martedì 27 febbraio 2007

Fondali tropicali? No, siamo in Antartide....

Sono qui a darvi un altro esempio sugli effetti del cambiamento climatico in atto sulla Terra. Nel 2002 avviene in Antartide un clamoroso distacco, e inabissamento in mare, di un enorme iceberg della superficie di ben 3.250 kmq e dell'altezza di 22 metri: l'iceberg si inabisso e si sciolse. Al posto di quella immensa montagna di ghiaccio rimase un mare largo come la Giamaica e in quella pozza di acqua gelida nei mesi scorsi alcuni biologi tedeschi vi hanno gettato le loro telecamere per poter vedere che cosa c'era lì sotto, al fine di poter studiare la vita presente al di sotto dei ghiacci antartici: queste telecamere sono scese fino a 800 metri di profondità ed hanno scoperto specie che in quel luogo non dovrebbero proprio esserci, come alcune razze di balene attirate lì dalla temperatura più alta dell'acqua rispetto ai mari circostanti, e specie prima sconosciute, dalle sembianze tropicali, come quelle rappresentate nella foto: la prima è un pesce senza globuli rossi, la seconda è un esemplare di ascidia arrivato qui nel 2002 e quella sotto è una stella marina a 12 punte (invece delle comuni 5!)!!! L'aumento considerevole della temperatura terrestre e marina (che negli ultimi anni ha interessato anche l'Antartico) ha infatti attirato qui specie che prima affollavano altri lidi: queste specie sono proprio il "termometro" (nel vero senso della parola!) dell'aumento termico che sta colpendo il nostro pianeta....

Missione scientifica ai Poli per studiare il cambiamento climatico

E' stata presentata ufficialmente a Londra la IPY, ovvero "International Polar Year" (letteralmente "Anno polare internazionale"), una spedizione che durerà due anni e riguarderà sia Artico che Antartico per effettuare delle indagini indispensabili allo studio del cambiamento climatico. Era già state tre le spedizioni del genere negli scorsi decenni: nel 1882-1883, nel 1932-1933 e, l'ultima, nel 1957-1958. Ora la nuova spedizione si avvarrà di strumentazioni altamente tecnologiche, impensabili per le precedenti spedizioni. Sono sei gli obiettivi principali della spedizione:
1) determinare lo stato attuale dell'ambiente ai Poli;
2) quantificare i cambiamenti climatici passati e presenti, migliorando le previsioni su quelli futuri;
3) comprendere meglio i legami tra le condizioni climatiche dei Poli e quelle del resto del Pianeta;
4) indagare le ultime frontiere della scienza nelle due regioni polari;
5) approfondire l'osservazione della crosta terrestre e dello spazio dai Poli;
6) esplorare gli aspetti culturali, sociali e storici delle popolazioni che abitano ai circoli polari.
La spedizione inizierà nel marzo 2007 e terminerà nel marzo 2009, coinvolgendo migliaia di scienziati di tutte le scienze: 18 mesi saranno dedicati all'Artico e 18 mesi all'Antartico. Due le stazioni coinvolte nell'Artico, ovvero la franco-tedesca Arctic Research Base Koldewey e la russa Samilov Station: vi sarà attuato anche il progetto "Tara", ovvero una spedizione su una goletta che solcherà il mare ad est del Polo Nord per verificare i mutamenti climatici. Cinque invece le stazioni coinvolte nell'Antartico, di cui due (la tedesca Neumayer e l'americana Mc Murdo) sono aperte tutto l'anno: 10.000 scienziati coinvolti in 220 progetti con oltre 50 partecipanti da più di 60 paesi, per un esborso di 15 miliardi di dollari in ricerche! Si tratterà di operazioni svolte in condizioni al limite per la sopravvivenza umana, ma che si rileveranno utilissime per studiare e comprendere meglio il cambiamnento climatico in atto sulla Terra e per poter successivamente studiarne l'evoluzione. A tra due anni....

Aggiornamento ciclone "Gamede"

E' rimasto praticamente stazionario il ciclone tropicale "Gamede" sull'Oceano Indiano. L'immagine satellitare allegata riprende il ciclone alle ore 19:00 del 26 febbraio, praticamente dove era alla stessa ora di sabato. Si sta spostando lentissimamente verso sud, ancora posizionato ad est del Madagascar. Ieri mattina i venti soffiavano ad una velocità di oltre 200 km/h, con l'occhio centrato 230 miglia a NW dell'isola della Reunion e a 250 miglia ad est di Toamasina (Madagascar). Il ciclone potrebbe raggiungere forza di "categoria 4" (su una scala di 5) giovedì mattina, con venti fino a 240 km/h: l'occhio rimarebbe in pieno oceano, ma precipitazioni violentissime continuerebbero ad interessare le due isole. Proprio nell'isola della Reunion si sono verificate delle precipitazioni di intensità eccezionale: tra le ore 16 di sabato e le 16 di domenica (dunque in appena 24 ore) sono caduti ben 740 mm d'acqua a Le Plaine des Chicots e addirittura 832 mm a Vidot!!! L'altro ciclone, "Humba", si è già invece indebolito ed ora classificato come "tempesta tropicale" in fase di dissolvimento.

lunedì 26 febbraio 2007

Si stanno raffreddando i poli del Sole!

E' quanto emerge da una ricerca sull'attività solare condotta dagli scienziati americani della NASA, secondo la quale la temperatura nella zona in prossimità dei Poli del Sole sarebbe scesa di ben 80.000°C negli ultimi 10-11 anni! Ricordiamo che, mentre sulla superficie solare la temperatura oscilla tra 4.800 e 6.000°C, nelle zone dell'alta "atmosfera solare" (chiamata "Corona solare") la temperatura può raggiungere addirittura 1.000.000°C. Tutto ciò è stato scoperto in seguito al monitoraggio svolto dalla sonda spaziale euro-americana "Ulysses", lanciata nel 1990 proprio per studiare l'ambiente solare. Il raffreddamento sembra dovuto alla formazione di intensi campi magnetici nelle regioni polari del Sole e alla loro periodica inversione da un polo all'altro con una periodicità di circa 11 anni, durante i quali si manifesta un picco minimo ed uno massimo dell'attività energetica solare. Questi studi sono di grande importanza per valutare i flussi energetici irradiati dal Sole e in che modo influenzano il clima sulla Terra. Alcuni scienziati (ed alcuni loro sostenitori...) attribuiscono l'attuale surriscaldamento terrestre proprio all'aumentata attività solare (in seguito al forte magnetismo) avvenuta nell'ultimo secolo: lasciatemelo dire però, sinceramente ritengo che tali fenomeni influiscano sull'aumento della temperatura terrestre in misura minima, molto minima, rispetto a quanto vi contribuiscono invece i gas serra che noi immettiamo in atmosfera, l'effetto-serra è ormai una realtà innegabile...

Il clima che cambia: grandinate in Svizzera!

Eh sì, ora dobbiamo commentare anche questa! A conferma dell'anomalia climatica positiva che continua ad interessare buona parte d'Europa (con temperature costantemente ed eccezionalmente sopra la media), ecco che giunge la notizia che fenomeni meteo tipicamente estivi hanno interessato la Svizzera sabato 24 febbraio: numerose tempeste, con intense grandinate e venti fino a 100 km/h, hanno interessato quasi tutto il paese, causate dallo scontro tra aria fredda in arrivo in quota ed aria calda preesistente. Nei giorni precedenti, infatti, temperature primaverili di 13-15°C aveva interessato ogni angolo svizzero, da Ginevra a Zurigo.... Nella foto, il piazzale dell'abazzia di Einsiedeln, imbiancato dalla grandine! Sono gli effetti del cambiamento climatico che durante l'autunno-inverno ha scovolto l'Europa, in seguito a 6 mesi consecutivi di valori termici fuori norma: e questo trend climatico vige tuttora.... Fonte http://www.meteogiornale.it

Cicloni nell'Oceano Indiano: arriva "Gamede"...

