada, educazione civica, inciviltà, protezione ambiente, rifiuti
mercoledì 30 aprile 2008
PROTEZIONE dell’AMBIENTE: si deve partire dai bambini
Quello dell’ambiente è uno dei problemi principali di questi ultimi anni: un problema che riguarda tutto (territorio, ambiente, clima, salute, città) e tutti (dai più piccoli agli anziani). Un problema profondo figlio di scelte e stili di vita (imposti e non) assolutamente sbagliati. Proprio in questi ultimi anni si stanno cercando le soluzioni per risolvere varie problematiche legate all’ambiente: dalla protezione del territorio al cambiamento climatico, dall’inquinamento (di ogni tipo) ai rifiuti. Ma credo che in questa ricerca delle soluzioni molto poco si sia puntato sui bambini, perché proprio da loro si deve partire per cambiare
Ecco perché sono qui a segnalare alcune interessanti iniziative che ho trovato in questi ultimi tempi, tutte atte alla sensibilizzazione ambientale dei bambini.
BAMBINI-CONTADINI. Ne sono un esempio quelli delle classi IB, IIA, IIB e VB della scuola elementare “Giorgio Catti” di San Mauro Torinese (Piemonte): in tale scuola è stato ideato il progetto “Orto in condotta”, per insegnare ai bambini a coltivare la terra perché ciò significa anche imparare a mangiare, fare la spesa, conoscere il terreno e le piante, ecc… Questi orti botanici sono stati ideati negli anni ’90 in California da Alice Waters in seguito al progetto “The Edible Schoolyards” (poi importati in Italia nel 1993 ed oggi già più di 100 con coinvolgimento di oltre 4.000 bambini). Così i bambini hanno imparato a vangare, seminare, seguire le piante nella crescita, a fare la compostiera per ricavare il terriccio dal rifiuto umido, ecc… fino ad arrivare al prodotto finale pronto per essere mangiato. Come ha scritto Carlo Petrini sul quotidiano
CARTONI AMBIENTALI IN TV. Ebbene sì, sono approdati in TV l’effetto serra ed i cambiamenti climatici spiegati ai bambini. Si tratta di un cartone animato intitolato “2 amici per la terra”, coprodotto da RAI Fiction e Union Contact col sostegno del Ministero dell’Ambiente, in onda ogni domenica mattina alle ore 8:50 su RAI3 fino al termine dell’estate. Nelle diverse puntate si parlerà in maniera semplice degli effetti del cambiamento climatico, di rifiuti e di raccolta differenziata, delle specie a rischio di estinzione, delle energie rinnovabili e di risparmio energetico. Il cartone animato vede due protagonisti: Pietro (un simpatico combina-guai e molto curioso) e Raimondo (un uomo che viene da un futuro in cui sono stati risolti i problemi ecologici, ma molto ingenuo), i quali mostrano ai bambini davanti alla TV come piccole azioni quotidiane possano migliorare le condizioni di vita sulla Terra. Peccato solo per l’orario: la domenica mattina non sono molti i bimbi disposti a sintonizzarsi alla TV prima delle 9, perché dunque non spostarlo al tardo mattino o nel pomeriggio?
VIDEOGIOCHI AMBIENTALI. Sono arrivati dalla Gran Bretagna due nuovi videogiochi ambientali per salvare il nostro pianeta dalla catastrofe climatica. Realizzati nel 2007 dalla compagnia inglese Red Redemption, si chiamano “Operation Climate Control” e “Climate Challenge” e sono rivolti ad un target giovane (ma non è detto…). Per quanto riguarda “Operation Climate Control” si deve accedere al sito http://www.operationclimatecontrol.co.uk, scegliere un nickname, un avatar e una location da cui cominciare (si può scegliere tra “energia nazionale” e “trasporti”); lo scopo del gioco è ridurre le emissioni di gas serra individuando ed eliminando i maggiori produttori di CO2; per eliminare il nemico non c’è nessuna arma (finalmente!!!) ma lo si farà decidendo su quali mezzi di trasporto puntare e quali fonti rinnovabili utilizzare tra quelle che producono meno CO2. Per quanto riguarda “Climate Challenge” si deve accedere al sito http://www.bbc.co.uk/sn/hottopics/climatechange/climate_challenge) ed anche qui lo scopo del gioco è ridurre le emissioni di CO2: il giocatore si identifica nel ruolo del Presidente dell’Unione Europea ed ha a disposizione 10 livelli per applicare scelte politiche e strategiche che abbiano un impatto positivo sull’ambiente; dovrà inoltre mantenere il consenso degli elettori, occuparsi dello sviluppo economico degli Stati UE ed attivare alleanze con altri Paesi; il giocatore si dovrà muovere su 5 linee di intervento (nazionale, industriale, import-export, locale e politiche abitative) e, attraverso varie scelte, si potrà cambiare il corso del gioco e salvare o meno le sorti della Terra. Davvero molto interessante: basta fuoco ed armi!!!
Si tratta di tre iniziative molto particolari che possono davvero contribuire in maniera fondamentale ad uno sviluppo della cultura ambientale nei nostri ragazzi: ce n’è bisogno per il nostro pianeta ed anche per il loro futuro. Aggiungo che non sarebbe per niente male ridare importanza a quell’educazione civica per troppi anni bistrattata nelle scuole italiane, magari inserendo argomenti di attualità come appunto le buone azioni quotidiane quali raccolta differenziata, risparmio energetico, rispetto dell’ambiente, ecc…
E, sempre a proposito di ragazzi, anche le scuole (assieme a tanti singoli cittadini, ai governi locali, ai personaggi pubblici, alle imprese) possono partecipano alla campagna di Legambiente chiamata STOP THE FEVER (http://www.stopthefever.org) per stimolare i cambiamenti degli stili di vita dei cittadini ed orientare le scelte politiche dei governi e delle imprese nel campo delle energie rinnovabili, del risparmio energetico, dell’inquinamento, dei consumi sostenibili, ecc… denunciando anche ritardi, sprechi ed uso scellerato delle fonti fossili. Insieme si può, ed i ragazzi ci possono aiutare a costruire un futuro senz’altro migliore: una battaglia ardua, ma assolutamente fattibile.
scritto da
Unknown
alle
9:53 AM
1 commenti
Etichette: cultura ambientale, difesa territorio, educazione civica, protezione ambiente