Mentre si sta esaurendo la forza di "Flavio" (30 morti, 70 feriti e 40.000 senzatetto in Mozambico, già messo in ginocchio lo scorso gennaio da piogge alluvionali), ora è in arrivo il ciclone "Gamede" (vedi l'immagine satellitare alle ore 19:00 di sabato 24/02/2007). Proprio sabato sera è arrivato alla forza di "categoria 3", passando poco a nord dell'isola della Reunion: i suoi venti avevano una velocità media di 166 km/h con punte di 203! Nell'isola si sono verificate piogge alluivionali: nella località di Vacoas sono caduti ben 437 mm d'acqua in appena due giorni!!! Alle 18 di stasera , "Gamede" potrebbe avere venti ad una velocità media di 194 km/h con punte di ben 240!! Spostandosi ad una velocità di 12 km/h verso ovest-sud ovest, dovrebbe raggiungere il Madagascar tra martedì e mercoledì: qui si teme per i danni che potrebbe causare (sarebbe l'8° ciclone a colpire l'isola in questa stagione!!!).Un altro ciclone, nel frattempo, si è formato nell'Oceano Indiano Meridionale, ovvero "Humba", ora di "categoria 1" con venti a 105 km/h, con centro 805 miglia a sud di Diego Garcia (territorio britannico dell'Oceano Indiano): dovrebbe tuttavia rimanere (ed esaurirsi) in mare apreto.

venerdì 23 febbraio 2007

Continua la super-stagione di cicloni sull'oceano Indiano

Come già scritto in precedenza, quest'anno prima le Filippine ed ora l'Oceano Indiano stanno vivendo una super-stagione per quanto riguarda tifoni e cicloni: purtroppo, come spesso accade, gli organi di informazione non ne danno notizia in quanto colpiscono zone non "televisivamente attraenti" (perdonatemi l'affermazione, ma rende al meglio la realtà visto che fa più notizia un uragano in Florida!), nonostanze tali tempeste abbiano e stiano portando morte e distruzione in zone già povere di per sè. Il Madagascar è già stato colpito da 7 cicloni in questa stagione, con gravissimi danni soprattutto all'agricoltura (principale fonte di sostentamento). L'ultimo ciclone, denominato "Flavio", dopo il Madagascar ha investito il Mozambico raggingendo la forza di "categoria 4" (su una scala di 5), con venti a 230 km/h e raffiche fino a 270!!! Proprio in quest'ultimo paese ha portato disastrose inondazioni nella giornata di ieri, lasciando oltre 80.000 persone senza tetto e decine di dispersi nella provincia centrale di Inhambaneha (vedi foto).... Ma già altri due cicloni sono nati (vedi piantina). Il primo è "Gamede" che attualmente è nei pressi delle Isole Mascarene ed ha la forza di "categoria 2", con venti a 180 km/h e raffiche a 200, che si sta dirigendo verso la parte centrale del Madagascar. Il secondo è "16S", sempre di "categoria 2", con venti a 160 km/h e raffiche fino a 180, che si sta dirigendo verso sud-est ed anche questo potrebbe interessare il Madagascar! E su giornali e TV non se ne parla.... Come sempre lo apprendo dai siti meteo specializzati, ovvero http://www.meteogiornale.com e http://www.meteolive.it

giovedì 22 febbraio 2007

Le famigerate polveri sottili PM10!

E' ormai uno dei più gravi problemi di ogni città: l'inquinamento dell'aria che respiriamo. Inquinamento causato soprattutto dalle PM10, polveri sottilissime che, proprio per la loro leggerezza, rimangono continuamente sospese nell'aria cittadina favorite dalle enormi fonti inquinanti, dalla calma eolica e dalle vie cittadine racchiuse da fabbricati su ogni lato che impediscono il ricambio di aria. Si tratta di polveri molto pericolose per la salute umana: in quanto finissime, penetrano nei nostri polmoni apportando gravi malattie ed anche la morte, soprattutto nelle persone con certe patologie e comunque fisicamente più deboli (in primis bambini ed anziani). Un problema che si sta presentando di continuo ormai in tutte le città: il limite giornaliero di PM10 presenti nell'aria imposto dalla legge viene continuamente superato e con esso anche il numero massimo di giornate annue in cui si può superare tale limite (che è di 35, ma ormai molte città lo superano per 150/200 volte all'anno)!!! Eloquenti sono i dati del 2007, ch evidenziano una situazione gravissima favorita anche da una stasi meteorologica incredibile: dal 1° gennaio ad oggi, molte città della Val Padana hanno già superato il limite giornaliero 35-40 volte su 53, Torino 41 su 53, Venezia e Frosinone 42 su 53, Padova 45 su 53, Vicenza 46 su 53 e al "top" Verona con 47 giorni su 53!!! Uno studio del Csst, patrocinato dall'ACI (Automobile Club Italia) ha evidenziato che le fonti che più contribuiscono alle PM10 sono:
1) trasporti per il 49%;
2) industria per il 27%;
3) residenziale e terziario per l'11%;
4) agricoltura e foreste per il 9%;
5) produzione energia per il 4%.
Del 49% di PM10 fornite dai trasporti cittadini ben il 29% arriva da trasporti a gasolio, mentre si è scoperto che le vetture Euro 3 incidono solo per l'8% e le Euro 4 addirittura per l'1-2%!!!

Centinaia di LAGHI sotto la calotta antartica!

Grazie all'analisi delle immagini satellitari riprese dallo "Ice Cloud and Land Elevation Satellite" (ICESAT) della NASA, i ricercatori della Scripps Institution of Oceanography a La Jolla (California) e dell'Università della California a San Diego hanno scoperto una fitta rete di LAGHI al di sotto della spessa coltre antartica (Polo Sud). Si tratta di oltre 150 laghi dei quali il più grande, il lago di Vostok, ha una superficie di ben 15.000 kmq (come il Lago Ontario in Canada)! Pur essendo completamente circonadata da ghiacci, l'acqua rimane allo stato liquido per l'elevata pressione a cui è sottoposta proprio dai ghiacci soprastanti. Questa scoperta potrebbe fornire dati molto utili per lo studio dello scioglimento dei ghiacci in atto e del conseguente innalzamento medio dei mari di tutta la Terra.

Finalmente freddo sul nord-est Europa!

Sono dovuti passare tre mesi di inverno perchè arrivasse il freddo su quelle zone d'Europa solitamente abituate a sopportarlo ogni anno: quest'anno invece il freddo è mancato per quasi l'intero inverno ma ora.... La mappa allegata è eloquente. Stamattina valori fino a -30°C in Bielorussia: -29.7°C a Lyntupy e -29.5°C a Verhnedvinski, ma -27/-28°C anche a Orsa e Lepel; la capitale Minsk si è fermata a -23.7°C! Tutti i paesi baltici sono al gelo: in Estonia -26.7° a Riga, -28.8°C a Valga e ben -32.3°C a Daugavpils!! In Lituania -29.5°C a Utena. In Finlandia ieri mattina minime di -30.1°C a Ivalo, -30.3°C a Sodankyla, -23.9°C a Tampere -22.2°C ad Helsinki! Ma gelo ancora più intenso in Russia: Mosca stanotte è scesa a -25°C, ma nei pressi dei Monti Urali (più precisamente ad est della loro parte settentrionale, in terra asiatica) -41°C a Nyaksimvol e -43°C a Sosva: al di qua degli Urali, in terra europea, -35°C a Pechora e -39°C a Berozovo e Tarko Sale!! In inverni normali valori del genere non farebbero molto scalpore... Il freddo non minaccerà però il resto Europa, che ha vissuto un "non inverno" ed anzi sarà presto invasa dalla primavera... Effetto serra?
Fonte http://www.meteogiornale.it/live

Nubi in diminuzione e..... la Terra si scalda!

Recenti ricerche condotte dall'Università del Wisconsis a Madison hanno svelato che, tramite delle misurazioni effettuate con l'utilizzo di superfici satelliti del progetto internazionale ISCCP, la copertura nuvolosa a scala globale è diminuita del 4% negli ultimi 20 anni: questo porta ad un ulteriore incremento della radiazione solare e di conseguenza intensifica il surriscaldamento terrestre. Le nubi hanno infatti una notevole influenza sulla termoregolazione del pianeta, in quanto possono ridurre anche dell'80% la radiazione solare: meno nubi = maggiore radiazione solare = maggiore effetto serra (a causa dei gas presenti in atmosfera) = maggior surriscaldamento = aumento dei fenomeni meteorologici intensi sul pianeta. Sembra la catena di Sant'Antonio...

martedì 20 febbraio 2007

Risparmio energetico: ulteriori informazioni sugli incentivi

Continuano gli incentivi per poter potenziare il risparmio energetico sul nostro paese, grazie ai fondi stanziati dalla Finanziaria, ovvero un miliardo di euro già stanziati e un miliardo e mezzo di euro in sconti fiscali. Vediamoli nel dettaglio:
ristrutturazioni: le spese per poter rendere più efficiente l'edificio (tramite isolamento, nuove caldaie, pannelli solari, ecc...) potranno essere detratte per il 55% dall'IRPEF: un tecnico abilitato certificherà il progetto. Dal luglio 2007 per gli edifici oltre i 1.000 mq di superficie e dal luglio 2008 per ogni altro immobile nuovo, ristrutturato o oggetto di compravendita sarà necessario il certificato che attesti la capacità di risparmio energetico;
industria: le aziende che cambieranno i propri motori elettrici con modelli nuovi più efficienti godranno di una detrazione del 20% sulle imposte (attualmente i motori inefficienti consumano i 2/3 dell'energia utilizzata dall'industria!);
auto e biodiesel: confermati i bonus per la rottamazione di auto e moto "euro 0" ed "euro 1": le accise del GPL saranno tagliate del 20%, quelle del bioetanolo del 50% e quelle del biodiesel di ben l'80%! Si vuole entro il 2100 produrre in Italia 350.000 tonnellate di biocarburanti (250.000 biodiesel e 100.000 bioetanolo);
fondo Kyoto: saranno stanziati 600 milioni (200 milioni ogni anno per 3 anni) per finanziare progetti destinati a ridurre le emissioni di gas serra in atmosfera;
certificati bianchi: vengono innalzati gli obblighi di risparmio per gli operatori e per i consumatori. I risparmi effettuati verranno certificati da parte dell'Autorità per l'Energia e daranno diritto a dei bonus finanziari (i cosiddetti "certificati bianchi");
fotovoltaico: un nuovo decreto per rendere conveniente l'installazione dei pannelli solari. L'energia prodotta si potrà utilizzare per propri bisogni o rivenderla al proprio gestore elettrico ad un prezzo compreso tra 36 e 49 centesimi a KWh (vedi mio articolo precedente). La tariffa viene aumentata del 5% per scuole ed ospedali;
innovazione: saranno stanziati 350 milioni di euro l'anno per tre anni atti a finanziare investimenti per le aziende che gli permetteranno di consumare meno o di sviluppare prodotti che favoriscono il risparmio energetico.

Zuccherifici italiani in disuso diventeranno CENTRALI ELETTRICHE A BIOMASSE!

In seguito alla decisione dell'Unione Europea di non sostenere più la coltivazione di barbabietola da zucchero in Italia, sono venuti a chiudere 13 dei 16 zuccherifici italiani. Da qui nasce l'idea di riconvertire gli zuccherifici della Eridania Sadam in centrali elettriche a biomasse, in seguito ad un accordo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili siglato tra le società Actelios (che fa parte del gruppo Falck), Seci e Maccaferri (specializzata in realizzazione di centrali di cogenerazione). Già sarà possibile farlo per 4 ex-zuccherifici italiani, per una potenza complessiva installata di 150MW, ovvero quelli di Castiglion Fiorentino (AR), Russi (RA), Fermo e Villasor (CA). Le aree agricole cicrcostranti, prima adibite alla coltura della barbabietola da zucchero, saranno ora convertite a colture "no food" proprio per la produzione di biomasse ed olii vegetali da impigare nelle centrali riconvertite. Energie rinnovabili: dovrebbero essere il nostro futuro, anzi lo debbono essere...

Vi siete mai immaginati "la fine del mondo"? Ecco come potrebbe essere....

Questa splendida foto è stata scattata dal telescopio spaziale Hubble, messo in orbita dalla NASA attorno alla Terra. Si tratta di una enorme nube di gas al centro della quale vi è ancora visibile un puntino bianco: rappresenta la morte della stella NGC2440, identica al nostro Sole ed esplosa migliaia di anni fa (immagine arrivata ora sulla Terra dopo un viaggio di ben 4.000 anni-luce!). Questa foto rappresenta in pratica la nascita e la morte di quel sistema solare: dopo l'esplosione, gli atomi di quella stella (ovvero il puntino bianco della foto) si sono dispersi nello spazio e un giorno potrebbero aggregarsi in nubi per poi genrare altre stelle e, forse, forme di vita. E' quello che succederà anche al nostro Sole quando avrà bruciato tutto il suo idrogeno: tranquilli, però, questo accadrà tra 3 o 4 miliardi di anni e secondo gli scienziati per quella data gli esseri umani si saranno estinti....

lunedì 19 febbraio 2007

PANNELLI SOLARI: ecco il "nuovo conto energia"

E' stato ideato il cosiddetto "nuovo conto energia", con l'obiettivo di garantire una rendita per chi installa e produce energia elettrica da pannelli solari, con doppio vantaggio per l'utente: gli verrà riconosciuto un contributo per l'ammontare di energia prodotta e venduta alla rete e non pagherà in bolletta il proprio consumo di energia per un quota pari a quanto venduto. Attualmente in Italia la potenza prodotta dai pannelli solari esistenti è pari allo 0.01% del totale di energia elettrica prodotta, una quantità circa 28 volte inferiore a quella della Germania!! La superfcie dei pannelli solari italiani ammonta ad oggi a circa 1.500-1.700 kmq, lo 0.5% del territorio nazionale!! I risultati del "vecchio conto energia" sono che al 1° gennaio 2007 dei 500 MW incentivati ne sono entrati in esercizio solo 6. Il "nuovo conto energia" ha come obiettivo 3.000 MW installati entro il 2016, con una tappa intermedia di 1.200 MW durante la quale ci sarà una revisione del sistema. N.B.: hanno diritto agli incentivi gli impianti fotovoltaici entrati in esercizio tra la data di emanazione del provvedimento e il 31 dicembre 2008. Dal 1° gennaio 2009 le tariffe saranno ridotte del 2%. In particolare, gli incentivi vanno da 36 a 49 centesimi per ogni kilowattora prodotto a seconda della categoria che prevede impianti "non integrati" (cioè esterni all'edificio), "parzialmente integrati" (come i pannelli apposti sul tetto) ed "integrati" (ovvero inclusi nella struttura dell'edificio già nel progetto) e a seconda della potenza (da 1 a 3 Kw, da 3 a 20 Kw e oltre i 20 Kw). Inoltre, gli impianti fotovoltaici che già godono delle tariffe incentivanti e che cedono energia ad altri utenti possono beneficiare di un premio ulteriore se c'è una riduzione di almeno il 10% del fabbisogno di energia (anche attraverso la "certificazione energetica dell'edificio"): il premio consiste in una maggiorazione percentuale della tariffa riconosciuta in misura pari alla metà della percentuale di riduzione di energia primaria. Investite gente, investite.....

Vivere.... agli estremi!

Ne è un esempio la cittadina americana di Barrow (vedi foto), posta lungo le coste settentrionali dell'Alaska (dunque affacciata direttamente sul Polo Nord), oltre 340 miglia a nord del Circolo Polare Artico! Diaciamo pure che le condizioni cliamatiche sono invivibili: eppure la cittadina conta circa 4.600 abitanti! Dal 17 maggio al 4 agosto riceve 24 ore di sole al giorno (dunque circa 100 giorni consecutivi di luce perenne), ma dal 17 novembre al 4 febbraio è notte perenne con il cielo illuminato soltanto dalla luce crepuscolare, dalla Luna o dalle frequenti e bellissime aurore boreali. Propio durante la notte artica, e dunque per circa 100 giorni consecutivi, la temperatura rimane di molto sotto lo zero, con medie di -25°C e punte di -40°C, accompagnate spesso da venti sostenuti e nevischio!!! Ora è ricominciata a riapparire la luce solare e la temperatura la scorsa notte era di -33°C....

venerdì 16 febbraio 2007

Curiosità meteo: neve a Kathmandu (Nepal)

Mercoledì 14 febbraio 2007, durante la mattinata, a Kathmandu (la capitale del Nepal, a 1300 metri di quota) è caduta la neve: non accadeva dal gennaio 1944!!! Una nevicata breve, della durata di 45 minuti, che non ha attecchito a causa della temperatura troppo sopra lo zero (circa +7°C). Ma è bastato per causare stupore e meraviglia: tutta la gente si è riversata in strada, le scolaresche hanno lasciato le loro aule mentre la rete telefonica mobile è andata in tilt per l'eccesso di chiamate tra i cittadini che si scambiavano notizie sull'insolito evento! La temperatura minima nella città è stata di 2.3°C: i colli attorno ad essa sono tutti imbiancati fino a 1900 metri. Molte zone montuose nepalesi sono state sommerse da 60-90 cm di neve, mentre altre località come Baglung, Myagdi e Parbat hanno visto la neve per la prima volta nella loro storia secolare!!! Ricordiamo che il Nepal, nonostante la vicinanza dell'Himalaya, gode di un clima molto mite e tra l'altro l'inverno è generalmente siccitoso. La natura riesce sempre a stupire l'uomo...

giovedì 15 febbraio 2007

METANO ed EFFETTO SERRA: quali conseguenze?

Recenti ricerche effettuate dall'Istituto di Biologia Artica all'Università di Fairbanks (Alaska) hanno rivelato che il disgelo continuo dei ghiacci polari nelle terre emerse sta liberando in atmosfera grandi quantità di metano rimaste finora intrappolate sotto i ghiacci! Il metano, ahimè, è un gas serra molto più "efficace" (per favorire l'effetto serra!) dell'anidride carbonica ed anche piccole variazioni quantitative di tale gas possono portare a notevoli variazioni termiche sulla Terra. Da anni gli scienziati studiano il comportamento del cosiddetto permafrost, un tipo di terreno che ha la caretteristica di avere temperature sempre sottozero (e quindi sempre gelato), il chè gli permette di mantenere surgelati al suo interno per millenni organismi vegetali ed animali: al momento del disgelo, si innescano dei processi di decomposizione del materiale organico intrappolato che portano alla formazione del gas metano (in ingenti quantità). (Ricordiamo anche che molti fabbricati sono stati costruiti sul permafrost, ed il suo disgelo sta comportando gravi rischi di stabilità ai fabbricati stessi). Pertanto, il riscaldamento globale potrebbe innescare dei processi noti col nome di "feedback positivo", ovvero un effetto che accentua la causa da cui ha origine: l'effetto serra fa aumentare la temperatura, questa intensifica lo sciogliemento dei ghiacci che a sua volta consente di liberare in atmosfera gas metano, che non fa altro che incrementare l'effetto serra stesso! Secondo le ultime stime, il permafrost si estende per circa 22.000.000 di kmq (circa il 24% delle terre emerse dell'emisfero nord): il suo contributo di gas metano all'atmosfera terrestre sarebbe pesantissimo! Insomma una serie di reazioni a catena che l'uomo ha probabilmente innescato e che difficilmente ora è in grado di fermare: si è tirato la zappa sui piedi...

mercoledì 14 febbraio 2007

ARTICO in crisi....

I ricercatori degli 8 paesi confinanti con l'Artico lanciano grida d'allarme sul clima del Polo Nord, che da qui al 2100 subirà notevoli cambiamenti in seguito all'aumento sempre più veloce della temperatura terrestre. I lori studi (rappresentati nei grafici qui a lato) indicano che l'Artico si riscalderà maggiormente rispetto al resto della Terra e di conseguenza la calotta polare diminuirà sempre di più contribuendo all'inesorabile innalzamento dei mari terrestri. Gli incrementi termici saranno più netti nei mesi invernali (da dicembre a febbraio) e dopo il 2050 potrebbero essere dell'ordine di 3-5°C sui settori continentali e fino a 7°C sopra i mari! Durante la stagione fredda tali incrementi termici potrebbero essere di 4-7°C sulle terre emerse e di 7-10°C sul Mar Glaciale Artico. L'aumento delle temperature porterebbe ad una maggiore evaporzione marina e quindi a maggiori precipitazioni (+20% entro il 2100), in particolare d'estate. L'aumento precipitativo sarà maggiore lungo le coste (soprattutto durante l'inverno) con un +30% rispetto all'attuale. Naturalmente scompariranno sempre di più iceberg e superfici marine ghiacciate, nell'ordine di -10/-50% rispetto alla situazione attuale (ma oltre -50% in estate entro la fine del 2100): ciò contribuirà ad un ulteriore aumento termico per il mancato effetto-riflesso esercitato del ghiaccio (il ghiaccio infatti rimanda verso lo spazio buona parte dei raggi solari: è il cosiddetto effetto albedo); lo scioglimento dei ghiacci quindi contribuirà a trattenere maggiori raggi solari. L'estensione del manto nevoso, inoltre, calerà del 10-20% rispetto ad ora, con una diminuzione maggiore tra aprile e maggio, un accorciamento della stagione delle nevi ed un precoce risveglio vegetativo lungo le coste. Naturalmente i riflessi si riverserbbero sul clima di molte parti del pianeta. Aiuto.....

ITALIA: ecco i cosiddetti "comuni rinnovabili"!

E' stata realizzata da Legambiente una mappatura energetica dei territori comunali dell'Italia, in occasione del 2° anniversario dell'accordo mondiale sull'ambiente. Per questo è sorta l'iniziativa "Comuni rinnovabili" che assegna un premio alle amministrazioni comunali che si sono maggiormente impegnate sul fronte delle energie rinnovabili: la classifica è stata fatta valutando i risultati ottenuti da un questionario inviato ad ognuno degli oltre 8.000 comuni italiani nel quale le amministrazioni dovevano indicare il proprio fabbisogno energetico da pannelli solari o fotovoltaici, centrali idroelettrice, impianti geotermici e da riscaldamento a legna. I risultati ci dicono che i comuni più piccoli (quelli con meno di 5.000 abitanti) sono più avanti rispetto a quelli di una certa grandezza. In generale la classifica vede al 1° posto Varese Ligure (SP) che si è "rinnovato al 100%", seguito da Selva di Val Gardena (BZ), Maratea (PZ), Cirigliano (MT), Lecce, Napoli e Lagundo (BZ). Vediamo ora nel dettaglio.
Solare termico: su 268 amministrazioni comunali che lo impiegano ben 175 sono piccoli comuni. 1° risulta Selva di Val Gardena (BZ) con ben 2.000 mq di pannelli solari installati (oltre 792 mq ogni 1.000 abitanti!). Tra i grandi comuni il 1° posto è occupato da Maratea (PZ) con 95 mq di pannelli solari ogni 1000 abitanti.
Solare fotovoltaico: 1° posto a Cirigliano (MT) ove il solare fotovoltaico è utilizzato per l'illuminazione pubblica. Il 1° grande comune è Lecce, con 6.000 KW installati ed una media di 64 KW ogni 1.000 abitanti.
Eolico: 136 sono i comuni che l'utilizzano, con una potenza installata complessiva di 2.175 MW che soddisfano oltre 1.700.000 italiani. Di questi 136 comuni ben 108 producono più energia di quella che consumano! Certo, siamo molto indietro rispetto all'Europa: in Germania ci sono già 20.622 MW installati, in Spagna 11.615 e nella piccola Danimarca oltre 3.000!
Biomasse: 1° posto a Brunico (BZ), con un impianto da 20 MW che utilizza legno e biomasse locali che consentono di riscaldare ben l'80% delle abitazioni del paesino.
Geotermia: 9 i comuni italiani che la utilizzano, tutti compresi tra le provincie di Siena, Pisa e Grosseto. Nel solo 2005 si sono prodotti 5.400 GWh pari al fabbisogno elettrico di 1.900.000 famiglie!
Idroelettrico: da queste centrali esce l'energia utilizzata per il fabbisogno elettrico di oltre 17.000.000 di famiglie. E' quella che fornisce ancora il maggior contributo al rinnovabile (nel 2005 ha fornito l'84.8% della produzione di energia elettrica da fonti pulite per 42.926 GWh). 1° tra i piccoli comuni è Piateda (SO) con 6,1 MW mentre 1° tra i più grandi è Pordenone con 3,4 MW.
La strada per le "energie rinnovabili" è ancora lunga, ma è quella giusta ed ora bisogna perseverare...

martedì 13 febbraio 2007

TELERISCALDAMENTO: ecco un bell'esempio di energia rinnovabile a Legnago (VR)

E' la proposta adottata dalla giunta comunale di Legnago, paese di circa 25.000 abitanti nella bassa pianura veronese, che sarà inserita (dopo l'approvazione in consiglio) nel programma triennale delle opere pubbliche 2007-2009: il progetto è stato presentato dall'assessore all'ecologia Alessandro Pozzani (ricordiamo che la città è guidata da una giunta di centro-sinistra). L'opera naturalmente vedrà la sua completa realizzazione a lungo termine (da 10 a 20 anni per coprire l'intero territorio comunale) ma avrà effetti molteplici: una drastica diminuzione dell'inquinamento dell'aria, grazie al mancato impiego di circa 3.000 tonnellate all'anno di petrolio bruciato per riscaldare, oltre ovviamente ad un bel risparmio economico per gli utenti. La nuova opera interesserà per prime le strutture che più hanno richiesta di calore e quindi l'ospedale, le scuole e gli stabilimenti industriali, per poi essere esteso a tutta la cittadinanza. Il costo preliminare è di circa 18 milioni di euro senza però nessun aggravio per le casse comunali: l'importo sarà infatti a totale carico della ditta che si aggiudicherà la concessione, mentre i lavori inizieranno presumibilmente alla metà del 2008. La funzione principale sarà quella di portare acqua calda in tutti gli edifici per uso sanitario e per riscaldamento, facendo eliminare tutte le caldaie, i bruciatori e le canne fumarie: pensate che effetti positivi avrebbe sull'aria che respiriamo e sull'atmosfera! Un esempio da seguire....

FINLANDIA: lezione su come utilizzare il legname...

La Finlandia è ricchissima di foreste: ricoprono ben l'86% della sua superficie territoriale. Lo Stato però non ne è propitario totale: garantisce ad ogni cittadino la possibilità di caccia e di raccogliere frutti in tutte le foreste del paese, anche se solo 1/3 è di sua proprietà. Infatti, il 60% delle foreste finlandesi è di poprietà di privati, che ne possiedono mediamente 4 ettari a testa!!! All'inizio degli anni '90 fu progettato un sistema di mappatura satellitare dei boschi, denominato National Forest Inventory ed ideato da Erkki Toppo della Finnish Forest Research Institute (l'orgnimo che dal 1918 si occupa della gestione delle foreste finlandesi). Ciò ha consentito di dividere il territorio boschivo in pixel da 25 mq in cui sono registrati molti dati come la quantità delle piante, la loro età, la loro specie e la loro maturità commerciale (ovvero quanta polpa di legno se ne può ricavare). Ciò ha permesso di abbattere i costi della registrazione condotta sul terreno da personale apposito: la mappatura indica poi dove si trovano le risorse più utili per l'ambiente. Un altro sistema satellitare è stato usato dalla compagnia finlandese Enso Metsa di Helsinki, che ha messo a punto un software che controlla il trasporto di legno su strada: considerando il tipo di carico richiesto, la destinazione e la sua distanza, il sistema calcola il percorso più efficiente minimizzando gli spazi vuoti sui camion e diminuendo i costi e le emissioni di gas nocivi. Tutto ciò per un miglior sfruttamento del legname, che rappresenta la seconda fonte di energia del paese, e per contribuire alla lotta all'inquinamento atmosferico. Molto di questo legname, proveniente direttamente dalle foreste ma derivante anche dagli scarti di segherie e falegnamerie, viene impiegato dalle centrali elettriche in alternativa al petrolio. Dai paesi scandinavi c'è solo da imparare....

domenica 11 febbraio 2007

ITALIA: arriva il pacchetto-energia con bonus per chi risparmia

E' il nuovo piano messo a punto dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e riguarderà casa, industria, consumi, mobilità ed innovazione tecnologica per migliorare l'uso dell'energia, ridurre l'impatto ambientale e rispettare gli obblighi del protocollo di Kyoto. Si tratta di una serie di punti che prevedono nuovi benefici, sgravi ed incentivi a favore di chi renderà la propria abitazione energiacamente più efficente. E' stata confermata la detrazione dall'Irpef del 55% delle spese per:
- interventi di riqualificazione energetica degli edifici;
- installazione di coperture, pavimenti ed infissi a miglior tenuta energetica;
- installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
- sostituzione impianti di climatizzazione invernali con impianti dotati di caldaia a condensazione.
Per i pannelli solari è in arrivo un decreto che impone all'Italia l'obiettivo di 2000 Mw installati entro il 2015: ciò significa potenziare gli incentivi all'installazione e alzare le tariffe (a favore del consumatore) dell'energia prodotta che viene comprata dal gestore elettrico. Si punta anche sui cosiddetti certificati verdi e bianchi, gestiti dall'Autorità dell'Energia. Il "certificato verde" è la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili che produttori ed importatori hanno l'obbligo di immettre ogni anno (dal 2002 tale quota è del 2% dell'energia elettrica prodotta o importata non rinnovabile, mentre dal 2004 questa quota doveva essere aumentata dello 0.35% ogni anno: ora tale valore verrà incrementato). Il "certificato bianco" è invece l'attestazione di un risparmio energetico fatta da parte del distributore di energia elettrica sulla propria rete, anche in collaborazione con altre imprese o associazioni che si avvantaggiano della riduzione dei consumi: questo ha portato dal 2005 ad un risparmio di consumi pari a quelli di una città di 700.000 abitanti ed ha evitato un'emissione in atmosfera di oltre 1.360.000 tonnellate di CO2! Per questo sono stati stanziati 62 milioni di euro per premiare chi risparmierà nel 2007: coraggio gente....

Un premio di 25.000.000 di dollari per salvare la Terra

Una ricompensa vera e propria, del valore di ben 25.000.000 di dollari (circa 20.000.000 di euro), che l'imprenditore Richard Branson (proprietario e fondatore della Virgin, uno degli uomini più ricchi della Gran Bretagna ma anche uno dei più impegnati sul campo ecologista) darà allo scienziato o a chiunque troverà la soluzione concreta per salvare la Terra dai cambiamenti climatici in corso. In particolare il premio sarà dato a colui che riuscirà ad ideare un sistema in grado di estrarre i gas inquinanti e le emissioni di carbonio dall'atmosfera. L'iniziativa è stata presentata due giorni fa a Londra e al fianco del sig. Branson c'era anche l'ex vicepresidente USA Al Gore, altro personaggio molto impegnato sul campo ecologista: il sig. Branson ha detto di essersi ispirato per questa sua iniziativa allo scienziato James Lovelock, secondo il quale il cambiamento climatico in corso avrebbe ormai raggiunto un "punto di non ritorno". Il premio servirebbe a spronare tutti i cervelli scientifici presenti sulla Terra, al fine di poter trovare la soluzione ideale per salvare la Terra dalla distruzione. Le soluzioni che verranno proposte saranno analizzate da una commissione costituita dallo stesso Branson, da Al Gore e da un team di grandi scienziati. Il vincitore dovrà attuare un sistema per rimuovere dall'atmosfera almeno un miliardo di tonnellate di carbonio l'anno per 10 anni. Ah dimenticavo, il premio resterà in palio per 5 anni, sbrigatevi.....

World Press Photo 2006: la deforestazione....

Il World Press Photo è un concorso che premiaogni anno le 10 migliori foto scattate durante l'anno da persone qualsiasi e che "fotografano" (nel vero senso della parola!) le situazioni più drammatiche in atto sulla Terra e che esprimono molto più di quasiasi parola. Per il 2006 tra le prime 10 è stata inserita questa foto, che ha ricevuto il 2° premio Contemporary Issues: è stata scattata da Daniel Beltrà (per Greenpace) e ritrae un campo di soia in Amazzonia (Brasile). Rappresenta nella sua completezza la selvaggia deforestazione che è in corso in questa immensa zona verde per creare nuovi campi coltivabili, soprattutto per arricchire qualche grande coltivatore e produttore di soja transgenica (con la compiacenza del governo brasiliano...). Stanno così scomparendo enormi tratti di foresta vergine, ovvero un patrimonio vegetale ed animale del valore inestimabile, che rappresenta uno dei polmoni del nostro pianeta, e con esse spariscono anche le popolazioni amerindiane (i poveri caboclos). Uno scempio che bisogna fermare....

venerdì 9 febbraio 2007

CARBURANTI VERDI: sono già una realtà in alcuni paesi europei!

In un mio articolo di ieri vi ho parlato di alcuni paesi asiatici (Cina ed Indonesia) che stanno utilizzando o si stanno preparando ad utilizzare i cossiddetti "carburanti verdi", ovvero etanolo e biodiesel ottenuti in quelle zone dalle lavorazioni di grano, granturco, soia e palme da olio. E' ormai risaputo che da anni anche il Brasile ha puntato alla grande su questo, sfruttando la canna da zucchero. Ma forse non tutti sanno che anche alcuni paesi europei si sono lanciati all'utilizzo dei "carburanti verdi": stiamo parlando di Francia e Svezia. I francesi stanno installando 500 pompe in tutto il paese che distribuiscono l'eco-carburante, ma la nazione leader si conferma la Svezia, ove addirittura l'85% del carburante attualmente in circolazione è costituito da etanolo!!! La materia prima per la sua produzione (barbabietola, canna da zucchero, mais e frumento) non viene certo podotta in loco (a causa delle proibitive condizioni climatiche), ma viene importata dal Brasile, grazie alle notevoli agevolazioni fiscali che sono state introdotte. Certo, per poter utilizzare l'etanolo bisogna dotarsi di motore compatibile (comunque già in commercio) oppure apportando modifiche a quello che già si possiede. Ma i vantaggi sono molteplici: dalla forte diminuzione di scarichi di gas in atmosfera al risparmio economico (1 litro di biodiesel costa 0.80 euro contro 1.20 euro della benzina senza piombo), ricordando anche che le prestazioni del motore con biodiesel sono appena inferiori a quelle del suo collega a benzina. Ma allora, perchè non si apllica ovunque?

Dighe per proteggere le coste italiane dall'innalzamento marino!

Questa è l'idea che è stata lanciata per proteggere i lunghi tratti di costa italiana che sarebbero a rischio allagamento da qui al 2100 in seguito all'inesorabile innalzamento dei mari causato dal continuo scioglimento dei ghiacci polari. Da uno studio eseguito dall'Enea, sono 3.975 (su un totale di 7.750) i km in Italia di costa bassa o sabbiosa e di questi ben 1.384 sarebbero a rischio inondazione entro la fine di questo secolo, in seguito ad un innalzamento del mare che varierebbe da 30 a 100 cm! Come già scritto in un precedente articolo, le zone più pianeggianti favoriranno un afflusso delle acque marine ben verso l'entroterra con danni inestimabili: si pensi alle molte città, grandi (come Venezia) e piccole, soggette ad abbandono ed inutilizzo, nonchè all'acqua marina che risalirà sempre di più i fiumi italiani (in primis il Po) con ripercussioni sull'agricoltura e sulle falde acquifere. Quale allora l'idea lanciata da alcuni studi dell'Enea? Bisognerà innanzitutto valutare caso per caso: saranno circa 30 i tratti di costa soggetti a rischio allagamento, tuttavia ove si presentino tratti di costa molto bassi e con pendenza molto dolce che consentirebbe all'acqua marina di penetrare per circa 200-300 metri in zone disabitate, allora vi potrebbe essere un riassestamento naturale della costa stessa. In altre, minacciate dall'acqua marina, vi potrebbe essere la conversione dell'attività agricola in itticoltura. Certo, però, che in quelle attualmente abitate le soluzioni sarebbero scarse, e così si sta pensando a delle dighe di contenimento. L'unico inconveniete è il costo: 2.000.000 di euro per ogni km di diga alta 1 metro!!! Purtroppo il tempo stringe e bisogna trovare (ed applicare) delle soluzioni nel più breve tempo possibile, un secolo passa in fretta...

mercoledì 7 febbraio 2007

Lo spazio è ormai una discarica di detriti....

E' stato lanciato un allarme da alcuni scienziati americani: nello spazio c'è ormai troppa spazzatura costituita da detriti provenienti dalle distruzioni dei satelliti in disuso (che, infatti, quando non sono più utilizzabili non vengono tirati a terra ma si procede alla loro distruzione mentre sono in orbita). Il problema principale è che questi detriti, pur piccoli che siano (fino a 10 cm), entrando in collisione con i satelliti esistenti ne causano danni gravissimi. Si calcola che i detriti che arrivano alle dimensioni di 10 cm sono almeno 10.000: l'ultimo grave episodio è la distruzione di un satellite cinese lo scorso 11 gennaio che ha aggiunto altri 1.000 detriti circa a quelli già esistenti. Tra questi detriti vi sono satelliti non più in funzione, razzi distrutti e residui di esplosioni. Gli scienziati ripetono che basta la collisione tra uno di questi detriti ed una navicella spaziale per distruggerla! Si stanno già studiando alcune soluzioni per recuperare questi detriti, ma al momento sono troppo costose. Ad oggi sono numerosi i satelliti in attività che ruotano attorno alla Terra e che svolgono varie ed importanti funzioni: per la meteorologia, per le telecomunicazioni, per i rilevamenti geofisici, ecc... Si rischia insomma una crisi orbitale....

CARBURANTI VERDI? Sì, ma ora ci sono le controindicazioni...

E' notizia di questi giorni che la Cina, pur ribadendo il suo no al protocollo di Kyoto, sta lanciando per la prima volta un programma nazionale per la riduzione delle emissioni in atmosfera di anidride carbonica e per la lotta al surriscaldamento terrestre (ricordiamo che tra 4 anni la Cina sarà il primo produttore mondiale di CO2, superando gli Stati Uniti). Per questo, ha deciso di lanciare i cosiddetti "carburanti verdi": si tratta di etanolo e biodiesel (di cui la Cina entro il 2100 sarà il 3° produttore mondiale) che sono già utilizzati in alcuni paesi asiatici in quanto molto meno inquinanti dei normali idrocarburi (gasolio, benzina, ecc...). Sorge però ora il problema inverso. I cosiddetti "carburanti verdi" si ricavano generalmente da grano, granoturco, soia e palma da olio (i cui prezzi sono già aumentati notevolmente), e questo richiede una nuova e grande quantità di terreni arabili (almeno il triplo di quelli attuali) dove poter coltivare queste piante. I terreni arabili scarseggiano per l'incombenza di edilizia e nuove industrie e, per trovarli, è in atto un'operazione selvaggia di deforestamento in molti paese asiatici, con distruzione di foreste vergini e prosciugamento di terreni paludosi. Le controindicazioni sono che il disboscamento contribuisce ad una diminuzione di ossigeno nell'aria, mentre gli estesi incendi utilizzati per disboscare ed eliminare le torbiere contribuiscono non poco ad immettere nuova CO2 in atmosfera! Alcuni esempi? L'Indonesia è divenuta, in seguito a questi incendi, il 3° produttore mondiale di CO2 (dopo USA e Cina) pur non essendo molto industrializzata; il Borneo (la 2° isola più grande al mondo ed una delle più grandi riserve naturali per le sue foreste pluviali) ha visto dimezzare in pochi anni la sua vegetazione e gli incendi hanno ricoperto l'isola di una densa coltre di fumo! Insomma, attuando una simile politica, le forme alternative di carburante rischiano di essere più dannose per l'ambiente di quelle tradizionali. La strada è quella giusta, sbagliata è invece la politica con cui vengono attuate queste decisioni....

MODELLI METEO dI PREVISIONE: come sono diventati affidabili!

La meteorologia continua a fare passi avanti nelle previsioni del tempo, certo c'è ancora molta strada da fare, ma i risultati sono già molto apprezzabili. Le previsioni attualmente arrivano con una buona precisione sino a 5-6 giorni, oltre (fino a circa 15 giorni) si possono tracciare delle buone linee di tendenza ma senza sapere con precisione il tempo di un giorno particolare; oltre invece è fantascienza! Le prervisioni stanno facendo passi da gigante soprattutto a scala locale. Guardate queste due mappe allegate: la prima è relativa alle precipitazioni previste dal modello di previsione europeo, che evidenziava per la giornata di ieri il concentramento della pioggia tra la Liguria Orientale e l'Appennino Emiliano. La seconda mappa è invece un rilevamento radar delle 17:21 di ieri che rivelava come le piogge stessero cadendo con una certa insistenza proprio sulle zone previste! Consultate il sito http://meteolive.leonardo.it/cartemeteo/gfs-hr-plus.php, ove troverete le carte meteo di previsione di temperatura, pressione, vento e pioggia per i prossimi giorni per l'Italia e per l'Europa. Buona previsione a tutti!!!

martedì 6 febbraio 2007

ISLANDA: ghiacciai in pericolo per... l'economia!

Quello che vedete in foto è lo spettacolare ghiacciaio di Vatnajokull, in Islanda, uno degli ultimi paradisi naturali d'Europa. Non sembra pensarla così però l'attuale governo islandese di centro-destra che, per produrre ulteriore energia elettrica, intende sfruttare questo immenso ghiacciaio modificando in maniera irreversebile uno dei luoghi più suggestivi ed incontaminati d'Islanda ed Europa! Sono in pericolo fiumi, cascate e distese di ghiacci che ricoprono vulcani in attività e che fanno parte del comprensorio naturale del ghiacciaio. Secondo voi, per quale motivo si intende fare tutto ciò? Ma per fornire di ulteriore energia non il paese, ma l'azienda internazionale "Alcoa", seconda produttrice di alluminio al mondo: ricordiamo che la fusione dell'alluminio è una delle produzioni più inquinanti che esistano e che richiedono quantità enormi di energia!! Per tale motivo verranno costruite molte dighe, tunnel e serbatoi che serviranno a produrre nuova energia proprio per l'azienda, nonchè ad attirare nel paese altre grandi industrie. In un momento in cui il problema ambientale è così sentito e diffuso in tutto il mondo e soprattutto per la grande urgenza di combattere il surriscaldamento del pianeta, arriva questa notizia che fa davvero rabbrividire... Il Governo islandese di centro-destra, guidato da David Oddsson, punta soprattutto sul fatto che l'Islanda, essendo un paese "pieno" di energie rinnovabili, può alzare il suo livello delle emissioni di anidride carbonica fino a 1.600.000 tonnellate annue: avete letto bene, per una volta che c'era un paese che scaricava poca CO2 in atmosfera, cosa fa il protocollo di Kyoto? Gli consente di poter scaricare di più, ma fino ad un certo limite! Da non credere....

MESSICO: guardate che grotta di cristalli!

E' stata scoperta nel 2000 nei pressi di Naica, in Messico, da due minatori che stavano scavando un cunicolo a circa 300 metri di profondità. La scoperta, stupefacente, è stata una grotta piena di cristalli di selenite alti fino a 14 metri e larghi 2! La selenite (detta anche "pietra di luna") è un tipo di gesso traslucido che ricorda appunto al luminosità lunare, tanto che il paesaggio all'interno della grotta è davvero spettrale. Per tale motivo è stata denominata la "Grotta dei Cristalli". Le condizioni all'interno della grotta sono però invivibili, impossibili per la sopravvivenza umana: ben 50°c di temperatura con un'umidità prossima al 100%!!! Le successive spedizioni sono infatti durate pochi minuti... Oggi invece grazie a strumentazioni ed abbigliamenti particolari è possibile soggiornare nella grotta più a lungo: grazie infatti a delle tute refrigerate equipaggiate con un sistema di ventilazione che favorisce la respirazione e protegge il viso e gli occhi, si è consentita la permanenza nella grotta per almeno un'ora. Ciò ha reso possibile la partenza nel 2006 del progetto Naica (con studiosi italiani, statunitensi, spagnoli e messicani), che durerà 3 anni, durante i quali svolgeranno numerosi studi. Intanto accontentatevi di queste foto... Fonte http://www.focus.it

OLANDA: è arrivata la "discoteca ecologica"!

A promuovere il progetto è un'associazione ambientale olandese, la Enviu, che lo ha realizzato assieme allo studio di architettura Doll-Atelier voor Bouwkunst di Rotterdam. Si tratta della prima discoteca ecologica al mondo, che sfrutta l'energia "umana" per produrre elettricità che alimenta il locale stesso. In pratica, il pavimento del locale è costituito da particolari cristalli che producono elettricità ogni volta che vengono fatti sobbalzare durante il ballo (è quello che avviene nei normali accendigas da cucina in cui lo strofinamento di uno di questi cristalli produce una minima quantità di elettrictà che fa scoccare la scintilla). Quindi, ballando si produce l'elettricità che fa funzionare il locale (luci e casse) che a sua volta, con la musica, "alimenta" i danzatori: un ciclo continuo! Si pensa già di applicare lo stesso principio (ma tramite dei generatori a pressione idraulica) alla metropolitana di Londra, per sfruttare l'energia prodotta dai passi delle migliaia di pendolari. Avanti con le nuove energie... Fonte http://www.focus.it

lunedì 5 febbraio 2007

LEGAMBIENTE: ecco quali sono gli impianti italiani più inquinanti

Legambiente ha stilato la triste classifica degli impianti italiani che scaricano più CO2 in atmosfera in un anno, in base ai dati Eper (che è il Registro Europeo delle emissioni industriali nell'atmosfera e nelle acque). Questa è la classifica dei "primi" 12 impianti italiani:
1°) centrale termoelettrica Enel di Brindisi Sud, con 15.340.000 tonnellate di CO2 (funziona a carbone);
2°) ILVA di Taranto, con 11.070.000 di tonnellate di CO2 (funziona a carbone);
3°) centrale termoelettrica Edison di Taranto, con 10.000.000 di tonnellate di CO2 (funziona a gas);
4°) raffinerie sarde Saras di Sarroch (Cagliari), con 6.041.000 tonnellate di CO2 (funziona a gas da petrolio);
5°) centrale Enel di Montalto di Castro (Viterbo), con 5.943.000 tonnellate di CO2 (funziona ad olio combustibile);
6°) impianto termoelettrico Enel di Fusina (Venezia), con 5.590.000 tonnellate di CO2 (funziona a carbone);
7°) centrale termoelettrica Endesa di Fiume Santo (Sassari), con 4.130.000 tonnellate di CO2 (funziona a carbone ed olio combustibile);
8°) centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (Savona), con 3.703.000 tonnellate di CO2 (funziona a carbone);
9°) centrale termoelettrica Edipower di San Filippo del Mela (Messina), con 3.596.000 tonnellate di CO2 (funziona ad olio combustibile);
10°) raffineria di Gela (Caltanisseta), con 3.515.000 tonnellate di CO2 (funziona a pet coke);
11°) centrale termoelettrica Enel di La Spezia, con 3.214.000 tonnellate di CO2 (funziona a carbone e gas);
12°) centrale termoelettrica Enel Torrevaldaliga Nord di Civitavecchia (Roma), con 2.955.000 tonnellate di CO (funziona ad olio combustibile).
Queste sono le strutture che inquinano di più in Italia: insieme scaricano in atmosfera ben 75.097.000 tonnellate di CO2 all'anno!!! Come ben potete vedere, si tratta per la maggior parte di centrali termoelettrriche (parecchie della nostra amata Enel) che funzionano esclusivamente a combustibili fossili (oli combustibili, petrolio, carbone, ecc...): ma le energie rinnovabili dove sono?

domenica 4 febbraio 2007

E' ufficiale il 4° rapporto sui cambiamenti climatici dell'IPCC!

Ne erano state date larghe anticipazioni nei giorni scorsi ma ora è ufficiale: si conferma quanto in precedenza ribadito sugli effetti del cambiamento climatico inseriti nel 4° rapporto dell'IPCC (ovvero l'Intergovernmental Panel on Climate Change), curato dall'ONU. In poche parole, il cambiamento climatico è davvero repentino e sta avvenendo in tempi sempre più stretti ad una velocità che non si immaginava, causando fenomeni meteorologici sempre più intensi e più vicini nel tempo. Per rendere l'idea, dal 1905 al 1975 la temperatura media terrestre è cresciuta di 0.06°C ogni decennio, dal 1976 al 1995 è cresciuta di di 0.13°C ogni decennio mentre dal 1996 al 2006 è aumentata di ben 0.23°C! Le previsioni sono drammatiche: la temperatura media terrestre aumenterà entro il 2100 tra i 2°C e i 4.5°C, anche se i più pessimisti hanno ipotizzato un +6°C: sarebbe un disastro climatico! Si tratta di un circolo vizioso che difficilmente si può fermare, visto che è già partito: aumentano le temperature, questo fa aumentare l'evaporazione di mari ed oceani, di conseguenza aumenta il vapore acqueo nell'atmosfera che a sua volta da una parte incrementa l'effetto-serra e dall'altra è causa di un intensificarsi delle precipitazioni. Tutti i modelli climatici sono concordi poi nell'indicare che il surriscaldamento globale indebolisce la capacità della Terra di assorbire l'anidride carbonica in eccesso. Per tale motivo la CO2 crescerebbe del 44%, aumentando di un ulteriore 1.2°C la temperatura prima stimata! Si è stimato anche che l'influenza dell'uomo sul riscaldamento globale, prima stimabile in un 60-70%, ora è arrivata al 90-95%! L'aumento globale terrestre porterà ad un continuo e sempre più intenso scioglimento dei ghiacci dei poli, provocando un inarrestabile aumento del livello di mari ed oceani, stimabile mediamente tra 18 e 59 cm su tutto il pianeta, con risvolti negativi per decine di milioni di persone che popolano le coste a rischio (vedi anche il mio precedente articolo sulle coste italiane a rischio allagamento). Bisogna a tutti i costi diminuire le emissioni di CO2 in atmosfera, con politiche decisionistiche ed autoritarie che prendano decisioni a scala nazionale e globale al fine di utilizzare energie alternative (solare ed eolico in primis), eliminare la dipendenza dalle energie prodotte da combustibili fossili (gas, petrolio, carbone) altamente inquinanti, costringere le industrie ad un abbattimento degli scarichi in atmosfera tramite impianti alternativi: le strade sono molteplici ma bisogna seguirle al più presto, altrimenti la situazione si farà presto drammatica....

VERONA: effetti del cambiamento climatico!

Ho preso Verona come esempio visto che è la provincia in cui risiedo ma potrebbe rappresentare molte altre località per gli effetti che vi si stanno verificando. Partiamo dall'immagine allegata: rappresenta la triste visione della pista da sci della stazione di San Giorgio (comune di Boscochiesanuova), posta tra 1.500 e 1.800 metri di quota. Un'immagine desolante: con le montagne verdi e la poca neve (artificiale) concentrata sulla pista! Circa 15-20 cm di neve erano caduti circa 10 giorni fa (unica nevicata di questo inverno!) ma le temperature troppo elevate l'hanno già sciolta e non si può produrre nemmeno quella artificiale in quanto le temperature sono troppo alte: venerdì 02 febbraio all'arrivo della funivia a quota 1.800 metri la temperatura era di ben +24°C al sole e la minima si è fermata a +2.5°C!!! Per questo sono stati annullati i Campionati Italiani di fondo assoluti e delle categorie allievi e ragazzi, spostati così sulle piste di Padola di Comelico (BL), a quota 1.215 metri ove l'ultima perturbazione ha scaricato ben 70 cm di neve. Nella Lessinia (il complesso montuoso del Veronese di cui fa parte anche San Giorgio) il cambiamento climatico ha portato alla chiusura in questi anni di molte piste da sci proprio per la scarsità di neve, sempre più assente a causa del costante aumento termico e delle precipitazioni che molto spesso sono assenti durante il periodo invernale e quando avvengono sono il più delle volte sotto forma di pioggia complice lo scirocco sempre più insistente e sempre più caldo! L'altro dato veronese rigurarda l'inquinamento cittadino ed in particolar modo la concentrazione delle micidiali polveri sottili PM10 nell'aria: Verona continua ad essere non solo la città col più alto concentramento di PM10 del Veneto ma una delle più inquinate d'Italia: nel corso del mese di gennaio 2007, Belluno ha superato il limite di attenzione delle PM10 (che è di 50 microgrammi/Nmc) 1 giorno su 31, Rovigo 16 giorni su 31, Treviso 23 su 31, Padova 26 su 31, Vicenza e Venezia 27 su 31 e Verona 28 su 31!! Ricordiamo che la normativa permette alle città un tetto massimo di 35 giornate annue per poter superare tale limite! Fatevi due conti e.... respirate! Senza dubbio si tratta di due realtà (inquinamento cittadino e scarsità di neve) che riguardano moltissime altre zone d'Italia, con risvolti negativi sulla salute dei cittadini e sull'economia di molte zone....

CLIMA ITALIA: continua questo "non inverno"!

Da settembre a dicembre le temperature sono state incredibilmente e costantemente sopra la norma su tutta l'Europa: si pensava che gennaio avesse potuto invertire questo trend, ed invece siamo qui, ancora una volta, a descrivervi un altro mese caratterizzato da intense anomalie positivie in buona parte d'Europa e soprattutto in Italia. La prima mappa allegata parla da sola e riporta le anomalie di pressione alla quota di 500hPa riscontrate negli ultimi tre mesi: in pratica si tratta di una figura di alta pressione presente costantemente in questi tre mesi, responabile di questo inverno eccezionalmente caldo ed asciutto. Il cerchietto in rosso più intenso indica la situazione più anomala ed è proprio sopra l'Italia! Stiamo vivendo certamente un periodo davvero straordinario per intensità e durata, paragonabile come evento alla terribile e caldissima estate 2003!!! Nel corso del mese di gennaio le anomalie termiche positive più forti si sono registrate sul Nord Italia, associate a precipitazioni scarsissime. Questo mese di gennaio 2007 entrerà probabilmente nella storia della meteorologia per quanto caldo ed asciutto è stato: mai se ne era verificato uno così dal 1850 ad oggi (prima non sappiamo, visto che non c'erano misurazioni di temperatura attendibili)! Anche la seconda mappa parla da sola: in marrone sono indicate le aree con temperature molto superiori alla media e corrispondono a buona parte d'Europa (e l'Italia) fino a tutta la Siberia, ove le temperature medie hanno superato anche di 10° la media!!! Il fatto che due fenomeni meteorologici così intensi (estate 2003 ed inverno 2006-2007), con temperature eccezionalmente elevate e precipitazioni scarsissime, si siano verficati sulla stessa zona a così poca distanza temporale l'uno dall'altro dovrebbe far riflettere sulla velocità del cambiamento climatico in atto sulla Terra. Non possiamo più negare l'evidenza... Fonte http://www.meteogiornale.it

giovedì 1 febbraio 2007

CAMBIAMENTO CLIMATICO: si estremizzano i fenomeni meteoologici

Sono usciti altri dettagli dal DOSSIER ONU sul clima, in seguito alla convention svoltasi in questi giorni a Parigi. Ci sono purtroppo tutte le premesse perchè si verifichino fenomeni meteorologici sempre più violenti ed estremi. Vediamone alcuni:
1) aumenteranno le precipitazioni: ciò perchè c'è sempre più vapore acqueo in atmosfera (trattenuto dai gas-serra) che, saturando, forma nuvole e precipitazioni;
2) aumentano le nubi a sviluppo verticale: sono quelle che scatenano temporali, trombe d'aria e cicloni. Aumentano perchè aumenta il contrasto tra l'aria fredda che irrompe su zone sempre più surriscaldate;
3) aumentano i fattori che portano alla formazione delle nuvole: le minuscole sostanze inquinanti sospese nell'aria fanno da catalizzatore al vapore acqueo. Lo attirano e si formano goccioline che poi danno origine a nubi e piogge;
4) aumentano e si intensificano le grandinate: aumentano perchè aumentano le nubi che le producono (ovvero quelle a sviluppo verticale) e si intensificano (aumentandone le dimensioni dei chicchi) proprio per le correnti sempe più forti che si originano in queste nubi a sviluppo verticale;
5) aumentano i fulmini: sempre per lo stesso motivo per cui aumentano le grandinate;
6) aumenta la disomogeneità dell'atmosfera: le piogge tendono a concentrarsi in alcune zone e si diradano in altre vicine. L'ultima alluvione verificatasi a Vibo Valentia lo scorso anno ha scaricato una quantità incredibile d'acqua sulla città (racchiusa tra il mare e le montagne) arrecando danni e morti solo in pochi kmq, mentre a 10 km di distanza splendeva il sole e la gente affollava le spiagge!;
7) diminuiscono le precipitazioni nevose: soprattutto ad alta quota, che contribuirebbero a respingere (per il loro potere riflettente) i raggi solari verso l'atmosfera. Mancando sempre più la neve, questi raggi rimangono intrappolati surriscaldando l'atmosfera.
Aspettiamo ancora un pò? O siete ancora convinti che siano tutte fandogne da catastrofisti? Vi consiglio di meditare...

La GROENLANDIA continua a perdere pezzi...

Continua il dibattito sul clima, sul cambiamento climatico della Terra, sulle sue cause e soprattutto su cosa fare in futuro. Ma gli effetti del cambiamento climatico sono già in atto: ad esempio, la Groenlandia, mentre si discute, continua a perdere pezzi in seguito allo scioglimento inesorabile dei suoi ghiacciai, e così molte sue penisole prima attaccate alla terraferma ora si rtrovano ad essere delle vere e proprie isole. L'ultima in ordine di tempo si è staccata dalla costa orientale. L'aumento delle temperature non solo sta sciogliendo i ghiacci ma sta cambiando la geografia delle coste, in seguito all'affiorare continuo di isole prima sommerse dai ghiacci. Le mappe geografiche e nautiche groenlandesi vengono continuamente aggiornate ma appena vengono disenate sono già "vecchie"! Tutto questo sta succedendo nel giro di pochissimi anni: alcune di queste isole fino a due anni fa non erano visibili... Vogliamo continuare a discutere?

Un TUNNEL collegherà Europa ed Africa!

Una distanza così piccola, appena 14 km di mare tra Punta Canales (Spagna) e Punta Cirea (Marocco), meglio noto come Stretto di Gibilterra: una distanza che forse potrà essere superata non più tramite nave ma anche in treno tramite la realizzazione di un tunnel sottomarino! Il tunnel, però, non collegherà le terreferme nel loro punto più vicino, in quanto lì il mare è troppo profondo (oltre 90o metri), per cui sarà realizzato oltre lo Stretto verso l'oceano tra Punta Paloma (Cadice, Spagna) e Malabata (Tangeri, Marocco). Il percorso totale sarà di 40 km, di cui 28 sotto il mare (ad una profondità più accettabile di 300 metri) e 12 sulla terraferma. Vi scorrerà una linea ferroviaria: è esclusa la possibilità del percorso automobilistico, in quanto sarebbe difficile per gli autisti mantenere la concentrazione alla guida per 40 km in uno spazio chiuso e anche per problemi di inquinamento. Esclusa anhe l'ipotesi di un ponte al posto del tunnel: troppo elevata la lunghezza e troppo notevole la profondità per i piloni di sostegno. Nulla è ancora detto sulla fattibilità reale dell'opera: se i lavori cominciassero ora l'opera potrebbe essere terminata nel 2025, con una spesa che supererebbe i 13 miliardi di euro!! E' così conveniente? Non si potrebbe fare dell'altro con questi soldi? Il vicino Marocco saprebbe come impiegarli meglio...